02/03/2013

Giovanna Mulas: "oggi il popolo pretende ritorno alla piazza sempre stata sua"

Il tempo finito di un Centrosinistra mai Stato

di

Giovanna Mulas



giovanna mulas,dinanimismo,pezzo,blog,ineditoDobbiamo renderci conto che il cambio e’ necessario:
l’ acquiescenza della comodita’, l’afrodisiaco del potere quindi la corruzione, la pieta’ nel senso cristiano del termine, che aborro come nichilista, la divisione ineguale dei beni, la sopravvalutazione e la mancanza di autocritica sono serviti soltanto a creare altri muri tra popolo e popolo che, disperato, confluisce nella rete di chi, ad urlare democrazia, illude di sovranita’ innocua, da ordinaria amministrazione.
Dobbiamo renderci conto che le vie di mezzo, se ad oggi sono riuscite a plagiare le menti di ingenui o benpensanti di un’ aspirante sinistra salottiera, da ni o non saprei, da strumenti a fiato dai quali penzola infausta coda di shakespeariana memoria; oggi non bastano piu’ : oggi il popolo pretende ritorno alla piazza sempre stata sua, oggi il popolo ha gridato e da anni grida inascoltato il suo Verbo, e solo il suo, e noi non possiamo girare la testa da altra parte, abbandonando questa nostra Italia allo sfascio totale al quale e’ stata predisposta, destinata.

Arrivati all’orlo del precipizio si possono fare solo due cose: o ci si butta di sotto o si frena in tempo consegnandosi al nemico, che’ una libertà individuale non può concepirsi senza sicurezza economica ed indipendenza. Il tempo di questo centrosinistra e’ scaduto, amici miei, centrosinistra mai davvero stato e (...)


*Leggi tutto dal Blog ufficiale di Giovanna Mulas:

http://giovannamulas.baab.it/2013/02/27/il-tempo-finito-di-un-centrosinistra-mai-stato/

**Ricevuto direttamente da Uff. stampa Isola Nera ( per Giovanna Mulas ).

***Foto Monaci Buddisti postata dalla redazione e liberamente tratta da: http://www.metaforum.it/archivio/2008/showthreadae48.html...

13/02/2013

GIOVANNA MULAS: prossimi incontri!!!

524674_365578393539834_381565637_n.jpg"...Esistono ferite, Fiore Mio, che mai si rimargineranno, lo so. Ma un angelo e’ sempre un angelo, anche con le ali spezzate. Non sarà facile la vita perché si ha a che fare col resto del mondo; non siamo solo noi, il mondo. E il mondo non è clemente. Non sempre per cattiveria, sono la morale e i falsi pregiudizi a dare un nome (...)".

('Lettera ad una Figlia'. Leggi il pezzo dal Blog Ufficiale:
http://giovannamulas.baab.it/2013/02/12/un-angelo-e-un-angelo-anche-con-le-ali-spezzate/

 

Giovanna Mulas: incontri culturali - Aggiornamenti Blog Ufficiale


il 14 febbraio, al Palalixius di Lanusei, reading contro la violenza
sulla donna, per l'iniziativa internazionale 'One Billion Rising'.
Durante l'evento si alterneranno diversi artisti, con letture o danze
a tema. La maratona culturale prendera' il via alle h. 16.30.
Ulteriori info alla Biblioteca 'Angelino Usai', Lanusei (dott.ssa
Loredana Rosa).


17 febbraio reading al Teatro di Tortoli' per 'Il Coraggio delle
Donne', evento fondato e diretto dalla scrittrice Margherita Musella, per il Caffe' Letterario La Rosa dei Venti (Arbatax).
Ricordiamo la preziosa collaborazione di, nell'ordine: Anna P. Alves, Luisa Carracoi, Susanna Cortini, Simonetta Delussu, Nena Fenu, Veronica Lai, Mirella Loi, Marinella Mascia, Daniela Melis, Natalina Mulas, tiziana Murino, virginia Murru, Gonaria Nieddu, Francesca Pischedda oltre alla stessa Margherita Musella. Musiche di Alex Burati, accompagnato dalla voce di Susanne Ritcher.

