25 APRILE CON una poesia di GIUSEPPE BARTOLI

25 APRILE 

DSCN2230L’importante è non rompere lo stelo  
della ginestra che protende  
oltre la siepe dei giorni il suo fiore  
C’é un fremito antico in noi  
che credemmo nella voce del cuore  
piantando alberi della libertà  
sulle pietre arse e sulle croci  
Oggi non osiamo alzare bandiere  
alziamo solo stinti medaglieri  
ricamati di timide stelle dorate  
come il pudore delle primule:  
noi che viviamo ancora di leggende  
incise sulla pelle umiliata  
dalla vigliaccheria degli immemori  
Quando fummo nel sole  
e la giovinezza fioriva  
come il seme nella zolla  
sfidammo cantando l’infinito  
con un senso dell’Eterno  
e con mani colme di storia  
consapevoli del prezzo pagato  
Sentivamo il domani sulle ferite  
e un sogno impalpabile di pace  
immenso come il profumo del pane  
E sui monti che videro il nostro passo  
colmo di lacrime e fatica  
non resti dissecato  
quel fiore che si nutrì di sangue  
e di rugiada in un aprile stupendo  
quando il mondo trattenne il respiro  
davanti al vento della libertà  
portato dai figli della Resistenza.

PER INFO SULLA BIOGRAFIA DI GIUSEPPE BARTOLI la Redazione del Dinanimismo rimanda i Lettori al seguente BLOG DI POESIA di Carla Natali: http://natakarla.blogspot.it/2012/04/25-aprile-giuseppe-bartoli.html

**FOTO POSTATA DALLA REDAZIONE DEL BLOG E LIBERAMENTE TRATTA DA: http://tracceinappennino.blogspot.com/2014/02/un-inverno-le-spiagge.html

Leonardo da Vinci, genio, geni e DNA… presentato il 14 Aprile

leonardo-da-vinci-640x387Un singolare studio genetico è stato annunciato in questi giorni sul genio di Leonardo da Vinci e i suoi discendenti attuali, pare esistano davvero, Come segnala oggi il magazine Reporter Nuovo che a firmaAngelo Amante scrive testualmente: “Ecco il codice (genetico) Da Vinci: «Ma Leonardo è unico». Una ricerca, iniziata 43 anni fa, attraversa quindici generazioni e potrebbe condurre alla scoperta del DNA del genio del Rinascimento.  La ricerca è a cura di Alessandro Vezzosi, professore che dirige il museo del paese di Vinci dedicato al grande genio del Rinascimento, e della storica Agnese Sabato. I due studiosi hanno ricostruito le ultime quindici generazioni della famiglia di Leonardo, individuandone luoghi di vita e sepoltura. Non solo: partendo dal padre di Leonardo, Ser Piero, Vezzosi e Sabato sono riusciti a risalire anche agli avi del celebre pittore e inventore. Un viaggio attraverso la storia e anche attraverso l’Europa, alla ricerca di documenti disseminati tra Italia, Spagna e Francia, dove Leonardo morì nel 1519. L’identità e i volti degli eredi, ancora top secret, verranno svelati giovedì prossimo al teatro di Vinci, in una conferenza intitolata “Leonardo vive”. “  Come si legge sempre nell’articolo,  secondo  Romano Senczuk,direttore del Museo Leonardo Da Vinci di Roma: «Si tratta di uno studio di indubbio interesse. Leonardo però è stato grande per quello che ha fatto in vita. La curiosità di esplorarne il patrimonio genetico può anche esserci, ma sono le sue opere a differenziarlo da tutti gli altri, inclusa la sua stirpe». Infine  per l’artista Davide Foschi– intervistato per commentare la notizia «Il talento e l’amore per l’arte si trasmettono»– che poi aggiunge: “Il contributo di Leonardo all’umanità è sotto gli occhi di tutti, senza bisogno di indagare sui suoi geni. Certamente lo studio venuto fuori oggi è di grande interesse storico. Potrebbe incrementare il nostro bagaglio di conoscenze in maniera rilevante». Non casuale l’intervista all’artista di Milano. Promotore del cosiddetto Metateismo. Per un nuovo rinascimento… CONTINUA

… ARTiCOLO A CURA DI ROBY GUERRA TRATTO DA: http://www.meteoweb.eu/2016/04/leonardo-da-vinci-e-il-dna/666766/

