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Ott 6, 2019 - Senza categoria    No Comments

Il dinanimismo sostiene: “Ottobre e novembre piovono libri”, eventi alternativi organizzati da “Edizioni Il Foglio”…

piovono.jpg (1)I libri di qualità sopravvivono a tutto e tutti. Ecco perché “Il Foglio editore”, diretto da Gordiano Lupi, organizza:
OTTOBRE E NOVEMBRE (2019) PIOVONO LIBRI.
Di seguito riportiamo le date e i luoghi degli eventi principali.
– 12 e 13 ottobre – Mercato Artigiano Evocando #Piombino – Corso Italia – Stand di EDIZIONI IL FOGLIO – Tutto il catalogo “con lo scontone” di Dargys Ciberio.
– 25 ottobre – ore 17 – Librerie.coop Via Gori – Stefano Giannotti presenta: E’ un giorno a Piombino.
– 26 – 27 ottobre – Stand Edizioni Il Foglio Letterario Piombino a #CampigliaMarittima
1 novembre – Campiglia Marittima – Antonella Giannarelli presenta: La sera per il fresco – Tradizioni contadine in #ValdiCornia Edizioni Il Foglio Letterario Piombino.
– 7 – 10 Novembre – Il Foglio Letterario al Pisa Book Festival 2019 – 17° Salone dell’editoria indipendente – kermesse internazionale del libro – presenti per la 17a volta – Nino Genovese incontra le scuole sabato 9 novembre.
– 23 Novembre FESTA AUTUNNALE DEL FOGLIO LETTERARIO – Vent’anni di libri a Piombino e nel mondo – Sede UniTre – Università delle Tre Età – Piombino – via Fucini (ex pretura) – Letture degli autori della scuderia Lucilla Lazzarini.

L’avventura poetica di Carlos Sanchez… sulle pagine del Dinanimismo.

L’avventura

di

Carlos Sanchez

quijoteUn amico poeta
mi aveva scritto
chiedendomi una poesia
con un argomento fisso
per pubblicarla su una rivista.
Gli ho risposto con affetto
dicendogli
che la poesia
che è dentro di me
è lei che decide l’argomento.
Non c’è velleità in questo
non c’è spirito di polemica.
La vita mi ha insegnato
e la poesia
che la vera avventura
comincia lì
dove non cerco
dove mi sono lasciato andare
dove non oppongo resistenza.
Che avventura sarebbe
scrivere
che avventura sarebbe
allora
essere vivo?

Folignano City, 2019

La aventura

Un amigo poeta
me había escrito
pidiéndome una poesía
con argumento fijo
para publicarlo en una revista.
Le respondí cariñosamente
diciéndole
que la poesía
que está dentro de mi
es la que decide el argumento.
No hay veleidad en esto
no hay espíritu de polémica.
La vida me enseñó
y la poesía
que la verdadera aventura
comienza allí
donde no busco
donde me dejo andar
donde no opongo resistencias.
Qué aventura sería
escribir
qué aventura sería
entonces
estar vivo?

Folignano City, 2019

*Versi ricevuti direttamente dall’Autore tramite social network.

**Immagine postata direttamente dalla Redazione del blog e liberamente tratta da: http://www.artspecialday.com/9art/2019/01/16/don-chisciotte-fuga-dalla-realta/

Set 6, 2019 - Senza categoria    No Comments

Aquara (SA)… terra di Mathias Aquarius (Fra Mattia Gibbone o Ivone di Aquara) – A cura del Dinanimismo e dell’Associazione culturale “l’Alveare” –

Aquara (SA)… terra di Mathias Aquarius (Fra Mattia Gibbone o Ivone di Aquara)

maestro di sacra teologia, gran filosofo, poeta e oratore.

 

– Il “Dinanimismo” e l’ “Associazione Culturale Alveare” alla riscoperta di Padre Mattia Ivone e di Giordano Bruno. Un viaggio tra Filosofia, Religione ed “Eresia”. –

 

Ritratto di Giordano Bruno

Ritratto di Giordano Bruno

Cattura3*Fra Mattia Ivone di Aquara, maestro di sacra teologia, gran filosofo, poeta e oratore [1591] Il p. fra Mattia Ivone di Aquara, detto per altro nome l’Aquario, maestro di teologia, decano del Collegio di dottori, fra i quali era aggregato, poeta, filosofo, oratore e gran teologo, reggente del Studio di Milano, di Roma, di Venezia, e di Napoli. L’anno 1569, fu pubblico Lettore di teologia nell’università di Torino, e nel posso di quella orò eccellentemente in lode della sacra teologia, e dedicò l’orazione a Girolamo della Rovere arcivescovo di quella città, il cui titolo è De excellentia sacra teologiae. In Napoli l’anno 1572 pubblicò un lezionario, il cui titolo è: Lectionum in primam philosophiam ut deci solet principum in neapolitano gymnasio habitum. In Roma, l’anno del giubileo 1575, pose in luce alcune lezioni addizioni e fragmenti sopra la Fisica. E l’anno 1577 fece lo stesso stampando in Roma alcune questioni. Fu definitore nel capitolo generale di Roma del 1580, e provinciale delle sua Provincia del Regno. Scrisse dottamente l’addizione sopra i dodici libri della metafisica. La formalità di S. Tommaso. Un libro delle contraddizioni fra il santo dottore ed altri teologi e filosofi. Un breve trattato della Memoria artificiale, e delle significazioni dei termini conforme alla dottrina del santo. Una postilla sopra i luoghi della sacra scrittura. Un libro della potenza dell’anima. Le lucrubazioni sopra le opere di Capreolo, migliorando assai le fatiche di quel grande uomo, le quali dedicò al pontefice Sisto V. Fondò il convento all’Ordine nella sua patria, e andò all’altra vita nel 1591, nel convento di S. Domenico di Napoli, nel quale aveva da S. Piero Martire trasferita la sua figliolanza. Parlano di lui Paolo Portario, il Piò, e Gozzeo di Ragusa.

