Il Dinanimismo vi regala la “green poetry” di Marcia Theophilo ( pluricandidata al Nobel 2015 e 2016 ).

13612173_1035788353152942_7399829524302746030_n*La natura rivelava delle profezie, attirava con i suoi colori, la toccavano e imparavano poco a poco: un giorno la natura era acqua, un altro giorno cristallo, un alto giorno albero, un altro giorno ancora uccello. E tutto l’Universo era sacro, era orazione lieve, viva, perfetta. Ogni parola una evocazione, parola fatta insieme alla musica per cantarla nei riti. 
Marcia Theophilo

*NEW YORK
di Marcia Theophilo

Alberi di metallo pieni d’oro argento
toccano le nuvole, e i tuoi sogni.
Uccello di metallo attraversa il cielo
vola vola, va va, dove dove? 
l’uccello metallico diviene una freccia
spezza gli alberi di cristallo 
Il viso del dolore lancia il suo grido
che scorre dalle mura.
voglio ricordare storie varie
ricordi di morti insepolti
nascono nomi, offerte a chi è partito
e il cuore dell’albero gigante
si disfa e ricompone infinita materia
ondeggia una nuvola di polvere
dentro il corpo del vento
è acuta la sua voce
la voracità del serpente di fuoco
penetra le radici del sole
nuvole nere asfissianti
nuvole di brace sul mondo
ruggito di macchine, seghe, asce.
Musiche e immaginari cerchi abbandonati
movimento di nuvole di polveri gialle
dai tronchi spezzati sprizzano pezzi di metallo
fili di amianto, rivoli di sangue, anime.
Dalla baia di Hudson i delfini 
chiedono luce e armonia
l’inizio di un nuovo pensiero
un esercito di formiche in fila
trasporta le anime come foglie.
Marcia Theophilo

BIOGRAFIA: Márcia Theóphilo, poetessa e antropologa, è nata a Fortaleza in Brasile e attualmente rappresenta l’Unione Brasiliana di Scrittori in Italia. Ha pubblicato numerosi libri tradotti in varie lingue fra cui si segnalano alcune edizioni italiane, con note di poeti come Rafael Alberti e Mario Luzi… … È stata ospite all’Expo Rio de Janeiro 2011, con il libro Ama+Zonia, Ouro sobre Azul, Rio de Janeiro 2009 e all’Expo Milano 2015. Fra i numerosi premi ricevuti vanno ricordati almeno: Nactional de Contos Editoria 1969; Fregene per la Poesia 1996; Prix international E.I.P. Jacques Muhlethaler 2005 per la poesia; Green Book 2010; LericiPea 2011 alla carriera; Montale Fuori porta-Sarzana 2012; Premio alla carriera del Festival internazionale di Poesia civile di Vercelli con il patrocinio di Expo 2015 di Milano. È testimonial dell’iniziativa “Per una Cultura della Biodiversità”, promossa dalla Commissione Nazionale Italiana UNESCO nell’ambito della campagna di educazione allo sviluppo sostenibile (DESS). Ha ricevuto da Fulco Pratesi il “Panda” come testimonial biodiversità del WWF Italia ed è stata candidata nel 2015 e nel 2016** ( **ndr ) al premio Nobel…. CONTINUA SU: https://poesiacivile.com/2015/09/14/marcia-theophilo-e-la-vincitrice-dellundicesima-edizione-del-festival-internazionale-di-poesia-civile/

*Scritti e foto estratti dalla pagina facebook di Marcia Theophilo previo diretto consenso dell’interessata

 

Carlos Sanchez: “Magari un’ode”… …all’Uomo nostro Fratello

E dopo la pausa estiva siamo ancora qui… …a ricordarci che prima di tutto e sopra ogni cosa c’è “l’Uomo” … … “l’Uomo” con la sua Anima.

Un semplice pensiero rivolto a tutte quelle Donne e a tutti quegli Uomini che, proprio in questo momento, stanno cercando di ritornare alla Vita.

Perché… …prima di tutto e sopra ogni cosa… dobbiamo essere Fratelli!!!

