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“I bisbigli di un’anima muta” ripubblicato in versione digitale

9788896703526I bisbigli di un’anima muta”, raccolti di saggi e poesie di Zairo Ferrante, già edito dalla CSA-editrice nel 2011, è stato appena ripubblicato in versione digitale ( e-book) dalla stessa casa editrice.

“Una raccolta di saggi, racconti e versi intorno alla poesia. Un libro che invita a ricercare il mondo nella poesia e la poesia nel mondo. Parole che spingono ad ascoltare la propria Anima per non smarrirsi nel correre veloce dell’Umanità. Un’esaltazione del verso dai “mille usi” e della “Poesia come Madre buona di tutte le cose del Mondo”. Pagine che esortano a costruire il proprio personale viaggio senza tracciarne, anticipatamente e oggettivamente, il sentiero. Una professione d’Amore verso l’Uomo e le meraviglie del suo Mondo.” …( nota di copertina ) 

Il libro è disponibile ad un prezzo ridotto su tutte le principali librerie on-line specializzate in formati digitali:

http://www.hoepli.it/autore/zairo_ferrante.html

http://www.bookrepublic.it/book/9788898360246-i-bisbigli-di-unanima-muta/

http://www.ebookizzati.it/ebook-i-bisbigli-di-un-anima-muta-zairo-ferrante-csa-editrice-idprd581034.html#PrdAnc

CAMPAGNA POETICO-DINANIMISTA D’UGUAGLIANZA: perché il “diverso” non esiste!!!

COPERTINAPerché il “diverso” non esiste… è solo un’invenzione di chi, ovviamente senza averne motivo, si sente “normale”.

ZF

A ME CHE SON DI-VERSO

di Zairo Ferrante

A me che son di-verso

qualche verso mi decanto,

per sberleffo

e dis-canto del normale.

A me che sono gay

quando, solo, cerco e trovo

la carezza di un amico.

A me che sono cieco

quando, forte, chiudo gli occhi

nell’amore della Donna,

assaporando quel suo bacio.

A me che sono down

quando, perso, nell’abbraccio di mia madre

dolcemente allungo gli occhi,

che si perdon’in un sorriso.

A me che son barbone

quando, al freddo, d’una panchina

mangio pane e bevo birra.

 

E decanto qualche verso

a Chi semina parole

per il mondo degli Uguali.

A Chi in silenzio,

per amore del di-verso,

si vergogna del normale.

Zairo Ferrante

4-2-2011

Copyright©2011: http://zairoferrante.xoom.it/ (sito ufficiale di Zairo Ferrante)

 ( Tratta dal libro “I bisbigli di un’anima muta” – CSA-ed. 2011- e liberamente ispirata dalla lettura di “Io mi prendo cura di te” .Libro di Girolamo Melis e vera professione d’Amore verso il dis-uguale. )

*FOR ME WHO IS DIF-FERENT 

For me who is dif-ferent

I pour me some verses,

I make grimaces

and sing-out-of normal tune.

For me who is gay

when, alone, I seek and find

the caress of a friend.

 

For me who is blind

when, boldly, I close my eyes

in the love of a Lady,

savoring this kiss of hers.

 

For me who is down

when, lost, in my mother’s embrace

I gently squeeze my eyes closed,

getting lost in a smile.

 

For me who has a beard

when, in the cold, on a bench

I eat bread and drink beer.

 

And I pour some poetry

for Whovever sows words

all over a world of Equals.

For Whoever in silence,

out of love for the dif-ferent,

is ashamed of the normal.

*Traduzione in inglese liberamente concessa dalla poetessa Californiana Ute Margaret Saine

INOLTRE, PER PARLARE SENZA DISCRIMINARE, INVITIAMO A LEGGERE UN ARTICOLO SUL BLOG DELLA GIORNALISTA VANESSA CAPPELLA: http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/07/26/siti-web-parlare-civile-il-prontuario-per-comunicare-senza-discriminare/1071829/

*Copertina di Vincere liberamente tratta da: http://www.girolamomelis.it/2011/04/eccomi-di-nuovo-davanti-te-giovanni.html

Versi in bicicletta: Bicinuragica 2014

“BiciNuragica – Poesia” 2014, Sardegna come viaggio lento, scrittura, voce, musica, arte, cultura, territorio, tradizioni e oltre … (III edizione): Aggius, Ales, Logo BiciNuragica 2014Arzachena, Budoni, Cagliari, Gergei, La Corte, Monserrato, Nughedu San Nicolò, Olbia, Ollastra, Ortacesus, Padria, Quartu Sant’Elena, Sant’Antonio di Gallura, Selegas, Seulo e altre località sarde (letteratura, cicloturismo, ambiente, musica, arte, tradizioni), dal 2 al 17 agosto 2014.

 

Sabato 2 agosto 2014 si inaugura a Olbia, presso la Biblioteca Simpliciana, nell’ambito della rassegna “Sul filo del discorso”, la terza edizione dell’evento ciclopoetico “BiciNuragica – Poesia” 2014, Sardegna come viaggio lento, scrittura, voce, musica, arte, cultura, territorio, tradizioni e oltre …,  ideato e curato da Ugo Magnanti. 

Per questa edizione i bicinuragici sono: Daniele Contardo, Anna Nascimben, Claudia Tifi, Matteo Campulla, Numa Echos, Andrea Olla, Dona Amati, Ugo Magnanti, Marta Proietti Orzella.

La rassegna poetica itinerante in bicicletta, che prevede reading, musica, proiezioni, performance d’arte varia, happening, e altro, farà tappa, grazie al sostegno delle amministrazioni comunali, in diverse località dell’Isola: Aggius, Ales, Arzachena, Budoni, Cagliari, Gergei, La Corte, Monserrato, Nughedu San Nicolò, Olbia, Ollastra, Ortacesus, Padria, Quartu Sant’Elena, Sant’Antonio di Gallura, Selegas, Seulo.

La manifestazione si aprirà il 2 agosto ad Olbia per concludersi il 17 agosto a Cagliari.

Il gruppo di “BiciNuragica” percorrerà il tragitto in bicicletta portando poesia, in senso stretto e in senso lato, nei luoghi storici, nelle piazze e nelle strade delle città attraversate.

“BiciNuragica – Poesia” 2014, patrocinata dalla Regione Sardegna e dai Comuni di Cagliari e di Arzachena, è promossa e organizzata da Fusibilia Associazione e dall’Associazione HyperionArt di Cagliari, in collaborazione con Pragma srl di Arzachena, con il Club Unesco di Aggius, e con l’Associazione Italo-Tedesca di Olbia.

