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PIERFRANCO BRUNI: poeta e scrittore italiano – anima del nostro ricco SUD – candidato al nobel per la letteratura.

Bruni-Urfuturismo-mix-420x315Nel 2014, La Carmelina Edizioni a cura di Federico Felloni, con sede a Ferrara, del Gruppo editoriale Este Edition, ha edito l’ebook di autori vari “Urfuturismo (Al di là della destra e della sinistra eBook version)”2014, a cura di Roberto Guerra e Sandro Giovannini (Scuola romana di filosofia poltica).

Tra i numerosi autori,  alcuni ben noti nel panorama nazionale, ricordiamo i ferraresi: Emilio Diedo, Sylvia Forty, Zairo Ferrante, Raimondo Galante, Maurizio Ganzaroli, Riccardo Roversi, Marco Tani ed i vari e rilevanti Sandro Battisti, Mauro Biuzzi, Pierfranco Bruni, , Riccardo Campa, Giuseppe Casale, Vitaldo Conte, Antonio Fiore, Luca Gallesi, Miroslava Hajek, Giuseppe Manias, Giancarla Parisi, Daniela Rispoli, Antonio Saccoccio, Giovanni Sessa, Luca Siniscalco, Stefano Vaj.

Proprio Pierfranco Bruni, vicepresidente del Sindacato Libero Scrittori Italiani ( vedi link ), giornalista, poeta, biografo, direttore archeologo coordinatore del Ministero dei beni e delle attività culturali è candidato nella Rosa per il premio Nobel per la Letteratura.

Un dato rilevante della produzione di Bruni sono le traduzioni dei suoi lavori. È tra gli scrittori italiani maggiormente tradotto nei Paesi Esteri: dall’Albania alla Tunisia, da Santo Domingo in Francia, dall’Inglese addirittura alle lingue minoritarie. È spesso ospite nelle Reti Rai per parlare della sua letteratura. Tra i suoi numerosi libri e raccolte poetiche l’ultimo La Pietra d’Oriente è stato appena presentato a Madrid.

La Presentazione ufficiale della Candidatura al Nobel è fissata per il prossimo 24 Marzo.

NOTIZIA TRATTA DA: http://www.estense.com/?p=446199

A tal proposito invitiamo a leggere questo “articolo” su Bruni, scovato in rete e scritto da Elisa Rende, autrice di un saggio dedicato all’Autore e ai suoi 40 anni di attività e dal quale estrapoliamo questi versi:

Poi arriva l’alba…”

“Io, Asmà

Mio amato. Desiderio o destino. Io sono Asmà

e ti cerco nella confusione delle parole. Sono donna

di mare con le nuvole che navigano i miei occhi.

ho carezze tra le mani

che dedico ai tuoi silenzi.

parlami con dolcezza come tu sai fare.

tu sei il mio inganno

e la mia perfezione

ti bacerò

con le mie labbra di sabbia

e di acqua”.

… continua su: http://pierfrancobruni.weebly.com/nel-raccontare-di-pierfranco-bruni-a-40-anni-dalla-sua-prima-pubblicazione.html

RIFLESSIONI A MARGINE di “Inno alla Vita” il libro in memoria dei suicidi di stato di Loris Facchinetti e Girolamo Melis. di Zairo Ferrante

RIFLESSIONI A MARGINE di “Inno alla Vita”

 il libro in memoria dei suicidi di stato di Loris Facchinetti e Girolamo Melis.

di

Zairo Ferrante

Schermata 2015-01-09 alle 10.46.18L’ho ricevuto per posta, l’ho aperto e l’ho letto.

Un piccolo libro, con una copertina semplice, che racconta la storia di oltre 100 uomini che si sono suicidati.

Circa duecento pagine che ricordano i vari Mario, Giuseppe, Giancarlo, Arcangelo etc. etc., tutti accomunati da un medesimo destino: il suicidio!

Un atto compiuto non per pene d’amore o per delusioni familiari ma per motivi lavorativi, in alcuni casi per debiti o, in altri, per fallimenti di aziende o di imprese.

