Stefania Romito e Arjan Kallço VOLARE D’AMORE – raccolta onirica – (Ed. Asino Rosso)

downloadUna raccolta a quattro mani e due cuori, quella di Stefania Romito e Arjan Kallço. Versi nei quali l’amore cede il passo alla poesia e viceversa. 

“Volare d’amore”, un luogo metafisico dove le vite dei due Poeti s’intrecciano e cominciano a respirare la medesima aria. 

Ossigeno per l’anima, fatto di ricordi, amori, dolori e desideri; il tutto condito da parole mai banali.

Sensuale, fresco e persuasivo lo stile della Romito; pungente, innovativo ed asciutto quello di Arjan Kallço.

Un e-book da leggere in silenzio, per ri-assaporare il proprio passato e ritornare ad amare (anche se stessi).

Zairo Ferrante

Per scaricare l’e-book: https://www.kobo.com/it/it/ebook/volare-d-amore

*Dall’Introduzione di Arjan Kallço
Chi ama veramente è sempre pronto a credere a ogni battito del
proprio cuore e del proprio amore. Questi battiti parlano chiaro.
Un amore non può essere assolutamente a metà, perché la voce
va completata con un’altra affinché siano all’unisono…

Sarò la tua Calipso

di 

Stefania Romito

Con te navigo
sulle linee dell’amore
tra i chiarori di ottobre
e le albe di primavera
Sul mio viso
le ombre dei tuoi incanti
sul mio corpo
il passaggio delle vele
Sarò la tua Calipso
nel mistero dei segreti
di un amore solo nostro
che ha ali di destino.

*Dall’introduzione di Stefania Romito
Oniriche visioni intrecciano sapori in un Oriente che sa di
Occidente. Il culto greco per la bellezza viene vissuto con
intensità dal poeta Arjan Kallço e riprodotto in pennellate
liriche che si fondono alla magia di un paesaggio metafisico
dove a dominare è l’essenza del sentimento d’amore. Tra le
rovine dell’antica Grecia emerge una donna angelus dalla
valenza trascendente, di fronte alla quale l’animo del poeta
manifesta tutta la sua fragile immensità. …

Il calendario

di

Arjan Kallço

Pilucco i fogli del calendario.
Sono molti.
Come i nostri giorni
vissuti insieme.
Ogni foglio è un ricordo felice
dei nostri sogni.
Ogni calendario è un desiderio triste
dei nostri amori.

Stefania Romito
è scrittrice, conduttrice radiofonica e televisiva. Si è laureata
con lode in Lettere Moderne (indirizzo “Letteratura e critica
nell’Italia contemporanea) presso l’Università degli Studi di
Milano con una tesi in “Storia della Stampa e dell’Editoria”
dedicata all’epistolario di Jacopo Bonfadio. Si dedica alla
realizzazione di progetti culturali come fondatrice
dell’associazione “Ophelia’s friends Cultural Projects”, come
responsabile letteraria e ambasciatrice del NUOVO
RINASCIMENTO fondato dall’artista Davide Foschi e come
responsabile per la Lombardia del SINDACATO LIBERO
SCRITTORI ITALIANI. Tra le sue numerose pubblicazioni
ricordiamo il romanzo di esordio Attraverso gli occhi di Emma
(Alcyone Editore), i thriller della serie Ophelia, le vite di una
ghost writer (Alcyone Editore), la raccolta lirica Nadir e
Najeli si raccontano (Lupi Editore), il romanzo thriller Il buio
dell’alba (LibroMania, DeAgostini Dea Planeta Libri) e i lavori
di critica e storia letteraria in collaborazione con Pierfranco
Bruni.

Arjan Kallço
è poeta, giornalista, traduttore, scrittore, ricercatore, docente di
Lingua italiana presso la DRI. Ricopre numerosi incarichi di
prestigio. È Ambasciatore per l’Albania della Universum
Academy Svizzera ed Accademico onorario, Membro
dell’Associazione Internazionale dei Critici Letterari
dell’UNESCO, segretario del Club degli scrittori “Il Nuovo
mondo” e Responsabile della Dante Alighieri, Korça. Tra le sue
recenti pubblicazioni vanno segnalate: La danza delle foglie, il
volume Haiku in italiano (2016), Tempesta dell’anima, poesie
in Albanese (2017), Il tempo vive nel poeta, (2018), La tua
immensita’ m’inebria, (inglese-italiano), (2019), Le note di
primavera (inglese-italiano-albanese), 2019.
Vincitore di numerosi premi letterari tra cui “La medaglia d’oro
del premio Alessandro Magno”, Salamina (2016), “Il premio
della PEN Albania”, Korça (2019), “Il Premio all’Eccellenza al
Cipressino d’oro”, Follonica, Italia (2019) e il “Premio alla
Carriera- Il Canto di Dafne”, Aulla, Italia (2019).

