Nuova Poesia Futurista, Roby Guerra Fiori della Scienza XXX

LIBRO FIORI DELLA SCIENZA XXX

 

cover FIORI DELLA SCIENZA XXXhttps://www.bookrepublic.it/book/9788899365059-fiori-della-scienza-xxx/

 

Meteo Web Eu

 

 

 

Fiori della Scienza XXX… (La Carmelina edizioni, eBook) Poesie di Roby (o Roberto) Guerra, futurista, dal 1985 al 2015. 30°ideale anniversario compleanno… della nuova poesia futurista di cui l’autore è protagonista nel futurismo contemporaneo e che ripropone in chiave digitale dopo l’edizione cartacea del 2000. Aggiornata con due nuove raccolte, Il Canto di Hal 9000 e Lotta amata x il futurismo (dedicato al futurista americano Zoltan Istvan) . “A che serve scrivere se non è dinamite?” divinava Nietzsche: e Guerra conferma l’iconoclastia perturbante di Marinetti e i futuristi storici, riformulando le parole in libertà in versi microchip e ultraminimali al passo con l’era prima elettronica nascente e oggi post Internet. Un inno 3.0 alla poesia come scienza, in orizzonti neuromantici e translirici. “Ninna Nanna Robot…”.

 

 

 

Poesia e Scienza: “I Fiori della Scienza ” di Roby Guerra

…estratto da Meteo Web eu

 

 

 

Ninna Nanna Robot..”… il primo testo in assoluto scritto e tradotto. anche in linguaggio binario! Il critico Riccardo Roversi (Come riportato anche graficamente nel libro digitale) ha già segnalato l’autore tra i più importanti poeti futuristi degli ultimi 30 anni dalle colonne de Il Resto del Carlino. La retrospettiva appare assai interessante in tal senso: le raccolte degli anni ’80 alla luce del divenire storico e del 2000, sembrano effettivamente “profetiche”, intuizioni che confermano l’artista come (secondo McLuhan) antenna della storia o persino, alla luce ad esempio di ricerche recenti (ad esempio di L. Zemer e S. Zeky, La Bella e la Bestia. Arte e Neuroscienze , Laterza, o dello stesso Vitaldo Conte, docente Belle Arti di Roma, Pulsional Gender Art, Avanguardia 21) della dimensione estetica e d’avanguardia in particolare come in certo senso via parallela alla conoscenza scientifica del cervello o la mente umana….

 

 

 

VIDEO-TRAILER  CORRADO GOVONI FUTURISTA 50 POESIE ELETTRONICHE


Il dinanimismo segnala il concorso letterario internazionale “San Maurelio”

image054Concorso letterario internazionale

San Maurelio

Medaglia della Presidenza della Repubblica –
 Medaglia della Presidenza del Senato della Repubblica – Medaglia della Presidenza della Camera dei Deputati 
– Medaglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri

Col patrocinio di: Regione Emilia Romagna
Comune di Ferrara – Comune di Voghiera (FE) – Camera di Commercio di Ferrara
Istituto del Nastro Azzurro – sez. di Ferrara Associazione Nazionale Marinai d’Italia – sez. di Ferrara
Società Dante Alighieri – comitato di Ferrara – Associazione Gruppo del Tasso

ed il contributo di: Presidenza della Repubblica
Presidenza del Senato della Repubblica – Presidenza della Camera dei Deputati
Presidenza del Consiglio dei Ministri – Camera di Commercio di Ferrara 
Comitato San Maurelio RockaFe – Fondazione “F.lli Navarra” 
Libraria Padovana Editrice – casa editrice di Padova
Este Edition – casa editrice di Ferrara 
Arstudio – galleria d’arte internazionale e casa editrice di Portomaggiore (FE)
Fondazione Cassa di Risparmio di Ferrara 
Cassa di Risparmio di Ferrara – Cassa di Risparmio di Cento (FE)
Istituto del Nastro Azzurro – sez. di Ferrara
Associazione Nazionale Marinai d’Italia – sez. di Ferrara
L’Archibugio Catering, Ferrara – Bar Bagno Delfinus, Lido Scacchi (FE)

la parrocchia San Maurelio e Assunzione di Maria Santissima, di Malborghetto di Boara (FE),
in collaborazione col Comitato San MaurelioRockaFe,