Trasbordi da e per il continente a cura del Consorzio GoinSardinia – nuove rotte per la Sardegna.

Ad ogni tappa di “BiciNuragica – Poesia” corrisponderà un incontro, nel quale, poeti, musicisti, e artisti sardi si affiancheranno al gruppo ciclo itinerante di BiciNuragica. Proprio alla cultura sarda, tradizionale e contemporanea, sarà riservato ampio spazio nel corso della manifestazione. Il progetto è stato sostenuto dalle amministrazioni comunali, nonché da varie realtà isolane, dalle più rilevanti istituzioni letterarie come la Biblioteca Simpliciana di Olbia, il Progetto OttobreInPoesia di Sassari, la Fondazione Cicitu Masala di Nughedo San Nicolò, la Biblioteca Comunale “Salvatore Sale” di Padria, alle più attive Associazioni locali che operano in ambito culturale o sociale sul territorio sardo, come l’Associazione Pro Loco di Ales,  l’Associazione Culturale Scirarindi, il Comitato Classe Settantaquattro Gergei, nonché dalle più dinamiche realtà turistiche o enogastronomiche dell’Isola, come l’Hotel Regina Margherita di Cagliari, il Parco Lu Cantaru SP 018 Sassari Argentiera, Enoturismo in Sardegna di Loiri Porto San Paolo, o da enti di servizio sociale come MAP Gestioni srl, Cooperativa KER – Centro Servizi Anziani “E. Jenner” di Quartu Sant’Elena.

Il logo di “BiciNuragica” è stato realizzato da Paolo Baghino.

 

 

BiciNuragici 2014

 

UGO MAGNANTI, poeta e promotore culturale, ha ideato e diretto numerose manifestazioni letterarie in diverse città italiane, fra cui la rassegna “Nettuno Fiera di Poesia 2010”, curando azioni ed eventi, come “Otto poeti nell’immondizia”, “Poesie vomitate contro la Turbogas”, il body poem “Notte di Valpurga”, “Petali-parole di desiderio”, “Icaro e Dedalo, Ditirambi No Turbogas: poeti paracadutati”, “Duetti Misti Incrociati” (2008-2011), “8 poetesse x l’8 marzo” (2008-12) e, in ambito ciclopoetico, “Sicilia Poetry Bike” (2008-2009), “EpoSillàBici (Il geometra e il poeta)”, 2011, e “BiciNuragica – Poesia 2012 e 2013”. Sempre in ambito ciclo poetico ha partecipato come ciclopoeta a “CicloPoEtica 2010” e a “CicloInVersoRoMagna 2011”. Ha pubblicato, fra l’altro, la raccolta di poesie “Rapido blé”, e le plaquette “20 risacche”, “Poesie del santo che non sei”, “Il battito argentino”. Nato a Nettuno, vive, e lavora come insegnante in un istituto superiore, nella città di Anzio e Nettuno.

 

DANIELE CONTARDO, musicista polistrumentista (chitarre, liuto, fisarmonica, organetto diatonico, flauti, percussioni) e cantastorie, è ormai noto con la dicitura piemontese Contador per la sua figura di moderno giullare in bicicletta. Ha appena portato a termine l’edizione 2014 del suo tour “2 Ruote di Resistenza – Alla Ricerca del Popolo che Manca” in cui ha attraversato lo Stivale tra musica, inchiesta e scambio culturale, in collaborazione con Italia che Cambia e Movimento Lento. Fin dagli anni ’90 sperimenta i linguaggi del teatro di strada, giullaresco e popolare, fino all’esperienza di ricostruzione di una Compagnia di Commedia dell’Arte, con spettacoli rappresentati in un carro-teatro trainato da cavalli. Collabora con i ‘Modena City Ramblers’, con i quali ha partecipato a quattro album e condiviso numerosi progetti e ha all’attivo concerti e incisioni con artisti internazionali. In ambito ciclomusicale e cicloletterario ha curato o partecipato a viaggi in bicicletta, quali “2 Ruote di Resistenza” 2008, (Valsusa-Mugello-Sicilia), “CicloPoEtica” 2010 (Torino-Venezia), “Lo Sbarco-La Nave dei Diritti” 2010 (Torino-Barcellona-Genova), “BiciNuragica – Poesia” 2012 e 2013. Animatore della fragorosa fanfara di strada Bandragola Orkestar e del funambolico duo FryDa, è nato e vive a Torino.

 

Anna Nascimben, violinista e cantante, diplomata in viola presso il Conservatorio “B. Marcello” di Venezia, ha fatto parte del complesso strumentale “Rondò Veneziano”, partecipando a numerose tournée in tutta Europa, nonché del Gruppo Orchestrale “S. Marco” di Pordenone e dell’Orchestra Filarmonica di Udine. Nel 2009 la sua esecuzione dell’inno di Mameli ha aperto ufficialmente la cerimonia inaugurale della Coppa del Mondo di Sci a Tarvisio. Fra i più recenti lavori pubblicati, l’album “Rondò”, con l’etichetta Plaza Mayor Company, il singolo “A night in Venice” (Nascimben-Cappuccio) e il singolo dance “Je suis a toi” che hanno avuto ampia diffusione in Francia. Polistrumentista (violino, viola, fisarmonica, tastiere) e musicista dal vasto repertorio, spazia dalla classica rivisitata in chiave moderna, fino al jazz, al pop, e alla musica chill-out. Come cantante spazia dal repertorio lirico-operistico, alla musica vocale da camera, fino al musical. Una parte della sua produzione è caratterizzata da una mescolanza di voce lirica e violino, il tutto proposto in chiave elettronica. Attualmente si esibisce nei più vari e prestigiosi contesti artistici italiani. È nata a Spilimbergo e vive a Pordenone.