Semaforo single …. di Fausta Dumano

132842495-3e60550d-e590-4812-93a8-f6033dd602cc”prosegui sulla monte lepini , poi gira al semaforo single …”La giornata era volata a casa di Dino, circondata da colori e calore,ma poi le donne quando restano sole sentono sempre il bisogno di raccontarsi , le parole scivolano sempre su terreni argillosi , camminano sulle sabbie mobili, , un passo avanti, due indietro , occhio , parole masticate con la sabbia .LE PAROLE delle donne sono anche tra i silenzi del vento ,Carla ci prova sempre ad ascoltare la musica gentile del vento, che suona uno strumento dolce , perennemente innamorata dell’ idea dell’ amore, ogni tanto nel tormento delle figure prova a dargli un volto e un nome .Dopo aver seguito il cuore, il cervello , sta provando a seguire le farfalle nella milza ,Calzini spaiati , calzini single escono dalla lavatrici , quante volte ha invidiato il calzino sparito nel tubo , nell’ aula del tribunale dove da anni si consuma il delirio di una coppia frantumata , che ha svenduto l’ ultimo residuo di eravamo giovani , belli e comunisti , li  Carla impigliata con un piede nella giungla di una mattonella il desiderio di essere un calzino ,quello sparito .Invece dopo il lavaggio, la centrifuga è il calzino con l’ alluce bucato ,quello che strizzato all’ ennesima lavatrice è sfiancato , potenza dei calzini sfigati . Poi l’ Angela  comincia a parlare , scioglie il suo rosario, ovviamente nel suo universo non arrivano mai quelle fortunate, quelle stronze che in un’ aula di un tribunale hanno ottenuto fino all’ ultimo centesimo ……Sulla strada corre la storia , semaforo rosso ,sistemavi il biberon ,semaforo rosso , il concorso salta , il pupo ha la febbre ,semaforo rosso , le rughe cominciano a farsi vedere , semaforo verde  corri , cerchi un calzino , ai piedi sono spaiati ,semaforo per single , la tentazione è forte , ci sarà ancora un single che possa nutrire le farfalle nella milza ??

*Scritto ricevuto direttamente dall’Autrice tramite e-mail.

**Foto postata dalla redazione del bog e liberamente tratta da: http://milano.repubblica.it/cronaca/2013/09/23/foto/milano_sui_semafori_spuntano_i_cuoricini_rossi-67100298/1/#1

Emilio Diedo: recensione de “La sua figura rimane vaga e sbiadita ?” Do Sergio Vincenzi

La sua figura rimane vaga e sbiadita ? Una risposta a «L’enigma Gesù» di John Carroll

Don Sergio Vincenzi, settantenne sacerdote cattolico, è uno scrittore prolifico quanto eclettico. Teoretico e faceto insieme, sa scrivere seriamente e sa scrivere con ironia. A seconda che intenda far attentamente meditare oppure, optando per una diversiva leggerezza, far sorridere il suo fruitore. Della quindicina di libri che ha pubblicato, infatti, metà propendono nel primo senso e metà nell’altro. In particolare, tra la serie di libri impegnati, La movida ferrarese: cultura giovanile fra Chiesa e Istituzioni (2013), credo possa essere considerato il suo più significativo lavoro, nelle prevalenti ed intonse vesti d’opinionista.

Con questo nuovo saggio egli si dimostra ulteriormente, ma in maniera ancora più qualificata di quanto non abbia finora saputo fare, esegeta e prima di tutto teologo. Acuto nell’esegesi e rigorosamente attento al confronto tra la letteratura evangelica cattolica vera e propria ed una letteratura alternativa che della dottrina cattolica ha poco a che spartire. Eloquente esempio, altro testo del 2013, era già stato Nell’oscurità della fede non è mai mancata la luce, con il quale s’opponeva alle divergenti analisi che Ferruccio Parazzoli aveva espresso nel libro Eclisse del Dio Unico (Il Saggiatore, 2012).

Analogamente a quel confronto col Parazzoli, in quest’ultimo non meno interessante libro, tende a controbattere quanto John Carroll ha precedentemente pubblicato sulla vita del Cristo (The Existential Jesus, 2007, poi tradotto, nel 2013, da Fazi col titolo L’enigma Gesù).

L’opera del Carroll, d’ispirazione protestante per gli spunti e le annotazioni di cui s’è appropriato, alla luce delle proiezioni del Vincenzi parrebbe finalizzata ad incongrui rilievi filosofico-esistenziali che, pur attingendo ad ottime credenziali teoretiche, dal lato fideistico-interpretativo lasciano invece a desiderare, denotando non indifferenti lacune.

Partendo dal basilare studio di Carroll sul vangelo di Marco, il nostro autore debutta prendendo a spunto la seguente osservazione, preliminare alla complessiva analisi: «Gesù, come viene comunemente significato ed inteso, è un prodotto del cristianesimo, la religione fondata sul suo nome. È il Cristo Salvatore mediato attraverso le sue chiese» (cfr. p. 8 e, subito dopo, p. 13). Vista quest’oziosa, senz’altro infondata premessa del Carroll, Vincenzi non poteva che cercare di smentirlo.

Egli in primis osserva che, intanto, la biografia adottata dal Carroll «è formata solamente da studi ed esegesi protestanti, per lo più Anglicani […] cita studiosi rigorosamente protestanti […] sono anche presenti alcuni autori cattolici ai quali è riservato un piccolo spazio […]. Ma il problema più urgente [sarebbe, a detta di Vincenzi] un esistenzialismo […] pessimistico», ibidem, pp. 8-9.

Don Vincenzi, quale questione di fondo, non riesce a capire perché l’uomo sia un enigma «che, spogliato delle sue sembianze, diventa una concentrazione eterea dell’essere […], secondo J. Carroll vale anche per Gesù, e questo, secondo lui, emerge chiaramente dalla lettura del primo vangelo attribuito all’evangelista Marco», cfr. p. 11.