“Le cose del mondo” (ed. Mondadori): Paolo Ruffilli, il poeta del vero tra e per gli uomini.

“Le cose del mondo”

Paolo Ruffilli

(collana “Lo Specchio”Mondadori)

– Recensione di Zairo Ferrante –


9962381Paolo Ruffilli, nel suo ultimo libro “Le cose del mondo”, edito da Mondadori nella storica e prestigiosa collana “Lo specchio”, ci regala  pagine di poesia assoluta.

Un progetto articolato, nel quale la fatica e l’impegno del Poeta si palesano verso dopo verso.

Nella prefazione della stessa opera, confezionata in modo impeccabile da un altro grande Maestro della poesia contemporanea ( ndr. Maurizio Cucchi), si legge che ci troviamo di fronte ad “… un’avventura poetica ed esistenziale che prende il via con la metafora del viaggio e degli incontri che il viaggio offre, della quotidianità onirica e a volte sgradevole di chi comunque si trova «straniero tra la gente»…” e “…Ruffilli si muove a diretto contatto con gli oggetti di cui si popola la vita, e che si impregnano del nostro passaggio, trovando il senso non banale della loro presenza, si tratti del cappello o del bicchiere, della barca o di un diario…”.

CatturaEd è, a mio avviso, proprio questo il miracolo compiuto dal Poeta, che in punta di piedi -anzi di penna -, partendo dal particolare, da oggetti semplici e quotidiani, giunge a spalancare le porte dell’infinito, accompagnando il lettore in una dimensione parallela.

Un luogo lontano ma allo stesso tempo vicinissimo, dove l’intima essenza di ognuno si mescola con il profumo del Tutto, dando vita ad un’affascinante danza fatta di ricordi, speranze e propositi che, pur se a volte intrisi di dolore e tristezza, riescono sempre ad aprire la mente e scaldare l’anima.

Una miriade di storie narrate alla maniera di Ruffilli, ossia cantate in poesia.

Un libro da leggere per ritrovare se stessi ed i propri affetti nelle cose del mondo.

ZF

tacco*Dalla prefazione del libro

Nel suo percorso poetico, Paolo Ruffilli ha praticato strade diverse, sempre confermandosi in una coerente, limpida solidità di pronuncia pur nella varietà di tematiche e argomenti. Questo libro Le cose del mondo (Mondadori) permette di seguirne il cammino per un arco di tempo pressoché quarantennale, trattandosi di un’opera unitaria composta a partire dagli anni Settanta, un ampio work in progress arricchitosi nel tempo. Un’avventura poetica ed esistenziale che prende il via con la metafora del viaggio e degli incontri che il viaggio offre, della quotidianità onirica e a volte sgradevole di chi comunque si trova «straniero tra la gente». Fino al ritorno, dal quale riparte la meditazione turbata sul senso delle cose e della vita, nelle incertezze e negli equivoci degli umani rapporti, tra vuoto, amore e violenza, mentre felicità «sempre si confonde / con la dissolvenza». Nel capitolo che dà titolo al libro, Ruffilli si muove a diretto contatto con gli oggetti di cui si popola la vita, e che si impregnano del nostro passaggio, trovando il senso non banale della loro presenza, si tratti del cappello o del bicchiere, della barca o di un diario. La sua fitta narrazione è affascinante, minuziosa, affabilissima, una sorta di insolito canzoniere dedicato a una realtà tanto essenziale nel vissuto quanto raramente indagata, come in queste pagine, con la concretezza maniacale dell’osservatore sensibile. Del poeta, appunto, che perlustra oltre la semplice superficie delle cose, e che qui prosegue con apparente orizzontalità il suo viaggio in un “atlante anatomico”, dedicandosi alla bocca o alla caviglia come al cuore o al cervello, non senza ironia delicata, producendosi nell’esercizio acuto e antiretorico di un corpo a corpo con il corpo stesso. Nella sezione conclusiva, infine, il poeta pesca nelle profondità e negli anfratti del dire, nella formidabile, paradossale e «visionaria immaginosa verità» della parola, alla quale chiede risposte, ben sapendo, nella sua saggezza, che troppi interrogativi rimarranno inesorabilmente aperti.

