07/04/2013
"Come un cane"... inedito di Zairo Ferrante
di
Zairo Ferrante
Come un cane l’annuso
la pioggia che casca
dalle nuvole sulle cose
vecchie, stipate in giardino,
spazio curato
come un cuore che pulsa
su cui scendono lacrime che
lavano ricordi e pensieri,
vanghe e rastrelli.
Come un cane l’annuso
e le lecco le lacrime,
la pioggia che scivola
e gocciola senza rumore.
E le asciugo,
in silenzio,
in disparte,
felice.
*Versi ricevuti direttamente dall'Autore http://zairoferrante.xoom.it/.
**Foto quadro di Jacopo Bassano "Due cani da caccia" postata dalla redazione e liberamente tratta da: http://www.copia-di-arte.com/a/bassano-jacopo/ddue-cani-da-caccia.html
20:15 Scritto in COLLABORATORI E SOSTENITORI DEL DINANIMISMO | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: zairo ferrante, come un cane, versi, dinanimismo, inedito, jacopo bassano, due cani da caccia, quadro |
Stampa | OKNOtizie |
|
Facebook | | |
03/04/2013
"L'ABBRACCIO" quadro e versi di Liliana Ummarino...
L'ABBRACCIO
SULLA SOMMITA' DEL MONTE PIANTERO' LA BANDIERA DELL'EGO,
LONTANA DALLA VALLE BUIA DOVE HO LASCIATO LE VESTI.
MI OFFRIRO' FELICE ALLA DOLCE CAREZZA DEL VENTO,
AL TEPORE DEL SOLE.....
FINALMENTE LIBERA!
LA ECO DEL MIO GRIDO ESPLODERA'
FRA LE GOLE RIMANDANDOMI IL SUONO.
LE BRACCIA A CIRCONDAR LE GINOCCHIA,
MI CULLERO' FELICE
AL DOLCE SOSPIRO DEL SILENZIO......
Liliana Ummarino
Liliana Ummarino. Artista di Arte contemporanea, opera e lavora a Roma, vicepresidente di Art-Arvalia ass. artistica del xv Municipio di Roma. Insegnante di pittura figurativa, astratta, informale, polimaterica.
**Foto quadro e Versi ricevuti direttamente dall'Autrice.
15:12 Scritto in COLLABORATORI E SOSTENITORI DEL DINANIMISMO | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: collaboratori, liliana ummarino, abbraccio, quadro, versi |
Stampa | OKNOtizie |
|
Facebook | | |
17/11/2012
La "partenza"... dall'Australia i versi di Anna Trombelli Acquaro
*PARTENZA
di
Anna Trombelli Acquaro
La sera s’incupiva
e le luci della nave
diventavano sempre più fulgide.
Il cuore non palpitava più,
fermo, colmo d’ansia e malinconia.
Era l’autunno.
Nel cielo cominciavano a brillare
le giovani stelle.
Nell’aria aleggiava il profumo del mare.
Piano, la nave si muoveva,
colma di giovinezze e di sogni.
La meta: una terra lontana.
D’improvviso,
sentii grande il peso sulle mie spalle.
Un tremito irrefrenabile mi prese.
Guardai indietro,
cominciava ad essere lontana la mia terra.
Era luminosa e silenziosa
quella terra mia
appariva in festa.
Sembrava emergere dall’acqua
specchiandosi sulla superfice limpida.
La nostra gente s’allontanava.
Un leggero vento trasportava l’eco
delle nostre voci.
Era l’addio!
Ed io dissi a quella Patria mia:
Sei bella come la bandiera tricolore,
sei gioconda come l’Inno di Mameli!
E le lacrime scendevano senza sosta,
perché? Perché era il cuore che piangeva!
Anna Trombelli Acquaro è nata a Bianco - Reggio Calabria.
Emigrata in Australia nel lontano 1958 è stata scoperta dall’A.L.I.A.S. solo dodici anni fa, diventando subito un’attivissima collaboratrice e sostenitrice dell’Accademia.