Il bando è integralmente visibile in versione Internet nel sito www.literary.it/premi

http://www.literary.it/premi/dati/san_maurelio/san_maurelio.html

*Immagine di Omero postata dalla redazione del blog e liberamente tratta da: http://www.atuttascuola.it/collaborazione/manzoni/2011/epica/muse_e_arte.htm

OGGI HO VISTO DIO da “Come polvere di cassetti… mentre gli Angeli danzano per l’universo” ( di Zairo Ferrante per David and Matthaus ed. 2015 )

OGGI HO VISTO DIO

 

senza-tetto1-300x213Oggi ho visto Dio

dentro l’ingranaggio

della ruota della vita

poco oleata a denti

stretti e ben serrati.

Dio rideva nel sorriso

fermo, rosso e vero

al semaforo dell’incrocio

tra via morte e malattia.

Eppur oggi ho visto Dio,

quando ho appreso ch’Egli

non diverso era da me.

Quel me ch’ogni mattina,

di sottecchi, guardo in faccia

nello specchio, colle mani

appoggiate al lavandino.

E quando oggi ho visto Dio

mi sono accorto che mai

l’avevo fissato dritto

e scrutato negli occhi.

E così l’avevo rinnegato

per tutto il tempo e

nel tanto, infinito, tempo

in cui dall’uomo mi ero

allontanato, come mosca

con la carta appiccicosa.

Ma oggi, finalmente,

l’ho trovato questo Dio

che dell’uomo s’è vestito.

Con cravatte di pietà

e calzini d’umiltà…

Lui, proprio Dio, Uno,

Trino e Infinito che,

imperterrito, séguita

a radersi la faccia

ogni singola mattina

in infiniti specchi che,

sparsi per il mondo,

volti umani, per magia,

continuano a riflettere.

E davvero… oggi,

te lo dico, ho visto Dio.

di Zairo Ferrante

da “Come polvere di cassetti… mentre gli Angeli danzano per l’universo”

( ArteMuse divisione di David and Matthaus editore 2015 )

http://www.ibs.it/code/9788869840548/ferrante-zairo/come-polvere-cassetti.html

Descrizione

L’opera, che possiamo definire una raccolta di “versi, pensieri e speranze”, si divide in quattro parti. La prima è rappresentata da una breve “auto-presentazione” con la quale l’autore cerca di entrare in sintonia con il lettore. La seconda parte è formata da una raccolta di componimenti nei quali il poeta affronta svariati temi incentrati sull’Uomo e sulla sua soggettività che, lentamente, tende sfumare nell’oggettività e nell’universale. La terza parte è rappresentata da un breve saggio nel quale chi scrive si interroga sui suoi difetti, quasi a domandarsi: “È poi così difficile essere migliore?”. La quarta e ultima parte è composta da liriche incentrate sulle grandi Virtù, intese come obiettivo e premio a cui tendere nel corso della vita. La poesia si confonde con la preghiera e diventa intimo dialogo con gli “angeli”, esseri divini, sempre attenti e vicini alle faccende umane, dispensatori di valori positivi.

*FOTO POSTATA DALLA REDAZIONE DEL BLOG E LIBERAMENTE TRATTA DA: http://www.piazzagrande.it/giornale/2014/06/giovani-senzatetto-emergenza-europea/

Il dinanimismo Augura a tutti i Lettori un sereno Natale e uno splendido 2016… con Giuseppe Ungaretti e Cafiero Filippelli

6NATALE

di Giuseppe Ungaretti

Non ho voglia
di tuffarmi
in un gomitolo
di strade

Ho tanta
stanchezza
sulle spalle

Lasciatemi così
come una
cosa
posata
in un
angolo
e dimenticata

Qui
non si sente
altro
che il caldo buono

Sto
con le quattro
capriole
di fumo
del focolare

Napoli, il 26 dicembre 1916

**IMMAGINE QUADRO DI CAFIERO FILIPPELLI POSTATA DALLA REDAZIONE E LIBERAMENTE TRATTA DA: http://www.artealivorno.it/filippelli/

Eppure, mentre la tua ombra sorge… di Giancarlo Fattori

spice-paintings-550x439Eppure, mentre la tua ombra sorge,

 

io mi scocco dal tuo arco, e trafiggo

 

la terra, nel silenzio di rami intrecciati.

