Giovanna Mulas nuovo importante Riconoscimento internazionale dalla Romania e l’Accademia Mondiale della Letteratura.

rossano (1)Per la scrittrice italiana Giovanna Mulas nuovo importante Riconoscimento internazionale dalla Romania e l’Accademia Mondiale della Letteratura. Il Prof. Trandafir Simpetru, Presidente dell’Unione Mondiale dei Poeti della Romania, e la Prof.ssa Corina Junghiatu, rispettivamente Presidente e Vice Presidente della World Literary Academy, congiuntamente alla World Poets Association (Associazione Mondiale Poeti) hanno premiato la Mulas 

per l’impegno sociale nel mondo, tramite la Letteratura.

*COMUNICATO RICEVUTO DIRETTAMENTE DA: Politiche culturali: Lo Staff Ph. la Mulas

Buona Pasqua 2020: #iorestoacasa con un numero speciale de “Il Ronzìo” a cura dell’Associazione culturale “L’Alveare”

ilRonzìoPer questo numero speciale de “Il Ronzìo – covid 19” si ringraziano i collaboratori: Giuseppe Fauceglia, Andrea Aloia, Angelina Consolmagno, Zairo Ferrante, Vito Lupo, Georgia Gratsia, Giovanna Luongo, Samyra Maucione, Enza Mastrantuono, Marco Marino, Antonio Stabile, Livia Di Gioia, Federico Nicoletta, Anthony Scorzelli, Raffaele Luongo, Arturo Stabile e Nicola Pagano.

Ad Arturo Stabile, Antonio Stabile, Georgia Gratsia e Nicola Pagano un ringraziamento non soltanto per questo numero, ma anche per l’impegno profuso nel tenere le fila di un’Associazione costituita da persone/amici non sempre fisicamente presenti, perché cittadini del Mondo.

Il resto lo dedichiamo a Serraino Fioravante, il nostro Fiore, delle cui idee ancora siam qui a raccogliere i frutti, non sempre appariscenti ma sicuramente veri.

A tutti noi, anche oggi, piace pensarti “dietro ai motori, mentre fai correre la macchina a vapore, perché ci giunga un giorno la notizia di una locomotiva come una cosa viva lanciata a bomba contro l’ingiustizia” (cit. Francesco Guccini “la Locomotiva”).

È evidente che non siamo più quelli dell’ultimo numero de “il Ronzìo”. Siamo cambiati e ognuno di noi ha cercato o sta ancora cercando la propria strada. Dopo tanti anni sentiamo ancora l’esigenza di realizzare un “verso ufficiale”, una sorta di verbale d’assemblea aperto che non si vuole e non si deve chiudere.

Questo che state leggendo è l’ennesima sintesi associativa unita all’osmosi con ciò che ci circonda. I tempi cambiano, e per la prima volta nella sua pur breve vita, anche se lunga essendo spinto da uno spirito no-profit, “il Ronzìo” compare in formato elettronico: per chi come noi, che non hanno più il tempo libero di una volta e non si vuole essere legati al “ricatto” della cadenza periodica, la scelta migliore è di concepirlo come strumento di indagine sociale da brandire in occasione di eventi particolari. Una serie di tanti numero “zero”.

Abbiamo, quindi, realizzato “il Ronzìo” Emergenza Covid-19, sperando risulti interessante. Per l’occasione si ringraziano coloro che hanno curato le sezioni. Un ringraziamento particolare è doveroso al professore Giuseppe Fauceglia per il contributo dato e per l’entusiasmo mostrato.

Siamo cambiati, e forse manca la scintilla iniziale, ma chi manca davvero è l’amico Fiore. “il Ronzìo”, per come era modellato, era una sua manifestazione. È inevitabile non (ri)partire da lui. Se questo “verso”, da un lato sarà classificato come quello prima e dopo di Fiore, dall’altro lato sarà sempre anche il suo “verso”. Infatti ci parla attraverso i suoi scritti e i suoi pensieri, sempre attuali.

Caro Fiore, siamo qui idealmente con te a lanciare il “verso ufficiale” Emergenza Covid-19, augurandoci che ve ne saranno altri in futuro di diverso tenore. Noi ripartiamo dal tuo pensiero, ben consapevoli che sarai sempre con tutti noi attraverso i tuoi scritti.

PER SCARICARE GRATUITAMENTE IL NUMERO SPECIALE DE “IL RONZIO -covid19”:https://www.acalveare.it/wp-content/uploads/2020/04/Ronzio_covid_compressed.pdf

“IN THE TIME OF PANDEMIC” una poesia di Catherine O’Meara musicata da Joe Natta.

39441258_1997763100254879_618953904599597056_oDalla pagina Facebook di Joe Natta:

“IN THE TIME OF PANDEMIC” è una poesia scritta dalla poetessa americana Catherine (Kitty) O’Meara durante la pandemia mondiale dovuta al coronavirus.
Quando l’ho letta su internet tradotta in italiano ho deciso immediatamente di musicarla perché, oltre a essere bellissima, in questi giorni difficili è un importantissimo messaggio di speranza e di rinascita.
Ho contattato Kitty tramite Facebook e mi ha dato gentilmente il consenso per usare il suo testo e trasformarlo in canzone.
Vi ricordo che il mio progetto “Musica e Poesia” (http://www.musicaepoesia.eu) è assolutamente senza scopo di lucro e fatto solamente per condividere le emozioni che la poesia riesce a donarci.
(Joe Natta – 28 Marzo 2020)

GUARDA IL VIDEO SUL CANALE UFFICIALE DI JOE NATTA: https://youtu.be/PI8P-o9vY-E

AL TEMPO DELLA PANDEMIA

Testo: Catherine (Kitty) O’Meara
Musica: Joe Natta

E la gente rimase a casa
e lesse libri e ascoltò
e si riposò e fece esercizi
e fece arte e giocò
e imparò nuovi modi di essere
e si fermò.
E ascoltò più in profondità.
Qualcuno meditava, qualcuno pregava, qualcuno ballava.
Qualcuno incontrò la propria ombra.
E la gente cominciò a pensare in modo differente.
E la gente guarì.
E, nell’assenza di gente che viveva in modi ignoranti,
pericolosi senza senso e senza cuore, anche la terra cominciò a guarire.
E quando il pericolo finì, e la gente si ritrovò,
Si addolorarono per i morti e fecero nuove scelte
e sognarono nuove visioni, e crearono nuovi modi di vivere,
e guarirono completamente la terra, così come erano guariti loro.