La redazione del Dinanimismo

 

Invasion of the Barbarians or The Huns approaching Rome - Color Painting“Come faremo ora senza i barbari?
Dopo di tutto, quella gente era una soluzione”.
Constantino Kavafis

Magari un’ode

di 

Carlos Sanchez

Conto i satelliti che passano
indifferente alle stelle
ti grido e-mail esasperate
cambio canale con desolazione
scaldo il cibo precotto
in un forno senza fuoco
leggo il giornale con le sue afonie
consumo frutti senza semi e senza aromi
passeggio per la spiaggia
dribblando scorie
apro gli occhi
vedo il tuo corpo tra nuvole di fumo tossico
lascio il cellulare a casa
per isolarmi da me stesso
trascino i miei libri
in una stanza senza finestre
cerimoniosamente li sotterro.
Soffro di modernità materiale:
compro scarpe cinesi
camicie thailandesi
pantaloni indù.
Passivamente partecipo al tramonto
della flora e della fauna
e altri biblici frutti
Osservo le armi sempre più intelligenti
e la spartizione del mondo
vedo come si vestono di bandiere multicolori
le bare folkloristiche.
Pago imposte in un buco nero
Vado a votare calamità
resisto appena alla moralità immorale
del mio regno animale.
Mi stordisce l’avanzata della tecnologia
nella crescente fame nera regnante.
Mi sorprende tanta solidarietà
per le foche in estinzione
tanto turbamento per l’ambiente
tanto parassitismo mascherato:
tanta inflazione di solitudini
nella moltitudine.
Purtroppo mi rimane poco tempo
per ammirare il successo finale
di tanto immenso progresso civilizzatore.

Da “Ricordati che non sai ricordare”
Lìbratì, Ascoli Piceno, 2010

Quizás una oda

¿Cómo haremos ahora sin los bárbaros?
Después de todo, aquella gente era una solución.

Constantino Kavafis

Cuento los satélites que pasan
indiferente a las estrellas
te grito e-mail exasperados
cambio canal con desconsuelo
caliento la comida prefabricada
en un horno sin fuego
leo los periódico con sus afonías
consumo frutos sin semillas y aroma
paseo por la playa
gambeteando escorias
abro los ojos
veo tu cuerpo entre nubes de humo tóxicos
dejo el celular en la casa
para aislarme de mi mismo
arrastro mis libros
en un cuarto sin ventanas
los entierro ceremoniosamente.
Sufro de modernidad material:
compro zapatos chinos
camisas tailandeses
pantalones hindúes.
Pasivamente participo en el ocaso
de la flora y la fauna
y otros bíblicos frutos
Observo las armas siempre más inteligentes
y la repartición del mundo
veo como se visten de banderas multicolores
los ataúdes folklóricos.
Pago impuestos en un agujero negro
voy a votar calamidades
resisto apenas a la moralidad inmoral
de mi reino animal.
Me aturde el avance de la tecnología 
en la creciente hambruna reinante.
Me sorprende tanta solidaridad
por las focas en extinción
tanta turbación por el ambiente
tantos parasitismo camuflado:
tanta inflación de soledades 
en la multitud.
Lamentablemente me resta poco tiempo
para admirar el éxito final
de tan inmenso progreso civilizador.

De “Recuérdate que no sabes recordar”
Lìbrati, Ascoli Piceno, 2010

*Versi ricevuti direttamente dall’Autore tramite social network.

