Browsing "NOTIZIE SU E DAL DINANIMISMO"

IL Dinanimismo compie 10 anni: anima, uomo e Poesia!!!

16632_105674819445731_100000096404624_145868_1191639_n

DINANIMISMO: 10 anni di neoavanguardia poetica e artistica alla ricerca dell’Uomo.

Il “Dinanimismo”, movimento poetico-artistico fondato dal poeta e medico  Zairo Ferrante e il cui nome rappresenta la crasi delle parole “dinamismo” e “anima”, nasce ufficialmente nel 2009 a Ferrara con la pubblicazione del I manifesto redatto dallo stesso autore.

Scopo del neonato movimento è quello di promuovere una Poesia e, in generale, una forma d’Arte incentrata più sui contenuti che sul “contenitore”.

Poesia intesa come mezzo di ricongiungimento con l’intima essenza dell’animo Umano; una sorta di collante di “massa”, piuttosto che un mero e sterile esercizio stilistico riservato a pochi – e spesso deleteri – salotti letterari.

Artista, secondo il “Dinanimismo”, è colui che per mezzo del proprio lavoro riesce ad attuare una rivoluzione delle anime e quindi del pensiero.

Scopo ultimo della poesia e dell’arte deve essere non quello di dare risposte, ma quello di porre interrogativi e quindi di costringere l’Uomo a riflettere.

Riflessione; ossia azione e sforzo necessari affinché l’intera Umanità possa salvarsi dal “giogo-pensiero” imposto dai media e da una società “liquida” che, sempre più frequentemente, antepone l’apparire all’Essere. 

 

zf.profil.10Nel 2010 arriva la prima vera ufficializzazione critica del movimento, con un articolo dello scrittore futurista Roberto Guerra pubblicato su  “Controcultura – Le guide di Supereva” ( http://guide.supereva.it/controcultura/interventi/2009/12/dinanimismo-e-neofuturismo-letterario/) e di cui riproponiamo un estratto: ” una nuova specifica poetica e letteratura […] ovvero il Dinanimisno, come divenire dell’Anima nell’era del computer. […] Ferrante, amplificando e soprattutto sperimentando nella parola e nelle elaborazioni teoriche, l’Anima non come compensazione, ma come X factor creativo e fondamentale sottostante lo stesso spirito scientifico e le sue infinite potenzialità finanche postumane, ha azzerato ogni querelle umanista obsoleta: dice sì al mondo nel suo divenire, senza perdere più tempo con troppi No da gamberi! In tale amplificazione Ferrante e il suo gruppo ormai, decine e decine di dinanimisti on line, ha codificiato, rilanciato le intuizioni stesse strettamente letterarie di Futuguerra, Donegà e Tuzet e altri, soprattutto al passo proprio con gli orizzonti desiderati alti e celebri dello stesso Enzensberger, lo stesso Barthes e – in Italia- tra non molti-, del solito forever young Paolo Ruffilli, oltre a Campa e ai già citati Spatola, Barilli, Zanzotto, e lo stesso giovane geniale Saccoccio.

La parola al termine della scrittura, o dopo il suo grado zero, infine, si riconnette finalmente e consapevolmente nel Dinanimismo letterario all’archetipo: da dove viene anche il Futurismo e da dove si è moltiplicato ed espanso. Ferrante e i dinanimisti non a caso con riferimenti espliciti a certa psicanalisi futuribile (paradosso di paradosso) di Jung, Marie Louis Von Franz, James Hillman,riscoprono certa matrice postromantica della parola futurista, a suo tempo sorprendentemente intuita da un certo Francesco Flora, dai netfuturisti stessi, in altra articolazione più globale totale, con riferimento a Bergson.

Matrice aspaziale, ormai, eppure, in quanto Fare Anima (e Fare Poesia…) nel duemila, fondamentale.
Perciò, ecco il Dinanimismo, brevettato dallo scrittore Zairo Ferrante, come primo logo ufficiale (e virtuale, ovvio, incanto e dis-incanto i futuristi o futuribili contemporanei!) di certa nuova specifica letteratura o poetica neofuturista o futuribile nascente.”

 

In questi 10 anni di attività decine e decine di Autori, Nazionali e Internazionali, hanno condiviso i princìpi della neoavanguardia dinanimista, inviando e  pubblicando gratuitamente proprie “opere” sul blog ufficiale del Movimento (https://e-bookdinanimismo.myblog.it/) che, a conferma del buon lavoro svolto, ha continuato a ricevere diverse segnalazioni critiche, anche su siti e riviste molto autorevoli.

Di seguito riproponiamo alcuni estratti dei principali manifesti dinanimisti, parte dei quali pubblicati anche nei libri dello stesso Ferrante:

 

*A chi mi rivolgo? A tutti, proprio tutti. A coloro che amano la Poesia, a coloro che La odiano, a coloro che fanno (pensando di fare o di non fare) Poesia, a coloro che dicono: “la Poesia non fa per me”, a coloro che pensano che la Poesia sia fortuna di pochi, qualità e virtù di una certa cerchia ristretta di persone. Sempre più gente si allontana o evita di avvicinarsi a questa forma “Innata d’Arte” e sempre più “Dotti” cercano di spacciare la Poesia come qualcosa di non accessibile a tutti. Signori miei, “mercanti di classismo”, secondo me siete sulla strada sbagliata! La Poesia è Anima, è la voce dell’Anima. È istinto, è voglia di vivere, è uno dei pochi mezzi (insieme alla Musica e alle Arti visive e figurative) che permette di dialogare in silenzio con noi stessi. […]Poesia intesa come: “DinAnima”. Poesia innata e istintiva terapia del “normale”, sublime voce di Tutte le Anime, nemica del male del ventunesimo secolo; nemica della superficialità.

