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IL DINANIMISMO VOTA LA MUSICA DEGLI “ANTIQUA SAXA”!!!

antiqua saxa,dinanimismo,peppe ciroLa Poesia è Arte, la Musica è Arte, l’Arte è Memoria e gli “Antiqua Saxa” seminano in giro – con dignità, coraggio e talento – Musica, Arte, Poesia e Memoria.

Per questo, oggi, abbiamo deciso di pubblicare – in un blog poetico/letterario – due video musicali  ( Ninna Nanna e Fantasia ) del portentoso gruppo cilentano: – L’associazione Antiqua Saxa  prende le mosse da una ricerca sui percorsi storico-antropologici del territorio salernitano che Peppe Cirillo, fondatore, ha portato avanti sin dal 1992. La naturale prosecuzione del progetto è stata la nascita del gruppo musicale “Antiqua Saxa” che, oltre ad avere partecipato e vinto il premio “Recanati” (ora “Musicultura”), si è fatto conoscere e apprezzare sia a livello nazionale sia a livello internazionale. Oltre al gruppo “Antiqua Saxa”, l’associazione propone anche gli spettacoli musicali dello stesso Peppe Cirillo e Paola Salurso…  –  …per saperne di più clicca: http://www.antiquasaxa.it/ 


Zairo Ferrante

per la Redazione del Dinanimismo


NINNA NANNA

Musiche di Franco Valente

Testo di Giuseppe Cirillo

*Nota: il testo originale ( guarda Video che segue ) è stato scritto in dialetto Cilentano, invece, la traduzione italiana riportata in questo blog  – che non vuole assolutamente essere una fedele traduzione diretta – è stata liberamente fatta da Zairo Ferrante.

 

Dormi dormi bimbo bello.

Dormi bimbo che mamma è con te.

Non c’è latte in questo petto

né c’é pane che ti può saziar.

 

Ché papà è partito in guerra

a lottare per la verità

e noi mettiamo in mezzo al pane

solo fette ‘e libertà.

 

Ché se non alzo la mia veste

e qualch’uomo mi viene a comprar

gireremo nella padella

fame, freddo e libertà.

 

E c’è chi dice che in cielo e in terra

tutto c’è m’abbisogna trovarlo,

ma a noi dateci pane e amore

e non c’interessa de la libertà.

 

Non c’è Pace se si è in guerra

e nella morte non c’è luce,

non c’è posto in questo Mondo

per chi urla e non ha voce.

 video NINNA NANNA

video FANTASIA

Il Dinanimismo… citato tra le neo-avanguardie per la Nuova Umanità

*Roberto “Guerra Futurismo per la Nuova Umanità”… (Armando, Roma, 2012)

Il postfuturista Roberto Guerra, sorprendente ed eretico ma certamente aria nuova e positiva in certa cultura italiana defuturizzata e manieristica, nel suo ultimo libro* ( dedicato a 360° alle avanguardie attuali italiane, estreme o meno, influenzate dall’eredità ancora propulsiva del futurismo storico di Marinetti, Boccioni, Balla, Depero e anche Majakowskij ), con una scansione letteraria dal complesso e articolato lavoro critico, intenzionalmente e programmaticamente al di là del discorso strettamente futurista, cita anche il Dinanimismo a volte intrecciato con il percorso specifico dello stesso Autore e di Altri futuribili.

Nel capitolo Futurismo Renaissance, leggiamo infatti:

….prossimi al futurismo ferrarese da evidenziare: il minimalista Riccardo Roversi (già collaboratore di “Futurismo Oggi”), lo scrittore sperimentale Giovanni Tuzet, Maurizio Ganzaroli, scrittore e artista dark futurista (anche a Milano, 2009, per la mostra “De Broglie”, con il progetto elettronico Electric Girls ), il video maker e scrittore tecnoanarchico Filippo Landini, la poetessa “spaziale” Sylvia Forty (autrice della silloge “Biancaneve a New York”, 2002, “Este Edition”), lo stesso Zairo Ferrante, promotore postromantico del cosiddetto Dinanimismo (del giro di Giovanna Mulas, la rivista “Isola Nera”)….”