Cattura2**Aquàrio (latinizz. Aquarius), Mattia (dei Gibboni). – Teologo domenicano (n. Aquara – m. Napoli 1591). Fu lettore di metafisica allo Studio di Napoli (15711574 e dal 1587) e maestro di teologia alla Sapienza di Roma (158287). Nelle sue opere, tra le quali le Additiones alle Quaestiones di Francesco Silvestri alla Fisica e al De anima di Aristotele (1576), si rivela fedele seguace di s. Tommaso, ma anche bene informato sulle discussioni cui i problemi più scottanti avevano via via dato luogo.

*** … Studente a Bologna nel 1558, per conto della provincia domenicana dei Regno di Napoli (Monumenta Ord. Fratrum Praed., X, p. 22), nel 1561 si trova “in conventu Mediolanensi sancti Eustorgii”, “magister pro secundo anno” (ibid., p.44); nel 1567 è “regens in conventu Sanctorum Ioannis et Pauli” a Venezia e vi sostiene dodici “conclusiones” alla presenza del legato della S. Sede presso la Repubblica veneziana, mons. Facchinetti, poi cardinale (Aquario, Super quatuor libros Sentent. I. Capreoli, IV, Annotationes, in fine); nello stesso anno sostiene ancora trenta “conclusiones … in publica Academia Thaurinensi, … cum esset ibi publicus theologus”, alla presenza del vescovo di Torino Girolamo della Rovere, poi cardinale (ibid.); in quell’occasione ebbe a discutere con l’averroista Francesco da Vimercate sull’argomento “num. intellectus viatoris possit cognoscere substantias separatas quidditative” (Aquario, Dilucidationes in XII Ubros primae philos., II, dil. III, p. 85); e a Torino nel 1569 pubblicò la prolusione al corso col titolo De excellentia sacrae theologiae; ma nello stesso anno 1569, ottenuta l’approvazione del suo “magisterium” (Monumenta, p.109), fu rimandato a Milano “regens” dello studio di S. Eustorgio; e “dum esset regens in Studio Sancti Eustorgii Mediolanensis” sostenne ancora cento “conclusiones” al capitolo generale dell’Ordine tenuto a Roma (Aquario, Super quatuor libros Sentent. I. Capreoli, loc. cit.;cfr. Monumenta, p. 111). A Milano rimase un biennio, e nel 1571 l’A. poté dare alle stampe in Napoli la prolusione al corso da lui iniziato in quello Studio, come titolare di metafisica: Lectionum in Primum Philosophiam, ut dici solet, privum in neapolitano Gimnasio habitum,auctore Frate Matthia Aquario, O. P., publico ac ordinario metaphisico (Neapoli, apud Mattheum. Cancrum, 1571).

CatturaDa questo momento la vita dell’A. trascorre tutta tra Napoli e Roma. Come lettore ordinario di metafisica nello Studio napoletano, fra il 1571 e il 1574 egli dovette trattare gli argomenti che si trovano svolti nelle Dilucidationes in XII libros primae philosophiae Aristotelis, pubblicate più tardi a Roma nel 1584. Lasciato il convento di S. Pietro Martire, del quale era “figlio”, e divenuto “figlio del convento di S. Domenico Maggiore”, egli ebbe confratello almeno per un triennio fra’ Giordano Bruno da Nola, da poco ritornato da Campagna nel Salernitano ove era stato inviato per l’ordinazione sacerdotale, e “figlio” anch’esso dello stesso convento nel quale attese allo studio della filosofia tomistica fino al 1575. Ma verosimilmente e l’A. nel corso di quell’anno dovette abbandonare in fretta Napoli, in seguito a un perentorio ordine di sfratto da parte dei vicerè spagnolo, cardinale A. de Granvelle. Il cardinale G. A. Santoro ci dà notizia di questo sfratto nella sua Autobiografia (pubblicata,da C. Cugnoni in Arch. d. R. Soc. romana di storia patria, XII [1889], p. 354). Un grave conflitto era scoppiato fra il Granvelle e l’arcivescovo di Napoli, e il viceré, “implacabile nemico della Sede Apostolica”, ne trasse profitto per “humiliare la giurisdizione ecclesiastica”. Probabilmente l’A. avrà preso partito per l’arcivescovo, e il Granvelle si sarà vendicato togliendogli la lettura nello Studio e intimandogli lo sfratto dal Regno.

Nel 1575 l’A. era sicuramente a Roma, nell’Ospizio dei domenicani di S. Maria sopra Minerva, ove datava le sue Additiones in Quaestiones de physico auditu Rev.mi P. M. Francisci Sylvestri Ferrariensis, nonché la Disputatio pulcherrima de ideis, in qua ostenditur Aristotelem non adversari Divino Platoni, aggiunta alle Additiones in Quaestiones librorum de anima dello stesso frate Francesco Silvestri da Ferrara. E a Roma le stesse Quaestiones sulla Fisica sul De anima uscirono l’anno dopo, nel 1576; ma in testa all’una e all’altra opera l’A. si fregia del titolo di “pubblico e ordinario professore di teologia e di metafisica ‘in florentissimo Studio Neapolitano'”. Con questo titolo voleva forse indicare che era stato revocato l’ordine di sfratto dal Regno intimatogli dal Granvelle, tosto che questi fu sostituito nell’ufficio di viceré, oppure che, malgrado lo sfratto, se ne riteneva legittimo detentore? Non è possibile stabilire se Giordano Bruno, fuggito da Napoli a Roma, si sia incontrato di nuovo con lui nell’Ospizio di S. Maria sopra Minerva, ove anch’egli s’era fermato.

