Roberto Guerra: storia recente del Neofuturismo (con Cecchini, Ferrante, Giubileo, Conte, Brugnoli et Al.)

Roberto Guerra: storia recente del Neofuturismo (con Cecchini, Ferrante, Giubileo, Conte, Brugnoli et Al.)

2020 – Fine del Neofuturismo? Viva il Futurismo! (2010-2020)…

umberto_boccioni_la-risata_futurismo_riassunto_due-minuti-di-arteIn quest’anno epocale 2020 (per ben altri tragici motivi, in certo senso dentro una sorta di guerra batteriologica), dopo già alcuni anni di esaurimento del cosiddetto neofuturismo come Rete anche organizzata, tempo di certificarne criticamente la fine almeno in tal senso, anche se alcuni autori sono tutt’oggi attivi, alcuni anche approdati in certi vertici contemporanei, qualcuno ancora in sinergie almeno interpersonali e culturali.

Ma andiamo con ordine, ripartendo dal 2010, anno in cui avevamo live… tentato già un succinto, relativo e provvisorio bilancio lavori in corso e premettendo almeno alcune rettifiche per il bilancio precedente, per nostra non lieve disinformazione, in un caso, e per una omissione dovuta a certe contingenze.

Nel primo caso, non abbiamo parlato, fin dall’inizio dell’artista, poeta, critico d’arte e docente alle Belle arti prima di Catania e poi Roma, oggettivamente tra i più importanti, anche storicamente, per il neofuturismo…

[…]

Nel frattempo, nel 2010, fu certamente un apice Transumanista e neofuturista il Convegno Internazionale di Milano, Transvision 2020, a cura dell’AIT, con la presenza partecipazione (oltre agli italiani Campa, Vaj, Prisco ecc.) di chi scrive e Antonio Saccoccio, via video di Cecchini, in cui fu ufficializzato il neofuturismo anche come Transumanesimo (sua ala artistica e letteraria, elettronica).

In certo modo chi scrive e lo stesso Saccoccio curarono due laboratori ufficiali transumanisti soprattutto on line per qualche tempo: in quello artistico on line tramite alcuni blog personali (Neofuturismo e Asino Rosso) collaborarono dell’allora Azione Futurista Ferrara oltre a Cecchini, i ferraresi stessi Ganzaroli, Landini e Ferrante, spesso poi presenti in alcuni dei volumi futuristici che ho curato in quest’ultimo decennio (anche altri di/da Ferrara, ad esempio Gaia Conventi, Bruno Turra, Vitaliano Teti, Silvia Forty ecc.).

Altri vertici (neo)futuristi furono certamente sia sul piano pubblicistico che convegnistico fino a metà degli anni 10 del 2000:

Nel 2013 Saccoccio curò a Roma a cura dell’Università Tor Vergata, il convegno e Eredità e Attualità del Futurismo , con relatori fondamentali sul Futurismo storico e contemporaneo (Tallarico, Saccoccio, Campa, Hayek, Conte, ecc, anche video con chi scrive, Cecchini e i netfuturisti), a cura anche di un altro nuovo critico futurista G. Carpi.

In Sardegna a cura di Giuseppe Manias e la Biblioteca Gramsciana, ricordiamo l’evento Futurismo, Neofuturismo, con Cecchini e il sottoscritto (presentazione del nostro Gramsci e il 2000, poi in eBook Gramsci 2017 per Armando editore).

La meteora creativa Italian Transhumanist

Negli ultimi anni, infine, personalmente, a parte la relativa sinergia con Zoltan Istvan, abbiamo curato alcuni eBook e un libro cartaceo, con molti autori (anche Zoltan Istvan e altri transumanisti stranieri), spesso noti, in ottica futurista e transumanista… (Anche per l’editoria nazionale maggiore…) e molti anche vicini semplicemente al “neofuturismo”.

