Come dietro l’angolo… di Fausta Dumano l’Insognata

p2215_p_v8_aaCarla  apre facebook , trova una  richiesta di amicizia  e un messaggio ”Scusami Ariel,  hai tutto il diritto di non rispondere”…Rimane un attimo perplessa , quel nome lo usava negli anni 70 , la chiamava così , poi era sparito  come un clandestino, l’ aveva cercato , ma nessuno lo aveva più visto .Con molto distacco accetta l’ amicizia ,lui stesso è perplesso  che lei abbia accettato ,Cominciano a chattarsi, a raccontarsi , bilanci, fallimenti, sogni e speranze,all’ improvviso sembrano tornati in un film in bianco e nero al 77.Lui era un giovane artista , lei una studentessa li aveva uniti un sogno , cambiare il mondo Lui era il più grande , era il maestro in politica e in amore , lei era l’ allieva ,La musa, la decima musa , che ispirava  la sua arte, si scrivevano tante lettere .Poi lui era scomparso nel nulla.lei l’ aveva pianto, l’ aveva immaginato nelle file della  clandestinità, immaginato chiuso nei covi .L’ aveva cercato in ogni dove ….Ogni sera la chat ricordava quel film , lei spingeva per uscire dal virtuale .lui temeva  che nel reale potesse non scattare  quella formula chimica  che nel 77 li aveva attratti , avrebbe voluto restare nella chat a sognare , a fantasticare  come sarebbe stata la vita  con lei, se non fosse  sparito . POI UN GIORNO lui le  propone ”vieni alla mostra dei cento pittori a piazza Farnese, mi troverai tra i cento pittori, riconoscerai tra le tante tele , quella di Ariel, tu ragazzina  che con i capelli al vento ti interrogavi perché nel mio cielo le nuvole sono di diversi colori .Mia moglie  non viene mai a cercarmi di mattina ”Sul 64 Carla prova smarrimento, le sembra di non ricordare  la strada per piazza Farnese, ogni donna  che vede le sembra la moglie , che lo segue , Mentre cammina squilla il cellulare ”Ariel  dove sei???LEI ”Dietro l’ angolo sto attraversando 40 anni ,c’è tanta polizia, sirene, autoambulanze , per un attimo ho avuto la sensazione di incontrare un corteo , che si separa , ho sentito l’ odore dei lacrimogeni , ma dio mio cosa è questo sparo ??Pronto, rispondi, parla …..”Carla arriva  trafelata ,Piazza  Farnese è transennata , un artista tra i tanti le dice ”Una donna ha ucciso  un uomo ” Si collega in rete, tempi moderni ”Sconosciute ancora il movente della donna  che ha ucciso un artista in piazza FARNESE ,la donna prima di  sparare ha sfregiato una tela  raffigurante un cielo pieno di  nuvole  colorate e il corpo di una fanciulla  con i capelli al vento ”Apre il suo profilo facebook e scrive ”40 anni dopo  come dietro l’ angolo  ci sono  le sirene  della polizia ,il film in bianco e nero  ha interrotto la pellicola”

*Scritto ricevuto direttamente dall’Autrice

***Immagine tratta dalla rete

Zairo Ferrante inserito nell’antologia “XXX V” a cura di I.v.a.n. Project e con all’interno un’interpretazione del critico letterario Paolo Lagazzi

7651709Zairo Ferrante, con i suoi versi “ODE ALLA FATICA  piccola dilogia di un Giro” è stato inserito tra gli autori dell’antologia “XXX V” AA.VV. a cura di I.v.a.n. Project – con all’interno un’interpretazione del critico e scrittore Paolo Lagazzi – ( Editore: Limina Mentis – 2016  - ISBN 978- 88-99433-51-2 ).

Descrizione

[...] Fra i tanti mali storici che assediano il mondo, e che segnano anche la poesia, il peggiore è, credo, l’intransigenza ideologica. Se parecchi dei testi che mi tocca leggere per dovere professionale mi stancano, o addirittura mi stordiscono, è anzitutto perché ruotano attorno a un’idea aprioristica, astratta di poesia. Più che poesie essi sono espressioni ideologiche, proclami di poetica, affermazioni rigide di una volontà, aridi teatrini mentali. Nella sua vera essenza, invece, nessun linguaggio è meno ideologico, meno aprioristico e astratto della poesia [...] (P. Lagazzi).

http://www.lafeltrinelli.it/libri/xxx-vol-5-vol-5/9788899433512

ODE ALLA FATICA

- piccola dilogia di un Giro -

di

Zairo Ferrante

 

                    I

Un nastro d’asfalto taglia

la terra, grigio separa

il mare dal resto.

