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San Valentino 2020 in Poesia: con Alessandro Canzian ed i suoi Amici

CatturaSegnaliamo la Redazione di Laboratori Poesia,  che ha scelto di cantare l’amore e le sue mille sfumature con una brillante ed “atipica” antologia poetica, curata da Alessandro Canzian, che scrive: Nessuna idea di fondo particolare, nessuna scelta basata sul giudizio, solo la richiesta ad alcuni amici di testi sul tema (43 poeti: Maurizio Cucchi, Maria Grazia Calandrone, Giovanna Rosadini, Lucianna Argentino, Franco Buffoni, Roberto Cescon, Corrado Benigni, Cristiano Poletti, Paolo Ruffilli, Marco Corsi, Flaminia Cruciani, Gabriella Musetti, Patrick Williamson, Vincenzo Mascolo, Maria Borio, Matteo Fantuzzi, Eleonora Rimolo, Domenico Cipriano, Francesca Serragnoli, Valentina Colonna, Gerardo Masuccio, George Mario Angel Quintero, Fabio Michieli, Zingonia Zingone, Marco Sonzogni, Giovanni Ibello, Chiara Evangelista, Vernalda Di Tanna, Mattia Tarantino, Graciela Aráoz, Federica Giordano, Melania Panico, Ilaria Boffa, Mario Fresa, Federico Rossignoli, Luigi Cannillo, Chiara De Luca, Giovanna Iorio, Annalisa Ciampalini, Rossella Pretto, Fabrizio Bregoli, Mario Famularo, Marco Amore). E all’amico Dino Ignani l’immagine d’apertura (L’amore per la lettura) come diversi ritratti degli autori qui riportati.

Un tema usato e abusato che oggi dice tanto di noi. In una società che all’iperconnettività ha fatto corrispondere una maggior distanza, che alla parità ha fatto corrispondere una nuova censura e disparità, che alla libertà ha fatto corrispondere la solitudine, chiedere ai poeti di interrogarsi sull’amore significa chiedere loro di affondare le mani nella loro intimità. Perché alla nudità esposta soffriamo una minor consapevolezza di noi. Alla molteplicità delle occasioni soffriamo la virtualità delle stesse. Alla semplificata e sempliciotta definizione di noi soffriamo ciò che abbiamo voluto: una semplice immagine.

Oggi viviamo di immagini di noi stessi che oppongono ciò che vogliamo mostrare agli altri (e che spesso noi stessi vorremmo essere) a ciò che siamo realmente, senza più grate di riferimento perché abbiamo delegato tutto all’immagine con l’inevitabile conseguenza di ipocrisie, brutture, mediocrità, derivanti dalla mancata aderenza delle due identità. Un’immagine che è diventata sostanzialmente una merce di scambio come lo sono diventati i valori, la parità, gli scandali, le indignazioni. In tutto questo l’amore rischia d’essere il cuore che batte dentro di noi a prescindere dalle sovrastrutture create e autoalimentanti (perché di fatto oggi tutto necessità del proprio opposto per esistere). L’amore non è autoalimentate, non necessita di un opposto. L’amore è una tendenza all’altro che scarnifica il proprio ego. È ciò che legittima all’uomo il nome di uomo, al netto di ogni egocentrico innamoramento per l’amore stesso.

La realtà però ci dice che viviamo in un periodo di grandissima solitudine, di relazioni praticamente impossibili, a termine. All’amore per l’altro abbiamo anteposto l’orgoglio dell’amore per la nostra immagine, soffrendo l’insussistenza sia della relazione sia dell’immagine. E abbiamo cercato qualcuno o qualcosa a cui dare la colpa. O, nel migliore dei casi, ci siamo detti che questa è la libertà. Per questo oggi chiedere ai poeti di interrogarsi sull’amore è un atto quasi rivoluzionario. Perché un poeta, un vero poeta, che guarda il proprio io non è mai solo un poeta, mai solo un io. È una società, un popolo, in un singolo uomo o in una singola donna che guarda la sintesi di una storia, la sua essenzialità. E ne cerca i difetti, le illuminazioni, le delusioni, i sogni.

Oggi più che mai il poeta, quando vero poeta, rappresenta una possibilità di sopravvivenza per l’uomo. Si intenda, l’uomo vivrà probabilmente ancora per molti secoli, ma questo non vuol dire che sopravvivrà a se stesso. Questa possibilità, a parere di chi vi scrive, appartiene nelle varie forme e storie ad ognuno dei poeti qui inseriti. Ognuno in un modo diverso.

Alla Storia, quella con la S maiuscola, dire se ci riusciranno. Per ora buon San Valentino a tutti con questi testi e con, quando presenti, articoli, recensioni, traduzioni che abbiamo già pubblicato sugli autori qui proposti…” CONTINUA SU: http://www.laboratoripoesia.it/ancora-di-piu-e-te-ne-sono-grato-43-poesie-damore/?fbclid=IwAR0cZigqTMHJWJpVCADQOKpuxcmNZZ3_62Iu69xV_XV3F9do4jZj_yN2smU

 

“Fortissimo”: Matteo Bianchi con Minerva Edizioni.

FORTISSIMO 

di Matteo Bianchi (Minerva ed. 2019)

Nota di lettura di Zairo Ferrante

31ditgajQ6L._SX325_BO1,204,203,200_“Fortissimo” l’ultima raccolta di poesie di Matteo Bianchi, pubblicata da “Minerva Edizioni” nella collana  “Cleide”.

Partiamo dall’involucro.

Un libro elegante, con una copertina ruvida che rende bene l’idea dell’oggetto che abbiamo tra le mani. Un libro di poesie, che non può e non deve essere né arrogante né sgargiante.

La poesia non urla ma sussurra… e questo, evidentemente, l’han capito benissimo sia l’editore Roberto Mugavero sia i curatori di questa innovativa collana under 40, ossia la poetessa Cinzia Demi e il maestro e poeta Giancarlo Pontiggia.

In questa silloge, il poeta Matteo Bianchi, ci parla d’amore.