Tutti gli appuntamenti culturali dal Blog ufficiale:
http://giovannamulas.baab.it/2012/10/05/appuntamenti-culturali-dautunno/

**COMUNICATO STAMPA ED ESTRATTO RICEVUTO DIRETTAMENTE DA : Ufficio Stampa Isola Nera per Giovanna Mulas

16/11/2012

Nuoro e i miei burocrati del libro gia' scritto (Potere ai ragazzi) di Giovanna Mulas

 

giovanna mulas,blog,dinanimismo,articolo sulla censuraQualche settimana fa mi trovavo con Gabriel a Nuoro, mia citta’ natale, per un incontro coi ragazzi delle scuole superiori. Assieme a noi l’amica Etnairis Rivera, pluripremiata poetessa di Puerto Rico, in Italia per la presentazione della sua ultima silloge poetica tradotta all’italiano; davanti a noi, nell’auditorium della storica biblioteca S.Satta, una sessantina di ragazzi, professori, Tonino Cugusi, direttore della biblioteca, Vannina Mulas, commissario del consorzio Satta, e l’assessore alla pubblica istruzione del comune di Nuoro.
Parlo a ruota libera di scrittura, di vita, Governo attuale, crisi in
eurozona. Leggo ‘Signor Giudice’, a tema anoressia, una ragazzina mi domanda timidamente il perche’ del tema violenza, ricorrente nella mia letteratura.

Nel frattempo non mi sfugge il nervosismo palese
dell’assessore che scatta dalla poltrona, domanda inquieta non so cosa a Gabriel, Vannina Mulas si aggira per l’auditorium. Vedo pararsi l’assessora dinanzi al controllo audio, farmi cenno con le mani (...)

Continua il pezzo dal blog ufficiale:
http://giovannamulas.baab.it/2012/11/14/nuoro-e-i-miei-burocrati-del-libro-gia-scritto/


Ancora, a tema censura:
http://giovannamulas.baab.it/2012/06/17/nonostante-la-censura/


Biblioteca-Cultura che non può e non deve morire:
Un pezzo datato per Il Dialogo di Giovanni Sarubbi, contro la paventata chiusura della biblioteca Satta:
http://www.ildialogo.org/appelli/indice_1331219683.htm


Letteratura come impegno civile? Intervista rilasciata a Carlo Camboni, per il Magazine di Cultura e Societa’ Amedit. Qui la versione online: http://amedit.wordpress.com/2012/03/23/la-lettertura-come-impegno-civile-intervista-a-giovanna-mulas/


*Articoloricevuto direttamente dalla Scrittrice: Giovanna Mulas.

23/09/2012

Giovanna Mulas: appunti di un viaggio di mezza estate!!!

 

Canarie e i Figli della Luna (aggiornamenti dal blog ufficiale)

di

Giovanna Mulas

“Penso che in parecchi conosciate la cerimonia del the saharaui.                                                                    

Per diverse notti di stelle accese e fino alle tre, le quattro del mattino, ho avuto le donne saharaui e i loro bambini gioiosi, urlanti -figli della luna, li ho chiamati-, davanti alla finestra, tra l’oceano atlantico furioso sempre e comunque, gruppi di gabbiani ciondolanti ed una sabbia grossa, nera, interrotta da palme alte e dune madri. Sono avvezzi a dormire durante il giorno i saharaui, per sopportare meglio le temperature del deserto. Ebbene, queste donne nascoste dai veli è difficile guardarle strappando il mio di velo, quello del pregiudizio, delle feroci impennate femministe. D’istinto penso a quel “...povera musa senza poeta / povero corpo senza investimento / povera donna senza nessuno che la sogni”, di Cristina P.Rossi. Non reggo la visione di una castrazione forzata imposta alla donna, di qualunque tipologia. Eppure, le saharaui, sanno un tempo di altra dimensione, dove tutto scorre lento, lontano da orologi e calendari, legato a stagioni, avvenimenti. Laddove la pioggia rappresenta, come nelle Canarie, benedizione che edifica e non distrugge, si può ascoltare qualcuno dire io sono nato durante le pellegrinazioni all’Est, o nell’anno della caduta del pozzo di Anayim.