Maurizio Cucchi

Paolo Ruffilli (Rieti 1949) è presente nelle maggiori antologie degli ultimi decenni. Tra i suoi libri di poesia: Piccola colazione (1987), Diario di Normandia (1990), Camera oscura (1992), Nuvole (1995), La gioia e il lutto (2001), Le stanze del cielo (2008), Affari di cuore (2011), Natura morta (2012), Variazioni sul tema (2014). Traduttore e curatore di classici italiani e inglesi, è anche autore di narrativa e saggistica. Il suo sito è www.paoloruffilli.it

*Per acquisto anche in versione e-book: https://www.lafeltrinelli.it/libri/paolo-ruffilli/cose-mondo/9788804715801?zanpid=27673183C250197299&zanpid=2658351237510337536&gclid=EAIaIQobChMIrdbT1ZWu5wIVGed3Ch1jFwuvEAQYASABEgINWPD_BwE&awc=9507_1580485066_c21eb3483207ebaef516084483b101c1

Per non dimenticare “il giorno della memoria”

VERSI DI MARIA PELLINO

Nessun ricordo

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Nessun ricordo  restituisce oggi pace al grido del tempo sul ciglio della ferocia.

Un fiume di intrecci antropici, toppe di pelle sgualcita, svanisce
nel miasma macilento
 di una sorte inviolata.
Acre l’odore di gesti che si dimenano tra l’eco vivo delle paure.
Folle lo schizzo
di quel falso genio
che a sé  richiama
anime rese nefaste

dalla sua fragilità.

°Versi ricevuti direttamente dall’autrice tramite email.
°°Foto tratta dal film “Il bambino con il pigiama a righe”.

La scrittrice Giovanna Mulas ambasciatrice per l’Italia per la “Nobile missione al servizio del benessere dell’umanità”.

21762850_848902805288421_1805980409293537237_oALLA SCRITTRICE ED AMICA DEL DINANIMISMO GIOVANNA MULAS E’ STATO CONFERITO L’INCARICO DI AMBASCIATRICE ITALIANA NEL MONDO DALL’ASEC (Istituzione Filosofica e Filantropica Internazionale).

Di seguito riportiamo la versione integrale della lettera scritta dalla stessa Mulas e pubblicata sulla sua official page di Facebook https://www.facebook.com/giovanna.mulas.58 .

Sono commossa…commossa. Ricevo comunicazione ufficiale dal Dottor M. Nzengui B. Arnaud, Dipartimento Filantropia dell’organizzazione internazionale ASEC di Brazzaville, Capitale della Repubblica del Congo, di essere stata onorata con l’incarico di ambasciatrice per l’Italia per la “Nobile missione al servizio del benessere dell’umanità”. L’ASEC, Istituzione Filosofica e Filantropica, opera a livello internazionale, come dichiara il Presidente Dr M. Nzengui B. Arnaud, con la profonda responsabilità di organizzare, nel mondo, diverse attività di risveglio di coscienza delle masse, per la Pace, per il Benessere dell’Umanità.
Sono stati insigniti dell’Onoreficenza, nell’ordine: Franck Tag Ndayi Lumwanga, M.Made-S.Kimonou, Mercit Couchelh Mouanou Bouity, Tandrece Gastorel Mouanda Ngouma.
Einstein ebbe a dichiarare: “Non ho idea di quali armi serviranno per combattere la terza Guerra Mondiale, ma la quarta sarà combattuta coi bastoni e con le pietre.”.
La Storia non è servita, Fratelli e Amici: le morti, il dolore immenso provocato dalle guerre di uomini su altri uomini (solo l’uomo è in grado di alzare muri per separarsi, ‘dividersi’ dai suoi simili, laddove confini e muri non esistono),  guerre dove nessuno vince e tutti, comunque, perdono…. .
Nel profondo oscurantismo attuale, in una ignoranza costruita attraverso decenni di informazione deviata (historia ad usum delphini) risulta fondamentale lavorare, uniti, ognuno tramite la propria professionalità, nel creare coscienza quindi conoscenza, nel sensibilizzare le Masse a ciò che sarà e, soprattutto, perché ‘sarà’:  per la sete di potere, per la vanità insita in ogni uomo e su cui dobbiamo limarCi, per limare.
Buona Opera, Fratelli di Cammino.