Da segnalare nel focus letterario  – oltre alle note e alle citazioni significative dedicate a certa poetica sperimentale Ferrarese e a quella neoumanistica della  Scrittrice Sarda – un capitolo, a nostro avviso chiave, sul ben noto scrittore storico, vicino alle neovanguardie, Paolo Ruffilli, da cui un breve estratto:

” (Sulla poetica di Paolo Ruffilli)
….Una sorta di Paroliberismo innestato da Ruffilli con “calcolo inconscio” neopitagorico e… musico-matematico . Pagine e versi specifici zoomati su ardui temi psicosociali particolari quali tossicodipendenza e carcere, metafore in Ruffilli per accendere sempre più nel XXI secolo, la Libertà come estetica e poetica dell’esistenza, concreta, vissuta; o universali, l’amore, im-possibile, im-prevedibile, enigma che forse domanda persino vite ulteriori per de-cifrarlo….”

Un percorso in cui Guerra, al di là del suo sogno d’avanguardia pura, rivela le sue origini poetiche, paradossalmente ma ammirevolmente, quasi tecnoromantiche…

*Roberto “Guerra Futurismo per la Nuova Umanità”… (Armando, Roma, 2012)

http://www.armando.it/schedalibro/22155/Futurismo-per-la-nuova-umanit-

GIROLAMO… TI RICORDI DI BEPPE (VIOLA)?

beppe viola,girolamo melis,jannacci,dinanimismoIL DINANIMISMO RENDE OMAGGIO A BEPPE VIOLA… tanta poesia ma… anche tanta sostanza!!!

Un giorno disse: Era uno che per sembrare un genio avrebbe dovuto essere completamente diverso.”

http://youtu.be/zeVwlu88b1w

RIDO
Autori: Enzo Jannacci, Girolamo Melis, Giuseppe Viola Edizioni: Impala , RCA

http://discografia.dds.it/scheda_titolo.php?idt=994

http://youtu.be/7hG131zr4XA

Per il libro ” Quelli che… ” Dalai Editore, clicca qui: http://www.amazon.it/Quelli-che-boe-Beppe-Viola/dp/8860736153/ref=sr_1_1?s=books&ie=UTF8&qid=1324332706&sr=1-1

“I BISBIGLI DI UN’ANIMA MUTA” recensione di Emilio Diedo

 

9788896703526.jpg” I bisbigli di un’anima muta Prosa, poesie e dinanimismo ” di Zairo Ferrante

Recensione di: Emilio diedo

In copertina, elaborazione di Zairo Ferrante d’una fotografia di Agostino Panajia

CSA Castellana Grotte, 2011, pp.96, € 10,00

 

 

 

 

I bisbigli di un’animadi Zairo Ferrante hanno in sé la coerente, identica enfasi e l’altrettanto uguale significato dell’opera prima D’amore, di sogni e di altre follie (Este Edition) pubblicata nel 2009.

 

     Un significato cioè imposto, nella sua essenza programmatica ed idealistica, fin dalla prefazione disvelante un’ironia, qualche volta anche ridanciana, ma soprattutto fungente da assiduo spot pubblicitario all’insegna del cosiddetto dinAnimismo.

 

     Questo il fine primario. Tutta la raccolta (un mixage tra poesia e parafrasi, con un innesto, o meglio un brano d’avvio, perché posto proprio in apertura, d’un raccontino ispiratore e, per così dire, propedeutico ad un finalistico concento) è ineccepibilmente orientata ad una sorta d’addottrinamento dinanimista.

 

     La medesima, e se vogliamo, impropria prefazione (la quale avrebbe potuto trovare una diversa, più canonica denominazione, del tipo introduzione; e quindi essere divisa in due parti, di cui la seconda, magari collocata a fine opera piuttosto che all’inizio, con la distinta dizione di ringraziamenti), nel richiamo che reca in sé, rende il libretto alquanto stuzzicante.

 

     Il baricentro concettuale dell’opera è, come anticipato, una metodica discettazione sul dinAnimismo,  movimento che il giovane, ventisettenne autore ha fondato per stimolare «una certa coscienza comunitaria utile a contrastare la futilità, l’ingiustizia e a difendere l’Uomo […] da contrapporre alla dilagante superficialità dei nostri giorni […] una poetica  e una produzione artistica ispirate a principi di matrice “romantico-umanistica”», da intendersi, in buona sostanza, «come un “futurismo” che esalti il divenire dell’uomo e della sua interiorità anziché il divenire della “macchina”».   