Così si regala un nome al nostro tempo di occidentali distratti, nella mitologia saharaui. I saharaui non coltivano la foglia verde quanto, amano ripetere, la cerimonia che l’accompagna e che sotto vari aspetti collego al passaggio del mate argentino di mano in mano, di stessa bombilla, cannuccia, in segno di fiducia e amicizia. La cerimonia del the consiste in tre ronde che rappresentano i cicli dell’esistenza. Il primo sorso è amaro come la vita, il secondo dolce come l’amore, il terzo è soave, dicono, come la morte. Nel sahara una discussione che non si svolge attorno al the sarà poco feconda, formale, meno ispiratrice, spiega il poeta Limam Boicha. E’ un sortilegio, quel rituale che trascende al mero atto di bere il the: il gusto riempie l’aria fondendosi col lebjur, l’incenso, si espande in bocca e il dialogo nasce come spuma, le emozioni fluiscono.

L’alba canariense, preciosa, velata di bruma, ci saluta dalle spalle dell’isola di Tenerife, allungandosi su colline dolci, oceano e ancora oceano, su un’architettura affascinante, di chiara influenza portoghese, di legno intarsiato nelle balconate, pietra grezza e ceramica. Le Canarie sono terre aride ma ospitali, odorano di magia e rabbia repressa come la mia Sardegna. Segnate storicamente da invasioni aliene, ferite dalla crisi economica mondiale, patria di gruppi indipendentisti che alternano esperienze di teatro sociale alla radio comunitaria, in resistenza, da sempre, contro uno Stato padrone. La vita nelle isole, cosmopolite, si svolge lenta, violentata dal turismo di massa. Rappresenta una cerimonia del the saharaui: quel gusto ti esplode in bocca, ti affratella alla spuma dell’oceano, quindi al mondo stesso.

Con Samir, Antonio, Isa, Juan Carlos, Susi e gli altri amici poeti mangiamo papas con mojo picon, formaggio di capra, pescado, quel platano fritto che adoro, introvabile in Italia. Ridiamo amari…”

 

Continua a leggere il pezzo dal blog ufficiale: http://giovannamulas.baab.it/2012/09/23/canarie-e-i-figli-della-luna/

*Estratto ricevuto direttamente da Giovanna Mulas http://giovannamulas.baab.it/

**Immagine liberamente postata dalla redazione di questo blog e tratta da: http://it.paperblog.com/il-te-nel-deserto-e-una-tazza-pie...

21/07/2012

Antes del Confine di Giovanna Mulas ('Nocturno Oltre Confine', diario di viaggio in Colombia, estratto):

giovanna mulas,diario,colombia,estratto,blog,dinanimismo"(...) Era di maggio, ricordo, avevo otto anni e camminavo diretta alla scuola.
Prima di arrivare dovevo attraversare un pezzo di campagna agreste sarda, la tanto fotografata dai turisti annoiati, in quel periodo dell’anno in piena fioritura, fragrante di terra umida, rugiada. Cartella sulle spalle, avevo l’abitudine di camminare a testa bassa per "cercare quadrifogli", andavo ripetendo alle amiche dell’Azione Cattolica. Vidi un uccellino morto, buttato sul ciglio della strada. Un dettaglio comune se vogliamo e di cui, diversi anni più tardi, avrei scritto in un racconto. L’uccellino lo ricordo ancora oggi talmente…bello nell’orrore, nella fissità della sua morte. Imponente, quasi. Di colorito spento, il corpo martoriato, invaso da formiche e parassiti ma la morte, spogliandolo di ogni dignità, in realtà lo rendeva assai dignitoso, un Re in esilio: nella fugacità di quell’attimo rappresentava per me un guerriero che aveva perduto, combattendo ferocemente, la sua battaglia migliore ché l’ ultima. Orgoglioso, ali schierate, ancora e nonostante in trincea, piume disseminate attorno. Il suo onore mi colpiva, attirando un’ ammirazione che a distanza di tempo oserei definire morbosamente malinconica: accerchiato, presidiato ma lui, eroe di tempi ed eventi, lì continuava a stare, imperterrito e orrendo, sfacciatamente fisso, ancora padrone di un campo di battaglia dove, ne ero certa, si era dibattuto fino all’ultimo respiro. Pensai che doveva essere caduto in volo. Non so perché, ma in quell’istante lo pensai. Facile preda di un falco, forse. Ed eccoti qui, mio eroe: a lasciare che sia l’orrore della realtà a parlare del tuo orrore. Deriso dalla vita, sfigurato dalla morte mentre il Tutto attorno, mondo indifferente alla sua carne e ad un’ essenza -se mai c’era stata o c’è, in lui e in noi-; si affollava di erbe e fiori nuovi, odori e umori all’attenti della primavera.
Un mondo-sistema creato per deridere il più debole, macchina-sistema a sfigurarlo, a trasformare in eroicità la normalità di un uccellino che nient’altro domanda alla vita se non di essere un uccellino.
Rabbiosa per l’insensibilità diffusa, avevo calciato terra e sassi addosso a formiche e parassiti inutili...".

