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Il Dinanimismo consiglia: ‘Oratio de Hominis Dignitate’ di Giovanna Mulas ( già nominata per l’Italia all’Accademia dei Nobel per la Letteratura).

copertina_giovanna_mulas_m9_400x533‘Oratio de Hominis Dignitate’ il nuovo  libro di Giovanna Mulas, edito da Fontana Editore ( 2019 ). Un  saggio, attento e profondo, sull’attuale stato dell’essere-Uomo. Uno splendido testamento spirituale che la Scrittrice ci dona con cuore di Artista e di Madre. Una preziosa mappa che ci accompagnerà nella nostra personale e necessaria ricerca della Dignità smarrita.

ZF

 

 

Ai figli di una Nuova Umanità: l’irrimediabile condizione di esseri individuali come origine primordiale del dolore umano?

“Rivoluzione, figli miei… voglio scriverlo con quella Erre maiuscola, la stessa di Rimembranza (conoscere il passato aiuterà a prepararci al futuro con minore inquietudine), Riscatto (lavorare per chi non può difendersi, per chi non conosce i suoi diritti), Rumore (che ogni azione e il pensiero prima siano volti alla massima, pubblica consapevolezza), Rettitudine (con innocenza e purezza custodirò e farò custodire la mia vita, la mia Arte), Rovina (caduta dei muri costruiti dall’uomo per l’uomo, l’operare, uniti, per un Nuovo Umanesimo) e Rigetto (di ogni forma di corruzione, ipocrisia). “R” feroce e fiera, consapevole dei suoi diritti, senza il timore di volare sopra le staccionate…”
Il testamento spirituale della scrittrice pluripremiata, una lettera ai figli di domani.

Per acquisto, anche in e-book: https://fontanaeditore.com/it/manufacturer/giovanna-mulas/i-quaderni-dalchimia/results25-64.html?format=html&keyword=&language=it-IT&tmpl=component

Dal blog Ufficiale della Scrittrice Giovanna Mulas: “Cari Amici, Cari Lettori
il mio nuovo saggio, presto in diffusione e promozione libraria. E’ opera alla quale tengo in maniera particolare e che considero, alla soglia dei miei cinquanta anni e dopo oltre trenta di scrittura professionale, il mio testamento spirituale: lunga lettera ai figli del domani, generazioni che verranno e tutte nostre eredi, nel bene come nel male. Coloro che dovranno apprendere a camminare fino ai confini della terra; superare sepolcri imbiancati e quelle reti di contenimento che soltanto noi uomini portiamo nelle mente, per paure o pregiudizio, comunque per separarci dai fratelli.
‘Oratio de Hominis Dignitate’ è edito da Fontana Editore
che ringrazio, e che ha scelto di onorare l’opera con la sua Prefazione.

L’Autrice Giovanna Mulas (NU, 1969). Membro onorario della Giornalisti Specializzati Associati (GSA), Milano. Membro del World Poetry Movement (WPM). Pluriaccademica al merito, tradotta in 5 lingue, numerosi premi letterari internazionali vinti, tra i più recenti vogliamo ricordare: • nel 2008 Premio Internazionale per l’Arte e la Cultura Giosuè Carducci, Roma (Associazione Culturale La Conca), • nel 2009 il Premio Mimosa d’Argento-Donna Sarda dell’Anno (da La Corte del Sole, in collaborazione con API Sarda – associazione Piccole e Medie industrie della Sardegna -, con la Commissione Pari Opportunità Provincia di Cagliari, con F.I.D.A.P.A. Distretto Sardegna, l’organizzazione a cura di Full Media Service), • nel 2010, Premio alla Carriera (Corona d’Alloro) dalla Regione Sicilia e l’ EuropClub (premiati anche Ennio Morricone, Histvan Horkay e la giornalista opinionista RAI Barbara Carfagna). • Nel 2011, Premio Internazionale alla 4 Cultura dalla Città di Ostia (ricevuto da Vittorio Gassman, Paola Borboni, Arnoldo Foà). • Oltre 20 libri pubblicati ad oggi tra romanzi, poesia, saggistica. • Nel 2011 ha presenziato, ufficialmente per l’Italia e prima artista sarda nella storia dell’evento, al Festival Internazionale di Poesia di Medellin, Premio Nobel, primo d’importanza al mondo. • Nel 2012 l’è stata conferita la Laurea Honoris Causa in Lettere, cerimonia ufficiale alla Certosa di San Lorenzo (Patrimonio UNESCO). • Tra gli insigniti italiani degli anni scorsi dalla Constantinian University (Stati Uniti), associata alla Johnson & Wales University, tra cui ricordiamo il Prof. Giulio Tarro (candidato al Premio Nobel per la medicina nel 2000), il Prof. Giacomo Borruso (Rettore dell’Università di Trieste), Massimo Andreoli (Presidente del CERS, Consorzio Europeo Rievocazioni Storiche), Massimo Magliaro (Direttore di RAI International).  • Nel 2013 la Giuria del prestigioso Sirmione Lugana / Circumnavigarte ha voluto onorarla col Premio Arte & 5 Cultura. • Nel 2014 l’Accademia Internazionale Costantina di Arte & Cultura, in occasione dell’annuale Gran Galà di Natale, premia il suo lavoro al Ministero della Difesa. • Novembre 2015: nello storico Palazzo San Bernardino, a Rossano Calabro, viene onorata col Riconoscimento Speciale “All’Impegno Civile e Culturale”, grazie alla Fondazione Roberto Farina ONLUS (quindi al Prof. Antonio Farina), all’Organizzazione tutta del Premio Internazionale di Poesia Dal Tirreno allo Jonio (in viaggio con Giosuè Carducci). Patrocinio dell’Evento a cura del Comune di Rossano Calabro, sodalizio culturale della prestigiosa Società Dante Alighieri e de I Parchi Letterari, L’Ateneo Tradizionale Mediterraneo con la collaborazione del Museo delle Conchiglie di Roseto Capo Spulico. • Sempre nel 2015, nell’affascinante cornice dell’antico protoconvento Francescano di Castrovillari, è Testimonial del Focus Sardegna legato al I Festival Antropologico dei Popoli – XI Festa delle Culture. 6 • Nel 2016 viene onorata, presso il Centro Espositivo Elsa Morante in Roma EUR, col Premio Donna D’Autore per la Letteratura. Il Premio vanta Patrocinio di Roma Capitale Municipio IX EUR, quindi dell’Associazione Culturale AIDE Nettuno Lazio. • Designata al Titolo Onorifico di Dama dall’OSJ: Ordine Cavalleresco dei Cavalieri di Malta. • Già direttore dei periodici di Poesia Isola Nera (in lingua italiana) e Isola Niedda (in lingua sarda). • È stata direttore artistico degli stages di Scrittura/Teatro al Castello di Govone, Piemonte, Patrimonio UNESCO (ha diretto gli stages di teatro l’attore e regista statunitense Michael Margotta, membro dell’Actor’S Studio di New York). • Agenda culturale in aggiornamento costante anche sul Blog ufficiale. • Nominata per l’Italia all’Accademia dei Nobel per la Letteratura.