Nel 1999 ha pubblicato una raccolta di silloge “Le Mie Poesie” ( A.L.I.A.S. Editrice).
Nel 2002 ha pubblicato in Italia un libro di favole in italiano ed in inglese dal titolo “IL LAGO INCANTATO” ottenendo un lusinghiero successo.
Nel 2005 “UN ALITO D’AMORE” poesie ( A.L.I.A.S. editrice ).
Partecipando al concorso A.L.I.A.S. ha vinto il premio speciale “Medaglia d’Argento del Papa Giovanni Paolo II” per due volte ed ha ottenuto diversi altri primi premi.
Nel 2011 ha pubblicato la raccolta di poesie e racconti " "ATTIMI D'EMOZIONI" ( A.L.I.A.S. Editrice ).
*Versi e nota biografica ricevuti, per conto dell'Autrice, direttamente da: Accademia Letteraria Italo-Australiana Scrittori (A.L.I.A.S.) http://www.alias.org.au/
( Presid. Cav. Giovanna Li Volti Guzzardi)
**Foto scelta e postata liberamente dalla Redazione del dinanimismo: quadro "Anni 1920" del Pittore brindisino, amico del dinanimismo, Carofalo Vincenzo http://www.carofalovincenzo.com/
17:28 Scritto in Collab. ACCADEMIA LETTERARIA A.L.I.A.S | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: acquaro, versi, alias, australia, carofalo vincenzo, quadro, collaborazione dinanimismo |
Stampa | OKNOtizie |
|
Facebook | | |
22/09/2012
Poesi(A)rte di fin'estate by Giancarlo Fattori
CREPUSCOLO D’OTTOBRE
Laggiù, le foglie raggrinzite,
i rami secchi sul sentiero
ad ogni sfumatura di pallida luce.
Al canto del Vespro l’orizzonte si placa
dei miei sguardi oltre il tumulo e il declivio,
e la terra si sgretola, sotto i miei passi.
Oltre, gli spiriti del bosco.
Qui, l’anima in tumulto, fragile.
Vertigini di parole, da un silenzio all’altro.
Gli occhi socchiusi su paesaggi interiori,
ebbro fino allo stremo del fruscio
delle foglie, delle ali:
ecco, lassù, il rondone, il germano reale,
il picchio dorato, il piviere,
il cielo ambrato che s’appresta a dormire.
E l’eco, infine, dei miei respiri,
come cantillazione tra le mura d’un chiostro,
o un piccolo tozzo di pane, mendicato.
Profumo di cedro, di vitigni maturi.
Oltre, il sogno, velato di pianto.
Screpolature di labbra, su labbra leggere.
Si ricompone l’oceano, goccia dopo goccia,
di sorriso, di abbraccio, di coccio infranto,
un fuoco amoroso che divampa, gentile.
Ed io, pellegrino di continenti, sorgenti, fedi,
in me accolgo tutto, e nulla, e su questi estremi
m’inerpico, come viandante sull’abisso.
Un errare è il mio, e senza meta,
coerente, nell’incoerenza,
cosciente, nell’incoscienza.
Plagiato dalla bellezza.
Visionario, di visioni crepuscolari.
Nel respiro del cosmo, fluttuando nel tempo.
(dedicata a Wolly Krishna Rama Dâsâ
e a Muhammad Ibn Abd-el-hamid Abû Rummân)
Versi ed *Immagine di Giancarlo Fattori ( ©giancarlofattori2005 ) e ricevuti direttamente dallo stesso
*Immagine: digital painting " Ritratto di Cristina"
14:37 Scritto in COLLABORATORI E SOSTENITORI DEL DINANIMISMO | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: giancarlo fattori, dinanimismo, quadro, arte, poesia |
Stampa | OKNOtizie |
|
Facebook | | |
03/05/2012
Il veleno dell'Amore in versi...

