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Carlos Sanchez: “Magari un’ode”… …all’Uomo nostro Fratello

E dopo la pausa estiva siamo ancora qui… …a ricordarci che prima di tutto e sopra ogni cosa c’è “l’Uomo” … … “l’Uomo” con la sua Anima.

Un semplice pensiero rivolto a tutte quelle Donne e a tutti quegli Uomini che, proprio in questo momento, stanno cercando di ritornare alla Vita.

Perché… …prima di tutto e sopra ogni cosa… dobbiamo essere Fratelli!!!

La redazione del Dinanimismo

 

Invasion of the Barbarians or The Huns approaching Rome - Color Painting“Come faremo ora senza i barbari?
Dopo di tutto, quella gente era una soluzione”.
Constantino Kavafis

Magari un’ode

di 

Carlos Sanchez

Conto i satelliti che passano
indifferente alle stelle
ti grido e-mail esasperate
cambio canale con desolazione
scaldo il cibo precotto
in un forno senza fuoco
leggo il giornale con le sue afonie
consumo frutti senza semi e senza aromi
passeggio per la spiaggia
dribblando scorie
apro gli occhi
vedo il tuo corpo tra nuvole di fumo tossico
lascio il cellulare a casa
per isolarmi da me stesso
trascino i miei libri
in una stanza senza finestre
cerimoniosamente li sotterro.
Soffro di modernità materiale:
compro scarpe cinesi
camicie thailandesi
pantaloni indù.
Passivamente partecipo al tramonto
della flora e della fauna
e altri biblici frutti
Osservo le armi sempre più intelligenti
e la spartizione del mondo
vedo come si vestono di bandiere multicolori
le bare folkloristiche.
Pago imposte in un buco nero
Vado a votare calamità
resisto appena alla moralità immorale
del mio regno animale.
Mi stordisce l’avanzata della tecnologia
nella crescente fame nera regnante.
Mi sorprende tanta solidarietà
per le foche in estinzione
tanto turbamento per l’ambiente
tanto parassitismo mascherato:
tanta inflazione di solitudini
nella moltitudine.
Purtroppo mi rimane poco tempo
per ammirare il successo finale
di tanto immenso progresso civilizzatore.

Da “Ricordati che non sai ricordare”
Lìbratì, Ascoli Piceno, 2010

Quizás una oda

¿Cómo haremos ahora sin los bárbaros?
Después de todo, aquella gente era una solución.

Constantino Kavafis

Cuento los satélites que pasan
indiferente a las estrellas
te grito e-mail exasperados
cambio canal con desconsuelo
caliento la comida prefabricada
en un horno sin fuego
leo los periódico con sus afonías
consumo frutos sin semillas y aroma
paseo por la playa
gambeteando escorias
abro los ojos
veo tu cuerpo entre nubes de humo tóxicos
dejo el celular en la casa
para aislarme de mi mismo
arrastro mis libros
en un cuarto sin ventanas
los entierro ceremoniosamente.
Sufro de modernidad material:
compro zapatos chinos
camisas tailandeses
pantalones hindúes.
Pasivamente participo en el ocaso
de la flora y la fauna
y otros bíblicos frutos
Observo las armas siempre más inteligentes
y la repartición del mundo
veo como se visten de banderas multicolores
los ataúdes folklóricos.
Pago impuestos en un agujero negro
voy a votar calamidades
resisto apenas a la moralidad inmoral
de mi reino animal.
Me aturde el avance de la tecnología 
en la creciente hambruna reinante.
Me sorprende tanta solidaridad
por las focas en extinción
tanta turbación por el ambiente
tantos parasitismo camuflado:
tanta inflación de soledades 
en la multitud.
Lamentablemente me resta poco tiempo
para admirar el éxito final
de tan inmenso progreso civilizador.

De “Recuérdate que no sabes recordar”
Lìbrati, Ascoli Piceno, 2010

*Versi ricevuti direttamente dall’Autore tramite social network.