In sostanza il nostro, traendo una propedeutica sintetica analisi, osserva trattarsi d’un «pensiero spesso astratto […], a volte confuso e […] contradditorio», cfr. p. 30.

La critica del sacerdote, per dare la convincente idea della parzialità dello studio di Carroll, estende l’analisi a tutti e tre i vangeli sinottici (Marco, Matteo, Luca). Ad efficace supporto delle sue confutazioni, s’avvale d’una contro-bibliografia d’eccellenza. Egli cita, tra i vari autori, religiosi e/o esegeti (Virgilio Levi, Alfred Loisy, Davide Rondoni, Piero Rossano, Eliseo Ruffini, Schmid Josef, Rudolf Schnackemburg… Adalberto Sisti), alcuni scritti dal taglio palesemente inconfutabile, dei Papi Benedetto XVI e Giovanni Paolo II. E s’appoggia su una documentazione altrettanto autorevole e perentoria quale gli atti del Concilio Ecumenico Vaticano.

È chiaro che avendo John Carroll voluto disquisire sull’esistenza di Cristo con la pretesa d’un’apertura essenzialmente teoretica e dalla natura squisitamente filosofica, piuttosto che cristiana (tra l’altro assumendo una posizione fondamentalmente protestante anziché cattolica), è già in sé il presupposto esegetico della sua opera ad essere inficiato di palesi incoerenze se non delle contraddizioni rilevate da Vincenzi. Un’ipotesi progettuale radicalmente sballata….CONTINUA SU: http://www.literary.it/dati/literary/d/diedo/la_sua_figura_rimane_vaga_e_sbia.html

“Soglie II” la nuova raccolta poetica di AA.VV. a cura di Ivan Pozzoni – con all’interno anche dei versi di Zairo Ferrante e un’interpretazione originale scritta dal Maestro Giancarlo Pontiggia –

 7106694“Soglie II” AA.VV. a cura di Ivan Pozzoni – con all’interno interpretazione scritta dal Poeta Giancarlo Pontiggia – ( Editore: Limina Mentis – 2016  – ISBN 978- 88-99433-21-5. )

“Cosa occorre per fare poesia? Quali eventi determinano i nostri pensieri più intimi, decidono per un sì o per un no, indicano la strada che dovevamo intraprendere, oscurando tutte le altre? Non sbaglieremmo a dire: la nostra esperienza di vita; la qualità delle nostre letture, e dunque l’intensità e la memorabilità con cui hanno saputo imprimersi in noi; il sapere tecnico, così fondamentale per incanalare in una forma compiuta e appropriata il nostro sentimento poetico, e dunque quella disciplina formale che è sempre – al suo meglio – un rispecchiamento del nostro mondo interiore, di quell’ordine morale che è a sua volta un ordine del pensiero. Ma se volessimo penetrare più a fondo, restituire non dico la vastità delle sensazioni, delle immagini, delle emozioni che hanno determinato i nostri versi, ma almeno sentirne l’odore, allora dovremmo spingerci oltre, incamminarci a ritroso lungo i sentieri che conducono alla nostra percezione originaria delle cose, a quell’immaginare primo cui continuiamo a ubbidire come a una verità fondante.” (G. Pontiggia) http://www.lafeltrinelli.it/libri/soglie-vol-2/9788899433215

IL DINANIMISMO SOSTIENE on-line il X fip Parola nel Mondo ( festival internazionale di poesia in/per ogni luogo!)

Afiche Oficialfip Parola nel Mondo
festival internazionale di poesia in/per ogni luogo!

X edizione – dal 1 al 30 maggio 2016

Vorto en la mondo, Palavra no mundo, Parola nel Mondo, Worte in der Welt, Rimayninchi llapan llaqtapi, Paràula in su Mundu, Cuvânt în Lume, Parole dans le Monde, Ordet i verden, Word in the world, Palabra no mundo, Ñe’ê arapýre, Paraula en el Món, Chuyma Aru, Koze nan lemond, Kelma fid-dinja, Milá baolam, Nagmapu che dungu, Tlajtoli ipan tlaltikpaktli, Vort in Velt, Dünyada kelime, lhamet ta íhi honhát, Titzaa Yeezii Loyuu, Dunyoda so’z , Слово в мире, Pallabra nel mundu, Hitza Munduan, T’aan yóok’ol kaab, Riječ u svijetu

ConvocAzione

La poesia
come azione universale
per la pace

Perché crediamo che l’Uomo e Il Mondo sono amore, sono futuro e sono parola.

in poche righe:

Parola nel Mondo si costruisce con la partecipazione di tutti. L’idea di base è che ogni partecipante realizzi una o varie attività poetiche nella sua città. Chi lo riterrà opportuno potrà integrare con musica, teatro, arti plastiche, fotografia, danza, etc.

La pubblicità legata all’evento deve avere per oggetto, in l’Italia:

X fip Parola nel Mondo
festival internazionale di poesia in/per ogni luogo!

