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“COME POLVERE DI CASSETTI Mentre gli Angeli danzano per l’universo” la nuova raccolta di Zairo Ferrante – David and Matthaus Ed. 2015

     

“COME POLVERE DI CASSETTI Mentre gli Angeli danzano per l’universo”

 

di Zairo Ferrante

FRONTE-Come-polvere-di-cassetti_Ferrante-Zairo-01-Mini-210x300FRONTE-Come-polvere-di-cassetti_Ferrante-Zairo-01-Mini-210x300DETTAGLI PRODOTTO

Titolo: Come polvere di cassetti

Autore: Ferrante Zairo

Prezzo: € 12,90

Rilegatura: BROSSURA

Pagine: 102

Editore: David and Matthaus

Divisione: ArteMuse

Lingua: Italiano

ISBN: 978-88-6984-054-8

 

Dal mese di Novembre 2015, in tutte le librerie e sui maggiori bookshop on-line, è possibile ordinare ” COME POLVERE DI CASSETI Mentre gli Angeli danzano per l’universo”, la nuova silloge di Zairo Ferrante edita da “ARTeMUSE” divisione di “David and Matthaus” editore. […]Ed è una sorta di volo in punta di piedi o un battere d’ali dentro versi, pensieri e speranze affidati con delicatezza agli angeli. Zairo avverte la necessità di riappropriarsi di se stesso e inizia il lungo percorso proprio dai cassetti impolverati della memoria e dell’anima, decide di rimettere mano ai ricordi, di riavvolgere il nastro di un vissuto intriso di gioie e sofferenze, di prendere consapevolezza che le scelte fatte a volte non sono state quelle giuste, perché commettere errori è umano e le nostre fragilità si fanno tangibili quando ci rendiamo conto che si poteva agire in altro modo, andare in una direzione diversa. E arriva il momento di ripulire il cuore, ci si affida alla preghiera, a un Dio che tutti assolve e perdona; ecco allora farsi scia luminosa la fede, che indica la strada per essere un uomo migliore, ecco gli Angeli, quelle presenze benevole che accompagnano il poeta nel suo cammino di vita, passo dopo passo, tra i Presenti e gli Assenti […] una dedica alla nonna Angela. Sono versi di una tale incisività che risulta difficile non emozionarsi al suono delle parole scelte con accuratezza: “… E non più parole/ ma sguardi e respiri/ artificiali e sospinti/ s’intrecciano alla vita…”. E si procede in una immersione di immagini dal significato ampio e dal valore universale […] la mimesi che possiede l’ispirazione del poeta e tramuta l’animale in un simbolo essenziale all’esistenza. Nella simbologia l’aquila incarna la potenza del cosmo, è sinonimo di grandezza, paragonabile allo stesso Dio. È quindi creatura a immagine e somiglianza divina, esattamente come l’essere umano. E l’uomo non è più uomo quando scruta il firmamento, ma si fa Vita. L’essenzialità e la purezza di linguaggio di Ferrante sono garanzia di per una scrittura autentica, limpida, come deve essere la “vera” poesia. È raro trovare queste qualità nella poesia contemporanea, Zairo Ferrante ha compreso qual è la giusta direzione, è protetto da una sensibilità raffinata, assistito da una sorta di aura poetica. […] E quando, finalmente, avviene l’incontro con Dio, il poeta si rende conto della Sua grandezza, Lui che si fa uomo in mille volti umani sparsi per il mondo, Lui che séguita/ a radersi la faccia/ ogni singola mattina/ in infiniti specchi”, Lui che è uomo tra di noi. […] Sono parole dettate da una sincera amicizia e questo manifesta la sensibilità del poeta che ad ogni gesto, ad ogni intenzione, dona una parte di se stesso non solo alle persone care, ma anche al lettore, che si fa partecipe del suo messaggio. […] Un grazie sincero e spontaneo, un grazie alla vita che il poeta ama, accoglie, onora ed elogia. Nel rispetto, nell’umiltà, con amore Zairo Ferrante si affida alla poesia e indossa ali che lo portano in alto, tra parole ben calibrate e di spessore, pronte a mettere radice nel DinAnimismo, il suo movimento poetico-artistico-rivoluzionario delle anime, ufficialmente riconosciuto come avanguardia da una parte della critica letteraria. … estratto dalla prefazione di Michela Zanarella