IN THE TIME OF PANDEMIC

Words: Catherine (Kitty) O’Meara
Music: Joe Natta

And the people stayed home.
And they read books, and listened,
and rested, and exercised,
and made art, and played games,
and learned new ways of being,
and were still.
And they listened more deeply.
Some meditated, some prayed, some danced.
Some met their shadows.
And the people began to think differently.
And the people healed.
And, in the absence of people living in ignorant,
dangerous, mindless, and heartless ways, the earth began to heal.
And when the danger passed, and the people joined together again,
they grieved their losses, and made new choices,
and dreamed new images, and created new ways to live,
and they healed the earth fully, as they had been healed.

 

 

FONTI:

Il blog di Kitty O’Meara: https://the-daily-round.com

Articolo del “The Oprah Magazine” del 19 Marzo 2020 dedicato a questa poesia: https://www.oprahmag.com/…/and-the-people-stayed-home-poem…/

Versi di Giancarlo Fattori… a Sarasvati.

INNO D’AMORE A SARASVATI

di

Giancarlo Fattori

Escultura_de_la_IndiaPer te mi arde in cuore il fuoco di Brahma,
la mente mi tramonta, si schiude già la luna,
torrente luminoso che spuma dopo spuma
spargi nardo e incenso sulla tua folta chioma:
raccogli questo canto, raccogli il mio dolore,
risveglia la mia mente com’è desta questa fiamma,
tramutala in incanto, tramutala in chiarore
che nella conoscenza s’accende e poi divampa.

Tu che sei più bella d’una goccia di rugiada,
tu che delle acque sei Dea, sei Regina,
trasfigura in una danza questa fulgida mia pena,
rendila fluente come scorre questo fiume
prima che divenga di luce una cascata:
tu traghetti il cuore tra una riva e l’altra,
spargi semi buoni, fertilizzi la mia terra,
e illumini la notte anche se è un fioco lume.

Gli amanti, nella notte, già perdono il respiro,
si fondono al divino che tra loro giace,
travolti dall’amore smarriscono il sentiero,
smarriscono sé stessi in tenero stupore,
s’inebriano del tuo profumo, del tuo canto,
del mondo trascendente che ammanta l’orizzonte,
e tu che t’ergi splendida come cielo teso a Oriente
m’intrecci carne e anima d’una mistica visione.

Sotto queste fronde io mi tendo come un arco,
m’immergo nel tuo flusso, t’attendo come sposa,
mi lascio trasportare da tutti i mutamenti,
m’insegni ad evocare il sacro suono antico,
scelgo l’infinito e questo fiume da vergare:
tu sei l’incantesimo d’un oceano in movimento,
attendo il tuo fragore spezzarmi la risacca,
t’accolgo, sulla pelle nuda lascio un varco.

Giancarlo Fattori 

20/01/2020

*Versi ricevuti direttamente tramite e-mail.

**Immagine statua di Sarasvati liberamente tratta da: https://it.wikipedia.org/wiki/Sarasvati

Alla Scrittrice Giovanna Mulas nuovo importante ruolo dagli International Peace Advocates (F.36 Peace and Unity), Associazione Internazionale degli Avvocati impegnati per la Pace e l’Unità nel mondo.

89034939_1479338662244829_8243542198222585856_nL’H.E. Dr Harrison Okoh ambasciatore degli International Peace Advocates (F.36 Peace and Unity), Associazione Internazionale degli Avvocati impegnati per la Pace e l’Unità nel mondo,
hanno accolto nell’Associazione internazionale, col ruolo di ambasciatrice onoraria per l’Italia, la scrittrice Giovanna Mulas, già premiata nel mondo (in all. ph.) e impegnata per la difesa dei diritti umani.

Lo Staff di ” Politica culturale dal Mondo”

Dalla pagina Facebook ufficiale di Giovanna Mulas:

“Voglio ringraziare pubblicamente, commossa, e anche tramite queste mie Pagine Ufficiali,
l’H.E. Amb. Harrison Okoh degli International Peace Advocates (F.36 Peace and Unity), Associazione internazionale di Avvocati impegnati per la Pace e l’Unità nel mondo,
che hanno scelto di onorare la mia persona quindi il mio lavoro riconoscendomi questo pregiato Titolo.
Amici Lettori, Fratelli di Cammino, lasciatemi dire: è incredibile come la storia si ripeta, ciclicamente, nel mettere in guardia un uomo che non è sempre in grado di coglierne le sfumature. Come una madre severa a dirCi: “Stai attento, il terreno è scivoloso. Qui hai già sbagliato e sei caduto. Potresti cadere di nuovo e non riuscire più ad alzarti… .
“…Vennero i comunisti.| E non ho parlato perché non ero un comunista. || Quindi sono venuti per gli ebrei, | e non ho parlato perché non ero ebreo. || Poi vennero per i sindacalisti e io non parlai perché non ero un sindacalista. || Quindi vennero per i cattolici | e non parlai perché ero protestante. || Infine vennero per me | e non era rimasto nessuno che potesse alzare la voce”, scrisse Martin Niemöller sull’atteggiamento lassista verso i nazisti.
Ora, nonostante quella che continuo a considerare una vergognosa accoglienza, da parte dei principali organismi europei, ai fratelli migranti; accoglienza dimentica del nostro triste passato migratorio, c’è da dire che l’Italia, in particolare, è uno dei paesi dell’Unione Europea che più necessita dei migranti: qui la popolazione invecchia, le nascite sono ai minimi storici. Ancora mi vengono in mente i versi di Dante: “Lascerai tutto ciò che ami di più”, testimonianza di un’antica consapevolezza; quella del tormento di coloro che sono costretti dal destino a vivere lontano dalla loro terra. Ma il migrante non è IL problema; il migrante è la vittima del problema. Mi domando quanti muri un uomo può alzare per dividere, allontanarsi, ‘separarsi’ da altri uomini. Credete davvero che barriere, controlli, violenza e vergogna siano sufficienti per distruggere ideologie e culture?. La cattiva accoglienza riservata agli stranieri, escludendoli dai diritti sociali, civili e politici significa un Muro di vergogna: si nega la loro esistenza come esseri umani.
È necessario pianificare forme di aiuto allo sviluppo e riconversione economica a favore dei paesi che misurano una maggiore espulsione degli esseri umani. Non un assistenzialismo offensivo, ma un problema affrontato alla radice.
In realtà si teme ciò che non si conosce: ecco perché vedo essenziale lavorare costantemente sulla cultura della popolazione, stordita da messaggi sbagliati, da superficialità, formattata all’individualismo. La bellezza dell’Arte, l’interazione continua con altre culture e la conoscenza sono in grado -historia docet- di sensibilizzare l’anima umana, portata alla bellezza e per sua Natura. Ogni uomo ha in sé una parte oscura della quale percepisce la forza e la teme. Dobbiamo penetrare quelle nebbie: risalirne incolumi è forse l’unico compito dell’uomo perché Uomo, Qui ed Ora. Superare ciò che è temuto ché sconosciuto, liberare la mente da false concezioni, in modo da poter ricevere una delle tante Verità; su tutte quella riconosciuta, perché suggerita dall’istinto.
Bypassare l’ignoto e farlo proprio significa domarlo, uscire dalla Caverna alla ricerca dell’autentico sole, piegare le intime paure -come quelle legate ad altri uomini uguali- in modo che si trasformino in una spada di saggezza. E laddove la conoscenza non arriva, lo fa l’immaginazione. Fratelli di Luce: qual è il mezzo più espressivo di un Dio -il tuo Dio o il mio, comunque lo stesso- se non pura immaginazione?. Mantenere pulito lo specchio della tua mente significa vedere questo dono riflesso, in tutto il suo vergine potere.
Ma è necessario, prima, affacciarsi all’abisso per guardare la nostra bestia interiore; stessa parte di stessa medaglia, fondamentale per comprendere l’equivalente (non esisterebbe il bene senza il male, non ci sarebbe la guerra senza una pace), necessaria all’intero andamento del meccanismo universale. Dobbiamo domarla e sovente, sappiamo, non è sufficiente un’esistenza, per riuscire a farlo. Comprendendoci capiremo; amandoci, ameremo.
Grazie ancora, di cuore, per esserVi uniti a questo mio percorso, a questa strada infinita sulla quale la stessa Storia dell’Umanità ci ha posati:
strada lunga, dolorosa,
meravigliosa come meraviglioso è l’Uomo nelle sue infinite, e ancora sconosciute, potenzialità.

*Dott.ssa Giovanna Mulas, Italia

I would like to thank H.E. Amb. Harrison Okoh of the International Peace Advocates (F.36 Peace and Unity) and the Brothers of the Way who have chosen to honor my Person and my Work with this prized international recognition. I am deeply moved. Brothers: it is incredible how history repeats itself, cyclically, to act as a warning for a man who is not always able to grasp its nuances; as a strict mother to say: “be careful, the ground is mined. Here you were wrong and you fell. You could fall again, and hurt yourself more … “.| and I didn’t speak because I wasn’t a communist. || So they came for the Jews, | and I didn’t speak because I wasn’t a Jew. || So they came for the unionists and I didn’t speak because I wasn’t a trade unionist. || So they came for the Catholics, | and I didn’t speak because I was a Protestant. || So they came for me | and at that point there was no one left who could raise his voice. “, wrote Martin Niemöller on the lax attitude towards the Nazis.
Despite what I continue to consider shameful welcome, from the main European Bodies, to migrant brothers, a welcome that is forgetful of our sad migratory past; Italy, specifically, is one of the countries of the European Union that needs migrants the most: its population ages, births are at an all-time low. Dante’s verses come to mind: ‘You will leave everything beloved more dearly’, testimony to an ancient awareness, that of the torment of those who are forced by fate to live far from their land. The migrant is not THE problem, the migrant is the victim of the problem. I wonder how many walls a man can pull up to divide, move away, ‘separate’ from other men. Do you really believe that barriers, controls, violence and shame are enough to destroy ideologies and cultures? The bad reception that is reserved for foreigners, excluding them from social, civil and political rights means a Wall of Shame, denying their existence as human beings. It is necessary to plan forms of development aid and economic reconversion in favor of countries that measure greater expulsion of human beings. Not offensive welfare, but a problem faced at the root. In reality, what is unknown is feared; that’s why I believe it is essential to constantly work on culture on the population, dazed by wrong messages, by superficiality, brought up by individualism. The Beauty of Art, the journey of and in knowledge are able to sensitize the human soul brought to beauty and by its nature. Every man has in himself a dark part of which he perceives the strength, and fears it. Penetrating those mists, and going up unscathed, perhaps is man’s only task: to overcome what is unknown, free the mind from false conceptions so that one can receive one of the many truths; of all, the one recognized because suggested by instinct. To overcome the Unknown and to make it one’s own means to tame the unknown, to bend fears so that they become strength, and where knowledge does not arrive, imagination does so … Brothers of Light: What is the most expressive means of a God, Your God, or mine, if not pure imagination ?. Keeping the mirror of your mind clean means seeing this gift reflected in all its virgin power. But it is important to appear to look at your inner beast, to tame it, and often an existence is not enough to do it. By understanding each other we will understand, loving each other, we will love. Thank you very much for joining me on this path in which the history of humanity has put us: long, difficult, wonderful road.