 

     Il costrutto poetico, a parte, come si disse, l’incipitario raccontino (Prosimetro), è invariabilmente seguito da consequenziali parafrasi e/o annotazioni tendenti, nel dilatare i vari passaggi poetici, ad elevare di volta in volta la conoscenza al dinanimismo. Non sono note strettamente esplicative dei contenuti (non se ne ravvisa alcuna necessità, né concettuale né metaforica, in quanto esemplari per trasparenza semantica) bensì sembrerebbero assolvere a quell’unico bersaglio dinanimista.

 

     Il titolo, I bisbigli di un’anima, è di fatto la letterale specificazione del dinanimismo, in quanto comprensivo della dinamicità dell’Anima. Se è vero che l’anima non partecipa ai rumori molesti del corpo che la rappresenta, potrebbe però essere altrettanto vero che, proprio in forza della parola trascritta nella poesia, essa possa persino cantare ed urlare a squarciagola. Ma, l’implicita sinestesia (e qui sta davvero il piatto forte della poesia di Zairo Ferrante, che snocciola un espediente assai più incisivo della metafora), vuole dimostrare che, nella costruttiva meditazione dell’anima, il suo inappagabile silenzio non vuole farsi stridente portatore di proclami, bensì ama unicamente essere un sussurro latore d’amore, di pace, di giustizia… bisbiglio (tendente a rappresentare un ossimoro di forte sonorità) di sola verità, che comunque, nella sua ponderata posa, sa a sua volta farsi icasticamente prorompente.

 

     Lo scrivere in versi di questo poeta è appunto e soprattutto un inno all’Amore. 

 

 


Ferrara, ottobre 2011


*RECENSIONE RICEVUTA DIRETTAMENTE DAL CRITICO, POETA E SCRITTORE EMILIO DIEDO.

**INFO SU ACQUISTO: http://www.autoriitaliani.it/autoriaffiliati/zairoferrante/

 

 

 

 

DA IL FONDO MEGAZINE: Edizioni Heliopolis e il libro-manifesto ” Per una nuova oggettività “

Sarà disponibile entro breve, il libro-manifesto edito dalla Heliopolis Edizioni e curato da Sandro Giovannini, di cui più volte, su Fondo, abbiamo discusso. Di seguito la nota programmatica del curatore.

La redazione de ” IL FONDO MEGAZINE DI MIRO RENZAGLIA “

Libro-manifesto
Per una nuova oggettività
popolo, partecipazione, destino

Nel presentare il lavoro appena impostato più di un anno fa e sostanzialmente compiuto e tra poco in distribuzione, possiamo compiere alcune considerazioni, spero oneste e non trionfaliste. Anzi speriamo sostanzialmente autocritiche, se sempre, siamo convinti, ci debba assistere una forte insoddisfazione per ciò che noi stessi raggiungiamo, anche con sforzo notevole, per ambire a sempre maggiori risultati. Oltre 150 adesioni formali, oltre 90 contributi scritti riordinatisi naturalmente per “Argomenti”, a seconda di vocazioni ed attitudini. Ma al di là del dato numerico che potrebbe significare molto e poco, assieme, ciò che conta è verificare se da questo sforzo, che non ha oggettivamente eguali comunque negli ultimi decenni, venga fuori una prospettiva di lavoro utile. Nella Postfazione di Sessa, compiuta per necessità strumentali a circa ¾ del lavoro complessivo e quindi non includente necessariamente la totalità delle sollecitazioni derivanti dai contributi stessi, ma che con grande capacità coglie gli elementi fondanti tale insieme di espressioni, viene definita una “identità plurale”, non come minus, ma come una speranza di “fuoriuscita dall’apatia al progetto”, con implicita una “forte motivazione inclusiva”. Le prospettive sono le più varie “geo-filosofiche, estetico-politiche, psicologico-archetipali”, e questo oltre ad essere scontato è anche, a ben vedersi, una potenzialità spendibile in ogni campo, per articolazione e complessità. Il tutto sostanzialmente perché si è saputo comunque “pensare in modo critico l’identità ideale ed esistenziale prodottasi nel corso della nostra microstoria”. Proiettivamente, per usare ancora le sue parole: “felicità è agire” per riconoscere “le isole in arcipelago” e perché si riveli l’utopia come “sempre transitabile”.

