BANDO DI PARTECIPAZIONE AL I PREMIO DI POESIA “GANDHI D’ITALIA” Sulle orme di Danilo Dolci

122896386_107167454522760_6347228056694343322_nCon l’autorizzazione della famiglia Dolci, nella figura del figlio dott. Amico Dolci, viene bandito il Primo Premio di Poesia “Gandhi d’Italia” dedicato alla poliedrica figura intellettuale di DANILO DOLCI (1924-1997) poeta, scrittore, educatore e sociologo, attivista non violento noto, appunto, come il “Gandhi italiano”. Dolci, oltre alla sua attività educativa, operò nella lotta alla mafia; nel 1957 in Russia il suo impegno per la lotta non violenta venne riconosciuto con il celebre “Premio Lenin per la pace” (che accettò, pur dichiarando di non essere comunista). Nello stesso anno, con il saggio Inchiesta a Palermo, ottenne il prestigioso Premio Viareggio. Numerosi altri furono, negli anni, i riconoscimenti a lui tributati. Immensa la sua produzione letteraria, tra le maggiori opere vanno ricordate Banditi a Partinico (1956), Spreco. Documenti e inchieste su alcuni aspetti dello spreco nella Sicilia occidentale (1960), Verso un mondo nuovo (1964), Non esiste il silenzio (1974), La comunicazione di massa non esiste (1987), Se gli occhi fioriscono. 1968-1996 (1997) e Una rivoluzione nonviolenta (2007).
Il premio viene organizzato in collaborazione dalle Associazioni Culturali “Le Ragunanze” di Roma, “Euterpe” di Jesi (AN), “CentroInsieme Onlus” di Napoli, “Africa Solidarietà Onlus” di Arcore (MB) e dal Progetto “Capire per capirsi” di Monte San Giovanni Campano (FR). La partecipazione al concorso è regolamentata dalle norme contenute nel presente bando.
Articolo 1 – La partecipazione al premio è gratuita.
Articolo 2 – È possibile partecipare con una sola opera poetica (in italiano o in dialetto) inedita a tema libero che non superi la lunghezza di 40 versi. Pur essendo il tema libero, saranno particolarmente gradite opere dal carattere civile e dell’impegno, aventi quali temi o rimandi aspetti dell’impegno culturale di Danilo Dolci.
Articolo 3 – L’opera inviata non dovrà aver ottenuto un precedente premio da podio all’atto di chiusura del bando, ovvero alla data di scadenza di partecipazione.
Articolo 4 – È richiesto di inviare in un’unica mail avente per oggetto “Primo Premio di Poesia Gandhi d’Italia” la propria opera poetica in formato Word e un file a parte, sempre in formato Word, contenente i seguenti dati:
– nome, cognome, data e luogo di nascita, indirizzo di residenza completo (Via, città, cap.), telefono fisso e cellulare, indirizzo mail e queste attestazioni:
– Dichiaro di essere l’unico autore della poesia e di detenere i diritti a ogni titolo.
– Acconsento il trattamento dei miei dati personali secondo la normativa vigente nel nostro Paese (D. Lgs 196/2003 e GDPR) alla Segreteria del Primo Premio di Poesia “Gandhi d’Italia” e a tutte le Associazioni Culturali che organizzano e patrocinano l’iniziativa.
Articolo 5 – Le proprie opere, corredate dei materiali richieste, vanno inviate entro e non oltre il 28 febbraio 2021 alla mail premiodipoesia.danilodolci@gmail.com
Art. 6 – Tutti i materiali pervenuti verranno letti da una Commissione di giuria composta da poeti, scrittori, critici letterari, giornalisti e recensionisti, membri del panorama letterario e culturale italiano, i cui nominativi verranno rivelati in sede di premiazione.
Art. 7 – Verranno proclamati un primo, un secondo e terzo vincitore che otterranno una targa personalizzata e la motivazione della Giuria. Ulteriori premi, quali menzioni d’onore, segnalazioni o premi d’incoraggiamento, potranno essere attribuiti ad altre opere, qualora la Giuria ne manifesti la volontà. La stessa Giuria, ottenuto il parere favorevole dei referenti del progetto, ha la facoltà di attribuire premi speciali. Trattandosi di un premio a partecipazione gratuita, ciascun Associazione ed ente che collabora all’organizzazione s’impegna alla messa in palio di almeno un premio nel corso della manifestazione.
Articolo 8 – La cerimonia di premiazione si terrà in un luogo e in data da destinarsi, tenendo presente l’evolversi della situazione di emergenza sanitaria dettata dal Coronavirus in atto e, laddove non sarà possibile tenerla fisicamente, i premi verranno spediti a domicilio.
Articolo 9 – Ai sensi del D.Lgs 196/2003 e del Regolamento Generale sulla protezione dei dati personali n°2016/679 (GDPR) il partecipante acconsente al trattamento, diffusione e utilizzazione dei dati personali da parte della Segreteria del Primo Premio di Poesia “Gandhi d’Italia” e di tutte le Associazioni Culturali/enti che organizzano e patrocinano l’iniziativa.
Articolo 10 – Il bando di concorso è costituito da nr. 10 (dieci) articoli compreso il presente disposti su nr. 2 (due) pagine. La partecipazione al concorso implica l’accettazione tacita e incondizionata di tutti gli articoli che lo compongono.
Gli Organizzatori
Michela Zanarella, Alessio Silo, Vincenzo Monfregola, Lorenzo Spurio, Cheikh Tidiane Gaye
INFO:
Mail: premiodipoesia.danilodolci@gmail.com

