IL DINANIMISMO LANCIA SABETTA CON IL SUO VIDEO SU “ROSCIGNO VECCHIA”

Roscigno Vecchia La “Pompei del Novecento” immortalata dal regista e fotografo Italo Sabetta.

“Roscigno Vecchia” non è  un semplice e piccolo paese fantasma in provincia di Salerno ma un luogo dove chiunque può ritrovare la propria anima senza doverla necessariamente cercare (citazione di Zairo Ferrante)

Splendido video, realizzato dal fotografo Italo Sabetta, su Roscigno vecchia (paese fantasma in prov. di Sa) ed il suo ultimo abitante.
Il video raccoglie delle splendide e puntuali immagini che lo stesso Sabetta ha mescolato abilmente e sapientemente a parole e musica.
Il dinanimismo lo rilancia perchè il lavoro
nella sua semplicità rappresenta un vero ed immediato tuffo nell’Anima catapultanto l’osservatore in delle reltà romantico/surrealiste difficilmente ritrovabili nella quotidianeità.

ZF

La Pompei del novecento, Cosi venne chiamata Roscigno Vecchia quando agli inizi degli anni 80 fu “riscoperta” dalla stampa e divenne subito una impegnativa scommessa di recupero architettonico per il Ministero dei Beni culturali e per la Pro loco. La sua struttura è un bene culturale da salvaguardare perché rappresenta un raro esempio di complesso urbanistico sette-ottocentesco integro, mai distrutto, né saccheggiato, né alterato dallo sfruttamento commerciale: la storia del trasferimento, le lente trasformazioni delle case si possono leggere sui ruderi o sulle murature di pietra viva ancora in buono stato, sui portali, sui balconcini di ferro, sui solai in legno. Nella sostanza Roscigno Vecchia non è mai cambiata, perchè non c’è stato il tempo di modernizzarla” …..descrizione tratta dal seguente sito:  http://www.roscignovecchia.it/progetti/frmusit.htm.

 

 

VIDEO TRATTO DA: http://www.youtube.com/watch?v=rQNHkxWwu6c

INTERVISTA A ZAIRO FERRANTE DA CONTROCULTURA SUPEREVA!!!

Nuove Avanguardie: intervista al dinanimista Zairo Ferrante

hchoogypk.jpgZairo Ferrante, 26 anni, scrittore, salernitano, è il fondatore del Gruppo Dinanimista, netclassico esempio delle potenzialità del web, anche per certa nuova letteratura sperimentale italiana: ricercatore del LLF, Laboratorio futurista letterario in sinergia con l’AIT, la nuova futurologi italiana e europea di Riccardo Campa, Stefano Vaj, Giulio Prisco e altri.

D Poesia e Narrativa, dopo il web:

R spesso sento dire che il web ha ucciso la Poesia e la Narrativa, secondo me non c’è nulla di più falso, sicuramente il web ha modificato il modo di “fare letteratura” semmai creando qualche problema alle case editrici, (tra l’altro non sempre interessate a fare cultura) , ma rendendo indubbiamente più popolare ed accessibile sia l’arte dello scrivere sia quella della lettura e questa non è cosa da sottovalutare. Inoltre quest’ultimo punto è uno degli obbiettivi che il DinAnimismo si prefigge, perciò in un certo senso devo ringraziare il web.

Poi, per avere un’idea della grande rivoluzione letteraria post-web, basta pensare ai centinai di blog, ai social network, agli e-book gratuiti, ai siti di scrittori noti e meno noti (che in alcuni casi nascondono dei veri e propri capolavori poetico-letterari) ed alla videopoesia che ha letteralmente liberato la scrittura, rendendola fruibile da tutti, anche dai meno appassionati .

D- Le avanguardie storiche oggi:

R- Le avanguardie storiche oggi sono un esempio, o meglio un punto di partenza per quelle presenti e future. Le ritengo delle piattaforme di lancio da cui far decollare nuove idee e nuove sperimentazioni. Inoltre credo che possano essere anche d’esempio e far capire i possibili errori da evitare. Mi piace vedere l’arte come un continuum di idee in cui ognuna si collega, o per la legge degli opposti o per le legge dei simili, alla precedente ed alla successiva. Ad esempio il futurismo paradigma delle avanguardie mondiali molto deve al romanticismo pur essendo, nella forma, uno l’opposto dell’altro.

D- Dinanimismo e futurismo

R- Come spesso ripeto il Dinanimismo deve molto al futurismo, anche se per certi aspetti sono uno l’inverso dell’altro. Infatti mentre il futurismo aveva l’obbiettivo di accompagnare un uomo ricco di anima nel futuro e quindi nello sviluppo tecnologico il dinanimismo si prefigge lo scopo inverso e cioè quello di accompagnare un uomo ricco di tecnologia, tra l’altro inarrestabile, alla scoperta della propria anima tramite l’opera poetica ed artistica in generale che, come quella futurista, deve essere forte, semplice, immediata e vicina alla gente.

Ecco che in tal senso va benissimo collocare il dinanimismo tra le avanguardie neo o post-futurista.

D-Dinanimismo e transumanesimo

R- Il dinanimismo non è transumanesimo anche per il carattere poetico-artistico del primo e quello prettamente scientifico del secondo. Ma certamente vanno nella stessa direzione. Entrambi si prefiggono di supportare e preparare l’uomo al possibilissimo futuro trans e postumano.

Con la differenza che i dinanimisti cercano di sensibilizzare e preparare le anime tramite azioni artistiche, mentre i transumanisti si prefiggono di preparare le menti tramite le previsioni e la divulgazione scientifica. Ecco che su determinati argomenti, come appunto il futuro transumano ed il suo impatto sull’uomo, le due avanguardie possono stabilire delle fruttuose sinergie ed ecco anche perché la parola dinanimista è diventata, insieme ad altre parole nuove come robotismo, materia di ricerca del Laboratorio di letteratura Futurista (LLF) curato dall’Associazione Italiana Transumanisti (AIT).

D- L’anima nell’era di Internet

R- L’Anima continua ad esistere anche nell’era di internet, si estrinseca con il fare come sostiene lo psicologo Junghiano James Hillman. Addirittura Fabio Marchetti ingegnere, inventore e scrittore ha cercato di spiegare l’esistenza dell’Anima tramite una rivisitazione filosofico scientifica della fisica tradizionale (ndr. Libro “La fisica dell’anima”) .

A mio avviso il problema reale è che le Anime, a causa della cattiva gestione dei tantissimi input esterni che bombardano l’uomo moderno portandolo a non porsi più domande, si sono un pochino assopite. Ecco che occorrono stimoli per risvegliarle e tra questi proprio la poesia, l’arte figurativa in generale e la musica possono svolgere un ruolo importantissimo e rimetterle in movimento, creando appunto un DinAnimismo.