 

Il magma ti scorre sottopelle, fluisce

 

tracciando nel mio tempo petali di cenere.

 

Struggimento. Finestre a forma di volto.

 

Riflessi, sulla superficie calma delle cose.

 

Tu sei un’immagine austera, oltre quella porta,

 

un paesaggio di acque e pietra in cui rimango

 

a scrutare le scogliere, gli orizzonti,

 

sospirando con la pelle percossa da un brivido.

 

Un suono sei tu, la sorgente dipinta sui vetri.

 

**Versi ricevuti direttamente da Giancarlo Fattori: https://www.facebook.com/Giardini-Profumati-percorsi-rock-tra-luci-e-penombre-543502942466928/

**Quadro: “Spicy night by Kelly McCollam” ottenuto con le spezie, postato dalla redazione e liberamente tratto da: http://vitadaspezie.blogspot.it/2015/03/dipinti-fatti-di-spezie.html

Somiglianze…. versi del “cantore della natura umana”, Carlos Sanchez.

Somiglianze

di Carlos Sanchez

OLYMPUS DIGITAL CAMERAVa e viene 
sfidando quella legge 
che conosciamo 
resiste 
con suo corpo senza ali 
con la sua gialla certezza.
con suo destino marcato. 
Magari il vento 
gli diede coraggio 
magari il calendario 
che ignora.
Non sa 
che compie il suo destino 
che lancia un segnale silenzioso 
a noi 
che siamo foglie 
di un albero simile
appena più resistente
a un cambiamento di stagione.

Novembre, 2015

Semejanzas

Va y viene
desafiando esa ley 
que conocemos
resiste
con su cuerpo sin alas
con su amarilla certeza.
con su destino marcado
Quizás el viento
le dio coraje
quizás el calendario
que ignora.
No sabe 
que cumple su destino
que lanza una señal silenciosa
a nosotros
que somos hojas
de un árbol parecido
apenas más resistente
a un cambio de estación.

Noviembre, 2015

*Versi ricevuti direttamente da Carlos Sanchez tramite social network.

**Foto farfalla-foglia postata dalla redazione del blog e liberamente tratta da: http://www.casadellefarfalle.unict.it/ita/lepidotteri/charaxinae/consulfabius.htm

Nov 21, 2015 - NOTIZIE SU E DAL DINANIMISMO, RECENSIONI DEL DINANIMISMO, VETRINA D'ARTE DINANIMISTA    Commenti disabilitati su La poesia di Giancarlo Pontiggia: Un esempio di coerenza e di continua ricerca dell’essenziale.

La poesia di Giancarlo Pontiggia: Un esempio di coerenza e di continua ricerca dell’essenziale.

copDi seguito riportiamo alcuni versi ( tratti dal web ) del Prof. Giancarlo Pontiggia, una tra le “voci poetiche” più autorevoli del secondo novecento italiano. Parole che non cedono mai il passo al pessimismo, al lamento e all’autocommiserazione.

Una poesia limpida che accompagna  lettore tra i sentieri della propria anima. Un invito a godere dell’istante, dell’attimo irripetibile in grado di piegare e segnare l’inevitabile scorrere del tempo. Tempo che deve essere speso e non sprecato. Vita che deve essere vissuta e non rimpianta.

Un esempio di coerenza e di continua ricerca dell’essenziale. Tutto questo, e non solo, vive e si moltiplica nella poesia del Giancarlo Pontiggia, il “Maestro nascosto”.