 

CLAUDIA TIFI, poeta, scrittrice, giornalista, ha partecipato con i Giovani Poeti d’Azione a diversi eventi di poesia, tra cui: “La notte dei musei”, e “Parole in transito: incontri con l’Autore in Città”, Roma 2010. Come artista solista ha preso parte a “Bibliodiversi spiriti!”, nell’ambito di “Lib(e)ri sulla carta”, Fiera dell’editoria indipendente di Poggio Mirteto, Rieti, 2009, e  “Poesia combinatoria, acrostica, inversa, e double-face”, Fiera dell’editoria di poesia, Nettuno 2010. È stata redattrice di Abitarearoma.net,  ed è presente nelle antologie “Sono bella, ma non è colpa mia – L’inconvenienza dell’avvenenza” FusibiliaLibri, e “Costellazioni, letture e critiche sull’immaginario”, Lithoslibri. Impegnata nella promozione della mobilità sostenibile e di stili di vita ecocompatibili, dal 2010 è portavoce del Coordinamento Roma Ciclabile, attraverso il quale ha organizzato eventi e convegni, quali il “Forum per la ciclabilità”, “Da 4 a 2 ruote: Roma ci guadagna. Il futuro delle ciclabili nel IV Municipio” e “Dalla rigenerazione urbana alle politiche per la ciclabilità”. Dopo un periodo di formazione nelle ciclofficine popolari romane ha proposto stand, eventi e laboratori di ciclo meccanica nelle scuole e nei luoghi di aggregazione sociale. Ha collaborato con i Têtes de Bois in diverse tournée del “Palco a pedali” e ha partecipato alla II edizione di BiciNuragica – Poesia. È nata ad Ancona e vive a Roma.

 

MATTEO CAMPULLA, videoartista, con vari sconfinamenti in ambito pittorico, musicale e letterario. Componente dal 2009 del Movimento Oscurantista, collettivo di pittori apertamente schierati contro l’arte contemporanea. Operatore televisivo e montatore ha lavorato presso TCS – Telecostasmeralda, emittente televisiva appartenente al gruppo editoriale de “L’Unione Sarda”. Come freelancer, ha collaborato con Repubblica.it, prodotto videoclip musicali, realizzato diversi reportage di manifestazioni culturali e artistiche, concerti, spettacoli teatrali etc. Nel 2012 elabora “Scars (Video Project)”, un progetto di videoarte che si manifesta per la prima volta nell’ambito del XXV Festival Internazionale di Performing Arts “InterAzioni” del Teatro Arka. Nel 2013, in collaborazione con Marco Fadda, dà vita al progetto audiovisivo “Boga Bisuras!” e vince il Premio Babel nella sezione video. È nato ad Iglesias e vive ad Assemini, dopo avere trascorso la prima infanzia a Ditzingen, in Germania.

 

NUMA ECHOS, poliartista, si muove fra poesia, musica, fotografia d’arte e pittura. Miscelando testi, musiche sperimentali-alternative, gestualità, proiezioni visive, ha realizzato lo spettacolo poetico musicale notturno work in progress “Sogni di lucida-mente: allusioni e rivelazioni di un io follemente sano”, già presentato in vari contesti, fra cui “Terre Vulnerabili – a growing exhibition”, Hangar Bicocca, Milano; “Step 010”, Fiera annuale d’arte contemporanea, Museo della scienza e della tecnologia, Milano; “Miniera” – Futurizzonti in festa – “Shit Surfing day”, evento-laboratorio, Politecnico Bovisa, Milano; “Navigli Poetry Slam”, Milano; “BiciNuragica – Poesia 2013”, Sardegna: la versione editoriale è in corso di pubblicazione per Caosfera Edizioni – Vicenza. Selezionata tra i semifinalisti del concorso “Arezzo Wave Festival”, 2010 e 2012, e tra i dieci finalisti del concorso “Creamusica” 2009-2010, Centro Professione Musica, Milano, ha partecipato a numerosi festival musicali rock indipendenti e programmi radiofonici. Sempre in ambito musicale ha realizzato come voce solista, autrice di musica e testi, il long playing “Shady World”, nell’ambito di un progetto discografico di rock-elettronica con influenze dark, industrial, trip-hop, metal e new wave. Attiva in modalità live come cantante e strumentista (tastiere, sinterizzatori), con live shows” propri ed “opening act shows” per altri artisti (Fluon, Quintorigo, etc.), e con dj set. Attiva anche in ambito “fashion”, in qualità di passerellista e fotomodella.  Fra i suoi esercizi il ciclismo su strada. È nata a Castelfranco Veneto e vive a Milano.

 

ANDREA OLLA, performer monociclista, nei suoi interventi mescola palline, clave, monociclo, con letture poetiche ed ecologiche, sfidando i luoghi comuni sull’età matura.

Ha ideato e realizzato a livello locale e nazionale numerose manifestazioni, campagne e iniziative per promuovere l’uso della bicicletta, per favorire una mobilità sostenibile, per la tutela del territorio e per la conservazione del patrimonio paesaggistico sardo. Ciclista già fondatore a Cagliari della “Associazione Città Ciclabile” e successivamente della “Associazione Amici della bicicletta”, opera ormai da decenni anche nel settore della formazione, organizzando corsi e laboratori per adulti e bambini sul tema dell’educazione alla mobilità, nonché escursioni e cicloraduni. Ha partecipato con apporti tecnici a “BiciNuragica – Poesia” 2012 e 2013. Di formazione scientifica, ha insegnato per decenni matematica e fisica negli istituti superiori. È nato a Fluminimaggiore e vive a Cagliari.

 

DONA AMATI, poeta, performer, editore e organizzatrice culturale. È cofondatrice dell’associazione culturale per la diffusione della poesia “Le Mele-Grane” e cofondatrice e attuale presidente di Fusibilia Associazione, nonché responsabile della casa editrice FusibiliaLibri. Ha ideato e fondato “Saffo e le Altre –  movimento per la diffusione del patrimonio letterario delle donne”. Ha all’attivo diverse pubblicazioni di poesia. Ha ideato e curato, per FusibiliaLibri, i volumi antologici “Haiku tra meridiani e paralleli”, “Caro bastardo, ti scrivo. Storie di male e di miele (con variazioni sul tema)”, e “Haiku come fiori di ciliegio”. Come organizzatrice ha curato in collaborazione con l’Ass.ne Le Mele-Grane vari eventi che hanno coinvolto autori come Dacia Maraini, Ana Guillot, Duska Vrhovac, in contesti prestigiosi come Torino Fiera del Libro, Ambasciata del Messico, Ambasciata argentina, Ambasciata serba, Casa Internazionale delle Donne, Caffeina Cultura, Viterbo, e ha recentemente ideato e curato, insieme a Monica Maggi, “Eros e Kairos” 1° Festival Internazionale della poesia al femminile. È membro della community mondiale “Poetas del mundo” e ha partecipato tra i rappresentanti della poesia italiana al 49° Raduno Internazionale degli Scrittori a Belgrado. Ha già partecipato come poeta a manifestazioni ciclopoetiche: “CicloPoEtica 2010”, Pavia, “CicloInVersoRoMagna 2011(Ferrara e Ravenna), “EpoSillàBici (Il geometra e il poeta)”, 2011 (curatrice tappa di Viterbo), BiciNuragica – Poesia 2013.  Nata a Roma, vive e lavora fra la Tuscia, Roma e provincia.