*Estratto ricevuto dalla stessa Scrittrice:
 
 
Continua a leggere dal Blog ufficiale:
 

**Foto postata dalla redazione del dinanimismo e liberamente tratta da: http://www.viaggiscoop.it/foto/107688/colombia/san-agusti...

11/05/2012

CI CHIEDANO SCUSA, di Giovanna Mulas

 

 

"...Messer Monti, Messere.

 

Origene che interpretava le rane degli Egiziani, nell’Esodo, come la fastidiosa petulanza di dialettici e sofisti; mi porta a farmi gracidare addosso, ancora una volta seppure in tempi diversi, le stesse rane del portico di Erasmo: “non c’è nulla di peggio della demenza”, gracidano gli arguti per i quali, nel profondo mai ammesso, Tutto è vanità.
Ma come pure Euripide ricorda, certe rane hanno due lingue: con una dicono il vero, con l’altra ciò che ritengono opportuno secondo la circostanza.
Si dice che i Sileni di Alcibiade fossero delle immaginette sacre fatte in modo da poter essere aperte e dispiegate. Da chiuse riproducevano l’immagine di un flautista, comicamente deforme, da aperte rivelavano la perfetta immagine divina.
La saggezza paradossale di certi gracidii continua a rivelarmi dei Sileni... al contrario.
Chiedeteci scusa.
Per certi spifferi -fastidiosi quanto le vespe sulla spaghettata di ferragosto- che arrivano costanti da oltre confine grazie a un pifferaio magico per il quale l’Italia, buona buona, dovrebbe solo fare i compiti a casa... ."

 

 

 

 

 

Leggi tutto il pezzo, dal blog ufficiale di Giovanna Mulas:  
http://giovannamulas.blogspot.it/2012/05/ci-chiedano-scusa.html

**Ricevuto da: Ufficio stampa Isola Nera

***Immagine liberamente tratta da " LE BACCANTI DI EURIPIDE E IL DECLINO DELLA POLIS CLASSICA " :http://www.homolaicus.com/storia/antica/grecia/grecia_classica/67.htm

 

 

18/03/2012

L'Arte alla Fonte... Versi e Quadri.

untitled.pngLA DANZA DI DIONISO

di Giancarlo Fattori



Un rigagnolo giace

a specchio della luna,

un volto senza trucco,

capelli come vigne tortuose,

da vendemmiare.

Spossata calura di fine estate,

il cadere, fiorito, dei sensi

arroventati d’amore,

di triclini di vento.

Sgocciola un cielo

color del miele,

e tu, pelle e occhi d’ambra,

frenetica, al crepuscolo,

d’ardita danza.

A piedi nudi mi erigo

al cielo, alla foglia d’alloro,

in olocausto ubriaco

alla liscia carezza delle tue mani.

Sembra porsi fine

questo giorno,

incrostando di nero

lo smorto sole, e io,

che trascino la nuda pelle

nel baluginar delle ombre,

urlo le stelle, il selenico sasso,

e di glicini indosso un velo.

Cogliendo il ritmo

come si coglie il virginale fiore

che, impudica, sbocci,

s’ara la terra, la s’ingravida

di sospiri, e percezioni.

Piange il salice

stendendo al vento

le lacrimose gocce,

s’elevano grida

e suoni dal profondo,

si lascia il sonno

a ogni stelo d’erba.