Il DinAnimismo consiglia: “Fin qui visse un uomo” di Gerardo Masuccio (InternoPoesia 2020)

gerardo-masuccio-interno-poesiaL’opera prima di Gerardo Masuccio consegna al lettore un canto malinconico e consapevole del mistero dell’essere, in costante equilibrio tra la precarietà della vita, il silenzio della verità e l’estraneità al mondo. Con uno stile vigile, misurato e riconoscibile, Fin qui visse un uomo è la prova documentale della vita che accade nel segno della caducità dei rapporti e dell’amore, in cui il poeta diventa testimone della propria marginalità e voce di un riscatto che dà sostanza al proprio vivere.

 

E non mi scuote il punto di domanda:
che il peccato sia un dono o una colpa
è il dilemma del folle,
che l’amore sia un fiume
cui manca la foce – o la fonte –
è l’inganno del mite.

Questo mio sopravvivermi invece
non trova risposta
tra la polvere e i piatti di carta,
nell’istinto dell’acqua e del sonno.

E si nutre – spiraglio taciuto –
del tiepido gelo
d’esser qui, ma per sbaglio.

 

*

 

Copertine-per-Masuccio-camaioreRitorna la memoria al corridoio,
alla tua stanza
foderata d’ombra.
La porta austera, in vetro,
ci separa:
di là forse riponi una collana
nel portagioie,
di qua mi stringo al dubbio del silenzio.

Cos’è l’averti amata, se non tregua
dal desiderio d’essere?
Cos’è, se non dolore, oltre la porta
saperti – inerme – attendere
l’appello dell’assenza?

Io serbo una speranza e cedo al vuoto,
dove non c’è più dove
e tace il quando:
amarti senza l’onore
di chi – ferito, stanco –
ama ed è.

*per info libro:https://internopoesialibri.com/libro/fin-qui-visse-un-uomo/

 

Il dinanimismo presenta: Sara Comuzzo “Dove i clown vanno quando sono tristi” (Bré Edizioni)

Nel 2009, all’interno del 1° manifesto del Dinanimismo, scrivevo: – Sempre più gente si allontana o evita di avvicinarsi a questa forma “Innata d’Arte” (ndr. la Poesia) e sempre più “Dotti” cercano di spacciare la Poesia come un qualcosa di non accessibile a tutti. Signori miei, “mercanti di classismo”, secondo me siete sulla strada sbagliata! La Poesia è Anima, anzi è la voce dell’Anima, è istinto, è voglia di vivere, è uno dei pochi mezzi (insieme alla Musica ed alle Arti visive e figurative) che permette, a mio avviso, di dialogare in silenzio con noi stessi.