Zairo Ferrante

 

Nella polvere di un noto confine

 

Scrivi celato

fra i rametti del cuore; serba

doni umili, suoni

sussurranti come una preghiera; dì

quello che devi, custode

dei nomi e dei semi, nelle estati

che verranno

(e negli autunni piovosi, nelle ruggini

del tempo)

– resta

nella polvere di un noto

confine.

Al lettore

 

Viandante, che trai il tuo passo

per caso presso questo

margo appartato,

tra i fichi, i peschi, le ombre

odorose della grande estate

pensa che qui sovrastano,

ai confini di un campo assediato,

cieli più intensi e profondi

del tempo che infierisce con

orrendi oh non più presagi, ma

con fionde, con ferite, clangori

e lenti affioramenti

di miasmi e di occhi

infelici, lesi, tra soglie invase

che nessuno più onora

perché il tempo non è che la metà

brutale, paurosa dei pensieri

che sfiorano in questo mese

di agosto che avanza le nere

capitali del mondo colpito

dove anche tu, già ormai oltre

il cancello mortale dei miei versi,

appari tra la fine di un secolo scuro

e un altro ancora ignoto, troppo, per noi

viventi e non viventi

nel legno minaccioso delle stanze

quando ancora premono le forze

della vita che chiama, chiama

e dice: resta, non fuggire,

guarda!

 

Lascia un segno nel celeste pomeriggio

 

Lascia un segno nel celeste pomeriggio,

brucia un’altra volta, passa

ombra di terra salvata dal fuoco,

da una forza più lenta, scura e sacra.

Niente è più arduo di cio che appare

semplice, affondato in un ginocchio

che sanguina, o nella polvere di un viottolo

che si curva per sempre, verso

un altro confine, quando

un fumo indiano sale, nell’aria

spessa e odorosa, e già diviene potenza

di una nuvola sposa. Ma chi cammina

con passi solitari, tra ombre, nel soffio

remoto di fruscianti mattine, e trova

spighe di nomi, nubi, splendori

di una vita lontana, pensa

alle api silenziose, erranti in una

personale arcadia,

e già forza

i cancelli di un buio più estremo.

Nomi stordenti e felici

di un cuore ormai severo, siete

alle soglie immemori, sul primo gradino,

in un tempo fisso, nel punto imo.

 

*VERSI POSTATI DALLA REDAZIONE DEL BLOG E LIBERAMENTE TRATTIDA: http://www.italian-poetry.org/Pontiggia.htm

 

**BIOGRAFIA DI GIANCARLO PONTIGGIA: https://it.wikipedia.org/wiki/Giancarlo_Pontiggia

 

***IMMAGINE TRATTA DA: http://www.ibs.it/code/9788868570231/pontiggia-giancarlo/origini-poesie-1998.html

ABBRACCIANDO PARIGI e LA FRANCIA… CONTINUIAMO A CREDERE NEL NOSTRO PRESEPE

ABBRACCIANDO PARIGI E LA FRANCIA… CONTINUIAMO A CREDERE NEL NOSTRO PRESEPE

di

Zairo Ferrante

parigi-attentati22-413x252Era solo questione di pochi giorni e poi la maggior parte di noi avrebbe iniziato a preparare, come sempre, il proprio Natale.

Un Natale fatto di speranze, di auguri e di fiducia nel futuro; un Natale costruito con simboli, religiosi e non, ormai millenari.

Tradizione consolidata negli anni che, inevitabilmente, ha contribuito a plasmare il nostro essere e sentirsi  italiani.

E invece no, quest’anno non sarà la stessa cosa, in questo momento è nostro obbligo mettere da parte il Natale e stringerci attorno alla Francia, vittima di uno degli attentati terroristici più atroci che la storia ricordi. E quando dico atroce non mi riferisco solo al numero di vittime, che pure ha il suo peso, ma mi riferisco anche e soprattutto alle modalità con il quale è stato ideato e consumato.

Un attacco organizzato, volutamente indirizzato contro uomini, donne e bambini, tutti innocenti.