**Immagine, La entrada de los Hunos en Roma dello spagnolo Ulpiano Checa, 1887, postata dalla redazione e liberamente tratta da: https://it.wikipedia.org/wiki/Barbaro

Politica, Poesia e rassegnazione di Carlos Sanchez

Signora rassegnazione

di

Carlos Sanchez

350px-Tizian_102 venereMagari questa poesia potesse cambiare il mondo
ma non mi permetto per niente sogni cosi smisurati.
Accetto che mi raccontino Le mille e una notte
- poiché conosco bene la storia non credo a nessuno –
lascio che ripetano i concetti di più alto linguaggio
- anche se so che ne stravolgono il senso -
partecipo attivamente all’elezioni del potere
- ma non affido a loro nessuna fantasticheria. -
Mi rassegno pensando che forse questa poesia
ti arrivi in un momento di Dei ben disposti
e che a forza possano stamparti un sorriso sulla bocca
e facciano scuotere i tuoi saldi seni rinascimentali. 
E’ quanto oggi posso pretendere con la mia poesia,
Questo, e un po’ di sostegno alle mie smanie di giustizia.

Di “Alta marea”, Quasar, Roma 2005

A La Señora Resignación

Ojalá esta poesía pudiera cambiar el mundo
pero no me permito para nada sueños tan desmesurados.
Permito que me cuenten Las mil y una noches
— como conozco bien la historia no les creo —
dejo que repitan los conceptos del más alto leguaje 
— aunque sé que tergiversan el sentido —
participo activamente en las elecciones del poder
— pero no les confío a ellos ninguna fantasía —
Me conformo pensando que quizás esta poesía
te llegue en un momento de dioses bien dispuestos
y que ellos puedan estamparte una sonrisa en la boca
y hagan estremecer tus firmes senos renacentistas.
Es cuanto hoy puedo pretender con mi poesía
esto, y un poco de sostén a mis deseos de justicia.

*Versi ricevuti direttamente da Carlos Sanchez tramite Social

**Quadro “Venere di Urbino” di Tiziano tratta da: https://it.wikipedia.org/wiki/Venere_di_Urbino

Il dinanimismo presenta Maria Pellino e i suoi versi ( in regalo ).

D’amore.

13012652_10206324786779245_5477511117569020096_nRespirami come la brezza marina

che si infrange su scogli scolpiti di infinito.

Cercami tra la miriade variopinta

di petali che avvolge le mie membra

su una soffice alcova d’amore.

Sconvolgimi di desiderio nell’anima

che di te si riempie

nello scompiglio di un bacio malandrino.

“A mio figlio”

Un intimo abbraccio cinge nel mio animo

 le tue membra avvolte in teneri e candidi cenci

inebriate dall’odore di innocenti sogni

e rapite dalla delizia di disperse paure.

Memore l’attimo che di luce fece brillare

in un’ istante di timido pudore la vita,

ora dinanzi ad occhi materni  si incarna

 in universi di traboccanti speranze

e bocconi di amara lontananza.

 Va errando la tua giovine barca

tra mari in tempesta ed onde illusorie

  a bramar luoghi di sicuro approdo 

 e placar acque spoglie di possenti baluardi.

All’ombra di un amore eterno e premuroso,

sigillo immacolato,

con passo mite e paziente e in tenebroso silenzio,

 ti accoglie nell’intimo il sospirar del mio cuor.

Pellino Maria, nata a Sant’ Agata dei Goti (Bn) nel 1973, residente aTrezzo sull’Adda (Mi).

Attualmente lavora come educatrice. Nutre forte interesse per autori classici e la poesia,

nonché per la forma breve quale può definirsi l’aforisma. Ha partecipato a vari concorsi dal 2013. Alcune liriche sono pubblicate nelle corrispettive antologie.

*Versi ricevuti direttamente dall’Autrice.

Versi a quattro mani: Matteo Bellusci e Giancarlo Fattori

0820198970A te affido il cuore,

ché sei rifugio,

compagna di dolore.

A te regalo, oh solitudine,

questo desiderio di errare,

di perdermi su strade

sempre ardite.

Nel tepore d’una stanza

sei la luce, la finestra

da cui osservo

il trascorrere del tempo.

Tu sei il mondo,

sei il silenzio,

sei il mio fiato

che si scioglie come pianto.

Nella tempesta

che distrugge l’esistenza

sei speranza,

sei amica,

sei la chiave

che rinchiude ogni clamore.

(Matteo Bellusci e Giancarlo Fattori, 2016)

*Versi ricevuti direttamente da Giancarlo Fattori, già collaboratore del dinanimismo.

**Immagine postata dalla redazione del blog e liberamente tratta da: http://www.ionionotizie.it/notizia-13273.html

 

Il dianimismo presenta: Yuleisy Cruz Lezcano e i suoi versi

Naufragio di versi

di

Yuleisy Cruz Lezcano

 

Sento di fronte all’eternità del mare,

la donna che sono,

credo nel Pegaso naufrago

davanti all’immensa lentezza

dell’oceano di sangue delle mie vene.