19:03 Scritto in COLLABORATORI E SOSTENITORI DEL DINANIMISMO | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: giancarlo fattori, dinanimismo, versi, quadro, morte cleopatra |
Stampa | OKNOtizie |
|
Facebook | | |
18/03/2012
L'Arte alla Fonte... Versi e Quadri.
di Giancarlo Fattori
Un rigagnolo giace
a specchio della luna,
un volto senza trucco,
capelli come vigne tortuose,
da vendemmiare.
Spossata calura di fine estate,
il cadere, fiorito, dei sensi
arroventati d’amore,
di triclini di vento.
Sgocciola un cielo
color del miele,
e tu, pelle e occhi d’ambra,
frenetica, al crepuscolo,
d’ardita danza.
A piedi nudi mi erigo
al cielo, alla foglia d’alloro,
in olocausto ubriaco
alla liscia carezza delle tue mani.
Sembra porsi fine
questo giorno,
incrostando di nero
lo smorto sole, e io,
che trascino la nuda pelle
nel baluginar delle ombre,
urlo le stelle, il selenico sasso,
e di glicini indosso un velo.
Cogliendo il ritmo
come si coglie il virginale fiore
che, impudica, sbocci,
s’ara la terra, la s’ingravida
di sospiri, e percezioni.
Piange il salice
stendendo al vento
le lacrimose gocce,
s’elevano grida
e suoni dal profondo,
si lascia il sonno
a ogni stelo d’erba.
Non si quieta la vertigine
quando il dio resta in cuore,
e splende Venere
calando all’orizzonte.
Risplende la rugiada
che a ragnatela tinge
le vestigia antiche:
di corpi e sensi veste il volo,
l’audace ballo, lo stordimento.
*Versi ricevuti direttamente dall'Autore, per accedere al suo blog poetico:
http://ilsorrisodelmelograno.blogspot.com/
**Immagine postata dalla Redazione del dinanimismo: Quadro "Elisa al ruscello" del Pittore Vincenzo Carofalo http://www.carofalovincenzo.com/
11:46 Scritto in COLLABORATORI E SOSTENITORI DEL DINANIMISMO | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: giancarlo fattori, blog, dinanimismo, vincenzo carofalo, quadro, versi, poesia |
Stampa | OKNOtizie |
|
Facebook | | |
17/01/2012
" SCRITTO DI GETTO " di Roberta Murroni
La mia vita è su di un filo, appesa, in bilico sentimenti, uno strapiombo.
Amico, hai preso il filo tra le mani, ti sei issato e hai camminato fino ad acchiapparmi, stringermi, amarmi, strattonarmi, lanciarmi via e riprendermi.
Ti ho chiesto di non farlo, di non essere così, che avresti potuto conoscere la mia non gentile difesa. Hai continuato, col tuo gioco malato di chi non sa di essere fuoco e vive come acqua cheta, chi spera di essere felice con gli altri quando non ha attimi di tregua con se stesso.
Ho provato a consolarti, a dirti io ci sono, ma nessuna possibilità, nessun cordoglio, mai più orgoglio.
Ed eccomi qui, a raccogliere i cocci di me stessa, sempre camminando sul filo, in bilico tra la follia e la santità, mai abbassata ad un simile affronto, ti ho detto "se vuoi andare, via.." e sei andato, dopo un giorno tornato indietro, dicendo che stavi bene si, tu stavi bene, che ti eri sbagliato, che non ero io.
In bilico, da sola. Cammino. Diritta, senza fermarmi.
Non ho un amico davanti a me, da seguire con rispetto.
Mai l'ho avuto accanto a tenermi la mano ed ora, ringrazio me stessa, non è più dietro di me pronto a scaraventarmi ancora nel baratro.
*Scritto ricevuto da Roberta Murroni: http://www.robertamurroni.com/wp/index.php/work/
**Quadro: "NOI STESSI" olio su tela ms.15x35cm. dic. 2011 di - NICOLA VILLANO - ricevuto tramite social network dallo stesso Autore.