Bene!

Oggi, nella Poesia di Sara Comuzzo troviamo tutto questo. Istinto, rottura degli schemi, forza, rivoluzione e una sana irriverenza. Ingredienti che la rendono una Poetessa della (per la) Gente.

Un vulcano che non può essere assolutamente contenuto in un vecchio salotto impolverato ed inquinato da “finti dotti” che si spacciano per Maestri.

ZF

Cattura*Sisifo
Sisifo rallenta un po’
si asciuga il sudore
salita.
[fottuta]
un’eterna
tutto
è

 

 

 

*Pozzanghere
Raccolgo pozzanghere,
le offro al Sahara
giusto per trattenere la pioggia
fuori dalla nostra storia.
In Irlanda, col tempo che fa,
nessuno si accorge quando piangi.

 

*Rovescio
La quarantena incomincia negli incubi
da cui non riesci a svegliarti.
La prossima volta,
mi mostrerai un centinaio di modi diversi
per dire la stessa cosa.
I miei libri – hai detto –
sono tenuti nel reparto Tristezza.
Al centro della guancia
sta sempre immobile
l’attesa di un rovescio.

BIOGRAFIA
Sara Comuzzo (Udine, 1988) ha pubblicato cinque raccolte di poesie e una di racconti. Sue poesie appaiono su siti, riviste e blog letterari in Italia e all’estero e sono state tradotte in portoghese,
spagnolo, russo e inglese. Ha studiato letteratura moderna e studi di genere alla Sussex University con una tesi sul teatro di Sarah Kane.
Collabora con YAWP nel reparto “Poesia”, come critica e traduttrice. Vive e lavora in Inghilterra.

*Versi Tratti da  “Dove i clown vanno quando sono tristi” (Bré Edizioni) e ricevuti direttamente dall’Autrice.

E-Book Vitaldo Conte: Dioniso Legami Lussuria Futurista (Tiemme digitali)

41PBohzbQ2L15 settembre 1994-2020:  in questi giorni ricorre l’anniversario di Moana Pozzi, la celebre attrice (e speciale)principessa del porno italiano: speciale per- a suo tempo-  avere bucato anche i media televisivi per le caratteristiche insolite e affascinanti, sorta di Bella Addormenta a  occhi letteralmente aperti…  Ma non solo un outsider del cinema porno, capace di avere valicato le frontiere settoriali  e in genere volgari del genere:  Vitaldo Conte, artista e noto critico d’arte delle ultime avanguardie (Docente di Belle Arti a Catania e Roma), uno degli ultimi futuristi,  ha appena pubblicato on line, proprio per questo 15 settembre 2020, l’ebook Dioniso Legami Lussuria Futurista (Tiemme Digitali)  in cui si analizza la figura di Moana persino come pornofuturista, proprio come filo d’Arianna che parte dal Dio caro a Nietzsche fino al marchese De  Sade passando, ad esempio per la futurista Valentine de Saint Point  fino a Moana Pozzi (e altre figure perturbanti dell’Eros, anche Valentina di Crepax. In tempi di distanziamento sociale (per il noto virus) per via squisitamente- sia ben chiaro immaginale–  questo eBook di Conte è  un messaggio culturale  fuori dal coro e di speranza, un inno alla libertà delle donne  e si avvale anche di contributi di un altro noto teorico dell’arte  Carmelo Strano e del neofuturista Roberto Guerra, testi  su Moana Pozzi).
Cosi’ scrive e dice Conte:
 