Non si quieta la vertigine

quando il dio resta in cuore,

e splende Venere

calando all’orizzonte.

Risplende la rugiada

che a ragnatela tinge

le vestigia antiche:

di corpi e sensi veste il volo,

l’audace ballo, lo stordimento.



*Versi ricevuti direttamente dall'Autore, per accedere al suo blog poetico:
http://ilsorrisodelmelograno.blogspot.com/


**Immagine postata dalla Redazione del dinanimismo: Quadro "Elisa al ruscello" del Pittore Vincenzo Carofalo http://www.carofalovincenzo.com/

29/02/2012

Da "Storie di Donne, di Lupi, di Amore e di Onore lavato con il Sangue" di Giovanna Mulas

giovanna mulas,estratto,blog,dinanimismo,foto lupi"...Pascale distolse lo sguardo dalla bellezza melanconica e struggente di lei. Non le domandò perché Roma le era divenuta troppo stretta. E ringraziò, osò ringraziare con tutta l'anima il suo Dio, seppure un Dio lassù c'era anche per i peccatori come Pascale, perché aveva portato Mariana fino alla Sardegna, fino a Nuoro. Fino a lui. E non le domandò se l'affetto che la legava a maistru Pili somigliasse all'amore, non lo domandò e neppure le chiese se stava bene con lui; sempre accanto a lui. E se lui la cercava, nel buio, se lei cercava lui. E se quando lui la cercava lei avrebbe voluto dormire oppure sognare, o sperare, di stare tra le braccia di un altro.
Solo gli montò in corpo una rabbia tragica, incontenibile, simile ad una bestia chiusa in gabbia da troppo, troppo. E la bestia s'aggira nervosa dietro le sbarre e ringhia, sbava a chiunque le si avvicini anche solo per portarle il cibo. E' nervosa, la bestia ed è furiosa perché sa che prima o poi avrà uno spiraglio di libertà e allora, se necessario, sbranerà pure il padrone che le dà da vivere pur di possederla tutta, la sua libertà. 
E possedere la libertà del suo padrone. 
-E' ora che andiate-, disse Pascale a denti stretti..." 

Estratto ricevuto da: Giovanna Mulas

( GM, da 'Storie di donne, di Lupi, di Amore e di Onore lavato con il Sangue', racconti, 2010 ).

Continua a leggere 'Il Rumore degli Alberi' dal blog ufficiale: http://giovannamulas.blogspot.com/2012/02/il-rumore-degli-alberi-da-storie-di.html

**Foto liberamente postata dalla redazione e tratta da: http://www.parks.it/parco.nazionale.abruzzo/man_dettaglio...

23/02/2012

GIOVANNA MULAS: Nuova edizione per 'Mandinga'​. Estratto da 'Acta Est Fabula'.

giovanna mulas,estratto,blog,dinanimismo,libro.2010: in pochissime copie numerate nasce la prima edizione del romanzo ‘Mandinga’, adattato ai più giovani, ultimo titolo della mia trilogia noir dopo 'Dannati' ( http://www.ibs.it/code/9788889322192/mulas-giovanna/dannati.html ) e 'Nessuno doveva Sapere, Nessuno doveva Sentire (accabadora)':


Illustrazioni curate da Noemi, mia figlia.

L'estate 2012 vedrà la nuova edizione del romanzo, integrale, con distribuzione nazionale.
I dettagli durante le prossime settimane.

Intanto, dal blog ufficiale, un estratto dal libro, nato come forte critica sociale:http://giovannamulas.blogspot.com/2012/02/il-virus-sembra-colpire.html

Questo estratto da ‘Acta Est Fabula’, datato 2008, nasce da un mio sogno.

Scrissi il romanzo durante la via crucis che seguì la cura, attraverso vari ospedali d'Italia, di uno dei miei figli. Stilisticamente ritengo ‘Acta est Fabula’ opera autonoma che stabilisce un gioco ipertestuale con alcuni personaggi tratti da Il Tempo di Un’Estate, datato 1993. Qui acquisiscono un ruolo secondario: negli stessi corridoi che vedono il loro camminare lungo il primo romanzo, si apre una finestra che conduce, appunto, in ‘Acta est Fabula’.
Ho dedicato l’opera a quelle donne e quegli uomini che, con coraggio e disperazione, vivono combattendo ogni giorno il tumore e, ancora prima, ai loro cari: che riusciate a vedere.
E a tutti i Nino e i Massimo del mondo.

