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“SENTIERI CHE SI SFIORANO E SI ALLONTANANO” di Giancarlo Fattori, nel giorno delle nozze.

SENTIERI CHE SI SFIORANO E SI ALLONTANANO

 

Marc_Chagall_-_Mariee_eventailil punto messo a fuoco era l’incendio

quello reale e quello immaginato

le radici protratte verso il cielo

i sentieri che scorrono verso me

e te e il nessun luogo e forse l’amore

 

scrivere è cosa facile se è di pioggia

e lo spirito dell’universo è una punteggiatura

ma non è più questo scritto di maltempo

non è il cielo né il suo aroma che si piega

è un modo di restare a osservare il vento

 

il raggio di luce ti sorprende alle spalle

s’irraggia nella linfa delle tue dita

lo sguardo intonato al canto di foresta

nuova irridescente di spirito errante

di cuore che batte sulla riva di un lago

 

e resta il disordine delle cose imparate

come attraversare strade in penombra

la mano che sboccia verso l’altra mano

il mondo che riappare verso un mondo diverso

uno spartito di fumo pietrificato e silenzio

 

è soltanto la mia una nota che sussulta

la frase bella decantata fra la cenere rossa

uno stormire di fogli bagnati dall’inchiostro

ti ho detto di quel sogno eh si l’ho detto

era un sogno senza gravità senza rumore

 

dietro il velo bianco un sorriso di luna azzurra

bello che i fuochi di una radura paion brutti

sorriso che unisce cielo e terra nell’autunno

e sulla soglia di un’aurora dischiusa ai tracciati

cicatrici che dipingono la notte come costellazioni

 

Giancarlo Fattori

( nel giorno delle nozze dell’amica Silvia Solari )

*Versi ricevuti direttamente dall’Autore.

**Immagine “Marc_Chagall_-_Sposa con Ventaglio”  postata dalla redazione e liberamente tratta da: https://www.ameliste.it/magazine/le-tradizioni/costume/1403-il-matrimonio-rappresentato-dai-pittori

I nuovi versi e le “vecchie” radici di Maria Pellino sulle pagine del dinanimismo

Mi  estraneo

di

Maria Pellino

 

f_0816Mi estraneo per ricercare le mie radici

che il tempo e la  fatica hanno reso fievoli e dure.

Non si sono esse mai distaccate

dal valore della vita

che reduce si è conficcata nel mio fianco

come scheggia di dolore.

Sia pure in vetta, la discesa agli inferi è stata facile

avendo assaporato l’affievolirsi

di un ideale non troppo influente.

In tal tempo d’inerzia è svanito l’oro dei figli

ed un’ora più triste si consuma.

*Versi ricevuti direttamente dall’Autrice.

*Quadro “le Radici” – dicono sia l’ultima opera di Vincent Van Gogh – postato dalla redazione e liberamente tratto da: http://www.controappuntoblog.org/2015/10/17/vincent-e-theo-le-radici/

SCHIAVO DI LEI di Fausta Dumano – una nuova mini-storia di Carla sulle pagine del dinanimismo –

SCHIAVO DI LEI

di

Fausta Dumano

die-verbannten-the-songCarla a piedi nudi sulla spiaggia intravede lui, prova una piacevole emozione, il ricordo, era una ragazzina con le treccine e i calzettoni, i primi amori, quelli impossibili, lui aveva già il fascino del tenebroso.

Si narrava che lo chiamassero ”lo sciupafemmine”, impossibile ricordare le avventure vere da quelle immaginarie del bel  Massimo. La moglie, come tante mogli, sapeva, ma era consapevole che sempre a casa sarebbe tornato. La loro storia era scivolata come tante, tra un litigio, un broncio e un figlio.

Carla anche crescendo, le era rimasta quella passione, ma non era mai finita nel gioco ”di una botta e via”.

Una volta era salita sull’auto di lui, utilizzata come ”alcova”e caratterizzata da preservativi e fazzolettini .

Avrebbe voluto cambiarlo, trasformarlo, ma la parola fedeltà era una retta parallela che sfuggiva .

L’aveva rincontrato spesso, sorridendo all’infantile cotta. Sabaudia, estate 2017,  un uomo con i primi segni del tempo sta giocando con la sabbia, una bimbetta gli si rotola addosso, si avvicina.

Incredibile è proprio lui, il bel  Massimo attempato.

Basta poco per capire che quella bimbetta l’ha steso al suolo, gioca con la nipotina, senza neanche accorgersi che Carla ha ancora due tette da fantasticarci.

Salendo in auto per un passaggio in piazza, la scoperta,  la macchina è un parco giochi, dal seggiolino ai giocattoli seminati in ogni dove.

I preservativi hanno ceduto il posto agli orsetti di peluche, ai fazzolettini imbevuti e profumati, non si fuma in macchina e come musica una canzoncina.