Un amore sofferto che, nella prima parte del volume, viene narrato sotto forma di “diario”, dove l’autore tenta di metabolizzare una sorta di sconfitta amorosa;  una perdita, un distacco, una distanza, in grado di generare molteplici sentimenti che oscillano tra il ripensamento e la rabbia.

Sentimenti che difficilmente possono essere “ingabbiati” in un verso e forse, proprio per questo, nella prima parte del volume, l’autore si avvale di una sorta di prosa poetica, che meglio riesce a contenere ed inglobare la miriade di “pensieri” che si vogliono allontanare da sé.

Un canto liberatorio che non perde mai  di vista il suo fine ultimo, ossia seminare il dubbio e l’interrogativo per costringerci a riflettere. 

Nella seconda parte del libro dal titolo “Mezzo piano”, invece, ritroviamo il Matteo Bianchi che tutti noi (ri-)conosciamo; un poeta che è in grado di giocare con la parola e con i suoi significati, costruendo versi precisi e puntuali che danzano come note sul pentagramma e ci di donano emozioni e spunti di riflessione mai banali. 

«Nelle serate sotto quel balcone

temevo i tuoi occhi oltre la luna

aprire la strada ai bravi;

l’incontravo e più non sapevo

dove si sarebbero calati».

(Dentro le parole della Storia).

«Oggi, a distanza di un sorso mortale

sapessi di averti qui accanto,

accetterei di sognare il nero,

pur di guardarti dormire ogni tanto».

Romeo durava nel sonno,

ma la morte non fu vana.

“Fortissimo”, un titolo che omaggia l’immenso Camillo Sbarbaro, per un’opera da leggere in silenzio per ritrovare sé stessi e il tempo andato.

Zairo Ferrante http://www.italian-poetry.org/zairo-ferrante/

Matteo BianchiMatteo Bianchi è nato nel 1987 a Ferrara, dove vive. Ha pubblicato le raccolte: Poesie in bicicletta (Este Edition, 2007, Premio Lascito Niccolini), Fischi di merlo (Edizioni del Leone, 2011, con una nota di Mario Specchio, Premio Rabelais, Premio Turoldo, Premio Oubliette), L’amore è qualcos’altro (Empirìa, 2013, a quattro mani con Alessio Casalicchio, note di Roberto Pazzi e Giancarlo Pontiggia), La metà del letto (Barbera, 2015, note di Anna Maria Carpi e Roberto Pazzi, Premio Metauro). Collabora con il quotidiano “la Nuova Ferrara”, “Gagarin. Orbite culturali”, “SITI – Unesco World Heritage Sites Journal”, “QuiLibri”, “L’immaginazione”, online con “Poesia 2.0” e “Alleo”, con Punto. Almanacco della Poesia Italiana (puntoacapo Editrice). Numerosi i suoi articoli apparsi sul portale Rai Letteratura. È presente in riviste e antologie, tra le quali In questo margine di valige estranee e Quel poco che sappiamo (Giulio Perrone, 2011) e L’evoluzione delle forme poetiche. La migliore produzione poetica dell’ultimo ventennio 1990-2012 (Kairós, 2013). Cura In gransegreto, rassegna annuale di poesia contemporanea a Ferrara e nel 2009 ha fondato l’Associazione Culturale “Gruppo del Tasso” (www.gruppodeltasso.it). È stato tradotto in francese da Antoine Isenbrandt-Pitton sulla “Revue Verso” di Lucenay (n. 153, 2013), e in inglese da Christopher Channing su “Pelagos Letteratura”…. da:http://www.italian-poetry.org/matteo-bianchi/

*Per il libro: https://www.amazon.it/Fortissimo-Matteo-Bianchi/dp/8833241580

Stefania Romito e Arjan Kallço VOLARE D’AMORE – raccolta onirica – (Ed. Asino Rosso)

downloadUna raccolta a quattro mani e due cuori, quella di Stefania Romito e Arjan Kallço. Versi nei quali l’amore cede il passo alla poesia e viceversa. 

“Volare d’amore”, un luogo metafisico dove le vite dei due Poeti s’intrecciano e cominciano a respirare la medesima aria. 

Ossigeno per l’anima, fatto di ricordi, amori, dolori e desideri; il tutto condito da parole mai banali.

Sensuale, fresco e persuasivo lo stile della Romito; pungente, innovativo ed asciutto quello di Arjan Kallço.

Un e-book da leggere in silenzio, per ri-assaporare il proprio passato e ritornare ad amare (anche se stessi).

Zairo Ferrante

Per scaricare l’e-book: https://www.kobo.com/it/it/ebook/volare-d-amore

*Dall’Introduzione di Arjan Kallço
Chi ama veramente è sempre pronto a credere a ogni battito del
proprio cuore e del proprio amore. Questi battiti parlano chiaro.
Un amore non può essere assolutamente a metà, perché la voce
va completata con un’altra affinché siano all’unisono…

Sarò la tua Calipso

di 

Stefania Romito

Con te navigo
sulle linee dell’amore
tra i chiarori di ottobre
e le albe di primavera
Sul mio viso
le ombre dei tuoi incanti
sul mio corpo
il passaggio delle vele
Sarò la tua Calipso
nel mistero dei segreti
di un amore solo nostro
che ha ali di destino.

*Dall’introduzione di Stefania Romito
Oniriche visioni intrecciano sapori in un Oriente che sa di
Occidente. Il culto greco per la bellezza viene vissuto con
intensità dal poeta Arjan Kallço e riprodotto in pennellate
liriche che si fondono alla magia di un paesaggio metafisico
dove a dominare è l’essenza del sentimento d’amore. Tra le
rovine dell’antica Grecia emerge una donna angelus dalla
valenza trascendente, di fronte alla quale l’animo del poeta
manifesta tutta la sua fragile immensità. …

Il calendario

di

Arjan Kallço

Pilucco i fogli del calendario.
Sono molti.
Come i nostri giorni
vissuti insieme.
Ogni foglio è un ricordo felice
dei nostri sogni.
Ogni calendario è un desiderio triste
dei nostri amori.

