Nuovi versi per il Dinanimismo di Giancarlo Fattori

CANZONE PER ILARIA

di

Giancarlo Fattori

Stanza-di-Van-Gogh-Arlesora che faccio chiuso in questa stanza

il sole accende e filtra il mio destino

c’è una tempesta dentro le mie scarpe

c’è la tristezza quando sono in cammino

con la chitarra scaccio via una foto

che s’è sgualcita senza i miei domani

asciugo il pianto in un bicchiere di vino

in un silenzio qui tra le mie mani

 

qualcuno ha visto Ilaria passare

con un veliero tra i suoi capelli

qualcuno ha visto piangere il suo viso

o arricciarsi i pensieri più belli

ed io che corro lungo i marciapiedi

per non scontrarmi più con quella gente

lei ha l’aspetto di una mendicante

di questo a me non interessa più niente

 

 lei che leggeva sopra la finestra

il nostro fato e la pioggia estiva

quando una volta ero una notte migliore

e la mia barca era ancora viva

e lungo il viaggio il tempo si è fermato

nella sua sfera di cristallo e mare

le labbra al gusto di nuvole e grano

e la mia barca pronta a naufragare

*Versi ricevuti direttamente dall’Autore tramite e-mail.

**Quadro “La stanza di Van Gogh ad Arles” liberamente tratto da: http://cultura.biografieonline.it/camera-van-gogh-ad-arles/

Il Dinanimismo presenta: foto e versi di Paola Palmaroli.

“Un uomo senza età”

di 

Paolo Palmaroli

foto P. Palmaro«Il mio amore smette di volare quando divora le sue ali

 

perché ha fame di infinito,

 

e ogni sua piuma ne è essenza e dannazione.

 

L’inferno del tuo desiderio

 

lo raggiungerò strisciando

 

senza farmi accorgere.

 

Questa è la mia maledizione.

 

Ho una sola certezza,

 

non aver mai pronunciato il tuo nome

 

sarebbe stata pura follia,

 

un limbo in cui affondare indolore ed eterno.

 

Di me resta quel che ha lasciato il tuo ultimo bacio,

 

agli angoli della mia bocca,

 

sangue raggrumato che non oso lavar via.

 

Non divorarmi,

 

ho supplicato,

 

tu hai fatto finta di non sentire,

 

perchè il mio amore

 

non avanza mai un pezzo di anima ne di carne da gettare ai cani,

 

perchè è impaziente e bulimico,

 

perchè anestetizza i giorni come le notti

 

mordendosi le ferite,

 

crudele e senza pietà per nessuno, neppure per se stesso.

 

Il mio amore è senza età

 

forte come lo sono le sue mani

 

quando si avvinghiano alla vita

 

e la prendono per il collo fino a strozzarla.

 

Il mio amore è deciso

 

come lo sono i passi quando rincorrono le ombre.

 

Il mio amore è disarmante

 

come lo sono i sogni

 

quando rimangono sospesi tra cielo e terra

 

sciogliendosi nella realtà.

 

Sarebbe più facile rinunciare alla luce del giorno

 

che non averti mai ne toccato ne bevuto.

 

Meglio scomparire con le prime luci dell’alba

 

che sopravvivere ad un istante

 

privo del tuo buio improvviso e suadente,

 

eclisse senza domani.

 

Tu sei quell’onda spezzata dal volo di un gabbiano

 

che rinuncerà ad avere rotte da seguire

 

pur di toccare l’eternità del proprio desiderio.

 

Io sono le ossa rotte,

 

le piume bagnate,

 

il volo interrotto,

 

la corrente impetuosa che vomita sulla rena

 

i resti del tuo osceno bisogno di sopravvivere,

 

quel che resta di un Noi rigurgitato e sputato contro vento.

 

Sei l’eco di un pasto annunciato,

 

mai consumato.

 

Tu sei quel sospiro che si emette prima di morire,

 

sei quel primo respiro urlato per non soffocare.

 

Sei tu amore, eppure non lo sei mai stato.»

 

Paola Palmaroli:  maturità scientifica, diploma di infermiera professionale, ha lavorato a Milano per 10 anni, poi trasferita a Pavia dove vive e lavora sempre come infermiera. Studi scientifici ma preparazione umanistica in famiglia, fin da piccola stimolata a scrivere e leggere.