X edizione – dal 1 al 30 maggio 2016

Vorto en la mondo, Palavra no mundo, palabra en el mundo, Worte in der Welt, Rimayninchi llapan llaqtapi, Paràula in su Mundu, Cuvânt în Lume, Parole dans le Monde, Ordet i verden, Word in the world, Palabra no mundo, Ñe’ê arapýre, Paraula en el Món, Chuyma Aru, Koze nan lemond, Kelma fid-dinja, milá baolam, Nagmapu che dungu, Tlajtoli ipan tlaltikpaktli, Vort in Velt, Dünyada kelime, lhamet ta íhi honhát, Titzaa Yeezii Loyuu, Dunyoda so’z , Слово в мире, Pallabra nel mundu, Hitza Munduan, T’aan yóok’ol kaab

La poesia
come azione universale
per la pace

Si segnala l’istituzione, il gruppo etc. che convocano a livello locale ogni incontro di Parola Nel Mondo (esempio: Centro Culturale Il Fiore di Milano, il Caffè Letterario Pasolini in Roma…)

Promozione: Tutti gli organizzatori assumono la responsabilità di promuovere tra i loro contatti il Festival
Poesia ai bambini, nelle scuole: Parlare di poeti e poesia nelle scuole. Lo faranno i docenti, i bambini la inventeranno o la illustreranno affinché si possa allestire una mostra poetica locale o, semplicemente, si possano affiggere ‘manifesti’ di poesia (Poesia Manifesta) nelle vetrine dei locali commerciali.
Università: Organizzare colloqui, seminari e conferenze focalizzando lo studio su di un tema poetico Proporre e realizzare recitali, mostre di poesia illustrata.
Radio: Durante i giorni del Festival le radio iscritte all’iniziativa trasmetteranno programmi o rubriche dedicate alla poesia con poeti invitati, interviste, letture etc. E’ anche possibile, in occasione delle date destinate a Parola nel Mondo, trasmettere readings in diretta radiofonica (via web).
Televisione: Idem come sopra. Programmi o interviste ad autori locali con poesia letta in studio o in collegamento da. Via web.
Stampa: I periodici partecipanti possono pubblicare una pagina o un supplemento di poesia. Le riviste possono partecipare con un numero speciale dedicato alla poesia.
Biblioteche: Organizzare omaggi o reading di poesia. E’ possibile diffondere in maniera particolare, nei giorni dedicati a Parola Nel Mondo, il patrimonio poetico della biblioteca invitando la comunità alla lettura.
Parchi, giardini botanici etc.: Organizzare una lettura e piantare un albero dedicato alla poesia o come omaggio ad uno o vari poeti con l’idea di creare, col tempo, un piccolo bosco simbolico di Poesia o della Parola Poetica nel Mondo.
Municipi: Numerosi comuni hanno dichiarato l’attività poetica ‘cittadina’ in occasione di Parola nel Mondo.
E’ necessaria una semplice richiesta di patrocinio gratuito alle autorità locali; ogni comune partecipante godrà dell’iniziativa con la pubblicità dei canali culturali di Parola Nel mondo, a livello internazionale.
Responsabilità: Ogni organizzatore riceverà il materiale promozionale di Parola Nel Mondo affinché questo possa venire stampato e distribuito. Si riceverà, pure, una ‘certificazione di partecipazione all’evento’ destinata e all’organizzatore locale e ai poeti partecipanti.

I dati richiesti:
Ad ogni organizzatore si domandano i seguenti dati, che verranno inclusi nel programma generale

Nazione, città o paese:
location scelta per l’evento: (es. Scuola, caffè letterario, teatro, piazza, parco, ecc.),
giorno: ( E’ possibile realizzare un’iniziativa al giorno per tutti i giorni di Parola Nel Mondo),
generalità organizzatore:
generalità poeti partecipanti:
e-mail di riferimento:
eventuale patrocinio di:

Ogni organizzatore dovrà comunicare, a fine evento, un sunto dell’esperienza che verrà divulgato tra i canali internazionali di competenza del Festival.

Contatti
Italia: Giovanna Mulas: mulasgiovanna@ymail.com
Revista Isla Negra ( revistaislanegra@yahoo.es )
Festival Internacional de Poesía de La Habana ( proyectosurcuba@uneac.co.cu )
Proyecto Cultural Sur
blogger: http://palabraenelmundo.blogspot.com/  (CLICCA QUI PER ACCEDERE AL BLOG UFFICIALE DEL FESTIVAL)
Palabra en el mundo también esta en facebook

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X fip parola nel mondo
festival internacional de poesía en todas partes!