Ora consideriamo quale è (ancora e sempre più ) attualmente il nostro punto di partenza. Una terra desolata ove le nubi della “smobilitazione ideale” ovvero della smobilitazione totale, operano trombonescamente e livide di rabbia contro ogni conato, prevedibile e sacrosanto, si opponga ad una deriva di fallimento prima spirituale ed animico e poi materiale ed economico. I pochi (o molti?) che si potrebbero opporre ancora con dignità di vita alle spalle ed indipendenza dimostrata spesso non vogliono più rischiare ulteriori delusioni o prevedibili fallimenti e così si ritirano in una torre ben difesa ed arredata, dalla quale fanno spesso solo singolari escursioni preoccupate e rapidissime, certo non favorite dal mugghiante e dolorante contorno di sommersi e salvati ed a tutto ciò presiede una cupola mediatica, sorta di ripetitore osceno sulle colline, che racconta fandonie insulse e vellica i peggiori istinti di fine ciclo.

Potremmo anche sorridere amaramente ma ciò non ci esime dal combattere per ottenere ciò che vogliamo con tutte le nostre forze, riordinando gli animi, i pensieri, le fila, le utopie. Lasceremo agli altri, perché l’abbiamo già fatto noi, prima ancora di cominciare, riscontrare ogni caduta di livello inscusabile, ogni monomaniacalità necessitata, ogni ingenuità prevedibile, per concentrarci sul possibile e sul giusto.

Diremo ancora di più e forse di peggio, e questo per avversari ed anche per amici: ciò che ci preoccupa non è la nostra diversità interna, che ad un occhio meno arreso alla quotidianità e meno arroccato sul nomadismo e l’anarcoidismo che va oggi tanto di moda – ulteriore segno dei tempi – non è metro di scandaglio profondo ma solo osservazione della tempesta superficiale, ma forse una relazionata concentrazione (semplificazione?) di diversità reale ed antagonista… quella che ci dovrebbe condurre al primato ed alla vittoria, per gradi. Per chi ha letto, parola per parola, i pensieri dei presenti ed anche degli assenti, di quelli che comunque potevano e dovevano esserci e non ci sono stati per disillusione, stanchezza od errata analisi di presunte inesistenti differenze, lo spavento non viene dalla diversità ma proprio dal contrario: cioè, al fondo, da un’accerchiata e dolente compressione del pensiero atto a creare il nuovo. Ovviamente all’interno dei parametri antiglobalisti, antiusurocratici, anticonsumisti, antiespropriatorii e relazionalmente popolari, partecipativi, differenzialisti, olisti e destinali. Tutti responsabilmente declinabili, ma tutti, per noi, invalicabili.

La necessità di una sorta d’urfuturismo – o chiamiamolo come vogliamo ma comprendendo endiadi ed ossimoro – quindi oggettivamente per principi espressi e per direzionalità scelte – è vitale e non solo spirituale, ideale, generazionale, artistica. E dobbiamo figurarcela come estranea a tutti i parametri della usualità borghese accettabile attuale, ovvero quel qualcosa che sta tra l’eccellenza senza paragoni (ovunque si verifichi) e la scorrettezza estrema del pensiero non assoggettato – almeno in prima battuta – ad alcun limite, né di tipo umanistico né di tipo confessionale ed una vitalità ritrovata e luperca che non deve prendere esempio da nessuno perché nessuno è in grado di darci ciò che non ci appartiene già, almeno come ipotesi di lavoro. Ogni volta nella storia in cui ci siamo accompagnati od affidati ad altro od ad altri siamo sempre miseramente falliti, prima o poi, perché la nostra vocazione è trovare la nostra strada da soli, in estremamente attenta ma perfetta autoreferenzialità, che è l’unico viatico, paradossalmente, anche per sopravvivere nel mondo globalizzato attuale. Auguri a noi.