Stefania Romito
è scrittrice, conduttrice radiofonica e televisiva. Si è laureata
con lode in Lettere Moderne (indirizzo “Letteratura e critica
nell’Italia contemporanea) presso l’Università degli Studi di
Milano con una tesi in “Storia della Stampa e dell’Editoria”
dedicata all’epistolario di Jacopo Bonfadio. Si dedica alla
realizzazione di progetti culturali come fondatrice
dell’associazione “Ophelia’s friends Cultural Projects”, come
responsabile letteraria e ambasciatrice del NUOVO
RINASCIMENTO fondato dall’artista Davide Foschi e come
responsabile per la Lombardia del SINDACATO LIBERO
SCRITTORI ITALIANI. Tra le sue numerose pubblicazioni
ricordiamo il romanzo di esordio Attraverso gli occhi di Emma
(Alcyone Editore), i thriller della serie Ophelia, le vite di una
ghost writer (Alcyone Editore), la raccolta lirica Nadir e
Najeli si raccontano (Lupi Editore), il romanzo thriller Il buio
dell’alba (LibroMania, DeAgostini Dea Planeta Libri) e i lavori
di critica e storia letteraria in collaborazione con Pierfranco
Bruni.

Arjan Kallço
è poeta, giornalista, traduttore, scrittore, ricercatore, docente di
Lingua italiana presso la DRI. Ricopre numerosi incarichi di
prestigio. È Ambasciatore per l’Albania della Universum
Academy Svizzera ed Accademico onorario, Membro
dell’Associazione Internazionale dei Critici Letterari
dell’UNESCO, segretario del Club degli scrittori “Il Nuovo
mondo” e Responsabile della Dante Alighieri, Korça. Tra le sue
recenti pubblicazioni vanno segnalate: La danza delle foglie, il
volume Haiku in italiano (2016), Tempesta dell’anima, poesie
in Albanese (2017), Il tempo vive nel poeta, (2018), La tua
immensita’ m’inebria, (inglese-italiano), (2019), Le note di
primavera (inglese-italiano-albanese), 2019.
Vincitore di numerosi premi letterari tra cui “La medaglia d’oro
del premio Alessandro Magno”, Salamina (2016), “Il premio
della PEN Albania”, Korça (2019), “Il Premio all’Eccellenza al
Cipressino d’oro”, Follonica, Italia (2019) e il “Premio alla
Carriera- Il Canto di Dafne”, Aulla, Italia (2019).

La scrittrice Giovanna Mulas ambasciatrice per l’Italia per la “Nobile missione al servizio del benessere dell’umanità”.

21762850_848902805288421_1805980409293537237_oALLA SCRITTRICE ED AMICA DEL DINANIMISMO GIOVANNA MULAS E’ STATO CONFERITO L’INCARICO DI AMBASCIATRICE ITALIANA NEL MONDO DALL’ASEC (Istituzione Filosofica e Filantropica Internazionale).

Di seguito riportiamo la versione integrale della lettera scritta dalla stessa Mulas e pubblicata sulla sua official page di Facebook https://www.facebook.com/giovanna.mulas.58 .

Sono commossa…commossa. Ricevo comunicazione ufficiale dal Dottor M. Nzengui B. Arnaud, Dipartimento Filantropia dell’organizzazione internazionale ASEC di Brazzaville, Capitale della Repubblica del Congo, di essere stata onorata con l’incarico di ambasciatrice per l’Italia per la “Nobile missione al servizio del benessere dell’umanità”. L’ASEC, Istituzione Filosofica e Filantropica, opera a livello internazionale, come dichiara il Presidente Dr M. Nzengui B. Arnaud, con la profonda responsabilità di organizzare, nel mondo, diverse attività di risveglio di coscienza delle masse, per la Pace, per il Benessere dell’Umanità.
Sono stati insigniti dell’Onoreficenza, nell’ordine: Franck Tag Ndayi Lumwanga, M.Made-S.Kimonou, Mercit Couchelh Mouanou Bouity, Tandrece Gastorel Mouanda Ngouma.
Einstein ebbe a dichiarare: “Non ho idea di quali armi serviranno per combattere la terza Guerra Mondiale, ma la quarta sarà combattuta coi bastoni e con le pietre.”.
La Storia non è servita, Fratelli e Amici: le morti, il dolore immenso provocato dalle guerre di uomini su altri uomini (solo l’uomo è in grado di alzare muri per separarsi, ‘dividersi’ dai suoi simili, laddove confini e muri non esistono),  guerre dove nessuno vince e tutti, comunque, perdono…. .
Nel profondo oscurantismo attuale, in una ignoranza costruita attraverso decenni di informazione deviata (historia ad usum delphini) risulta fondamentale lavorare, uniti, ognuno tramite la propria professionalità, nel creare coscienza quindi conoscenza, nel sensibilizzare le Masse a ciò che sarà e, soprattutto, perché ‘sarà’:  per la sete di potere, per la vanità insita in ogni uomo e su cui dobbiamo limarCi, per limare.
Buona Opera, Fratelli di Cammino.

“Folignano City Blues” la nuova raccolta del Poeta Carlos Sanchez…

9788866455516_0_221_0_75“Folignano City Blues”, la nuova raccolta del Poeta Carlos Sanchez (Ed. Librati 2019), ci parla del mondo e delle sue meraviglie che, a volte, sembrano brutture ma, nonostante tutto, continuano ad insegnare e a stupire.

Un’opera fresca e coraggiosa, nella quale il verso viene sapientemente mescolato al sentire dell’anima.

Un libro che ci mostra tutti gli sforzi profusi dall’Autore per ricercare il suo essere Uomo. Un invito a non smarrirsi. Una piccola e preziosa fiaccola nel buio.

“In questa selva oscura: Caro Dante/ la poesia è un alberello/ che dà fiori e frutti/ ossigeno all’aria/ casa agli uccelli/ tavola ai cibi/ ombra al viandante/ e legna, molta legna per infiammare/ questa effimera vita”.