G. Carafa, De professoribus Gymnasii Romani, II, Romae 1751, afferma (pp. 464-465) che nel 1580 l’A. era professore di teologia nello Studio romano e teologo del cardinale Santoro. Ora sappiamo che il 21 maggio 1580 l’A. si trovava effettivamente a Roma per il capitolo generale di quell’anno, e partecipò all’elezione del nuovo maestro generale dell’Ordine, fra’ Sisto Fabbri da Lucca, ma in qualità di definitore della provincia del Regno di Napoli; il che fa supporre che a Napoli egli fosse già ritornato qualche anno prima. Tuttavia è certo che a Roma l’A. dovette trattenersi almeno sino alla fine del 1580, perché nel cod. Borgiano 149 che contiene gli Errores ex libro Zohar super Pentateucum et ex libris Portae lucis et Portae iustitiae, rilevati dal dottore Marco Marino canonico regolare, si trova una nota in cui è detto che lo scritto, in vista dell’impressione mantovana, era stato presentato al p. Bellumino, “qui restituit die V Octobris 1580, et fuit consignatus R. P. magistro Sacri palatij eodem die; is autem hunc revideri fecit a magistro Matthia Aquario nostro theologo, et mihi restituit die prima Decembris 1580”.

Dai “rotuli” dell’università romana, esistenti negli originali (Arch. di Stato di Roma, Università, Pergamene, prima serie) e in copia (Busta 94), risulta che l’A. fu nominato maestro di teologia al secondo posto nel 1582 (Busta 94, f. 19); non compare invece nel “rotulo” precedente del 1576 (f. 17) e in quello successivo del 1587 (f 21). Invece “Sacrae Theologiae Magister in almae Urbis Gymnasio” era nel 1584, quando a Roma pubblicò, come abbiamo visto, le Dilucidationes sulla Metafisica. Nel 1587 egli fece sicuramente ritomo a Napoli, ove riprese l’insegnamento di questa disciplina.

Nel quinquennio che trascorse a Roma come maestro di teologia alla Sapienza egli preparò la nuova edizione dei commento del tomista francese Giovanni Capreolo alle Sentenze,che vide la luce a Venezia nel 1588-89, quando l’A. era tornato ad essere “regius atque publicus metaphysicus in almo Studio Neapolitano”.

L’opera è dedicata a Sisto V, e nella dedicatoria al papa l’A. c’informa che il titolo di “princeps thomistarum” era stato dato al Capreolo da Bernardino Tomitano e da Arcangelo Mercennario; e quest’ultimo dice suo condiscepolo, “meus condiscipulus”. Alla fine del quarto libro delle Sentenze l’A. appone questa data: “Datum Neapoli in conventu Sancti Dominici 1587, die 4 Septembris”. All’edizione del testo del Capreolo segue il volume: “R. P. F. Matthiae Aquarii, O. P., rega ac publici metaphysici in almo Studio Neapolitano Annotationes super quatuor libros Sententiarum Ioannis Capreoli adiecto quoque pulcherrimo tractatu de controversiis inter D. Thomam et caeteros theologos ac philosophos“.

L’A. morì a Napoli nel 1591 e fu sepolto nel convento di S. Domenico Maggiore.

Di tutte le opere che abbiamo ricordate, maggiore importanza per intendere la posizione dell’A. nella storia del tomismo hanno evidentemente le Additiones alle Quaestiones di Francesco Silvestri sulla Fisica, insieme alle quattro successive Disputationes, e sul De anima,cui tien dietro l’ampia Disputatio de ideis, e inoltre le Dilucidationes sui dodici libri della Metafisica e le Annotationes al Capreolo con le Controversiae inter D. Thomam st caeteros theologos ac philosophos. Fedele a S. Tonunaso, egli ne segue in generale la dottrina quale era stata interpretata dal confratello francese fra’ Giovanni Capreolo. Ma in tutti questi scritti egli tien conto anche di teologi e filosofi dissenzienti; così, per esempio, sul problema dell’immortalità dell’anima e su quello dell’unione dell’intelletto possibile al corpo umano egli si diffonde con certa ampiezza ed informazione nelle prime dieci Additiones in tertium de anima,e nella dilucidatio secunda sul testo e commento 17 del libro XII della Metafisica (c. 3,1070a 25-27),e degli averroisti ricorda Tommaso di Wilton, Giovanni di Baconthorpe e Antonio Bernardi della Mirandola, degli alessandristi il confratello Tommaso de Vio, il Pomponazzi, Simone Porzio e il loro oppositore Iacopo Antonio Marta. Del tempo passato a Venezia, ricorda Filippo Mocenigo arcivescovo di Nicosia, “amator omnium virtutum et bonarum, artiurn”, che pure poneva nell’uomo due anime. Né dimentica Giulio Castellani, suo collega nello Studio romano.