C’ERA UN MEDICO Inedito Zairo Ferrante

C’ERA UN MEDICO

Inedito 

Zairo Ferrante

Scienza-e-Carità-Pablo-Picasso-analisi-768x605Seduto in riva al fosso

in un posto chiamato malattia.

La brina lo bagnava, stanco

e il sole l’asciugava, fresco

– tra sudore e luci al neon -.

Una tenda, bianca come il cuore

candido, di quel bimbo che

negli occhi lo fissava.

E madri e padri, l’ascoltavano.

C’era un medico che curava.

C’era un Uomo che parlava.

Ma tutto passa in quest’anfratto

in questa briciola di galassia,

tutto si disperde al suono della legge.

Perfino la Parola, quella vera,

s’azzittisce e si smarrisce.

E ricordo un Uomo che parlava

con quell’Anima che guariva.

 ©Zairo Ferrante (Inedito – Ferrara – 2019) –   https://sito.libero.it/zairoferrante/    –http://www.italian-poetry.org/zairo-ferrante/

*Quadro: “Scienza e Carità” di  Picasso, postato dalla redazione eliberamente tratto da https://www.arteworld.it/scienza-e-carita-picasso-analisi/

“Folignano City Blues” la nuova raccolta del Poeta Carlos Sanchez…

9788866455516_0_221_0_75“Folignano City Blues”, la nuova raccolta del Poeta Carlos Sanchez (Ed. Librati 2019), ci parla del mondo e delle sue meraviglie che, a volte, sembrano brutture ma, nonostante tutto, continuano ad insegnare e a stupire.

Un’opera fresca e coraggiosa, nella quale il verso viene sapientemente mescolato al sentire dell’anima.

Un libro che ci mostra tutti gli sforzi profusi dall’Autore per ricercare il suo essere Uomo. Un invito a non smarrirsi. Una piccola e preziosa fiaccola nel buio.

“In questa selva oscura: Caro Dante/ la poesia è un alberello/ che dà fiori e frutti/ ossigeno all’aria/ casa agli uccelli/ tavola ai cibi/ ombra al viandante/ e legna, molta legna per infiammare/ questa effimera vita”.

Zairo Ferrante

Se mi aspetta un’altra vita

Tanti specchi in casa
tanti dolci fantasmi
girando per la stanza
tanti incidenti
scappando dalle finestre
ululano le membrane
della tua pelle
l’ombra
prigioniera dei tuoi passi:
Dove stai cuore
che non sento il tuo palpitare? (*)
le speranze usate
le gioie rotte.
Magari la tua storia
interessa poco
in questa Apocalisse di storie
la tua povera persona
in questa moderna globalizzazione
resisti
abbandona i segnali di fumo
gli indigeni sono stati civilizzati
poverini
gli alberi dei boschi
hanno fornito carta
per fissare tanti concetti inutili
le parole camuffate
hanno perso il loro valore d’uso.
Se mi aspetta un’altra vita
che sia di pietra
di montagna.

(*) “Dove stai cuore/che non sento tuo palpitare?”: frammento di un tango.

Da “Folignano City Blues”
Lìbrati, Rinascita, Ascoli Piceno, 2019

Si me espera otra vida

Tantos espejos en la casa
tantos dulces fantasmas
girando por el cuarto
tantos accidentes
escapando por las ventanas
aúllan las membranas
de tu piel
la sombra
prisionera de tus pasos:
Dónde estás corazón
que no oigo tu palpitar (*)
las esperanzas usadas
las alegrías rotas.
Quizás tu historia
interese poco
en esta Apocalipsis de historias
tu pobre persona
en esta moderna globalización
sosiégate
abandona las señales de humo
los indígenas han sido civilizados
pobrecitos
los árboles del bosques
han provisto papel
para fijar tantos conceptos inútiles
las palabras camufladas
han perdido su valor original.
Si me espera otra vida
que sea de piedra
de montaña.