Zairo Ferrante

Se mi aspetta un’altra vita

Tanti specchi in casa
tanti dolci fantasmi
girando per la stanza
tanti incidenti
scappando dalle finestre
ululano le membrane
della tua pelle
l’ombra
prigioniera dei tuoi passi:
Dove stai cuore
che non sento il tuo palpitare? (*)
le speranze usate
le gioie rotte.
Magari la tua storia
interessa poco
in questa Apocalisse di storie
la tua povera persona
in questa moderna globalizzazione
resisti
abbandona i segnali di fumo
gli indigeni sono stati civilizzati
poverini
gli alberi dei boschi
hanno fornito carta
per fissare tanti concetti inutili
le parole camuffate
hanno perso il loro valore d’uso.
Se mi aspetta un’altra vita
che sia di pietra
di montagna.

(*) “Dove stai cuore/che non sento tuo palpitare?”: frammento di un tango.

Da “Folignano City Blues”
Lìbrati, Rinascita, Ascoli Piceno, 2019

Si me espera otra vida

Tantos espejos en la casa
tantos dulces fantasmas
girando por el cuarto
tantos accidentes
escapando por las ventanas
aúllan las membranas
de tu piel
la sombra
prisionera de tus pasos:
Dónde estás corazón
que no oigo tu palpitar (*)
las esperanzas usadas
las alegrías rotas.
Quizás tu historia
interese poco
en esta Apocalipsis de historias
tu pobre persona
en esta moderna globalización
sosiégate
abandona las señales de humo
los indígenas han sido civilizados
pobrecitos
los árboles del bosques
han provisto papel
para fijar tantos conceptos inútiles
las palabras camufladas
han perdido su valor original.
Si me espera otra vida
que sea de piedra
de montaña.

De “Folignano City Blues”
Lìbrati, Rinascita, Ascoli Piceno, 2019

(*) Fragmento de un tango

*Per acquistare il libro: https://www.ibs.it/folignano-city-blues-libro-carlos-sanchez/e/9788866455516

Mentre nel mondo ancora si combatte e si muore di guerra, arrivano Natale 2019 e il “nuovo” 2020

Il dinanimismo ripudia la guerra e, con Ungaretti e Trilussa, augura a tutti i suoi lettori un sereno Natale 2019 e uno splendido 2020!!!

Natale

di

Giuseppe Ungaretti 

c7784ceb1300484492e36cbd78c3f1de_18Non ho voglia
di tuffarmi
in un gomitolo
di strade

Ho tanta
stanchezza
sulle spalle

Lasciatemi così
come una
cosa
posata
in un
angolo
e dimenticata

Qui
non si sente
altro
che il caldo buono

Sto
con le quattro
capriole
di fumo
del focolare

 

 

” Natale di Guerra”

di

Trilussa

Ammalapena che s’è fatto giorno

la prima luce è entrata ne la stalla

e er Bambinello s’è guardato attorno.

– Che freddo, mamma mia! Chi m’aripara?

Che freddo, mamma mia! Chi m’ariscalla?

– Fijo, la legna è diventata rara

e costa troppo cara pé compralla…

– E l’asinello mio dov’è finito?

– Trasporta la mitraja

sur campo de battaja: è requisito.

– Er bove? – Puro quello

fu mannato ar macello.

– Ma li Re maggi arriveno? – E’ impossibile

perchè nun c’è la stella che li guida;

la stella nun vò uscì: poco se fida

pè paura de quarche dirigibbile… –

Er Bambinello ha chiesto: – Indove stanno

tutti li campagnoli che l’altr’anno

portaveno la robba ne la grotta?

Nun c’è neppure un sacco de polenta,

nemmeno una frocella de ricotta…

– Fijo, li campagnoli stanno in guerra

tutti ar campo e combatteno. La mano

che seminava er grano

e che serviva pè vangaà la terra

adesso viè addoprata unicamente

per ammazzà la gente…

Guarda, laggiù, li lampi

de li bombardamenti!

Li senti, Dio ce campi,

li quattrocentoventi

che spaccheno li campi? –

Ner dì così la Madre der Signore

s’è stretta er fijo ar core

e s’è asciugata l’occhi co’ le fasce.

Una lagrima amara per chi nasce,

una lagrima dòrce per chi more.

*Foto postata dalla redazione del blog e liberamente tratta da: https://www.quotedbusiness.com/thm-18-strategie-regole/paese-157-yemen/art-2576-economia-di-guerra-oltre-230-mila-vittime-entro-il-2019

Laura Rossi e il suo “Israel 3000”, un nuovo e-book provocazione per “Asino-Rosso”.

Laura Rossi cover media (1)
Laura Rossi pubblica “Israel 3000”, un ebook/provocazione edito da “AsinoRosso” che, come riportato nella post-fazione di Guerra, si pone l’obiettivo di esaminare la “questione ebraica” in modo “scientifico ed evoluto”.
Una raccolta di articoli e di saggi, già pubblicati on-line dall’Autrice, che cercano di fornire altri punti di vista e prospettive, dalle quali partire per cercare di comprendere a fondo un argomento indubbiamente complesso ed articolato.
Pagine che meritano di essere lette, ricordando che la verità non abita (quasi) mai una sola casa!!!
ZF
“Ha detto giusto Vittorio Sgarbi: ‘C’è un Paese che oggi siamo noi. Si chiama Israele che deve difendersi con la forza dell’intolleranza che Israele sia lì. Allora quello che è capitato a Israele oggi tocca a noi. Tutta l’Europa è Israele, dobbiamo abituarci a vivere come loro. Sono stato a Tel Aviv, se vai al cinema ti controllano ogni quattro ore’.  Non bisogna dimenticare che l’estremismo di destra e l’estremismo di sinistra condividono lo stesso odio per lo Stato d’Israele“
Laura Rossi, anche scultrice  e pittrice, è stata la prima artista visiva, anni fa, a ricordare la Shoah in Italia.