Tra le Controversiae inter D. Thomam …meritano d’essere segnalate quelle tra l’Aquinate e Averroè (pp. 137-142) e quelle anche più notevoli fra Tommaso e il carmelitano inglese Giovanni di Baconthorpe. A proposito del quale, alla fine della “praelectio” inaugurale delle Dilucidationes alla Metafisica ci dà notizia di un’opera sconosciuta dello stesso “Averroistarum princeps et Carmelitarum ordiffis decus, cuius labores in his metaphysicis libris praelo adhuc non sunt mandati, sed manuscripti servantur”.

Ultima fatica dell’A. sono le postume Formalitates iuxta doctrinam D. Thomae Aquinstis ab adm. Rever. Patre Magistro Aquario, in almo Gymnasio Neapolitano Metaphysices Publico,Professore compilatae. Nunc demum opera adm. R. P. Alphonsi de Marco Aversani, in Regio Conventu Sancti Dominici de Neapoli Baccalaureo ordinario, finitae et in lucem editae, Neapoli 1605. A quest’opera sono aggiunti un breve trattatello De memoria et reminiscentia (che con l’opuscolo d’Aristotele non ha niente a che vedere) et de memoria artificiali inve artificiosa, e un’Epitome logices. Quest’ultima è un riassunto sommario e schematico dell’ “Ars vetus”. Il primo invece è formato da poche nozioni tratte specialmente da medici e da ricette per rafforzare la memoria indebolita, nonché da scarni accenni per accrescerne il potere, che rivelano una superficiale conoscenza della ricca letteratura illustrata da Felice Tocco (Le opere latine di Giordano Bruno asposte e confrontate con le italiane, in Pubblicazioni del R. Ist. di Studi Superiori pratici e di Perfezionamento, sezione di filosofia e filologia, Firenze 1889, pp.21-101) a proposito delle opere mnemoniche del Nolano. Di qualche importanza può essere un semplice accenno alla disputa fra Tommaso de Vio e Giovanni Pico della Mirandola al capitolo generale di Ferrara nel 1494 (cfr. Quétif-Echard, Script. Ord. Praed.,II, p. 14), per il modo come il domenicano seppe tener testa all’avversario che l’aggredì con un fuoco di fila di ben cento obiezioni.

Fonti e Bibl.: Monumenta Ord. Fratrum Praed., X, Romae 1901, pp. 22, 44, 109, 111, 180, 189;

J. Quétif – J. Echard, Script. Ord. Praed., II, Luteriae Parisiorum 1721, pp. 302 a.;

G. Carafa, De professoribus Gymnasii Romani, Romae 1751, lib. II,pp. 464 s.;

G. M. Masuchelli, Gli Scrittori d’Italia, I, 2, Brescia 1753, pp. 897 s.;

G. Origlia, Istoria dello Studio di Napoli, II,Napoli 1754, pp. 53 s.;

E. Cannavale, Lo Studio di Napoli nel Rinascimento, Napoli 1895, documenti (cfr. indice onomastico);

V. Spamipanato, Vita di G. Bruno, Messina 1921, pp. III a., 154, 178, 217, 227;

Dictionn. de Théologie Catholique, I, col.1725.

BIBLIOGRAFIA MINIMA ON-LINE DALLA QUALE E’ STATO OTTENUTO QUESTO POST:

* “CATALOGO DEGLI UOMINI ILLUSTRI FIGLI DEL REAL CONVENTO DI S. DOMENICO MAGGIORE NAPOLI” … http://www.bibliotecadomenicana.it/wp-content/uploads/2018/04/Catalogo-degli-uomini-illustri-figli-del-reale-monastero-di-S.pdf

** http://www.treccani.it/enciclopedia/mattia-aquario/

***http://www.treccani.it/enciclopedia/mattia-aquario_(Dizionario-Biografico)/

Ago 25, 2019 - Senza categoria    No Comments

Aquara Music Fest – Contest “Serraino Fioravante”: Premio della critica per il miglior testo agli “Spina” e Menzione D’onore al cantautore “Jean Riva”.

68453600_349449869295651_6571628407619059712_nLa prima edizione dell’Aquara Music Fest ( Ass. Culturale Alveare https://www.facebook.com/acalveare/ ) si è conclusa con l’assegnazione del “Premio della critica – Serraino Fioravante”  per il miglior testo agli Spina (Band della provincia di Salerno)  e con una “Menzione D’onore”, sempre per i suoi testi, al cantautore Jean Riva ( Iseo – Lombardia).

Di seguito riproponiamo i testi premiati e le motivazioni della Giuria Critica, composta da Maria Capozzoli e Zairo Ferrante:

Testo: SOBRIO – Autore: SPINA

 https://www.youtube.com/watch?v=S6UJ4HDxyQA 

https://www.facebook.com/michele.spina.14
68857133_2551953924897942_3426818521303089152_nNon sai che strano
perdersi dentro ai suoi discorsi
un po’ di più dentro al suo sguardo vago
profondo come il buio,
avvelenarsi tutti i giorni e per un attimo
sentirsi vivo.
Vivo.
Pensa che buffo:
guardare il mondo da una prospettiva da cui non l’avevi mai visto,
osservare tutto questo
per poi capire che la vita corre
anche se tu stai fermo.
Devi essere parecchio sobrio
o forse non devi esserlo per niente,
per convivere con l’odio tra la gente
devi essere talmente sobrio
da cogliere l’ambiguità del mondo,
capire l’autenticità di ogni momento:
devi essere parecchio sobrio
o forse non devi esserlo per niente.
Non sai che strano
scrivere per dimenticare di aver considerato il suicidio,
ma senti cosa dico!
Lo scrivo perché a dirlo ad alta voce
non ci sono mai riuscito.
Devi essere parecchio sobrio
o forse non devi esserlo per niente,
per convivere con l’odio tra la gente
devi essere talmente sobrio
da cogliere l’ambiguità del mondo,
capire l’autenticità di ogni momento.
Devi essere parecchio sobrio
o forse non devi esserlo per niente
oh, devi essere parecchio sobrio.
Devi essere parecchio sobrio
o forse non devi esserlo per niente
devi essere parecchio
niente.