D-Dinanimismo: obbiettivi futuri

R- Molti sono gli obbiettivi futuri del DinAnimismo, innanzitutto continuare la sua divulgazione poetico-letteraria iniziata da qualche tempo tramite i blog ufficiali ed i social-network (tipo Face-book) dove hanno già collaborato in modo del tutto libero diversi artisti provenienti da tutta Italia come le poetesse esordienti Anna Naccarato (Cosenza), Daniela Schiarini (Pozzuoli) e Adriana Scanferla (Venezia); , la scrittrice Barbara Cannetti (Ferrara) il cui libro è stato più volte ristampato e la saggista Michela Erika Rossano (Salerno). Inoltre le sinergie tra quadri e versi, possibili anche grazie ai quadri di noti pittori come Vincenzo Carofalo (pittore brindisino) e Liliana Ummarino pittrice e vicepresidente dell’ass. Culturale artistica ART-ARVALIA (Roma), hanno ottenuto grandi consensi e quindi certamente il dinanimismo continuerà anche in questa direzione, cercando sempre nuove collaborazioni. Senza dimenticare che, oltre all’ e-book “dinanimismo” pubblicato gratuitamente nel 2009, per maggio è prevista l’uscita di un altro e-book poetico/letterario, sempre consultabile gratuitamente in rete, edito da futurist- edition (casa editrice sperimentale on-line) che raccoglierà gli scritti di diversi nuovi Autori, ma questa è una sorpresa e quindi non anticipo altro!!!

http://guide.supereva.it/controcultura/interventi/2010/03/nuove-avanguardie-intervista-al-dinanimista-zairo-ferrante

25 APRILE-1°MAGGIO

 

DESTRA O SINISTRA?

IL DINANIMISMO SCEGLIE LA STORIA

di ZAIRO FERRANTE


quarto_stato1.jpgA cavallo tra il 25 aprile (festa della liberazione) ed il 1° maggio (festa dei lavoratori) il dinanimismo ha deciso di schierarsi con la Storia.

Si proprio con la Storia, quella strana ed irrazionale stella che brilla di luce propria, quell’oggetto misterioso che se tramandato oralmente o scritto sui libri dà sempre lo stesso risultato.

Avete capito benissimo!

Parlo proprio della Storia, quella misteriosa signora che da sempre unisce donne, uomini e bambini di diversa provenienza ed estrazione sociale guidandoli verso un unico obbiettivo che si chiama Libertà.

Parole imparziali che da sempre resistono perfino alla politica che invano cerca di cambiarle, nasconderle e strumentalizzarle.

Insomma, il dinanimismo (movimento indipendente e libero) tra destra e sinistra sceglie la Storia, essere pulsante sopra le parti, guerriero che a spada tratta da sempre difende la dignità e l’anima dell’uomo, parole ferme, concetto immutabile, carte che per quanto si possano mescolare daranno sempre lo stesso risultato.

Ed ecco che, sicuro che la Storia continui a resistere e ad indicarci la strada, vi dedico questi versi dell’insuperabile Francesco De Gregori con l’augurio che la vostra Storia vi accompagni sempre, con l’augurio che la nostra storia non ci lasci mai.

La Storia

La storia siamo noi, nessuno si senta offeso,
siamo noi questo prato di aghi sotto il cielo.
La storia siamo noi, attenzione, nessuno si senta escluso.
La storia siamo noi, siamo noi queste onde nel mare,
questo rumore che rompe il silenzio,
questo silenzio così duro da masticare.
E poi ti dicono “Tutti sono uguali,
tutti rubano alla stessa maniera”.
Ma è solo un modo per convincerti
a restare chiuso dentro casa quando viene la sera.
Però la storia non si ferma davvero davanti a un portone,
la storia entra dentro le stanze, le brucia,
la storia dà torto e dà ragione.
La storia siamo noi, siamo noi che scriviamo le lettere,
siamo noi che abbiamo tutto da vincere, tutto da perdere.
E poi la gente, (perchè è la gente che fa la storia)
quando si tratta di scegliere e di andare,
te la ritrovi tutta con gli occhi aperti,
che sanno benissimo cosa fare.
Quelli che hanno letto milioni di libri
e quelli che non sanno nemmeno parlare,
ed è per questo che la storia dà i brividi,
perchè nessuno la può fermare.
La storia siamo noi, siamo noi padri e figli,

siamo noi, bella ciao, che partiamo.
La storia non ha nascondigli,
la storia non passa la mano.
La storia siamo noi, siamo noi questo piatto di grano.

STUDIO SUL FUTURISMO di CAROFALO VINCENZO

 

” TRATTO VELOCE DI UN SEGMENTO DI STORIA” di Carofalo Vincenzo

  Tratto veloce di un segmento di storia!!!!.jpg

COMMENTO DELL’AUTORE:
A SINISTRA L’UOMO CHE GUARDA INDIFFERENTE GLI AVVENIMENTI DELLA STORIA;
SOPRA IN ALTO A SINISTRA GESU’ CON LA MADDALENA SBEFFEGGIATO DAI SINEDRIDI;
AL CENTRO IL DITTATORE CHE ASSOGGETTA LA SCIENZA (MARCONI, FERMI ECC…);
A DESTRA IL CAVALIRE E LA MORTE, L’APOCALISSE.

STUDIO  SU BALLA E SU SEVERINI 

Nato da un’ispirazione di Giovanni Papini “le stroncature”

Apr 13, 2010 - b) VERSI DINANIMISTI    3 Comments

Saggio sulla parola KAMIKAZE

 

hokusai-grande-onda.jpgKAMIKAZE: “IL VENTO DIVINO”


saggio e versi di Zairo Ferrante

quadro “La Grande Onda” di Katsushika Hokusai


Specchio della cultura di una comunità, di un popolo o di una Nazione può essere anche il linguaggio, inteso come uso corretto delle parole.

Quindi oggi, accogliendo il suggerimento del Sig. Shingo Hamada, vi racconto della parola KAMIKAZE.

Nel mondo occidentale la si usa solo per indicare “degli attacchi suicidi da parte di militari o civili”.

Invece, e questo può sembrare strano, in Giappone è usata “solo per indicare un leggendario tifone che nel 1281 salvò il Giappone da un’invasione Mongola” .

Tradotta letteralmente questa parola significa (KA= ispirare, ZE= espirare KAZE= vento e KAMI= divino) Vento Divino (Vd. Wikipedia).

Ecco che ritengo giusto iniziare ad usare in modo appropriato questo termine riscoprendone, così, il significato originale, sia per rispettare una cultura millenaria come quella Giapponese, sia per ricominciare a sperare in un mondo in cui l’originale significato di questa parola non venga più sostituito da nessun altro.

Credo fermamente che l’uomo, per il bene del “Futuro”, debba perseguire e difendere la Pace e sono convinto, in pieno stile DinAnimista, che validi mezzi per perseguire tale obbiettivo possano essere anche, se non soprattutto, le parole ed i versi:


KAMIKAZE


Soffia sui volti spaventati

di attoniti soldati.