*Foto e versi ricevuti da Paola Palmaroli tramite social network

 

 

 

 

“Coglierti” di Maria Pellino

Coglierti.

di

Maria Pellino

Degas, Illustrazione 5Coglierti vorrei in quell’attimo

 in cui i pensieri si raccolgono

ed un vuoto si rinnova

per la tua visibile assenza.

Reduce il mio cercarti

con occhi raggianti di luce trapelata

come ombre di nude carni

che accarezzano insolenti

il nettare di uno sconfinato amore.

Di calore le tue carezze

il mio capo infondono

a suggellare l’infinito librare

della tua impercettibile presenza.

*Versi ricevuti direttamente dall’Autrice tramite e-mail.

**Immagine: quadro di Degas Edgar postata dalla Redazione e liberamente tratta da:https://www.deartibus.it/drupal/node/9862

“L’immagine di un sogno” di Giancarlo Fattori e “Il grande masturbatore” di S. Dalì

L’IMMAGINE DI UN SOGNO

di

Giancarlo Fattori

masturbatoreSei il mio sole tantrico

la forma di un’onda nel cielo

 

mi stringi forte all’ombra

un’armatura ammaccata

 

poi sorgi e cuci addosso confusioni

con le croste dei tuoi baci

 

domani sorgerai oltre i limiti

qualcosa da mutare

la percezione il respiro

 

la linea di confine che riverbera

le bolle della terra

la notte che sembra sfiorire

 

crolla questo gelido silenzio

con un dito conficcato dentro il cuore

 

il dolore è illusione

sfonda questo cosmo

questa eternità

 

la sacrale verità

che ti avvolge gli occhi

gracili, eterei

 

trattienimi più forte

 

brucia questo immenso

questo livido che mi dipinge i sogni

 

sei la vedica spirale

che trascina i sensi

fragili, immobili

 

un antico smarrimento

dentro sensazioni

cosmiche

 

un salto quantico nel buio

 

sei la splendida sorgente

l’acqua evanescente

un graffio in me

 

il mio viaggio nel bagliore

nel tremore di un secondo

sei

 

la mia ferita

un suono che consuma

un volo che frantuma

 

ogni mia realtà

*Versi ricevuti direttamente da @giancarlo fattori gennaio 2018 – tramite e-mail

*Quadro “Il grande masturbatore” di S. Dalì liberamente tratto da: https://www.cinquecosebelle.it/cinque-importanti-e-famose-opere-di-salvador-dali/

“Carla e un maglione slabbrato” di Fausta Dumano

37.533_ph_web”pronto Carla, sei  Roma? Ah scusa l’orario, ma tu oggi vedi PAOLO? Mi servirebbe un favore, solo tu puoi”.

Angela continua a parlare , senza dare il tempo a Carla di fiatare. “Ci vediamo alle nove a Termini, ti lascio le chiavi di casa di Paolo”.

Incredibile universo, pensa Carla, quelle chiavi di casa trenta anni fa erano mie, ai tempi dell’università vivevo con Paolo in quella casa, poi colpa mia, colpa tua ,colpa sua, colpa nostra, il solito ritornello… ci siamo lasciati . Con Paolo oggi siamo amici, così come con Angela, Siamo tornati tutti single, loro e pure io. Ma maledizione, di tutto il pianeta ,proprio io?

Un saluto veloce con Angela, il tempo di un caffè nero bollente, poi di corsa da Paolo. Manifestazione contro la legge Fornero ”Paolo devo darti una cosa. Dopo, si pranza insieme noi due, oggi hai impegni?”

Paolo la prende per mano, come se dietro l’ angolo ci fossero gli anni 70, nel vederli mano nella mano qualcuno pensa ad un ritorno di fiamma .

”Ho le tue chiavi di casa ,stamattina Angela…”.

“Allora compriamo del cannonau e si mangia li ”

……Mai tornare sui luoghi del delitto, Paolo in quella casa ha lasciato la storia ferma, tutto come un tempo, persino quel poster con il loro scatto immortalato da TANO D’AMICO, quelli della foto famosa erano loro.

In un cassetto  Paolo ha conservato i brandelli della loro storia, foto, lettere sbiadite, ops… anche quel maglione slabbrato che lei usava dopo l’ amore.

Cannonau, un ricordo, cannonau, un bacio, no non posso – dice lei – forse nel mondo fuori una nuova storia mi aspetta, sono confusa.

E nella confusione mentale due storie si intrecciano, da un lato Paolo, il passato sfuggito, dall’ altro  Filippo, un presente giovane con incognite.