Inedito di Zairo Ferrante: SCILLA E CARIDDI: IL VUOTO

In attesa che la mia piccola odissea contemporanea di sogni, di amori e di barbarie” trovi una casa, condivido con Voi, in anteprima, questo inedito :

SCILLA E CARIDDI: IL VUOTO

800px-SCHEDR_LunNochFili d’argento si tessono sullo specchio

dell’acqua baciata da un soffio di luna.

Placide acque si scorgono a prua frattanto

che figli di un Dio minore s’ammassano

e spingono e sperano e piangono.

Beffardi sorridono i porci acclamati dal volgo

perfino Poseido, attonito, di spalle si volta.

Nessuno li ascolta, si sbattono porte,

come tombe di morte si serrano i porti.

E intanto s’espande il fragore del nulla,

dilaga il boato del vuoto, inutili voci

di bimbi e di madri, ignoti fratelli

nel cupo giaciglio si perdono e muoiono

inghiottiti in silenzio da Scilla e Cariddi.

ZF (Copyright© Zairo Ferrante)

*Quadro “Luna notturna a Napoli” di Sil’vestr Feodosievič Ščedrin, postato dalla redazione e liberamente tratto da: https://it.wikipedia.org/wiki/Sil%27vestr_Feodosievi%C4%8D_%C5%A0%C4%8Dedrin

Amore e natura umana: pensieri a 4 mani di M. A. Molinari e M. Gallazzi

AMORE FINTO

Di 

Maurizio Alberto Molinari e Mariangela Gallazzi

Pubblicato il 27 maggio 2013 sul blog “Ieri… oggi… la vita continua”

Gerard_FrancoisPascalSimon-Cupid_Psyche_endPenso. Ho un amore, un amore grande:

la persona con cui vivo.

 

Ogni incanto un senso.

 

Un giorno, apro gli occhi,

mi accorgo di quello

che non voglio vedere,

che esiste,

che c’è!

 

Silenzio, ogni silenzio vive crudo.

 

Lui, tutto quanto è legato a lui,

è finto.

Tutto costruito sul mio bisogno di amore.

 

L’arcobaleno non sceglie le sfumature.

 

Il sogno della principessa nel castello che crolla,

con lui dentro .

 

Il sonno non basta.

 

Lui, i suoi finti bisogni, quelle false necessità di cure…  

 

Dedico tempo al vento.

 

Per far fronte a tutto ciò, io mi umilio.

In banca  supplico per avere altri soldi.

 

Nemmeno la preghiera ospita abbastanza il dolore.

 

Il pacco viveri della Parrocchia per potere mangiare!

 

Cibo senza sostanza.

 

Quante persone mi hanno visto in questi miseri panni.

 

Nonostante i miei dubbi,

il castello di bugie

era costruito molto bene,

lo difendevo, poverino!

 

Amore senza distanza.

 

Sembra impossibile che solo oggi io comprenda.

Tutto il tempo passato con lui,

 l’ unico ricordo

il suo continuo bisogno di soldi.

 

Denaro sperato, denaro stracciato.

 

Gioco di carte truccate,unico vincitore lui.

 

Oggi che il gioco è terminato, cerco di capire.