Zairo Ferrante è nato in provincia di Salerno nel 1983, ha vissuto ad Aquara, piccolo paese nel cuore del Cilento, fino all’età di 19 anni e, dopo aver conseguito la maturità scientifica, si è trasferito a Ferrara, dove ancora oggi vive e dove si è laureato in Medicina e Chirurgia. Autore di libri di Poesia e di prosa, nel 2009 ha fondato il “DinAnimismo”(Movimento Poetico/Artistico Rivoluzionario Delle Anime), ufficialmente riconosciuto come avanguardia da una parte della Critica letteraria. Attualmente, oltre a continuare la propria formazione in ambito medico, si occupa di gestire la rete e le collaborazioni artistiche del movimento Dinanimista, e di proseguire la sua attività letteraria. Suoi scritti e sue poesie si trovano su diverse autorevoli riviste, periodici culturali e raccolte antologiche, sia on-line che cartacee. Alcune liriche sono state tradotte in inglese, spagnolo e francese. Ha ottenuto diversi premi e riconoscimenti.

Per info sul libro:  http://artemuse.it/?p=610

Per acquistare l’opera o per prenotarla: http://www.qplibrerie.it/prodotto/come-polvere-di-cassetti-ferrante-zairo/

Il dinanimismo saluta e rende omaggio al Poeta Naim Araidi (Maghar, 2 aprile 1950 – 2 ottobre 2015)

Ritorno al villaggio

eeeSono tornato al villaggio,
dove ho imparato a piangere per la prima volta.
Ho rivisto la montagna
paesaggio dove la natura
si genera senza la necessità della fotografia,
ho rivisto la mia casa in pietra,
pietre scolpite sulle rocce dagli antenati.
Sono tornato su me stesso
-questa era la ragione.

Sono tornato al villaggio.
Perché ho sognato un parto difficile
col zatar *, che si è aggiunto al mio dizionario poetico,
e un parto ancor più difficile
l’udito in un rocciosa, terra deserta,
perché lì ho sognato la nascita dell’amore.

Sono tornato al villaggio
dove ho trascorso la mia vita precedente,
radicalmente migliaia di vite
nella buona terra,
finché giunse il vento
mi spinse via riportandomi
a quel tempo quando ci si pente.

Ahimè, il mio secondo trentesimo sogno,
su strade che non esistono più
dove le case che crescono più alte come la torre
di Babele,
ahimè, i miei sogni pesanti
-Colpire le vostre radici dove più nulla crescerà!

Dove sono i figli della povertà,
dov’è il mio paese, il villaggio che conoscevo,
dove sono i nomi che indicavano i percorsi
sono adesso divenute strade asfaltate;

Ahimè, il mio piccolo paese, s’è trasformato in una città distesa.

Sono tornato al villaggio,
dove è morto l’abbaiare dei cani
e il piccione è diventato un semaforo.
Tutti i fellah che avevano voglia di cantare la canzone dell’usignolo fra mucchi di fieno,sono diventati operai

con lo smog in gola,
dove sono tutti quelli che più non vedo;

Ahimè, il mio sogno pesante,

Sono tornato al mio villaggio,
la cultura galoppante,
mi fa tornare al villaggio
come qualunque straniero che viene dall’estero.

VERSI E FOTO LIBERAMENTE TRATTI DA: http://beppe-costa.blogspot.it/2014/11/naim-araidi-quattro-poesie.html

Tela n° 70 di Mariangela Gallazzi e Maurizio Alberto Molinari con immagine di Mario Sesenna

Tela-70Ogni viso

 

Tanti volti,

tante situazioni…

 

una domanda

 

Sacrestana

 

ogni ricordo

 

Babysitter.

 

un’esperienza.

 

La gioia più grande

è stata la risposta dei bambini

al mio impegno…

 

Lo specchio dell’infanzia

 

Vedere la loro mano

staccarsi dalla mia…

 

è un palmo diverso

 

i loro primi passi,

le prime parole.

 

una voce leggera

 

Ogni volta

 

con ogni bambino

un volto riflesso

 

è rimasto un po’ di me…

 

dentro un cuore mai perplesso

 

il tempo sfoglia l’album

dei ricordi.

 

al ritmo di una semplice armonia.

*Immagine realizzata e concessa dall’artista Mario Sesenna per le tele di Mariangela Gallazzi e Maurizio Alberto Molinari… continua su: http://trudy1961.altervista.org/ecco-la-tela-numero-70-completa-di-ritessitura-tempo/

**Segnalazione ricevuta direttamente dall’Autrice tramite social network

“La vecchia del fiume” l’ultimo romanzo di Barbara Cannetti – ed. Il ciliegio –

la-vecchia-del-fiume-308241Fine degli anni ’60. Andrea, un giovane e affermato avvocato, ritorna al paese per vendere la casa ereditata dallo zio Luca. Al fiume incontra Virginia, una donna misteriosa e affascinante. Cerca informazioni su di lei ma fra gli abitanti regna un atteggiamento di omertà, anche se molti gli chiedono consigli legali. Svuotando la casa dai mobili, Andrea scopre delle lettere di zio Luca indirizzate a Virginia.