MOTIVAZIONE: “Per aver trattato, con l’eleganza del verso, in puro stile cantautorale, l’essere in bilico dell’uomo tra ragione follia come unica chiave per comprendere l’ambiguità universale, contrapposta all’autenticità individuale; quest’ultima intesa anche come qualità capace di dare un senso all’essere Uomo, nell’inevitabile scorrere del tempo e della vita.”

 

69433404_353160308924607_4885393778711461888_nTesto: PIUME   – Autore:  JEAN RIVA 

https://www.facebook.com/jeanrivaofficial/

 

Com’è possibile fermare il tempo che passa?

Le foglie volano al fiume

Lasciate dai rami le piume

Com’è difficile amare la luce intensa?

Il sole è l’unica coperta

I campi hanno perso la testa

 

Stringimi ancora fra le tue braccia

che sia una nuova conquista

oppure una guerra persa

Sentirlo ancora dalle tue labbra

che noi non avremo mai freddo

l’inverno non sarà eterno

 

Stelle più umide

dal pianto coltivo la terra

la luna sorride alla sera

la vista diventa più nera

Tu cara e docile

ci lasci con la tua partenza

col tuo scialle vicino al camino

il tuo pensiero a noi sarà vicino

 

Stringimi ancora fra le tue braccia

che sia una nuova conquista

oppure una guerra persa

Sentirlo ancora dalle tue labbra

che noi non avremo mai freddo

l’inverno non sarà eterno

MOTIVAZIONE: “Per i suoi testi raffinati, ricercati e dal taglio spiccatamente intimista; che compiono una sintesi perfetta tra musica e poesia.”

Lug 19, 2019 - Senza categoria    No Comments

Il Dinanimismo consiglia due bionde eccezionali: le Poetesse Cinzia Demi e Maria Pellino.

61009661_10216147998105317_1241417931351392256_nCinzia Demi, abile Poetessa, nota e di caratura Internazionale ( vedi la recente traduzione per “Puntoacapo Ed.” di “Ecoul, doar el” – L’eco, solo lei – di Ion Deaconescu ); nei suoi versi si respira il profumo dei mercati, si assapora il gusto delle strade e si ascolta la voce della Gente. La Gente vera; quella che vive, s’innamora e si dispera.“Ero Maddalena”, un “piccolo” poema che ama, comprende e libera l’essenza dell’essere Donna. Un frutto fresco, da cogliere con delicatezza e da assaporare con la dovuta calma.

Nota critica di Zairo Ferrante

50962666_10213485169784345_8344828578013118464_nMaria Pellino, Poetessa alla sua prima pubblicazione ( ma già ampiamente presente on-line sia sul nostro blog che con “Nuovo rinascimento” ). Una voce nuova che canta d’amore e di dolore. Versi sempre puntuali e delicati, che sprigionano poesia tra le maglie di una elegante, a mai eccessiva, timidezza. “La curva immensa dei sogni”, un libro onirico che racconta il reale e difende l’Amore.

Nota critica di Zairo Ferrante

 

CatturaEro Maddalena ( Cinzia Demi – “Puntoacapo Ed.” 2013 ): A essere sacra è in primis la persona, quella particolare persona che Cinzia Demi fa rivivere nel suo flusso lirico di trasformazioni e graffi sulla pelle e sul corpo dolente visibile per frammenti e inquadrature di scorcio dall’alto o dal basso. (Dalla Prefazione di Gabriella Sica)… 

il vicolo si riempie
di luci  di voci  di suoni
è il giorno di Santa Rita
rose profumate a colori
(dio, dio, come son vestita!)
benedette da mani sapienti
donne in fila ai banchi
del mercato è salato il prezzo
del fiore in devozione
se mi vedono mi chiedono
chi sono cosa faccio
non reggerò l’emozione

Scheda libro: https://docs.wixstatic.com/ugd/465b88_e8bf12f4fe0ef3db48ce5b9394eb4b05.pdf

Cinzia Demi (Piombino – LI), lavora e vive a Bologna, dove ha conseguito la Laurea Magistrale in Italianistica. E’ operatrice culturale, poeta, scrittrice e saggista. Dirige con Giancarlo Pontiggia la collana di poesia under 40 Kleide per le Edizioni Minerva (Bologna). Cura per Altritaliani la rubrica “Missione poesia”. Tra le pubblicazioni: Incontriamoci all’Inferno. Parodia di fatti e personaggi della Divina Commedia di Dante Alighieri (Pendragon, 2007); Il tratto che ci unisce (Prova d’Autore, 2009); Incontri e Incantamenti (Raffaelli, 2012); Ero Maddalena e Maria e Gabriele. L’accoglienza delle madri (Puntoacapo , 2013 e 2015); Nel nome del mare (Carteggi Letterari, 2017). Ha curato diverse antologie, tra cui “Ritratti di Poeta” con oltre ottanta articoli di saggistica sulla poesia contemporanea (Puntooacapo, 2019). Suoi testi sono stati tradotti in inglese, rumeno, francese ed è lei stessa traduttrice per testi nelle lingue neolatine: è appena stato pubblicato “L’eco, solo lei” di Ion Deaconescu, in traduzione italiana dal romeno. E’ caporedattore della Rivista Trimestale Menabò (Terra d’Ulivi). Tra gli artisti con cui ha lavorato: Raoul Grassilli, Ivano Marescotti, Diego Bragonzi Bignami, Daniele Marchesini. Tra gli eventi culturali: “Un thè con la poesia”, ciclo di incontri con autori di poesia contemporanea, presso il Grand Hotel Majestic di Bologna, e il Festival “Populonia in Arte”.