 

La mente scopre il sapore del torpore.

 

Una casa e qualcuno che, rientrando, mi aspettasse.

 

Aveva anche detto: ”Tu non sarai mai capace di stare da sola”

 

Ogni istante sono ieri, ogni giorno sono domani.

 

Invece – vedi? – ti ho dimostrato che ho saputo fare quel passaggio “STARE DA SOLA. SCAPPARE DA TE”

 

Fuggire non sempre è morire…

*  Scritto ricevuto direttamente dall’Autrice tramite social network.

**Quadro “Amore e Psiche” di François Gérard … postato dalla redazione e liberamente tratto da https://it.wikipedia.org/wiki/Amore_e_Psiche_(G%C3%A9rard)

Dinanimismo – per il Giorno della Memoria i versi di Maria Pellino

Auschwitz

Maria Pellino

Memoria-Brentonico_imagefullwideCi hanno puniti,
chiudendoci in gabbie di filo umano.
Hanno straziato madri
dal cuore perpetrato da pianti amari
e figli dal destino troncato
da chi ha ceduto
all’odio la propria anima.
Hanno mutato tegumento ebreo
in carne per farcire buchi disumani
e tingere fantasmi di rosso sangue.
Hanno incupito i sogni
di chi non riuscirà più sognare
al di là del recinto spinato.
Sollevandoci come upupe,
Hanno calpestato le nostre creste
come uccelli senza becco e senza canto.

*Versi ricevuti tramite e-mail da @MariaPellino

**Immagine postata dalla redazione del blog e liberamente tratta da: https://www.cultura.trentino.it/Appuntamenti/Se-comprendere-e-impossibile-conoscere-e-necessario

Dinanimismo 2009-2019: 10 anni di poesia…riproponiamo la prima ufficializzazione critica del movimento (Roby Guerra, 2010).

Dinanimismo e Neofuturismo letterario

di Roby Guerra – 2010 –

da “Controcultura, le Guide Super Eva”

Dinanimismo: 2010 verso una nuova letteratura futurista

profile_676971_1437979822Dopo il centenario futurista, tempo di software, dopo gli hardware del rilancio ufficiale del movimento: naturalmente, è più appropriato parlare di rilanci, per la peculiarità polifonica, aperta, oltre ogni ismo, d’ora in poi, solo segni, griffe, vettori relativi ma significativi, del futurismo dell’era di Internet.

Antonio Saccoccio (Netfuturismo), Riccardo Campa e Stefano Vaj (Transumanisti), Graziano Cecchini (FTM Azione Futurista), Paolo Ruffilli, Futurguerra, e Giovanni Tuzet (Neofuturismo), Valerio Zekkini (Futurismo postcontemporaneo), Luigi Tallarico, Antonio Fiore e Giorgio Di Genova (Futurismo Oggi…), Daniele Schinasi (il cosiddetto Neofuturismo visivo), Baldo Savonari (il cosiddetto Terzo Futurismo), Sandro Battisti e Marco Milani (Connettivisti) i link, nomi, promotori, artisti e critici in Italia, nei fatti, i background, l’organizzazione, qualità e competenza, documentate e facilmente verificabili, on e off line…

Le navicelle (post)futuriste scientificamente e storicamente oggi autorevoli, accreditabili che attestano, aggiornata, la continuità e-o la discontinuità futurista, di Marinetti e il cosiddetto Futurismo Storico (Primo, secondo o Terzo che sia, secondo certa storiografia, ammirevole ed eroica.., ma anche attardata e poco aggiornata):

Nomi e personalità, come si può notare, anche ultracelebri, provenienti dalla storia stessa della poetica d’avanguardia italiana, postGruppo 63 persino, come Ruffilli; futuristi doc del secondo novecento stesso, come Fiore e Futurguerra (già appunto del giro di Enzo Benedetto di Futurismo Oggi), all’epoca, anni 80/90, giovani o giovanissimi. Fino al futurismo anche mediatico e spettacolare di Rosso Trevi, quello culturale-scientifico di Campa.. Fino ai giovani Netfuturisti di Saccoccio, i più celebri nel web, ora sempre più anche off line, dopo numerose iniziative e eventi molto rilevanti (supportati anche dalla nipote di Marinetti, storica d’arte, Francesca Barbi).

Ad essi vanno aggiunti, ovvio, storici e critici d’area futurista, non artisti, ma che da decenni hanno istigato la rinascita del Futurismo: ovvero Claudia Salaris, Alberto Bertoni, Fausto Curi, Giordano Bruno Guerri, lo stesso -almeno parzialmente-Achille Bonito Oliva , Vittorio Sgarbi, Giovanni Lista e altri (oltre agli stessi Tallarico e Di Genova).

Ulteriormente, ora si diceva, è tempo di software: di sottomenu operativi, pur nello stile ormai condiviso o quasi del Nuovo Futurismo del duemila, come arte totale, secondo, poi, le previsioni dello stesso Marinetti, nonché nel secondo novecento di Adriano Spatola (ad esempio), tra i neoavanguardisti o lo stesso Andrea Zanzotto, di estetica tecnologica (qua anche un certo Barilli), di azioni futuriste o neofuturiste o netfuturiste, multimediali, elettroniche.