 

** […] Il mio parlare di “DinAnimismo” vuole essere un’esortazione a ritornare a una Poesia capace di smuovere le anime servendosi, semmai, di parole semplici e immagini immediate in grado di mettere il lettore in condizione di raggiungere, con la fatica dell’immaginazione e della riflessione, la “personale emozione”. Poesia che adotti un linguaggio consono a quello dell’anima. Non parole come serenità e tranquillità, ma il “naufragare dolce” Leopardiano. Non la parola Amore, ma immagini di gioia, fatica, difficoltà, ansia, che unite danno una precisa sensazione, quella che l’anima definisce Amore. Poesia come fedele Cicerone che, accompagnandoci lungo la strada più ardua e difficile, ci conduca alla riscoperta dell’anima interiore ed esteriore, fondendo esse in un’unica e dolce musica. […]ciò che auspico è un “semplice tendere” della Poesia verso l’anima (da me definita come “Dinanima”) in modo da suscitare nell’animale-uomo l’interesse e, soprattutto, il piacere nel metabolizzare l’immagine e sviluppare l’emozione. Contrastando, in questo modo, quella superficialità che sempre più frequentemente usiamo nell’approcciarci agli avvenimenti quotidiani che si susseguono nella nostra vita.

 

*** […]ritengo che proprio in uno scenario transumanista l’Anima sia fondamentale e indispensabile per la sopravvivenza dell’uomo; ritengo che questa Sconosciuta possa essere l’unica

risorsa in grado d’aiutare l’essere umano ad affrontare e gestire nel migliore dei modi il progresso illimitato che altrimenti potrebbe segnare la fine dell’umanità. Ed è proprio in questo scenario, in cui l’Anima e la Coscienza rappresentano l’unica risorsa intrinseca dell’uomo, che la Poesia e, con essa, i Poeti hanno la possibilità di risorgere ed elevarsi nuovamente a “maestri dell’Animo umano”. Poesia come vincastro dell’Anima in quest’era nuova e veloce.

Poesia come supporto e compagna dell’uomo in questo futuro viaggio alla scoperta di “nuovi mondi, sfavillanti galassie e infiniti universi”.

Poesia, semplice e umano fucile, in grado di colpire e affondare l’umana e troppo diffusa superficialità.

 

****“Già vivere in dignità e controcorrente, oggi, è Arte”. Queste sono le parole della scrittrice Giovanna Mulas, che da qualche tempo, come goccia sulla roccia, stanno “scavando” nella mia anima. Vivere controcorrente è già arte, ma forse anche vivere l’arte è già essere controcorrente!

Ecco che, in “contrapposizione” a tutti quelli che continuano a relegare la sublime Arte in un angolo facendola diventare materia d’élite, con questi pochi righi voglio reclamare l’importanza della Poesia tanto per l’uomo quanto, soprattutto, per la società. Poesia come arte del cercare, Poesia come voce dell’anima, Poesia come arma contro la banalità e la superficialità.

La Poesia esiste ed è la Madre buona di tutte le cose del Mondo. […] proprio come una dolce Madre, non può che essere amata dai “figli buoni” che la considerano una guida verso il vero e il bello, e non può che essere temuta dai “figli cattivi” che, invece, la considerano giudice e arma pronta a

smascherarli, condannarli ed eventualmente punirli.

Se si è figlio buono, non occorre necessariamente capire quello che una buona Mamma (Poesia) vuole dire; spesso basta solo saperla ascoltare lasciandosi per mano accompagnare.

 

 

* estratto da Manifesto del “DinAnimismo” MOVIMENTO POETICO RIVOLUZIONARIO DELLE ANIME (Poesia: la Voce dell’Anima)

**estratto da: DINaNIMISMO E POESIA INTESA COME DINaNIMA

***ANIMA E POESIA NEL FUTURO TRANSUMANISTA Documento Del DinAnimismo

**** POESIA COME MADRE BUONA DEL MONDO (Manifesto dinanimista per una centralità della Poesia)

Il Foglio letterario: Vent’anni di underground orgoglioso.

52480963_10216534626951704_4822619292627369984_n[ estratto editoriale di Vincenzo Trama – dicembre 2018 ]Assatanati di cultura come siamo abbiamo rimpinguato il già solitamente cospicuo numero di pagine della rivista: vogliamo ubriacarvi la vista, prima che la testa! Questo perché non siamo mai paghi delle cose belle e sono così tante le proposte interessanti che inviate che rifiutarle per una questione di “leggibilità” ci parrebbe a dir poco una stronzata: d’ altronde sulle pagine della rivista ospitiamo un’ area bastarda come Gli impubblicabiliche ha appunto come obiettivo quello di dar spazio a tutto ciò che nel mercato editoriale non ha sbocco perché A)Troppo lungoB)Non è hipsterC)Non è distopico. E visto che noi ce ne freghiamo per natura abbiamo la presunzione di pensare che i nostri lettori apprezzino le nostre scelte, per quanto impopolari siano.