*Dr Giovanna Mulas, Italy

Je voudrais remercier S.E. Amb. Harrison Okoh des International Peace Advocates (F.36 Paix et Unité) et les Frères de la Voie qui ont choisi d’honorer ma personne et mon travail avec cette prestigieuse reconnaissance internationale. Je suis profondément ému. Frères: il est incroyable de voir comment l’histoire se répète, cycliquement, pour servir d’avertissement à un homme qui n’est pas toujours capable de saisir ses nuances; comme une mère stricte pour dire: «attention, le sol est miné. Ici, vous aviez tort et vous êtes tombé. Tu pourrais tomber à nouveau et te blesser davantage … “. | Et je n’ai pas parlé parce que je n’étais pas communiste. || Alors ils sont venus pour les Juifs, | et je n’ai pas parlé parce que je n’étais pas un Juif. || Alors ils sont venus pour les syndicalistes et je n’ai pas parlé parce que je n’étais pas syndicaliste. || Alors ils sont venus pour les catholiques, | et je n’ai pas parlé parce que j’étais protestante. || Alors ils sont venus pour moi | et à ce moment-là, il ne restait plus personne pour élever la voix “, a écrit Martin Niemöller sur l’attitude laxiste envers les nazis. Malgré ce que je continue de considérer comme un accueil honteux, des principaux organes européens, aux frères migrants, un accueil qui oublie notre triste passé migratoire; L’Italie, en particulier, est l’un des pays de l’Union européenne qui a le plus besoin de migrants: sa population vieillit, les naissances sont à un niveau record. Les vers de Dante me viennent à l’esprit: «Tu laisseras tout ce que tu aimes plus cher», témoignage d’une conscience ancienne, celle du tourment de ceux qui sont contraints par le destin de vivre loin de leur terre. Le migrant n’est pas LE problème, le migrant est la victime du problème. Je me demande combien de murs un homme peut tirer pour se diviser, s’éloigner, «se séparer» des autres hommes. Croyez-vous vraiment que les barrières, les contrôles, la violence et la honte suffisent à détruire les idéologies et les cultures? La mauvaise réception réservée aux étrangers, les excluant des droits sociaux, civils et politiques signifie un mur de la honte, niant leur existence en tant qu’êtres humains. Il est nécessaire de planifier des formes d’aide au développement et de reconversion économique en faveur des pays qui mesurent une plus grande expulsion des êtres humains. Pas un bien-être offensant, mais un problème rencontré à la racine. En réalité, ce qui est inconnu est redouté; c’est pourquoi je pense qu’il est essentiel de travailler constamment sur la culture de la population, étourdie par les mauvais messages, par la superficialité, soulevée par l’individualisme. La Beauté de l’Art, le voyage de et dans la connaissance sont capables de sensibiliser l’âme humaine portée à la beauté et par sa nature. Tout homme a en lui une partie sombre dont il perçoit la force et la redoute. Pénétrer ces brumes et remonter indemne est peut-être la seule tâche de l’homme: surmonter ce qui est inconnu, libérer l’esprit des fausses conceptions afin que l’on puisse recevoir l’une des nombreuses vérités; de tous, celui reconnu car suggéré par l’instinct. Vaincre l’inconnu et en faire son propre moyen d’apprivoiser l’inconnu, de plier les peurs pour qu’elles deviennent force, et là où la connaissance n’arrive pas, l’imagination le fait … Brothers of Light: Quel est le moyen le plus expressif d’un Dieu, ton Dieu ou le mien, si ce n’est de la pure imagination? Garder le miroir de votre esprit propre signifie voir ce cadeau reflété dans toute sa puissance vierge. Mais il est important d’apparaître pour regarder votre bête intérieure, pour l’apprivoiser, et souvent une existence ne suffit pas pour le faire. En nous comprenant, nous comprendrons, en nous aimant, nous nous aimerons. Merci beaucoup de vous joindre à moi sur ce chemin que l’histoire de l’humanité nous a mis: longue, difficile, merveilleuse route.

*Dr Giovanna Mulas, Italy

أود أن أشكر سعادة السفير. هاريسون أوكوه من دعاة السلام الدوليين (ص. 36 السلا

م والوحدة) وإخوان الطريق الذين اختاروا تكريم شخصيتي وعملي بهذا التقدير الدولي الثمين. أنا متأثر للغاية.

الإخوة: إنه أمر لا يصدق كيف يعيد التاريخ نفسه ، دوريًا ، ليكون بمثابة تحذير لرجل لا يستطيع دائمًا فهم الفروق الدقيقة ؛ كأم صارمة للقول: “كن حذرًا ، الأرض ملغومة. هنا كنت مخطئا وسقطت. قد تسقط مرة أخرى ، وتؤذي نفسك أكثر … “. | ولم أتحدث لأنني لم أكن شيوعياً. || لذا جاؤوا لليهود ، | ولم أتحدث لأنني لم أكن أتحدث يهودي. || لذا جاؤوا من أجل النقابيين ولم أتحدث لأنني لم أكن نقابيًا. || لذا جاؤوا للكاثوليك ، | ولم أتحدث لأنني كنت بروتستانتًا. || لقد جاؤوا من أجلي – وفي تلك المرحلة لم يكن هناك أحد يسار يمكنه رفع صوته. “، كتب مارتن نيمولر عن موقف التساهل تجاه النازيين.

على الرغم من ما زلت أعتبره الترحيب المخزي ، من الهيئات الأوروبية الرئيسية ، إلى الإخوة المهاجرين ، هذا الترحيب الذي ينسى ماضينا المهاجر الحزين ؛ إيطاليا ، على وجه التحديد ، هي واحدة من دول الاتحاد الأوروبي التي تحتاج المهاجرين أكثر من غيرها: عدد سكانها ، والولادات في أدنى مستوى على الإطلاق. تتبادر آيات دانتي إلى الذهن: “سوف تترك كل شيء محبوبًا أكثر غلاءً” ، شهادة على وعي قديم ، بشهاده عذاب أولئك الذين يجبرهم القدر على العيش بعيدًا عن أرضهم. المهاجر ليس هو المشكلة ، المهاجر هو ضحية المشكلة. أتساءل عن عدد الحوائط التي يمكن للرجل أن يقسمها للتقسيم ، والابتعاد ، “المنفصل” عن الرجال الآخرين. هل تعتقد حقًا أن الحواجز والضوابط والعنف والعار تكفي لتدمير الأيديولوجيات والثقافات؟ الاستقبال السيئ المخصص للأجانب ، واستبعادهم من الحقوق الاجتماعية والمدنية والسياسية ، يعني جدار العار ، الذي ينكر وجودهم كبشر. من الضروري التخطيط لأشكال من المساعدات الإنمائية وإعادة الانعاش الاقتصادي لصالح البلدان التي تقيس طردًا أكبر للبشر. لا الرفاهية الهجومية ، ولكن مشكلة تواجه الجذر. في الواقع ، ما هو مجهول يخشى. لهذا السبب أعتقد أنه من الضروري العمل باستمرار على الثقافة حول السكان ، المنهكين من الرسائل الخاطئة ، عن طريق السطحية ، التي تربى عليها الفردية. جمال الفن ، رحلة ومعرفة قادرون على توعية الروح البشرية جلبت إلى الجمال وطبيعتها. كل رجل لديه في نفسه جزء مظلم يدرك منه القوة ويخافها. قد يكون اختراق الرجل الضبابي والارتقاء دون أن يصيبه أذى هو المهمة الوحيدة للإنسان: التغلب على ما هو غير معروف ، وتحرير العقل من المفاهيم الخاطئة حتى يتسنى للمرء الحصول على واحدة من الحقائق الكثيرة ؛ للجميع ، واحد المعترف بها لأن اقترح من قبل غريزة. للتغلب على المجهول وجعله وسيلة لترويض المجهول ، لثني المخاوف حتى تصبح قوة ، وحيث لا تصل المعرفة ، فإن الخيال يفعل ذلك … إخوة النور: ما هي أكثر الوسائل تعبيراً عن اللهم إلهك أم إلهي إن لم يكن خيالًا خالصًا؟ الحفاظ على مرآة عقلك نظيفة يعني رؤية هذه الهدية تنعكس في كل قوتها البكر. لكن من المهم أن تبدو وكأنها تنظر إلى وحشك الداخلي ، وترويضه ، وغالباً ما لا يكون الوجود كافيًا للقيام بذلك. من خلال فهم بعضنا البعض سوف نفهم ، ونحب بعضنا البعض ، وسوف نحب. شكراً جزيلاً لانضمامك إلى هذا المسار الذي وضعنا فيه تاريخ البشرية: طريق طويل وصعب ورائع.