Fidati, pensa Carla, l’ unica donna che cambia un uomo, che lo rende schiavo suo, è solo la nipote.

Prova tenerezza, lei non è stata mai nipote, non ha cambiato nessun uomo, lo saluta, quella passione infantile si è chiusa nell’ estate 2017.

*Scritto ricevuto direttamente dall’Autrice.

**Quadro “Die Verbannten” di Albert Samuel Anker postato dalla Redazione e liberamente tratto da: https://iamachild.wordpress.com/2010/09/12/albert-samuel-anker-1831-1910-swiss/

“Gli Amici des Amis” di Zairo Ferrante – versi italo-francesi in libertà –

GLI AMICI DES AMIS

di

Zairo Ferrante

 

599Je ne peux pas

parler d’amore.

Quand le donne

sont dell’uno e

le parole sont dell’altro.

 

Eppur sorvolo questo spazio

per cercare la mia casa.

Un posto o una poltrona,

una strada o un boulevard,

che s’addica alla mia faccia.

 

Ed oggi non abito Milano e

neppur Parigi l’ho mai

né vista né ascoltata.

Eppur le vivo

tra le carte colorate e

le parole regalate

degli amici e

gli amici des amis.

E sorrido quando penso

alla grandezza dell’amore,

ch’io rivivo sussurrata,

tra le labbra d’altro uomo

e per gli occhi d’altra terra.

 

E poco importa

quel che faccio

e dove sono.

Quel che solo

posso dire è:

grazie a loro

che io c’ero.

 

(A Girolamo Melis per l’amicizia che ci lega

 e per avermi fatto scoprire l’arte di Henri Matchavariani.)

*Versi tratti dal ” Come polvere di cassetti… mentre gli Angeli danzano per l’universo” – David and Matthaus 2015

** Disegno di Henri Matchavariani liberamente tratto da: http://www.girolamomelis.it/2012/07/vi-svelo-henri-matchavariani-il-segreto.html

“La casa dove vivo” inedito di Carlos Sanchez

La casa dove vivo

di Carlos Sanchez

160205380-eb462a11-346c-4500-85e5-774206a7f7c6Che tu abbia un buon giorno 
stimato mondo 
gli aironi stanchi
riposino nel lago 
che le lucciole illuminino 
le oscurità regnanti 
che le farfalle 
ci parlino 
della brevità del tempo 
i boschi 
della meraviglia del mistero 
lascia che i pianeti 
apparentemente statici 
si muovano 
che il vento pettini 
la sensazione 
di questa breve eternità 
in noi 
non ti preoccupare della filosofia 
di tante fantastiche 
teorie religiose
e di questo assurdo vizio mio 
di scrivere poesie 
il cane abbaia 
il lupo ulula 
la cicala canta 
la sua estate.
Degli uomini 
se puoi 
cura la malattia del domani 
la barbarie dei regni 
la ferocia degli imperi.
Sii benigno 
con la brutalità 
di quelli che cercano di devastarti 
avvertili 
come tu sai fare.
Anche se ora 
essendo come sono 
appena di passaggio 
ti ringrazio la luce 
che hai messo nei miei occhi.

Folignano City, 2017

La casa en donde vivo

Tiene un buen día
estimado mundo
deja que las garzas cansadas
reposen en el lago
que las luciérnagas iluminen
las oscuridad reinante 
que las mariposas
nos hablen 
de la brevedad del tiempo
los bosques
de la maravilla del misterio
deja que los planetas
aparentemente estáticos
se mueve
que el viento peine
la sensación 
de esta breve eternidad
en nosotros
no te preocupes
de la filosofía
de tantas fantásticas 
teorías religiosas
y de este absurdo vicio mío 
de escribir poesías
el perro ladra
el lobo aúlla
la cigarra canta
su verano.
De los hombres
si puedes
cura la enfermedad
del mañana
la barbarie de los reinos
la ferocidad
de los imperios.
Se benigno
con la brutalidad
de los que intenta devastarte
adviérteles
como sé que eres capaz.
Aún
estando como estoy
apenas de paso
te agradezco la luz
que has puesto en mis ojos.

Folignano City, 2017

*Versi ricevuti direttamente dall’Autore tramite social network.

**Foto postata dalla redazione e liberamente tratta da: http://www.repubblica.it/solidarieta/diritti-umani/2015/04/23/news/bambini_in_guerra-112650668/

Il dinanimismo consiglia: “Plasmodio” poesie di Antonio Vanni ( ed. Eva 2017 )

9788897930877_0_0_300_75“Plasmodio”, l’ultima raccolta di Antonio Vanni, un piccolo libro che semina Poesia dove un attimo prima la Poesia non esisteva.