Di che si va ciarlando, allora, in questo numero? Di un mucchio di roba! […]

LEGGI: http://www.ilfoglioletterario.it/

*GUARDA IL VIDEO: Gordiano Lupi parla dei vent’anni del Foglio Letterario

Il Dinanimismo consiglia: ‘Oratio de Hominis Dignitate’ di Giovanna Mulas ( già nominata per l’Italia all’Accademia dei Nobel per la Letteratura).

copertina_giovanna_mulas_m9_400x533‘Oratio de Hominis Dignitate’ il nuovo  libro di Giovanna Mulas, edito da Fontana Editore ( 2019 ). Un  saggio, attento e profondo, sull’attuale stato dell’essere-Uomo. Uno splendido testamento spirituale che la Scrittrice ci dona con cuore di Artista e di Madre. Una preziosa mappa che ci accompagnerà nella nostra personale e necessaria ricerca della Dignità smarrita.

ZF

 

 

Ai figli di una Nuova Umanità: l’irrimediabile condizione di esseri individuali come origine primordiale del dolore umano?

“Rivoluzione, figli miei… voglio scriverlo con quella Erre maiuscola, la stessa di Rimembranza (conoscere il passato aiuterà a prepararci al futuro con minore inquietudine), Riscatto (lavorare per chi non può difendersi, per chi non conosce i suoi diritti), Rumore (che ogni azione e il pensiero prima siano volti alla massima, pubblica consapevolezza), Rettitudine (con innocenza e purezza custodirò e farò custodire la mia vita, la mia Arte), Rovina (caduta dei muri costruiti dall’uomo per l’uomo, l’operare, uniti, per un Nuovo Umanesimo) e Rigetto (di ogni forma di corruzione, ipocrisia). “R” feroce e fiera, consapevole dei suoi diritti, senza il timore di volare sopra le staccionate…”
Il testamento spirituale della scrittrice pluripremiata, una lettera ai figli di domani.

Per acquisto, anche in e-book: https://fontanaeditore.com/it/manufacturer/giovanna-mulas/i-quaderni-dalchimia/results25-64.html?format=html&keyword=&language=it-IT&tmpl=component

Dal blog Ufficiale della Scrittrice Giovanna Mulas: “Cari Amici, Cari Lettori
il mio nuovo saggio, presto in diffusione e promozione libraria. E’ opera alla quale tengo in maniera particolare e che considero, alla soglia dei miei cinquanta anni e dopo oltre trenta di scrittura professionale, il mio testamento spirituale: lunga lettera ai figli del domani, generazioni che verranno e tutte nostre eredi, nel bene come nel male. Coloro che dovranno apprendere a camminare fino ai confini della terra; superare sepolcri imbiancati e quelle reti di contenimento che soltanto noi uomini portiamo nelle mente, per paure o pregiudizio, comunque per separarci dai fratelli.
‘Oratio de Hominis Dignitate’ è edito da Fontana Editore
che ringrazio, e che ha scelto di onorare l’opera con la sua Prefazione.