E nel silenzio, l’azzurro che scrivo è il mare,

dove le mie barche sono i resti di un passaggio

rotto dai voli di gabbiani sbadati

e dalle tribolazioni dell’alta marea.

Sull’immensità della tenera sabbia,

la morte per immersione è la beffa

del piccolo pesce che sprofonda nella gola

di un pesce più grande, arenato,

che, nell’agonia della morte, lo ingoia.

Solo al pensare l’immagine desolata

del tempo finito,

solo affacciandomi al transito degli animali

che muoiono nei miei versi,

capisco la sofferenza dei fantasmi persi

fra la vita e la morte.

Capisco come la mia musa possa morire

di morte impensata perché  ammalata,

naufraga lungo vie folli, inarrivabili,

di veglia senza forma.

La mia musa è fatta di cupe pietre

che, al vento,

sequestrano le mie isole di sentimento.

La mia musa sembra il lamento

di echi di rughe velate

con il fluido inerte di dolorosa noia.

La mia musa si perde nella distanza

di inventate storie costellate

da ombre senza passo,

che non dicono chi sono.

 

11222890_914456191966088_1425617127116189357_nYuleisy Cruz Lezcano dottoressa in sc. Biologiche; dottoressa in laurea magistrale in scienze infermieristiche e ostetricia (titoli conseguiti nell’Università di Bologna) poetessa e scrittrice.

Dal 2012 ho cominciato a partecipare a diversi concorsi letterari in lingua italiana, a volte conseguendo ottimi risultati e apprezzamenti. Di seguito vi elenco alcuni di questi.

- Prima classificata nel Concorso IV Edizione del Premio Nazionale di poesie Tindari –Patti. A seguito editato con tale casa editrice una raccolta poetica. “Pensieri trasognati per

un sogno”.

-Finalista nel concorso Gaetano Cingari 2013 selezionata a seguito di questo concorso per la pubblicazione di un libro di 60 mie poesie dal nome: “Fra distruzione e rinascita: la vita”, con la Casa Editrice Leonida.

- Prima classificata nel concorso letterario Troskij Cafè sezione poesie, anno 2012

- Finalista e 4° classificata al Concorso “Amici L. Ron Hubbard Foundation”

- Finalista e 5° classificata al Premio letterario internazionale Città di Melegnano con un racconto breve; anno 2012

- Segnalata nel concorso “Ossi di Seppia”; anno 2013

- Finalista al Premio “Scriviamo insieme” terza edizione con una silloge di poesie; anno 2013

-Finalista e quarto posto nel premio letterario Casentino XXVIII Edizione, 2013

- Terza al Concorso Sveglia cittadina I Edizione, 2013, sezione poesia.

-Primo premio al concorso lettere d’amore nel Comune di Chieti, sezione Il bene nascosto, nel 2013

-Primo premio a pari meriti nella XII Edizione del Premio di narrativa essenziale Formiche Rosse, indetto da Arci Provinciale Senese,

-Finalista nel Concorso Letterario Internazionale Giuseppe Giochino Belli 2013

-Primo premio nel Concorso Andrea Vajola, IV edizione

-Premiata al quarto posto al Concorso letterario “Amici di L.R.Hubbard”, 2013 seconda edizione.

-Finalista del Concorso Libri di versi in diversi libri Terza edizione della libreria editrice Urso, a seguito del quale c’è stata la pubblicazione di una mia silloge poetica dal titolo: “Diario di una ipocrita”, nel mese di marzo 2014.

-Finalista nel Concorso Il Federdiciano, 2013

-Pubblicato un libro di 50 poesie del nome “Vita su un ponte di legno” con la Casa editrice Montag in seguito a un concorso nell’anno 2013

-Seconda classificata nel Concorso “Parliamo di amore” edizione 2013, promosso dall’Arcigay di Siena, nella sezione poesie.

- Selezionata nel Concorso “Voci di donna” “Comune di Ravenna”

-Terza classificata nella sezione racconti brevi nel Concorso letterario Internazionale Penna e calamaio promosso dall’associazione culturale savonese “Zacem” e quarta classificata nel medesimo concorso nella sezione silloge poetica.

-Terza classificata nel Concorso Nazionale unica Milano 2013 sezione scultura a tema libero.