*Dr Giovanna Mulas, Italy

我要感谢H.E. mb国际和平倡导者组织(F.36和平与统一)的哈里森·奥卡(Harrison Okoh)和“方式之兄弟”选择以这种珍贵的国际荣誉来表彰我的个人和我的作品。我深受感动。

兄弟:令人难以置信的是,历史如何周期性地自我重演,以警告一个并不总是能够把握其细微差别的人。正如严格的母亲所说:“小心,地面已被开采。在这里,你错了,你跌倒了。您可能会再次跌倒,并进一步伤害自己…“。|,我没有发言,因为我不是共产党员。||所以他们是为犹太人而来的,|而我却没有发言,因为我不是||所以他们来参加工会主义者,而我不是因为我不是工会主义者而发言。||所以他们来参加天主教徒,|而我不是因为我是新教徒而讲话。所以他们来找我|那时,没有人可以提高他的声音。”马丁·尼默勒(MartinNiemöller)在对纳粹的松懈态度上写道。

尽管我一直认为,从主要的欧洲机构到移民兄弟,都是可耻的欢迎,但这种欢迎却忘记了我们悲伤的迁徙过去;特别是意大利,是欧盟最需要移民的国家之一:其人口年龄,出生人数都处于历史最低水平。但丁的诗句浮现在脑海:“您将让所有更受人喜爱的事物留下来,”这是一种古老的意识的证明,即人们意识到那些因命运而被迫逃离自己的土地的人们所遭受的折磨。移民不是问题,移民是问题的受害者。我不知道一个人可以拉起几堵墙,以便与其他人分开,移动或“分离”。您是否真的相信障碍,控制,暴力和耻辱足以破坏意识形态和文化?保留给外国人的不好的接待,将他们排除在社会,公民和政治权利之外,这就是耻辱之墙,否认了他们作为人类的存在。有必要计划发展援助和经济转型的形式,以支持那些将人类更多驱逐的国家。不是冒犯性的福利,而是根本问题。实际上,恐惧是未知的。这就是为什么我认为,必须不断地在人口文化上开展工作,因为错误的信息,肤浅,个人主义带来的茫然而迷茫。艺术之美,知识之旅和知识之旅能够使被美及其本质所带来的人类灵魂敏感。每个人自身都有一个黑暗的部分,他觉察到并感到恐惧。渗透这些薄雾,毫发无损地完成,这也许是人类的唯一任务:克服未知的事物,将思想从错误的观念中解放出来,以便人们可以接受许多真理之一;总而言之,一个人承认是因为本能的暗示。为了克服未知,并用自己的方式来驯服未知,扭转恐惧,使恐惧成为力量,而知识没有到达,想象力就可以到达……光之兄弟:什么是最能表达恐惧的方式?上帝,您的上帝,还是我的,如果不是纯粹的想象力?保持镜子清洁意味着要看到这份礼物的所有原始力量。但是重要的是看起来要看你的内在野兽,要驯服它,而且往往存在不足以做到这一点。通过相互了解,我们将了解,彼此相爱,我们将相爱。非常感谢您加入我,走过人类历史赋予我们的这条道路:漫长,艰难,美好的道路。”

San Valentino 2020 in Poesia: con Alessandro Canzian ed i suoi Amici

CatturaSegnaliamo la Redazione di Laboratori Poesia,  che ha scelto di cantare l’amore e le sue mille sfumature con una brillante ed “atipica” antologia poetica, curata da Alessandro Canzian, che scrive: Nessuna idea di fondo particolare, nessuna scelta basata sul giudizio, solo la richiesta ad alcuni amici di testi sul tema (43 poeti: Maurizio Cucchi, Maria Grazia Calandrone, Giovanna Rosadini, Lucianna Argentino, Franco Buffoni, Roberto Cescon, Corrado Benigni, Cristiano Poletti, Paolo Ruffilli, Marco Corsi, Flaminia Cruciani, Gabriella Musetti, Patrick Williamson, Vincenzo Mascolo, Maria Borio, Matteo Fantuzzi, Eleonora Rimolo, Domenico Cipriano, Francesca Serragnoli, Valentina Colonna, Gerardo Masuccio, George Mario Angel Quintero, Fabio Michieli, Zingonia Zingone, Marco Sonzogni, Giovanni Ibello, Chiara Evangelista, Vernalda Di Tanna, Mattia Tarantino, Graciela Aráoz, Federica Giordano, Melania Panico, Ilaria Boffa, Mario Fresa, Federico Rossignoli, Luigi Cannillo, Chiara De Luca, Giovanna Iorio, Annalisa Ciampalini, Rossella Pretto, Fabrizio Bregoli, Mario Famularo, Marco Amore). E all’amico Dino Ignani l’immagine d’apertura (L’amore per la lettura) come diversi ritratti degli autori qui riportati.