*COMUNICATO RICEVUTO DIRETTAMENTE DAL POETA ARGENTINO GABRIEL IMPAGLIONE

Due parole con Emilio Diedo intervista di Zairo Ferrante

Diedo,una sommatoria sulla tua attività di scrittore e di recensore.

emilio_diedoTi confido che c’è stato più di qualche momento (per vari motivi, a seguito di circostanze poco piacevoli) in cui avrei voluto mollare e chiudere definitivamente con la letteratura. Ma, volente o nolente, non posso non rinnegare quanto ho scritto, tra pubblicazioni varie (presenza in una ventina di antologie, 4 e-book personali, una quindicina di libri cartacei autonomi e tantissimi altri lavori on-line, tra cui credo che cinquecento recensioni siano anche poche da annoverare, e posso dire di vantare un altrettanto voluminoso quantitativo di lavori in sospeso: almeno tre romanzi ed una dozzina di racconti da rivedere; delle circa 3700 poesie che ho scritto in parte in qualche modo ne ho pubblicate ed in parte sono ancora delle bozze, e probabilmente rimarranno tali). Mollare mi darebbe l’impressione di non aver mai scritto niente. È proprio il far finta che in tutti questi anni non abbia prodotto assolutamente niente che non mi permette di cessare. Poi, il concorso letterario internazionale San Maurelio, che curo ormai da una quindicina d’anni, è anche questo un mio impegno non indifferente, a cui non vorrei, almeno per ora, rinunciare. È una soddisfazione ammettere d’aver scritto una grande quantità di belle cose. Probabilmente alcuni lavori potranno essere mediocri, ma, con onestà critica ed umana, penso che nel mio curriculum ci siano anche delle realizzazioni di valore. Quando penso alle mie affermazioni nel 2000, alla Biennale d’Arte Contemporanea “Città di Roma-Jubilæum 2000” (vincitore assoluto per la letteratura edita ed inedita – allora ero un po’ più giovane!) ed all’inclusione tra i “Magnifici dieci” in una delle riviste del gruppo editoriale San Paolo, mi basta per convincermi che la mia scrittura non sia una realtà che sta unicamente nella mia testa. Per cui al momento, in quella che considero una pausa di riflessione, e non certo un anno sabbatico, perché intanto scrivo sia per me (limando, rivedendo ed abbozzando) sia per altri (recensioni, prefazioni e presentazioni in genere), medito su come impostare le prossime tappe, quelle che potrebbero significare gli eventi più importanti della mia vita di scrittore. Il prossimo romanzo, già in itinere da diverso tempo, e che spero di poter pubblicare verosimilmente da qui ad un anno, o poco oltre, sento che potrebbe essere un elemento determinante. “O la va o la spacca”, come s’usa dire. Dopo di che, e solo allora, nella peggiore delle ipotesi, penserei di mollare.

Emilio Diedo poeta, cosmico ed innovatore, vuoi definire la tua matrice estetica.

Prima di dichiararmi poeta cosmico mi sentirei di proclamarmi proprio come m’intendi tu: poeta innovatore. Non saprei dire se sia, la mia, un’estensione sui generis, tale da pormi, anche oggi, tra le avanguardie. Forse agli inizi, una trentina d’anni orsono, quando veramente avevo intenti provocatori nei confronti dei contemporanei ed osavo sperimentare a tutto tondo, allora sì che potevo connotarmi tra le avanguardie. E mi piaceva apparire tale. In me, parlando di letteratura, c’è sempre stato uno spiritello libero e ribelle agli schemi prefissati. Però, ci tengo a dirlo, entro certi limiti. Perché penso che le regole, di qualsiasi natura siano, stiano alla base della civiltà e della democrazia. Per cui, pur essendo un ribelle, non mi riterrei uno spregiudicato nichilista, quello che nel sociale si dice il trasgressore per eccellenza. Anche ora sono precipuamente anticonformista, è verissimo. Ma il fondamento che governa il mio rendermi controcorrente è un minimo di buon senso, che credo stia alla base dei rapporti sia civili (civici e sociali) sia di tutti quegli altri che regolano la globale convivenza e le organizzazioni di pertinenza, senza le cui regole (statuti, regolamenti, canoni… convenzioni) cadrebbe il significato di reciprocità tra uomo e uomo e, nello specifico, tra artista ed artista. Solo in seguito, grazie anche e soprattutto alla diretta conoscenza che ho avuto nei riguardi di uno dei pionieri della poesia cosmica, il ferrarese Guido Tagliati, m’è piaciuto alimentarmi alla stessa fonte. Attualmente ritengo d’avere elaborato un mio equilibrio cosmico ed estetico che mi consente, quasi ogni volta che mi va di cimentarmi nella poesia, di letteralmente “spaziare nella materia cosmica”. Sulla poesia cosmica non ho intenzione di aggiungere altro. A suo tempo ne ho ampiamente parlato. Mi riferisco ad un’analoga intervista fattami ed ampiamente diffusa dal neo-futurista Roby Guerra un paio d’anni fa.

Emilio, cos’hai detto che stai preparando?

Ho anticipato nella prima risposta che il mio prossimo obiettivo è narrativo: un romanzo. Tipologia fantastica, con piano storico proiettato di qualche secolo nell’avvenire. Altro non voglio aggiungere. A parte il fatto che mi riprometto, da qui in avanti, di curare appunto più la narrativa piuttosto che la poesia. So già in partenza che alla poesia non potrò mai rinunciare. Una cosa tuttavia credo d’averla messa ben a fuoco, nel taccuino dei miei programmi. D’ora in poi, se uscirò con nuovi lavori, saranno esclusivamente di narrativa o, al limite di prosa teatrale.

Che ne pensi della poesia di questi ultimi anni in generale e di quella cosmica nel particolare?