L’Autrice Giovanna Mulas (NU, 1969). Membro onorario della Giornalisti Specializzati Associati (GSA), Milano. Membro del World Poetry Movement (WPM). Pluriaccademica al merito, tradotta in 5 lingue, numerosi premi letterari internazionali vinti, tra i più recenti vogliamo ricordare: • nel 2008 Premio Internazionale per l’Arte e la Cultura Giosuè Carducci, Roma (Associazione Culturale La Conca), • nel 2009 il Premio Mimosa d’Argento-Donna Sarda dell’Anno (da La Corte del Sole, in collaborazione con API Sarda – associazione Piccole e Medie industrie della Sardegna -, con la Commissione Pari Opportunità Provincia di Cagliari, con F.I.D.A.P.A. Distretto Sardegna, l’organizzazione a cura di Full Media Service), • nel 2010, Premio alla Carriera (Corona d’Alloro) dalla Regione Sicilia e l’ EuropClub (premiati anche Ennio Morricone, Histvan Horkay e la giornalista opinionista RAI Barbara Carfagna). • Nel 2011, Premio Internazionale alla 4 Cultura dalla Città di Ostia (ricevuto da Vittorio Gassman, Paola Borboni, Arnoldo Foà). • Oltre 20 libri pubblicati ad oggi tra romanzi, poesia, saggistica. • Nel 2011 ha presenziato, ufficialmente per l’Italia e prima artista sarda nella storia dell’evento, al Festival Internazionale di Poesia di Medellin, Premio Nobel, primo d’importanza al mondo. • Nel 2012 l’è stata conferita la Laurea Honoris Causa in Lettere, cerimonia ufficiale alla Certosa di San Lorenzo (Patrimonio UNESCO). • Tra gli insigniti italiani degli anni scorsi dalla Constantinian University (Stati Uniti), associata alla Johnson & Wales University, tra cui ricordiamo il Prof. Giulio Tarro (candidato al Premio Nobel per la medicina nel 2000), il Prof. Giacomo Borruso (Rettore dell’Università di Trieste), Massimo Andreoli (Presidente del CERS, Consorzio Europeo Rievocazioni Storiche), Massimo Magliaro (Direttore di RAI International).  • Nel 2013 la Giuria del prestigioso Sirmione Lugana / Circumnavigarte ha voluto onorarla col Premio Arte & 5 Cultura. • Nel 2014 l’Accademia Internazionale Costantina di Arte & Cultura, in occasione dell’annuale Gran Galà di Natale, premia il suo lavoro al Ministero della Difesa. • Novembre 2015: nello storico Palazzo San Bernardino, a Rossano Calabro, viene onorata col Riconoscimento Speciale “All’Impegno Civile e Culturale”, grazie alla Fondazione Roberto Farina ONLUS (quindi al Prof. Antonio Farina), all’Organizzazione tutta del Premio Internazionale di Poesia Dal Tirreno allo Jonio (in viaggio con Giosuè Carducci). Patrocinio dell’Evento a cura del Comune di Rossano Calabro, sodalizio culturale della prestigiosa Società Dante Alighieri e de I Parchi Letterari, L’Ateneo Tradizionale Mediterraneo con la collaborazione del Museo delle Conchiglie di Roseto Capo Spulico. • Sempre nel 2015, nell’affascinante cornice dell’antico protoconvento Francescano di Castrovillari, è Testimonial del Focus Sardegna legato al I Festival Antropologico dei Popoli – XI Festa delle Culture. 6 • Nel 2016 viene onorata, presso il Centro Espositivo Elsa Morante in Roma EUR, col Premio Donna D’Autore per la Letteratura. Il Premio vanta Patrocinio di Roma Capitale Municipio IX EUR, quindi dell’Associazione Culturale AIDE Nettuno Lazio. • Designata al Titolo Onorifico di Dama dall’OSJ: Ordine Cavalleresco dei Cavalieri di Malta. • Già direttore dei periodici di Poesia Isola Nera (in lingua italiana) e Isola Niedda (in lingua sarda). • È stata direttore artistico degli stages di Scrittura/Teatro al Castello di Govone, Piemonte, Patrimonio UNESCO (ha diretto gli stages di teatro l’attore e regista statunitense Michael Margotta, membro dell’Actor’S Studio di New York). • Agenda culturale in aggiornamento costante anche sul Blog ufficiale. • Nominata per l’Italia all’Accademia dei Nobel per la Letteratura.

Il Dinanimismo presenta: “L’esigenza del silenzio” – poesie a 4 mani di Michela Zanarella e Fabio Strinati – (Ed. Le Mezzelane 2018)

196-large_default

**Il tuo volto così riconoscibile
è per me una musica
trillante.
Osservo i lineamenti tuoi
e vedo i miei
come materia fondersi
in un neutro amplesso
negli assilli del piacere.
Vedo sulle tue labbra
alcuni miei versi
cuciti con le spille,
colori bianchi, tenui
come celati appena
tra le distratte onde
di un innamoramento
fuggitivo.
Ascolto la tua voce
che mi rapisce
tra le increspature
di pensieri al vento dispiegati.
Penso al nostro cuore
che si scinde
nella stessa direzione,
nell’appagamento
del bisogno
che si rinverdisce
nel punto del contatto.
Cerco il tuo richiamo
appena accennato,
tra un sonno nell’aria
e una vaga forma
di una follia che smania.

Prefazione di Dante Maffia 

Mi piacciono queste operazioni a quattro mani, è

come confrontarsi, sfidarsi, correre insieme a un

traguardo che prevede, quali che siano i risultati,

un premio di solidarietà e di considerazione

dell’altro.

Il lettore però farebbe un grande errore se

cominciasse a confrontare i testi, a metterli

controluce per verificarne il peso e stabilire un

premio da assegnare. Il viaggio è compiuto

insieme e il giudizio, anzi l’abbraccio, deve andare

a tutti e due, perché comunque hanno voluto

unificare lo spirito e gli intenti, sia Michela e sia

Fabio, forse per dimostrare che la poesia non

avrebbe bisogno di essere firmata quando sa

toccare le corde essenziali del sognare, dell’essere

angosciati e del morire, dell’essere inquieti e

gioiosi. Cioè i sentimenti più profondi e i nodi

complicati del vivere.

Ho letto con molta attenzione sia i componimenti

di Michela Zanarella sia quelli di Fabio Strinati.

Sono due mondi apparentemente lontani, che però

trovano subito il saldo e l’equilibrio nello scambio

che non segue una logica organizzata ma trova

sempre la nota giusta per “completare” il dettato

dell’altro e viceversa.

Michela Zanarella è ormai una presenza attiva e

di grande rilievo nella poesia italiana e forse anche

per questo motivo ha accettato il gioco con Fabio

Strinati che mostra una magnifica tenuta del verso.