 

MARTA PROIETTI ORZELLA, attrice e regista teatrale. Si laurea con lode in Scienze Politiche con la tesi “Teatro e rivoluzione: l’esperienza del maggio francese”. Vincitrice di una borsa di studio della Regione Sardegna, si diploma all’Ecole Florent di Parigi (4 anni) dove studia recitazione e regia. Seguono stages e masters (diretti, fra gli altri, da J. Sanchis Sinisterra, G. De Monticelli, A. Alvarado, K. Crawford, F. Manetti, S. Tcherkasskij, A. Dosio, J.C. Penchenat). Nel 2013 vince la selezione di un master della compagnia “Los sentidos” di Barcellona per lo spettacolo “Fermentaciòn” regia E. Vargas. È vincitrice di concorsi e premi teatrali, fra cui il Premio Nazionale Plauto e il Premio Regionale Francesco Masala. Coordina laboratori teatrali e corsi di dizione (anche per la Scuola d’arte Drammatica di Cagliari) e collabora come regista e attrice per diverse compagnie teatrali. Fra i suoi progetti lo spettacolo comico musicale “Fritto misto e baccalà”. Partecipa a Festival teatrali e letterari anche con progetti legati alla cultura della Sardegna, fra cui “Cantar l’altrove – prosa e poesia di Sergio Atzeni” con il sound designer Alessandro Aresu (sinth, chitarra, percussioni, cajón). È attrice in cortometraggi (fra cui “Sinuaria”, regia Roberto Carta, vincitore Concorso ISRE, “Tu ridi”, regia Chiara Sulis, vincitore della IV edizione del Concorso “Il cinema racconta il lavoro”) e nel film di L. Pieraccioni “Finalmente la felicità”. È nata e vive a Cagliari. 

*Comunicato stampa ricevuto direttamente da: 

Ufficio Stampa:

BiciNuragica – Poesia 2012

Riceviamo e pubblichiamo: La via uruguagia alla felicità di Frank Iodice

Colonia del Sacramento (24)Da qualche tempo un piccolo Paese latinoamericano incastrato tra l’Argentina e il Brasile è al centro dell’attenzione mediatica internazionale. L’Uruguay misura circa tre volte la Svizzera, conta poco più di tre milioni di abitanti, dei quali un milione e mezzo a Montevideo, la capitale. Le ragioni della sua notorietà sono riconducibili alla figura anticonformista del Presidente della Repubblica, José Mujica, responsabile di progetti innovativi a favore delle famiglie prive di reddito; oppure per le leggi di approvazione dell’aborto e del matrimonio gay; o, ancora, per la recente regolarizzazione dell’uso e del commercio della marijuana.

Durante il suo discorso alle Nazioni Unite a Rio de Janeiro nel 2012, José Mujica cattura l’attenzione mondiale parlando di felicità come scopo ultimo dell’Essere Umano. «Per essere felici dobbiamo fare ciò che a noi piace», dice il Presidente Mujica, «e per fare ciò che a noi piace bisogna avere tempo». Concetti tanto semplici quanto dimenticati nella nostra società di consumo iniziano a fare il giro del mondo e passano di bocca in bocca; Mujica diventa innovatore del linguaggio politico, rinuncia al 90% del suo stipendio e lo cede al progetto a favore delle famiglie senzatetto. Dimostra quindi col suo stile di vita ai limiti della povertà che ciò che racconta è realizzabile.

Questo è un sunto degli articoli che possiamo leggere su importanti testate di ogni Paese, da El País al Financial Times, da Il Mattino a Al Jazeera, a firma di voci autorevoli, addirittura di premi Nobel come lo scrittore Mario Vargas Llosa.

 

La ragione per cui scriviamo questo articolo è la necessità di raccontare quanto riscontrato a Montevideo durante una breve ricerca durata tre mesi, pur consapevoli che per favorire lo sviluppo dell’economia di una nazione sarebbe preferibile descrivere i possibili investimenti e tutto ciò di cui si può ampliamente leggere nei giornali di cui sopra. Conoscere la parte povera della città, i cosiddetti cantegriles, ci ha invece fatto sentire in dovere di dare un quadro più completo della realtà uruguagia, una realtà per certi aspetti molto dura, un’economia reduce da anni e anni di dittatura, un Paese, infine, che lotta per godersi la tanto agognata democrazia ottenuta solo nel 1985, a seguito delle leggi sull’impunità che invitavano i cittadini a dimenticare quanto di atroce era accaduto durante quegli anni e a guardare al futuro.

Siamo anche consapevoli che superare ciò che si è vissuto durante la dittatura non è stato affatto facile e ha lasciato nello spirito degli uruguaiani una certa quantità di vendette incompiute. Oggi a Montevideo si cerca di dimenticare, dunque, ma non senza dare dignità al passato che tre quarti dei cittadini hanno in comune.

 

Nel lato povero della città, nella zona dell’Ippodromo, le strade non sono asfaltate, non c’è sistema fognario, le case sono fatte di mattoni e lamiere che d’estate ardono come padelle sul fuoco e d’inverno si congelano. I bambini che vivono in questi quartieri, di mattina, non riescono ad alzarsi perché si svegliano intirizziti dal freddo, e quando verso le undici il sole incomincia a riscaldarli, finalmente escono a giocare. Non tutti sanno scrivere, molti sanno a stento parlare, per far rispettare i loro spazi usano pugni e morsi. L’umidità raccolta sotto i bassi soffitti durante la notte si trasforma in gocce ghiacciate che cadono sui loro letti per tutto il giorno, e di sera sono costretti a coricarsi nelle lenzuola umide. D’estate, invece, quando le temperature raggiungono quaranta gradi all’ombra, le lamiere scottano e in quegli stessi letti ci si scioglie in una pozza di sudore.

Nelle bidon-ville vivono i cosiddetti selezionatori, che vanno in giro su carri di legno trainati da muli malnutriti per raccogliere plastica e carta dal fondo dei bidoni dell’immondizia; vederli mentre si tuffano nei bidoni non è bello come vedere i ricchi turisti argentini e brasiliani che si tuffano in acqua a pochi chilometri di distanza, sulle spiagge di Punta del Este. Montevideo è una città piena di contraddizioni. La maggior parte degli uruguaiani non vive a Punta del Este o a Pocitos, ma in condizioni di vera e propria miseria, vale a dire in condizioni che in Europa non siamo in grado di immaginare.