-Seconda classificata nel Premio Napoli Cultural Classic 2013, sezione silloge poetica.

-Primo posto nel Concorso Nazionale Voci Verdi, edizione 2014, Regione Veneto.

-Finalista nel Concorso il 21 a Primavera dedicato ad Alda Merini.

-Finalista nel premio Iniziativa editoriale 2013 con l’associazione internazionale Il paese che non c’è.

-Primo posto con una silloge poetica rivolta a bambini e ragazzi e pubblicato un libro con la Casa Editrice Apollo Edizioni dal titolo “Cuori Attorno a una favola”

-Finalista nel concorso Gaetano Cingari 2014 e pubblicato la silloge “Sensi da sfogliare” con la Casa Editrice Leonida Edizioni.

-Finalista nel Concorso Letterario Nazionale Gatteo mare con un componimento poetico a tema Il gatto, anno 2014.

-Finalista nel concorso Autori per L’Europa indetto dalla Casa editrice Ibiskos Ulivieri

-Finalista nel concorso Federdiciano 2014,

-Quarta classificata nel Concorso Letterario Internazionale Montefiore di Catolica anno 2014

-Finalista nel concorso letterario Internazionale di poesia Altino Prima edizione, 2014

-Segnalata nel Concorso biennale di poesia Cantina di Valpantena 2014

- Vincitrice del Premio Letteratura Italiana 2014 Contemporanea. Sezione poesia. Con Laura Capone Editore (LCE)

-Finalista nel Concorso Letterario Internazionale di Città di Castello edizione 2014

-Finalista nel concorso Letterario Nazionale Cinquantesimo Marcelli, 2014

-Quarto Premio letterario Internazionale per libri editi con il libro di raccolta poetica “Vita su un ponte di legno” Concorso Letterario Biblioteca Guerrato di Rovigo, anno 2014.

In uscita il libro di racconti brevi dal titolo “I miei primi racconti” con la Casa editrice Edizioni Montag e il libro di raccolta poetica dal titolo Piccoli fermioni d’amore con Urso editore.

-Selezionata nel Concorso Letterario “Teorema del corpo” dell’associazione culturale Fusibilia.

-Segnalata nel Concorso Letterario Internazionale “La luna e il drago” con un racconto breve.

-Finalista nel concorso Premio Internazionale Juan Montalvo, 2014

-Seconda classificata nel Premio Letterario Internazionale Nabokov nella sezione libro edito di poesia con il libro “Tracce di semi sonori con i colori della vita”, anno 2014

-Terza nel premio letterario erotico italiano, sezione poesie, 2014.

-Finalista nel Concorso Letterario di letteratura erotica “Il sapore del peccato”, 2014

- Terza nel Premio Internazionale Ossi di seppia, 2015

-Segnalazione di merito per il libro “Sensi da sfogliare”; pubblicato con la Leonida Edizioni.

-Terza classificata nel Concorso Letterario Internazionale di poesia e narrativa “Un soffio di Energia I Edizioni”

-Finalista nel Concorso Gaetano Cingari 2015 con un libro di narrativa inedito il quale sarà a breve pubblicato.

-Finalista nel Concorso Internazionale La Pania III edizione, sia nella sezione libri editi con il libro Tracce di semi sonori con i colori della vita, sia nella sezione inediti, 2015.

-Secondo classificata nel Concorso Internazionale Gaetano Cingari, sezione silloge poetiche, a breve uscirà La silloge poetica Credibili incertezza, sarà pubblicata con Leonida Edizioni.

- Premio speciale della giuria nel Concorso Lettera d’amore XV Edizione, 2015

- Finalista nel Premio Letterario Giovane Holden IX edizione, 2015, sezione libro edito.

- Finalista nel Premio Internazionale Shelley e Byron, 2015.

-Quarta classificata nel Premio Il vino nella Teverina, 2015. Comune di Castiglione in Teverina.

-Finalista nel concorso Letterario Nazionale Pietro Iadeluca e amici, 2015.

-Selezionata dalla giuria Premio Nazionale di poesie Terre di Virgilio, 2015

-Selezionata nel Concorso Nazionale di poesia Premio “Città di Foligno”

-Menzione d’onore nel Concorso Melania Rea, 2015

-Finalista Concorso letterario Città di Castello, edizione 2015

-Prima classificata Concorso Letterario L’incontro, Golden Press, XX edizione, 2015.