Il nulla dal tutto.

La gloria dal vuoto.

Una radio accompagna

fatica, sudore e ricordi

nell’attimo in cui,

 

muto,

 

il mondo s’accascia morente

sulle spalle degli uomini

che soli e in silenzio

abbandonati a sé stessi

accarezzano e pigiano

pedali e speranze

e ruote animate,

in salite e discese

tra campi di grano

imbionditi dal sole

e neve disfatta

come flebile segno

dell’inverno passato.

E l’ascolti il rumore

di catene che saltano

e cambi che inciampano.

E ricordi riemergono

e salgono al cuore, altri,

 

si fermano in gola

 

a bloccar le parole.

Ritorni bambino

rivedi  i tuoi occhi,

mentre loro, da soli,

imperterriti e stanchi,

continuano afflitti

a trascinarsi la Vita.

 

 

II

Si continua a sudare

rincorrendo a fatica

quell’ultimo istante

finito e mortale.

Brandello di pezza

da mettere a toppa

della bisaccia bucata

che perde speranze

e semina sogni.

A destra la vita.

A sinistra l’oblio.

Al centro l’asfalto.

 

Da Solo

 

sull’orlo del fosso

staccato dagli altri

macina speranze

chilometri e lacrime

ricordi e respiri.

E tu l’accompagni

in silenzio t’immergi

nel mare bollente

di un cuore che palpita.

Percepisci la forza,

senti il sudore,

vedi la resa.

 

In silenzio anche tu

 

dal centro lontano

della tua mente

sospingi i pedali

e parti in salita.

Insieme con Lui

ingoiate secondi

che diventan minuti

e polvere e pietre

e mostri e discese.

Pedala, pedali

e insieme vivete

il medesimo  istante

sospeso sul fiato.

La strada è in salita

ma in fondo è la gioia.

Pedala, pedali

il Campione si alza

e rotola in alto

come stella e bandiera

a stagliarsi nel cielo

colorato di verde

e di bianco e di rosso.

Ha compiuto l’impresa.

 

Respiri, sospiri e sorridi.

Ti riprendi il tuo cuore.

Dai sfogo alle lacrime.

Ti fermi a pensare

e comprendi la Vita.

Carlos Sanchez… …cosa fare prima di…

Cosa fare?

di

Carlos Sanche

Disturbi-di-Origine-Post-Traumatica-o-da-stress-e1364427258818Niente né nessuno è eterno 
inutile che porti fiori 
a quelli che non ci sono più 
che pianga un amore perso 
un’opportunità sprecata 
un fiore morto.
Non puoi misurare 
il tempo che ti rimane 
quanto ti dureranno le scarpe 
quel dolore che insidia.
Se ti metti in cammino 
cammina 
cammina 
finché c’è orizzonte 
mentre le tue cellule cambiano 
cammina.

Da “Continuerò a cantare”
Lìbrati, Ascoli Piceno, 2015

¿Qué hacer?

Nada ni nadie es eterno
inútil que lleves flores
a los que ya no están
que llores un amor perdido 
una oportunidad malgastada
una flor muerta.
No puedes medir
el tiempo que te queda
cuánto te durarán los zapatos
ese dolor que asecha.
Si sales al camino
camina
camina
mientras haya horizonte
mientas tus células cambien
camina.

De “Continuaré a cantar”
Lìbrati, Ascoli Piceno, 2015

*Versi ricevuti direttamente dall’Autore.

**Quadro: Van Gogh – particolare del Uomo anziano nel dispiacere, Museo Kröller-Müller, Otterlo

Un’immensa lezione da Chi, non essendo un politicante, la politica l’aveva già bene in mente… da il “Politico” di Platone.

David_-_The_Death_of_SocratesUN PICCOLO DONO CON L’AUGURIO CHE PRESTO SI ARRIVI AD UN GOVERNO ANCHE DI POLITICI E NON DI SOLI POLITICANTI:

STRANIERO: E dunque bisognerà ancora stabilire una legge a proposito di tutto questo: se uno risulterà fare una ricerca, contro le leggi scritte, sull’arte del timoniere, e sul navigare, oppure su ciò che è salutare e sulla verità dell’arte medica, ponendolo in relazione ai venti, al caldo e al freddo, ed escogitasse abilmente una teoria in argomento, innanzitutto non si dovrà chiamarlo esperto della scienza medica né esperto del pilotare le navi, ma metereologo (14), loquace sapiente, e in secondo luogo, con l’accusa di corrompere gli altri più giovani e di convincerli ad applicarsi all’arte del timoniere e a quella medica non secondo le leggi, ma facendo loro esercitare il potere assoluto su navi e ammalati, chi volesse, fra coloro a cui è concesso farlo, potrebbe denunciarlo e portarlo dinanzi ad un tribunale. E se sembri persuadere i giovani o i vecchi contro le leggi e le norme scritte, sarà punito con le norme più severe. Nulla infatti deve essere più saggio delle leggi: nessuno ignora l’essere esperti nell’arte medica e l’essere sani, l’essere esperti nell’arte del timoniere e il navigare. è possibile, per chi lo voglia, apprendere le leggi scritte e le consuetudini degli antenati che sono stabilite. Se dunque si verificasse una situazione quale noi descriviamo, Socrate, circa queste scienze, quella del comando in guerra, e quella che riguarda in generale la caccia, quale che sia, e l’arte della pittura o tutta l’arte dell’imitazione in ogni sua parte, e l’arte di costruire e quella di fabbricare le suppellettili, quale che sia, o anche l’agricoltura e il complesso delle arti relative alle piante, o se anche assistessimo alla nascita, secondo le leggi scritte, dell’allevamento di cavalli, o dell’arte di pascolare le mandrie, o della divinazione, o di ogni parte inclusa nell’arte del servire, o dell’arte degli scacchi, o di tutta l’arte del calcolo, sia pura, sia applicata alla superficie, alla profondità, alla velocità, cosa mai risulterebbe, se tutto fosse ordinato così , cioè se si accordasse alle leggi scritte, e non all’arte?

SOCRATE IL GIOVANE: è chiaro che tutte le arti andrebbero completamente in rovina per noi, e neppure in seguito esse potrebbero mai nascere a causa di questa legge che impedisce di far ricerche: sicché la vita, che anche ora è dura, diventerebbe in quel tempo futuro assolutamente insopportabile.

STRANIERO: E questo allora? Se costringessimo ciascuna delle arti di cui si è detto a conformarsi alle leggi scritte, e ad essere a capo di queste leggi scritte uno fra noi eletto per alzata di mano o estratto a sorte, e se costui, d’altra parte, senza darsi affatto pensiero delle leggi scritte, o per un certo guadagno o per ottenere privatamente un beneficio, tentasse di agire in modo diverso e contrario a queste, senza avere alcuna conoscenza, questo non sarebbe un male più grave ancora di quello di prima?

SOCRATE IL GIOVANE: Verissimo.

STRANIERO: Chi avesse il coraggio di agire contro queste leggi, intendo quelle leggi che si basano su di una vasta esperienza e che sono derivate ciascuna dal valente contributo di alcuni consiglieri che hanno anche convinto la moltitudine ad emanarle, farebbe un errore infinitamente più grande di un altro errore, e sconvolgerebbe ogni attività ancor più di quel che fanno le leggi.

SOCRATE IL GIOVANE: Come non potrebbe?

STRANIERO: Per queste ragioni, per chi intorno a qualsiasi questione fissa leggi e norme scritte vale il secondo procedimento, ossia di non permettere mai, né a una persona sola, né alla moltitudine, di far nulla, neppure una piccola cosa, contro di esse. SOCRATE IL GIOVANE: Giusto.

STRANIERO: Tali leggi, dunque, non saranno imitazione della verità, in ciascuna sua parte, queste leggi che sono state scritte da coloro che sono per quanto possibile esperti?

SOCRATE IL GIOVANE: Come no?

STRANIERO: E dicevamo che la persona esperta, il vero uomo politico, se ricordiamo, farà molte cose conformandosi all’arte, nella sua attività, senza darsi pensiero delle leggi scritte, qualora gli sembrino migliori altre cose che contrastino con le leggi che lui stesso ha redatto e indirizzato ad alcuni cittadini lontani.

SOCRATE IL GIOVANE: Lo dicevamo.

STRANIERO: Dunque un uomo qualunque o una qualsiasi moltitudine per i quali siano stabilite leggi, quando provino a far qualcosa di meglio che sia contrario a quelle, non agiscono allo stesso modo, nelle loro possibilità, di Platone Politico 26 quell’autentico uomo politico?

~SOCRATE IL GIOVANE: Certamente.

STRANIERO: Se agissero così senza possedere la scienza, cercherebbero di imitare il vero, e imiterebbero in modo pessimo: ma se fossero provvisti dell’arte, questo non è più imitazione, ma è quella cosa colta in se stessa nel suo aspetto più vero, o no?