A mutar la storia

in un sol Divin respiro .

E’ fu bagliore,

fulmine,

e tempesta

ad opporsi alla natura

dell’uomo che s’espande

quasi a dir qual’era

il suo avvenire.

In un attimo soffiò.

Ed il battito nel mare

in quell’attimo l’aprì.

Rombò il tuono

dagli infiniti monti e

come voce del divino

sordamente riecheggiò

che dinanzi a tal potenza

ogni arma s’abbassò.

Soffia ancora il vento

lì sulle colline

e ancor canta l’Alito Divino.

Lo ritrovo anche nell’aurora

quale sole tiepo del mattino,

quel vento che ancor soffia

come un lento sussurrare.

Quasi a ricordarci

il compito dell’uomo.

Quasi ad indicarci

il passo del futuro.

Ed ecco che ancor fischia

tra gli alberi e la steppa

e se cattura e bacia

le lacrime dal cielo

come corde di violino,

immediato dona vita

ad una musica sonante.

E se s’infila muto…

nella bocca d’una grotta ,

subito diventa

una voce sussurante.


 

E tutto tace in un sol colpo!


 

E pur la rima si nasconde,

se la musica e la voce

cantano sole,

la parola Pace.


di ZAIRO FERRANTE (13-04-2010)

 

 

Apr 11, 2010 - b) VERSI DINANIMISTI    1 Comment

POESIA di Zairo Ferrante

 

images.jpgPiazza di Spagna

(De-si-de-rio)


Ffffffffffffffffffff

Fffffiiiiiiiiiiiiiiiiiipalline-roma1-thumb.jpg

Fffffuuuuuuuuu

Trak, trik, troc.

Ruzzolano, rotolano,

schizzano, inondano.

Molecole colorate

come proiettili scagliati

sull’indifferenza, sulla

non curanza.

Ribaltano e fanno scivolare

il fare di omini a festa vestiti,

agghindati,

con mani sempre in pasta

ed anime messe all’asta.

Girano le palle e

si sporcano,

nella venduta acqua.

Piume sono diventate,

in molecole d’amore

per anime innocenti

si sono tramutate.

Accarezzano bambini!

Ffffffffffffffffffff

Fffffiiiiiiiiiiiiiiiiii

Fffffuuuuuuuuu

Trak, trik, troc.

Rotolano, scivolano,

sospingono ed

accompagnano

Stelle nascenti

desiderose

di futuro.

De-

       si-

            de-

                  rio

                  unico, infinito ed immortale

                  della tanto amata idea.

Solo.

                  Sospinto nell’unico viaggio.

                  Forse l’ultimo del presente

                  che si libra e poi esplodendo,

                  fa’ veloce Libertà!


di Zairo Ferrante (8-7-2010)


Versi liberamente ispirati dalla seconda azione di Graziano Cecchini (palline lanciate da Trinità dei monti in Roma).

 

Secondo e-book dinanimismo AA.VV.

 

 

 

IMMAGINE COPERTINA.JPG

“LA POESIA COME VOCE DELL’ANIMA”

ovvero

L’ANIMA IN PERSONAL


AA.VV.


Secondo e-book del

DinAnimismo (Movimento Poetico/artistico rivoluzionario delle anime)


a Cura di

Zairo Ferrante


Edito da “Futurist-edition” editore sperimentale on-line


con:

nota editoriale di

Roberto Guerra


quadri dell’artista

Vincenzo Carofalo


postfazione di

Barbara Cannetti


L’e-book rientra, anche, nelle attività del Laboratorio di Letteratura Futurista (LLF) curato dall’AIT (Associazione Italiana Transumanisti)


Gli autori selezionati per Poesie e saggi sono: Cinzia Accetta, Giancarlo Fattori, Monica Fonti, Siddharta-Asia Lomartire, Nicola Matteucci, Marco Nuzzo, Gino Puglisi, Mariacarmela Ribecco, Carlo Rinaldi, Daniela Schiarini, Massimiliano Scordamaglia, Nicole Stella, Gioia Volpe.







26809_110982395590063_100000349098153_154614_2897194_s.jpgIntroduzione al Dinanimismo

di

Zairo Ferrante

Il grande merito del futurismo, e lo si evince già dal nome, è stato quello di saper leggere il futuribile. Infatti Marinetti ed i Suoi intuirono che il mondo stava per cambiare, capirono prima di tutti gli altri che il progresso e la tecnologia stava per diventare una costante della società e non più un evento estemporaneo.

Fu così che grazie ad una genialità senza paragoni, seppero elevarsi a “Maestri di Anime” e per mezzo della loro produzione artistica presero per mano l’uomo dell’inizio ‘900, ricco di “pathos” ma non pronto per il progresso, e lo accompagnarono nel “mondo tecno-sviluppabile”.

Oggi, in un mondo “tecno-sviluppato” in cui la scienza ed il progresso sono delle costanti giustamente inarrestabili, bisogna fare esattamente il contrario.

Occorre, infatti, che la produzione artistica aiuti l’uomo “pre-robot” a ritrovare ed a far ripartire la sua Anima disorientata dall’eccessiva velocità e dai numerosi input che arrivano dai media, dalle vetrine e dalla globalizzazione.

Queste parole possono sembrare eccessive, ma sono necessarie affinché tutti si rendano conto che a breve, quello che distinguerà l’uomo dal post-uomo sarà proprio il suo sapere e dovere “fare anima”.

Quel “fare Anima” che si compie nell’introspezione, nella riflessione, nella capacità critica e discriminativa tra ciò che è bene e ciò che è male.

Quel “fare anima” che in un turbine di velocità si sta perdendo e che il DinAnimismo invita, invece, a non sottovalutare.

Anima che va recuperata anche per mezzo dell’arte.

Un’Arte che deve essere semplice, immediata, forte e sconvolgente proprio come quella futurista.

Un’Arte fatta dalla gente ma soprattutto fatta per la gente.

Un’Arte che abbia un cuore e che parli con la sua voce.

Ecco, quindi, che questo e-book (libero e gratuito) diventa il mezzo migliore per difendere e diffondere il DinAnimismo nella sua indipendenza, nella sua singolarità e nel suo essere “libera idea in comune espansione”.


Nota editoriale

di

Roberto Guerra (Futurist-edition)

“Secondo ebook collettivo dinanimista dal titolo programmatico: L’Anima in Personal;

come fare poesia anima nel computermondo.

Nuovi e talentuosi autori, tra poesia e breve saggistica, confutano certi pregiudizi umanistici sul web e la nascente cibercultura, dimostrando nei fatti voli creativi affascinanti e in progress.