Va da sé, sottomenu anche specifici alla poesia o alla pittura o alla scultura o alla letteratura o alla musica, al teatro, insomma ai medium “storici”, “convenzionali”, sono dal punto di vista dell’informazione e della comunicazione importanti. Se il vettore condiviso di tutti i futurismi attuali è, ripetiamo, certa estetica letteralmente cibernetica, elettronica, o persino filosofia umanista-scientifica, non tutto è circoscrivibile all’arte elettronica o alla futurologia come scienza umana.

Se non altro perchè nei fatti, alcuni futuristi contemporanei parlano e producono ancora poesie o letteratura ad esempio: lo stesso Francesco Grisi (ex Futurismo Oggi anche lui di Benedetto), poi precocemente scomparso, era oltre che critico e scrittore futurista, anche poeta, come evidenziato proprio recentemente in un evento del centenario a lui dedicato.

Lo stesso Futurguerra, pur già prossimo a poesia neovanguardistica, visiva o sonora e videopoetica (con Fiori della Scienza assieme al videomaker Franco Ferioli, partecipò a una delle ultime edizioni della rassegna U-Tape del prestigioso Centro Video Arte di Ferrara, metà anni ottanta), esordì come poeta puro a inizio anni ‘80, con tanto di Manifesto neofuturista fondamentalmente letterario (Microchip!), come tale continuò fino al duemila e tutt’oggi, pur debordato a livello saggistico e d’arte elettronica, parla ancora di poesia…

Finalmente, all’orizzonte, già sono individuabili, spesso interfacciati, proprio nuovi scrittori, letterati , poeti giovani che si richiamano o attraversano il futurismo come letteratura, chi più chi meno, aggiornandolo, rivendicando anche nuovi loghi,a volte del tutto autonomi, come soprattutto i più noti di tutti, i connettivisti scrittori di fantascienza, oltre appunto a Futurguerra e al giro neofuturista di Ferrara, i vari Filippo Landini, Maurizio Ganzaroli, Sylvia Forty, Lamberto Donegà e lo stesso Giovanni Tuzet, oltre, almeno affini, agli stessi Eugenio Squarcia, Alex Gezzi, Riccardo Roversi, Emilio Diedo.

Oltre al giovane Zairo Ferrante e il suo gruppo Dinanimista (ad esempio la poetessa Barbara Cannetti), anche connesso con i neofuturisti ferraresi, di cui dopo, proprio per la particolare valenza archetipica su tutta la questione da rilanciare proprio come primo logo sottomenu letterario neofuturista ottimale, postcentenario.

I connettivisti, figli del web e del cyberpunk, fungono già come matrice per la scrittura appunto doc fantascientifica come linguaggio e immaginario tecnologico.

I Neofuturisti letterati di Ferrara si differenziano per la reinvenzione specifica della parola nell’era elettronica, in ottiche squisitamente sperimentali, insomma, tra la letteratura storica futurista e le news delle neo/post avanguardia del secondo novecento.

Tuzet in particolare sia come poeta, diversi volumi, sia come saggista, tra cui “A Regola d’Arte”, uno dei saggi più importanti sulla poetica e la letteratura futurista degli ultimi anni, sia come critico in diverse riviste o aree autorevoli italiane, come Poesia, Atelier, Pendragon…., con il suo logo di certa Poesia Logica, appare già fondamentale punto di riferimento, oltre appunto alla poetica visionaria/elettronica, oppure psicolinguistica e lacaniana, rispettivamente dei meno giovani Futurguerra e lo stesso Lamberto Donegà, a suo tempo con la rivista Poeticamente (sempre a Ferrara), promotori ante litteram del neofuturismo del duemila.

Ulteriormente, dopo Internet, ecco il futuro, l’avvenire allo stato nascente, già colmo di prove letterarie… scientifiche. Come sempre, anche in prospettiva, ecco spiccare i Netfuturisti di Saccoccio, lo stesso Giorgetti. Se qua siamo già persino in certo senso,oltre l’arte e l’artista, nel cuore postletterario postpoetico, Netfuturismo è anche Net-Letteratura.

Sia a livello di divenire teorico proprio nel web con la rete specifica netfuturista, sia soprattutto Saccoccio nella sua peculiarità di “Scienziato della Parola dopo il Web” (quindi in parole classiche come critico o storico letterario, anche off line sia ben chiaro con saggi contributi e manifesti anche poetico totali… fondamentali).

E, tra i Netfuturisti, più nello specifico, Saccoccio, infatti è anche poeta visivo (mix appunto tra Marinetti, i Paroliberi,, Govoni, Belloli, eccetera sino ancora al postGruppo63, postGruppo70, Zanzotto, Spatola, ecc., si vedano appunto diversi manifesti. E su scia simile, tra parole in libertà e poetica visiva lo stesso giovane talento NetBalla (Gianluigi Ballarani). Oltre alla più “classica”, di formazione umanistica, Maria Serena Peterlin, gli stessi Stefano Balice, Marco Raimondo, a livello critico Paolo Ciccioli, Elisabetta Mattia, Giulio Morera.