10:47 Scritto in COLLABORATORI E SOSTENITORI DEL DINANIMISMO | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: nicola villano, roberta murroni, quadro, poesia, dinanimismo |
Stampa | OKNOtizie |
|
Facebook | | |
09/01/2012
VERSI DI GIANCARLO FATTORI
di Giancarlo Fattori
“Vieni a tendermi la mano,
ascoltami nel vuoto che m’è di fronte:
sei sordo al lamento, al baratro.
Dorato risplende il sospiro del buio,
luce di lampione nella nebbia,
la tua mano: un tumulo arcaico.
Scompare il ruscello nel volto di pietra,
e la mia pelle antica, scolorita al sole,
sgocciola sangue e seme, fecondando il terreno.
Di nuovo il sonno, l’erba selvatica tra i sassi,
lo sguardo esangue che mi cattura
lontano dal fuoco, immenso nel tempo.
La paralisi tesse il mio cammino
ornato dei mattini lamentosi:
una guglia che svetta sola tra le nubi.
Mi denudi i sensi ad ogni risveglio,
fino a sciogliersi in pianto
il tocco delle dita dentro l’anima.”
*VERSI RICEVUTI DIRETTAMENTE DALL'AUTORE
**QUADRO: "Il mattino" di Antonio Fontanesi, postato dalla Redazione e tratto liberamente da: http://www.donmilanicolombo.com/colombo/appunti%20per%20i...
11:15 Scritto in COLLABORATORI E SOSTENITORI DEL DINANIMISMO | Link permanente | Commenti (2) | Segnala | Tag: carlo rinaldi, dinanimismo, poesia, antonio fontanesi, quadro, il mattino |
Stampa | OKNOtizie |
|
Facebook | | |
22/06/2011
DISCORSI SULL'AMICIZIA
BROMANCE, OVVERO DELL’AMICIZIA MASCHILE. Di Giancarlo Fattori
Nell’osservare, in una mostra, alcune fotografie di amici, scattate verso la fine dell’800, mi è venuto di pensare a questo: nella nostra sensibilità moderna hanno qualcosa di stridente, in quanto denotano un’affettuosità molto marcata, fisica, sentimentale, che non è difficile etichettare come latenza omosessuale. Ma non è così. Per paradossale che possa sembrare, a differenza della nostra epoca moderna, gli uomini allora non provavano alcun timore nel mostrare la loro amicizia anche attraverso contatti fisici, intimi: abbracci, mani nelle mani, baci. Anche negli scambi epistolari, l’uso di un linguaggio accattivante e sentimentale, che la maggior parte degli uomini moderni troverebbe ambiguo al punto da metterli a disagio, non era affatto estraneo nelle relazioni d’amicizia, così come la condivisione dello stesso letto, o lo scambio di confessioni intime. Atteggiamenti come quelli espressi in queste fotografie d’epoca erano comuni, e ci aprono una finestra su una serena virilità vissuta reciprocamente, che oggi ci appare straniera. Nell’opera poetica di Whitman, l’amicizia virile andava oltre il cameratismo, senza mai essere fraintesa.
Ma di cosa parliamo quando parliamo di bromance? Bisogna ritornare, per un attimo, alla definizione aristotelica di amicizia: «l’amico è colui che desidera il bene dei suoi amici per amore degli amici che sono molto più che amici, perché ciascuno ama l’altro per quello che è, e non per qualità accidentali». Per bromance si intende una relazione d’amicizia affettuosa, stretta, intima tra due maschi eterosessuali. Puramente amichevole, quindi, e priva di connotazioni sessuali. Si tratta di un rapporto di confidenza, solidarietà, emotività, e intimità fisica, piuttosto simile a quello che si instaura, a volte, tra i bambini. Il termine, poco conosciuto da noi, è un connubio tra le parole fratello e relazione romantica. Coniato agli inizi degli anni 90, definiva il rapporto relazionale instaurato tra gli skaters americani che trascorrevano molto tempo insieme.