I due poeti creano un canto a due voci ma che

presto diventa sinfonia nella quale si esplicitano le

emozioni sui grandi temi dell’esistenza. Infatti

l’argomentare è tenuto quasi su un piano

metafisico e fa sentire i rintocchi di un lirismo di

cui abbiamo un po’ perduto la conoscenza. Né a

Michela né a Fabio interessano le trovate o le

improvvisazioni ricavate dalla quotidianità, ma si

tuffano nel mare immenso del crepitio esistenziale

per trarne le ragioni più appropriate di un canto

capace di indagare sui misteri.

C’è, in ognuna delle composizioni, un’ansia che

si tocca quasi con mano, una trepidazione che

sembra nascere da lontano e che subito investe la

vita nelle sue diramazioni.

Le due sensibilità poetiche a un certo punto si

abbracciano in una sorta di profonde accensioni

che fanno scaturire “messaggi” cifrati e danno

avviso di scoscendimenti pericolosi.

Una poesia così ha bisogno di essere ascoltata e

direi vissuta in prima persona per intenderne tutta

la portata, ha bisogno di trovare adesione piena

per poterne cogliere il magma incandescente che vi

scorre e per poterne assaggiare le valenze umane e

culturali.

A un certo punto Michela scrive: “Mi capirai /

quando sarò lontana dal mondo / e mi

chiameranno solitudini / a farmi casa nel

silenzio?”. È questa l’esigenza del silenzio, o

presuppone altro? È questa e presuppone anche

l’individuazione di una possibilità per poter vivere

il silenzio (che è sempre vivo, come dice

D’Annunzio) nella pienezza dei suoi riscontri

segreti?

Un lirismo che non svicola in sfumature astratte,

ma che ferma la sua attenzione sui risvolti

esistenziali, com’è nella tradizione che va da

Leopardi a Goethe a Rilke.

Zanarella e Strinati sono coscienti di possedere le

qualità per inseguire il Mistero, per non

soccombere agli astratti furori e per non morire

dentro le dissolvenze delle attese inutili. Ecco

perché queste poesie sanno di pane casareccio e di

vino buono pur essendo nate nel fuoco ardente e

lampeggiante di un crogiolo di vita che ci riporta

agli imperanti sfaldamenti del secolo, quelli che ha

interpretato Fernando Pessoa, ma anche a Milosh,

Herbert e la Cvetaeva. Non sono citazioni a caso,

sono riferimenti di elezione, non per forza rinvii di

affiliazione, e ciò dimostra quanto lavoro, a volte

estenuante, sta dentro la costruzione de L’esigenza

del silenzio, che è anche implicito giudizio sulla

decadenza attuale dei valori fondamentali e sulla

perdita di identità.

Ma un altro aspetto vorrei sottolineare di questi

versi così densi e pieni di amarezza e anche di una

certa gioia fragrante e limpidamente vissuta come

traguardo del senso del vivere. Insomma, Michela

e Fabio compiono un viaggio insieme e ne danno

un resoconto non attendibile, fuori dalla verità

comune. Perché nelle loro parole c’è la verità di un

cielo che si è specchiato senza cercare la

deflagrazione. La metafora per fare intendere la

catena di metafore sottese in ogni pagina, il fluire

limpido e a volte magmatico dei pensieri e delle

emozioni, lo sforzo per poter entrare nell’invisibile

e trarne ragioni ineluttabili. Non è questo del resto

il compito dei poeti? Non è quello di squarciare

veli e di entrare nella magia di insondabili chimere

per offrire poi la dovizia di nuovi cammini?

Quante anime abbiamo dentro
cementate a noi
come alle pareti della vita.
Anime candide anime sporche
che ci fanno assomigliare a montagne verdi
o a marciapiedi vuoti nel buio della sera.
La mia la riconosco appena
perché non so da dove sale la notte
o dove la luce va in preghiera.
Gli occhi mi dicono
che forse è identica ad un cancello
che già ho aperto,
un cancello di nuvole e metallo
che ho lasciato al silenzio
prima di andare altrove.

profile_pictureMichela Zanarella
Michela Zanarella è nata a Cittadella (PD) nel
1980. Dal 2007 vive e lavora a Roma.
Ha pubblicato le seguenti raccolte di poesia:
Credo (2006), Risvegli (2008), Vita, infinito,
paradisi (2009), Sensualità (2011), Meditazioni al
femminile (2012), L’estetica dell’oltre 2013), Le
identità del cielo ( 2013) Tragicamente rosso (2015)
Le parole accanto (2017). In Romania è uscita in
edizione bilingue la raccolta Imensele coincidente
(2015).
È inclusa nell’antologia Diramazioni urbane
(2016), a cura di Anna Maria Curci. Autrice di libri
di narrativa e testi per il teatro, è redattrice di
Periodico italiano Magazine e Laici.it.
Le sue poesie sono state tradotte in inglese,
francese, arabo, spagnolo, rumeno, serbo, greco,
portoghese, hindi e giapponese.
Ha ottenuto il Creativity Prize al Premio
Internazionale Naji Naaman’ 2016. È ambasciatrice
per la cultura e rappresenta l’Italia in Libano per la
Fondazione Naji Naaman.
È alla direzione della Writers Capital
International Foundation.
Socio corrispondente dell’Accademia Cosentina,
fondata nel 1511 da Aulo Giano Parrasio.
Si occupa di relazioni internazionali per EMUI
EuroMed University.