Un gesto dettato dalla nostra economia che, sempre più spietatamente, ci ordina di essere o tutto o nulla.

E questi uomini ( anche loro padri, nonni o figli di famiglia ) han provato con forza ad essere quel tutto, forse hanno commesso qualche errore… è vero! Chi lo può sapere!

Fatto sta che son finiti per essere “nulla” agli occhi di un sistema che fino a qualche tempo prima li aveva foraggiati, incoraggiati, spinti e finanziati e, come spesso accade in questi casi, quando chi dovrebbe proteggerti ti volta le spalle facendo finta di non vederti, è ovvio che lo sconforto finisce per prendere il sopravvento.

Così m’immagino tutte queste storie, uomini che hanno lottato e fatto di tutto per restare a galla, gente disposta a tutto pur di non vedere svanire nel silenzio tutti i sacrifici di una vita.

Sì, proprio disposti a tutto, perfino ad accollarsi mutui trentennali ma ( e come dargli torto ) assolutamente non disposti a perdere la propria dignità.

Certo, qualcuno mi potrà dire che la sola dignità non riempie la pancia e non riscalda nelle sere d’inverno,

qualcun altro obietterà dicendo che di sola dignità non si vive ed io dico che quel qualcuno e quel qualcun altro hanno effettivamente ragione.

Di dignità non si può vivere perché la dignità è essa stessa la Vita.

Immaginiamo di togliere ad un fiore la dignità dei fiori e poi chiediamoci: che scopo avrebbe mai un fiore senza la dignità che gli compete e che da sempre lo contraddistingue?

Beh, la risposta mi sembra ovvia: nessuna.

E allora mi pongo un’altra domanda: si può vivere senza uno scopo?

Ed anche in questo caso la risposta è semplice: no!

Quindi mi fermo, respiro e muoio, solo per un attimo, quel tanto che basta per convincermi ancor di più del fatto che nessuno dovrebbe mai arrogarsi il diritto di sottrarre la dignità e lo scopo agli Uomini.

Proprio nessuno.

Specie quando questo nessuno si chiama “stato civile”.

Ecco che a partire da oggi, per non diventare anche io un ladro di dignità, nel mio piccolo mondo abbraccerò i miei amici e cercherò di combattere un’altra silenziosa e personale battaglia, quella che proprio l’amico Girolamo Melis e Loris Facchinetti, forse inconsapevolmente, mi hanno suggerito tramite il loro libro “Porgeremo la nostra mano prima che la mano dell’Altro si levi verso di noi per chiedere. Non avremo nemmeno bisogno di tendere l’orecchio per ascoltare il pianto e il grido del nostro vicino. Ce ne saremo accorti prima. Ce ne stiamo accorgendo ora*. ( * dalla quarta di copertina di Inno alla vita ) “

ZF

Il libro lo trovi su: http://www.amazon.it/Inno-vita-memoria-suicidi-Stato/dp/8826707006/ref=sr_1_1/279-4041953-6664540?s=books&ie=UTF8&qid=1424185712&sr=1-1