**Immagine, La entrada de los Hunos en Roma dello spagnolo Ulpiano Checa, 1887, postata dalla redazione e liberamente tratta da: https://it.wikipedia.org/wiki/Barbaro

SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE… IL BLOG DEL DINANIMISMO RITORNA A SETTEMBRE

ESTRATTI DA “SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE” DI Shakespeare

Sir_Joseph_Noel_Paton_-_The_Quarrel_of_Oberon_and_Titania_-_Google_Art_Project_2Il pazzo, l’amante e il poeta non sono composti che di fantasia […]

Rinuncia al tuo potere di attrarmi ed io rinuncerò alla mia volontà di seguirti.[…]

L’amore guarda non con gli occhi ma con l’anima.[…]

Amami o odiami, entrambi sono a mio favore.
Se mi ami, sarò sempre nel tuo cuore,
se mi odi, sarò sempre nella tua mente.[…]

La tua virtù è la mia sicurezza.
E allora non è notte se ti guardo in volto,
e perciò non mi par di andar nel buio,
e nel bosco non manco compagnia
perché per me tu sei l’intero mondo.
E come posso dire d’esser sola
se tutto il mondo è qui che mi contempla?[…]

Gli innamorati hanno, come i pazzi, un cervello tanto eccitabile e una fantasia tanto feconda, che vedono assai più cose di quante la fredda ragione riesca poi a spiegare.[…]

Il tempo avanza a passo diverso con diverse persone. Ti dirò con chi il tempo va d’ambio, con chi il tempo va al trotto, con chi il tempo va al galoppo, e con chi sta fermo.

Non l’amore bisogna dipingere cieco, ma l’amor proprio.

Le più feroci non hanno un cuore come il tuo. Fuggi quando vuoi, e la storia sarà invertita: Apollo scappa e Dafne lo rincorre; la colomba insegue il grifone; la mite cerva corre ad afferrare la tigre. Vana corsa, quando la vigliaccheria ci insegue e la prodezza fugge. […]

Sei tu sicuro
che siamo svegli? —
Mi sembra
che ancora dormiamo, sogniamo.[…]

**E’ POSSIBILE LEGGERE ALTRI ESTRATTI IN LINGUA ORIGINALE DA: http://www.shakespeareinitaly.it/sognodiunanottedimezzaestatecitazioni.html

***QUADRO: 
Sir Joseph Noel Paton – The Quarrel of Oberon and Titania – Google Art Project 2 LIBERAMENTE TRATTO DA: https://it.wikipedia.org/wiki/Sogno_di_una_notte_di_mezza_estate#/media/File:Sir_Joseph_Noel_Paton_-_The_Quarrel_of_Oberon_and_Titania_-_Google_Art_Project_2.jpg

Fausta Dumano: la ruota di scorta scioperò… ( capitolo III prima delle ferie )

boccioni_012_automobile_1904Ciao tesoro,allora  questo fine settimana  non prendere  impegni ,vengo a Roma  per te,non vedo l’ ora di stare insieme un po’ , devo raccontarti tante cose,ho bisogno di parlare con te. mi servono due, tre consigli che per telefono è complicato ””Tesoro,replicò l’ altra,questa settimana è un po’ complicato,sono troppo incasinata, è un periodo stressante  di impegni ”Ines era determinata  nell’ andare a trovarla”e poi devo portarti delle cose ,tranquilla , mi prenoto un bed and breakfast  ci vediamo nei tuoi momenti di libertà”Carla era un po’ perplessa, ma ad  Ines non poteva certamente dire di no ,aveva già archiviato la delusione precedente,aveva avuto la sensazione che nel precedente incontro l’ avesse usata come pretesto per incontrare Walter.Ma partiamo dall’incipit Ines aveva fatto in modo che Walter e Carla si incontrassero, si conoscessero,voleva trovarle un uomo giusto Carla guardò  gli anfibi  di Walter,quegli anfibi le ricordavano il sangue del pesto genovese,lei e un ispettore di polizia  non avrebbero mai potuto diventare compagni di viaggio,poi aveva capito che in fondo Walter interessava di più ad Ines,il volto gli ricordava quello del suo ex compagno .Mai capito il motivo per cui avesse voluto farli incontrare.Quando Ines arrivò a Roma si incontrarono tutti e tre ,un pranzo a trastevere,Ines aveva detto a Carla che la sera lui l’ aveva invitata ad uscire,si sentiva in difficoltà , perché era sua ospite . Carla le risolse l’ imbarazzo ”ecco le chiavi di casa,sentiti libera,non so  perché tu abbia voluto farmi conoscere il tuo amico virtuale prima a me ,io non gioco a guardie e ladri , le divise non mi appartengono . Walter non invitò mai l’ INES ad uscire,in quei giorni , dopo il primo pranzo a tre,non ebbe mai tempo .L’INES ripartì prima del previsto, Carla capì che in fondo era venuta a Roma solo per l’ incontro al buio con Walter.Si era sentita un po’ usata,ma lasciò scivolarsi addosso la sensazione .In fondo  Carla si sentiva riconoscente,un po’ in debito con lei, le aveva regalato dei soldi , in un momento di difficoltà .Carla si organizza ,si prende delle ore libere per il venerdì , rinuncia ad un week end con la figlia.Ines le telefona ”Sai Flaviano ha insistito tanto, vado a dormire da lui, poi mi accompagna da te in ogni momento ”Flaviano abita fuori roma e i rapporti con Carla sono stati chiusi definitivamente ,INES lo sa . Carla le fa notare che aveva preso un giorno di ferie per andare a prenderla e rinunciato al week end . Il venerdì INES trascorre la giornata con Flaviano,”Ah sono scesa per te, ci vediamo domani a pranzo?”Spiacente , la ruota di scorta è in sciopero, il gommista è in ferie,mi sono accorta che in moto con Filippo non serve la ruota di scorta,anche in amicizia le ruote di scorta hanno dignità ”