Virginia ricorda: innamoratasi di Luca, figlio dell’usuraio, resta incinta e viene allontanata dalla famiglia e dal paese. Trova rifugio tra le suore, dove apprende la coltivazione e l’utilizzo delle erbe medicinali. Una volta tornata in paese, abita in un capanno per la pesca. Molti la ritengono una strega ma usufruiscono dei suoi rimedi naturali. Quando il piccolo si ammala è costretta a chiedere aiuto all’usuraio, il quale accetta di occuparsi del nipote, purché non abbia più contatti con lei. E Andrea crescerà credendo i genitori morti in un incidente.

Il libro si può prenotare  in tutte le librerie; è acquistabile anche tramite internet sul sito della casa editrice (http://www.edizioniilciliegio.com) e sui principali siti di distribuzione libri (Ibs, LibreriaUniversitaria, Amazon, LaFeltrinelli, Bol, ecc…)

ZAIRO FERRANTE E IL DINANIMISMO IN DIRETTA SU “RADIO ITALIA 1 ADELAIDE Inc.” (Australia)

ZAIRO FERRANTE E IL DINANIMISMO IN DIRETTA  SU “RADIO ITALIA 1 ADELAIDE Inc.” (Australia)

 

pageDomenica 2 Agosto, alle ore 7:30, ora italiana ( ore 15:00 ad Adelaide – Australia), il poeta e scrittore Zairo Ferrante sarà ospite del programma radiofonico “Quelli della domenica”, condotto da Aurelio Monteleone su “Radio Italia 1 Adelaide Inc.”. Durante la trasmissione i due parleranno di poesia, dinanimismo, poeti ed artisti; il tutto, come sempre, arricchito da tanta buona musica.

“Quelli della domenica”, programma di musica e interviste ideato dallo stesso Conduttore, vanta ascoltatori, oltre che nel Sud dell’Australia e in Italia, anche in altri Paesi del mondo come ad esempio Canada, Stati Uniti, Argentina e Nigeria.

Per ascoltare la radio in diretta accedere ai seguenti link :

http://radiounoadelaide.com.au/italian/schedule/

http://radiounoadelaide.com.au/wp-content/themes/Radio-theme/popup-player.html

“*… La creazione di Radio Italia Uno nasce dopo un lungo periodo di riflessione di un gruppo di persone che hanno a cuore la comunità italo-australiana e guardano al futuro senza dover necessariamente mettere da parte il passato. La storia della comunità italiana di Adelaide rappresenta una delle più belle realtà dell’emigrazione italiana e per questo va sempre rappresentata nella sua complessità e ricchezza.

.. Un progetto d’informazione, un servizio e tanta buona musica, destinato a farvi compagnia ogni giorno…

…Radio Italia Uno non intende misurarsi con altre emittenti radio, ma vuole essere solamente uno strumento in più di arricchimento culturale della comunità italo-australiana e di sostegno alle mille battaglie che la comunità vorrà e dovrà combattere per assicurare il proprio futuro…

 Buon ascolto a tutti!

 Ted Iuliano President “

*Estratto dalla Home page di “Radio Italia 1 Adelaide Inc.” : http://radiounoadelaide.com.au/italian/home/

 

il 28 Giugno arriva numero Dodici della rivista BAU Contenitore di Cultura Contemporanea … ( Dal blog Arredo e Convivio di MG Cicala )

BIG_812_01Inizia il conto alla rovescia per la presentazione del numero Dodici della rivista BAU Contenitore di Cultura Contemporanea presso la GAMC di Viareggio, prevista per domenica 28 giugno. Il tema di quest’anno è “LEO EX MACHINA – nuove macchine leonardesche“. A questo numero del “Contenitore di Cultura Contemporanea”, realizzato in sinergia con la Collezione Carlo Palli (Prato) e il Museo Ideale Leonardo da Vinci (Vinci), partecipano un centinaio di autori internazionali. Il formato di questo numero di BAU, dopo 10 numeri in A4 e uno in A3, è l’UNIA5…….. Il contenitore Bau si inserisce nella vasta tradizione delle riviste d’artista e ad assemblaggio sviluppatasi fin dagli anni sessanta. Esso sperimenta nuovi linguaggi, tecnologie e materiali, operando in una peculiare dimensione di lavoro di gruppo, aperta anche a contributi di non addetti ai lavori: outsider, viaggiatori, collezionisti di bizzarrie, gastronomi creativi, scienziati anomali. Bau, in un’ottica relazionale e non competitiva, sensibile ai rapporti tra arte, scienza, politica e ambiente, è un punto d’incontro che stimola dialoghi, confronti e scambi tra le più varie discipline: grafica, collage, fotografia e arti visuali in genere, ma anche ricerche poetiche e narrative, esperienze acustiche e performative, documenti legati al mondo della moda e del design, ecc. La rete operativa si esprime anche nella progettazione di mostre, convegni, rassegne ed eventi, organizzati in spazi istituzionali (biblioteche, gallerie, musei) ed in luoghi atipici. Gumdesign ne cura la direzione artistica e la grafica…. leggi tutto su: http://arredoeconvivio.com/arredo-e-design/lieve-carezza-sulluniverso-per-bau-numero-dodici/