Credo che mai come oggi (quest’ultimo ventennio) ci sia stato un così accanito contrasto tra il nuovo ed il tradizionale, o, nello specifico, tra la libertà ed il canone. Non avrei pensato che ancora ci fossero così tanti “canonisti”. Troppi. E per la maggior parte avversi nei confronti degli innovatori. Accaniti oppositori! È certamente un peccato, ché non porta progresso, né estetico né d’intenti, tra le fila dei poeti. Tuttavia le avanguardie esistono… alla faccia di chi non le gradisca! Quanto alla poesia cosmica, o altrimenti cosmo-poetica, credo che sia l’unica finalità sulla quale possa trovare ragione d’esistere la stessa poesia. Sia i canonisti, puri o metrici che siano, sia gli innovatori ormai ne hanno saputo cogliere l’alto senso poietico ed ispiratore. Magari senza nemmeno rendersene conto. È chiaro poi che, al di là delle singole posizioni, ognuno voglia accasarsene un certo uso. Tu lo sai che, per quello che mi riguarda, avrei le idee molto chiare in proposito, ma mi riservo d’affermare unicamente che anche quel minimo senso che i poeti, come del resto gli artisti in generale, sanno coglierne rende più appetibile la fruizione della poesia, intesa in tutte le sue forme tipologiche. E, prima ancora, ritengo che stuzzichi gli autori che vogliano consciamente creare suggestive metafore, stimolanti allegorie, più concettuali significanti.

Cosa significa per Diedo la poesia cosmica tra passato e presente? Avrà un suo fortunato avvenire o sarà un concetto limitato nel tempo?

Del mio modulo cosmico d’interpretare la poesia ne parlai esaustivamente qualche anno fa, tramite la suaccennata intervista di fattispecie e per mezzo d’un saggio sui due fondatori storici della poesia cosmica: il veneziano Ugo Stefanuti ed il ferrarese Guido Tagliati, ormai ambedue defunti. Pace alle loro anime! Saggio pubblicato in diversi siti online e che avevo pubblicato, in forma cartacea molto più ridotta, diversi anni prima su Literary. Lì davo le mie personali coordinate della poesia cosmica. Devo per altro ammettere che si tratta d’una definizione per certi versi asfissiante, teoreticamente piena, assoluta, difficile ma, per quanto parossistica e finanche proibitiva potesse apparire, ritengo non sia impossibile da applicarsi. Ribadisco che per me la cosmo-poetica è la vera poesia di questo presente. Sono pure convinto che continuerà ad avere discendenze più o meno forti, e probabilmente anche tra di loro contrastanti, per lo meno per qualche decennio ancora. Ma vorrei far presente che, come anticipai nel saggio ora citato, la cosmo-poetica non è stata una scoperta contemporanea, bensì è stata semplicemente espulsa da un utero che la stava da troppo tempo partorendo, praticamente da che mondo è mondo. Essa esisteva fin dalle origini della poesia, da sempre. Il fatto è che non se n’era riconosciuta la valenza. E non ne era di conseguenza data una propria definizione. Le arti in generale, nessuna esclusa, sia nazionali sia internazionali, anche extraeuropee, ne sono da sempre coinvolte, facendone un uso più o meno ampio. Non chiedermi di citare nomi. Non mi piace farne, perché non vorrei che mi si considerasse di parte. Ce ne sarebbe da fare un lungo elenco. Ne sortirebbe una lista di nomi interminabile – è risaputo che la memoria facilmente può ingannare.

Nel concludere vorrei il tuo parere sui corsi di scrittura creativa…. CONTINUA SU: http://www.literary.it/rubriche/dati/intervista/ferrante_zairo/due_parole_con_emilio_diedo.html

L’Artista Parisi segnalata da Cristiano Rocchio nel meeting all’Università di Tubinga

img_2478Parte del testo letto dall’Autore  Cristiano Rocchio al meeting Univ. di Tubinga

” … dal paragrafo 3. Sulla strada dell’uomo nuovo.

Nel suo manifesto artistico Giancarla Parisi giudica la società
contemporanea torpida e priva di estro creativo, e ricorda la polemica delle avanguardie novecentesche
contro la società loro contemporanea. Possiamo perciò collegare la critica e la ricerca dei movimenti
contemporanei a quelle delle avanguardie novecentesche, perché la condizione spirituale dell’umanità
non sembra essere cambiata molto nell’ultimo secolo, anche se i mezzi e le opportunità di sviluppo
spirituale sono aumentati enormemente”…….

CONTINUA SU: https://giancarlaparisi.wordpress.com/2016/02/12/univerisita-di-tubinga-segnalata-giancarla-parisi/

Versi a quattro mani: Matteo Bellusci e Giancarlo Fattori

0820198970A te affido il cuore,

ché sei rifugio,

compagna di dolore.

A te regalo, oh solitudine,

questo desiderio di errare,

di perdermi su strade

sempre ardite.

Nel tepore d’una stanza

sei la luce, la finestra

da cui osservo

il trascorrere del tempo.

Tu sei il mondo,

sei il silenzio,

sei il mio fiato

che si scioglie come pianto.