De “Folignano City Blues”
Lìbrati, Rinascita, Ascoli Piceno, 2019

(*) Fragmento de un tango

*Per acquistare il libro: https://www.ibs.it/folignano-city-blues-libro-carlos-sanchez/e/9788866455516

Mentre nel mondo ancora si combatte e si muore di guerra, arrivano Natale 2019 e il “nuovo” 2020

Il dinanimismo ripudia la guerra e, con Ungaretti e Trilussa, augura a tutti i suoi lettori un sereno Natale 2019 e uno splendido 2020!!!

Natale

di

Giuseppe Ungaretti 

c7784ceb1300484492e36cbd78c3f1de_18Non ho voglia
di tuffarmi
in un gomitolo
di strade

Ho tanta
stanchezza
sulle spalle

Lasciatemi così
come una
cosa
posata
in un
angolo
e dimenticata

Qui
non si sente
altro
che il caldo buono

Sto
con le quattro
capriole
di fumo
del focolare

 

 

” Natale di Guerra”

di

Trilussa

Ammalapena che s’è fatto giorno

la prima luce è entrata ne la stalla

e er Bambinello s’è guardato attorno.

– Che freddo, mamma mia! Chi m’aripara?

Che freddo, mamma mia! Chi m’ariscalla?

– Fijo, la legna è diventata rara

e costa troppo cara pé compralla…

– E l’asinello mio dov’è finito?

– Trasporta la mitraja

sur campo de battaja: è requisito.

– Er bove? – Puro quello

fu mannato ar macello.

– Ma li Re maggi arriveno? – E’ impossibile

perchè nun c’è la stella che li guida;

la stella nun vò uscì: poco se fida

pè paura de quarche dirigibbile… –

Er Bambinello ha chiesto: – Indove stanno

tutti li campagnoli che l’altr’anno

portaveno la robba ne la grotta?

Nun c’è neppure un sacco de polenta,

nemmeno una frocella de ricotta…

– Fijo, li campagnoli stanno in guerra

tutti ar campo e combatteno. La mano

che seminava er grano

e che serviva pè vangaà la terra

adesso viè addoprata unicamente

per ammazzà la gente…

Guarda, laggiù, li lampi

de li bombardamenti!

Li senti, Dio ce campi,

li quattrocentoventi

che spaccheno li campi? –

Ner dì così la Madre der Signore

s’è stretta er fijo ar core

e s’è asciugata l’occhi co’ le fasce.

Una lagrima amara per chi nasce,

una lagrima dòrce per chi more.

*Foto postata dalla redazione del blog e liberamente tratta da: https://www.quotedbusiness.com/thm-18-strategie-regole/paese-157-yemen/art-2576-economia-di-guerra-oltre-230-mila-vittime-entro-il-2019

Laura Rossi e il suo “Israel 3000”, un nuovo e-book provocazione per “Asino-Rosso”.

Laura Rossi cover media (1)
Laura Rossi pubblica “Israel 3000”, un ebook/provocazione edito da “AsinoRosso” che, come riportato nella post-fazione di Guerra, si pone l’obiettivo di esaminare la “questione ebraica” in modo “scientifico ed evoluto”.
Una raccolta di articoli e di saggi, già pubblicati on-line dall’Autrice, che cercano di fornire altri punti di vista e prospettive, dalle quali partire per cercare di comprendere a fondo un argomento indubbiamente complesso ed articolato.
Pagine che meritano di essere lette, ricordando che la verità non abita (quasi) mai una sola casa!!!
ZF
“Ha detto giusto Vittorio Sgarbi: ‘C’è un Paese che oggi siamo noi. Si chiama Israele che deve difendersi con la forza dell’intolleranza che Israele sia lì. Allora quello che è capitato a Israele oggi tocca a noi. Tutta l’Europa è Israele, dobbiamo abituarci a vivere come loro. Sono stato a Tel Aviv, se vai al cinema ti controllano ogni quattro ore’.  Non bisogna dimenticare che l’estremismo di destra e l’estremismo di sinistra condividono lo stesso odio per lo Stato d’Israele“
Laura Rossi, anche scultrice  e pittrice, è stata la prima artista visiva, anni fa, a ricordare la Shoah in Italia.