POSTFAZIONE di Roby Guerra

Più nota nel perimetro splendido delle Mura (Ferrara), soprastante in alcuni “passi” di Micole il celebre Cimitero Ebraico anche con illustri scrittori (Giorgio Bassani e altri) come pluridecennale esperta e animarice d’arte (oltre che artista), in Italia, Laura Rossi spicca altrettanto come Intellettuale e sempre politicamente scorretta, ben attivista dalle parti di figure come Fiamma Nirenstein e figure e riviste simili.

Persino tautologico, pertanto certa costante velina nella Ferrara ancor oggi psicocomunista, sede del Meis il giorno della Memoria, ma il resto dell’anno, ambiguamente anche filopalestinese e anti Israele (tipico dell’Intellighenzia di sinistra ancora dominante in città).

Un semplice straordinario esempio questa raccolta degli articoli più recenti di Laura Rossi, focus appunto (a Ferrara soprattutto Ferrara Italia dove scrive) la questione ebraica in senso scientifico ed evoluto, quasi in città quindi la Donna Libera più coraggiosa, visto l’andazzo di cui prima.

E sempre, giustamente, anche se per taluni (specchio del miserrimo pseudo progressismo italico e non solo) quasi indicibile, dalla parte di Israele senza se e senza ma, il geniale eterno popolo ebraico nella sua ultralegittima Terra Promessa, storicamente inventore dell’amore della conoscenza (Jadoa) nell’Occidente evoluto (piaccia o meno ai terzomondialisti islamici e fossili simpatizzanti), da Marx a Einsten e Freud e tanti psicanalisti o scienzati i, a Rita Levi Montalcini e Liliana Segre (come Rose di Un Giardino infinito), dall’era postnuclare… sempre sotto assedio, come noto, quotidiano, dopo l’Olocausto.

Pagine non solo giornalistiche, pagine come direbbe Nietszche dinamite alla Laura Rossi, una personalità femminile per la nostra geopolitica culturale sulla scia ad esempio di una Oriana Fallaci.

Infine, in queste brevi frasi compresse in quanto già eloquenti (senza quella sempre retorica che inquina il nostro tempo orwelliano), non a caso un titolo logo come moto perpetuo fino al 3000 (e meramente confine semiotico..).

Israele nel quarto millennio, noi ci saremo, sa e prevede ogni creatura terrestre di Dna ebraico. Altri certamente no, in quel futuro che- nonostante tutto- l’homo post sapiens avrà probabilmente creato, in una genesi probabilmente finalmente libera dalla persistente preistoria spesso pseudodemocratica o ancora primitiva e incompiuta…

Nota Biografica (Minima)

Laura Rossi è insegnante e curatrice d’arte. Ha insegnato in vari istituti privati e tenuto corsi d’arte all’Utef (Università Permanente). Come curatrice d’arte ha promosso e presentato numerosissime mostre di pittura e scultura e recensito decine di libri. Ha curato la pagine dell’arte per il gruppo editoriale Lumi dal 2007 al 2012 e sul mensile “Duemila” (informazione culturale del nordest) 2014/2015.
Da molti anni svolge il ruolo di responsabile-curatrice d’arte e di cultura alla Collezione – Museo privato del maestro scultore ferrarese Mario Piva a Ferrara.
E’ responsabile del gruppo Italia e Israele: cultura, arte e società.

https://www.amazon.it/Israel-3000-libri-Asino-Rosso-ebook/dp/B081MBCSZ4

https://www.facebook.com/articolilaurarossi/

Versi di WANG Mengren Tradotti in Italiano da Zairo Ferrante – Verses of WANG Mengren Translated into Italian by Zairo Ferrante

800px-The_Great_wall_-_by_Hao_WeiVersi di WANG Mengren Tradotti in Italiano da Zairo Ferrante – Verses of WANG Mengren Translated into Italian by Zairo Ferrante

Principio d’autunno

 

I raggi di luce si consumano senza scaldare

e si allontanano da un crepuscolo disordinato.

L’oscurità che non ho raggiunto

è colma di buona volontà

 

Passeggio lentamente al tramonto

un’alito caldo danza nel vento autunnale,

a volte,

abbastanza leggero .

 

Mi sdraio in un luogo senza poesia

a cercare l’essenza dell’essere solo.

Ma guardo in avanti.

 

Ora, tutto è più chiaro.

L’immensa solitudine è la mia casa.

L’azzurro del cielo sta passando

ma l’ombra non riuscirà a prendermi.

In quest’angolo di fine

sostenuto dalla terra.

 

Scoperta

 

Per quanto l’occhio possa correre e

contare attentamente le albe e i tramonti,

la poesia sarà sempre gocce di rugiada sui fili d’erba.

È come raccogliere, poco a poco,

a poco, l’arcobaleno che sfugge.

 

È il caldo sorriso di settembre.

Come fiori eterei di un’anima,

uno ad uno, sparsi nel cielo.

 

Ed io, esterrefatto, dinanzi all’albero di fiori di maggio.

Come chi ascolta la sua anima.

Improvvisamente schiudo gli occhi

e comincio a guardare, sereno,

e la strada, da lontano, s’illumina.

WANG Mengren, è un famoso poeta e calligrafo della Cina contemporanea, ed è nato nel 1959 nella contea di Fugou, provincia di Henan, Cina. È membro della “Chinese Writers’ Association”, della “Chinese Calligraphers’ Association”, membro del comitato della “Henan Provincial Literary Federation”, direttore della “Henan Provincial Writers’ Association” e della “Henan Provincial Calligraphers’ Association” e professore part-time presso lo Zhoukou Normal College .

In ambito poetico è vicepresidente e segretario generale della “Henan Provincial Prose-Poetry Society”.

I suoi scritti sono stati pubblicati su riviste professionali come “People’s Literature”, “People’s Daily”, “Poetry Periodical” e “The Star Poetry”.