*Versi ricevuti direttamente da Fausta Dumana.

**Quadro “Automobile di U. Boccioni liberamente tratto da : http://tecnologiaearte2013.blogspot.it/2013/05/il-futurismo-e-lautomobile.html

Dal blog della scrittrice Giovanna Mulas… manifesto contro l’ipocrisia.

MULASFOTO2L’Arte, prima di tutto, richiede purezza interiore, rocciosa autocritica, disciplina. Penso che questi dettagli debbano anticipare persino lo stesso talento, comunque fondamentale. Sono convinta che l’Artista sia o debba essere la sua Arte: non credo al farabutto che “scrive toccante poesia” o alla Diva Fiorata che “dipinge esaltanti Figure” quando non vissute: quanti non vivono con poesia e amore l’Umanità Tutta, non li credo capaci di esprimere particolari sensazioni, semplicemente perché non in grado di farsene specchio e tramite. 
Se c’è qualcosa che poco sopporto apertamente –e confesso di aver reagito anche con malagrazia, durante la mia vita, davanti a Elementi e situazioni ambigue- 
è l’ipocrisia in ogni sua forma; quella falsa umiltà che, in realtà, mi odora di vanità e illusione lontano un miglio. Sono capace di troncare rapporti pure consolidati se e quando odoro malafede, compromesso: in questo, purtroppo o per fortuna, disconosco le mezze misure. Mi è capitato di piangere su amicizie spezzate ma, per principio, non voltarmi indietro; al contrario domandarmi in continuazione come mai, quella e in quel preciso momento di vita, era stata scambiata da me per un’amicizia disinteressata. In effetti i discorsi da fare sarebbero tanti; cause e giustificazioni certamente fuori tempo massimo come pure fuori luogo Qui ed Ora. Il classico,platonico errore di identificazione; opinione vera, fino a che non riceve una smentita. Del resto, per l’uomo comune che si ferma candidamente all’apparenza delle cose tramite il suo peculiare punto di vista, diverse verità visibili, uguali eppure opposte tra loro, non fanno LA verità (unica); o meglio, la verità dovrebbe apparire allo scomparire delle esteriori… …[ CONTINUA] http://giovannamulasufficiale.blogspot.it/2016/06/ipocrisia-o-verita.html 

Politica, Poesia e rassegnazione di Carlos Sanchez

Signora rassegnazione

di

Carlos Sanchez

350px-Tizian_102 venereMagari questa poesia potesse cambiare il mondo
ma non mi permetto per niente sogni cosi smisurati.
Accetto che mi raccontino Le mille e una notte
– poiché conosco bene la storia non credo a nessuno –
lascio che ripetano i concetti di più alto linguaggio
– anche se so che ne stravolgono il senso –
partecipo attivamente all’elezioni del potere
– ma non affido a loro nessuna fantasticheria. –
Mi rassegno pensando che forse questa poesia
ti arrivi in un momento di Dei ben disposti
e che a forza possano stamparti un sorriso sulla bocca
e facciano scuotere i tuoi saldi seni rinascimentali. 
E’ quanto oggi posso pretendere con la mia poesia,
Questo, e un po’ di sostegno alle mie smanie di giustizia.