Ad esempio, il primo eBook della serie Futurismo Renaissance, con circa 40 autori e co-curato con P. Bruni del Mibcat…(Deleyva.)

Il filosofo e giornalista Angelo Giubileo ha attraversato il transumanesimo in gran parte di questa pubblicistica ancora recente, anche in alcuni suoi libri e in articoli vari

In quel periodo lanciai un piccolo gruppo transumanista essenzialmente letterario e facemmo in tempo a farlo figurare tra i partner del 2° Congresso di Space Renaissance di Bologna (2018), il gruppo astronautico di Adriano Autino; partecipai come artista (eravamo in 2 o 3… con una breve performance parlando di David Bowie e degli stessi transumanisti…).

Tra i numerosi altri relatori, scienziati dell’agenzia spaziale italiana e europea…

CONTINUA SU: https://futurismo2000.blogspot.com/2020/12/2020-fine-del-neofuturismo-viva-il.html?m=1&fbclid=IwAR1slQf6E_eHKu8QAw_tPSKH0io9ejGSPPhPmGb0OMqE1EzU6_kqs2LZlkc

*Foto: Umberto Boccioni, La risata, 1911, New York, Museum of Modern Art; liberamente tratta dahttps://dueminutidiarte.com/2017/01/15/umberto-boccioni-breve-biografia-opere-principali/ 

Vincitori Premio letterario per “Agnese” IV ed. 2020 – Associazione Culturale “Sebben che siamo donne”

sebben che siamo donne

Vincitori Premio letterario per “Agnese” IV ed. 2020 – Associazione Culturale “Sebben che siamo donne”

*Bellezza

Aria di Primavera,

voglia di volare.

Come un fuoco d’artificio

il sole ci bacia.

Sentimento di libertà

che rimane dentro di me.

Voglio sentire il profumo del mare,

il respiro di un bimbo che dorme,

toccare i petali di un fiore,

ascoltare la notte che canta.

Nasce dal cuore e dalla luce,

per fare felici gli altri,

non più nuvole sospese in aria

ma tutti siamo insieme.

L’orchestra in un abbraccio

come il canto degli uccellini

è bello giocare insieme

e farsi nuovi amici!

agnese lamattina

  • Sez. A Poesia Inedita: Lucia Lo bianco ( Liriche: Amazzone, E da domani sarò donna più indurita, urla una donna nella pioggia).

 

  • Sez. B Poesia Edita: Ornella Gatti (Raccolta: Se lo sguardo è da un oblò).

 

  • Sez. C Racconto Inedito: Gabriele Andreani ( Racconto: Il coraggio di sognare).

 

  • Sez. D Narrativa edita: Antonio Luna (Romanzo: Le trè verità).

lucio marino

  • Sez. E Versi in classe “Lucio Marino”: Scuola dell’infanzia “Grazia Deledda” Bologna ( Poesia: *La bellezza – *vedi foto -).

 

  • Sez. Premio speciale Libera: Gianpaola Costabile (Romanzo: Donne Madonne).

 

 

 

 

BellezzaLa giuria ha inoltre assegnato i seguenti attestati di merito a:

  • Elisabetta Liberatore per “L’atroce rito”.
  • Pietro Catalano per “La geometria dei girasoli”.
  • Michelangelo Bartolo per “L’Afrique c’est chic”.
  • Alice Francescgìhini per “Dimmi che mi hai voluto”

LA GIURIA:

Fabio Strinati (Presidente); Milena Carducci, Nicole Martino, Zairo Ferrante, Georgia Gratsia, Marcella Lamattina.