Un tema usato e abusato che oggi dice tanto di noi. In una società che all’iperconnettività ha fatto corrispondere una maggior distanza, che alla parità ha fatto corrispondere una nuova censura e disparità, che alla libertà ha fatto corrispondere la solitudine, chiedere ai poeti di interrogarsi sull’amore significa chiedere loro di affondare le mani nella loro intimità. Perché alla nudità esposta soffriamo una minor consapevolezza di noi. Alla molteplicità delle occasioni soffriamo la virtualità delle stesse. Alla semplificata e sempliciotta definizione di noi soffriamo ciò che abbiamo voluto: una semplice immagine.

Oggi viviamo di immagini di noi stessi che oppongono ciò che vogliamo mostrare agli altri (e che spesso noi stessi vorremmo essere) a ciò che siamo realmente, senza più grate di riferimento perché abbiamo delegato tutto all’immagine con l’inevitabile conseguenza di ipocrisie, brutture, mediocrità, derivanti dalla mancata aderenza delle due identità. Un’immagine che è diventata sostanzialmente una merce di scambio come lo sono diventati i valori, la parità, gli scandali, le indignazioni. In tutto questo l’amore rischia d’essere il cuore che batte dentro di noi a prescindere dalle sovrastrutture create e autoalimentanti (perché di fatto oggi tutto necessità del proprio opposto per esistere). L’amore non è autoalimentate, non necessita di un opposto. L’amore è una tendenza all’altro che scarnifica il proprio ego. È ciò che legittima all’uomo il nome di uomo, al netto di ogni egocentrico innamoramento per l’amore stesso.

La realtà però ci dice che viviamo in un periodo di grandissima solitudine, di relazioni praticamente impossibili, a termine. All’amore per l’altro abbiamo anteposto l’orgoglio dell’amore per la nostra immagine, soffrendo l’insussistenza sia della relazione sia dell’immagine. E abbiamo cercato qualcuno o qualcosa a cui dare la colpa. O, nel migliore dei casi, ci siamo detti che questa è la libertà. Per questo oggi chiedere ai poeti di interrogarsi sull’amore è un atto quasi rivoluzionario. Perché un poeta, un vero poeta, che guarda il proprio io non è mai solo un poeta, mai solo un io. È una società, un popolo, in un singolo uomo o in una singola donna che guarda la sintesi di una storia, la sua essenzialità. E ne cerca i difetti, le illuminazioni, le delusioni, i sogni.

Oggi più che mai il poeta, quando vero poeta, rappresenta una possibilità di sopravvivenza per l’uomo. Si intenda, l’uomo vivrà probabilmente ancora per molti secoli, ma questo non vuol dire che sopravvivrà a se stesso. Questa possibilità, a parere di chi vi scrive, appartiene nelle varie forme e storie ad ognuno dei poeti qui inseriti. Ognuno in un modo diverso.

Alla Storia, quella con la S maiuscola, dire se ci riusciranno. Per ora buon San Valentino a tutti con questi testi e con, quando presenti, articoli, recensioni, traduzioni che abbiamo già pubblicato sugli autori qui proposti…” CONTINUA SU: http://www.laboratoripoesia.it/ancora-di-piu-e-te-ne-sono-grato-43-poesie-damore/?fbclid=IwAR0cZigqTMHJWJpVCADQOKpuxcmNZZ3_62Iu69xV_XV3F9do4jZj_yN2smU

 

“Fortissimo”: Matteo Bianchi con Minerva Edizioni.

FORTISSIMO 

di Matteo Bianchi (Minerva ed. 2019)

Nota di lettura di Zairo Ferrante

31ditgajQ6L._SX325_BO1,204,203,200_“Fortissimo” l’ultima raccolta di poesie di Matteo Bianchi, pubblicata da “Minerva Edizioni” nella collana  “Cleide”.

Partiamo dall’involucro.

Un libro elegante, con una copertina ruvida che rende bene l’idea dell’oggetto che abbiamo tra le mani. Un libro di poesie, che non può e non deve essere né arrogante né sgargiante.

La poesia non urla ma sussurra… e questo, evidentemente, l’han capito benissimo sia l’editore Roberto Mugavero sia i curatori di questa innovativa collana under 40, ossia la poetessa Cinzia Demi e il maestro e poeta Giancarlo Pontiggia.

In questa silloge, il poeta Matteo Bianchi, ci parla d’amore.

Un amore sofferto che, nella prima parte del volume, viene narrato sotto forma di “diario”, dove l’autore tenta di metabolizzare una sorta di sconfitta amorosa;  una perdita, un distacco, una distanza, in grado di generare molteplici sentimenti che oscillano tra il ripensamento e la rabbia.

Sentimenti che difficilmente possono essere “ingabbiati” in un verso e forse, proprio per questo, nella prima parte del volume, l’autore si avvale di una sorta di prosa poetica, che meglio riesce a contenere ed inglobare la miriade di “pensieri” che si vogliono allontanare da sé.

Un canto liberatorio che non perde mai  di vista il suo fine ultimo, ossia seminare il dubbio e l’interrogativo per costringerci a riflettere. 

Nella seconda parte del libro dal titolo “Mezzo piano”, invece, ritroviamo il Matteo Bianchi che tutti noi (ri-)conosciamo; un poeta che è in grado di giocare con la parola e con i suoi significati, costruendo versi precisi e puntuali che danzano come note sul pentagramma e ci di donano emozioni e spunti di riflessione mai banali. 

«Nelle serate sotto quel balcone

temevo i tuoi occhi oltre la luna

aprire la strada ai bravi;

l’incontravo e più non sapevo

dove si sarebbero calati».

(Dentro le parole della Storia).

«Oggi, a distanza di un sorso mortale

sapessi di averti qui accanto,

accetterei di sognare il nero,

pur di guardarti dormire ogni tanto».

Romeo durava nel sonno,

ma la morte non fu vana.

“Fortissimo”, un titolo che omaggia l’immenso Camillo Sbarbaro, per un’opera da leggere in silenzio per ritrovare sé stessi e il tempo andato.