Di “Alta marea”, Quasar, Roma 2005

A La Señora Resignación

Ojalá esta poesía pudiera cambiar el mundo
pero no me permito para nada sueños tan desmesurados.
Permito que me cuenten Las mil y una noches
— como conozco bien la historia no les creo —
dejo que repitan los conceptos del más alto leguaje 
— aunque sé que tergiversan el sentido —
participo activamente en las elecciones del poder
— pero no les confío a ellos ninguna fantasía —
Me conformo pensando que quizás esta poesía
te llegue en un momento de dioses bien dispuestos
y que ellos puedan estamparte una sonrisa en la boca
y hagan estremecer tus firmes senos renacentistas.
Es cuanto hoy puedo pretender con mi poesía
esto, y un poco de sostén a mis deseos de justicia.

*Versi ricevuti direttamente da Carlos Sanchez tramite Social

**Quadro “Venere di Urbino” di Tiziano tratta da: https://it.wikipedia.org/wiki/Venere_di_Urbino

Dopo “David Bowie Renaissance”, esce “Romantronica” di Roby Guerra

Romantronica di Roby Guerra

romantronicada oggi disponibile in tutte le librerie la nuova pubblicazione del neofuturista ferrarese dedicata a David Bowie

Oggi, 6 giugno 2016, viene ufficialmente pubblicata nel Catalogo Internazionale delle pubblicazionI,Romantronica, l’ultima opera dello scritttore,  blogger,   ferrarese, Roby Guerra, esponente del neo-futurismo  e del transumanesimo, estremamente conosciuto e apprezzato negli ambienti culturali estensi. L’autore ha voluto dedicare questa silloge alla scomparsa superstar del rock David Bowie, e a lui è dedicato un intero capitolo.Edito da NETTarg ( a cura di Cosimo Dino- Guida) con prefazione della scrittrice Mary Blindflowers, Romantronica  è stato recentemente (26 maggio) presentato in anteprima performativa dell’autore al Festival del Nuovo Rinascimento di Milano ( a cura di D. Foschi, il Leonardo da Vinci e del Comune di Milano, evento rassegna ExpoCittà ufficiale). 

WE CAN BE HEROES FROM HERE TO ETERNITY!


*(da Romantronica, un testo: Il carillon del duca bianco lassù il melograno sussurrò/il peccato all’eclisse in lacrime/e pupille gentili mirano/il lucifero azzurro/verso la genesi di crisantemi e alieni/dove persempre/la bambola + animata dell’angelo/poserà il supercolore/nel bosco spaziale degli eroi

 

INFO

NETTARG EDITORE  *(DI COSIMO DINO GUIDA)

http://www.nettarg.it/autori.asp?cat=4&auth=11
http://www.nettarg.it/libri.asp?cat=4&genere=3&book=12
METEOWEB
http://www.meteoweb.eu/2016/05/david-bowie-al-festival-del-rinascimento-milano/691255/
FESTIVAL DEL NUOVO RINASCIMENTO
http://www.estense.com/?p=552031

Il dinanimismo presenta Maria Pellino e i suoi versi ( in regalo ).

D’amore.

13012652_10206324786779245_5477511117569020096_nRespirami come la brezza marina

che si infrange su scogli scolpiti di infinito.

Cercami tra la miriade variopinta

di petali che avvolge le mie membra

su una soffice alcova d’amore.

Sconvolgimi di desiderio nell’anima

che di te si riempie

nello scompiglio di un bacio malandrino.