Nella tempesta

che distrugge l’esistenza

sei speranza,

sei amica,

sei la chiave

che rinchiude ogni clamore.

(Matteo Bellusci e Giancarlo Fattori, 2016)

*Versi ricevuti direttamente da Giancarlo Fattori, già collaboratore del dinanimismo.

**Immagine postata dalla redazione del blog e liberamente tratta da: http://www.ionionotizie.it/notizia-13273.html

 

Il dianimismo presenta: Yuleisy Cruz Lezcano e i suoi versi

Naufragio di versi

di

Yuleisy Cruz Lezcano

 

Sento di fronte all’eternità del mare,

la donna che sono,

credo nel Pegaso naufrago

davanti all’immensa lentezza

dell’oceano di sangue delle mie vene.

E nel silenzio, l’azzurro che scrivo è il mare,

dove le mie barche sono i resti di un passaggio

rotto dai voli di gabbiani sbadati

e dalle tribolazioni dell’alta marea.

Sull’immensità della tenera sabbia,

la morte per immersione è la beffa

del piccolo pesce che sprofonda nella gola

di un pesce più grande, arenato,

che, nell’agonia della morte, lo ingoia.

Solo al pensare l’immagine desolata

del tempo finito,

solo affacciandomi al transito degli animali

che muoiono nei miei versi,

capisco la sofferenza dei fantasmi persi

fra la vita e la morte.

Capisco come la mia musa possa morire

di morte impensata perché  ammalata,

naufraga lungo vie folli, inarrivabili,

di veglia senza forma.

La mia musa è fatta di cupe pietre

che, al vento,

sequestrano le mie isole di sentimento.

La mia musa sembra il lamento

di echi di rughe velate

con il fluido inerte di dolorosa noia.

La mia musa si perde nella distanza

di inventate storie costellate

da ombre senza passo,

che non dicono chi sono.

 

11222890_914456191966088_1425617127116189357_nYuleisy Cruz Lezcano dottoressa in sc. Biologiche; dottoressa in laurea magistrale in scienze infermieristiche e ostetricia (titoli conseguiti nell’Università di Bologna) poetessa e scrittrice.

Dal 2012 ho cominciato a partecipare a diversi concorsi letterari in lingua italiana, a volte conseguendo ottimi risultati e apprezzamenti. Di seguito vi elenco alcuni di questi.

– Prima classificata nel Concorso IV Edizione del Premio Nazionale di poesie Tindari –Patti. A seguito editato con tale casa editrice una raccolta poetica. “Pensieri trasognati per

un sogno”.

-Finalista nel concorso Gaetano Cingari 2013 selezionata a seguito di questo concorso per la pubblicazione di un libro di 60 mie poesie dal nome: “Fra distruzione e rinascita: la vita”, con la Casa Editrice Leonida.

– Prima classificata nel concorso letterario Troskij Cafè sezione poesie, anno 2012

– Finalista e 4° classificata al Concorso “Amici L. Ron Hubbard Foundation”

– Finalista e 5° classificata al Premio letterario internazionale Città di Melegnano con un racconto breve; anno 2012

– Segnalata nel concorso “Ossi di Seppia”; anno 2013

– Finalista al Premio “Scriviamo insieme” terza edizione con una silloge di poesie; anno 2013

-Finalista e quarto posto nel premio letterario Casentino XXVIII Edizione, 2013

– Terza al Concorso Sveglia cittadina I Edizione, 2013, sezione poesia.

-Primo premio al concorso lettere d’amore nel Comune di Chieti, sezione Il bene nascosto, nel 2013

-Primo premio a pari meriti nella XII Edizione del Premio di narrativa essenziale Formiche Rosse, indetto da Arci Provinciale Senese,

-Finalista nel Concorso Letterario Internazionale Giuseppe Giochino Belli 2013

-Primo premio nel Concorso Andrea Vajola, IV edizione

-Premiata al quarto posto al Concorso letterario “Amici di L.R.Hubbard”, 2013 seconda edizione.

-Finalista del Concorso Libri di versi in diversi libri Terza edizione della libreria editrice Urso, a seguito del quale c’è stata la pubblicazione di una mia silloge poetica dal titolo: “Diario di una ipocrita”, nel mese di marzo 2014.

-Finalista nel Concorso Il Federdiciano, 2013

-Pubblicato un libro di 50 poesie del nome “Vita su un ponte di legno” con la Casa editrice Montag in seguito a un concorso nell’anno 2013

-Seconda classificata nel Concorso “Parliamo di amore” edizione 2013, promosso dall’Arcigay di Siena, nella sezione poesie.

– Selezionata nel Concorso “Voci di donna” “Comune di Ravenna”

-Terza classificata nella sezione racconti brevi nel Concorso letterario Internazionale Penna e calamaio promosso dall’associazione culturale savonese “Zacem” e quarta classificata nel medesimo concorso nella sezione silloge poetica.

-Terza classificata nel Concorso Nazionale unica Milano 2013 sezione scultura a tema libero.

-Seconda classificata nel Premio Napoli Cultural Classic 2013, sezione silloge poetica.