Se il termine è contemporaneo, quello che esprime risale all’epoca classica, quando l’amicizia virile era considerata la forma più alta di relazione affettiva, mentre quella tra uomo e donna era vista come inferiore, in quanto legame con un essere subordinato. Nel mondo greco le amicizie virili erano l’ideale di rapporto appagante e nobile, in virtù di una connessione emotiva priva dell’elemento erotico. L’epica stessa ha tramandato episodi di personaggi maschili intimamente legati tra loro, basti pensare all’amicizia tra Patroclo e Achille nell’Iliade di Omero, agli esempi di rapporto affettivo-eroico tra David e Jonata nella Bibbia, o tra Gilgamesh e Endiku nell’epopea babilonese. Nella sfera storica, l’esempio più forte, spesso ingiustamente considerato erotico, è stato l’amicizia profonda che legò Alessandro Magno a Efestione. Ma non è da sottovalutare il patto cavalleresco tipico della storia medievale, che trova la sua connotazione mitica nelle vicende romanzate dei Cavalieri della Tavola Rotonda.
L’amicizia tra maschi è ancora influenzata da stereotipi culturali, primo fra tutti la paura della confidenza, dell’intimità fraterna, dell’emotività come rappresentazioni di una latenza omosessuale. In una società come quella attuale in cui gli atteggiamenti omofobici si stanno facendo più pregnanti, persino pericolosi, è difficile per gli uomini gestire l’intimità nelle relazioni d’amicizia. Eppure qualcosa sta cambiando, negli ultimi anni. Per paradossale possa sembrare, è stata proprio la cultura gay, nei suoi anni di lotte, a rivendicare il diritto dei maschi, omosessuali e eterosessuali, di abbattere le barriere degli stereotipi del maschilismo per dare più spazio alla dimensione emotiva. E molti uomini oggi si sentono più liberi e desiderosi di mettersi in gioco, di superare gli stereotipi del ruolo sessuale e della gestione dell’affettività. Non soltanto la cultura gay, ma anche le lotte femministe degli anni 70, e il loro dibattito sul maschilismo e sullo stereotipo maschile, hanno dato il loro contributo: gli uomini che oggi sentono più nel profondo di vivere una bromance sono i figli o i nipoti di quella rivoluzionaria generazione femminile. In epoca recente il mondo dello spettacolo ha visto esempi lampanti di bromance, uno fra tutti l’amicizia profonda e intensa che da sempre lega gli attori Matt Damon e Ben Affleck. Anche nel mondo della fiction televisiva o narrativa si incontrano spesso storie di amicizia virile di alto spessore emotivo: a me viene in mente il rapporto che lega Frodo e Sam nel romanzo di Tolkien Il signore degli anelli, rapporto così profondo da essere una vera e propria storia d’amore, totalmente priva della dimensione erotica.
Perché prima ho scritto eppure qualcosa sta cambiando? Perché il XX secolo ha visto un netto mutamento nei rapporti bromance, rispetto al secolo precedente. Lo stereotipo secondo il quale i maschi in età adulta creano barriere che scoraggiano l’intimità e l’emotività non è mai stato così forte come nel secolo scorso, e sopra tutto nell’ambito delle amicizie virili (ma anche nelle amicizie, meritevoli di una riflessione altrettanto importante, che si instaurano tra un uomo e una donna, prive della componente sessuale). L’idea che un’amicizia fervente, ardente, fra maschi possa comprometterne l’eterosessualità è in realtà moderna. Non che l’omosessualità non fosse mai esistita, sia chiaro: essa è vecchia quanto il mondo, e in molte culture è sempre stata considerata aberrante. Ma le psicologie di primo novecento, col concetto di latenza omosessuale (vista anche come malattia, nevrosi, diversità), sommate agli stereotipi già esistenti (la confidenza come “roba da donne”, il concetto forzato di autosufficienza, la gabbia entro cui chiudere l’aspetto emotivo e le debolezze) hanno modificato l’amicizia maschile, che ha così perso la sua componente affettiva, intima. La massificazione e l’industrializzazione hanno inoltre contribuito a verniciare i rapporti umani di competitività e concorrenza in un contesto sociale da giungla urbana. Il timore di vivere un’amicizia che possa, in qualche modo, essere vista con sospetto, ne ha modificato, nel corso del tempo, la modalità e le dinamiche. Allontanate le dimostrazioni “amorose”, l’amicizia maschile si è arricchita di altre gestualità, approfondendo concetti guida: la virtù intellettuale, l’abbraccio saldo, la pacca sulla spalla, la lealtà, il sodalizio, la complicità, la stima, la condivisione di momenti piacevoli (la birra, lo sport, la musica). C’è poi un altro aspetto da tener conto, cioè che in passato la struttura sociale stessa era differente, nel senso che uomini e donne hanno vissuto, fino al giorno del matrimonio, in mondi separati, con scarsa o nulla interazione tra i sessi, permettendo così di incanalare l’intensità dei legami e il bisogno di affetto e emotività anche fisica in una dimensione che viene definita omosociale.