 

 

*Bellezza: 

Partecipanti: Sezione Gialla, 25 bambini di 5 anni (Scuola dell’Infanzia “Grazia Deledda” I.C. 22 di Bologna – Via Domodossola 2 40139 Bologna)

Quante volte parlando con i bambini mi sono resa conto che il loro lessico è spesso limitato, tendono ad utilizzare un numero ridotto di parole che sono loro familiari e di uso comune. Infarciscono spesso i loro discorsi di gerghi e ripetizioni ricorrenti rendendo il linguaggio veramente povero e monotono.. Con i bambini però si può giocare, drammatizzare, creare, immaginare con le parole e divertirsi insieme ad ampliare il vocabolario dando voce alle loro emozioni. E così, un giorno, sulle note della “Sonata al chiaro di luna” di Ludwing Van Beethoven i bambini hanno cominciato a parlare della bellezza. Ne abbiamo parlato a lungo poi ho chiesto loro:- Com’è la bellezza?..Cosa fa?.. A cosa somiglia?..

Tutte le loro idee ed emozioni sono state raccolte nella poesia “Bellezza”. In allegato è presente la foto del loro elaborato.

Impariamo dai bambini ad aprirci agli altri e alla bellezza della vita.             

Insegnanti: Raffaella Serenari e Nicoletta Suzzi

**Foto in ordine di apparizione: 1) Logo “Sebben Che siamo Donne”; 2) Agnese Lamattina; 3) Lucio Marino;3) lavoro didattico – Poesia “La Bellezza”.

***Link utili: https://sebbenchesiamodonne.com/

“Nuovo canto palindromo”: inedito di Rita Stanzione

Nuovo canto palindromo

di 

Rita Stanzione

 

001Sembra allegro quell’uomo

che invia delle stampe

per l’anno nuovo, l’arte

di amare l’arte, una poesia

che col pretesto

delle sue belle figure

retoriche, fa cadere i bottoni

cattivi dai fiori.

 

Non si toccano i fiori.

Solo a dirlo viene in mente

la Storia di pulsanti fatidici

e piani a difesa le polveri.

Ai visi in attesa, lui chiede?

di riempire il sereno

fare un giro sul petto

via, all’altra parte del mondo

in un canto palindromo

il mio o il tuo. Il loro che torna.

 

*versi ricevuti direttamente dall’Autrice tramite e-mail.

**Quadro Golconda – Magritte – liberamente tratto da https://www.frammentirivista.it/golconda-magritte-analisi/

DECLINAZIONI DELL’ACQUA di Maria Grazia Cicala (anteprima virtuale mostra fotografica)

DECLINAZIONI DELL’ACQUA

di

Maria Grazia Cicala

01_Ninfee pallidi e lieve..L’Acqua è il tema dominante, visivamente e allegoricamente. Si presenta come elemento primordiale e viene via via declinato nelle possibili implicazioni, personali e metaforiche. Acque di riparo e di tempesta, di profondità e di superficie; acque che sono origine, mistero, fluidità e quindi vita e sentimento.

L’Acqua viene eletta sublimatrice del passato e confidente, come se fosse in grado di custodire in sé i segreti degli eventi di cui è testimone. Essa è identificata come una difesa contro lo scorrere del tempo.

Tutto ha inizio dalla Poesia Visuale di Carlo Belloli: Acqua. Una poesia di segni/segnali. Parole/segnali che traducono un’azione più che un’idea. La poesia visuale è un linguaggio internazionale inelitario. Spoglio di contenuti emotivi, di immagini, di similitudini, il poema visuale si compone sulla semplicità dei significati delle parole e sulla complessità dei segni. Per il poeta lineare le parole sono cose, le frasi oggetti; per il poeta visuale le parole sono segni, mentre le frasi appartengono alla prosa.

02_Ninfee seppiaDalla poesia visuale di Belloli: Acqua, io ne prendo l’idea, le riflessioni, i colori e gli incolori, la flora, ciò che vive nell’acqua, sull’acqua o che semplicemente vive l’acqua.