-Primo posto nel Concorso Nazionale Voci Verdi, edizione 2014, Regione Veneto.

-Finalista nel Concorso il 21 a Primavera dedicato ad Alda Merini.

-Finalista nel premio Iniziativa editoriale 2013 con l’associazione internazionale Il paese che non c’è.

-Primo posto con una silloge poetica rivolta a bambini e ragazzi e pubblicato un libro con la Casa Editrice Apollo Edizioni dal titolo “Cuori Attorno a una favola”

-Finalista nel concorso Gaetano Cingari 2014 e pubblicato la silloge “Sensi da sfogliare” con la Casa Editrice Leonida Edizioni.

-Finalista nel Concorso Letterario Nazionale Gatteo mare con un componimento poetico a tema Il gatto, anno 2014.

-Finalista nel concorso Autori per L’Europa indetto dalla Casa editrice Ibiskos Ulivieri

-Finalista nel concorso Federdiciano 2014,

-Quarta classificata nel Concorso Letterario Internazionale Montefiore di Catolica anno 2014

-Finalista nel concorso letterario Internazionale di poesia Altino Prima edizione, 2014

-Segnalata nel Concorso biennale di poesia Cantina di Valpantena 2014

– Vincitrice del Premio Letteratura Italiana 2014 Contemporanea. Sezione poesia. Con Laura Capone Editore (LCE)

-Finalista nel Concorso Letterario Internazionale di Città di Castello edizione 2014

-Finalista nel concorso Letterario Nazionale Cinquantesimo Marcelli, 2014

-Quarto Premio letterario Internazionale per libri editi con il libro di raccolta poetica “Vita su un ponte di legno” Concorso Letterario Biblioteca Guerrato di Rovigo, anno 2014.

In uscita il libro di racconti brevi dal titolo “I miei primi racconti” con la Casa editrice Edizioni Montag e il libro di raccolta poetica dal titolo Piccoli fermioni d’amore con Urso editore.

-Selezionata nel Concorso Letterario “Teorema del corpo” dell’associazione culturale Fusibilia.

-Segnalata nel Concorso Letterario Internazionale “La luna e il drago” con un racconto breve.

-Finalista nel concorso Premio Internazionale Juan Montalvo, 2014

-Seconda classificata nel Premio Letterario Internazionale Nabokov nella sezione libro edito di poesia con il libro “Tracce di semi sonori con i colori della vita”, anno 2014

-Terza nel premio letterario erotico italiano, sezione poesie, 2014.

-Finalista nel Concorso Letterario di letteratura erotica “Il sapore del peccato”, 2014

– Terza nel Premio Internazionale Ossi di seppia, 2015

-Segnalazione di merito per il libro “Sensi da sfogliare”; pubblicato con la Leonida Edizioni.

-Terza classificata nel Concorso Letterario Internazionale di poesia e narrativa “Un soffio di Energia I Edizioni”

-Finalista nel Concorso Gaetano Cingari 2015 con un libro di narrativa inedito il quale sarà a breve pubblicato.

-Finalista nel Concorso Internazionale La Pania III edizione, sia nella sezione libri editi con il libro Tracce di semi sonori con i colori della vita, sia nella sezione inediti, 2015.

-Secondo classificata nel Concorso Internazionale Gaetano Cingari, sezione silloge poetiche, a breve uscirà La silloge poetica Credibili incertezza, sarà pubblicata con Leonida Edizioni.

– Premio speciale della giuria nel Concorso Lettera d’amore XV Edizione, 2015

– Finalista nel Premio Letterario Giovane Holden IX edizione, 2015, sezione libro edito.

– Finalista nel Premio Internazionale Shelley e Byron, 2015.

-Quarta classificata nel Premio Il vino nella Teverina, 2015. Comune di Castiglione in Teverina.

-Finalista nel concorso Letterario Nazionale Pietro Iadeluca e amici, 2015.

-Selezionata dalla giuria Premio Nazionale di poesie Terre di Virgilio, 2015

-Selezionata nel Concorso Nazionale di poesia Premio “Città di Foligno”

-Menzione d’onore nel Concorso Melania Rea, 2015

-Finalista Concorso letterario Città di Castello, edizione 2015

-Prima classificata Concorso Letterario L’incontro, Golden Press, XX edizione, 2015.

-Finalista nel Concorso Letterario Guido Zucchi, 2015

-Segnalata nel Concorso Letterario San Martino, 2015.

– Menzione di onore al Concorso Mondiale di poesia Nosside, 2015.

-Segnalazione di merito nel Concorso Nazionale La mia terra ha buona voce con un racconto breve, 2015

-Pubblicato recentemente il libro Due amanti noi, in versione bilingue, con la Casa editrice Fusibilia.

-Premio speciale della giuria nel Premio Internazionale di Letteratura Targa Marcocci, 2015

-Finalista nel Premio Letterario Internazionale Dal Tirreno allo Jonio.

-Finalista nel Concorso Archeoclub Patti, 2015

-Finalista nel Concorso Letterario Patrizia Brunetti

 

**Versi e foto ricevuti direttamente dall’Autrice.

 

 

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