ZF

La fontana e la luna
 
Mi rendi impossibile l’immobilità
in questo luogo,
amore riflesso amore profondo,
e son felice d’attendere il giorno
poiché io chiamo chi disseto
e ne raccolgo gli sguardi,
vicinissimi gli occhi e l’oleandro.

https://www.ibs.it/plasmodio-libro-antonio-vanni/e/9788897930877

Si chiamano emozioni… di Girolamo Melis

Schermata 2017-08-02 alle 23.32.07Eravamo un Popolo.
Eravamo Medici e la Democrazia ci ha ridotti a Operatori Sanitari. Eravamo Spazzini e la Democrazia ci ha ridotti a Operatori Ecologici. Eravamo Costruttori e la Democrazia ci ha ridotti ad SubAppaltatori. Eravamo Poveri e la Democrazia ci ha ridotti a Miserabili. Eravamo Artigiani e la Democrazia ci ha ridotti a Suicidi. Eravamo Vecchi e la Democrazia ci ha ridotti a Anziani/Terza Età. Eravamo Padre e Madre e la Democrazia ci vuole ridurre a Genitore Uno e Genitore Due. Eravamo Morti e la Democrazia ci ha ridotti a Senza Vita. Eravamo Puttane e la Democrazia ci ha ridotte a Operatrici del Sesso. Eravamo Italiani e la Democrazia ci ha ridotti a It’alièni.

A Roma sì.
Ora sei qui a Roma. Stai per entrare in qualche Chiesa, in qualche Millennio da scoprire ma… scopri che la gente per la strada, invece di andare dove deve andare… sì, ci va ma… ti guarda. Magari ti salutano. Ma dove sei capitato? Decidi di fermarti qualche giorno senza entrare  nemmeno in un Museo e ti accorgi che gli abitanti di
questa città hanno delle facce al posto delle maschere. E che lavorano. Sì, con quell’aria di campioni mondiali del tirare a campare, sono lavoratori implacabili. Questa non te l’aspettavi, vero? Peccato. E allora, già che ci sei, sta’ attento a quella frasetta che si dice solo a Roma… Hai  presente quando a Milano si dice: “E’ impossibile!” e a Londra si dice: “It’s impossible!”? Ecco qui, difronte ad un ostacolo della Madonna, ad un problema che
improvvisamente sempra insolubile… un Romano ti guarda e ti fa: “Se po’ ffà”.
A Roma sì, se po’ ffà.

La Gloria.
Da una Lettera di Platone al tiranno Dioniso: “…se tu onori me, la gloria sarà di entrambi; se io onoro te, entrambi ne avremo vergogna. Su questo argomento abbiamo detto abbastanza.”

…CONTINUA SU: http://www.girolamomelis.it/2017/08/si-chiamano-emozioni-volte-rispondono.html

Alla memoria di Chris Cornell… di Giancarlo Fattori

UN DOLORE DI PAGINE STRAPPATE

di

Giancarlo Fattori

Black_Hole_Milkywayuna donna si stempera nell’aurora

una madre un’amante un’eterna corsa

un silenzioso grido che si spegne nella notte

pioggia di fuliggine pioggia di terra rossa

mentre tu ti vesti di polvere e blu notte

mani che tremano in un lucore di perla

la luna le ombre il tempo il fuoco il bacio

 

una lampada per rischiarare labbra secche

labbra d’argento lampada d’argento e notte

un sole per il buco nero e il mare agitato

la falena che brucia e depone al suolo la vita

colpita da proiettile e da pensiero oscuro

e tu fluttui in questo silenzioso mattino

tu sei già un nome arrugginito nella storia

 

mentre io qui attendo la stella e il vuoto

visione di strade abiti sgualciti e finestre

l’uccello che svetta in un cielo morbido

l’anima che si verticalizza le vesciche ai piedi

ecco fuori niente altro che case vecchie

scale polvere vernice tetti e legno di sandalo

un desiderio di vento ma tutto rimane immoto

 

il pianeta agonizzante e l’acqua del pozzo

il passante con l’ombrello aperto e il sole

non un goccio di pioggia non un pensiero

tu qui come un dolore di pagine strappate

io odore di stanze chiuse da secoli e buie

vestiti tarmati e scricchiolii dell’anima

il silenzio dipinto sul muro come bestemmia

 

ho fatto l’amore con le nuvole all’alba

ho fatto l’amore con le lacrime sulla bocca

ho provato a volare

ho pianto per me stesso

per quello che ero

per i semi sparsi al vento

per la notte

(alla memoria di Chris Cornell)

*Versi ricevuti direttamente dall’Autore.

**Immagine “Buco Nero” postato dalla redazione e liberamente tratto da: https://it.wikipedia.org/wiki/Buco_nero#/media/File:Black_Hole_Milkyway.jpg

 

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