Arte Contemporanea oggi…. secondo Graziano Cecchini – da AsinoRosso.it –

6-anniversario-fontana-trevi-rossa-graziano-cecchini-466x450Prima si dovrebbe tentare di capire cosa vuole essere l’Arte Contemporanea oggi…. Ormai sembra che “arte contemporanea” debba coincidere per forza con “provocazione”. Purtroppo però assistiamo solo ad una provocazione fine a se stessa, senza contenuti e senza Vera provocazione. Esibire porno star e corpi nudi oggi, non significa provocare. Significa copiare la provocazione di ieri. Oggi la vera provocazione sarebbe mettere in mostra una vergine! Altro che pornostar! La gente è stanca di assistere a questi spettacoli, non la coinvolge e non vuole più sentirsi presa in giro. Ecco i miei artisti contemporanei, dopo e con Marinetti!: Giotto, Mantegna, Michelangelo, Raffaello e Cimabue, Van Gogh, Munch, Modigliani, Dalì, Picasso, Balla, Boccioni, Prampolini e Depero… pensate all’emozione che a distanza di tempo provocano ancora oggi. Non esistono confini temporali, geografici, culturali. Emozionano e basta. Hanno qualcosa da dire oggi e a tutti. Questa è contemporaneità.. L’Arte, non deve essere spiegata, deve essere l’espressione di un sentimento universale, tradotto in linee, colori e forme. Deve essere la traduzione di un sentire comune nonostante le differenze individuali. Comprensibile, accessibile, stimolante e anticonformista. Oggi come oggi c’è più conformismo in una pornostar che in una natura morta. E pornografica è l’Informazione: Ogni tanto fanno, come noto, grande manifestazioni per la libera stampa e la libera informazione. Ma è un bluff, un simulacro. Libera ..da che cosa? Un gatto che si morde la coda- Le persone libere non hanno bisogno di gridare e urlare… Il controllo dei Media è assoluto, ma in forme meno primordiali di quanto dicano giornalisti di sinistra e anche di destra cosiddette… Libertà di stampa e d’informazione da Berlusconi o Monti o Letta o Renzi, per sostituirlo con un altro big Brother? In realtà, i quotidiani sono sottomenu del potere editoriale e quest’ultimo delle Banche, in Italia comandano le Banche…. Il vero Regime esoterico e segreto (ma alla luce del Sole!). In realtà quando si è liberi di urlare e gridare in televisione o in piazza per la libertà di parola, stampa, informazione è anche un controsenso evidente…. In profondità il conflitto è individuale.. tra l’Imbecillità e la Creatività
Come magari anche a Roma: Nulla di nuovo sotto il Sole Romano, altro che libero e giocondo… I giovani a Roma sono costretti ad una esistenza virtuale, praticamente non esistono. La cultura è tornata nelle catacombe! Roma è soltanto una capitale abitata da fantasmi di Pietra. Come magari anche le…. celebrazioni del centenario futurista del 2009, almeno parzialmente :Molte celebrazioni istituzionali o accademiche doverose, appunto celebrazioni, anche positive se si vuole, ma tutte anche ovattate, per edulcorare il senso tutt’oggi rivoluzionario del futurismo; centenari tipo bricolage, o puzzle dell’ultimo saldo…. Il buon Bondi (e non il peggiore, meglio lui di Bonito Oliva) che raccoglie il centenario francese del Centre Pompidou, lo importa a Roma all’ultimo minuto, perché Veltroni si era dimenticato! E così via. Appunto per congelare la persistente vitalità del futurismo e di Marinetti.Vitalità contemporanea come, invece, abbiamo dimostrato io e gli amici futuristi di Ferrara, ( l’abbiam portato su Rai Due nello speciale più importante sul centenario trasmesso alla vigilia); i futuristi stessi transumanisti di Riccardo Campa e Stefano Vaj . Oppure anche altri compleanni e non celebrazioni son state fatte a Catanzaro, Bergamo- i Connettivisti fantascientifici- e pure a Cagliari dai giovani Netfuturisti del web, ancora, a Roma e Lecce dal gruppo di Antonio Fiore e Luigi Tallarico (del giro eroico post1944 fino agli anni novanta di Futurismo Oggi e Enzo Benedetto, quando i futuristi erano azzerati per stupidi motivi ideologici).
La Fontana Rossa, invece è ancora una grande evento, se ne parla ancora, nonostante oggi, era elettronica, 1 anno equivalga a 10; ogni anno ad esempio aumenta del 30% circa la pubblicazione di ricerche scientifiche Purtroppo, anche per quanto sopra, persino il Medioevo sarebbe già scenario ottimista: temo ancor più indietro, oltre Aristotele, oltre Platone (anzi, magari, qua!): politicanti ed economisti dovrebbero invece rivedere 100 volte 2001 Odissea nello spazio di Kubrick, genio futurista! L’ouverture con l’homo neppure erectus che lancia in cielo un osso di mammut o simile… Questo è il probabile futuro…. Come sempre l’unica speranza sono i giovani, magari alla luce di Internet, futurismo non stop!: morte le ideologie soltanto nuovi slanci vitali, l’ideale del sopra-vivere e non del pur comprensibile sopravvivere (magari pianificano tutto a 20 anni, lavoro pensione e tomba a rate già prenotata).
Il futurismo scientifico offre le Macchine e le Idee per una nuova Igiene del Mondo aggiornata…. Purtroppo lo stato delle cose e lo status quo, ora, sono altri; un poco come l’autore che ha affermato in un libro… frase straordinaria e agghiacciante: “meglio godersi la guerra: la pace è molto + dura!” Ma chissà: magari, altre guerre puramente virtuali, voglio dire certa moda giovane di certi video games, in tal senso, indicano una speranza, un altro futuro, un vero futurismo sociale. Come sognava persino Gramsci che aveva ben capito l’essenza del futurismo, finalmente se ne parla:“I futuristi hanno avuto la concezione netta e chiara che l’epoca nostra, l’epoca della grande industria, della grande città operaia, della vita intensa e tumultuosa, doveva avere nuove forme, di arte, di filosofia, di costume, di linguaggio”. Ecco il mio futurismo: ha la stessa concezione, la stessa forza. Il futurismo di domani non parlerà + di futurismo,… sarà il futurismo.