Oppure, e ora tracciamo certa mappa ovvio provvisoria, più peculiare come sottomenu proprio letterario, nel duemila nove, supportati anche da ebook pertinenti, focalizzati attrono all’editing neofuturista on line, Futurist Editions (curato dai neofuturisti di Ferrara in sinergia anche con Rosso Trevi) ecco nuovi scrittori che almeno attraversano il futurismo.

Il giro di Gian Luca D’Aquino, Manuela Vio, Claudio Braggio e altri, tra echi minimalisti, surrealisti, modernisti… o alla Wilde anche (tra Alessandria e Venezia) , la stessa scrittrice sarda Lorena Melis, echi anche simbolisti, il giovanissimo anche neoscapigliato Gidantka (Roma).

E, infine, e da questa news, la griffa link che suggeriamo, criticamente lanciamo come primo logo ufficiale della nuova specifica poetica e letteratura, parola futurista , ovvero il Dinanimismo del giovane talentuoso e dinamico.., scrittore salerinitano (ora in Emilia) Zairo Ferrante, già autore di alcuni libri e saggi autorevoli (cartacei e ebook), interfacciato con i neofuturisti di Ferrara e i transumanisti stessi. Ferrante, narra appunto del Dinanimisno, come divenire dell’Anima nell’era del computer.

16632_105674819445731_100000096404624_145868_1191639_nCome primo link ufficiale per la nuova parola e scrittura futurista, quel che si esalta è proprio la trasmutazione annunciata dell’ Anima nell’era del computer e della scienza, per così dire, finalmente oltre certa new age… ostilità ancora crociana… dei letterati italiani rispetto al mondocomputer.

Anzi, Ferrante, amplificando e soprattutto sperimentando nella parola e nelle elaborazioni teoriche, l’Anima non come compensazione, ma come X factor creativo e fondamentale sottostante lo stesso spirito scientifico e le sue infinite potenzialità finanche postumane, ha azzerato ogni querelle umanista obsoleta: dice sì al mondo nel suo divenire, senza perdere più tempo con troppi No da gamberi! 

In tale amplificazione Ferrante e il suo gruppo ormai, decine e decine di dinanimisti on line, ha codificiato, rilanciato le intuizioni stesse strettamente letterarie di Futuguerra, Donegà e Tuzet e altri, soprattutto al passo proprio con gli orizzonti desiderati alti e celebri dello stesso Enzensberger, lo stesso Barthes e – in Italia- tra non molti-, del solito forever young Paolo Ruffilli, oltre a Campa e ai già citati Spatola, Barilli, Zanzotto, e lo stesso giovane geniale Saccoccio

La parola al termine della scrittura, o dopo il suo grado zero, infine, si riconnette finalmente e consapevolmente nel Dinanimismo letterario all’archetipo: da dove viene anche il Futurismo e da dove si è moltiplicato ed espanso. Ferrante e i dinanimisti non a caso con riferimenti espliciti a certa psicanalisi futuribile (paradosso di paradosso) di Jung, Marie Louis Von Franz, James Hillman,riscoprono certa matrice postromantica della parola futurista, a suo tempo sorprendentemente intuita da un certo Francesco Flora, dai netfuturisti stessi, in altra articolazione più globale totale, con riferimento a Bergson.

Matrice aspaziale, ormai, eppure, in quanto Fare Anima (e Fare Poesia…) nel duemila, fondamentale.
Perciò, ecco il Dinanimismo, brevettato dallo scrittore Zairo Ferrante, come primo logo ufficiale (e virtuale, ovvio, incanto e dis-incanto i futuristi o futuribili contemporanei!) di certa nuova specifica letteratura o poetica neofuturista o futuribile nascente.

*Foto 1: Roberto Guerra, scrittore, poeta e critico letterario.

**Foto 2: Logo del Dinanimismo

Il Dinanimismo presenta: “L’esigenza del silenzio” – poesie a 4 mani di Michela Zanarella e Fabio Strinati – (Ed. Le Mezzelane 2018)

196-large_default

**Il tuo volto così riconoscibile
è per me una musica
trillante.
Osservo i lineamenti tuoi
e vedo i miei
come materia fondersi
in un neutro amplesso
negli assilli del piacere.
Vedo sulle tue labbra
alcuni miei versi
cuciti con le spille,
colori bianchi, tenui
come celati appena
tra le distratte onde
di un innamoramento
fuggitivo.
Ascolto la tua voce
che mi rapisce
tra le increspature
di pensieri al vento dispiegati.
Penso al nostro cuore
che si scinde
nella stessa direzione,
nell’appagamento
del bisogno
che si rinverdisce
nel punto del contatto.
Cerco il tuo richiamo
appena accennato,
tra un sonno nell’aria
e una vaga forma
di una follia che smania.

Prefazione di Dante Maffia 

Mi piacciono queste operazioni a quattro mani, è

come confrontarsi, sfidarsi, correre insieme a un

traguardo che prevede, quali che siano i risultati,

un premio di solidarietà e di considerazione

dell’altro.