POSTFAZIONE di Roby Guerra

Più nota nel perimetro splendido delle Mura (Ferrara), soprastante in alcuni “passi” di Micole il celebre Cimitero Ebraico anche con illustri scrittori (Giorgio Bassani e altri) come pluridecennale esperta e animarice d’arte (oltre che artista), in Italia, Laura Rossi spicca altrettanto come Intellettuale e sempre politicamente scorretta, ben attivista dalle parti di figure come Fiamma Nirenstein e figure e riviste simili.

Persino tautologico, pertanto certa costante velina nella Ferrara ancor oggi psicocomunista, sede del Meis il giorno della Memoria, ma il resto dell’anno, ambiguamente anche filopalestinese e anti Israele (tipico dell’Intellighenzia di sinistra ancora dominante in città).

Un semplice straordinario esempio questa raccolta degli articoli più recenti di Laura Rossi, focus appunto (a Ferrara soprattutto Ferrara Italia dove scrive) la questione ebraica in senso scientifico ed evoluto, quasi in città quindi la Donna Libera più coraggiosa, visto l’andazzo di cui prima.

E sempre, giustamente, anche se per taluni (specchio del miserrimo pseudo progressismo italico e non solo) quasi indicibile, dalla parte di Israele senza se e senza ma, il geniale eterno popolo ebraico nella sua ultralegittima Terra Promessa, storicamente inventore dell’amore della conoscenza (Jadoa) nell’Occidente evoluto (piaccia o meno ai terzomondialisti islamici e fossili simpatizzanti), da Marx a Einsten e Freud e tanti psicanalisti o scienzati i, a Rita Levi Montalcini e Liliana Segre (come Rose di Un Giardino infinito), dall’era postnuclare… sempre sotto assedio, come noto, quotidiano, dopo l’Olocausto.

Pagine non solo giornalistiche, pagine come direbbe Nietszche dinamite alla Laura Rossi, una personalità femminile per la nostra geopolitica culturale sulla scia ad esempio di una Oriana Fallaci.

Infine, in queste brevi frasi compresse in quanto già eloquenti (senza quella sempre retorica che inquina il nostro tempo orwelliano), non a caso un titolo logo come moto perpetuo fino al 3000 (e meramente confine semiotico..).

Israele nel quarto millennio, noi ci saremo, sa e prevede ogni creatura terrestre di Dna ebraico. Altri certamente no, in quel futuro che- nonostante tutto- l’homo post sapiens avrà probabilmente creato, in una genesi probabilmente finalmente libera dalla persistente preistoria spesso pseudodemocratica o ancora primitiva e incompiuta…

Nota Biografica (Minima)

Laura Rossi è insegnante e curatrice d’arte. Ha insegnato in vari istituti privati e tenuto corsi d’arte all’Utef (Università Permanente). Come curatrice d’arte ha promosso e presentato numerosissime mostre di pittura e scultura e recensito decine di libri. Ha curato la pagine dell’arte per il gruppo editoriale Lumi dal 2007 al 2012 e sul mensile “Duemila” (informazione culturale del nordest) 2014/2015.
Da molti anni svolge il ruolo di responsabile-curatrice d’arte e di cultura alla Collezione – Museo privato del maestro scultore ferrarese Mario Piva a Ferrara.
E’ responsabile del gruppo Italia e Israele: cultura, arte e società.

https://www.amazon.it/Israel-3000-libri-Asino-Rosso-ebook/dp/B081MBCSZ4

https://www.facebook.com/articolilaurarossi/

Dic 8, 2019 - Senza categoria    No Comments

Sulle pagine del Dinanimismo ritorna Rita Stanzione con “Dove i fuochi dei pianeti”!

Dove i fuochi dei pianeti

di 

Rita Stanzione

                                                                              Un giorno di settembre, il mese azzurro,
tranquillo sotto un giovane susino
io tenni l’amor mio pallido e quieto
tra le mie braccia come un dolce 
sogno

(Bertolt Brecht)

 

mario-sironi_il-ciclista-1916_800x600Non si può dire, che avesse

conoscenze.

Forse erano passaggi

labirinti muti dove riflettere un buongiorno

una coincidenza di vedute.

Più volte sentirsi pronunciare il nome

dall’anonimato di ombre discorsive.

Scherzare pure, solo per scherzo

avendo malinconia da tagliare con una lama.

 

L’hanno visto su una bicicletta

andare incontro all’autunno

con la barba più chiara e lunga di sempre.