Ha vinto un premio speciale d’oro al 2° Concorso di poesia d’amore “New Demeanor Cup” ospitato da “Poetry Monthly”, ottendeno anche il titolo di “eccellente scrittore di prosa-poesia nella Cina contemporanea” nel 2007.

Tra i riconoscimenti ricevuti ricordiamo i premi letterari “Boundless Grassland” nel 2013 e 2015, i premi “Poetry Monthly annual poetry (prosa-poetry)” nel 2013 e 2014 e “il Heavenly Horse Prize” all’11° Chinese Prose-Poetry Competition nel 2017. Ha pubblicato in “My Humble Abode” (in 9 volumi).

*Versi in inglese ricevuti tramite e-mail da Dr. ZHANG ZHI, Presidente di IPTRC, caporedattore di THE WORLD POETS QUADRETS TRIMESTRE (multilingue) & Direttore di WORLD POETRY YEARBOOK (versione inglese)

**Foto postata dalla redazione e liberamente tratta da: https://it.wikipedia.org/wiki/Grande_muraglia_cinese

 

The Goodwill of Autumn 

The rays of light which is burning without irradiation

Have shaken off the disordered dusk

The darkness which I have not reached

Is suffused with goodwill

 

Slowly walks dusk

A warm current runs through autumn wind

Sometimes

Quite light and slight

 

I lie in a place without poetry

To feel the force of seclusion

Driving forward

 

Now, clearness is the immense solitude

In my habitat

The sky-blue has been left

The shadow has been left nowhere to catch

In the corner of dusk

To support my field

 

 

 

Discovery

 

As far as the eye can reach

Carefully counting sunrises and sunsets

Poetry is always dewdrops on the blades of grass

How to gather bit by bit

The hidden rainbow

 

The hearty laugh of September

How like the ethereal flowers in the soul

One by one  scattering in the sky

 

I am surprised under the huge tree of may flowers

The feelers of feeling

Are suddenly with drapery

Leisurely looking and watching

To brighten the way far ahead

 

 

 

Naked Stone

 

The wind has concealed a lot of my obtuseness

History has not been desolate

The sky hangs a bit low

A lonely tree is protruding

Into a naked stone without cover

 

Dormant hopes

Have been the scenery drawn by winter on the future

The temporary dawn

Bounteously reveals the nature of a poet

 

In a name

Hidden is the universal gravitation

To draw the world

To examine again

 

Time is mottled

Raging are the winds & rains which dare not read

A person bound for oceangoing voyage

With wine and poetry from day to day

Burns perilous waves and the setting sun

 

(Translated by ZHANG Zhizhong)

 

 

About the author:

WANG Mengren, is a famous poet and calligrapher in contemporary China, and he was born in 1959 in Fugou County, Henan Province, China. He is a member of Chinese Writers’ Association, of Chinese Calligraphers’ Association, a committee member of Henan Provincial Literary Federation, director of Henan Provincial Writers’ Association and Henan Provincial Calligraphers’ Association, vice president and secretary general of Henan Provincial Prose-Poetry Society, president of Zhoukou Municipal Calligraphers’ Association, and part-time professor of Zhoukou Normal College. His works have been carried on professional magazines such as People’s Literature, People’s Daily, Poetry Periodical, The Star Poetry, etc. He has won a special gold prize at the 2nd “New Demeanor Cup” Love Poetry Competition hosted by Poetry Monthly; the title of “excellent writer of prose-poetry in contemporary China” in 2007, Boundless Grassland literary prizes in 2013 and 2015, Poetry Monthly annual poetry (prose-poetry) prizes in 2013 and 2014, and the Heavenly Horse Prize at the 11th Chinese Prose-Poetry Competition in 2017. He has published Literary Writings in My Humble Abode (in 9 volumes).

*English poems received by e-mail from Dr. ZHANG ZHI, President of IPTRC, Editor-in-Chief of THE WORLD POETS QUADRETS TRIMESTRE (multilingual) & Director of WORLD POETRY YEARBOOK (English version)

Intervista a Angelo Giubileo per l’ ultimo eBook La Terra emersa e l’ultimo uomo (Tiemme edizioni)

Angelo Giubileo tiemme libroD Angelo, nuova tappa produttiva per il tuo originale percorso “filosofico-scientifico”, come hai dichiarato un sorta di Bilancio di anni di ricerca.  Sei partito con Parmenide 2.0, hai attraversato il futuro con il cosiddetto Transumanesimo, ora?

R- Rispondo usando una locuzione latina hic et nunc, qui e ora. Lo ripeto anche qui: viviamo in uno stato di “eterno ritorno” e in qualche misura dell’”eguale”, laddove l’espressione “eterno ritorno” indica una rappresentazione piuttosto mentale che tende continuamente a oltrepassare lo spazio fisico in cui, viceversa, ogni “ente” dimora, alla maniera di Heidegger e secondo il detto di Parmenide e dei fisici presocratici o a qualunque epoca, latitudine o longitudine ci riferiamo nel passato e nel presente.

D. Angelo, dove sta andando la filosofia contemporanea?

R- Intravediamo da circa un secolo e oltre un nuovo orizzonte di senso capace di proiettarci oltre i limiti (nella forma dell’”apeiron” di Anassimandro) di un’intera era plurimillenaria che chiamiamo “antropocentrica” verso una nuova era “postumana” che, nel presente, chiamiamo in modo piuttosto generico e vago “Novacene”.

D. E il futuro, transumanisti folli visionari o futuristi scientifici?

R- Tra le due espressioni, direi piuttosto “futuristi scientifici”, ricordando che nell’antichità i primi “filosofi” sono stati prima di tutto “fisici”. Nel linguaggio originario dei fisici – a differenza del linguaggio pertanto derivato dei metafisici, ciò che Aristotele chiarisce senz’alcuna ombra di dubbio – è infatti quella che allora fu chiamata “materia” a precedere ogni “forma” possibile del logos, e non viceversa come poi è invece in massima parte storicamente ma direi soprattutto tradizionalmente accaduto.