Le parole acquistano sonorità liquide e l’acqua diviene l’immagine dell’ambiguità e del doppio senso. Le superfici lacustri si appropriano delle immagini del mondo riflettendone una figura diafana, dai contorni confusi e il silenzio stagnante si riempie di parole non dette. (Francesco Spampinato)

“Per sognare profondamente bisogna sognare con della materia”, ha scritto Gaston Bachelard in L’eau et les rêves (1942). Nella sua indagine sul regno dell’immaginazione materiale, l’acqua è, fra i quattro elementi della tradizione empedoclea, la forza naturale da cui sorge la rêverie: “Il vero occhio della terra è l’acqua. Nei nostri occhi è l’acqua che sogna”.

Maria Grazia Cicala architetto

“Ri_Bellarsi: riappropriarsi del Bello”

08_Nubivago“Ri_bellarsi, ritornare al bello”, (Alessandro Bergonzoni), ossia riappropriarsi della bellezza attraverso un processo di rigenerazione del nostro essere dove l’acqua è l’elemento dominante della nostra vita.

Nei luoghi che ritraggo, l’implicito, il non visto, l’invisibile e il non detto si fanno dimensioni altrettanto importanti di quanto mostrato e detto. La dimensione liminare dell’immagine fa del fuori campo un simbolo, una metafora dell’invisibile e dello spirituale, di un qualcosa in grado di costruire e definire un “altrove più radicale”. Il fuori campo, nel suo dialogo ininterrotto con il campo, caratterizza un tipo di immagine da me intesa come soglia verso il possibile e il potenziale fino a configurarsi come luogo privilegiato di un’eccedenza celata.

Hanno detto di me…

11Fuori campo-Una mattina a CeiIl fiore della ninfea emerge dall’acqua stagnante in tutta la sua purezza per ricordarci che la bellezza è un’esperienza sensoriale e concettuale privilegio della natura umana supportata da una rinascita, da un viaggio di andata e di ritorno dal mondo sensibile che cerchiamo di comunicare trasmettendone i tratti più salienti, ritraendola attraverso molteplici simboli e forme. Maria Grazia fluttua tra le forme ed i colori che la luce fissa con intensità diverse durante il viaggio del sole in ogni nuovo giorno. La sensibilità dell’artista è perfettamente connaturata con la ricerca della bellezza, di un’armonia che le ninfee infondono all’ambiente circostante e che ci invita a fermarci per guardare fuori e dentro noi stessi. Una scelta ed un viaggio intrapreso per raggiungere la fonte della poesia e della bellezza come esperienza di vita. Le ninfee nutrono questo bisogno ancestrale di armonia, affinano i sensi e ci portano a scegliere in cosa credere ovvero se: “…. tutto ciò che è bello è vero” oppure, se: “…è vero ciò che è bello”, due approcci diversi che hanno reso l’uomo antico ciò che è oggi, con le sue contraddizioni moderne come bagaglio storico e filosofico. L’autrice di queste visioni affascinanti fluttua tra questi due significati agli antipodi ma con in comune il desiderio di ritornare al bello scegliendo un fiore come la ninfea per far poesia con gli occhi e con la mente. 14_riflessi CeiL’acqua sui cui galleggiano sublima la natura umana permettendoci di immaginare di galleggiare nel liquido amniotico da cui prende forma la vita così come la conosciamo e vorremmo che continuasse ad accrescere il nostro bisogno di bellezza. Un sentimento profondo che anima ogni visione proposta, instillandoci un incantamento che superi la sua stessa vocazione poetica per ritornare alle radici del significato stesso del concetto “bellezza” e restituirlo ad una quotidianità altro da sé.

(Paola Palmaro)

13246306_10207766931903802_5860052148743720414_oMaria Grazia Cicala, architetto, nata a Roma, cotitolare dello Studio Castagnetta e Cicala: Architettura -Interior Design –  Trasferita a Rovereto (TN  )nel 2015, come scelta di vita.

Ha seguito nell’anno 2013 il percorso di formazione Greenhouse Flex nella start-up aziendale di Progetto Manifattura sito in Rovereto (Trentino)

Oltre alle mansioni di architetto progettista, la sottoscritta ha collaborato come giornalista freelance per diverse Redazioni di Architettura-Design: Dell’Anna Editori, Semestreuropeo della Gangemi editori.