48406477_2012719712370987_7859866176896106496_nFabio Strinati
Poeta, scrittore e compositore nasce a San
Severino Marche il 19/01/1983 e vive ad
Esanatoglia, un paesino della provincia di
Macerata nelle Marche.
Molto importante per la sua formazione,
l’incontro con il pianista Fabrizio Ottaviucci.
Ottaviucci è conosciuto soprattutto per la sua
attività di interprete della musica contemporanea,
per le sue prestigiose e durature collaborazioni con
maestri del calibro di Markus Stockhausen e
Stefano Scodanibbio, per le sue interpretazioni di
Scelsi, Stockhausen, Cage, Riley e molti altri
ancora. Partecipa a diverse edizioni di “Itinerari
D’Ascolto”, manifestazione di musica
contemporanea organizzata da Fabrizio Ottaviucci,
come interprete e compositore.
Strinati è presente in diverse riviste ed antologie
letterarie.
Da ricordare Il Segnale, rivista letteraria fondata
a Milano dal poeta Lelio Scanavini. La rivista
culturale Odissea, diretta da Angelo Gaccione, Il
giornale indipendente della letteratura e della
cultura nazionale ed Internazionale Contemporary
Literary Horizon, la rivista di scrittura d’arte
Pioggia Obliqua, la rivista “La Presenza Di Èrato”,
la revista Philos de Literatura da Unia Latina,
L’EstroVerso, Fucine Letterarie, La Rivista
Intelligente, aminAMundi, EreticaMente, Il
Filorosso, Diacritica, la rivista Euterpe, Il Foglio
Letterario, Versante Ripido.

*Per acquistare il libro:https://www.ibs.it/esigenza-del-silenzio-ediz-integrale-libro-michela-zanarella-fabio-strinati/e/9788833280264

**Versi estratti dall’opera con il consenso dell’Autore.

Arte contro le Mafie: il Dinanimismo propone i versi di Dario Bellezza e un quadro di Emanuele Modica

Dario Bellezza

dall’antologia ‘Poeti contro la mafia’ 1994 a cura di Filippo Bettini

57242c7f-842e-40c4-97ad-a6b4de904015_800x600_0.5x0.5_1Rosso sangue, nero morte

Rosso sangue, nero morte

per me pari sono, in sangue

violenza, in nero lutto

e giorni lugubri, sangue che

si rapprende su corpi

innocenti e diventa nera

altra morte abbaiante

e ululante per campi distesi,

cimiteri in penombra,

sconsacrati. Ma anche, ironia,

un nastro di macchina

da scrivere, il mio può dare armonia

al foglio, alla poesia

e lasciano dietro

le immagini del dolore:

rosso un cuore, rossa una formica

calpestata dell’infanzia

colpevole, una mafia

senza rumore

che ti uccide senza risponderti di che colore

è: è rossa e nera,

in rosso e in nero travestirsi

per testimoniare l’oltraggio

in un tramonto rosseggiante

prima del disfarsi del giorno

nella tetra notte senza luna.

Chi non ha paura di morire

scagli la prima pietra: adoro

la lapidazione; così il sangue

non sarà più rosso e la morte

non sarà più nera

Dario Bellezza poeta e narratore, nasce a Roma il 5 settembre 1944. Fa il suo esordio come poeta, poco più che ventenne sulla rivista «Nuovi Argomenti». Roma, che fa da sfondo a tutta la sua esistenza personale e artistica, gli permette di conoscere e creare legami con Alberto Moravia, Pier Paolo Pasolini, Elsa Morante, Sandro Penna. Tra i libri più noti Morte Segreta (1976, Garzanti), vincitrice del premio Viareggio.

*Versi liberamente tratti da: https://www.raiplayradio.it/articoli/2018/03/Poeti-contro-la-mafia-71b869f0-127e-4fe9-8308-c5a9e9e43940.html

*Quadro di Emanuele Modica – Pittore salvato dal Padre ucciso dalla mafia – , postato dalla redazione e liberamente tratto da: https://palermo.meridionews.it/articolo/53782/modica-pittore-salvato-dal-padre-ucciso-dalla-mafia-mi-disse-lascia-il-fucile-il-pennello-e-la-tua-arma/

Il dinanimismo rende omaggio a Serraino Fioravante, il Poeta silenzioso.

43715610_10212418756484369_5238466152304214016_n

Serraino Fioravante o semplicemente Fiore, un Maestro a trecentosessanta gradi per molti, un Confidente e un Amico per altri, un Faro culturale e un punto di riferimento per tutta la comunità di Aquara (SA). 

Un Uomo sempre fedele a sé stesso, Personalità poliedrica e socialmente impegnata. Custode di leggende e saperi dai più dimenticati.

Un vero “Architetto del pensiero”, abile a leggere, comprendere e collocare – nello spazio e nel tempo – uomini e cose.

Un “Gigante della parola”, sia scritta sia parlata, sia usata come arma sia come carezza.

Un raro Filosofo, in grado di far parlare pietre, angoli, vicoli e gradini.