 

Rispetto ad altre capitali sudamericane, Montevideo è ritenuta una città sicura, benché la delinquenza, soprattutto quella minorile, non abbia nulla da invidiare a quella degli altri Paesi.

In particolare, ricordiamo che la legge vieta di arrestare i minori di diciotto anni. Ci sono istituti di recupero per i minori, dove per un omicidio si prevedono tre anni, che diventano due se ci si comporta bene, e ancora meno se ci si comporta benissimo. Questi istituti si chiamano INAU, ce ne sono tre a Montevideo, ognuno funziona in una maniera diversa. Quello che abbiamo visitato è una specie di carcere, ci sono le sbarre alle finestre e bisogna dividere i ragazzi con la forza per non farli sbranare a vicenda. Gli impiegati hanno dovuto frequentare persino un corso di autodifesa prima di essere assunti; ce lo rivela Pablo Lopez, uno dei cinque educatori che gestiscono quasi cento bambini e adolescenti. «In altri istituti per minori – ci ha raccontato Pablo – si usano droghe o sonniferi, e i ragazzi passano il giorno rintontiti nel loro letto».

Il tasso di criminalità giovanile è molto alto, soprattutto perché gli adulti che vogliono rapinare un negozio o commettere reati anche peggiori usano i ragazzini, per cui si creano piccole bande di un adulto e tre minori per esempio, in quartieri pericolosi come Marconi o Casavalle. Pablo ci racconta che non è facile resistere a lungo nell’INAU, gli educatori restano al massimo un paio d’anni; lo stesso vale per le educatrici, se non subiscono prima violenze gravi.

 

Ci sarebbero tante cose di cui parlare, basta sedersi in un bar e osservare le persone, e le loro storie ci arrivano nelle mani senza fare alcuno sforzo. Montevideo è una città piena di storie; l’Uruguay è un paese di gente libera, sparsa nelle immense praterie, gente che non accetta compromessi; ma è anche un paese di donne sole e povere, abbandonate nei cantegriles, che si realizzano soltanto rimanendo incinta, gravidanza dopo gravidanza dopo gravidanza, talvolta con uomini diversi, e a vent’anni hanno già tre figli; appena il più grande incomincia a camminare ne vogliono un altro, e poi un altro ancora, perché, senza, non sarebbero nulla, soltanto povere e anonime passanti.

 

Riguardo alla dittatura militare, c’è un aspetto in particolare che non possiamo fare a meno di trattare: in un Paese relativamente piccolo come l’Uruguay si può incontrare la stessa persona più volte in un giorno; ma cosa succede se questa persona è la stessa che ti ha violentato vent’anni fa?!

In un bar di Calle Canelones, sotto l’ombra fresca della parrocchia di San José, incontriamo la signora Titi, che chiameremo così perché Titi è un bel nome e perché le abbiamo promesso di scegliere un bel nome. Non ci rivela la sua età, ma allo stesso tempo non nasconde né le rughe né i capelli bianchi, porta una camicetta gialla con i girasoli, in fondo alla strada in discesa, a due quadras dal bar, c’è il mare.

Titi ci racconta che negli anni Settanta finivano tutti in carcere, chi a lungo, chi solo per un giorno, «eravamo prigionieri politici, anarchici, ribelli, fanatici, eravamo tutti pazzi perché non avevamo altra scelta – ci racconta – la dittatura ti rende pazzo!» Molte sue coetanee sono state torturate in quegli anni, fino all’Ottantacinque, «fino all’altro ieri!» Quello che in Europa non immaginiamo è che oggi le amiche di Titi sono costrette a incrociare per strada i loro carnefici, gli stessi che quando erano ragazze hanno abusato di loro più e più volte, senza giustificazione se non quella della crudeltà lecita quando eri dell’Intelligenza, i Servizi Segreti. In generale erano loro quelli specializzati nelle torture, formati in Panama dai militari francesi. Titi confessa di odiare i francesi, ha le sue ragioni, non possiamo darle torto. Ci racconta che al supermercato puoi incontrare l’uomo che ti ha picchiata quando eri in carcere, puoi incrociarti con lui in ascensore o vederlo seduto al bar a prendere un caffè e godersi una pensione molto più consistente della tua, dopo una brillante carriera militare!

Le chiediamo come possa sopportare una cosa del genere, Titi ride forte, a Montevideo tutti ridono forte, e ci risponde: «mi hijo, qui si è fermato il tempo per la metà di noi, siamo tutti in attesa che gli orologi riprendano a funzionare». Sui polsi dei politici ci sono buoni orologi?, le chiediamo. «Molto buoni», risponde Titi con un sospiro. Il nostro caffè è già finito, lo abbiamo bevuto bollente perché quando ti abitui al mate perdi la sensibilità della lingua, Titi ci guarda con la premura di una madre lasciata tante volte e altrettante volte ritrovata in giro per il mondo. Ci spiega che ricominciare dai brandelli della propria dignità per diventare di nuovo donna non è stato facile, e che qualche volta avrebbe voluto uccidere con le proprie mani quell’uomo che ha riconosciuto nel supermercato o nell’ascensore del suo stesso palazzo, ma poi, saggiamente, aggiunge: «non servirebbe a niente, dopo aver introdotto la cosiddetta legge dei due diavoli – una sorta di patto grazie al quale quanto era accaduto durante la dittatura doveva essere dimenticato per non generare una nuova guerra fatta di vendette – abbiamo dovuto rinunciare alla prima metà della nostra vita». Qual è stato il momento più difficile?, le chiediamo. «Quello in cui ho deciso di raccontarlo ai miei figli».

La seconda testimonianza è quella del signor Manuel, vecchio proprietario di un bar del Barrio Sud. Chiacchieriamo con lui davanti a una buona Malta, bevanda simile alla birra molto diffusa in Sud America; alle nostre spalle c’è una grande fotografia di Alfredo Zitarrosa, famoso cantante montevideano. Parlare con gli anziani del Barrio Sud ci ha permesso di conoscere il punto di vista dei cittadini riguardo alle recenti manovre politiche così ben viste dai Media internazionali. Manuel fa riferimento a ciò che sui giornali non è stato scritto, naturalmente, e ci racconta che «il progetto Un techo para todos, nonché il piano regolatore che sta permettendo di ridare una casa alle ragazze madri senza alcun reddito, è stato ben pubblicizzato e ha dato all’Uruguay  la possibilità di distinguersi rispetto agli altri Paesi sudamericani. Per realizzarlo – continua Manuel – sono state scelte diverse imprese edilizie, attraverso un processo simile alle cosiddette gare d’appalto e, infine, l’intero progetto è stato ceduto a un’impresa venezuelana per venti milioni di dollari, venti milioni pagati alla Presidenza dell’Uruguay per permettere a un altro Paese di costruire nel dipartimento di Montevideo e Canelones». Se analizziamo la realtà uruguayana dal punto di vista politico, le contraddizioni saltano subito all’occhio; scopriremmo che, a seguito di un controllo del conto bancario in dollari del signor Presidente e degli altri leader dei partiti principali, quello di Mujica è risultato essere il più cospicuo. Risparmi messi da parte con la sua attività di floricoltore? Può darsi, ma a noi non interessa, innanzitutto perché preferiamo non credere a quello che si racconta nelle strade di Montevideo, e in secondo luogo perché il nostro approccio, come abbiamo avuto il piacere di dire a lui in persona, è stato di tipo filosofico.