Per Dell’Anna Editori ha scritto su varie testate giornalistiche sempre in tema di Design e precisamente su CaseArchitettura, AmbienteCasa e Lady Sposa. (nell’anno 2013 come Responsabile di Redazione)

Su Semestreuropeo si è occupata di Best Practices nel campo del design e della creatività in genere.

E’ inoltre Curator of Design Exhibitions. Crea eventi culturali, relativi al design, design del gioiello contemporaneo, fotografia, arte. Sono in programma presso il comune di Nogaredo e di Bardolino due mostre personali di fotografia, nei mesi di marzo 2020 e giugno 2021 (rinviata causa emergenza sanitaria).

*Testo e foto ricevute dall’Autrice che ne detiene tutti i diritti -©2020 vietata la riproduzione senza esplicito consenso dell’Autrice.

Lorenzo Spurio traduce Dina Bellrham… per le “Mezzelane Editore”.

iguana_web-500x728È uscito in questi giorni, per i tipi di Le Mezzelane Editore di Santa Maria Nuova (AN), il libro Le iguane non mi turbano più, selezione di poesie di Dina Bellrham, tradotte dal poeta e critico letterario Lorenzo Spurio. L’opera è il frutto di un lavoro di studio, analisi e traduzione dell’opera poetica della poetessa ecuadoriana Edelina Adriana Beltrán Ramos (1984-2011), meglio nota con lo pseudonimo di Dina Bellrham, che, nel corso della sua breve vita, pubblicò le raccolte Con Plexo de Culpa (2008) e La Mujer de Helio (2011). Questa edizione in lingua italiana (la prima opera organica di traduzione della poetessa, già tradotta, per singoli componimenti, in altre lingue) è stata permessa dall’interessamento e dalla fattiva collaborazione della famiglia, nella figura della madre Cecibel Ramos. Ad impreziosire il volume, che presenta una scelta di poesie tratte dalle sue due opere e dall’opera postuma Inédita Bellrham, è un ampio studio critico preliminare a cura della poetessa e critico letterario Siomara España tradotto in italiano dal curatore dal titolo “Dina Bellrham: contemplazione e comparsa”, nel quale si indagano con attenzione le caratteristiche preminenti della poetica della giovane poetessa. […] continua su: https://www.la-notizia.net/2020/10/19/le-iguane-non-mi-turbano-piu-le-poesie-di-dina-bellrham-tradotte-in-italiano-da-lorenzo-spurio/?fbclid=IwAR0mZk5rUduJ-a3oUKdlJSB6K4XKvOx2_SjHHR-sFAE9TAq0edYxcMk2AmQ

spurioLorenzo Spurio (Jesi, 1985), poeta, scrittore e critico letterario. Per la poesia ha pubblicato Neoplasie civili (2014), La testa tra le mani (2016), Le acque depresse (2016), Tra gli aranci e la menta. Recitativo dell’assenza per Federico García Lorca (I ediz. 2016; II ediz. 2020) e Pareidolia (2018). Ha curato antologie poetiche tra cui Convivio in versi. Mappatura democratica della poesia marchigiana (2016, 2 voll.). Intensa la sua attività quale critico con la pubblicazione di saggi in rivista e volume, approfondimenti, prevalentemente sulla letteratura straniera, tra cui le monografie su Ian McEwan e il volume Cattivi dentro: dominazione, violenza e deviazione in alcune opere scelte della letteratura straniera (2018). Si è dedicato anche allo studio della poesia della sua regione pubblicando Scritti marchigiani (2017) e La nuova poesia marchigiana (2019). Tra i suoi principali interessi figura il poeta e drammaturgo spagnolo Federico García Lorca al quale ha dedicato un ampio saggio sulla sua opera teatrale, tutt’ora inedito e tiene incontri tematici. Ha tradotto dallo spagnolo racconti di César Vallejo e di Juan José Millás e una selezione di poesie di Dina Bellrham confluite in Le iguane non mi turbano più (2020). Su di lui si sono espressi, tra gli altri, Giorgio Bàrberi Squarotti, Dante Maffia, Corrado Calabrò, Ugo Piscopo, Nazario Pardini, Antonio Spagnuolo, Sandro Gros-Pietro, Guido Oldani, Mariella Bettarini, Emerico Giachery e numerosi altri.