Sandro Giovannini

http://nuovaoggettivita.blogspot.com/

 

 

 

PER UNA NUOVA OGGETTIVITA’

POPOLO PARTECIPAZIONE DESTINO”

 

Sommario del “Libro-Manifesto”:

I PARTE – Premessa:

Gian Franco Lami, Giovanni Sessa, Claudio Bonvecchio, Stefano Vaj

II PARTE – Argomenti contributi scritti di:

 

1 – Metastoria-Metapolitica: Gabriele Adinolfi, Giuliano Borghi, Giandomenico Casalino, Luigi Capozza, Giovanni Damiano, Germanico Gallerani, Carlo Gambescia, Aldo La Fata, Alberto Lombardo, Francesco Mancinelli, Luca Leonello Rimbotti, Alberto Rosselli, Marco Rossi, Andrea Scarabelli, Primo Siena, Piero Vassallo , Ubaldo Villani Lubelli.

2 – Geopolitica: Leonardo Clerici, Giulio Maganzini, Matteo Marconi, Marino Micich.

3 – Geofilosofia-Ecologia: Giuseppe Casale, Alberto Figliuzzi, Giuseppe Gorlani, Luigi Lombardi Vallauri, Simone Marletta, Paolo Aldo Rossi, Gianfredo Ruggiero, Giovanni Tuzet, Eduardo Zarelli.

4 – Simbolica-Psiche: Luciano Arcella, Mario Bernardi Guardi, Davide Bigalli, Francesco Cappuccio, Riccardo Campa, Sandro Consolato, Alessio De Giglio, Francesco Franci, Sandro Giovannini, Domenico Lancianese, Rita Catania Marrone, Roberto Sestito, Adriano Segatori.

5 – Etica-Politica-Economia: Vittorio de Pedys, Susanna Dolci, Luca Gallesi, Teodoro Klitsche de la Grange, Guglielmo Maria Lolli-Ghetti, Francesco Paolo Menna, Alberto B. Mariantoni, Riccardo Scarpa, Augusto Sinagra.

6 – Comunicazione:Marco Canestrari, Gaia Conventi, Marco Ferrazzoli, Alberto Figliuzzi, Maurizio Ganzaroli, Biagio Luparella, Elisabetta Oggero, GiuseppePuppo, Antonio Saccoccio, Francesco Sacconi, Luigi Sgroi.

7 – Estetica:

A) Arti Figurative: Ettore Bonessio di Terzet, Mario Bozzi Sentieri, Graziano Cecchini, Vincenzo Centorame, Vitaldo Conte, Alessandro Guzzi, Giuseppe Manzoni di Chiosca, Filippo Venturini,

B) Poesia/Letteratura: Manlio Bichiri, Brunello De Cusatis, Giuseppe Di Gaetano, Zairo Ferrante, Cesare Ferri, Sylvia Forty, Roberto Guerra, Bruno Labate, Anna Lamberti Bocconi, Ferdinando Menconi, Raffaele Perrotta, Miro Renzaglia, Riccardo Roversi, Paolo Silvestri,

C) Musica: Alberto Cesare Ambesi, Stefano Balice, Paolo Melandri, Marco Monaldi.

III PARTE – Appendice

1 – Postfazione di Giovanni Sessa; 2 – Note biobibliografiche, 3 – Elenco adesioni, 4 – Infolio di Sandro Giovannini; 5 – CD musicale di Mario Mariani

giovannini.sandro@libero.it

 

il libro-manifesto

per una

Nuova Oggettività
 
popolo partecipazione destino
 
può essere prenotato a 15 Euro
 
presso la libreria online: www.antichilibrionline.com
 
mail: libreriapandora@gmail.com
 
tel/fax : 0732-22882
 
Libreria Pandora, Piazza Fratelli Rosselli, 5 – 60044 – Fabriano (AN)
Pagamenti : Contrassegno, Paypal, Carte di Credito, Conto Corrente Postale, Bonifico Bancario.
Spedizioni : La Libreria Pandora spedisce entro 24 ore dalla ricezione del tuo ordine, dal lunedi al venerdi. Gli ordini che riceviamo durante il fine settimana vengono evasi il lunedì successivo.