Abbiamo incontrato il signor Manuel mentre rientravamo dal Barrio del Cerro, un quartiere a venti chilometri dal centro, dove vive il Presidente Mujica. Volevamo vedere la sua gente per descriverla in queste pagine: le descrizioni più belle sono quelle che sopravvivono nel ricordo.

Il Presidente José Mujica è un uomo sobrio, non ha alcuna scorta e veste sempre con abiti semplici, talvolta si è presentato alle riunioni presso la sede della Repubblica in sandali e con il thermos per il mate sotto il braccio. «Non avrebbe senso iniziare ad accumulare denaro adesso, a 79 anni», commenta spesso. Ecco perché ha deciso di aiutare i più bisognosi e, nei limiti che il suo stesso partito, il Frente Amplio, gli ha concesso, mette in pratica la sua etica di vita dando un esempio a tutti coloro che sappiano coglierlo.

Dopo diverse settimane di attesa, grazie all’intercessione della signora Adriana Gutierrez, addetta alla comunicazione presso il Ministero della Cultura e dell’Educazione, riusciamo a incontrare il Presidente, il quale si è ritagliato una pausa tra una riunione e l’altra. Consapevoli che si tratti di un evento irripetibile per un autore e un editore pressoché sconosciuti, ci accontentiamo dei pochi minuti che ci sono concessi*. Bere un caffè in compagnia di un Presidente della Repubblica non capita certo tutti i giorni!

Dopo aver esposto l’idea di realizzare un testo ispirato alla sua filosofia di vita, con lo scopo di diffonderlo tra i giovani pensatori delle scuole italiane, e avergli regalato un libro di Seneca che ha molto apprezzato, stringiamo la mano a un uomo che merita tutta la nostra ammirazione. Come lui, centinaia di uruguaiani sono reduci da anni di reclusione, come ci ha raccontato la signora Titi, ma non tutti hanno avuto la fortuna di potersi prendere una tale rivincita nei confronti della vita stessa, che, per usare le sue parole precise, «è fatta di riprese; nella vita – dice José Mujica – ciò che conta è la capacità di ricominciare dopo essere caduti».

E riguardo alla felicità? Abbiamo imparato grazie alle parole di quest’uomo semplice che per essere felici basta molto poco: quanto più ci circondiamo di beni materiali, tanto più ne saremo schiavi e sarà più pesante il carico di cianfrusaglie che dovremo portarci addosso. Un’esperienza, questa di Montevideo, che ci ha insegnato molto e ci ha ricordato la fortuna che abbiamo avuto a nascere in Italia, un Paese che, al di là di tutte le critiche che possiamo sollevare, ci ha permesso di scegliere liberamente quale destino costruirci.

 

*In realtà sono partito da solo, per realizzare un saggio sulla felicità ispirato alla filosofia del Presidente Mujica, a sua volta ispirata alle tesi di Seneca e di Erich Fromm; ma mi piace immaginare che con me ci fossero l’editore Cosimo Lupo e la filosofa Ada Fiore, i quali mi hanno sostenuto dall’Italia.

*TESTO E FOTO (colonia del sacramento) RICEVUTI DIRETTAMENTE DALL’AUTORE TRAMITE E-MAIL

Frank Iodice

scrittore e uomo libero 

OPERE

Breve dialogo sulla felicità (Racconto ispirato alla filosofia del Presidente José Mujica. La versione in spagnolo, alla quale ho lavorato in Uruguay, sarà pubblicata da Fin de Siglo. Alcuni articoli su questo progetto sono già apparsi sul Diario Oficial del Uruguay e sul blog dell’editore Lupo.)

– 2014, La Catedral del Tango, e altre storie (Racconti inediti)

Le api di ghiaccio (Lupo Editore 2014)

– 2014, I disinnamorati (Romanzo inedito)

– 2013, Gli appunti necessari (Romanzo inedito)

– 2013, Romain Gary e il suo doppio (Libera trascrizione in italiano

del film di Philippe Kohly: Le roman du double)

– 2013, La femme robot (Testo teatrale in francese)

– 2013, Articoliliberi (Raccolta di articoli pubblicati online)

– 2012, Acropolis (Romanzo inedito)

– 2010, Kindo, La folle vita di uno scrittore (Romanzo pubblicato in formato e-book, Voltare Pagina 2011)

– 2010, Racconti del veilleur de nuit (Racconti brevi apparsi su varie riviste letterarie, tra cui: Inchiostro, Nuova Antologia, Il Bandolo, Fiction, Camera di Commercio Italiana di Nizza, La Mosca di Milano, Art Côte d’Azur, Il Paradiso degli Orchi, Exibart, La Ballata, Inverso, Prospektiva, Convivio, Sagarana, La Recherche, Toilet, Tupolev, 24Letture, Libri senza carta, Il Club della Lettura, Il Club degli autori, La zona morta, Libreriamo, Sìlarus, No Borders Magazine, Storie All Write, La Voce del Trentino, La Rivista Culturale, La Strada, Milano X, The Post Internazionale, e altre.)

– 2008, La città del sangue e dell’oro (Romanzo inedito)

– 2007, La otra cara de las dos mitades (Cortometraggio in spagnolo)

– 2006, Una settimana con María (Romanzo inedito)

– 2003, Anne et Anne (Romanzo. 1° capitolo apparso su Nuova Antologia, marzo 2013. Lo stesso testo è stato inserito in un Syllabus letterario di romanzi italiani degli ultimi 40 anni, Reading in Contemporary Italian Prose – Florida State University.)