Il lettore però farebbe un grande errore se

cominciasse a confrontare i testi, a metterli

controluce per verificarne il peso e stabilire un

premio da assegnare. Il viaggio è compiuto

insieme e il giudizio, anzi l’abbraccio, deve andare

a tutti e due, perché comunque hanno voluto

unificare lo spirito e gli intenti, sia Michela e sia

Fabio, forse per dimostrare che la poesia non

avrebbe bisogno di essere firmata quando sa

toccare le corde essenziali del sognare, dell’essere

angosciati e del morire, dell’essere inquieti e

gioiosi. Cioè i sentimenti più profondi e i nodi

complicati del vivere.

Ho letto con molta attenzione sia i componimenti

di Michela Zanarella sia quelli di Fabio Strinati.

Sono due mondi apparentemente lontani, che però

trovano subito il saldo e l’equilibrio nello scambio

che non segue una logica organizzata ma trova

sempre la nota giusta per “completare” il dettato

dell’altro e viceversa.

Michela Zanarella è ormai una presenza attiva e

di grande rilievo nella poesia italiana e forse anche

per questo motivo ha accettato il gioco con Fabio

Strinati che mostra una magnifica tenuta del verso.

I due poeti creano un canto a due voci ma che

presto diventa sinfonia nella quale si esplicitano le

emozioni sui grandi temi dell’esistenza. Infatti

l’argomentare è tenuto quasi su un piano

metafisico e fa sentire i rintocchi di un lirismo di

cui abbiamo un po’ perduto la conoscenza. Né a

Michela né a Fabio interessano le trovate o le

improvvisazioni ricavate dalla quotidianità, ma si

tuffano nel mare immenso del crepitio esistenziale

per trarne le ragioni più appropriate di un canto

capace di indagare sui misteri.

C’è, in ognuna delle composizioni, un’ansia che

si tocca quasi con mano, una trepidazione che

sembra nascere da lontano e che subito investe la

vita nelle sue diramazioni.

Le due sensibilità poetiche a un certo punto si

abbracciano in una sorta di profonde accensioni

che fanno scaturire “messaggi” cifrati e danno

avviso di scoscendimenti pericolosi.

Una poesia così ha bisogno di essere ascoltata e

direi vissuta in prima persona per intenderne tutta

la portata, ha bisogno di trovare adesione piena

per poterne cogliere il magma incandescente che vi

scorre e per poterne assaggiare le valenze umane e

culturali.

A un certo punto Michela scrive: “Mi capirai /

quando sarò lontana dal mondo / e mi

chiameranno solitudini / a farmi casa nel

silenzio?”. È questa l’esigenza del silenzio, o

presuppone altro? È questa e presuppone anche

l’individuazione di una possibilità per poter vivere

il silenzio (che è sempre vivo, come dice

D’Annunzio) nella pienezza dei suoi riscontri

segreti?

Un lirismo che non svicola in sfumature astratte,

ma che ferma la sua attenzione sui risvolti

esistenziali, com’è nella tradizione che va da

Leopardi a Goethe a Rilke.

Zanarella e Strinati sono coscienti di possedere le

qualità per inseguire il Mistero, per non

soccombere agli astratti furori e per non morire

dentro le dissolvenze delle attese inutili. Ecco

perché queste poesie sanno di pane casareccio e di

vino buono pur essendo nate nel fuoco ardente e

lampeggiante di un crogiolo di vita che ci riporta

agli imperanti sfaldamenti del secolo, quelli che ha

interpretato Fernando Pessoa, ma anche a Milosh,

Herbert e la Cvetaeva. Non sono citazioni a caso,

sono riferimenti di elezione, non per forza rinvii di

affiliazione, e ciò dimostra quanto lavoro, a volte

estenuante, sta dentro la costruzione de L’esigenza

del silenzio, che è anche implicito giudizio sulla

decadenza attuale dei valori fondamentali e sulla

perdita di identità.

Ma un altro aspetto vorrei sottolineare di questi

versi così densi e pieni di amarezza e anche di una

certa gioia fragrante e limpidamente vissuta come

traguardo del senso del vivere. Insomma, Michela

e Fabio compiono un viaggio insieme e ne danno

un resoconto non attendibile, fuori dalla verità

comune. Perché nelle loro parole c’è la verità di un

cielo che si è specchiato senza cercare la

deflagrazione. La metafora per fare intendere la

catena di metafore sottese in ogni pagina, il fluire

limpido e a volte magmatico dei pensieri e delle

emozioni, lo sforzo per poter entrare nell’invisibile

e trarne ragioni ineluttabili. Non è questo del resto

il compito dei poeti? Non è quello di squarciare

veli e di entrare nella magia di insondabili chimere

per offrire poi la dovizia di nuovi cammini?