Oggi la parola è sia battito cardiaco che elettrocardiogramma, dal cuore pulsano i neuroni del futuro…”















Saggi e Poesie

“l’Anima in Personal”

AA.VV.





“E’ ancora possibile la poesia?”

saggio di

Siddharta-Asia Lomartire



carofalo 2 A LETTO (STUDIO).jpgLa visione pessimista dell’età contemporanea fatta da Montale svela una severa verità: nel benessere, nell’evoluzione della propria vita, l’uomo porta se stesso alla sofferenza, quasi inspiegabile. Montale, infatti, afferma che ormai si vive in un’età dove tutto è dovuto e tutto si può (o si crede di potere), dove questo “superuomo” si pone al di sopra di ogni altro essere e si crede autore e regista assoluto della propria esistenza. Relativamente al tanto esaltato raggiungimento di una stato di benessere, Montale rivela come ciò che l’uomo “ha” in quest’epoca, dove si produce e si distrugge per produrre qualcosa di più sofisticato e inutile, in realtà trasforma l’uomo stesso in un “contenitore”, un involucro pieno di niente o di sofferenza arrivando a fargli pensare che realmente l’uomo e giunto ad aver orrore di se stesso e che abbia perso la propria identità. In tale situazione si potrebbe affermare che questa sofferenza nasce dal fatto che non ci siano più delle valide forme di sensibilità tra gli uomini e ciò che li circonda. In quest’età dove tutto si può, dove soprattutto i giovani non hanno una loro identità, ne sanno dove cercarla, dove tutto ruota inesorabilmente intorno al benessere, o per esser più sinceri al “ben-avere e al ben-apparire”, le arti, le vere arti, non hanno più un loro giusto modo di esser prodotte e interpretate; man mano vanno perdendosi, ed in questo mondo, il mondo di oggi, che significato assume la poesia? Potrebbe essere che l’arte si sia ridotta ad un semplice strumento per la quale un “essere” arriva a manifestare il suo malessere, il suo dolore; potrebbe essere un modo per diventare famosi, essendo ormai schiavi di schemi e vogliosi di facili successi, o meglio, potrebbe essere uno strumento di luce per quest’età cupa. Quest’epoca sembra stia andando verso la propria rovina poiché è priva di ideali, di convinzioni, di vero amore per se stessi e per ciò che ci circonda. Cosa ne sarà, e come diverrà il nostro mondo? Un mondo in cui la gente vede ma non guarda più, in cui ciascuno fa sistematicamente solo per routine le solite cose senza avvertire i propri più intimi desideri di sentirsi e di essere parte ben integrata di un mondo che dovrebbe essere la dimora di serenità e empatia. Ma sotto un punto di vista psicologico si potrebbe affermare che è l’uomo stesso ad autocondizionarsi o ad essere condizionato dai suoi stessi simili a questa grigia vita. La poesia, come ha sempre fatto in passato, può essere considerata un fiammifero sull’universo del pensiero umano, della sua reale condizione, dei suoi più intimi e a volta inconsci sogni, desideri e paure e, in quanto tale, è lo specchio di chi la crea; può rilevare le sue situazioni, i suoi pensieri e magari, perché no, svelare un eventuale via d’uscita e di “riscatto”, suggerendo le giuste riflessioni per concretizzare il giusto modo di vivere in un mondo moderno ma con solidi principi. 
Che posto ha oggi la poesia, nel mondo moderno?! 

Oggi, come ieri, la poesia è la nostra “carta d’identità”, quella di chi non si riconosce più, non ha ne nome ne cittadinanza, ne storia passata ne speranza futura, quella su cui è scritto, nello spazio “segni particolari”, . . . . nessuno.



“Non esiste uno Spirito debole, ma uno Spirito stanco”

racconto in versi di

Daniela Schiarini

carofalo 3 FLAMENCO.jpgTroppo spesso,pigri e demotivati rinunciamo a questo viaggio,eppure non basta aver visto il mondo intero,per poter dire di aver visto con gli occhi dell’anima.

Leggete con attenzione e acuite il vostro ingegno,sentitela pulsare in voi,perché andremo a conoscere “L’INFIMA MATERIA”,bramosa di inglobare tutte le anime corrose dall’inerzia:

 

Un’infima materia affiorava all’orizzonte,

mutava la sua forma

quasi fosse costantemente accarezzata dal vento.

In molti attoniti,

a quella vista inusuale,

non osavano proferire parola;

avvezzi allo svago

questi ignoravano il male che li corrodeva: l’Indifferenza.

Eppure,l’infima materia

Non arrestava il suo divenire:

risucchiava a sé

ogni animo cupo trovasse

e crescendo aumentava la sua forza.


Poi,d’improvviso,come risvegliati da un placido tepore,

tra quei testimoni attoniti

alcuni iniziarono ad elevarsi

come angeli che spiegano le ali,

altri,invece,tentarono di farlo

ma invano:

la loro anima corrosa

impediva loro di planare.

Come schiere di angeli

gli animi eletti

fronteggiarono coraggiosi

l’infima materia

pronta questa a trarli a sé

alla lor vista

arrestò il suo divenire..


…Come se d’improvviso, in quell’istante il pulsare del mondo stesso sembrò fermarsi:

il vento arrestò la sua corsa,

il mare ordinò alle sua onde di dormire

e queste divennero addormentate.

Anche il sole,prossimo ad abbracciare la notte,

ubbidì a quell’implicito comando:

e tutto fu immoto.


Al pari di lucciole lucenti

Gli animi eletti

volarono in quella vita senza vita

unici fra tutti

capaci di osteggiare quella sinergia temporale,

unici fra tutti

capaci di planare senza vento.

D’improvviso urla lamentose,come sibili acuti,

si udirono provenire dall’infima materia:

qual peggior condanna,per un animo immoto,se non privarlo

della seppur fievole speranza,che questi possa ancora volare?


“SUPERSTRINGA”

saggio d’espansione di

Massimiliano Scordamaglia

(coordinatore movimento particellare)