 

FRONTESPIZIO-LA-CURVA-IMMENSA-DEI-SOGNI“La curva immensa dei sogni” (Maria Pellino – “L’inedito letterario Ed. ” 2019): La poesia è un sogno. E molto spesso è un sogno che non si arrende. Perché la poesia riesce a riempire i vuoti che stanno nelle pieghe della carta, riempirne i bordi sino a colorarla di parole. Quella stessa carta che, ancora intonsa, esce dalle macchine che proprio la fanno quella carta. La costruiscono. Ed esce a rotoli. Giganti. E quello stesso foglio arrotolato, per opera del destino contiene già quei sogni dentro. Da sempre. Da quando lo fecero quel foglio. Da quando quella macchina macerante, pigiante e tagliente, che come un serpente sgomitola, sfogliò quella volta e poi avvolse quella grande bobina a modulo continuo… 

Lungo gli argini

Lungo gli argini

il fiume che scorre in te

assapora l’ebrezza della felicità.

Tu custodiscila in attimi di libertà

e voragine sia il sentire del tuo cuore

dove l’inaspettato possa espandersi a nuovi albori.

Nutriti dal tuo immenso

perdizione e virtù

di irragionevole follia.

Scheda libro: http://www.lineditoletterario.com/negozio/pubblicati-linedito/collana-minimalia/la-curva-immensa-dei-sogni/?fbclid=IwAR3lclaxveevRfjImSL3F18vmPYVJZ7hLXQE1FzP7cEi1AqF7KWibnqBFv8

Pellino Maria lavora come educatrice. Ama autori classici della letteratura, la poesia e la forma breve qual’è l’aforisma. Autrice di oltre trecento aforismi, di poesie dal 2013. Ha ottenuto diversi riconoscimenti quali due primi premi al concorso “Scrittori ed Artisti del nuovo Rinascimento”, menzione di merito per monologo teatrale e per poesia con immagine al concorso dell’Accademia mondiale della poesia. Ha ottenuto un premio speciale stampa. Dal 2013 ha partecipato ad altri importanti e prestigiosi concorsi sia nazionali che internazionali ed europei giungendo più volte in finale. Ottenuto il riconoscimento come una delle Autrici del Nuovo Rinascimento (ndr. anche Autrice nell’ultimo e-book celebrativo del Dinanimismo https://asinorossoferrara.blogspot.com/2019/07/dinanimismo-x-intervista-maria-pellino.html ) . Ha ottenuto diploma di merito, menzioni d’onore, premio della giuria, Premio arte e cultura 2018 in vari concorsi . Diploma d’onore con menzione d’encomio al concorso prestigioso Michelangelo Buonarroti. Due volte finalista della sezione aforismi al Premio nazionale di Filosofia 2015 e 2019.

 

L’Alveare e il Dinanimismo insieme all’Aquara Music Fest per assegnare il “Premio della critica Fioravante Serraino” …

AMFL’associazione Culturale L’Alveare (organizzatrice dell’Aquara Music Fest) e il movimento poetico-artistico Dinanimista, collaboreranno insieme  all’assegnazione del “Premio della critica Fioravante Serraino” durante il contest musicale che si svolgerà il prossimo 16 e 17 agosto ad Aquara.

La giuria critica, che assegnerà il premio per il miglior testo, sarà composta da:

I premi del Contest Musicale Fioravante Serraino sono i seguenti:
§Premio Aquara Music Fest– alla band o al solista decretato vincitore del Contest Musicale dalla giuria tecnica verrà finanziato un progetto artistico relativo alla propria attività musicale per un ammontare pari a Euro 500,00.
§Premio della critica Fioravante Serraino– la giuria L’Alveare/Dinanimismo assegnerà il premio della critica Fioravante Serraino per il miglior testo tra le band finaliste al Contest Musicale. Il premio è così intitolato in memoria del membro fondatore e anima dell’Associazione Culturale L’Alveare, Fioravante Serraino. Al vincitore di questa sezione verrà finanziato un progetto artistico relativo alla propria attività musicale per un ammontare pari a Euro 500,00.
§Premio Partecipazione– tutti i gruppi finalisti riceveranno gratuitamente un Videoclip a cura della CineFrame Productiondi brano a scelta dalle band, per un valore pari a Euro 300,00.
I partecipanti alla fase finale del concorso avranno uno sconto del 50%alle MasterClass che si terranno la mattina del 17 agosto. Tutti i gruppi finalisti riceveranno a titolo gratuito il Premio Partecipazione insieme a un book fotografico.