Il libro-manifesto successivamente sarà messo
in distribuzione a 25 Euro
 
…per favore, indicare l’indirizzo postale ove inviare il libro-manifesto…
 
*data Uscita Libro 15 Ottobre 2011
Libro-Manifesto

L’Anima muta e mutante di Zairo Ferrante: Recensione di Roberto Guerra

 

 
IL LIBRO DEL DINANIMISMO
“I Bisbigli di un’ Anima Muta” Edizioni CSA
*di Roby Guerra
Florilegio number one dinanimista per il promotore Zairo Ferrante, sintesi essenziale dei primi anni della nuova poetica: dal 2009, esperimento letterario, neoumanista e postavanguardia, già rilanciato -per la cronaca- da “Style” il mensile inserto de Il Giornale, a cura di Girolamo Melis, e dalla prestigiosa rivista poetico-culturale “Isola Nera”, diretta dalla celebre poetessa sarda Giovanna Mulas.
Un volume cartaceo- “narrativo”… saggistico, “storico-poetico” dell’ancor giovane talento salernitano e anche ferrarese (dove risiede ancora e da alcuni anni): nella città estense ha esordito, subito segnalandosi con una prima raccolta poetica (per Este Edition), poi collaborando con il neofuturismo ferrarese (Asino Rosso giornale blog- l’editing Futurist Editions) e – per un certo periodo anche con il futurismo “scientifico” transumanista.
Come accennato l’antologia minima attuale, memorizza e segnala il divenire ancora d’infanzia per la giovane biografia del neomovimento, approdato in certa futuristica sociale, nello stesso tempo mirabile prova non facile di fare poesia, fare parola, fare anima, fare avvenire, da bordi squisitamente umanistici e – criticamente parlando- non distante da certa visione atopica o archetipica, cara a maestri della psicologia o dell’estetica contemporanea, di neomatrice postromantica, quali il celebre James Hillman (il principale erede di un certo Jung) che il ben noto in Italia, Franco Rella.
Sulla figura-sfondo più recente di certa poietica… sociale post-realista, filtrata attraverso certa ecopoetica di poeti e scrittori, quali lo stesso Girolamo Melis, Giovann Mulas, Gabriel Impaglione e diversi altri.
Non ultimo un certo numero di nuovi talenti, gravitanti oggi nel Dinanimismo, tra appunto certo bordo neoromantico e altri vettori più futuribili. Una “sostenibile e godibile Leggerezza dell’Essere (d’Avantgarde).  

 

RECENSIONE TRATTA DA:

http://futurismo2000.blogspot.com/2011/08/lanima-muta-e-mutante-di-zairo-ferrante.html

 
 

PARTE DEL RACCONTO INTRODUTTIVO DE “I BISBIGLI DI UN’ANIMA MUTA” di Zairo Ferrante ( CSA – editrice 2011)

9788896703526.jpg<<Caro, mio Nonno!>> esclamò il giovane soldato. <<La mia
disperazione è dovuta al fatto che, in base a quanto mi è
possibile calcolare, ritengo sia difficile, se non impossibile,
restituire l’Anima all’uomo del mio tempo.
Potrò riportare in avanti tutti i romanzi, tutti i poemi e tutte le
poesie della storia, ma ormai ho paura che nessuno sarà in
grado di spiegarne il vero senso, le verità nascoste in esse,
l’essenza profonda di questo cumulo di parole.
Temo sul serio che l’anima sia perduta, perduta per sempre
nel senso della poesia, nella magia di un verso, nei righi di un
romanzo che nessuno potrà più spiegare e nessuno potrà più
capire.
Il modo, l’approccio, l’abitudine e la pazienza a ricercare la
vita e il cuore nelle parole si sono smarriti e con essi si è perso
anche il senso delle parole stesse, che risultano un inutile
susseguirsi di caratteri vuoti che non nascondono nulla e non
insegnano nulla a causa dell’incapacità dell’uomo nuovo di
coglierne il senso profondo.
Prego te ed i tuoi fratelli affinché salviate quest’anima,
affinché custodiate queste poesie e il loro significato
profondo… se vi sta a cuore il destino dei vostri figli.
Se volete davvero proteggere i vostri nipoti.