CONTINUA SU: http://www.asinorosso.it/marinetti-e-la-contemporary-art/

A Ferrara il nuovo quotidiano on-line… libero, indipendente e irriverente “ASINOROSSO.IT”

pubblicitàIl quotidiano online Asino Rosso nasce dall’esigenza di avere un giornale libero e indipendente.

R.G.
Dall’esperienza pluriennale (2008) del Giornale blog Asino Rosso, di taglio futuristico, nasce nel 2015 l’omonima testata, articolata in dinamiche meno avanguardistiche e più divulgative. La filosofia editoriale e mediatica resta la stessa, semmai ora più accentuata: sempre focus Ferrara ma vista in chiave sistemica e non “provinciale”, connessa in un gioco feedback con l’Italia e non solo, dal punto di vista metapolitico, culturale, tecnologico, anti-ideologico e sempre d’opposizione.
Buona rivoluzione conservatrice 2.0…

Direttore Responsabile:
Lorenzo Barbieri

Redazione:
Roberto Guerra
Alberto Ferretti

Collaboratori:
Pierluigi Casalino (Imperia) , Graziano Cecchini (Roma), Gianni Correggiari (Bologna – Buenos Aires), Emilio Diedo (Ferrara), Zairo Ferrante (Ferrara), Sandro Giovannini (Pesaro), Stefano Guglielmini (Ferrara), Massimiliano Mazzanti (Bologna), Daniela Rispoli (Bologna), Antonio Saccoccio (Roma), Luigi Franco Sgroi (Milano), Luca Siniscalco (Milano), Massimo Viglione (Roma), Kitty Vinciguerra (Ferrara)

LEGGI TUTTO SU: http://www.asinorosso.it/

Kitty Vinciguerra e Laura Corsini ad ogni costo… su “La notizia h 24”!!! by Roby Guerra

FRONTE-Kitty-ad-ogni-costo_Vinciguerra-Concetta-01-FILEminimizer-209x300Roma, tra Helmut Newton e John Lennon, intervista a Kitty Vinciguerra e Laura Corsini

gennaio 21, 2015 • Cultura e Spettacolo

 

Per Kitti Vinciguerra e Laura Corsini  “Kitty ad ogni costo” (Davidand Matthaus edizioni, 2014), intervista alle autrici. Un libro rivelazione di fine 2014, scritto a 4 mani, fulgido esempio di una nuova scrittrice atemporale, da cui questa biografia ammaliante e avvincente e perturbante, socialmente scorretta, espressa con cifra letteraria d’alta stoffa…Non ultimo, focalizzata anche nella stagione d’oro de La Dolce Vita di Fellini e la Eckberg,  sinergie personali  stesse persino con figure icone super pop quali Helmut Newton e John Lennon..  K. Vinciguerra si era già segnalata per la raccolta poetica softerotica “Una carezza al cuore” (CSA)

 

D-  Una biografia a 2 voci, tra poesia, arte e vita, quasi come un surf, esatto?