Un Poeta silenzioso capace di respirare profumi e colori.

Un Sorriso e un Cuore gentili.

Un Compagno la cui assenza contribuirà sicuramente a rendere il mondo un posto meno bello.

ZF

44575381_10217897433530862_5282152347730968576_nLettera di Serraino Fioravante, Estratta da: “158” libro sui Comuni della Provincia di Salerno, scritto da Enzo Landolfi, “Printart Edizioni”

“Caro Lucido.
Mi scrivi che devo raggiungerti a Milano dove ora si deve e si può ricostruire l’Italia. 
Ma io voglio farlo qui, da Aquara. Dove si resta e non si resiste. Perché si resiste ad una minaccia e si resta per una bellezza. Difatti se guardo, finalmente libero, oltre la siepe e la torre antica ecco che subito si impone la poesia: immersi in una luce tiepida e familiare i contorni delle cose appaiono talmente nitidi e pacificati che vorrei ti giungessero come il volume sentimentale di una distanza. Qui i mattini sono una spremuta di sensi, i pomeriggi somigliano ad una dorata eternità, le sere incendiate dal tramonto della marina restituiscono serenità al riposo, e in cielo virgole di rondini futuriste tracciano un’audace e commovente grammatica del cuore. 
Qui anche la parola è viva, essa torna schietta e temeraria, incisa nella corteccia, in profondità di succhi, dai giuramenti degli amanti. La mia patria è il dialetto aquarese; grazie ad esso nominiamo le cose per la prima volta nella vertigine della loro fioritura, a sgomento sacro di uno stupore, a sedimento di un passaggio di tempo e di uno stato d’animo. 
Qui ogni dolore è un giunco, ogni inquietudine un lieve frangersi di onde lontane. 
Qui deponiamo il lutto e le vanità erranti e ci sciogliamo, individui superflui, nel vicinato, nella piazza come in un abbraccio di madre. 
Qui i deserti della mia vita verranno sempre dalle acque di queste fontane. Voglio invecchiare con il tempo del campanile e delle stagioni; essere ciclo che custodisce il seme e prepara il frutto, come fa questa terra che non tradisce chi la rispetta, potente e forte e saggia di radici; visionaria di ali, amante di ogni forestiero e di ogni orizzonte, tollerante e ricca del suo donare. Voglio fermarmi con i vecchi sui passetti, ascoltare le loro consegne, sentirne il lievito, come dai forni incendiati a rosa il profumo del pane e vedere aggiungersi al loro viso di faticosa dolcezza un’altra ruga di tenerezza. Voglio aggiungere un ramo al falò di Natale e bruciare in piazza Carnevale; stordirmi del mosto nelle cantine e fare l’alba nei frantoi aspettando l’olio nuovo. Voglio andare al fiume d’estate e d’inverno raccogliere la neve dai tetti per fare il sorbetto col vino cotto; ammirare come Nerone gli incendi dell’autunno e vedere quello che fa il miglior vento di primavera con le gonne a fiori delle ragazze. Voglio illuminarmi delle lucciole nei campi e della luna negli orti e sui tetti; andare per more e sedermi “‘mbieri” (ai piedi) a la croce fino a diventare sedimento di tutta questa geologia del cuore. Voglio accompagnare i nostri morti verso il futuro, baciare spose, litigare con gli amici ed averne cura, interrogarmi nelle notti con troppe stelle e nei giorni arresi alla pioggia. Nel giorno di festa voglio svegliarmi col colpo scuro del fuochista, seguire la banda durante la questua, portare il Santo in processione, sentirmi elemento chimico di una alchimia e consumarmi d’amore per tutto questo, per questo piccolo mondo antico che conosce la seduzione della vita, che non immagina una speranza ma lavora con il sole per stanarla. 
Come vedi la città non basta; il somigliare agli altri non basta, se non avrai conosciuto, più saggio più esperto più ricco dopo il viaggio, un Itaca a cui ritornare. 
La nostra Itaca, Aquara. 
Che San Lucido ti custodisca e ti protegga da ogni spaesamento. 
Ti saluto con tutta l’amicizia complice ed accelerata con la quale abbiamo divorato la nostra infanzia. Eravamo bellissimi.”

Fiore Serraino

*Foto di Serraino Fioravante postate dalla Redazione del blog e liberamente tratte da: ( Ass. Culturale l’ortica https://www.facebook.com/ortica.assculturale/ )

 

FERRARAITALIA: Intervista allo scrittore Alberto Ronchi: quando l’art politik è pop al quadrato

alberto-ronchi-roberto-alperoli-670x469Alberto Ronchi è figura politica stranota a Ferrara: Già assessore verde nell’era Sateriale […] ha esordito in letteratura con un intrigante e molto pop all’americana alternativo libro di poesie: per Modo Infoshop… “Catastrofi Naturali. Liriche 1997-2016”.
Poesie spesso scritte negli anni della Politica attiva e top secret: per nulla corrose dal tempo, anzi: di matrice controculturale, ha in certo senso confermato il suo – a suo tempo, percorso politico culturale innovativo, certa pop culture come tra le espressioni più creative del nostro tempo, ben oltre le mere dimensioni puramente artistiche contemporanee: come dimostrò a Ferrara con il lancio (anche merito ampiamente suo) del Festival Ferrara le Stelle, come svecchiare una città troppo e sempre metafisica e conservatrice, oltre naturalmente a diverse altre iniziative da Ronchi promosse a Ferrara, in Emilia Romagna e a Bologna.