SOCRATE IL GIOVANE: Assolutamente sì .

STRANIERO: E prima abbiamo stabilito che nessuna moltitudine è in grado di ricevere nessun genere di arte.

SOCRATE IL GIOVANE: Sì , lo si era stabilito.

STRANIERO: Allora se vi è un’arte del regnare, la massa dei ricchi e tutto il popolo mai potrebbero assumere questa scienza politica.

SOCRATE IL GIOVANE: Come potrebbero?

STRANIERO: Bisogna che tali forme di governo, come pare, se intendono imitare il meglio possibile quell’autentica forma di governo in cui vi è uno solo che governa con l’ausilio dell’arte, quando siano state poste le leggi per esse, mai nulla facciano contro quelle norme scritte e le consuetudini degli antenati.

SOCRATE IL GIOVANE: Hai detto benissimo.

STRANIERO: Quando siano i ricchi a imitarla, allora chiamiamo “aristocrazia” tale forma di governo: ma se essi non si prendono cura delle leggi, “oligarchia”.

SOCRATE IL GIOVANE: Può essere.

STRANIERO: E quando poi uno solo governi secondo le leggi, imitando colui che è provvisto di scienza, lo chiamiamo “re”, senza distinguere nel nome se chi esercita questo governo da solo secondo le leggi sia fornito della scienza o dell’opinione.

SOCRATE IL GIOVANE: Può essere.

STRANIERO: Dunque se anche un tale, essendo realmente dotato di scienza, esercitasse da solo il potere, gli si assegnerà in ogni caso lo stesso nome di “re” e nessun altro: perciò i cinque nomi delle forme di governo di cui ora si è detto sono diventati uno solo.

SOCRATE IL GIOVANE: Mi pare che sia così .

STRANIERO: E quando uno solo governi senza agire secondo le leggi e neppure secondo le consuetudini, ma pretenda, come un tale che possiede la scienza, di dover compiere, muovendosi contro le leggi scritte, ciò che è sommamente bene, mentre un certo insano desiderio e una forma di ignoranza sono a capo di questa imitazione, non bisognerebbe allora chiamare “tiranno” ogni persona che si comporta così ?

STRANIERO: E allora?

SOCRATE IL GIOVANE: Così è nato il tiranno, diciamo, e il re, e l’oligarchia e l’aristocrazia, e la democrazia, quando gli uomini non tollerarono più quell’unico monarca, e si convinsero che nessuno era degno di esercitare un tale potere, così da volere e avere la possibilità di governare con virtù e con scienza, e così da assegnare a tutti in modo equo ciò che è giusto e pio, ed ebbero paura che avrebbe vessato, ucciso, e compiuto malvagità ai nostri danni ogni volta che avesse voluto. Ma se vi fosse un re come noi diciamo, sarebbe amato e reggerebbe da solo, guidandola felicemente, una forma di governo perfettamente giusta…

… ESTRATTO DA “Politico” di Platone consultabile integralmente anche al seguente link:http://www.ousia.it/SitoOusia/SitoOusia/TestiDiFilosofia/TestiPDF/Platone/POLITICO.PDF

***IMMAGINE: Morte di Socrate, tela di Jacques-Louis David

Italia: politica e mercimonio… estratto dal blog della Scrittrice Giovanna Mulas

lughe4Vivevo da pochi mesi nel paese di Lanusei, quando venni fermata da un lontano parente che non sapevo di avere. Avvicinandosi complice, ricordandomi la nostra ‘parentela’, mi aveva mostrato fiero una sua foto elettorale; era in corsa per un sedicente partito politico con sede locale, modesta lobby di amici degli amici. L’avevo guardato, muta e interrogativa.
“DEVI votarmi, siamo parenti”.
Avevo sorriso, e mio marito con me.
“Io non vendo il mio voto”, avevo risposto con una certa durezza che mi appartiene.
Il ‘parente’ mi aveva guardato come una spostata; era evidente l’abitudine locale all’acquisto di voti al bar. Ci rimase così male da togliermi il saluto. Del resto sappiamo che il provincialismo fa molti più danni dell’ignoranza.
Il sistema corruzione Italia, così radicato, deve un deciso, storico ringraziamento tanto ai politicanti quanto agli elettori o aspiranti tali; cellule cancerogene che, ad oggi, continuano a causare, pascere o propagare il cancro.Eppure Amici miei, il voto, OGNI voto, è fondamentale; in grado di cambiare la Storia.
Non si mette in saldo la Storia, il futuro dei nostri ragazzi.
E l’assenza di meritocrazia in Italia, gli scandali dovuti a mancanza di professionalità ed etica, i posti di lavoro ereditati di padre in figlio… : tutto, tutto continua a comporre il marcio della Nazione, mediocre colonia abitata da elementi che non distinguono la politica dal mercimonio.
Indefinibile guasto per una Società in volontà di uniformità: chi non comprende i propri limiti non è in grado di metterne dove e quando necessari.
Chi, corrotto quindi corruttore, sceglie la scorciatoia, mai potrà comprendere il sacrificio: mai potrà sostenere, se non tramite inganno e mediocrità, un qualsiasi ruolo… ( CONTINUA SU: http://giovannamulasufficiale.blogspot.it/2016/11/italia-politica-e-mercimonio.html )