-Finalista nel Concorso Letterario Guido Zucchi, 2015

-Segnalata nel Concorso Letterario San Martino, 2015.

- Menzione di onore al Concorso Mondiale di poesia Nosside, 2015.

-Segnalazione di merito nel Concorso Nazionale La mia terra ha buona voce con un racconto breve, 2015

-Pubblicato recentemente il libro Due amanti noi, in versione bilingue, con la Casa editrice Fusibilia.

-Premio speciale della giuria nel Premio Internazionale di Letteratura Targa Marcocci, 2015

-Finalista nel Premio Letterario Internazionale Dal Tirreno allo Jonio.

-Finalista nel Concorso Archeoclub Patti, 2015

-Finalista nel Concorso Letterario Patrizia Brunetti

 

**Versi e foto ricevuti direttamente dall’Autrice.

 

 

Il dinanimismo presenta i Versi della poetessa Rita Stanzione

Mappe

Rita Stanzione

 

11755834_10204750888682769_9006056066946061443_nDentro di noi

a cercare lo stormo del vento d’estate

l’impulso al volo

fra terra e cielo, acqua e sale

 

Settimo tocco: (quasi)

nella bontà della roccia si ripara

la cantilena dal mare,

si abbraccia

 

Ottava della sera – aria bruna -

tremoliamo nei nostri contorni di carne

 

dei gabbiani abbiamo appena le mappe
ci metteremmo in fila

ad aspettare

 

Nota biografica

 

L’autrice Rita Stanzione è nata e vive attualmente nella provincia di Salerno. Lavora nel settore dell’istruzione, dopo una formazione pedagogica, completata da studi nell’ambito delle scienze.
Si dedica alla poesia da pochi anni e trova nel segno scritto un canale espressivo molto gratificante. La sua scrittura cerca di sondare il mondo interiore, così come la natura che “ci attraversa” e ci plasma, non trascurando elementi fantastici, onirici e visionari. Le piace osare e sperimentare nuove forme per dare spazio al pensiero. Trova che la poesia sia presente ovunque: basta solo saperla tradurre.
Si diletta anche a comporre haiku e qualche aforisma. Pubblica le poesie in più siti letterari.

Ha ricevuto più riconoscimenti in concorsi letterari, esperienze che l’hanno ulteriormente incoraggiata nel suo percorso d’autrice.
Ha all’attivo alcune pubblicazioni, sillogi di poesie, dal 2012 ad oggi. Sue poesie sono presenti in raccolte di AA.VV. Alcune, tradotte  in altre lingue, in riviste e siti letterari di altri Paesi.

*Versi e biografia ricevuti dirrettamente dall’Autrice.

**Immagine postata dalla Redazione del blog e liberamente tratta dal profilo FB dell’Autrice

Eppure, mentre la tua ombra sorge… di Giancarlo Fattori

spice-paintings-550x439Eppure, mentre la tua ombra sorge,

 

io mi scocco dal tuo arco, e trafiggo

 

la terra, nel silenzio di rami intrecciati.

 

Il magma ti scorre sottopelle, fluisce

 

tracciando nel mio tempo petali di cenere.

 

Struggimento. Finestre a forma di volto.

 

Riflessi, sulla superficie calma delle cose.

 

Tu sei un’immagine austera, oltre quella porta,

 

un paesaggio di acque e pietra in cui rimango

 

a scrutare le scogliere, gli orizzonti,

 

sospirando con la pelle percossa da un brivido.

 

Un suono sei tu, la sorgente dipinta sui vetri.

 

**Versi ricevuti direttamente da Giancarlo Fattori: https://www.facebook.com/Giardini-Profumati-percorsi-rock-tra-luci-e-penombre-543502942466928/

**Quadro: “Spicy night by Kelly McCollam” ottenuto con le spezie, postato dalla redazione e liberamente tratto da: http://vitadaspezie.blogspot.it/2015/03/dipinti-fatti-di-spezie.html

Somiglianze…. versi del “cantore della natura umana”, Carlos Sanchez.

Somiglianze

di Carlos Sanchez

OLYMPUS DIGITAL CAMERAVa e viene 
sfidando quella legge 
che conosciamo 
resiste 
con suo corpo senza ali 
con la sua gialla certezza.
con suo destino marcato. 
Magari il vento 
gli diede coraggio 
magari il calendario 
che ignora.
Non sa 
che compie il suo destino 
che lancia un segnale silenzioso 
a noi 
che siamo foglie 
di un albero simile
appena più resistente
a un cambiamento di stagione.