D.  E allora, come pensi o addirittura leggi il futuro che ci attende?

R- Si tratta di un oracolo o profezia a cui però in qualche modo non mi sottraggo. Già precedentemente all’ultima glaciazione, l’Homo Sapiens aveva iniziato a piegare la Natura alle proprie esigenze. Dopo, abbiamo imparato a sfruttare maggiormente l’energia presente nel nostro ecosistema, trasformandoci da raccoglitori e cacciatori in agricoltori, sviluppando come attività principale quella di addomesticare piante e animali. Da oltre un secolo, dicevo, nutriamo invece la maggiore ambizione di sfruttare l’energia cosmica intesa, come spiega bene il divulgatore scientifico Jim Baggott, quale “caratteristica comune a tutto l’universo”. Ovvero non i “duri e impenetrabili atomi” di Democrito e gli altri bensì “l’energia dei campi. Non sarà il sogno a cui si erano aggrappati i filosofi, ma è pur sempre un sogno” che, aggiungo, è diventato o sta per diventare realtà. E infatti, non si tratta del “mito della Silicon Valley”, in qualche modo spero di aver dimostrato che si tratta di molto di più, ovvero il destino (postumano o transumano) che ci appartiene.

a  cura di R. Guerra

Angelo Giubileo (Salerno).  filosofo e giornalista (vice direttore Pensa Libero) ha pubblicato, tra l’altro: Parmenide 2.0 e La Tecno Mente dell’Imperatore (Asino Rosso eBook), L’Essere e il Nulla nell’era della tecnica (La Carmelina), nel collettaneo  T.Day Transumanesimo della Vita Quotina (Armando editore). Scrive anche su alcune testate web di filosofia e  in particolare Accademia.edu. Negli ultimi anni è tra i principali  promotori umanisti della futurologia, transumanista e futurista.

http://www.pensalibero.it/author/angelogiubileo/  

https://www.mondadoristore.it/La-Terra-emersa-l-ultimo-Uomo-Angelo-Giubileo/eai978883533332/

https://it.linkedin.com/in/riccardo-roversi-946b8927

Zairo Ferrante tra i poeti italiani inseriti in “Atunis Galaxy Anthology 2020” – A collection of world poets.

product_thumbnailBiografia e poesie di Zairo Ferrante sono state inserite  in “Atunis Galaxy Anthology 2020”, un’antologia di poesia mondiale, curata dal noto poeta albanese Agron Shele. 

Il volume, edito da Demer Press, contiene opere e biografie in lingua inglese di poeti provenienti da tutto il mondo.

Per l’Italia, oltre allo stesso Ferrante, troviamo anche le opere di Claudia Piccinno, Floriana Ferro, Juljana Mehmeti (Albania – Italy), Nazario Pardini e Giorgio Fileni (quest’ultimo in qualità di pittore).

Anteprima su: http://www.lulu.com/shop/poets-from-various-countries/atunis-galaxy-anthology-2020/paperback/product-24327187.html?fbclid=IwAR1Os4zNyQkbUQvzwxO3DaBqaGBbnHRe5zJnQwkbbKByuC0uZdXQRCoH4qs#productDetails

ATUNIS GALAXY ANTHOLOGY – 2020

ANTHOLOGY OF CONTEMPORARY
WORLD POETRY
ATUNIS POETRY

LEADERSHIP STAFF:

Editor in Chief: Agron Shele
https://atunispoetry.com
Deputy Editor in Chief: Hannie Rouweler
Deputy Editor in Chief: Alicja Kuberska
Editor: Dr. Maria Miraglia
Editor: Dr. Muhammad Shanazar
Editor: Lek Pervizi (Editor in Chief; REVISTA EURO-SHQIPTARE KUQ E ZI)
Responsible for Literary Information: Hasije Selishta Kryeziu
Responsible for Literary Information: Dr. Claudia Piccinno
Responsible for Literary Information: NilavroNill Shoovro
Consultant: Peter Tase https://petertase.com/
Consultant: Sunita Paul
Literary Editor: Enertin Dheskali
Graphics: Irina Hysi

Advisory Board:

Raimonda Moisiu, Caroline Nazareno-Gabis, Juljana Mehmeti, Günsel Djemal, Roula Pollard, Sinan Vaka, Dr. Eftichia Kapardeli, Shefqete Gosalci, Lumo Kolleshi, Luz María López, Rami Kamberi, Leyla Işık, Susana Roberts, Milica Jeftimijević Lilić.

Every Collaboration:

Dr. Aprilia Zank, Alicia Minjarez Ramírez, Alisa Velaj, Bilall M. Maliqi, Kujtim Morina, Dr. Tarana Turan Rahimli, Luan Maloku, Dr. Olfa Philo (Drid), Anton Gojcaj.

WITH ATUNIS IS WELCOMED

A PUBLICATION OF POETICAL GALAXY ATUNIS

Table of Contents

A
Academic Athanase Vantchev de Thracy (France)
Adolf P. Shvedchikov (Russia)
Agron Shele (Albania – Belgium)
Alicja Maria Kuberska (Poland)
Abdelmajid Benjelloun (Morocco)
Alisa Velaj (Albania)
Dr. Antela Spaho-Voulis (Albania)
Alicia Minjarez Ramírez (Mexico)
Attila Elüstün (Turkey)
Ardita Jatru (Albania)
Albert Hagenaars (Netherlands)
Anoucheka Gangabissoon (Mauritius)
Amy de La Haye (Netherlands)
Asoke Kumar Mitra (India)
Armenuhi Sisyan (Armenia)
Anwer Ghani (Iraq)
Aneeta Chitale (India)

B
Bengt Berg (Sweden)
Bozena Helena Mazur-Nowak (Poland)
Bardhyl Maliqi (Albania)
Brenda Mohammed (Trinidad)
Behare Daja Kasa (Albania)

C
Dr. Claudia Piccinno (Italy)
Cornelia Marks (Germany)
Caroline Nazareno-Gabis (Philippines)