Single bigama – ride Elisa – appena Carla le racconta la confusione.

Con Filippo sto bene, mi nutre di sesso e cultura, ma non posso legarlo a me, merita una donna più giovane, magari un figlio. Con Paolo mi nutro del passato, di come saremo invecchiati insieme, di come sarei stata felice se l’ avessi sposato, se non mi fossi intrappolata nel delirio che ho vissuto con l’ uomo chiamato marito da cui sono rimasta schiacciata nelle aule di un tribunale.

Con Paolo il sesso è nel ricordo del maglione slabbrato, confusa certo nelle emozioni, un cuore con le cicatrici.

Corre da Filippo, lui l’ aspetta con la moto a piazza Flaminio, un salto al chiosco dei libri usati, la loro droga, in moto fa freddo, ma lei sente caldo, poi quella casa che parla di lei, del suo disordine mentale, sta per dire ”meriteresti una storia più ordinata”… ma pinot, una sigaretta, un altro pinot e si ritrovano abbracciati in quel letto che sa di loro.

Si addormenta stremata ”non ho più l’ età per tutte queste emozioni ”. Si sveglia per ritrovarsi in un nuovo gioco di corpi intrecciati, manda un sms a Paolo ”non dovevi farmi fuggire 30 anni fa, provo tenerezza per quel maglione slabbrato, conservalo, forse un giorno…”.

*Scritto ricevuto direttamente dall’Autrice.

*Foto quadro  “Jeanne Hébuterne with Yellow Sweater”di Amedeo Modigliani, postato dalla redazione e liberamente tratto da:  https://www.guggenheim.org/artwork/2972

 

“Premio letterario per Agnese – I Ed. 2017″… di seguito il verbale della Giuria con tutti i nome dei Premiati.

 

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” Dio ci ha dato i ricordi in modo che potessimo avere le rose di giugno nel mese di dicembre”, questo è quello che affermava James Barrie,  Scrittore Scozzese,  famoso per aver creato Peter Pan .

I ricordi, proprio come le rose di un giardino che ognuno di noi deve coltivare e, in un certo senso, anche meritare.

Un giardino che deve essere necessariamente innaffiato tutti i giorni, con dedizione, con amore e, in alcuni casi, anche con “fatica”.

Questo Premio?

Acqua per la nostra memoria, linfa per una Rosa immensa.

ZF

 

La Giuria* della prima edizione del Premio Letterario Per Agnese ha concluso l’esame dei testi in concorso ed ha attribuito i seguenti premi:

Sezione A – INEDITI DI POESIA:

Primo Premio alla lirica “Rinascita” di Lelia Ranalletta

 

Sezione B – VOLUME EDITO DI POESIA:

Primo Premio al volume “Delle Madri” di Marina Minet

 

Sezione C – RACCONTO INEDITO:

Primo Premio al racconto “Lettere ad A.” di Lucido Peduto

 

Il PREMIO SPECIALE “LIBERA” viene assegnato alla lirica:

“Del tempo in cui ti ho conosciuto” di Maria Natalia Iiriti

 

Inoltre, sono stati assegnati ulteriori riconoscimenti sotto forma di attestati di merito.

 

Per la Sezione Inediti di poesia:

“La speranza di un nuovo amore” di Sergio Santoro

 

 Per la Sezione Volume edito di poesia:

“Trilogia delle ore” di Emiliano D’Angelo

“Istantanee donna” di Davide Rocco Colacrai

 

Per la Sezione Racconto inedito:

“Vincenzina” di Vespina Fortuna

“Una vita in alto mare” di Livia Di Gioia

 

*GIURIA PREMIO EDIZIONE 2017:

Comitato d’onore

Ilenia Marino

Pasquale Brenca – Sindaco di Aquara

Giovanni Caggiano – Sindaco di Caggiano

Don Antonio Calandriello – Parroco di Aquara

Antonio Marino – Direttore BCC Aquara

Enzo Landolfi – Giornalista

Giuria Tecnica

Carmen Pellegrino – Presidente (scrittrice)

Teresa Vecchi                                                                                               

Fioravante Serraino

Katiuscia Stio

Milena Carducci

Marcella Lamattina

Zairo Ferrante

info SU: https://sebbenchesiamodonne.com/verbale-di-giuria/

Dic 18, 2017 - Senza categoria    No Comments

Il Dinanimismo augura a Tutti Voi un felice Natale e un 2018 ricco di Poesia e (quindi) di Amore.