Novembre, 2015

Semejanzas

Va y viene
desafiando esa ley 
que conocemos
resiste
con su cuerpo sin alas
con su amarilla certeza.
con su destino marcado
Quizás el viento
le dio coraje
quizás el calendario
que ignora.
No sabe 
que cumple su destino
que lanza una señal silenciosa
a nosotros
que somos hojas
de un árbol parecido
apenas más resistente
a un cambio de estación.

Noviembre, 2015

*Versi ricevuti direttamente da Carlos Sanchez tramite social network.

**Foto farfalla-foglia postata dalla redazione del blog e liberamente tratta da: http://www.casadellefarfalle.unict.it/ita/lepidotteri/charaxinae/consulfabius.htm

La poesia di Giancarlo Pontiggia: Un esempio di coerenza e di continua ricerca dell’essenziale.

copDi seguito riportiamo alcuni versi ( tratti dal web ) del Prof. Giancarlo Pontiggia, una tra le “voci poetiche” più autorevoli del secondo novecento italiano. Parole che non cedono mai il passo al pessimismo, al lamento e all’autocommiserazione.

Una poesia limpida che accompagna  lettore tra i sentieri della propria anima. Un invito a godere dell’istante, dell’attimo irripetibile in grado di piegare e segnare l’inevitabile scorrere del tempo. Tempo che deve essere speso e non sprecato. Vita che deve essere vissuta e non rimpianta.

Un esempio di coerenza e di continua ricerca dell’essenziale. Tutto questo, e non solo, vive e si moltiplica nella poesia del Giancarlo Pontiggia, il “Maestro nascosto”.

Zairo Ferrante

 

Nella polvere di un noto confine

 

Scrivi celato

fra i rametti del cuore; serba

doni umili, suoni

sussurranti come una preghiera; dì

quello che devi, custode

dei nomi e dei semi, nelle estati

che verranno

(e negli autunni piovosi, nelle ruggini

del tempo)

– resta

nella polvere di un noto

confine.

Al lettore

 

Viandante, che trai il tuo passo

per caso presso questo

margo appartato,

tra i fichi, i peschi, le ombre

odorose della grande estate

pensa che qui sovrastano,

ai confini di un campo assediato,

cieli più intensi e profondi

del tempo che infierisce con

orrendi oh non più presagi, ma

con fionde, con ferite, clangori

e lenti affioramenti

di miasmi e di occhi

infelici, lesi, tra soglie invase

che nessuno più onora

perché il tempo non è che la metà

brutale, paurosa dei pensieri

che sfiorano in questo mese

di agosto che avanza le nere

capitali del mondo colpito

dove anche tu, già ormai oltre

il cancello mortale dei miei versi,

appari tra la fine di un secolo scuro

e un altro ancora ignoto, troppo, per noi

viventi e non viventi

nel legno minaccioso delle stanze

quando ancora premono le forze

della vita che chiama, chiama

e dice: resta, non fuggire,

guarda!

 

Lascia un segno nel celeste pomeriggio

 

Lascia un segno nel celeste pomeriggio,

brucia un’altra volta, passa

ombra di terra salvata dal fuoco,

da una forza più lenta, scura e sacra.

Niente è più arduo di cio che appare

semplice, affondato in un ginocchio

che sanguina, o nella polvere di un viottolo

che si curva per sempre, verso

un altro confine, quando

un fumo indiano sale, nell’aria

spessa e odorosa, e già diviene potenza

di una nuvola sposa. Ma chi cammina

con passi solitari, tra ombre, nel soffio

remoto di fruscianti mattine, e trova

spighe di nomi, nubi, splendori

di una vita lontana, pensa

alle api silenziose, erranti in una

personale arcadia,

e già forza

i cancelli di un buio più estremo.

Nomi stordenti e felici

di un cuore ormai severo, siete

alle soglie immemori, sul primo gradino,

in un tempo fisso, nel punto imo.

 

*VERSI POSTATI DALLA REDAZIONE DEL BLOG E LIBERAMENTE TRATTIDA: http://www.italian-poetry.org/Pontiggia.htm

 

**BIOGRAFIA DI GIANCARLO PONTIGGIA: https://it.wikipedia.org/wiki/Giancarlo_Pontiggia

 

***IMMAGINE TRATTA DA: http://www.ibs.it/code/9788868570231/pontiggia-giancarlo/origini-poesie-1998.html

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