Quante anime abbiamo dentro
cementate a noi
come alle pareti della vita.
Anime candide anime sporche
che ci fanno assomigliare a montagne verdi
o a marciapiedi vuoti nel buio della sera.
La mia la riconosco appena
perché non so da dove sale la notte
o dove la luce va in preghiera.
Gli occhi mi dicono
che forse è identica ad un cancello
che già ho aperto,
un cancello di nuvole e metallo
che ho lasciato al silenzio
prima di andare altrove.

profile_pictureMichela Zanarella
Michela Zanarella è nata a Cittadella (PD) nel
1980. Dal 2007 vive e lavora a Roma.
Ha pubblicato le seguenti raccolte di poesia:
Credo (2006), Risvegli (2008), Vita, infinito,
paradisi (2009), Sensualità (2011), Meditazioni al
femminile (2012), L’estetica dell’oltre 2013), Le
identità del cielo ( 2013) Tragicamente rosso (2015)
Le parole accanto (2017). In Romania è uscita in
edizione bilingue la raccolta Imensele coincidente
(2015).
È inclusa nell’antologia Diramazioni urbane
(2016), a cura di Anna Maria Curci. Autrice di libri
di narrativa e testi per il teatro, è redattrice di
Periodico italiano Magazine e Laici.it.
Le sue poesie sono state tradotte in inglese,
francese, arabo, spagnolo, rumeno, serbo, greco,
portoghese, hindi e giapponese.
Ha ottenuto il Creativity Prize al Premio
Internazionale Naji Naaman’ 2016. È ambasciatrice
per la cultura e rappresenta l’Italia in Libano per la
Fondazione Naji Naaman.
È alla direzione della Writers Capital
International Foundation.
Socio corrispondente dell’Accademia Cosentina,
fondata nel 1511 da Aulo Giano Parrasio.
Si occupa di relazioni internazionali per EMUI
EuroMed University.

48406477_2012719712370987_7859866176896106496_nFabio Strinati
Poeta, scrittore e compositore nasce a San
Severino Marche il 19/01/1983 e vive ad
Esanatoglia, un paesino della provincia di
Macerata nelle Marche.
Molto importante per la sua formazione,
l’incontro con il pianista Fabrizio Ottaviucci.
Ottaviucci è conosciuto soprattutto per la sua
attività di interprete della musica contemporanea,
per le sue prestigiose e durature collaborazioni con
maestri del calibro di Markus Stockhausen e
Stefano Scodanibbio, per le sue interpretazioni di
Scelsi, Stockhausen, Cage, Riley e molti altri
ancora. Partecipa a diverse edizioni di “Itinerari
D’Ascolto”, manifestazione di musica
contemporanea organizzata da Fabrizio Ottaviucci,
come interprete e compositore.
Strinati è presente in diverse riviste ed antologie
letterarie.
Da ricordare Il Segnale, rivista letteraria fondata
a Milano dal poeta Lelio Scanavini. La rivista
culturale Odissea, diretta da Angelo Gaccione, Il
giornale indipendente della letteratura e della
cultura nazionale ed Internazionale Contemporary
Literary Horizon, la rivista di scrittura d’arte
Pioggia Obliqua, la rivista “La Presenza Di Èrato”,
la revista Philos de Literatura da Unia Latina,
L’EstroVerso, Fucine Letterarie, La Rivista
Intelligente, aminAMundi, EreticaMente, Il
Filorosso, Diacritica, la rivista Euterpe, Il Foglio
Letterario, Versante Ripido.

*Per acquistare il libro:https://www.ibs.it/esigenza-del-silenzio-ediz-integrale-libro-michela-zanarella-fabio-strinati/e/9788833280264

**Versi estratti dall’opera con il consenso dell’Autore.

Spina di rosa (Maria Pellino) – Colpo al cuore (R. Magritte)

Spina di rosa

Maria Pellino

 

rené-magritte-le-coup-au-coeurDonna, spina di una rosa mai sbocciata.

Tu sterpaia che generi umanità,

sangue e lacrime ricoprono ferite,

 origami di fragilità sul tuo corpo.

Dal grembo a gocce zampillano

petali d’amore,

oasi di primavera

nel vuoto che scompagina il silenzio.

Parole mute fluiscono dal cuore

 spogliato di sogni violati

dal crudele ghigno della vita.

Memore si espande a profusione

 l’anima tua ribelle,

riverbero di un amore primordiale.

Impetuoso il tuo ondeggiare d’infinito mare .

 

*Versi ricevuti direttamente dall’Autrice tramite e-mail.

**Immagine – Colpo al cuore – Magritte – liberamente tratta da: http://www.artnet.com/artists/ren%C3%A9-magritte/le-coup-au-coeur-Na5UtKdLVNOm776HCW2iBQ2

 

“sono io che m’arrendo alla tua dolce brama” – Mantra, versi di Giancarlo Fattori