carofalo 1 PAESAGGIO.jpgALLARGARE, strana parola, ALLARGARE, una A tante L che non ho voglia di contare, GARE, ARE, LARGARE, ALLAR no qualcosa non suona nel verso giusto.
Conoscevo questa parola ALLARGARE, credo persino di averla adoperata e se ben ricordo ridevo, no ero soddisfatto di qualcosa, meglio dire in attesa di qualcosa, qualcosa che ha a che fare con ALLARGARE e tempo restante.
Che strana unione di lettere ALLARGARE, sembra gettata li’, termine con senso quando deriva da confuso lancio di dadi e ricordi perché ci sono mani e sopra le mani un volto, tanti volti, no un volto fatto da mille volti forse perché inutili, trasparenti, sottili come un soffio di vento un po’ più forte del normale e ciò che vedo è uno, ciò che odo è il mio lamento perché si fa prima, molto prima che pensare, pensare ad ALLARGARE.
ALLARGARE, ALLAGARE no e’ ALLARGARE perché esondano pensieri ma non parole, strabordano i minuti, le ore, tramonti oddio quanti tramonti, finestre e quante finestre e apritele quelle finestre perché si annega, perché non c’è spazio per pensare, per salvarsi si, salvarsi il futuro, salvare le notti da dolorosa quiete, non perdersi, non smarrirsi mai, non lasciar ALLAGARE le vie d’uscita, no no no, ALLARGARE la fuga ma fuga da cosa, fuga verso dove?
Mi dicono sia giusto correre ALLE GARE ad ALLARGARE e pare si riduca tutto a questo e il torto e’ mio cosi’ sembra, cosi’ appare, cosi’ storia ordina, storia impera sulle voglie di conquista e vittoria, ALLUNGARE umana ombra su terra esausta, cerchio da spezzare, sparire in un sospiro, andarsene nel silenzio, milioni in uno, milioni in zero, spazio, spazio, spazio ALLARGATO, LUNGO, corto senza impegno apparente, reale abbandono, non resa, stanchezza.
Se avessi frainteso andrebbe bene, altrimenti ALLARGARE non basterebbe con questa poca luce, con la voglia di ritrovare ed ALLARGARE, ringhiare, ringraziare.
You always kept a sunset
Behind your lonely shoulder
You never showed on photographs
And you never grew much older


Versi (senza titolo)

di

Monica Fonti

“Mi lascio sequestrareDOPO.... Carofalo.jpg

dalla luce che affoga nella notte

Scrivo nel momento

e del sogno

faccio emozione”



“Calliope”

di

Carlo Rinaldi

ritratto carofalo.jpgFautore della “Piccola Poesia Istantanea”, di cui “Calliope” potrebbe proporsi come manifesto.

Fermati

poeta

Ascolta la Parola

e scaldala nel cuore

Scrivi l’Eco dei suoi suoni

mentre freme

il tuo Pensiero.



“Il mio giovane fato”

di

Mariacarmela Ribecco


Paesaggio 3.jpgCanta l’usignolo nel deserto delle verità,

danza nel vento il papavero arso dalla povertà,

si prosciuga la sorgente degli uomini liberi.

Prima del pane caldo … l’affetto.

Prima del lungo viaggio … il perdono.

Prima dell’amara lotta … il coraggio.

La neve scompare sul viale illuminato

… è tornato il sorriso, l’abbraccio, il bacio,

le parole calde del mio giovane fato.


“Il mio posto nel mondo”

saggio di

Gioia Volpe

camino (nome dato da me).jpgE la solitudine si fa largo e allaga il cuore…esiste un posto al confine da noi stessi dove poche

cose hanno forma e quelle che si desidererebbe vedere distintamente, in realtà poi non si riesce a metterle a fuoco nonostante non si desideri null’altro. Una linea sottile d’orizzonte in cui il passato ed il presente si mescolano senza ottenere il futuro che si vorrebbe. L’anima si fa largo a fatica tra mille peripezie, si aggrappa alle poche rocce che ha intorno, ispide, aguzze, ma pur sempre rocce, ed alla fine con le dita consumate dal tempo si accorge di essere esausta e di aver bisogno solo di riposo, di una grotta fresca che l’accolga e la ristori. Difficilmente si riesce a seguire il ritmo del proprio cuore, si segue incessantemente la ragione, ma arriva il tempo in cui il cuore ti chiede il conto di tutte le ore passate ad incoraggiarci senza avergli dato credito… Nel tempo ci sembra di aver costruito strade e palazzi ma in realtà intorno ci sono solo sagome di cartone che al primo soffio cadono giù come foglie. E si alza il vento e soffia, incessantemente, fa cadere le sagome, dissolve la nebbia, leviga le rocce e crea un sentiero che porta al di là dell’orizzonte, in un posto oltre il confine di sé in cui un battito di ciglia fa sorgere e tramontare il sole, fatto di ali grandi e sicure che avvolgono nel loro morbido manto e per magia ci rendono invisibili, un posto in cui danzando in punta di piedi sul suono di una voce si allineano le note cristalline e armoniche in una dolce melodia…Un posto dove nulla ha importanza se non ciò che è veramente importante, dove ci si possa sfiorare per ore senza sfiorarsi realmente, dove i profumi evocano i ricordi e nei ricordi ci si afferra come naufraghi in cerca di una zattera e ci si salva…Un posto dove il giorno ha il colore del miele e la notte brilla alla luce di una fiamma d’affetto che non chiede nulla in cambio…Un posto senza tempo dove tutti i sogni vanno al posto giusto nel grande mosaico della vita, in un solo istante, e dove sai che nulla sarà più lo stesso….perchè sai che tutta la tua vita può stare chiusa nel palmo di una mano e lì trovare la sua casa. Lontano da lì ci si sente di nuovo soli…





B-Day

versi di

Nicole Stella


Sola, tra i sogni distrattifoto 3 inviata dal maestro.jpg

Immagino i tuoi occhi

Mosaici del cielo

Oscuri diamanti

Nel cuore tremante

E nei giorni di pioggia.


Per sempre con te, amore.


“GLI AMANTI-FALENE”

versi di

Giancarlo Fattori


nudo.jpgE’ un’erezione d’amore quest’ombra a forma di rosa nera,

col sangue che, nero, cola dalle nostre carni luminescenti,

fino a seminare, nella poltiglia che ci fa da letto, e ci sostiene,

miriadi di germogli che un giorno sfideranno vento e tempo.

E’ la dannazione di pochi minuti, come droga che stordisce,

una preghiera di carne nella carne, ramo di spine laceranti,

petali che s’aprono, cadendo, succhiando la vita e il mondo,

mentre s’alzano i seni, e s’abbassano, al ritmo ipnotico di una danza.

Chiudendo gli occhi, spinge questa rosa nel labirinto di te,

con la marziale cadenza di una lacrima d’amore che scende,

lungo le guance della notte, e si smorza sulle labbra chiuse,

e, senza requie, si spegne in una ninna nanna, tra le tue braccia.

Nel groviglio di lenzuola stropicciate in cui la danza ci ha condotto

ci teniamo stretti, spargendo petali, graffiandoci coi rami,

fino ad avvampare nella fiamma dell’estasi, e divenire cenere,

che, dolcemente, il vento sparge sui freddi marmi d’una tomba.



“Assenza”

versi di

Cinzia Accetta


Tendaggi fruscianti adesso giacciono.no so nome carofalo.jpg

La polvere è adagiata sulle assi del proscenio;

non un’orma, non un soffio.

L’eco di un suono assente tace.


Invade la sala

la corrente di porte scordate aperte

e l’aria solleva ciò che il tempo ha lasciato.


Si agitano i granelli inermi,

ignari, sospinti e vinti.