Forse è soltanto nella sfera militare che il maschio del XX secolo ha continuato a vivere legami affettivi saldi. Che si parli delle drammatiche esperienze di guerra, o della convivenza coatta nel mondo delle caserme, la realtà di questo universo totalmente al maschile ha contribuito a creare legami intensi, di vera fratellanza, che spesso si protraggono negli anni seguenti. Questo è valido in modo particolare per chi ha vissuto la tragica realtà delle guerre, realtà che ha fatto emergere situazioni, spesso anche toccanti, di protezione, consolazione, condivisione, coraggio, fedeltà all’amico. Ma anche al di fuori della realtà bellica, in un contesto militare di pace, il cameratismo è sempre stato un elemento fondamentale nella creazione di “amicizie per la pelle” che, come sostiene lo psicologo Marco Garzonio, è una «metafora in cui la pelle è intesa come vita, a indicare il legame tra compagni di battaglia a cui si affida la propria incolumità». È interessante notare come proprio nel mondo militare, così pregno di palese maschilismo, si possano instaurare legami profondi, senza una presenza omofobica che possa fare da intralcio. Oggi, in Italia, questa dimensione di coesione sociale e di rito di iniziazione è venuta a mancare, grazie alla soppressione della leva obbligatoria: se questo sia un bene o un male, non è compito dirlo in questo contesto, così come non è compito dire se l’introduzione delle donne in un universo prettamente maschile abbia in qualche modo influenzato questa coesione.
Le cose, però, oggi stanno cambiando, come scrivevo prima. Si assiste a un ritorno della sfera intima e affettiva nel mondo delle amicizie al maschile. Alcuni studi sociologici affermano la positività di questo aspetto, in quanto la solitudine, la stereotipia, l’isolamento, il desiderio di abbattere luoghi comuni ormai logori, stanno portando i maschi del nuovo millennio a riscoprire il valore dell’emotività. Gli uomini che lo fanno vivono più felici. Oggi un uomo che non teme di mostrare la propria fragilità, le proprie lacrime, non è più considerato un uomo debole e, agli occhi di chi non smette di lottare per abbattere barriere, assume una forza straordinaria. Il maschio si rivela umano e sensibile, com’è giusto che sia. Anche nei legami d’amicizia, l’uomo sta tentando di recuperare una sua propria ridefinizione, allontanandosi dal modello imposto dalla cultura degli stereotipi, per avvicinarsi di più al concetto classico, aristotelico. E attingere con più coraggio alla propria realtà interiore fatta di emozioni e sentimenti. C’è sempre più bisogno di sfidare la barriera dell’imperante cultura omofobica, di raffigurare l’amicizia virile con l’immagine di due uomini uno accanto all’altro con lo sguardo rivolto verso se stessi e verso l’esterno. Si assiste oggi, e ci si augura di assistere anche in futuro, alla presenza di un uomo nuovo, e di un modo nuovo per lui di costruire rapporti e relazioni. L’amicizia vera tra uomini è basata su elementi fondamentali, quali la mancanza di giudizio morale e critico, la sincerità, la fedeltà, la complicità, l’aiuto disinteressato. Ma oggi possiamo anche aggiungere l’elemento romantico, affettivo, intimo, senza che questo debba essere guardato con sospetto: amici che si guardano, che si accarezzano, si tengono per mano o si sorridono, come dovrebbe essere. Perché l’amico, come la moglie, il figlio, è colui che si ama “per quello che è, per il suo bene”.
a Nino
*Saggio ricevuto direttamente dall'Autore.