Dinanimismo 2009-2019 (10 anni d’avanguardia poetico -artistica) – il nuovo e-book del dinanimismo – edito da “Asino Rosso Libri”

dinanimismo-ebook-coverDecennale per la poetica postromantica 2.0  lanciata dal poeta Zairo Ferrante, tra i più emergenti nel  panorama italiano, purtroppo -altrove- manieristico oggi dominante dove la poesia  è storicamente spesso combinatoria di  vacue parole velleitarie, cloaca di espressività minore, anche spesso sopravvalutata, che impietosamente non regge il confronto con la grande poesia  classica, dal postsimbolismo stesso e le avanguardie soprattutto del primo novecento.
Ferrante invece con il suo dinanimismo traccia una rotta semi inedita, fare bellezza e anima nel mondocomputer,  ispirato anche dal grande postjunghiano psicologo James Hillman (la poesia quasi significante della mente umana tra le sue originali teorie) o il miglior Bauman, tempi liquidi ma insufflati di acqua h20 pura e destinata all’avvenire. Questa produzione di Zairo Ferrante (suportata come co-curatore dal futurista – in fondo tecnoromatico – Roby Guerra e editor on line) è celebration a più voci, coinvolgendo  diversi altri scrittori  con affinità dinanimiste -per cos’ dire- condivise da tempo e periodicamente collaboratori del suo sito promotore on line  e-bookdinanimismo.
Ferrante e il Dinanimismo, e  i dinanimisti?
Ferrante non a caso  appena anche pubblicato dalle storiche edizioni Il Foglio, specializzate nella Poesia…  Nel volume  web in questione significativi ulteriormente gli autori, tutti di provato e provabile nuovo rigore  versificante, un nome su tutti la stessa internazionale scrittrice Margaret Saine, oltre al compianto Girolamo Melis (tra i pionieri della sinergia dinanimista).  Oltre, naturalmente a un ampia ouverture -e  poi epilgo- su certa autorevole  passata rassegna stampa e i manifesti del  movimento poetico.
In dieci anni di attività il Dinanimismo (movimento poetico-artistico già riconosciuto della critica) ha collaborato con le principali Avanguardie letterarie ed artistiche attive in Italia.  Ad oggi  numerosi Autori (ndr. oltre 60), sia Nazionali che Internazionali, hanno deciso di sostenere la neoavanguardia dinanimista, inviando e  pubblicando gratuitamente proprie “opere” (poesie, saggi, quadri etc. etc.) sul blog ufficiale del Movimento, tutt’ora in piena attività (https://e-bookdinanimismo.myblog.it/).
Scopo di quest’antologia collettiva è quello di celebrare il 10° compleanno del Movimento, con l’augurio che il Dinanimismo possa continuare a crescere, senza mai abbandonare la strada intrapresa nel 2009,  in attesa del 2029.
Il volume, curato da Zairo Ferrante e Roberto Guerra, contiene un’introduzione con le principali note critiche e segnalazioni ricevute dal Dinanimismo, un’antologia collettiva AA.VV. e la sintesi dei principali manifesti del Movimento.
Questo l’elenco degli Autori presenti nell’opera: Miranda Baccini, Roberto Collari, Sylvia Forty, Roby Guerra (bonus track futurista :)), Pietro Edoardo Mallegni, Girolamo Melis (Special Guest), Marco Nuzzo, Maria Pellino, Margaret Saine, Adriana Scanferla, Rita Stanzione e Michela Zanarella. 
Giu 8, 2019 - Senza categoria    No Comments

Vivere in dignità… essenza stessa della Vita – Riflessioni sulla “vicenda Noa” della scrittrice (già candidata al Nobel per la Letteratura) Giovanna Mulas.

70412Tempo fa, nell’incipit di un manifesto del Dinanimismo, riportavo le splendide parole della Prof.ssa Mulas: “Già vivere in dignità e controcorrente, oggi, è Arte”

A distanza di 10 anni, il problema sembra essere lo stesso e la domanda che mi (Vi) pongo è: vivere in dignità può rappresentare l’essenza stessa del vivere?

Di seguito riporto una recente riflessione della scrittrice Sarda ricevuta tramite social network (https://www.facebook.com/giovanna.mulas.58?__tn__=%2CdlC-R-R&eid=ARBcSy3KSrz_CN_IXX-bT9i_0GywbZGE-gLKwp8kL6HX5v_-7c0xPVV9S3M2LDcXI7uEqGzZ3iI4rAx-&hc_ref=ARS81Hrj58KEaRBl-qzHHzC6aH88z96H8Ja64Crz67RmmBCnFhfBdxgiAOdTSPBP-Wk).

Buona lettura.

ZF

Eutanasia per ‘vivere’ davvero?. Non scegliamo di nascere ma sì possiamo e dovremmo, da uomini liberi, poter scegliere Quando e Come morire?.
Chi davvero può decidere cosa è degno per noi e cosa non lo è, se non noi stessi?.
Ancora, dignità vuole dire farsi violentare senza reagire?, insisto.
In un mirabile articolo di Annalisa Grandi per il ‘Corriere della Sera’, si apprende la storia della diciassettenne Noa, che a dicembre aveva raccontato ai media olandesi di aver provato a contattare una clinica per il fine vita all’ Aja. E di averlo fatto senza dirlo ai genitori e ai suoi fratelli, contrari alla decisione. Domenica ad Arnhem, in Olanda, col supporto dei medici di una clinica specializzata, e con sua madre accanto, Noa è stata sottoposta all’ eutanasia.
Noa era stata molestata da bambina e violentata a 14 anni. Anoressia, disturbo da stress post traumatico, la depressione l’avevano accompagnata negli anni a seguire. Finché Noa aveva deciso di denunciare al mondo il suo vissuto, anche tramite una dolorosa autobiografia.
“Voglio provare ad aiutare altri giovani come me…”, sosteneva, “Visto che in Olanda non esistono strutture o cliniche per ragazzi con questo tipo di problemi”.
Il suo addio l’ha dato con un post su Instagram: “Finalmente la battaglia è terminata”.
Noa, figlia di noi tutti, apre la porta a diverse considerazioni su abuso e vita (come non definire la sua stessa morte un femminicidio?. Uccisa dalla violenza subita, più che dalla eutanasia voluta), quindi ad ulteriore dibattito mai chiuso, forte e sempre attuale: eutanasia si, eutanasia no?
Certamente occorre il cambio del paradigma: è migliore quella Società -quel Mondo- dove, tramite la cultura, vanno a generarsi condizioni di autentica scelta. Dove non s’impone una visione del mondo alla Persona in grado d’intendere e di volere, ma la si fa comprendere e criticare costruttivamente quindi accettare o rifiutare; poco c’importa, ma deve importare il rispetto verso l’individuo.
Lavorare costruttivamente già dalle classi primarie, lavorare sulle madri degli uomini che saranno e, in questo, dono alla donna potente responsabilità civile.
Ma solo Uomini liberi sono in grado di formarne altri.