Un’azione spietata condotta con lo scopo di veicolare un messaggio: ” in dieci possiamo terrorizzare e bloccare Parigi, in mille l’intera Francia, in un milione il Mondo”.

Ed ora cosa fare? Come reagire?

Beh, sicuramente mi auguro che le Autorità Italiane insieme a quelle Europee e Mondiali mettano da parte i loro dissapori e facciano tutto quello che deve essere fatto al fine di rendere questo Mondo più sicuro ( perché è inutile negarlo, siamo dinanzi ad uno scontro tra civiltà che mina l’intero Pianeta ), in nome della democrazia e nel rispetto delle molteplici culture che rappresentano le fondamenta di ogni singolo Popolo e Stato.

Invece noi? Cosa possiamo fare noi semplici Cittadini? Noi Popolo Italiano?

Innanzitutto essere fedeli a noi stessi e alla nostra storia. Prendere atto della nostra grandezza culturale e continuare a essere Italiani.

Quell’essere Italiano che il resto del mondo ci invidia. Quell’essere Italiano che ci ha fatto amare da tutti.

Un pesante dovere morale, ma anche il più grande dono, lasciatoci in eredità dalla nostra Cultura.

L’obbligo di non cedere alla tentazione di abbracciare stupidi luoghi comuni intrisi di razzismo, ma di continuare dritti per la nostra strada, quella dell’uguaglianza, dell’ostinata ricerca della Pace e della Speranza.

Una speranza che quest’anno, più di altri, dovremo riversare anche nei nostri Presepi, convinti e consapevoli di non essere soli.

Confidando che nel Mondo, tra brutture e atrocità, esistono ancora persone che pur non credendo nel Presepe la pensano come noi.

Creature, come la giovanissima poetessa pakistana *Tuba Sahaab, ancora capaci di alzarsi in piedi e con coraggio sbattere parole in faccia chi, in modo falso e meschino, non sta facendo nient’altro che celare i propri folli interessi dietro il nome di un Dio e dietro princìpi religiosi, distorcendone i contenuti.

Anche da questo occorre ripartire e anche in questo dobbiamo credere per continuare a essere Italiani:

*Minuscole gocce di lacrime, i loro visi come angeli/Lavati con sangue, loro dormono per sempre con rabbia.

Zairo Ferrante

Foto postata dalla redazione e liberamente tratta da: http://static.panorama.it/wp-content/uploads/2015/11/parigi-attentati22-413×252.jpg?f5d9be

Tu sei come lo sciabordio delle onde:… di Giancarlo Fattori.

12111959_704105069723620_8128466426676308927_nVoce poetica, sensibile, attiva e soprattutto umile. Non ama vendersi o, peggio ancora, svendersi. Questo è Giancarlo Fattori. Un Poeta rimasto sempre fedele a sé stesso. Un Uomo che ha ricevuto il dono del sapersi ascoltare e del sapersi spiegare.

Leggete i suoi versi e sarà un po’ come guardarsi allo specchio.

ZF

  • Tu sei come lo sciabordio delle onde:

ti propaghi su terrazze sonore,

su visioni d’un immoto imbrunire.

Smesse le stagioni, subentrano gli anni.

Un bordone tu sei,

e velluto è il cielo,

cristallo è la luce,

refoli di vento è il tempo,

roccia è il buio.

Sopra te lo scorrere dei giorni si solidifica.

Sotto è sabbia nera, un’era fa fu vulcano,

di scorze di fuoco che ancora scorrono, imprigionate.

Di fronte il sonno: che tuttavia fa d’ogni sogno una magia,

 ruscello che si fa avviluppare da antichi tappeti di ghiaccio.

Mare, ma dalla forma di pietra alla deriva,

la cui armonia è immutabile nello spazio.

C’è ancora tempo, per destarsi.

Non ce n’è abbastanza, per completare la musica.

Essa, come te, freme, inesausta.

 

*Versi ricevuti direttamente (giancarlo fattori, 2015)

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