Zairo Ferrante http://www.italian-poetry.org/zairo-ferrante/

Matteo BianchiMatteo Bianchi è nato nel 1987 a Ferrara, dove vive. Ha pubblicato le raccolte: Poesie in bicicletta (Este Edition, 2007, Premio Lascito Niccolini), Fischi di merlo (Edizioni del Leone, 2011, con una nota di Mario Specchio, Premio Rabelais, Premio Turoldo, Premio Oubliette), L’amore è qualcos’altro (Empirìa, 2013, a quattro mani con Alessio Casalicchio, note di Roberto Pazzi e Giancarlo Pontiggia), La metà del letto (Barbera, 2015, note di Anna Maria Carpi e Roberto Pazzi, Premio Metauro). Collabora con il quotidiano “la Nuova Ferrara”, “Gagarin. Orbite culturali”, “SITI – Unesco World Heritage Sites Journal”, “QuiLibri”, “L’immaginazione”, online con “Poesia 2.0” e “Alleo”, con Punto. Almanacco della Poesia Italiana (puntoacapo Editrice). Numerosi i suoi articoli apparsi sul portale Rai Letteratura. È presente in riviste e antologie, tra le quali In questo margine di valige estranee e Quel poco che sappiamo (Giulio Perrone, 2011) e L’evoluzione delle forme poetiche. La migliore produzione poetica dell’ultimo ventennio 1990-2012 (Kairós, 2013). Cura In gransegreto, rassegna annuale di poesia contemporanea a Ferrara e nel 2009 ha fondato l’Associazione Culturale “Gruppo del Tasso” (www.gruppodeltasso.it). È stato tradotto in francese da Antoine Isenbrandt-Pitton sulla “Revue Verso” di Lucenay (n. 153, 2013), e in inglese da Christopher Channing su “Pelagos Letteratura”…. da:http://www.italian-poetry.org/matteo-bianchi/

*Per il libro: https://www.amazon.it/Fortissimo-Matteo-Bianchi/dp/8833241580

Stefania Romito e Arjan Kallço VOLARE D’AMORE – raccolta onirica – (Ed. Asino Rosso)

downloadUna raccolta a quattro mani e due cuori, quella di Stefania Romito e Arjan Kallço. Versi nei quali l’amore cede il passo alla poesia e viceversa. 

“Volare d’amore”, un luogo metafisico dove le vite dei due Poeti s’intrecciano e cominciano a respirare la medesima aria. 

Ossigeno per l’anima, fatto di ricordi, amori, dolori e desideri; il tutto condito da parole mai banali.

Sensuale, fresco e persuasivo lo stile della Romito; pungente, innovativo ed asciutto quello di Arjan Kallço.

Un e-book da leggere in silenzio, per ri-assaporare il proprio passato e ritornare ad amare (anche se stessi).

Zairo Ferrante

Per scaricare l’e-book: https://www.kobo.com/it/it/ebook/volare-d-amore

*Dall’Introduzione di Arjan Kallço
Chi ama veramente è sempre pronto a credere a ogni battito del
proprio cuore e del proprio amore. Questi battiti parlano chiaro.
Un amore non può essere assolutamente a metà, perché la voce
va completata con un’altra affinché siano all’unisono…

Sarò la tua Calipso

di 

Stefania Romito

Con te navigo
sulle linee dell’amore
tra i chiarori di ottobre
e le albe di primavera
Sul mio viso
le ombre dei tuoi incanti
sul mio corpo
il passaggio delle vele
Sarò la tua Calipso
nel mistero dei segreti
di un amore solo nostro
che ha ali di destino.

*Dall’introduzione di Stefania Romito
Oniriche visioni intrecciano sapori in un Oriente che sa di
Occidente. Il culto greco per la bellezza viene vissuto con
intensità dal poeta Arjan Kallço e riprodotto in pennellate
liriche che si fondono alla magia di un paesaggio metafisico
dove a dominare è l’essenza del sentimento d’amore. Tra le
rovine dell’antica Grecia emerge una donna angelus dalla
valenza trascendente, di fronte alla quale l’animo del poeta
manifesta tutta la sua fragile immensità. …

Il calendario

di

Arjan Kallço

Pilucco i fogli del calendario.
Sono molti.
Come i nostri giorni
vissuti insieme.
Ogni foglio è un ricordo felice
dei nostri sogni.
Ogni calendario è un desiderio triste
dei nostri amori.

Stefania Romito
è scrittrice, conduttrice radiofonica e televisiva. Si è laureata
con lode in Lettere Moderne (indirizzo “Letteratura e critica
nell’Italia contemporanea) presso l’Università degli Studi di
Milano con una tesi in “Storia della Stampa e dell’Editoria”
dedicata all’epistolario di Jacopo Bonfadio. Si dedica alla
realizzazione di progetti culturali come fondatrice
dell’associazione “Ophelia’s friends Cultural Projects”, come
responsabile letteraria e ambasciatrice del NUOVO
RINASCIMENTO fondato dall’artista Davide Foschi e come
responsabile per la Lombardia del SINDACATO LIBERO
SCRITTORI ITALIANI. Tra le sue numerose pubblicazioni
ricordiamo il romanzo di esordio Attraverso gli occhi di Emma
(Alcyone Editore), i thriller della serie Ophelia, le vite di una
ghost writer (Alcyone Editore), la raccolta lirica Nadir e
Najeli si raccontano (Lupi Editore), il romanzo thriller Il buio
dell’alba (LibroMania, DeAgostini Dea Planeta Libri) e i lavori
di critica e storia letteraria in collaborazione con Pierfranco
Bruni.

Arjan Kallço
è poeta, giornalista, traduttore, scrittore, ricercatore, docente di
Lingua italiana presso la DRI. Ricopre numerosi incarichi di
prestigio. È Ambasciatore per l’Albania della Universum
Academy Svizzera ed Accademico onorario, Membro
dell’Associazione Internazionale dei Critici Letterari
dell’UNESCO, segretario del Club degli scrittori “Il Nuovo
mondo” e Responsabile della Dante Alighieri, Korça. Tra le sue
recenti pubblicazioni vanno segnalate: La danza delle foglie, il
volume Haiku in italiano (2016), Tempesta dell’anima, poesie
in Albanese (2017), Il tempo vive nel poeta, (2018), La tua
immensita’ m’inebria, (inglese-italiano), (2019), Le note di
primavera (inglese-italiano-albanese), 2019.
Vincitore di numerosi premi letterari tra cui “La medaglia d’oro
del premio Alessandro Magno”, Salamina (2016), “Il premio
della PEN Albania”, Korça (2019), “Il Premio all’Eccellenza al
Cipressino d’oro”, Follonica, Italia (2019) e il “Premio alla
Carriera- Il Canto di Dafne”, Aulla, Italia (2019).