**Quadro del Pittore Carofalo Vincenzo, ricevuto dallo Stesso.
10:19 Scritto in COLLABORATORI E SOSTENITORI DEL DINANIMISMO | Link permanente | Commenti (3) | Segnala | Tag: giancarlo fattori, discorsi sull'amicizia, quadro, carofalo vincenzo, saggi, dinanimismo |
Stampa | OKNOtizie |
|
Facebook | | |
15/04/2011
POESIA INEDITA DI ZAIRO FERRANTE CON QUADRO DI LILIANA UMMARINO
LA CONTRO-BALLATA DELL’UOMO-ROBOT
Di
Zairo Ferrante
in questo inizio
di millennio ma
fine di progenie,
vecchia e superata.
Vola l’uomo-robot
tra aurore siderali,
porte temporali e
ruscelli radiopachi
d’intelligenze neocreate.
Tra molecole di bario
al vento regalate,
vive l’uomo-robot,
che si nutre della scienza
a trasmissione ultravioletta.
Combatte l’uomo-robot
con tiranni sanguinari,
che han per padre
il dio danaro e per
madre il gran mercato.
Sopravvive l’uomo-robot
in questa fine di progenie,
in questo inizio dell’eterno.
Tra più soli artificiali e
viaggi interspaziali.
Ed insegue l’uomo-robot,
la sua anima ormai ceduta
ai diavoli mascherati,
con promesse ben’agghindate
per un futuro immacolato.
E si dispera l’uomo-robot
per la sua anima che ha perduto,
per la ricchezza vanificata,
ché solo un robot - e non un uomo -
all’eterno ha consegnato.
14-4-2011
Copyright2011©zairoferrante
*Quadro dell'Artista Liliana Ummarino: FUKUSHIMA olio su tela 35x50 (Foto ricevuta direttamente dall'Artista -Roma 2011 -)
09:44 Scritto in b) VERSI DINANIMISTI, COLLABORATORI E SOSTENITORI DEL DINANIMISMO | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: zairo ferrante, poesia, inedito, l'uomo-robot, dinanimismo, liliana ummarino, quadro |
Stampa | OKNOtizie |
|
Facebook | | |
28/03/2011
Alessia D'Errigo in versi con Ena Selena in quadro
di Alessia D'Errigo
si assaporano i fumi tossici
di una deriva d'anime
che colleziona morte
e nevrastenie di luna
ammucchiati nel grande cimitero
giacciono ancora i sogni
in bare d'amianto sigillate dal tempo
a sbrinare per un po' il ricordo del reale
e affastellando cenere e derive
fino a creare un campanile d'ombra
su questa terra
e così
mentre il petrolio lava le mani
e pulisce i peccati
come una grande mamma
dalle mammelle generose
e impudiche
come un dio
che lecca nel profondo
le briciole dell'ultimo pane
spezzato in una sola razione
razziale e raziocinante
come solo l'uomo
sa essere
mentre tutto si fa smacco
in queste libagioni moderne
tra l'immondizia generale
generata dalle generazioni
di ogni genere e gene
io
alzo gli occhi verso il cielo
credendo
che al di là di quella finistra
si possa trovare
ancora
una luna nuova
18:00 Scritto in COLLABORATORI E SOSTENITORI DEL DINANIMISMO, COLLABORAZIONI OLTRE CONFINE | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: montenegro, italia, dinanimis, selena ena, alessia d'errigo, poesia, quadro, dinanimismo |
Stampa | OKNOtizie |
|
Facebook | | |