Alberto, lo scorso anno circa, a sorpresa un intenso e bel volume poetico controculturale (per una libreria cult di Bologna, Modo Infoshop) ispirato dalla punk generation e da certi padri Beat letterari come il grande Borroughs, la stessa Patty Smith, poetessa rock: anzi, i veri poeti del nostro tempo sono stati (e magari sono) proprio i vari Jim Morrison, oltre alla Smith, Syd Barrett e così via?
Sì, certo la musica e i testi di diversi esponenti del mondo del rock fanno parte del mio bagaglio culturale. Ho letto anche molta poesia, soprattutto anglo americana. La cosa curiosa è che ho fondamentalmente assorbito queste influenze nella traduzione italiana. Non parlo bene l’inglese, devo molto ai traduttori.

Alberto più in generale, spesso giustamente si denunciano i Media come persuasori occulti, ma proprio certa pop culture non segnala (oltre ai poeti rock) fin da Andy Warhol e i Beatles fino ai Kraftwerk futuristici, la stessa Street Art, molte nuove stesse espressioni artistiche nate direttamente nel Web, eccetera, una nuova cultura popolare post-post moderna, oggi si sdoganata, ma ancora sottovalutata dai puristi dell’arte e la letteratura?
Domanda impegnativa. Credo che viviamo una stagione culturalmente mediocre. I motivi sono tanti e occorrerebbe altro spazio. Nello stesso tempo ritengo che, come scrive Rosi Braidotti, il desiderio nostalgico per un passato, supposto migliore, è una risposta sbrigativa e assai poco intelligente alle sfide della nostra epoca. Quindi? Sarebbe già un passo in avanti se ricominciassimo a distinguere tra attività culturali e attività ricreative… [continua su: https://www.ferraraitalia.it/bordo-pagina-intervista-allo-scrittore-alberto-ronchi-quando-lart-politik-e-pop-al-quadrato-160802.html?fbclid=IwAR1JEZNOWfbTLhSgJn8yZ0QYuWx3AhLhgtmrUO74lY0ZtYnyZ9c3WTzdW94 ]

Il dinanimismo lancia: “Un Difensore dei diritti Umani sul profilo” – una foto contro ogni razzismo e discriminazione.

220px-Martin_Luther_King_-_March_on_WashingtonLa Poesia non odia, non discrimina, non emargina, non chiude porte o porti.

La Poesia non urla, non divide, non isola, non uccide, non respinge e non ama la violenza.

Non esiste futuro per una Società intollerante, non può esserci vero progresso in una Nazione che discrimina.

Abraham Joshua Heschel, Rabbino e Filosofo Polacco, diceva che: ” il razzismo è la più grave minaccia dell’uomo verso l’uomo,  il massimo di odio con il minimo di ragione”.

E, ancora, Martin Luther King, affermava che: “In questa generazione ci pentiremo non solo per le parole e le azioni odiose delle persone cattive, ma per lo spaventoso silenzio delle persone buone”.

Ecco perché dalle pagine di questo blog invito tutti voi – che ancora amate la Poesia e l’Uomo e credete in un mondo civile, ugualitario e nonviolento – a manifestare qui e soprattutto ora il vostro dissenso verso certa “politica”che ci vuole sempre meno tolleranti e sempre più razzisti.

I diritti umani non possono e non devono avere né razza, né colore e né nazionalità.

Difendiamo questo principio e, forse, riusciremo anche a preservare il futuro dei nostri figli e dei nostri nipoti.

Non servono grandi azioni, non bisogna essere dei supereroi, basta essere semplicemente Umani e ricordarsi che sono i piccoli gesti a cambiare il Mondo.

Ecco perché vi invito, per il mese in corso, a sostituire la foto del vostro profilo social con quella di un “Difensore dei Diritti Umani”.

Un piccolo gesto per ricordare a Noi stessi e ai nostri Amici che le idee non possono morire.

Un modo semplice per far capire a tutti che esistono solo Uomini e non “razze” o “Nazionalità”.

Zairo Ferrante

( per il movimento poetico Dinanimista )

Di seguito alcuni suggerimenti:

Martin Luther King ( 1929-1968 ), Aldo Capiti ( 1899-1968 ), Mahatma Gandhi (1869-1948), Eleanor Roosevelt (1884-1962), Nelson Mandela (1918-2003), Oscar Arias Sánchez (nato nel 1940).

Foto liberamente tratte da: https://it.wikipedia.org/wiki/I_have_a_dream , 

https://it.wikipedia.org/wiki/Aldo_Capitini , 

http://www.unitiperidirittiumani.it/voices-for-human-rights/champions-human-rights.html

Aldo_Capitini_with_books

11B-Mahatma-Ghandi_it Eleanor-Roosevelt-(gold)_it nelson-mandela_0_it Oscar-Arias-Sandrez_0_it

Pagine:1234567...18»