Forse il vecchio e il cielo erano in sintonia

esclusiva, nel clima inquieto delle chiese vuote.

 

E laggiù in fondo –in apparenza fondo

c’è da sempre un arenile di perle;

hanno detto

si è finalmente disteso

dove i fuochi dei pianeti, ricominciano.

 

Rita Stanzione, nata a Pagani e vissuta un periodo a Milano, risiede attualmente a Roccapiemonte (SA). Docente, con alla base una formazione pedagogica, completata da studi in campo scientifico. Si dedica alla scrittura perché non vada perso il pensiero, per comunicare, per sperimentare, perché convinta che non sia stato già tutto raccontato. Oltre che di poesie, è autrice di haiku, altri componimenti simili e brevi racconti. Molti suoi testi sono presenti in siti e riviste di letteratura nazionali e internazionali (anche tradotti in altre lingue). Collabora con il Movimento letterario UniDiversità di Bologna, quale autrice della Collana viola e della rivista tematica bimestrale Quaderni. Ha avuto importanti riconoscimenti in concorsi letterari. Un suo testo è stato selezionato per la rubrica Bottega di Poesia de La Repubblica. Ha fatto parte della giuria, e tuttora continua l’esperienza, in premi letterari nazionali. Ha all’attivo più raccolte di poesie: L’inchiostro è un fermento di macchie in cerca d’asilo, Libreria Editrice Urso – marzo 2012; Spazio del sognare liquido ed. Rupe Mutevole collana Heroides – maggio 2012; Versi ri-versi, Carta e Penna editore – novembre 2012; Per non sentire freddo, ebook Editrice gds Diffusione Autori – dicembre 2012; È a chiazze la mia bella stagione, Libreria Editrice Urso – marzo 2013; In cerca di noi, Collana Viola dell’Associazione Culturale UniDiversità – dicembre 2016; Canti di carta, Fara Editore – febbraio 2017; Di ogni sfumatura, Libreria Editrice Urso – marzo 2017; Grammi di ciglia e luminescenze 60 Haiku, Vitale Edizioni – agosto 2017.

*Versi ricevuti direttamente dall’Autrice.

**Quadro il ciclista – Mario Sironi 1916 – postato dalla redazione e liberamente tratto da: https://letteralmente.net/frasi/bicicletta

Versi di WANG Mengren Tradotti in Italiano da Zairo Ferrante – Verses of WANG Mengren Translated into Italian by Zairo Ferrante

800px-The_Great_wall_-_by_Hao_WeiVersi di WANG Mengren Tradotti in Italiano da Zairo Ferrante – Verses of WANG Mengren Translated into Italian by Zairo Ferrante

Principio d’autunno

 

I raggi di luce si consumano senza scaldare

e si allontanano da un crepuscolo disordinato.

L’oscurità che non ho raggiunto

è colma di buona volontà

 

Passeggio lentamente al tramonto

un’alito caldo danza nel vento autunnale,

a volte,

abbastanza leggero .

 

Mi sdraio in un luogo senza poesia

a cercare l’essenza dell’essere solo.

Ma guardo in avanti.

 

Ora, tutto è più chiaro.

L’immensa solitudine è la mia casa.

L’azzurro del cielo sta passando

ma l’ombra non riuscirà a prendermi.

In quest’angolo di fine

sostenuto dalla terra.

 

Scoperta

 

Per quanto l’occhio possa correre e

contare attentamente le albe e i tramonti,

la poesia sarà sempre gocce di rugiada sui fili d’erba.

È come raccogliere, poco a poco,

a poco, l’arcobaleno che sfugge.

 

È il caldo sorriso di settembre.

Come fiori eterei di un’anima,

uno ad uno, sparsi nel cielo.

 

Ed io, esterrefatto, dinanzi all’albero di fiori di maggio.

Come chi ascolta la sua anima.

Improvvisamente schiudo gli occhi

e comincio a guardare, sereno,

e la strada, da lontano, s’illumina.

WANG Mengren, è un famoso poeta e calligrafo della Cina contemporanea, ed è nato nel 1959 nella contea di Fugou, provincia di Henan, Cina. È membro della “Chinese Writers’ Association”, della “Chinese Calligraphers’ Association”, membro del comitato della “Henan Provincial Literary Federation”, direttore della “Henan Provincial Writers’ Association” e della “Henan Provincial Calligraphers’ Association” e professore part-time presso lo Zhoukou Normal College .