*Per acquistare il libro: http://negozio.lemezzelane.eu/prodotto/le-iguane-non-mi-turbano-piu-carta

Importante premio internazionale al poeta e cantautore ogliastrino Roberto Collari (già tra gli Autori dell’E-book per il decennale del Dinanimismo)

FB_IMG_15969964455983577Nuovi importanti riconoscimenti accademici internazionali per il poeta e cantautore ogliastrino Roberto Collari, figlio della scrittrice Giovanna Mulas e nipote del compianto poeta di Loceri Paolo Mulas.
Roberto Collari ha vinto il prezioso Medaglione Diamantato Premio Alda Merini dall’Accademia dei Bronzi per la poesia Fiori Scelti, di impegno sociale. Ad oggi, il poeta e cantautore ha vinto quaranta Premi internazionali di poesia, nel mondo.
Il poeta e cantautore opera nel sociale tutti i giorni, in prima linea contro l’emergenza Covid, nell’ospedale di Lanusei.
In uscita l’antologia che raccoglierà le migliori liriche del Premio.
 
*Immagine: Ritratto di Roberto Collari, di Noemi Collari.
 
**Notizia ricevuta tramite e-mail dallo dallo Staff di “ArtECultura nel Mondo”.

IL DINANIMISMO E ZAIRO FERRANTE SU WIKIPOESIA ( l’unica enciclopedia poetica semantica e multilingue al mondo ).

CatturaDal 13 novembre 2020 su WikiPoesia sono state inserite due pagine dedicate rispettivamente  al Dinanimismo e a Zairo Ferrante.

WikiPoesia è:

  • l’unica enciclopedia poetica semantica al mondo
  • l’unica enciclopedia poetica multilingue
  • l’unica enciclopedia poetica creata senza un editore
  • l’unica enciclopedia poetica che sponsorizza la Semantic MediaWiki Conference

Non vi è alcun obbligo di iscriversi a WikiPoesia per contribuire a migliorarla e sebbene possa sembrare completa, la realtà ci avverte che WikiPoesia è in grado di descrivere solo una piccola parte della realtà (basti pensare a tutte le iniziative Off-Line).

WikiPoesia è accreditata presso il Ministero per l’Innovazione Tecnologica e la Digitalizzazione (On. Paola Pisano) nell’ambito del programma Repubblica Digitale e ha ottenuto il Patrocinio del Comitato per le Celebrazioni dei 700 anni della morte di Dante – MiBACT (Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo).

Da quando è nata, secondo i dati forniti da Google, l’enciclopedia raddoppia la propria visibilità ogni tre mesi, arrivando a registrare su base annua 45.000 singole consultazioni e oltre un milione di impressioni.

https://www.wikipoesia.it/wiki/Zairo_Ferrante WikiPoesia – Zairo Ferrante.

https://www.wikipoesia.it/wiki/Dinanimismo WikiPoesia – Dinanimismo.

 

Improbabili similitudini: “Fleboclisi” di Zairo Ferrante

FLEBOCLISI

medicina-online-fleboclisi-terapia-endovenosac2a0terapia-e-v-fleboc2a0in-inglesec2a0intravenous-therapy-iv-etimologia-procedura-significato-vena-nutrizione-parenterale-sangue-arteria-catetereSuona meglio come flebo

il senso e il verso son gli stessi.

S’attacca addosso e con il sangue

scorre, passa,

scivola sul cuore, tra le ossa.