PAUL VERLAINE 

«Natale»

NoldeEmil-TheNativity_1912Gesù bambino, come dobbiamo essere
se vogliamo vedere Dio Padre:
accordaci allora di rinascere

come puri infanti, nudi, senz’altro rifugio
che una stalla, e senz’altra compagnia
che un asino e un bue, umile coppia;

d’avere infinita ignoranza
e l’incommensurabile debolezza
per cui l’umile infanzia è benedetta;

di non agire senza che nonnulla ferisca
la nostra carne tutta via innocente
ancora perfino d’una carezza,

senza che il nostro misero occhio non senta
dolorosamente perfino il chiarore
dell’alba impallidire appena,

della sera che cade, suprema luce,
senza provare altra voglia
che d’un lungo sonno tiepido e smorto.

Come puri infanti che l’aspra vita
destina – a quale meta tragica
o felice? – o folla asservita

o libera truppa, a quale calvario?

ARTHUR RIMBAUD 

«Natale sulla Terra»

Dallo stesso deserto,
nella stessa notte,
sempre i miei occhi stanchi si destano
alla stella d’argento,
sempre,
senza che si commuovano i Re della vita,
i tre magi, cuore, anima, spirito. Quando
ce ne andremo di là
dalle rive e dai monti,
a salutare la nascita del nuovo lavoro,
la saggezza nuova,la fuga dei tiranni e dei demoni,
la fine della superstizione,
ad adorare – per primi! – Natale sulla terra!

*Versi Tratti da: http://www.tempi.it/blog/facciamo-scoprire-a-tutti-avvenimento-del-natale-attraverso-la-bellezza-della-poesia#.Wjf7y9_ibIU

**Quadro -TheNativity – 1912 – di Emil Nolde postato dalla redazione e liberamente tratto da: http://artenatura.altervista.org/tag/emil-nolde/

Nuove voci per il DinAnimismo: Miranda Baccini.

NEL SOGNO
di
Miranda Baccini
claude_monet_056_impressione_alba_1872Non parlare ascolta!
Non rompere l’incanto
di questa luna bianca,
flebile è il suono della notte
come un sussurro.
Il vento muove le foglie
svaniscono i pensieri.
Come una stella
il sogno ti accarezza,
stringimi forte fino a sentire
i battiti del cuore.
Che l’alba baci
con il primo raggio
della sua luce
i nostri volti.
*Versi ricevuti direttamente dall’Autrice tramite e-mail
**Immagine ” Impression soleil levant
(1872) di C. Monet” postata dalla Redazione del Blog e liberamente tratta da:http://www.settemuse.it/pittori_scultori_europei/claude_monet.htm

“L’illusione del successo” (ndr… e forse la morte del talento ) di Giovanna Mulas

859px-Gustave_Léonard_de_Jonghe_Der_Liebesbrief_1867Il ‘successo’ come oggi s’intende, costruito a tavolino, legato a mera apparizione mediatica quindi al guadagno (e non importa che il mostrarsi significhi decadimento in una scala morale, uccisione della dignità umana.
Ma oggi ha ancora senso parlare di dignità?) 

rimane pura illusione, destinata a stordirSi e stordire un pubblico già inebetito. 
Ogni seria divagazione non è concessa.
Eppure, il pubblico è leone alla fame: alla lunga fiuta la bugia, e fagocita all’istante; lunedì ama il vitello d’oro, martedì, al primo cedimento del falso mito, è pronto a fonderlo e senza indugio. A cagare in testa, come le colombe, alla magnifica statua eretta in pieno centro. Come è giusto che sia del resto, per quanti riempiono portafoglio e pancia di sterile ambizione.
Camminare a pieni scalzi, di solo talento, volontà e conoscenza; un buon riferimento per le generazioni che verranno. Davvero, si avverte nella gente un forte, forte bisogno di purezza, una richiesta di ascolto disinteressato e lo vedo come un buon segno, nel cammino in questa società che ci vive. Il bisogno porta alla ricerca, a domandarsi un Perché, a non fermarsi ad una sola verità, quella normalmente presentata preconfezionata, pronta. Già domandarsi un altro Perché manifesta il volersi affacciare, perlomeno il tentare di uscire dalla caverna; premio, prima o poi, il sole.

CONTINUA SU: https://giovannamulasufficiale.blogspot.it/2017/10/l-illusione-del-successo.html

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