Con i Versi di Carlos Sanchez… per e nelle Marche!

Una cartolina di Folignano City

Di

Carlos Sanchez

MarcheLo splendore del paesaggio marchigiano 

nella mia mente nata lontana 

la festa del silenzio 
i pioppi gli olivi le querce 
i vigneti
e quel colore del cielo limpido 
i boschi le valle i fiumi 
le creste dorate delle montagne 
il sole graffiando i tetti 
dei paesi con secoli di storia
de cultura.
Tutto questo in questo dolore presente
in questa terra che non finisce 
di placarsi.
Qui stiamo sperando 
senza sapere 
in questa nuvola oscura 
col respiro contenuto 
misurando il tempo 
tra macerie
tra crepe 
fra tremori.
Ci fa male che la terra respiri
così voracemente 
noi che amiamo questa terra.

Novembre, 2016

Una postal de Folignano City

El esplendor del paisaje marchigiano
en mi mente nacida lejana
la fiesta del silencio
los álamos los olivos los robles
los viñedos
y ese color del cielo límpido
los bosques los valles los ríos
la crestas doradas de la montañas
el sol arañando los tejados
de los pueblos 
con siglos de historia
de cultura.
Todo eso en este dolor presente
en esta tierra que no termina
de placarse.
Aquí estamos esperando
sin saber
en esta nube oscura
con el respiro contenido
midiendo el tiempo
entre escombros
entre grietas 
entre temblores.
Nos duele que la tierra respire
tan vorazmente 
nosotros que amamos esta tierra.

Noviembre, 2016

**Versi ricevuti dall’Autore tramite social Network

La provocazione stilistica di Fausta Dumano: L’artista querulo, quello inutile, giocando con le parole di Rocco Zani