L’ebook esce in coincidenza con la data di morte di lei (15 settembre 1994).
“Roberto Guerra, visionario autore trans-futurista, “vede” una traslazione erotico-virtuale tra la futurista Valentine e Moana (Pozzi) che indica come possibile erede. Per lui «La futurista Valentine de Saint-Point, amazzone e scrittrice, è per le donne del futuro – cioè oggi – bambola infinitamente più viva, animata e libera di tutto il femminismo virile e matriarcale contemporaneo».
A questa ipotesi di Porno-Futurismo appartiene la mia figurazione che ho espresso su ‘Fyinpaper’ per mezzo della narrazione fantastica della pulsione: quella di Valentine che si “collega” con la Valentina disegnata da Guido Crepax. Scrivo: “Qui il Porno diviene possibilità di creazione immaginale, liberandosi dall’imperativo di dover essere oggetto consumistico per l’eccitazione sessuale. Le sue figurazioni desideranti di donne e di bambole ricercano Dioniso nei legami della Lussuria che diviene mistica d’amore”.
Vitaldo Conte
 
D- Vitaldo, la pulsione è spesso evocata nella tua scrittura teorica e narrativa, in passato hai perfino redatto un suo possibile manifesto. È presente anche nel creare performativo, soprattutto attraverso il tuo avatar Vitaldix con i suoi voli-poema dedicati al Futurismo. La pulsione, nei tuoi racconti fantastici, dialoga spesso con Valentine de Saint-Point, l’autrice del manifesto futurista della Lussuria. Questi argomenti sono presenti nell’ebook. Dacci qualche informazione sul manifesto e su Vitaldix.
R- In una serata «di bicchiere semivuoto, abbiamo buttato giù, d’istinto controllato, un Manifesto della Pulsione» rammenta Carmelo Strano con cui ho scritto questo testo nel 2009 a Catania: “Pulsione contro la depressione economica e psichica. Contro l’appiattimento di ogni sorta e origine. (…). Arte pulsionale contro l’arte stracca, esasperatamente analitica e ripetitiva”.
Vitaldix nasce da me (nel solstizio d’estate 2009) per una mia esigenza di sconfinamento della teoria nell’arte-azione. Il primo evento è a Nettuno: un volo-poema nel cielo per celebrare il centenario del Futurismo con una rosa rossa in bocca. Nella sua identità di “corpo narrante” concorrono le T Rose, compagne di avventure di arte-vita nei suoi risvolti visivi e sonori.
VIDEO  …  MOANA FUTURPUNK (2009)https://youtu.be/IjhxwM7mECE
                   VALENTINE MOANA (2017)  https://youtu.be/PskyXqx9Kk4

Il senso del bello nell’era “social” (…da Botticelli a Chiara Ferragni): versi di Zairo Ferrante

La Venere Social
di
Zairo Ferrante
CatturaLa venere rinasce
eclissi o luna nuova
un’era social, questa
di finti e vuoti Botticelli.
Resiste ancora la bellezza
soltanto confondendosi
nella stanza degli specchi
tra like, instagram e fotofiltri.
Ai barbari poco importa
del tempo amaro e
di tutto il resto.
Scivola questo fiume
menti e cuori
spesso disinteressati.
Eppur ci salverà ancora,
come un tempo antico,
il bello che mai muore.
Zairo Ferrante 09/2020 – inedito-

“SOTTO I CIELI DI CHE GUEVARA”: NUOVA OPERA PER Il POETA GABRIEL IMPAGLIONE

downloadIl giornalista radiotelevisivo noto in America Latina, l’etica, la militanza politica e l’arte della poesia, l’intellettuale e l’uomo.

Il poeta argentino Gabriel Impaglione si svela all’Editore Fabio Pedrazzi in una lunga intervista di drammaticità devastante e superba ironia,

comunque destinata a rimanere nella storia della letteratura.

Perché siamo uomini, perché una responsabilità civile che dovrebbe accomunare l’umanità.

E il perché dell’amore, che muove il mondo e fa scoprire l’autentica essenza della vita.