*Florilegio number one dinanimista per il promotore Zairo Ferrante, sintesi essenziale dei primi anni della nuova poetica: dal 2009, esperimento letterario, neoumanista e postavanguardia, già rilanciato -per la cronaca- da Style il mensile inserto de Il Giornale, a cura di Girolamo Melis, e dalla prestigiosa rivista poetico-culturale Isola Nera, diretta dalla celebre poetessa sarda Giovanna Mulas.

*Nota critica di Roberto Guerra tratta da: http://thefuturist.splinder.com/post/25025612/il-libro-del-dinanimismo-zairo-ferrante-i-bisbigli-di-unanima-muta

Note per l’acquisto:

A parte quelle librerie che hanno copie in conto deposito, il libro può essere acquistato o ordinato in tutte le Librerie fornendo il titolo e l’autore, e, se richiesto dal libraio, indicando uno dei seguenti Distributori nazionali: CSA PROMODIS (www.csapromodis.it) – EDIQ Distribuzioni (www.ediq.eu) – LS Distribuzioni (www.lsc.it).

Per ordinarlo alla CSA PROMODIS si può telefonare o mandare un fax al numero 080 4030109, o inviare una e-mail a ordini@csapromodis.it o compilare il modulo d’ordine su www.csdapromodis.it .

Il libro è anche acquistabile su tutti i maggiori siti specializzati online: www.ibs.it, www.unilibro.it, www.lafeltrinelli.it, ecc.

**Per acquistare il libro ora, accedere sito: AUTORI ITALIANI

** Per maggiori info sull’Autore: http://zairoferrante.xoom.it/

( CARATTERISTICHE VOLUME: Raccolta di saggi, racconti e versi intorno alla poesia – pagine 90 – prezzo 10,00 euro cod. ISBN: 978 – 88 – 96703 – 52 -6 )

 

 

 

 

“I BISBIGLI DI UN’ANIMA MUTA” ultimo libro di prosa, versi e dinanimismo di Zairo Ferrante (CSA-editrice 2011)

“I BISBIGLI DI UN’ANIMA MUTA”
Prosa, Poesia e DinAnimismo
di
Zairo Ferrante

Edito da CSA-editrice 2011

( CARATTERISTICHE VOLUME: Raccolta di saggi, racconti e versi intorno alla poesia – pagine 90 – prezzo 10,00 euro cod. ISBN: 978 – 88 – 96703 – 52 -6 )

9788896703526.jpgUna raccolta di saggi, racconti e versi intorno alla poesia. Un libro che invita a ricercare il mondo nella poesia e la poesia nel mondo. Parole che spingono ad ascoltare la propria Anima per non smarrirsi nel correre veloce dell’Umanità. Un’esaltazione del verso dai “mille usi” e della “Poesia come Madre buona di tutte le cose del Mondo”. Pagine che esortano a costruire il proprio personale viaggio senza tracciarne, anticipatamente e oggettivamente, il sentiero.
Una professione d’Amore verso l’Uomo e le meraviglie del suo Mondo.
Un invito poetico a guardarsi dentro e a immergersi nella propria vita per non subire, con superficialità, quella imposta da altri. (Nota tratta dalla quarta di copertina)

Note per l’acquisto:

A parte quelle librerie che hanno copie in conto deposito, il libro può essere acquistato o ordinato in tutte le Librerie fornendo il titolo e l’autore, e, se richiesto dal libraio, indicando uno dei seguenti Distributori nazionali: CSA PROMODIS (www.csapromodis.it) – EDIQ Distribuzioni (www.ediq.eu) – LS Distribuzioni (www.lsc.it).

Per ordinarlo alla CSA PROMODIS si può telefonare o mandare un fax al numero 080 4030109, o inviare una e-mail a ordini@csapromodis.it o compilare il modulo d’ordine su www.csdapromodis.it .

Il libro è anche acquistabile su tutti i maggiori siti specializzati online: www.ibs.it, www.unilibro.it, www.lafeltrinelli.it, ecc.