“A mio figlio”

Un intimo abbraccio cinge nel mio animo

 le tue membra avvolte in teneri e candidi cenci

inebriate dall’odore di innocenti sogni

e rapite dalla delizia di disperse paure.

Memore l’attimo che di luce fece brillare

in un’ istante di timido pudore la vita,

ora dinanzi ad occhi materni  si incarna

 in universi di traboccanti speranze

e bocconi di amara lontananza.

 Va errando la tua giovine barca

tra mari in tempesta ed onde illusorie

  a bramar luoghi di sicuro approdo 

 e placar acque spoglie di possenti baluardi.

All’ombra di un amore eterno e premuroso,

sigillo immacolato,

con passo mite e paziente e in tenebroso silenzio,

 ti accoglie nell’intimo il sospirar del mio cuor.

Pellino Maria, nata a Sant’ Agata dei Goti (Bn) nel 1973, residente aTrezzo sull’Adda (Mi).

Attualmente lavora come educatrice. Nutre forte interesse per autori classici e la poesia,

nonché per la forma breve quale può definirsi l’aforisma. Ha partecipato a vari concorsi dal 2013. Alcune liriche sono pubblicate nelle corrispettive antologie.

*Versi ricevuti direttamente dall’Autrice.

ODE ALLA FATICA – piccola dilogia di un Giro – di Zairo Ferrante

ODE ALLA FATICA

– piccola dilogia di un Giro –

di

Zairo Ferrante

 

184313952-893ff697-c57d-4f99-9c52-f495e6a2a904-th                    I

Un nastro d’asfalto taglia

la terra, grigio separa

il mare dal resto.

Il nulla dal tutto.

La gloria dal vuoto.

Una radio accompagna

fatica, sudore e ricordi

nell’attimo in cui,

 

muto,

 

il mondo s’accascia morente

sulle spalle degli uomini

che soli e in silenzio

abbandonati a sé stessi

accarezzano e pigiano

pedali e speranze

e ruote animate,

in salite e discese

tra campi di grano

imbionditi dal sole

e neve disfatta

come flebile segno

dell’inverno passato.

E l’ascolti il rumore

di catene che saltano

e cambi che inciampano.

E ricordi riemergono

e salgono al cuore, altri,

 

si fermano in gola

 

a bloccar le parole.

Ritorni bambino

rivedi  i tuoi occhi,

mentre loro, da soli,

imperterriti e stanchi,

continuano afflitti

a trascinarsi la Vita.

 

 

II

Si continua a sudare

rincorrendo a fatica

quell’ultimo istante

finito e mortale.

Brandello di pezza

da mettere a toppa

della bisaccia bucata

che perde speranze

e semina sogni.

A destra la vita.

A sinistra l’oblio.

Al centro l’asfalto.

 

Da Solo

 

sull’orlo del fosso

staccato dagli altri

macina speranze

chilometri e lacrime

ricordi e respiri.

E tu l’accompagni

in silenzio t’immergi

nel mare bollente

di un cuore che palpita.

Percepisci la forza,

senti il sudore,

vedi la resa.

 

In silenzio anche tu

 

dal centro lontano

della tua mente

sospingi i pedali

e parti in salita.

Insieme con Lui

ingoiate secondi

che diventan minuti

e polvere e pietre

e mostri e discese.

Pedala, pedali

e insieme vivete

il medesimo  istante

sospeso sul fiato.

La strada è in salita

ma in fondo è la gioia.

Pedala, pedali

il Campione si alza

e rotola in alto

come stella e bandiera

a stagliarsi nel cielo

colorato di verde

e di bianco e di rosso.

Ha compiuto l’impresa.

 

Respiri, sospiri e sorridi.

Ti riprendi il tuo cuore.

Dai sfogo alle lacrime.

Ti fermi a pensare

e comprendi la Vita.