A volte calma a volte cura

è l’amore.

Lenta scorre e si consuma

così è un po’ la vita.

*Inedito di Zairo Ferrante – © 2020 tutti i diritti riservati –

**Immagine liberamente tratta da: https://medicinaonline.co/2018/03/29/fleboclisi-terapia-endovenosa-significato-procedura-rischi/

BANDO DI PARTECIPAZIONE AL I PREMIO DI POESIA “GANDHI D’ITALIA” Sulle orme di Danilo Dolci

122896386_107167454522760_6347228056694343322_nCon l’autorizzazione della famiglia Dolci, nella figura del figlio dott. Amico Dolci, viene bandito il Primo Premio di Poesia “Gandhi d’Italia” dedicato alla poliedrica figura intellettuale di DANILO DOLCI (1924-1997) poeta, scrittore, educatore e sociologo, attivista non violento noto, appunto, come il “Gandhi italiano”. Dolci, oltre alla sua attività educativa, operò nella lotta alla mafia; nel 1957 in Russia il suo impegno per la lotta non violenta venne riconosciuto con il celebre “Premio Lenin per la pace” (che accettò, pur dichiarando di non essere comunista). Nello stesso anno, con il saggio Inchiesta a Palermo, ottenne il prestigioso Premio Viareggio. Numerosi altri furono, negli anni, i riconoscimenti a lui tributati. Immensa la sua produzione letteraria, tra le maggiori opere vanno ricordate Banditi a Partinico (1956), Spreco. Documenti e inchieste su alcuni aspetti dello spreco nella Sicilia occidentale (1960), Verso un mondo nuovo (1964), Non esiste il silenzio (1974), La comunicazione di massa non esiste (1987), Se gli occhi fioriscono. 1968-1996 (1997) e Una rivoluzione nonviolenta (2007).
Il premio viene organizzato in collaborazione dalle Associazioni Culturali “Le Ragunanze” di Roma, “Euterpe” di Jesi (AN), “CentroInsieme Onlus” di Napoli, “Africa Solidarietà Onlus” di Arcore (MB) e dal Progetto “Capire per capirsi” di Monte San Giovanni Campano (FR). La partecipazione al concorso è regolamentata dalle norme contenute nel presente bando.
Articolo 1 – La partecipazione al premio è gratuita.
Articolo 2 – È possibile partecipare con una sola opera poetica (in italiano o in dialetto) inedita a tema libero che non superi la lunghezza di 40 versi. Pur essendo il tema libero, saranno particolarmente gradite opere dal carattere civile e dell’impegno, aventi quali temi o rimandi aspetti dell’impegno culturale di Danilo Dolci.
Articolo 3 – L’opera inviata non dovrà aver ottenuto un precedente premio da podio all’atto di chiusura del bando, ovvero alla data di scadenza di partecipazione.
Articolo 4 – È richiesto di inviare in un’unica mail avente per oggetto “Primo Premio di Poesia Gandhi d’Italia” la propria opera poetica in formato Word e un file a parte, sempre in formato Word, contenente i seguenti dati:
– nome, cognome, data e luogo di nascita, indirizzo di residenza completo (Via, città, cap.), telefono fisso e cellulare, indirizzo mail e queste attestazioni:
– Dichiaro di essere l’unico autore della poesia e di detenere i diritti a ogni titolo.
– Acconsento il trattamento dei miei dati personali secondo la normativa vigente nel nostro Paese (D. Lgs 196/2003 e GDPR) alla Segreteria del Primo Premio di Poesia “Gandhi d’Italia” e a tutte le Associazioni Culturali che organizzano e patrocinano l’iniziativa.
Articolo 5 – Le proprie opere, corredate dei materiali richieste, vanno inviate entro e non oltre il 28 febbraio 2021 alla mail premiodipoesia.danilodolci@gmail.com
Art. 6 – Tutti i materiali pervenuti verranno letti da una Commissione di giuria composta da poeti, scrittori, critici letterari, giornalisti e recensionisti, membri del panorama letterario e culturale italiano, i cui nominativi verranno rivelati in sede di premiazione.
Art. 7 – Verranno proclamati un primo, un secondo e terzo vincitore che otterranno una targa personalizzata e la motivazione della Giuria. Ulteriori premi, quali menzioni d’onore, segnalazioni o premi d’incoraggiamento, potranno essere attribuiti ad altre opere, qualora la Giuria ne manifesti la volontà. La stessa Giuria, ottenuto il parere favorevole dei referenti del progetto, ha la facoltà di attribuire premi speciali. Trattandosi di un premio a partecipazione gratuita, ciascun Associazione ed ente che collabora all’organizzazione s’impegna alla messa in palio di almeno un premio nel corso della manifestazione.
Articolo 8 – La cerimonia di premiazione si terrà in un luogo e in data da destinarsi, tenendo presente l’evolversi della situazione di emergenza sanitaria dettata dal Coronavirus in atto e, laddove non sarà possibile tenerla fisicamente, i premi verranno spediti a domicilio.
Articolo 9 – Ai sensi del D.Lgs 196/2003 e del Regolamento Generale sulla protezione dei dati personali n°2016/679 (GDPR) il partecipante acconsente al trattamento, diffusione e utilizzazione dei dati personali da parte della Segreteria del Primo Premio di Poesia “Gandhi d’Italia” e di tutte le Associazioni Culturali/enti che organizzano e patrocinano l’iniziativa.
Articolo 10 – Il bando di concorso è costituito da nr. 10 (dieci) articoli compreso il presente disposti su nr. 2 (due) pagine. La partecipazione al concorso implica l’accettazione tacita e incondizionata di tutti gli articoli che lo compongono.
Gli Organizzatori
Michela Zanarella, Alessio Silo, Vincenzo Monfregola, Lorenzo Spurio, Cheikh Tidiane Gaye
INFO:
Mail: premiodipoesia.danilodolci@gmail.com