Cuba_libreUna sigaretta, pensa  Carla ,serve ad allentare un po ‘ la tensione, il dietro le quinte in certi incontri alle mostre  serve a respirare, Carla è cresciuta tra gli odori e i sapori dei colori, anche prima tra gli artisti circolava un odore di pettegolezzo geloso, ma oggi in certi artisti respiri il lezzo maleodorante dell’ invidia, Il clima  era meno acido, lei cerca di tirarsi fuori dalle diatribe -Fumo di pall mall, arriva lui , il Maestro, che gioca con abilità con le parole, della pittura, i maestri si riconoscono, indossano la giacca dell’ umiltà, hanno un dono  sconosciuto ai più,in un ‘ epoca in cui la modestia sparisce al primo vagito. Carla da sempre raccoglie le parole che il maestro semina , ogni volta ingravida la sua mente. Lei è perennemente incinta, a volte è una gravidanza gemellare, perché lui apre più piste, più sentieri di ricerca. Lo riconosce da lontano, anche al buio sa sentire silenziosa la sua presenza. Anche senza parlare, con gli sguardi sanno decifrare le parole non dette, lui sa  leggere il silenzio delle parole bianche, lei sa ascoltare  anche i puntini di sospensione. Un ‘ armonia costruita nel tempo, lei è sempre l’ allieva, anche quando percorrere autonomamente nuovi sentieri, nessun figlio verrà alla luce senza l’ intervento assenso del maestro. In sala parto durante il travaglio si accorge che sovente ci sono le virgolette , sta citando delle parole prese in prestito da lui,dal maestro. La sigaretta è interrotta dall’arrivo di un artista, uno di quegli artisti che sono saliti da soli sopra il piedistallo, senza che altri ne sapessero in realtà l’ esistenza.Pochi attimi  prima Carla ne aveva evitato un altro di quelli dio mi ha fatto a sua immagine e somiglianza. Si intromette tra loro, quelli che si sentono dio, hanno questa prerogativa , cercano di attirare subito l’ attenzione su di loro, usano tutte le armi chimiche a disposizione, passano in mezzo ai gruppi ,parlano a voce alta da soli al cellulare con improbabili galleristi ”Da quando tempo, vieni alla mia mostra venerdì?” Il maestro ”di pomeriggio?dio:”no , la mattina”, il maestro ”la mattina lavoro ”dio:”ho i miei seguaci , Carla pensa che con il termine seguaci indichi i figli piccoli da inseguire nella mostra, invece dio chiarisce ”mi copiano, seguono le mie lezioni e mi copiano, vincono pure i premi, mi copiano, solo che io faccio le cose grandi grandi ”Il maestro” non vi ho presentato, lei è Carla scrive di arte ”dio :”scrive come tanti , il mondo è pieno di gente che scrive d’arte ”La loro conoscenza è morta, appena cominciata …… dio va via, camminando sulle acque della sua onnipotenza. Carla e il maestro ridono  all’unisono. Il cerchio si allarga, arrivano altri amici, la Elena ”ve la ridete”,  il maestro ”di gente strana ne va in giro” Elena allora ”ah con  Carla si fanno sempre incontri strani”……………..”Veramente, dice il maestro, è innocente, sono sempre più convinto, continua il maestro che ci sia l’artista inerte, l’ inutile e l’ equilibrista.”Carla spiegati ” Il maestro comincia allora a tratteggiare le tipologie dei volti e delle maschere inutili . Mentre il maestro parla davanti agli occhi di Carla si materializzarono prima l’ artista ”querulo” si introduce con fare distratto e con il codazzo di famigliari, scivola annoiato  tra le tele altrui, commentando con occhi lividi il disappunto per artisti che inseguono utopie troppo lontane dalle sue , è l’ epicentro statico del sapere e ogni diversità dalla sua arte gli arreca disturbo psico visivo . L’ artista querulo cita un curriculum esagerato, noto soltanto a lui, diffidente attraversa il corridoio immaginario, le sue opere sono state collocate nella periferie estrema, strepita furioso contro tutto e tutti, Urla che mai più parteciperà ad una stupida rassegna d’ arte, nulla lo può consolare, neanche la moglie con occhi spenti, che tenta di rammentare quale sia stata se mai c’ è stata  la prima volta del marito artista ”Spostati  Carla, sta arrivando l’ artista inerte, è quello che per cercarlo non ti  serve il cerca persone per trovarlo, lui sta li immobile, serafico di fronte alle sue opere come se una colla ne impedisse il movimento …Adesso invece andiamo da loro, sono dei grandi, la loro grandezza è l’ umiltà, si mettono in discussione, sono pronti ad imparare, sono dei maestri …cARLA sorride, ”sono andata in rete  pensa di dio c’è un solo articolo, l’ ho scritto io tempo fa, in quel periodo che davo fiato ad ogni granello di sabbia, pensando che fosse l’ universo ”Sbagliando si cresce, bisogna imparare dagli errori, un Cuba libre ”

*Scritto ricevuto direttamente dall’Autrice.

**Immagine postata dalla redazione e liberamente tratta da:https://it.wikipedia.org/wiki/Cuba_libre

Nuovi versi di Maria Pellino… e l’eterna diatriba tra amore e ragione.

psiche_nozzeAmore travolgente.

di

Maria Pellino

 

Sognai di te un amore travolgente,

di tale gagliardia così intangibile

che si impresse desiderabile

 nel mio cuor servente.

Dimenticai quel volto che sfuggiva ai miei occhi

e mi rivolsi alla fiamma

che infuocava le sfinite membra.

 Amai, di passione sconvolta.

Come un uragano fagocitai

 sul mio cammino il nulla.

Della forza che mi invase

 ne conservai un barlume

che distante si affievolì di colpo.

Orsù con ardore, attinsi vigore e lustro

 dai colori dell’universo tutto intero,

così che il mio sogno si dipinse

   della luce infinita di un amore travolgente.