Un libro, una perla in lingua italiana e spagnola:

SOTTO I CIELI DI CHE GUEVARA: Bajo los cielos del Che Guevara

 

di Gabriel Impaglione e Fabio Pedrazzi

Italiano y Castellano 

Pedrazzi Editore, 2020

Copertina flessibile (vedi in all.).

Leggi un estratto del libro, ordina, acquista su: https://www.amazon.it/dp/B08CWM83ZN

Musica, Arte e Poeisa: l’Attesa, il nuovo album di Alberto Nemo, con testi di Fabio Strinati e copertine originali di Mauro Mazziero.

a1264014819_16Domenica 5 luglio è uscito “L’attesa”, il trentatreesimo disco di Alberto Nemo.

L’opera è prodotta da MayDay.
I brani segnano una nuova svolta nella sua vastissima produzione artistica. L’interpretazione assume una valenza altamente espressiva che possiamo descrivere con il neologismo “attorante”. L’artista mette in atto un’operazione di improvvisazione musicale e interpretativa che ha come punto di forza il gesto fisico e sonoro, visto come fenomeno unico e irripetibile.
Per quanto riguarda la parte lirica il disco è stato realizzato con la collaborazione di Fabio Strinati.
L’album verrà stampato esclusivamente in vinile solo su ordinazione. La copertina di ogni singola copia verrà dipinta a mano da Mauro Mazziero.

“Condominio S.I.M.” di Alessandro Canzian (… un Poeta degli uomini).

9788883360640_0_221_0_75Condominio S.I.M è l’ultima raccolta di Alessandro Canzian, edita da “Stampa 2009”. L’opera si mostra originale ed intrigante sin dal titolo, il cui significato viene svelato all’inizio del libro, subito dopo la puntuale e attenta prefazione di Maurizio Cucchi; un sorta d’invito con cui il Poeta spalanca le porte del proprio microcosmo. Un piccolo mondo fatto di donne ed uomini, di profumi, sapori e rumori, per mezzo dei quali il particolare tende a confluire nell’universale.

“Il Condominio S.I.M. è un Condominio sito a Maniago. La sigla S.I.M. sta per Società Immobiliare Maniaghese. Costruito nel 1970 circa fu inizialmente pensato come un albergo. A costruzione quasi ultimata la Società si accorse però che nella zona e in quel periodo un albergo non avrebbe potuto funzionare, per cui fu riqualificato come Condominio. Sono ancora presenti il ristorante, oggi utilizzato come luogo di culto dai Testimoni di Geova, e il gabbiotto del custode, utilizzato come ripostiglio.”

I versi di Canzian si susseguono come piccoli frammenti di quotidianità e, pian piano, compongo storie, delineano vite e ci rivelano il senso profondo del “fare poesia” che si compie nell’osservare, scovare, immortalare e donare al prossimo.

Un lavoro preciso ed attento quello di Alessandro che, con le sue sestine ed i suoi componimenti eptastici (peraltro una vera e propria “chicca” d’Autore), ci regala attimi di rara e vera sensibilità, accompagnandoci in un “luogo” fatto di persone e di anime che gioiscono e soffrono, che amano ed odiano.

In questa raccolta, il Poeta, con “limpida nettezza comunicativa”, ci rappresenta il suo mondo che, alla fine, non può non diventare anche il nostro.

Zairo Ferrante

Olga il lunedì la penso
con un vestito ampio, colorato,
il martedì con un qualcosa
di più aderente, alla sua pelle,
alla cartilagine
della settimana in un foulard.
I capelli raccolti, le cadono.

***

Carlo sbatte la porta
ogni volta che torna a casa.
Misurano cinque passi le sue
felicità – se si può parlare
di felicità quando si hanno
i calzini sporchi e gli occhi
bucati, dall’ultima lavatrice –.

***

Di Silvio ricordo un gesto.
Quando usciva girava sempre
due volte la chiave nella toppa
e bussava forte. Una
chiusura non è mai chiusura
senza una porta a cui bussare.