 

Zairo Ferrante è nato in provincia di Salerno nel 1983, ha vissuto ad Aquara, piccolo paese nel cuore del Cilento, fino all’età di 19 anni e, dopo aver conseguito la maturità scientifica, si è trasferito a Ferrara, dove ancora oggi vive e dove si è laureato in Medicina e Chirurgia. Autore di libri di Poesia e di prosa, nel 2009 ha fondato il “DinAnimismo”(Movimento Poetico/Artistico Rivoluzionario Delle Anime), ufficialmente riconosciuto come avanguardia da una parte della Critica letteraria. Attualmente, oltre a continuare la propria formazione in ambito medico, gestisce la rete e le collaborazioni artistiche del movimento Dinanimista e prosegue con la sua attività letteraria. Suoi scritti e sue poesie sono state pubblicate su diverse autorevoli riviste, periodici culturali e raccolte antologiche, sia on-line che cartacee, sia nazionali che internazionali. Alcune liriche sono state tradotte in inglese, spagnolo e francese. Ha ottenuto diversi premi e riconoscimenti.

http://zairoferrante.xoom.it/

*Immagine postata dalla redazione del blog e liberamente tratta da: http://www.repubblica.it/sport/ciclismo/2016/05/27/news/nibali_kruijswijk_chaves-140739050/

 

Il Dinanimismo presenta Tre poesie di Fabio Amato – Accademia del terzo millennio –

Noi

297774_256835074341582_842137_nSiderali frammenti,

giallo sbiadito

dei ricordi,

microscopici

filamenti di tempo,

i nostri ricordi.

 

Incomunicabilità

Piangere dentro,

sentire la lama

piagare l’anima,

linguaggio incomprensibile

i nostri silenzi,

le nostre fughe

lungo scogli sommersi,

le emozioni soffocate

nell’oblio

dell’umano peregrinare.

Forse questo siamo:

puntini di luce

nella notte.

 

Alzheimer

Scende la notte

Mentre chiuso

Nel tuo mondo

L’anima cerca

Il riannodare del tempo.

Come da prisma

Rifrangente i colori

Riaffiorano i ricordi

Di una vita.

 

Implodere

Implodere! Perché implodere?

Perché  chiudere il cuore

Nella fredda stanza

Non rischiarata dal sole!

Intorno tutto muta

E colora d’intensa emozione,

mentre un raggio

chiede d’entrare

a sciogliere il profondo gelo

che da tempo rende vana

ogni speranza d’amare.

Fabio Amato nasce a Milano il 14 marzo 1964. Si laurea in pedagogia nel 1989 e intraprende la professione di educatore nel 1991.

Comincia a scrivere le prime poesie nel 2000,inizialmente legate a tematiche sociali o paesaggistiche in seguito la sua voce si fa intimista.,dando spazio alle emozioni.

Dal 2010 è vicepresidente dell’Accademia del terzo millennio,associazione culturale di Milano.

Partecipa a diversi premi e ottiene numerosi riconoscimenti. Ottiene menzioni d’onore in Australia .

Pubblica 2 libri di poesie Falene nel 2006 con la casa editrice Otma Edizioni di Milano,pubblicazione che è giunta alla sesta ristampa. Nel 2008 sempre con Otma pubblica Solo l’Amore. Questo 2 libro è stato presentato a Milano dal famoso attore e cabarettista Roberto Brivio(famoso negli anni 60 come membro del gruppo i Gufi). Brivio scrive dell’Autore:”Al poeta Fabio Amato e non scherzo se dico poeta. Il fatto di ricordarmi nel fraseggio Marinetti, Palazzeschi ed altri grandi come Ungaretti,lo pone tra loro con merito…”.

Amato ha preso parte a vari premi come membro di giuria e collabora con giornali on line come mi-lorenteggio.com. E’in redazione nella rivista A,U.P.I. albo ufficiale di poeti e pittori. Ha creato il premio Sacra Famiglia dedicato alla fondazione che si occupa di persone disabili e si trova a Cesano Boscone(Mi) ed è presidente di giuria permanente del premio.

Nel 2011 dà alle stampe il terzo libro Lunula.

Nel 2014 esce per la Magi editore di Patti Centauri e nel 2015 Innocenti sempre Magi editore.

**Versi e foto ricevuti direttamente dall’Autore tramite e-mail.

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