“ALCHIMIA D’AMORE”

versi di

Gino Puglisi


Dentro una scatolapaesaggio 2.jpg

ho nascosto il mio cuore

l’ho coperto fino a fermarlo

tra mille incubi l’ho soffocato.


Il suo battito è sempre più forte

più tolgo il sale

più lo disprezzo

ma come impazzito

urla stizzito.


Non fermerai il mio amore …

lo chiudi, lo soffochi

ed io t’amo sempre di più.


Il mio amore è tremendo

si sveglia al mattino

E non muore a comando.


So che mi ascolti

Batterò sempre più forte

Fin quando la passione che freni

Non esplode in un’alchimia di emozioni.



“Alla notte”

versi di

Nicola Matteucci


O’ mia rupe, pulpito di notti,carofalo PAESAGGIO corretto.jpg

e a me sì le lucerne

scaldano.

Scorrea o’ rumor silenzioso

di pensieri, torme di grilli

e a me fauci sia.

Ma anche scendono acque mie,

e veneri ogni notte sogno alle lune,

ai bui m’innamoro molle,

e poi mia dannazione:

‘l sogno di sere che mai a luci giace,

mia cura ‘l suo cercar,

e ‘l suo nulla è d’artigli.

Così mai di dolci pelli preso,

al che ancor cerco

i perfetti imagi notturni alle strade.

Ma a me bagni, Notte, spegni

il ringhiar dolente di soli,

che sotto ceneri poi all’alba

il foco rugge.

Immobil resta quella fronda

di frassini al cor,

nel noverar eterno, ello di

luccichio carezzante e buio,

e l’oltre, al tuffo di raggi è a me

un futile vagabondar,

se a me le mascherate spemi

di novo l’estremi tingono.

E inanzi i teli d’inchiostro, dal mio poggiar

su l’irti picchi

fo’ piazza dei miei danni,

ma intanto o’ grazie oscuro,

che d’affannar lieto

le doglie freme.

Velami, Notte, vela così i miei moti

d’eccitato guardingo,

e beati l’elisi pensier sul mondo,

prima ch’esso si devasti;

e rovin di rossastre città cadute,

d’esuli fanciullin dimora

a giuochi lieti.

I bei travagli sian come aghi su corde

e carni fresche l’arde; ma più passano i venti strinando,

la pietra fonde e al Gran Malanno,

arresi all’assalir di iene

e lasciarsi cadere sospirando, sul fondo.

Ed in breve, a me sì cara, mia Notte,

che d’affanni dolci elli di colpi copri,

(ma senza d’essi che ‘l mio real sentir muore).

E intanto beve arie mio precordio,

e come i voler

son le stelle: altre sì che sparse,

e dal lor reale tanto antico e caduto,

lor lucerna continua la brilla;

alcuna di tanto in tanto eterna riposa,

(più sale e ‘l tonfar più devasta)

ma qui mia unica speme.

 

“Dolce, amaro settembre”

versi di

Marco Nuzzo



Limati da mani esperte,paesaggio 2.jpg
gli intarsi scavati dentro memorie
e posti in teche d’argento
non dissolvono ingialliti ricordi,
né attenuano la brusca assenza

ma i lampi di luce sulle coste
non esaltano più
la stigma nella rena,
estinta nelle onde indifferenti
e licenziata nel mare,

sei ancora chiaroscuro,
lambito da pennelli d’acqua
sostenuti da labili dita,
che si sciupano
nell’eco di voli siderali
ed armoniose elegie

colpa mia? colpa tua?
non importa saperlo,
ma filtro l’inchiostro e le lacrime
in parole austere,
su pagine di vita
ferme al giorno
di un dolce, amaro settembre.




POSTFAZIONE


Considerazioni sul DinAnimismoFoto 1 invita dal maestro.jpg

di

Barbara Cannetti

estratte da… http://e-bookdinanimismo.myblog.it/archive/2010/01/07/dinanimismo-ed-individualita-di-barbara-cannetti.html


…Quella di esprimere i propri sentimenti è una necessità che il mondo moderno sembra aver dimenticato. Se ci si guarda attorno con attenzione, però, è una pratica molto più sviluppata di quanto si creda. Ha solo cambiato forma e luogo poiché si realizza sempre più spesso attraverso siti internet e blog personali.

Queste moderne forme di diario, più o meno delineate – rappresentano degli importanti tentativi di esprimere sentimenti e valori. Se un tempo il diario e la poesia erano prevalentemente questioni private, ora – in epoca di reality show e di globalizzazione – coloro che sentono la necessità di parlare di sentimenti, lo fanno in modo diverso, utilizzando anche le nuove tecnologie che, in teoria, ne rendono più semplice la diffusione…


… Non è assolutamente vero che la poesia è un discorso per pochi eletti, elite di cultura superiore. Il problema maggiore, sta piuttosto in quella mancanza di ascolto che oggi sembra diventare sempre più forte e diffusa.

L’incomunicabilità e la mancanza di ascolto, non riguarda solo le terze persone, dato che gli uomini tendono ad ascoltarsi sempre meno (soprattutto in termini di tempo). Tutto questo si declina in un disinteresse per la lettura in generale e per la poesia – da sempre, come detto, espressione dell’umanità e dei sentimenti – in particolare.

Ed ecco che “il dinanimismo”ci propone, come terapia, proprio una maggiore diffusione della poesia: ogni individuo dovrebbe iniziare o riprendere non solo a leggere, ma anche a scrivere versi, perché il testo poetico, pur non essendo una panacea, ha potenzialità immense…


…Le poesie, oltre alla sfera dei sentimenti, possono toccare infinite tematiche ed attraversare più problemi sociali e, quindi – almeno da un punto di vista teorico – non conoscono limiti. Si trovano, ad esempio, splendide liriche che parlano di politica, di guerra, di dittatura, di cultura…

In una parola, i poeti si occupano anche della società in cui vivono…


…In molti testi poetici, indipendentemente dal tema principale trattato, si ritrova il tormento dell’essere umano che è sempre alla ricerca di qualcosa e che mai è realmente soddisfatto di sé o di quel che lo circonda. La poesia, proprio perché mette a nudo le anime, porta a galla questo variegato mondo di sensazioni, immagini, odori e colori. Per questo il poeta, veicolando i propri messaggi, permette alle opere poetiche di diventare tessuto connettivo dello spirito e del cuore…


…Nella poesia che “il dinanimismo” sogna e desidera diffondere, l’aspetto formale – pur essendo importante – deve rimanere secondario rispetto alla capacità dei testi di veicolare messaggi, perché tutto possa rimanere sempre e comunque riconducibile all’anima degli uomini ed all’aspetto intimo delle cose.

Solo gettando le proprie maschere, l’uomo può ascoltare la propria anima e può, di conseguenza, evitare di inaridirsi, alienarsi, ripiegarsi su se stesso, come avviene se si continua sulla strada del non ascolto.