*Versi ricevuti direttamente dall’Autrice: http://e-bookdinanimismo.myblog.it/2016/06/04/il-dinanimismo-presenta-maria-pellino-i-versi-regalo/

**Immagine postata dalla Redazione del blog e tratta da:http://www.settemuse.it/arte/storia_di_amore_e_psiche.htm  

Bob Dylan Nobel letteratura 2016… e la profezia del Dinanimismo che si realizza!!!

blowinfreeUn Nobel, quello conferito a Dylan, che finalmente libera la Poesia da anni di reclusione. Non un’arte esoterica accessibile a pochi, non una disciplina da praticare solamente in qualche sparuto e “dotto” salotto ma la Poesia come voce dell’Anima a disposizione di tutti, in qualsiasi momento e in qualunque parte nel mondo. Questo rappresenta per il Dinanimismo il Nobel per la letteratura 2016 e quanto segue è, invece, un breve estratto – oserei dire profetico – dal primo manifesto Dinanimista del 2009:

…A chi mi rivolgo? A tutti, proprio tutti, a coloro che amano la Poesia, a coloro che La odiano, a coloro che fanno, a coloro che pensano di fare o di non fare Poesia, a coloro che dicono: “la Poesia non fa per me”, a coloro che pensano che la Poesia sia fortuna di pochi, qualità e virtù di certa cerchia ristretta di persone. Sempre più gente si allontana o evita di avvicinarsi a questa forma “Innata d’Arte” e sempre più “Dotti” cercano di spacciare la Poesia come un qualcosa di non accessibile a tutti. Signori miei, “mercanti di classismo” secondo me, siete sulla strada sbagliata!

La Poesia è Anima, anzi è la voce dell’Anima, è istinto, è voglia di vivere, è uno dei pochi mezzi (insieme alla Musica ed alle Arti visive e figurative) che permette, a mio avviso, di dialogare in silenzio con noi stessi. E partendo dal presupposto che tutti abbiamo un “Anima”, mi sembra facilmente intuibile che tutti abbiamo la capacità di ascoltarla e soprattutto capirla. Basta imparare la sua lingua, una lingua che può essere semplice o complessa questo non importa, una lingua che adotti termini “antichi” o che inventi parole nuove questo non è un problema, una forma che contempli le rime o che le fugga questo è personale. L’importante è che sia Poesia, l’importante è che sia Anima, l’importante è che si ascolti quest’Anima. Ormai signori miei, il mondo corre veloce…

Zairo Ferrante

Bob Dylan – Blowin’ in the Wind

How many roads must a man walk down
Before you call him a man?
Yes, ‘n’ how many seas must a white dove sail
Before she sleeps in the sand?
Yes, ‘n’ how many times must the cannon balls fly
Before they’re forever banned?
The answer, my friend, is blowin’ in the wind,
The answer is blowin’ in the wind.
Quante strade deve percorrere un uomo
prima che tu possa definirlo un uomo?
E su quanti mari deve volare una colomba (1)
prima di riposare sulla terraferma? (2)
E quante volte devono fischiare le palle di cannone
prima di essere proibite per sempre?
La risposta, amico mio, ascoltala nel vento, (3)
la risposta ascoltala nel vento
How many years can a mountain exist
Before it’s washed to the sea?
Yes, ‘n’ how many years can some people exist
Before they’re allowed to be free?
Yes, ‘n’ how many times can a man turn his head,
Pretending he just doesn’t see?
The answer, my friend, is blowin’ in the wind,
The answer is blowin’ in the wind.
Per quanti anni può resistere una montagna (4)
prima di essere erosa dal mare?
E quanti anni possono resistere gli uomini
prima che sia consentito loro di essere liberi?
E per quante volte un uomo può distogliere lo sguardo
e fingere di non vedere?
La risposta, amico mio, ascoltala nel vento,
la risposta ascoltala nel vento
How many times must a man look up
Before he can see the sky?
Yes, ‘n’ how many ears must one man have
Before he can hear people cry?
Yes, ‘n’ how many deaths will it take till he knows
That too many people have died?
The answer, my friend, is blowin’ in the wind,
The answer is blowin’ in the wind.
Quante volte un uomo deve guardare in alto
prima che possa vedere il cielo?
E quante orecchie deve avere un uomo
prima di poter sentire gli altri che piangono?
E quante morti ci vorranno prima che (l’uomo) riconosca
che troppi sono morti?
La risposta, amico mio, ascoltala nel vento,
la risposta ascoltala nel vento

Traduzione tratta da: http://www.musicaememoria.com/bob_dylan_blowin_in_the_wind.htm

*Immagine postata dalla redazione e liberamente tratta da: http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?lang=it&id=101