Per acquistare: https://www.ibs.it/condominio-sim-libro-alessandro-canzian/e/9788883360640

Giu 11, 2020 - Senza categoria    No Comments

“L’Olimpia” di Luigia Sorrentino al “Napoli Teatro Festival Italia”.

Cattura1Come annunciato dalla stessa poetessa e giornalista sulla sua pagina facebook: “E’ ufficiale. Andrà in scena al Napoli Teatro Festival Italia, diretto da Ruggero Cappuccio, la mia drammaturgia: OLIMPIA, TRAGEDIA DEL PASSAGGIO, per la regia di Luisa Corcione.

Luigia Sorrentino continua precisando che: “Sarà un primo studio, perché il coronavirus ci ha impedito di realizzare il progetto iniziale. Abbiamo dovuto tener conto delle regole di distanziamento imposte dal governo, e di molto altro… comunque sarà bello, perché seppure lo spettacolo è stato drasticamente ridotto, avremo in scena attori del calibro di Emilio Vacca, Noemi Francesca, Peppe Voltarelli. Nessuna scena, ma architettura dei personaggi, con le opere di Luisa, Rosaria e Anna Corcione. Nella drammaturgia tratta da “OLIMPIA” (libro) si fa strada un nuovo personaggio: Empedocle. Spero sia uno spettacolo che ridia speranza nel futuro… è quello che mi auguro.”

Nel riadattamento di Olimpia, tragedia del passaggio, per la drammaturgia di Luigia Sorrentino, si dà spazio alla collaborazione artistica di varie discipline artistiche, da rendere così la pièce un lavoro multidisciplinare. Gli elementi scenografici e quelli di costume sono sostituiti da opere pittoriche, scultoree e istallazioni. Le musiche originali si uniscono alla Danza. Il collante resta la Poesia: un linguaggio che sembra perduto nel tempo ma comunque contemporaneo che dona il giusto bisogno di essere espressa in questo momento storico. L’arte cerca spesso di raggiungere la poesia; per raggiungere questo scopo, abbiamo eseguito una ‘chiamata alle arti’, perché sosteniamo che oggi, più di ogni altro momento, sia il tempo delle collaborazioni. Il tempo di fare “gruppo”. Bisogna lasciare alle spalle un passato fatto di individualismo, di isolamento e di tristezza emotiva per dare spazio a nuove forme composte da un’unica energia e un solo obbiettivo: la vera bellezza possibile. Nell’ Olimpia che metto in scena, l’artista si trova all’interno, nell’umidità del pensiero, dove nasce l’arte. Composto d’arte, ma non è ancora maturo per chiamarsi tale. La Figura di Iperione è emblematica. Viene al mondo dall’oscurità della madre terra ma una volta fuori si rende conto che il suo destino è quello di soccombere. Resterà confinato nella non luce, in quella sottile linea che divide la notte dal giorno. Poi Iperione si trasforma in Empedocle, che bene presto prenderà coscienza che non può difendere la sua sete di potere perché egli stesso è l’artista che sconfina, supera la soglia, il confine fra l’umano e il divino. Empedocle cercherà di innalzare ponti sull’acqua, per il suo spietato desiderio di fama e di conquista, ma non ce la farà. Olimpia, la deità arrivata nella città per restituire all’umanità il sé sacro, si contrapporrà a Empedolce, che ha cercato di raggiungere il Divino violando il sacro. Ma anche la sorte di Empedocle è segnata: Crollerà su se stesso e alla fine si lascerà morire roso dal senso di colpa. Questo Studio sul Testo della Sorrentino, fa comprendere che anche l’arte è destinata alla distruzione, come tutte le opere di ingegno dell’umano. Prendiamo per esempio l’artista sudafricano William Kenttridge, che ha realizzato un fregio sul Lungo Tevere a Roma “TRIUMPHS AND LAMENTS”. Kentridge ha dichiarato che “L’artista che non sa fallire, è un integralista”. Il fregio, realizzato con una tecnica volutamente effimera e fragile, offre una lettura della storia della città, che contrappone fasti e miserie, glorie e sconfitte.