-La copertina e’ di proprietà del dinanimismo

-Le immagini del presenti nell’e-book sono tutte Opere concesse dal Pittore Vincenzo Carofalo  http://www.facebook.com/#!/profile.php?id=100000349098153&ref=ts

Per leggere la biografia degli autori: http://recensionedinanimista.myblog.it/archive/2010/03/29/dizionario-biografico-autori-2-e-book-dinanimismo.html



 

 

L’ANIMA NEL SUO INFINITO DIVENIRE

“L’ANIMA NEL SUO INFINITO DIVENIRE”

di Liliana Ummarino

**Quadro “abstraction” della stessa Artista

abstraction liliana ummarino.JPG

IL PARADOSSO DELL’INFINITO APPLICATO ALL’ARTE:

PER QUANTO SI CERCHI DI USCIRE DALLA LOGICA DELLA RAGIONE
NON SI RIESCE    AD IMMAGINARE L’INFINITO.
LA NOSTRA MENTE,LA NOSTRA CONDIZIONE UMANA CI SPINGONO
A CONSIDERARE IL TEMPO E LO SPAZIO NELLA CONCEZIONE
DELLA DURATA DELLA NOSTRA ESISTENZA.
SOLO ATTRAVERSO LE EMOZIONI E “L’ANIMA”
CHE PRESCINDONO DALLA MATERIA DEL NOSTRO ESSERE,
SI PU0′ ACCETTARE L’IDEA DI UNA CONTINUITA’COSTANTE
CHE PRECEDA E PROLUNGHI LA VITA DI OGNI CELLULA E ATOMO
CHE COMPONE LA MATERIA DELL’UNIVERSO TANGIBILE.
ATTRAVERSO L’ISTINTO E LA FANTASIA DELLE EMOZIONI,
L’ARTISTA RIESCE A TRACCIARE UN IPOTETICO SEGMENTO
COMPIENDO UNA IPERBOLE CHE SI DISTACCA DALLA TRACCIA
CONTINUA DELL’INFINITO CREANDO UN PARADOSSO TRA UNA OPINIONE
COMUNE CHE SI RIVELA FALLACE ATTORNO AD UNA CRITICA
PONDERALE E COMPIUTA RIVELANDOSI CONTRARIA
AD OGNI RAGIONAMENTO.
DIVERSI ARTISTI CON LE LORO OPERE ASTRATTE,
INFORMALI, FIGURATIVE, CONCETTUALI, SIMBOLICHE, HANNO DATO FORMA
ALL’IDEA DELL’INFINITO INTERPRETANDONE IL MISTERO,
IL FASCINO DELL’IGNOTO E LA DRAMMATICITA’ DELLA IMPOTENZA
DI SCINDERE LA COSAPEVOLEZZA DATA DA UN PRINCIPIO E UNA FINE
DALL’ASTRAZIONE DELL’ETERNITA’.
OGNI UOMO CHE SI RICONOSCE NELLA SUA DIMENSIONE DIVINA
PORTA A TERMINE IL PROGETTO CHE HA DATO VITA ALLA SCINTILLA
CHE LO HA CONCEPITO.
NELLA TENSIONE VERSO L’INFINITO L’ARTE STESSA
COMPIE IL SUO TRASCENDIMENTO.

L.U.

             L’INFINITO E L’ARTE

VIAGGIO NELL’INFINITO SULLE ALI DELLA FANTASIA.
PORTO CON ME UN BAGAGLIO FATTO DI SPERANZE,
DI IDEE…….
MI FERMO AD OGNI STAZIONE.
LA MIA VALIGIA E’ ENORME, MA LEGGERA,
COME UN ILLUSIONISTA NE ESTRAGGO NASTRI COLORATI,
CAPPELLI DI CARTONE, STOFFE DI VELLUTO.
MI COLORO IL VISO DISEGNANDO SORRISI E LACRIME.
IN OGNI LUOGO LASCIO LA MIA IMPRONTA
IMPRIMENDOLA NELLA POLVERE DEI SOGNI.
NELL’INFINITO NON INVECCHIERO’
PERCHE’ NON AVRO’ MUSCOLI ,OSSA, SANGUE.
SARO’ PURA ENERGIA, SARO’ LUCE,
SPIRITO, FANTASIA,
SARO’ MUSICA, DANZA,
SARO’ PASSIONE, AMORE,
SARO’ ARTE…..

L.U.

** Questa ed altre opere degli artisti dell’ Ass. artistica ARTARVALIA DEL XV MUNICIPIO DI ROMA saranno esposte nella MOSTRA collettiva:  ” L’INFINITO E L’ARTE” Presso:

BIBLIOTECA MARCONI
via CARDANO 135 ROMA
DAL 12 AL 19 APRILE 2010

 

LA PAROLA DINANIMISTA

 

DINANIMISMO (Movimento Poetico Rivoluzionario delle Anime): UNA SEMPLICE PAROLA!

Istruzioni per l’uso dedicate a Critici ed Artisti scettici.

di

Zairo Ferrante


Ormai lo ripeto spesso, il DinAnimismo non è un movimento, non mira a diventare un contenitore di artisti.

Non vuole, assolutamente, avere pittori e scrittori tra i suoi seguaci e non chiederà mai una tessera a nessuno.

DinAnimismo è una semplice parola, che vuole descrivere un movimento dell’animo umano dettato dall’opera d’arte.

Tale movimento deve essere un sensuale tango tra l’artista ed il pubblico, un movimento attivo in entrambi i casi.

DinAnimista è ogni opera d’arte indirizzata all’uomo con lo scopo di evidenziare contraddizioni, situazioni nascoste o disagi insiti nella società.

DinAnimista è l’artista che si prefigge, per mezzo della sua produzione, di “scavare” nell’animo umano, di offrire un nuovo punto di vista alla gente, di entrare in sintonia con la folla.

Si fa DinAnima ogni volta che, tramite l’arte, si vuole interrogare il fruitore stesso dell’opera portandolo inevitabilmente a porsi delle domande ed impegnandolo attivamente nella ricerca di risposte.

Con questa semplice parola si vuole inaugurare l’alba di una nuova era, in cui Arte, mass media e progresso tecno-scientifico devono, assolutamente, collaborare per informare, sensibilizzare ed aiutare l’uomo nel suo incessante divenire.

Questi appena espressi sono, tra l’altro, concetti già evidenziati perfettamente in diverse opere d’arte che avevano il chiaro scopo di sensibilizzare, contestualizzare, ammonire, spronare o informare l’uomo sulla società e sul possibile futuro (basti pensare all’ Urlo di Munch, a Guernica di Picasso, a numerose opere di De Chirico, al “Disertore” splendida poesia di Boris Vian o all’intera produzione Futurista).

Adesso però, tenuto conto dell’incessante e veloce evolversi del mondo, occorre esaltare ancora di più questo ruolo sociale e psicologico dell’arte, spronando energicamente l’artista a percorrere queste, non nuove ma mutevoli, strade.