Dal blog ufficiale, un estratto dal libro: http://giovannamulas.blogspot.com/2012/02/quei-frammenti-di-maschere-estratto-da.html

Giovanna Mulas

16/12/2011

Sul razzismo negato... articolo/denuncia di Giovanna Mulas

Africa.jpg...Parliamo di uomini ad esempio, e non esistono razze. Parliamo di uomini ad esempio, e non devono esistere paure capaci di togliere loro la vita. Risulta essenziale un costante monitoraggio sui processi di integrazione, avviati a largo spettro. Parliamo di persone che possono essere rinchiuse nei Cie (Centri di identificazione ed espulsione) senza alcun diritto. Cie Lager?
Secondo un’indagine svolta da Medici Senza Frontiere, in numerosi centri i servizi erogati soddisfano a malapena i bisogni primari: vengono tralasciate le molteplici istanze che possono contribuire a determinare una condizione accettabile di benessere psicofisico.Persone costrette a vivere in container fatiscenti di 25 metri quadrati, distanti centinaia di metri dai servizi e dalle altre strutture del centro.
Negli stessi centri l’assenza di una mensa obbliga le persone a consumare i pasti giornalieri sui letti o a terra.
Signora mia “Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.”, recita Il primo articolo della Dichiarazione universale dei diritti umani.
Non si legittima il razzismo, mai ci si deve abituare ad esso.
Meditiamo italiani, brava gente...


**Foto postata dalla redazione del dinanimismo e liberamente tratta da: http://www.liligo.it/blog-viaggi/notizie-viaggi/2010/12/27/il-natale-in-giro-per-il-mondo-3468/

09/09/2010

VERSI DI GIROLAMO MELIS

Di seguito sono lieto ed onorato di proporvi degli splendidi versi di Girolamo Melis tratti, grazie alla sua spledida e rara disponibilità di cui io ho "avidamente" approfittato, dal suo de-chirico1.jpggiornale on-line http://girolamo.melis.it/.

ZF

VINCERE di Girolamo Melis

Tu che non sai camminare
mi fai sentire sacco
tu che non sai vedere
mi fori le palpebre
e tu che non sai parlare
m’inchiodi la lingua
e tu che hai braccia inerti
mi fai monco
tu che ora mi guardi ora ti nascondi
mi risvegli
e allora ti rendo gambe e sguardi
e idee e abbracci e pugni
e mi vien’anche voglia
di farti la cianchetta
e tirarti i capelli
e rotolarmi avvinghiato a te
sul primo pianerottolo
e toccarti il culo
e fare l’amore
sotto l’ombrellate dei normali.

Girolamo Melis è nato a San Quirico d’Orcia, Siena. Vive dove può, abitualmente in più posti. Nato lettore, è diventato scrittore. Tuttavia, mena vanto di tutto il suo leggere e non di tutto il suo scrivere. Perciò non ama parlare dei suoi libri (i librini) né dei suoi testi pubblicati ovunque, né del suo lavoro di progettualità strategica nel Marketing e nella Formazione dei Giovani.

Dietro le sue spalle sono appesi tre cartelli. Nel primo c’è una frase di B. Brecht, che dice: «Poiché dalla parte della Ragione tutti i posti erano occupati, mi sono seduto dalla parte del Torto». Nel secondo cartello c’è una frase di M. Heidegger, che dice: «L’uomo si comporta come se fosse il creatore e il padrone del Linguaggio, mentre invece è il Linguaggio che rimane il signore dell’uomo. Quando questo rapporto di sovranità si rovescia, l’uomo si inventa strane macchinazioni». Nel terzo cartello c’è una frase di Joseph Ratzinger, ora Papa Benedetto XVI, che dice: «La Verità non è determinabile da un voto di maggioranza».

*Biografia tratta da: http://www.iomiprendocuradite.com/

**Quadro di: Giorgio De chirico