Giovanna Mulas

*Immagine: “Giuditta e Oloferne” – Caravaggio – postato dalla redazione e liberamente tratta da https://www.expedia.it/explore/opere-caravaggio-i-15-dipinti-piu-belli

Mag 12, 2019 - Senza categoria    No Comments

La memoria secondo il poeta Carlos Sanchez… la poetica dell’attualità.

“Senza memoria”

di

Carlos Sanchez

renc3a9-magritte-memoria-1944Nella soffitta
c’è un baule
con libri di storia
che nessuno legge
la negligenza
l’ignoranza
non ha niente a che vedere
in questo assunto.
Si tenta solo di sapere
che pensa
un essere umano
senza radici
un essere al vento.
Per quel motivo si masturbano
credendo che tutto
si è inventato oggi
che la barbarie
non esiste
non è esistita.
Viviamo
in questa miserabile realtà
e il povero cane
si morde la coda.

Folignano City, 2019

Sin memoria

renc3a9-magritte-memoria-1948En la buhardilla 
hay un baúl
con libros de historia
que nadie lee
la desidia
la ignorancia
no tiene nada que ver
en este asunto.
Se trata sólo de saber
que piensa
un ser humano
sin raíces
un ser al viento.
Por eso se masturban
creyendo que todo
se ha inventado hoy
que la barbarie
no existe
no ha existido.
Vivimos 
en esta miserable realidad
y el pobre perro 
se muerde la cola.

Folignano City, 2019

*Versi ricevuti direttamente dall’Autore tramite social network.

**Quadri “Memoria, 1944 e 1948” – Magritte, postati dalla redazione e liberamente tratti da: https://lasottilelineadombra.com/2018/02/08/magritte-memoria-testa-donna-sopracciglio-insanguinato/

Mag 4, 2019 - Senza categoria    No Comments

“Adesso parlo io” di Roberto Guerra: Mussolini in un pamphlet fantapolitico, oltre la destra e la sinistra.

robyguerra-750x420“Adesso parlo io”, l’ultimo libro di Roberto Guerra, edito da Armando editore.

Un’opera complessa, in cui ritroviamo un Mussolini che parla di  Berlusconi, Gramsci, Craxi e Prodi e che si lancia in una sorprendente disamina politico-culturale (che a tratti diviene vera e propria critica)  degli ultimi 100 anni di storia del nostro Paese.

Brani per certi aspetti molto attuali e coraggiosi; partoriti, ovviamente, dalla coraggiosa mente di un Autore ormai maturo, che non si preoccupa in alcun modo delle possibili critiche e/o strumentalizzazioni che potrebbero nascere da una lettura banale e “volgare” del suo testo.

Infatti, sfogliando le pagine in modo superficiale, possiamo imbatterci in pensieri letteralmente “incondivisibili” e “sconcertanti” ma, se le si legge con la dovuta attenzione, capiamo immediatamente di avere tra le mani un libro che mira, senza alcun dubbio, ad andare “al di là della destra e della sinistra”.

Un vero e proprio percorso fantapolitico (per dirla con le parole dello stesso Autore) che vuole sottolineare  come, in questo ultimo secolo, la politica abbia cambiato la sua forma ma -forse- non la sua sostanza.

Ed ecco che, a tal proposito, mi piace citare quel Berlinguer “compagno doc” e concludere questa mia breve nota, ovviamente senza anticiparvi troppo, con un estratto dall’ultimo capitolo dell’opera,  intitolato -appunto – “Futurismo contro Casa Pound”.

Semplicemente: in questi anni Duemila Casa Pound, a dispetto di un paio di manifesti formalmente interessanti, in cui si proclamava la fine della destra e della sinistra, nei fatti globali movimentistici politici e metaculturali è rimasta neppure a metà del guado. CP è di destra eccome… ancora nostalgica, esattamente… specularmente (ribadiamo) come molti Centri sociali. […] Quel che chiariamo oggi è il binomio impossibile tra CP e Futurismo:
legittimo, nel menu culturale di CP parlare semmai di neo d’annunzianesimo, pur anche qua con molte X, meglio di neodecadentismo liquido. Nessuno criticamente parlando può demonizzare CP, negando anche certa operatività legittima metaculturale, ma il futurismo non c’entra nulla, è un falso storico 2.0, anzi il neofuturismo e il futuro sono – per quel che ci riguarda (ovvio spottizzando e semplificando) di Sinistra 2.0! […]

ZF

Per acquisto: https://www.ibs.it/adesso-parlo-io-mussolini-rivoluzionario-libro-roberto-guerra/e/9788869925153

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