Ecco perché è nata questa nuova parola ed ecco perché gradirei che il DinAnimismo diventasse espressione di un Movimento Artistico (e non solo Poetico) Rivoluzionario delle Anime.

In conclusione, quindi, auspico che questo nuovo e simpatico termine inizi presto a fluire dalle bocche dei Critici e ad entrare nei cuori degli Artisti più scettici; affinché l’arte possa davvero ritornare a disposizione della gente, sposarsi con le loro anime e supportarle in questo meraviglioso e futuribile viaggio che si chiama vita.


Zairo Ferrante

INTERVISTA DINANIMISTA al Pittore VINCENZO CAROFALO

 

INTERVISTA DINANIMISTA al Pittore VINCENZO CAROFALO


di Michela Erika Rossano


Il Maestro Vincenzo Carofalo è uno tra i più importanti artisti italiani contemporanei. Conosciuto in tutto il mondo le sue opere impreziosiscono numerose gallerie d’arte e collezioni private.

Ha ricevuto, nella sua ricca carriera, numerosi premi sia nazionali che internazionali. E’ stato premiato dalla stampa Italiana in occasione della mostra Internazionale sulla nave “Grado”.

Molti gli Uomini illustri che hanno parlato di Lui e delle sue Opere: “ “…E forse è nato chi prepara, nei quadri, l’annuncio della fine della separazione, l’amoroso sorgere di una pittura senza terrore. (Carlo Levi)””

E’ stato intervistato, per il Movimento DinAnimista, da Michela Erika Rossano:

 


1) Seppur nel pieno della sua attività, Lei ha alle spalle una lunghissima carriera ed una grandissima produzione artistica.

Ci racconti quando e come è nata la sua passione per la pittura.


Innanzitutto voglio ringraziare il Dott. Roberto Guerra per questa opportunità.

Non ricordo mai di non aver dipinto, se vado indietro nel tempo le mie giornate le ricordo sempre piene di colori, di tavolozze e di tele.

Forse è proprio vero che l’uomo nasce con le sue passioni, la mia è stata quella della pittura.

Certo, in seguito, gli studi anno completato quella che era una mia tendenza naturale.

Devo ringraziare il destino che mi ha dato grandi maestri, come il grande ed indimenticabile artista Raffaele Spizzico, preside del Liceo e Accademia di Belle Arti di Lecce.

Dalla sua guida ho tratto vantaggi, veramente illimitati, per il successivo percorso d’Artista contemporaneo che ho intrapreso.


2) I suoi quadri sono esposti in tutto il Mondo, Australia, Francia, Egitto, Spagna.

Ma Lei è originario di Torre S. Susanna (Br).

Ci descriva il suo esordio e come lo ha vissuto.


Sono stato, negli anni 70/80, il promotore del “ Centro Artistico del Salento “ e tramite questo ho avuto modo di intraprendere scambi commerciali ed artistici sia Nazionali che Internazionali.

E’ stato il punto di riferimento ed il trampolino di lancio per tutta la mia successiva attività artistica.

Dal Centro del Salento sono passate le più grandi firme dell’arte contemporanea.


3) Hanno parlato di Lei e delle sue opere moltissimi Uomini illustri Guttuso, Treccani, Levi e tanti altri. Chi tra questi ha maggiormente segnato ed influenzato la sua produzione artistica e perché no, la sua vita?


Certamente gli Artisti che, maggiormente, hanno influenzato la mia vita e la mia produzione sono stati Remo Brindisi ed Ernesto Treccani , basti pensare che il Maestro Treccani voleva facessi parte del suo enturage artistico a Milano.


4) Una domanda per i più curiosi: i Maestri come Lei hanno sempre qualche aneddoto nascosto o qualche incontro importante da raccontare, potrebbe svelarcene qualcuno?


Sono tanti gli aneddoti e le vicende riguardanti i Grandi del secolo scorso ed in questa sede sarebbero troppo lunghe e complicate da raccontare.

Ma tra i tanti incontri che hanno segnato il mio percorso ricordo molto volentieri quello con Eugenio Montale e quello con l’indimenticabile Nino Rota.


5) Elementi ricorrenti nelle sue Opere sono paesaggi dai colori intensissimi e uomini immortalati nell’attimo della loro più intima essenza. Qual è la corrente artistica che maggiormente ha influenzato la sua produzione?


L’Ho detto più volte in altre interviste e non voglio smentirmi.

In un certo senso, per me, l’Arte figurativa si è fermata all’Impressionismo, tutto ciò che viene dopo è solo ricerca.


6) Tanti i capolavori che ci ha regalato, ma qual è quello a Lei più caro e perché?


Tutti i miei quadri sono stati concepiti con passione ed amore per quella tela bianca

che avevo di fronte, perché sapevo che se avessi aggiunto dei colori sarebbe nato qualcosa che prima di quel momento non esisteva!


7) Recentemente un suo quadro è stato fonte d’ispirazione per i versi del poeta Zairo Ferrante dando così vita alla seconda azione del Dinanimismo, movimento poetico letterario ideato dallo stesso scrittore. Il Dinanimismo mira ad esaltare l’arte intesa come “linguaggio dell’anima ed importantissimo sostegno per l’uomo del futuro”. Cosa pensa del giovane poeta e del suo lavoro?


Zairo Ferrante è certamente un giovane che ha di fronte a sé un chiaro avvenire.

I suoi versi mi hanno conquistato ancor prima che diventassimo amici, il seguito lo conoscete anche voi.


8) Secondo Lei ci sarà spazio per l’arte e quale ruolo potrà rivestire in un mondo caratterizzato dal continuo ed dirompente progresso tecnologico?


L’uomo si può dotare, come è giusto che avvenga, delle più avanzate ricerche e stigmatizzare sulla faccia dei continenti il suo ruolo continuo e incessante.

Una cosa non potrà mai fare: togliere all’essere umano l’anima che ha dentro e con essa tutto il suo mondo interiore.


9) Siamo curiosi, ci regali un’esclusiva: Ha in cantiere progetti per l’immediato futuro?


I progetti sono tanti ed in cantiere ci sono soprattutto molte mostre ed incontri.

Sarete i primi ad essere informati ed per chiudere voglio, ancora una volta, salutare il Dott.Guerra, Erika e Zairo.



A questo punto non mi resta che ringraziare il Maestro per la sua enorme ed impagabile disponibilità.

L’incontro con i Grandi, in qualsiasi modo avvenga, lascia sempre qualcosa in fondo all’anima.

Sono abbastanza sicura che, questo qualcosa, si chiami felicità.

Grazie ancora! ”


R.E.M

http://guide.supereva.it/ferrara/interventi/2010/03/dinanimismo-intervista-al-neoimpressionista-vincenzo-carofalo

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