La follia fantastica (Saggio, tesi universitaria)

Epigrafi (Poesie, Di Salvo Editore 2005)

L’altra faccia delle due metà (Testo teatrale, Di Salvo Editore 2004)

Lo scopritore d’America (Romanzo, Poligraf 2002)

L’ultima partita (Romanzo, Sergio Capozzoli Editore 1999)

INTERVISTE

Nuova Antologia, Firenze, Mondadori, marzo 2013.

Radio Punto Zero, febbraio 2012: http://www.youtube.com/watch?v=ow72AU5vdv0

Librolibero, ottobre 2012: http://libroliberoblog.altervista.org/2-chiacchiere-con-frank-gallo/

Allenavita, ottobre 2012: http://www.allenavita.com/2012/10/la-paura-del-confronto-la-sfida-dello.html

RecensioniLibri, febbraio 2011: http://www.recensionilibri.org/2011/02/intervista-a-frank-iodice.html

Futurismo oggi… la storica rivista rilanciata da Roby Guerra e La Carmelina ed.

stealth-8a09b9e6a6b138365de11987319c4aabOn line ,  la nuova edizione versione ebook per il volume del 2013,  AA.VV., Al di là della Destra e della Sinistra… a cura di Roby Guerra, futurista ferrarese antagonista e di Sandro Giovannini, poeta – filosofo, del Movimento Nuova Oggettività e Scuola Romana di Filosofia Politica (area Univ. La Sapienza, Roma). E importanti download: Sempre edito da La Carmelina di Federico Felloni, l’eBook ora inaugura i quaderni cosiddetti Futurismo Oggi 2000, primo numero URFUTURISMO, ovvero il rilancio digitale della storica ultima rivista futurista del secondo novecento a cura di Enzo Benedetto e lo stesso celebre storico d’arte Luigi Tallarico, benemerito di Stato per la cultura, entrambi di Roma. Futurismo Oggi fu attiva dagli anni ’60 al 1993 con la scomparsa di Benedetto, futurista amico di Marinetti fin dalla gioventù. (Poi dallo stesso Tallarico, elaborata in Centro Studi Futurismo Oggi, sempre a Roma).

La rivista pur di nicchia conservò la memoria del futurismo nel secondo novecento e ebbe aderenti illustri quali il MoMa di New York e il Centre Pompidou di Parigi. Ci scrissero, in età giovanile, lo stesso Guerra e anche Riccardo Roversi, tra i ferraresi, oltre a tutta l’area futurista ancora superstite dopo la scomparsa di Marinetti, gli stessi Antonio Fiore, Giovanni Lista, Gino Agnese, Francesco Grisi, Vitaldo Conte, Marzio Pinottini e altri.  La  nuova versione ebook, tra le note collaudi introduttivi lo stesso Tallarico e Antonio Saccoccio, Sandro Giovannini e Giovanni Sessa, inoltre, integralmente replicata con gli stessi autori del “cartaceo”  – sempre in forma intervista –  (vedi elenco di seguito), è ampliata con una  nuova sezione e nuovi autori, alcuni molto rilevanti. 
Infine così Guerra annuncia la News editoriale: ” Con questa sinergia, grazie a Federico Felloni, l’editore, La Carmelina edizioni – una sede anche a Roma – si pone come Link editoriale inedito a Ferrara, oltre il localismo deja vu e mummificante, al passo con la nuova cibercultura nascente in Italia, antagonista e conoscitiva, come devono fare scrittori e editori: La cultura Viva come autentico Ossimoro 3.0, rispetto a certa ignoranza conclamata e alla spersonalizzazione della Casta Politica e degli intellettuali attardati”.

*(NEWS-parte 4… IL SUBLIME AVVENIRE) : (Interviste a ) Marco Tani, Max Scordamaglia, Laura Rossi, Daniela Rispoli, Antonella Pignotta, Miroslava Hayek, Giancarla Parisi, Luca Gallesi, Alessandro Guzzi,  Mimmo Centonze, Luca Calselli,, Tommaso Busatto, Pierfranco Bruni, Roberto Bonuglia, Sandro Battisti. 

PARTE 1 NUOVA OGGETTIVITA’ E-O NEW REALISM  (Interviste a ) Luigi Sgroi, Giovanni Sessa, Francesco Sacconi, Paolo Melandri, Roby Guerra, Sandro Giovannini, Vitaldo Conte, Giuseppe Casale.
PARTE 2  URFUTURISMO E DINTORNI (Interviste a ) Stefano Vaj, Riccardo Roversi, Maurizio Ganzaroli, Marcello Francolini, Sylvia Forty, Antonio Fiore (di A. Brugnoli), Alberto Ferretti, Zairo Ferrante, Emilio Diedo, Riccardo Campa, Pierluigi Casalino (di Alessia Mocci) , Graziano Cecchini, Alessio Brugnoli.

PARTE 3 (TEMPI NETMODERNI) (Interviste a ) Luca Siniscalco, Fabio Scorza, Maria Antonietta Pinna, Giuseppe Manias, Raimondo Galante, Giovanna Guardiani, Francesca De Carolis, Daco, Seconda Carta, Mauro Biuzzi.

E-book al seguente link:http://www.ultimabooks.it/futurismo-oggi-2000-01-urfuturismo

ECCO LA TELA NUMERO 40 COMPLETA DI RITESSITURA”CAMBIARE”… di M. Gallazzi e A. Molinari

tela-40-web                                                                                                                                               Davanti a me un foglio bianco

 

e tanti pastelli colorati….

 

A lato la mia autobiografia.

 

 

Silenzio

 

 

Cambiare…

 

 

Consenso

 

 

Inizio usando il rosa…

 

Voglio colorare i momenti pesanti

 

vissuti nell’infanzia di rosa….

 

 

Condenso.

 

 

I colori sono ancora tanti

 

e la mia vita

 

altrettanto ricca…

 

 

Lascio che il sole

 

 

Adolescenza… Momenti bui….

 

Quale colore per alleggerire?

 

Il giallo del sole che mi indica

 

una luce… una speranza

….CONTINUA SU: http://trudy1961.altervista.org/ecco-la-tela-numero-40-completa-di-ritessituracambiare/?doing_wp_cron=1402137140.9783120155334472656250

**Segnalazione di Mariangela Gallazzi, ricevuta tramite Social Network.

***immagine realizzata e concessa dall’ artista Mario Sesenna per le tele di Mariangela Gallazzi e Maurizio Alberto Molinari

Da ” Zero alle stelle ” ultimo libro di Maria Giovanna Farina

Martedì – 27 maggio 2014 – ore 21

 

“Presentazione numero zero”

del nuovo libro Da zero alle stelle – Eden Editori

di Maria Giovanna Farina, filosofa e consulente filosofico

ZERO_STELLE_sito

Un’autobiografia musicale e filosofica ispirata da

 Renato Zero, Alberto Fortis, Mariella Nava, la pianista Cristiana Pegoraro

 e il filosofo Renato Cartesio.