In ambito poetico è vicepresidente e segretario generale della “Henan Provincial Prose-Poetry Society”.

I suoi scritti sono stati pubblicati su riviste professionali come “People’s Literature”, “People’s Daily”, “Poetry Periodical” e “The Star Poetry”.

Ha vinto un premio speciale d’oro al 2° Concorso di poesia d’amore “New Demeanor Cup” ospitato da “Poetry Monthly”, ottendeno anche il titolo di “eccellente scrittore di prosa-poesia nella Cina contemporanea” nel 2007.

Tra i riconoscimenti ricevuti ricordiamo i premi letterari “Boundless Grassland” nel 2013 e 2015, i premi “Poetry Monthly annual poetry (prosa-poetry)” nel 2013 e 2014 e “il Heavenly Horse Prize” all’11° Chinese Prose-Poetry Competition nel 2017. Ha pubblicato in “My Humble Abode” (in 9 volumi).

*Versi in inglese ricevuti tramite e-mail da Dr. ZHANG ZHI, Presidente di IPTRC, caporedattore di THE WORLD POETS QUADRETS TRIMESTRE (multilingue) & Direttore di WORLD POETRY YEARBOOK (versione inglese)

**Foto postata dalla redazione e liberamente tratta da: https://it.wikipedia.org/wiki/Grande_muraglia_cinese

 

The Goodwill of Autumn 

The rays of light which is burning without irradiation

Have shaken off the disordered dusk

The darkness which I have not reached

Is suffused with goodwill

 

Slowly walks dusk

A warm current runs through autumn wind

Sometimes

Quite light and slight

 

I lie in a place without poetry

To feel the force of seclusion

Driving forward

 

Now, clearness is the immense solitude

In my habitat

The sky-blue has been left

The shadow has been left nowhere to catch

In the corner of dusk

To support my field

 

 

 

Discovery

 

As far as the eye can reach

Carefully counting sunrises and sunsets

Poetry is always dewdrops on the blades of grass

How to gather bit by bit

The hidden rainbow

 

The hearty laugh of September

How like the ethereal flowers in the soul

One by one  scattering in the sky

 

I am surprised under the huge tree of may flowers

The feelers of feeling

Are suddenly with drapery

Leisurely looking and watching

To brighten the way far ahead

 

 

 

Naked Stone

 

The wind has concealed a lot of my obtuseness

History has not been desolate

The sky hangs a bit low

A lonely tree is protruding

Into a naked stone without cover

 

Dormant hopes

Have been the scenery drawn by winter on the future

The temporary dawn

Bounteously reveals the nature of a poet

 

In a name

Hidden is the universal gravitation

To draw the world

To examine again

 

Time is mottled

Raging are the winds & rains which dare not read

A person bound for oceangoing voyage

With wine and poetry from day to day

Burns perilous waves and the setting sun

 

(Translated by ZHANG Zhizhong)

 

 

About the author:

WANG Mengren, is a famous poet and calligrapher in contemporary China, and he was born in 1959 in Fugou County, Henan Province, China. He is a member of Chinese Writers’ Association, of Chinese Calligraphers’ Association, a committee member of Henan Provincial Literary Federation, director of Henan Provincial Writers’ Association and Henan Provincial Calligraphers’ Association, vice president and secretary general of Henan Provincial Prose-Poetry Society, president of Zhoukou Municipal Calligraphers’ Association, and part-time professor of Zhoukou Normal College. His works have been carried on professional magazines such as People’s Literature, People’s Daily, Poetry Periodical, The Star Poetry, etc. He has won a special gold prize at the 2nd “New Demeanor Cup” Love Poetry Competition hosted by Poetry Monthly; the title of “excellent writer of prose-poetry in contemporary China” in 2007, Boundless Grassland literary prizes in 2013 and 2015, Poetry Monthly annual poetry (prose-poetry) prizes in 2013 and 2014, and the Heavenly Horse Prize at the 11th Chinese Prose-Poetry Competition in 2017. He has published Literary Writings in My Humble Abode (in 9 volumes).

*English poems received by e-mail from Dr. ZHANG ZHI, President of IPTRC, Editor-in-Chief of THE WORLD POETS QUADRETS TRIMESTRE (multilingual) & Director of WORLD POETRY YEARBOOK (English version)

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