Il palco/grembo, è il corpo di Olimpia: in essa tutti i corpi diventano armonici. La musica invece richiama il canto del ritorno alla città, nella consapevolezza che il passaggio dell’umano e dell’artista è al tempo stesso… CONTINUA SU: https://napoliteatrofestival.it/spettacolo/olimpia-tragedia-del-passaggio/?fbclid=IwAR2LX8d_JP-Ayt7lp3RIOkQLRWePYqbg4Uv_ebXB0NCxRAmbOzXAHcnAfEc

Il Dinanimismo sostiene “Catena Umana”: un progetto editoriale realizzato da Luigia Sorrentino in collaborazione con Fabrizio Fantoni.

CatturaCatena Umana, un progetto editoriale ideato da Luigia Sorrentino in collaborazione con Fabrizio Fantoni.

Luigia Sorrentino, Poetessa e Giornalista Rai, nella sua introduzione, pone l’attenzione sulla “…necessità di tornare a parlarsi con filosofi, poeti, artisti, cercando insieme di rispondere alle domande che mai come in questo momento, affliggono l’umanità intera. Quale mondo ci attende dopo il coronavirus? E chi lo governerà? I poeti e i filosofi, medici dell’anima e del pensiero, ci accompagneranno in questo cammino, ma certamente non potremo sostituirsi ai governanti, al potere della scienza e della tecnica che si va sempre più profilando. …https://www.facebook.com/poesia.luigiasorrentino/posts/3263829596994667

Dall’introduzione al progetto (tratta da:  Il primo blog di poesia della Rai ) “… La necessità di contenimento imposte dalla pandemia hanno sollevato numerose proteste sul piano geopolitico e ideologico, volte a rivendicare i diritti umani che sembravano essere stati messi in discussione. Anche se nella maggioranza dei casi, le reazioni più condivise sono state di accettazione eppure spesso alla base vi era un fondo di amarezza per quello che sembrava essere, oltre che una misura di tutela sanitaria, anche un attentato alla libertà individuale e collettiva.

L’isolamento forzato, il trauma vissuto dalle persone contagiate che hanno dovuto separarsi bruscamente da uno o più familiari che avevano contratto il virus in una forma più grave con difficoltà respiratorie tanto da richiedere il ricovero in ospedale… L’aver saputo poi che il congiunto, la persona amata, era morta nella più totale solitudine… Il non aver potuto assistere i propri cari negli ultimi istanti della loro vita… Il non aver potuto dare loro degna sepoltura… è stata un’ esperienza tragica e estremamente violenta.

Molti studiosi hanno detto poi che la violenza e la velocità del virus di trasformarsi e di replicarsi potrebbe essere stata causata anche dall’inquinamento ambientale e dai già tanto temuti cambiamenti climatici. Un fatto che ci pone oggi più che mai di fronte alla necessità e all’urgenza di fare una scelta decisiva nel nostro presente: cambiare il nostro modo di vivere per non ammalarci e per non distruggere il nostro pianeta.

Ma attraverso quali metodi si configurerà il nuovo modo di vivere e di stare al mondo?

Partendo da questi elementi di riflessione, poeti, scrittori, filosofi e giuristi  fanno formato una catena umana, ognuno scegliendo la propria lingua di elezione nella consapevolezza che oggi più che mai c’è bisogno di “strumenti umani” per governare il mondo. Poeti, artisti, filosofi si prendono per mano nella consapevolezza che è necessario tornare insieme a riflettere sulla condizione umana e sulle nuove prospettive che l’umano dovrà fronteggiare.

Ancora una volta al centro di tutto torna la parola.

Catena umana è dunque la forza del dialogo fra le diverse discipline umanistiche nel tempo del coronavirus, la più grande pandemia della storia moderna.”

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