***IMMAGINE POSTATA DALLA REDAZIONE DEL BLOG E LIBERAMENTE TRATTA DA: https://www.leonardo3.net/leonardo/old-automobile.htm

 

Quando la cucina diventa poesia… un dolce tocco di Maria Grazia Cicala

torta-romana1Dolce di Antonini, rinomata pasticceria di Roma, che io ho sempre adorato per la sua semplicità! Non facendolo più ho provveduto a farlo in casa e devo dire con ottimi risultati! Ora la base della torta che ho scelto è molto semplice, quella che mi sembrava più vicina al mio dolce prediletto! Ecco la ricetta:

Ingredienti (per 8 persone) 4 uova -
8 cucchiai di zucchero -
10 cucchiai di farina
- 4 cucchiai di cacao amaro -
1/2 bicchiere di olio di semi -
1 bicchiere di latte
- 1 bustina di lievito per dolci – un pizzico di sale. (tortiera da 24 cm)

Per farcire e decorare: 400 ml di panna
- 250 gr di cioccolato fondente – fragole 1 cestino- menta romana

In una ciotola sbattete le uova con lo zucchero, aggiungete poi il resto degli ingredienti… continua su: http://arredoeconvivio.com/ricette/torta-romana-cioccolato-fragole-e-foglie-di-menta/ ( foto tratta dal medesimo link ).

Riflessioni su “I MESTIERI IMMATERIALI DI SEBASTIANO DELGADO”

Riflessioni su “I MESTIERI IMMATERIALI DI SEBASTIANO DELGADO”

un libro di  Dario Franceschini ( ed. Bompiani 2013 )

articolo di Zairo Ferrante

contentCi sembra di possedere tutto, oggi, in questa società dell’apparire. In questa invenzione del mercato e delle sue leggi.

Una realtà fatta di oggetti, di poteri più o meno forti e di ricchezze che spasmodicamente desideriamo.

Fini ultimi del nostro necessitare, che spesso governano le nostre azioni, i nostri comportamenti e le nostre relazioni.

Tutti vogliamo un qualcosa di materiale e di “concreto” che ci possa davvero far sentire realizzati, in pace con noi stessi e con il mondo intero.

I più sfortunati desiderano la ricchezza, i fortunati bramano la gloria, ma in fondo tutti aneliamo un qualcosa che possa, in un certo senso, affermare la nostra supremazia sugli altri.

Ma una sera, nella penombra della tua stanza, da solo, ti sdrai sul letto, afferri tra le mani “I mestieri immateriali di Sebastiano Delgado”, cominci a leggerlo e tutto inizia ad assumere nuove sfumature.

Un breve romanzo carico di poesia che ti accompagna per mano nei meandri della tua anima.

Pagina dopo pagina scopri che in fondo il buon Sebastiano non ha poi tutti i torti, anche tu hai bisogno di silenti, lettori e dormitrici.

E mentre continui a leggere, con la mente salda e incollata sulle parole, l’inconscio, ovviamente a tua insaputa, inizia a vagare da solo nei labirinti del cuore, alla ricerca delle tue personali e necessarie immaterialità.

Chiudi il libro, spegni la luce e appoggi la testa sul cuscino, gli occhi restano ben aperti, ascolti il sangue scorrere nelle arterie, ti giri, ti rigiri e finalmente, dopo vari, faticosi e vani tentativi di addormentamento, decidi di porti la domanda delle domande: ” ma io di quale mestiere immateriale avrei bisogno?”.

A questo punto mentire a se stessi diventa impossibile, inevitabilmente sei costretto a darti una risposta, potrai rimanerne deluso o soddisfatto, ma quest’ultimo aspetto ha davvero poca importanza.