**Per acquistare il libro ora, accedere sito: AUTORI ITALIANI

** Per maggiori info sull’Autorehttp://zairoferrante.xoom.it/

 


Recensione Dinanimista

 

Gamberoni_jpgMEDIA.jpg“IO SIAMO” di CLAUDIO GAMBERONI (este-edition 2010)

Recensione di Zairo Ferrante


“Io siamo” è la raccolta poetica di Claudio Gamberoni edita da este-edition.

Opera prima espressione di una poesia realmente sentita, vissuta in prima persona.

Componimenti che, con una cifra linguistica crepuscolare, immortalano e descrivono i più alti interrogativi del genere umano.

Un libro che parla di anima con le parole dell’uomo.

Un’opera che, con estrema lucidità, regala l’impressione del tempo che scorre.

Un invito a scoprire l’universo che si nasconde nell’intimo di ogni lettore, ma anche un invito a condividere quest’universo con il resto del mondo.

Una spinta per un nuovo Umanesimo fatto di condivisione e di collettività.

Pagine effettivamente DinAnimiste in cui l’Anima Mundi regna sovrana arrivando perfino a sfidare la morte.

Versi che, con disarmante semplicità, collocano l’Io al centro dell’essere ed in cima all’esistere.


IO SIAMO


Io?

Chi, io?

Io non sono io.


Io siamo!


E come altro potrebbe essere

se anche tu, mio Dio, non sei,

non sei solo tu ma siete:


siete Padre, Figlio

e Spirito Santo.

Per Acquistare il libro: http://www.este-edition.com/prodotti.php?idProd=462

 

RECENSIONE “UN’ALTRA VITA” di Paolo Ruffilli

altra%20vita-light.gif“UN’ALTRA VITA” di Paolo Ruffilli (Fazi editore 2010)

Recensione di Zairo Ferrante

Più che un libro è un felice sorpresa l’ultima prosa dello scrittore Paolo Ruffilli.

Avevo già letto e riletto i suoi versi e non avrei mai pensato che un Poeta avesse potuto racchiudere ed affidare tutta la sua “arte” ad una prosa semplice ma, nello  stesso tempo, profonda e scorrevole come quella scoperta in “un’altra vita”.

Un libro che si legge con scorrevolezza, curiosità e tanta avidità…. insomma, oserei dire (senza voler scivolare nella banalità), che ci troviamo di fronte ad un ulteriore capolavoro del notissimo Poeta veneto.

L’Amore che lo scrittore racconta viene magistralmente relegato in un contenitore apparentemente finito, quello delle stagioni e questo diviene un trampolino di lancio verso un dolce smarrimento temporale che, vivo, pervade il lettore già dalle prime pagine del libro.

Inoltre, la mancanza di nomi propri e di riferimenti temporali ben precisi trasformano queste storie in molteplici specchi in cui ogni uomo può, con immensa semplicità, vedere riflessa la propria anima.
A rendere il tutto più suggestivo è la Poesia, che zampilla felice sin dall’inizio  e che fa da cornice al sensuale consumarsi dell’amore.  

“…ecco le stelle di San Patrizio manto d’oro che il santo ha steso sulla nostra terra……” oppure “color, bianco, perla, grigio-azzurro e ocra……..c’era ad unirli perfino un sogno….. ciascuno l’aveva sognato per suo conto” o ancora “….ma la sua vita intanto le si agitava dentro scivolando tra le pieghe del ricordo” .

Tutte frasi che se prese singolarmente diventano splendidi versi di vita.

Vita che, per di più, viene felicemente illustrata in chiari “spaccati” di quotidianità come ad esempio: “tutte persone condannate al chiuso delle stanze, prigionieri di uffici, di aule e negozi. Con l’avversione ormai per l’aria aperta”.

Insomma, un libro che cinge d’alloro la già meravigliosa carriera di un “sempreverde” Maestro.

Un libro che può donare una dimora all’amore che l’ha perduta.

Un libro che può rendere consapovele chi quella dimora già l’aveva e forse non se n’era accorto. 

Zairo Ferrante

Per leggere la scheda del libro:  http://www.fazieditore.it/scheda_libro.aspx?l=1306

Pagine:«123