“Le cose del mondo” (ed. Mondadori): Paolo Ruffilli, il poeta del vero tra e per gli uomini.

“Le cose del mondo”

Paolo Ruffilli

(collana “Lo Specchio”Mondadori)

– Recensione di Zairo Ferrante –


9962381Paolo Ruffilli, nel suo ultimo libro “Le cose del mondo”, edito da Mondadori nella storica e prestigiosa collana “Lo specchio”, ci regala  pagine di poesia assoluta.

Un progetto articolato, nel quale la fatica e l’impegno del Poeta si palesano verso dopo verso.

Nella prefazione della stessa opera, confezionata in modo impeccabile da un altro grande Maestro della poesia contemporanea ( ndr. Maurizio Cucchi), si legge che ci troviamo di fronte ad “… un’avventura poetica ed esistenziale che prende il via con la metafora del viaggio e degli incontri che il viaggio offre, della quotidianità onirica e a volte sgradevole di chi comunque si trova «straniero tra la gente»…” e “…Ruffilli si muove a diretto contatto con gli oggetti di cui si popola la vita, e che si impregnano del nostro passaggio, trovando il senso non banale della loro presenza, si tratti del cappello o del bicchiere, della barca o di un diario…”.

CatturaEd è, a mio avviso, proprio questo il miracolo compiuto dal Poeta, che in punta di piedi -anzi di penna -, partendo dal particolare, da oggetti semplici e quotidiani, giunge a spalancare le porte dell’infinito, accompagnando il lettore in una dimensione parallela.

Un luogo lontano ma allo stesso tempo vicinissimo, dove l’intima essenza di ognuno si mescola con il profumo del Tutto, dando vita ad un’affascinante danza fatta di ricordi, speranze e propositi che, pur se a volte intrisi di dolore e tristezza, riescono sempre ad aprire la mente e scaldare l’anima.

Una miriade di storie narrate alla maniera di Ruffilli, ossia cantate in poesia.

Un libro da leggere per ritrovare se stessi ed i propri affetti nelle cose del mondo.

ZF

tacco*Dalla prefazione del libro

Nel suo percorso poetico, Paolo Ruffilli ha praticato strade diverse, sempre confermandosi in una coerente, limpida solidità di pronuncia pur nella varietà di tematiche e argomenti. Questo libro Le cose del mondo (Mondadori) permette di seguirne il cammino per un arco di tempo pressoché quarantennale, trattandosi di un’opera unitaria composta a partire dagli anni Settanta, un ampio work in progress arricchitosi nel tempo. Un’avventura poetica ed esistenziale che prende il via con la metafora del viaggio e degli incontri che il viaggio offre, della quotidianità onirica e a volte sgradevole di chi comunque si trova «straniero tra la gente». Fino al ritorno, dal quale riparte la meditazione turbata sul senso delle cose e della vita, nelle incertezze e negli equivoci degli umani rapporti, tra vuoto, amore e violenza, mentre felicità «sempre si confonde / con la dissolvenza». Nel capitolo che dà titolo al libro, Ruffilli si muove a diretto contatto con gli oggetti di cui si popola la vita, e che si impregnano del nostro passaggio, trovando il senso non banale della loro presenza, si tratti del cappello o del bicchiere, della barca o di un diario. La sua fitta narrazione è affascinante, minuziosa, affabilissima, una sorta di insolito canzoniere dedicato a una realtà tanto essenziale nel vissuto quanto raramente indagata, come in queste pagine, con la concretezza maniacale dell’osservatore sensibile. Del poeta, appunto, che perlustra oltre la semplice superficie delle cose, e che qui prosegue con apparente orizzontalità il suo viaggio in un “atlante anatomico”, dedicandosi alla bocca o alla caviglia come al cuore o al cervello, non senza ironia delicata, producendosi nell’esercizio acuto e antiretorico di un corpo a corpo con il corpo stesso. Nella sezione conclusiva, infine, il poeta pesca nelle profondità e negli anfratti del dire, nella formidabile, paradossale e «visionaria immaginosa verità» della parola, alla quale chiede risposte, ben sapendo, nella sua saggezza, che troppi interrogativi rimarranno inesorabilmente aperti.

Maurizio Cucchi

Paolo Ruffilli (Rieti 1949) è presente nelle maggiori antologie degli ultimi decenni. Tra i suoi libri di poesia: Piccola colazione (1987), Diario di Normandia (1990), Camera oscura (1992), Nuvole (1995), La gioia e il lutto (2001), Le stanze del cielo (2008), Affari di cuore (2011), Natura morta (2012), Variazioni sul tema (2014). Traduttore e curatore di classici italiani e inglesi, è anche autore di narrativa e saggistica. Il suo sito è www.paoloruffilli.it

*Per acquisto anche in versione e-book: https://www.lafeltrinelli.it/libri/paolo-ruffilli/cose-mondo/9788804715801?zanpid=27673183C250197299&zanpid=2658351237510337536&gclid=EAIaIQobChMIrdbT1ZWu5wIVGed3Ch1jFwuvEAQYASABEgINWPD_BwE&awc=9507_1580485066_c21eb3483207ebaef516084483b101c1

Per non dimenticare “il giorno della memoria”

VERSI DI MARIA PELLINO

Nessun ricordo

il-bambino-con-il-pigiama-a-righe-maxw-1280

Nessun ricordo  restituisce oggi pace al grido del tempo sul ciglio della ferocia.

Un fiume di intrecci antropici, toppe di pelle sgualcita, svanisce
nel miasma macilento
 di una sorte inviolata.
Acre l’odore di gesti che si dimenano tra l’eco vivo delle paure.
Folle lo schizzo
di quel falso genio
che a sé  richiama
anime rese nefaste

dalla sua fragilità.

°Versi ricevuti direttamente dall’autrice tramite email.
°°Foto tratta dal film “Il bambino con il pigiama a righe”.
Pagine:«1234567...73»