Quello che conta è che ti sarai reso conto che forse, fino al quel momento, avevi desiderato il falso, l’inutile e il superfluo.

Questo è il vero dono che ci proviene da Delgado.

Un libro al tempo stesso serio e divertente, dolce e amaro, amorevole e spietato.

Un’intuizione, a tratti geniale, che ti costringe inevitabilmente a guardare da vicino  la tua anima.

 

Zairo Ferrante ( http://zairoferrante.xoom.it/ )

LIBRO AL link:http://www.sebastianodelgado.com/

MENTRE BERLINO FELICE DANZAVA – presentazione del libro di Adriana Scanferla

MENTRE BERLINO FELICE DANZAVA (p. Youcanprint).

libro di poesie di ADRIANA SCANFERLA

 

 volantino 50 berlino crennaNel libro bilingue italiano-inglese, ogni poesia si avvale di una traduzione a fronte, in lingua inglese, a cura della poetessa e traduttrice californiana UTE MARGARET SAINE, questo può quindi rendere il libro di valido aiuto quale strumento didattico.

Nei mesi scorsi ho promosso (sempre in collaborazione con enti o istituzioni) il mio libro, prenotabile anche presso la stessa YOUCANPRINT o i maggiori book-store online, inoltre nelle librerie Feltrinelii,  Mondadori e in altre 4000 librerie italiane.

 

Il prossimo incontro a cura dell’ASSOCIAZIONE VIVERE CRENNA

con il Patrocinio dell’ Assessorato alla Cultura del Comune di GALLARATE:

 

Presentazione del libro di poesia

MENTRE BERLINO FELICE DANZAVA

di Adriana Scanferla

 

Sabato 9 maggio  – ore 17

presso VILLA DELFINA

Via Donatello

Crenna di GALLARATE

La poetica della Resistenza… viva l’Italia con i versi di Piero Calamandrei

Versi Piero Calamandrei

Logo-70Lo avrai 
camerata Kesselring
il monumento che pretendi da noi itali
anima con che pietra si costruirà
a deciderlo tocca a noi.
Non coi sassi affumicati
dei borghi inermi straziati dal tuo sterminio
non colla terra dei cimiteri
dove i nostri compagni giovinetti
riposano in serenità
non con la neve inviolata delle montagne
che per due inverni ti sfidarono
non colla primavera di queste valli
che ti videro fuggire. 
Ma soltanto col silenzio del torturati
più duro d’un macigno
soltanto con la roccia di questo patto
giurato fra uomini liberi
che volontari si adunarono
per dignità e non per odio
decisi a riscattare
la vergogna e il terrore del mondo.
Su queste strade se vorrai tornare
ai nostri posti ci ritroverai
morti e vivi collo stesso impegno
popolo serrato intorno al monumento
che si chiama
ora e sempre
RESISTENZA.

Albert Kesselring, che durante il secondo conflitto mondiale fu il comandante delle forze armate germaniche in Italia, a fine conflitto (1947) fu processato e condannato a morte per i numerosi eccidi che l’esercito nazista aveva commesso ai suoi ordini (Fosse Ardeatine, Strage di Marzabotto e molte altre). Successivamente la condanna fu commutata in ergastolo, ma egli venne rilasciato nel 1952 per le sue presunte gravi condizioni di salute. Tale gravità fu smentita dal fatto che Kesselring visse altri otto anni libero nel suo Paese, ove divenne quasi oggetto di culto negli ambienti neonazisti della Baviera.

Tornato libero, Kesselring sostenne di non essere affatto pentito di ciò che aveva fatto durante i 18 mesi nei quali tenne il comando in Italia ed anzi dichiarò che gli italiani, per il bene che secondo lui aveva loro fatto, avrebbero dovuto erigergli un monumento. In risposta a queste affermazioni Piero Calamandrei scrisse la celebre epigrafe, dedicata a Duccio Galimberti, “Lo avrai, camerata Kesselring…“, il cui testo venne posto sotto una lapide ad ignominia di Kesselring stesso, deposta dal comune di Cuneo, e poi affissa anche a Montepulciano, in località Sant’Agnese, a Sant’Anna di Stazzema, ad Aosta, ai piedi del faro di Prarostino, all’ingresso delle cascate delle Marmore e a Borgo San Lorenzo, sull’antico palazzo del Podestà… continua su: http://it.wikipedia.org/wiki/Piero_Calamandrei

**IMMAGINE POSTATA DALLA REDAZIONE DEL BLOG E LIBERAMENTE TRATTA DA: http://www.italia-resistenza.it/eventi-e-news/70-anniversario-della-resistenza/

 

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