 

Dalla IV di copertina:

«Musica e parole possono rendere migliore la nostra vita, Maria Giovanna Farina lo vuole affermare dal suo punto di vista filosofico con uno stile sciolto, dove non manca emozione ed ironia. Un percorso autobiografico e terapeutico che, giungendo alla musica delle stelle, sa ritornare continuamente, toccando l’anima, all’origine del viaggio.»

 

c/o Spazio Rusconi Spreafico Expo

via XXV Aprile 15 – Cinisello Balsamo (Mi)

 

– saranno esposti i disegni della copertina di Roberto Rossi –

 

Evento organizzato da libreria Gulliver, via Frova 3, Cinisello Balsamo

 

Ingresso libero

*Comunicato ricevuto direttamente dall’Autrice

Roma, Pierfranco Bruni ripropone Giuseppe Berto al Salone del libro di Torino… da lanotiziah24

Pierfranco-Bruni-427x350Al Salone del Libro di Torino il Giuseppe Berto curato da Pierfranco Bruni. La letteratura e la necessità di raccontare la vita. Giuseppe Berto dalla sua guerra d’Africa al mare della Calabria. Un centenario per raccontare la letteratura italiana del secondo Novecento. “Giuseppe Berto, sottolinea Pierfranco Bruni,  resta uno scrittore che ha attraversato precisi generi letterari. Dalla ‘forma’ neorealista, che tale non è alla luce di una rilettura estetica, ad uno scavo che è chiaramente psicologico.

 

Ma in tutto questo attraversamento ci sono tre aspetti rilevanti: il linguaggio, la struttura dei testi, il suo confrontarsi con una visione metafisica della vita. Nonostante la storia sia presente viene completamente attraversata e superata perché alla fine restano i personaggi a raccontare il tutto. Da ‘Anonimo veneziano’ a ‘La Gloria’. Uno scrittore importante in un Novecento che si appresta a rileggere la sua temperie e la sua letteratura”.

Un Centenario per riaprire un dibattito sulla figura di uno scrittore che attraversato generazioni ed epoche. Giuseppe Berto a cento anni dalla nascita. Su questo autore il Centro Studi e Ricerche “Francesco Grisi”, diretto da Pierfranco Bruni, e il Sindacato Libero Scrittori Italiani, pubblicheranno un saggio dedicato allo scrittore nato Mogliano Veneto il 1914 e morto a  Roma il 1978 dal titolo: “Giuseppe Berto. La necessità di raccontare”.

 

Il saggio, curato e con scritti di Pierfranco Bruni, apre un dibattito sul ruolo dello scrittore e l’importanza della metafora tra linguaggio e forme narranti.

 

Pierfranco Bruni si occupa del rapporto tra Berto e il Novecento letterario e  le sue eredità con Albert Camus, Gerardo Picardo si sofferma sugli aspetti “teologici” ed eretici del Giuda in Berto, Gennaro Malgieri affronta gli elementi storico – politici e letterari intorno a “Guerra in camicia nera”,  Marilena Cavallo traccia un profilo tra “La cosa buffa”, “Il male oscuro” e i “Racconti”, Mauro Mazza porta una sua testimonianza inedita e il suo incontro con Berto, Claudia Rende traccia un profilo sul legame tra Berto e il cinena e Micol Bruni raccorda la dimensione calabra in Berto oltre a coordinare una bibliografia ragionata.

 

 “Riproporre Giuseppe Berto a cento anni dalla nascita, sottolinea Pierfranco Bruni, curatore dello studio,  significa anche contestualizzare un profilo del Novecento letterario e culturale tout court attraverso libri che hanno segnato generazioni. È  necessario rileggere romanzi che hanno fatto discutere in anni di transizione come: Anonimo veneziano e La gloria.  Due libri che ancora oggi propongono una chiave di lettura anticonformista”.

 

“In Giuseppe Berto, dichiara ancora Bruni, si vive un intreccio non solo letterario, ma anche esistenziale e psicologico tutto giocato tra amore e morte. Ovvero tra la capacità dell’amore di farsi definizione ancestrale di un modello di vita, che ha in sé il senso del destino, e la realtà della morte che diventa, nei suoi scritti, sempre più consapevolezza di un andare nel di dentro della vita stessa senza la paura della perdita….

…CONTINUA SU: http://lanotiziah24.com/2014/05/roma-pierfranco-bruni-per-giuseppe-berto-al-salone-del-libro-di-torino/#

Auguri di Buona Pasqua a tutti gli amici – e non – del dinanimismo….

250px-Corinth_Lovis_Crucified_Thief« Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: “Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e anche noi!”. Ma l’altro lo rimproverava: “Neanche tu hai timore di Dio, benché condannato alla stessa pena? Noi giustamente, perché riceviamo il giusto per le nostre azioni, egli invece non ha fatto nulla di male”. E aggiunse: “Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno”. Gli rispose: “In verità ti dico, oggi sarai con me nel paradiso”.
(Luca, 23, 39-43) »

*Foto quadro Il buon ladrone crocifisso, 1883, opera dell’artista Lovis Corinth postato dalla redazione e liberamente tratta da: http://it.wikipedia.org/wiki/Disma_(santo)

Poeti in strada e le strade con i poeti a Ferrara

leadImage_miniSabato 5 aprile pv, una nuova iniziativa dell’Assessorato al Commercio e alle Attività Produttive del Comune di Ferrara per valorizzare le attività commerciali del centro storico organizzata in collaborazione con più di venti poeti ferraresi, che riporterà in alcuni prestigiosi luoghi del centro l’antica tradizione dei Cantari,la lettura delle poesie nelle strade e nelle piazze.

Amore, tristezza, gioia, nostalgia… ma anche la primavera, la nebbia e il grande fiume saranno gli argomenti che si troveranno declamati in ogni angolo della nostra Ferrara, e potrà capitare d’incontrare un poeta che vi creerà al momento una poesia.

Le strade coinvolte saranno,al mattino dalle ore 10.30 alle ore 12.30, Piazza della Repubblica – Via Cortevecchia e Via Mazzini.

Al pomeriggio, dalle ore 17.00 alle ore 19.00, Via Contrari e Via Bersaglieri del Po.

*Segnalazione ricevuta direttamente dallo scrittore Maurizio Ganzaroli.

**Per info: https://www.facebook.com/events/1464799050417642/

 

 

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