QuellA pArolA AnArchicA che le sfugge… di Fausta Dumano

50Nel cuore della notte Carla si sveglia  , puntuale quando le fa male il cuore si sveglia nel cuore della notte , proprio in quell’ istante realizza che la notte ha un cuore ,è quel momento che sta nel mezzo ed è circondato dal buio ,per vedere deve accendere la luce , quella artificiale , le servirebbe un cuore artificiale,il suo è pieno di graffi, di lividi , di cicatrici ,sembra  un paese straziato di croci .Fumo di pall mall,un attacco di asma , parole soffocate,parole strozzate ,no, non è colpa di quella sigaretta , sa riconoscere i sintomi .Lui le ha fottuto il cervello,ha gettato i semi ,l’ ha ingravidata .Lei vorrebbe fuggire lontano , m è come paralizzata ,Una striscia nera le riga il volto,non dovrebbe usare il mascara , perché poi con le lacrime si forma un impacco colloso .Carla non dorme mai a casa con un uomo, a meno che non sia un gay irriducibile,Carla ieri sera dopo quel cuba  libre avrebbe voluto invitarlo a salire a casa sua , vorrebbe scrivere un racconto d’ amore , lui è un artista della parola,le costruisce arcobaleni di versi  che lancia come aquiloni nel cielo .L’ invita a correre ,a raggiungere quell’ aquilone .Per lei ha composto la nuova versione di ”un viaggio chiamato amore”Appena prova a sfiorarle il corpo, Carla fugge,getta la scheda del cellulare,diventa per giorni irrintracciabile,poi il cuore le scoppia , le si poggia sulla mano ,lei timidamente ricompone quel numero , chiedendogli di accompagnarla al reparto cardiologia, ci sarà un cuore per amanti smarriti lasciato in donazione organi?Vorrebbe un cuore appartenuto a quelle storie d’ amore di quelli che sono invecchiati invece,quei cuori  che smettono di battere insieme e all’ unisono partono per l’ altrove per inseguirsi in un viaggio lunare……Nel cuore della notte lei da tempo apre il computer per dar voce alle protagoniste dei suoi racconti,occhi neri , occhi sbattuti agli armadietti,corpi sventrati, corpi saccheggiati , lei scrive  con il sangue delle donne , lei è un corpo sventrato , saccheggiato .Si guarda allo specchio,vede due donne , una ride,una piange , quella che ride , le dice che anche il cuore è rosso , potrebbe scrivere con il rosso del cuore, l’ altra le consegna SANTA SEBASTIANA  dicendole puoi scrivere con le frecce insanguinate .Lui assiste silenzioso e come un cavaliere errante della notte le scrive ”Sono venuto da un pianeta lontano per squarciare le tenebre della notte , oltre il cuba libre c’è un coctail ”Orgasmo”lo sanno miscellare solo pochi cavalieri ”Lei Marco Lodoli  dopo SNACK BAR  ha divorziato ”Lui ”Adesso non citarmi pure ”l’ albergo delle donne tristi, ”il cuore cucito,pensa ”LA DONNA ALLA RICERCA DEL DIAFRAMMA ”……Carla ”Certo , ma quella l’ avrà trovata poi quella parola anarchica che le sfugge , che la tiene sveglia la notte??Lui ”Cerchiamola insieme  quella parola anarchica che mi tiene sveglio la notte ,…..altrimenti Dante per l’ eternità  mi farà dormire  cercando quella parola”

* Scritto ricevuto direttamente da Fausta Dumano.

**Foto di Ferdinando Tartaglia postata dalla redazione del blog e liberamente tratta:http://www.arivista.org/riviste/Arivista/325/50.htm

Due parole su Tartaglia:

« Tu già fosti ruscello
e poi quel fiume
che inondò la terra dei miei giorni.
Così la tua alluvione fosse alta
e tracimasse l’argine di fine
io m’abbandonerei lento per lune
bianco di bianco a l’acqua di morire »
(F. Tartaglia, Poesie. Esercizi di verbo, 2004)

Il pensiero di Tartaglia si muove dalla necessità di una trasformazione radicale del cristianesimo, che provocò il suo progressivo allontanamento dalle istituzioni ecclesiastiche.[5] Molti dei suoi scritti ci raccontano della lotta contro la disperazione di questo sacerdote vitando che cerca il rimedio ai sintomi apocalittici della terra: rinnovare e capovolgere tutto dall’interno, con la fede nella Realtà Nuova. Essa, senza più divisioni e barriere confessionali, può trasformare radicalmente il quadro buio e sanguinante del mondo “antico” in cui siamo costretti a vivere.

L’impossibilità di Dio a rispondere alle implorazioni umane, sentita intimamente da Tartaglia, corrispondeva al suo desiderio missionario di reagire lottando, al suo desiderio di raccogliere vecchi e bambini abbandonati nella sua villa di campagna, al suo legame con Germaine Muhlethaler… continua su: https://it.wikipedia.org/wiki/Ferdinando_Tartaglia

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