D
Dimitris P. Kraniotis (Greece)
Duan Guang’an (China)
Dragan Dragojlović (Serbia)
Desantila Qerimaj (Albania)
Debasish Parashar (India)
Deema Mahmood (Egypt)

E
Dr. Eftichia Kapardeli (Greece)
Enertin Dheskali (Albania)
Elvira Kujović (Serbia – Germany)
Elisabetta Bagli (Spain)
Elena Liliana Popescu (Romania)
Elizabeth Ongpauco (UK)
Ewelina Maria Bugajska-Javorka (Poland – Denmark)
Erina Çoku (Albania)

F
Fethi Sassi (Tunisia)
Floriana Ferro (Italy)
Frank Decerf (Belgium)
Fatbardha Sulaj (Albania)

G

Gjekë Marinaj PhD (Albania -USA)
Dr. George Osy (Egypt)
Günsel Djemal-Elüstün (Cyprus – Turkey)
Gulu Aghsas (Azerbaijan)
Giselle Lucía Navarro (Havana, Cuba)
Geert Zomer (Netherlands)
Gentjan Hasanas (Albania)

H
Hannie Rouweler (Netherlands)
Hasije Selishta – Kryeziu (Kosova)
Huguette Bertrand (Canada)
Hülya N. Yılmaz (USA)

I
Istvan Dabi (Hungary)
Izara Batres (Spain)
Isaac Cohen (Israel)

J
Józef Baran (Poland)
Juljana Mehmeti (Albania – Italy)
Dr. Jawaz Jaffri (Pakistan)
Jana Orlová (Czechia)
Jenny Dejager (Belgium)
Job Degenaar (Netherlands)
Joanna Kalinowska (Poland)
Jelene Nuvia Roque Mollogon (Ecuador)
Joanna Svensson (Poland – Sweden)

K
Krysia Jopek (USA)
Kujtim Morina (Albania)
Kinga Fabó (Hungary)
Ken Allan Dronsfield (USA)
Khosiyat Rustam (Uzbekistan)
Kolec P. Traboini (Albania- USA)
Kevser Atay (Turkey)

L
Lali Tsipi Michaeli (Israel)
Ljubinko Jelić (Serbia)
Larissa I. Ayvazyan (Lara Ayvazyan) – Russia
Leonard Dabydeen (Canada)
Linditë Ramushi Dushku (Kosova)

M
Mark Meekers (Belgium)
Prof. Mohamed Rabie, PhD (Jordan – USA)
María Cristina Azcona (Argentina)
Prof. Dr. Muhammad Shanazar (Pakistan)
Milica Jeftimijević Lilić (Serbia)
Melissa Studdard (USA)
Mordechai Geldman (Israel)
Miradije Ramiqi (Kosova)
Mykola Martyniuk (Ukraine)
Miao-Yi Tu (Taiwan)
Malak Mustafa (Malak Sahioni Soufi) – Lebanon
Metin Cengiz (Turkey)
Marie Feryna (Czechia)
Mattie Goedegebuur (Netherlands)
Maria Filipova – Hadji (Bulgaria)
Monsif Beroual (Morocco)
Merita Paparisto (Albania – Canada)
Marlene Pasini (Mexico)
Margaret Aslanyan (Armenia)

N
Nazario Pardini (Italy)
Niels Hav (Denmark)
NilavroNill Shoovro (India)
Natalia Govsha (Canada)
Noel Alonso Ginoris (Cuba)
Ngoc Le Ninh (Vietnam)
Dr. Namita Laxmi Jagaddeb (India)
Neil Leadbeater (UK)
Nancy Ndeke (Kenya)
Nurlan Kalybekov (Kyrgyzstan)

P
Padmaja Iyengar-Paddy (India)
Petr Čichoň (Czechia)
Pushmaotee Fowdur Subrun (Mauritius)

R
Roger Nupie (Belgium)
Rati Saxena (India)
Rahim Karim (Kyrgyzstan)
Roula Pollard (Greece)
Dr. Ram Krishna Singh (India)
Dr. Raja Rajeswari Seetha Raman (Malaysia)

S
Assoc. Prof. Dr & Dr. Honoris Causa Sabahudin Hadžialić (Bosnia and Herzegovina)
Dr. Sunil Sharma (India)
Sunita Paul (India)
Stanislav Lee (Kazakhsan)
Sasja Janssen (Netherlands)
Scott Thomas Outlar (USA)
Serkan Engin (Turkey)
Svanhild Løvli (Norway)
Sasho Ognenovski (Nord of Macedonia)
Sokrat Habilaj (Albania)
Sanaz Davoodzadehfa (Iran)
Satis Shroff (Germany)
Stoianka Boianova (Bulgaria)
Szente B. Levente (Romania)
Sofia Skleida (Greece)
Dr. Subhendu Kar (India)
Shakhawat Tipu (Bangladesh)

T
Teresinka Pereira (Brazil- USA)
Dr. Tzemin Ition Tsai (Taiwan)
Assosiate Prof. Dr. Tarana Turan Rahimli (Azerbaijan)
Tatyana Koshkina (Russia)
Tatiana Terebinova (Russia)
Tống Thu Ngân (Mimosa Tim) – Vietnam

Y
Yvan de Maesschalck (Belgium)

V
Verica Tadić (Serbia)
Vesna Španić (Croatia)

Z
Dr. Zhang Zhi (China)
Dr. Zacharoula Gaitanaki (Greece)
Zairo Ferrante (Italy)
Zdravko Odorcic (Croatia)

X
XU Chunfang (China)

W
Wiljan van den Akker PhD (Netherlands)
William S. Peters Sr (USA)
Wang Caiming (China)
Wim van Til (Netherlands)

Painters

Jacqueline Ripstein (USA)
Mar Thieriot (Canada)
Giorgio Fileni (Italy)
Timothy Payton (USA)
Irina Hysi (Albania)
Bruno Roberto Greco (Italy)
Hannie Rouweler (Netherlands) –
front cover painting: White, Black and Red

Introduction – Editorial Staff of “ATUNIS”

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