Il DinAnimismo consiglia: “Fin qui visse un uomo” di Gerardo Masuccio (InternoPoesia 2020)

gerardo-masuccio-interno-poesiaL’opera prima di Gerardo Masuccio consegna al lettore un canto malinconico e consapevole del mistero dell’essere, in costante equilibrio tra la precarietà della vita, il silenzio della verità e l’estraneità al mondo. Con uno stile vigile, misurato e riconoscibile, Fin qui visse un uomo è la prova documentale della vita che accade nel segno della caducità dei rapporti e dell’amore, in cui il poeta diventa testimone della propria marginalità e voce di un riscatto che dà sostanza al proprio vivere.

 

E non mi scuote il punto di domanda:
che il peccato sia un dono o una colpa
è il dilemma del folle,
che l’amore sia un fiume
cui manca la foce – o la fonte –
è l’inganno del mite.

Questo mio sopravvivermi invece
non trova risposta
tra la polvere e i piatti di carta,
nell’istinto dell’acqua e del sonno.

E si nutre – spiraglio taciuto –
del tiepido gelo
d’esser qui, ma per sbaglio.

 

*

 

Copertine-per-Masuccio-camaioreRitorna la memoria al corridoio,
alla tua stanza
foderata d’ombra.
La porta austera, in vetro,
ci separa:
di là forse riponi una collana
nel portagioie,
di qua mi stringo al dubbio del silenzio.

Cos’è l’averti amata, se non tregua
dal desiderio d’essere?
Cos’è, se non dolore, oltre la porta
saperti – inerme – attendere
l’appello dell’assenza?

Io serbo una speranza e cedo al vuoto,
dove non c’è più dove
e tace il quando:
amarti senza l’onore
di chi – ferito, stanco –
ama ed è.

*per info libro:https://internopoesialibri.com/libro/fin-qui-visse-un-uomo/

 

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