MANTRA

di

Giancalo Fattori

240px-Golden_Aumsei sabbia dipinta scultura di creta

il sentiero perduto il bivacco la meta

sei impasto di terra di lacrime e tempo

la tempesta in arrivo sei nube sei lampo

il silenzio il sole la cenere il fumo

sei la pioggia d’estate del mattino il profumo

om namô bhagavate vâsudevâya

om namô bhagavate vâsudevâya

sei la morte che brucia un veliero di ghiaccio

un ricordo confuso un sogno un abbraccio

sei sasso sei pietra sei pozzanghera al sole

un sorriso di donne un’aiuola di viole

il camino che arde il cibo che cuoce

il sapore del pane il canto la voce

om namô bhagavate vâsudevâya

om namô bhagavate vâsudevâya

un’aurora distratta nel silenzio del mare

sei madre sei pelle sei il lupo nel cuore

sei un tumulo antico un ramo una mano

mago della foresta uno sguardo lontano

sei la luna d’argento la radura di notte

sussurro e nebbia le flotte le rotte

il respiro che ho dentro il respiro che ho attorno

il rossore che avvampa sulle guance del giorno

om namô bhagavate vâsudevâya

om namô bhagavate vâsudevâya

sei un gioco d’amore ragnatele di sole

l’orologio che corre arabeschi e parole

sei l’acqua sei pelle sei una dolce preghiera

un autunno dorato le ombre della sera

un’amara illusione di gioia e dolore

il corpo le mani il giorno che va a morire

sei un sorriso dipinto l’universo che tace

una storia immensa che non si da mai pace

om namô bhagavate vâsudevâya

om namô bhagavate vâsudevâya

sei un volo d’uccello sei una terra di rame

sei un fuoco acceso sei l’aroma del pane

un profumo intenso di mare e mistero

la pelle che avvampa un cielo austero

sei la pioggia che cade sei la creta e la strada

una bianca conchiglia le tue labbra di giada

sei la notte che avvolge la tua voce che chiama

sono io che m’arrendo alla tua dolce brama

 

*Versi ricevuti direttamente dall’Autore.

**Immagine “simbolo dell’Om” postata dalla redazione e liberamente tratta da: https://it.wikipedia.org/wiki/Mantra

Il dinanimismo lancia: “Un Difensore dei diritti Umani sul profilo” – una foto contro ogni razzismo e discriminazione.

220px-Martin_Luther_King_-_March_on_WashingtonLa Poesia non odia, non discrimina, non emargina, non chiude porte o porti.

La Poesia non urla, non divide, non isola, non uccide, non respinge e non ama la violenza.

Non esiste futuro per una Società intollerante, non può esserci vero progresso in una Nazione che discrimina.

Abraham Joshua Heschel, Rabbino e Filosofo Polacco, diceva che: ” il razzismo è la più grave minaccia dell’uomo verso l’uomo,  il massimo di odio con il minimo di ragione”.

E, ancora, Martin Luther King, affermava che: “In questa generazione ci pentiremo non solo per le parole e le azioni odiose delle persone cattive, ma per lo spaventoso silenzio delle persone buone”.

Ecco perché dalle pagine di questo blog invito tutti voi – che ancora amate la Poesia e l’Uomo e credete in un mondo civile, ugualitario e nonviolento – a manifestare qui e soprattutto ora il vostro dissenso verso certa “politica”che ci vuole sempre meno tolleranti e sempre più razzisti.

I diritti umani non possono e non devono avere né razza, né colore e né nazionalità.

Difendiamo questo principio e, forse, riusciremo anche a preservare il futuro dei nostri figli e dei nostri nipoti.

Non servono grandi azioni, non bisogna essere dei supereroi, basta essere semplicemente Umani e ricordarsi che sono i piccoli gesti a cambiare il Mondo.

Ecco perché vi invito, per il mese in corso, a sostituire la foto del vostro profilo social con quella di un “Difensore dei Diritti Umani”.

Un piccolo gesto per ricordare a Noi stessi e ai nostri Amici che le idee non possono morire.

Un modo semplice per far capire a tutti che esistono solo Uomini e non “razze” o “Nazionalità”.

Zairo Ferrante

( per il movimento poetico Dinanimista )

Di seguito alcuni suggerimenti:

Martin Luther King ( 1929-1968 ), Aldo Capiti ( 1899-1968 ), Mahatma Gandhi (1869-1948), Eleanor Roosevelt (1884-1962), Nelson Mandela (1918-2003), Oscar Arias Sánchez (nato nel 1940).

Foto liberamente tratte da: https://it.wikipedia.org/wiki/I_have_a_dream , 

https://it.wikipedia.org/wiki/Aldo_Capitini , 

http://www.unitiperidirittiumani.it/voices-for-human-rights/champions-human-rights.html

Aldo_Capitini_with_books

11B-Mahatma-Ghandi_it Eleanor-Roosevelt-(gold)_it nelson-mandela_0_it Oscar-Arias-Sandrez_0_it

Carlos Sanchez: La poesia che ricongiunge il Poeta al Tutto, “in questo meccanismo perfetto”

In questo meccanismo perfetto

di 

Carlos Sanchez

uni3.630x360Il cielo è aperto
ad un universo cristallino
l’aria che respiro
viene da lì
dove ballano i pianeti.
Mi muovo
in questa terra
piccolina
per un momento
mi abbandono
senza arroganza
mi sento parte
di questo meccanismo
perfetto
con questo corpo
effimero.

Folignano City

orologi-automatici-da-uomo-e1481363729739En este mecanismo perfecto

El cielo está abierto
a un universo cristalino
el aire que respiro
viene de allí
en donde bailan
los planetas.
Me muevo
en esta tierra
pequeñita
por un momento
me abandono
sin arrogancia
me siento parte
de este mecanismo
perfecto
con este cuerpo
efímero.

Folignano City *Versi ricevuti direttamente dall’Autore tramite social network.

**Immagini tratte da: https://www.focus.it/scienza/scienze/luniverso-si-espande-piu-velocemente-del-previsto

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