Buongiorno, Roberto. Sì, la biografia Kitty ad ogni costo è un testo in cui arte e vita si mescolano, tanto che è impossibile distinguerle fra queste pagine. D’altronde la vita stessa di Kitty è all’insegna dell’arte, dell’eleganza e del bello. Ma tutto questo non coincide con futilità. La nostra protagonista ha sofferto, e tanto, perciò in lei la bellezza è sempre accompagnata da una grande profondità d’animo e una straordinaria sensibilità, oltre a un rispetto assoluto per gli altri. Questa biografia credo che sia originale proprio per questo motivo: si parla di bel mondo, di cinema, moda, ma nulla qui è frivolo e superficiale, lo spessore di queste pagine è sempre notevole, in una veste comunque di piacevole lettura. Non so se sia come andare in surf, ma comunque garantiamo una grande emozione.

 

D-  Tra Infanzia, una vita quasi immaginifica (tra Piazza Armerina e Lennon ecc) e poi il fiorire letterario successivo: un viaggio del tempo paradossale?

Tra Piazza Armerina e Lennon pare esserci un abisso. E invece no. Entrambi contengono la fiaba e la magia, quella complicità che serviva a Kitty, bambina prima e donna poi, per vivere e sognare, per sentirsi appagata e poter sprigionare tutta l’energia che sempre l’ha caratterizzata, insieme a una capacità artistica ed espressiva fuori dal comune. Piazza Armerina, Lennon e non solo sono le armi con cui la nostra eroina riesce a combattere le sue lotte quotidiane. Immaginiamola in un mondo ostile, estraneo, in cui lei era e si sentiva estranea. Immaginiamo le violenze (fisiche e psicologiche) le delusioni, le amarezze, e capiremo quanto Kitty avesse bisogno di sognare, di proteggersi, di volare lontano, almeno con la fantasia.

…CONTINUA: http://lanotiziah24.com/2015/01/roma-tra-helmut-newton-e-john-lennon-intervista-a-kitty-vinciguerra-e-laura-corsini/

UN LIBRO O UN CASO? Ma è “Suicidio” l’umiliazione, la condanna a morte di un Popolo Operoso da parte dello Stato?

Schermata 2015-01-13 alle 12.09.21“INNO ALLA VITA” – ERANO NOSTRI FRATELLI, LO STATO LI HA SUICIDATI.

Un libro di L. Facchinetti e G. Melis

Che c’entra il Suicidio con la Legge? Con le Regole Democratiche? Con l’Ordine Sociale? Con la Costituzione? Con Equitalia? Con la negazione di un piccolo Credito?

Ma è “Suicidio” l’umiliazione, la condanna a morte di un Popolo Operoso da parte dello Stato?

“Inno alla Vita” è il grido che gli Italiani migliori ci rivolgono per incoraggiarci a non lasciare nel dolore senza speranza i loro figli, le loro famiglie, le loro città, i loro paesi, le botteghe artigiane, le fabbriche, i piccoli e grandi capannoni, i laboratori… ai quali lo Stato ha detto: “Voi no!”

Erano nostri fratelli e si sono arresi, ma…

Questo libro ha le loro firme, e ci chiede di onorarle.

Grazie.

**LEGGI SU: http://www.girolamomelis.it/2015/01/inno-alla-vita-erano-nostri-fratelli-lo.html

BUON ANNO 2015 DAL DINANIMISMO con l’Immenso Poeta … di Recanati!!!

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“Quella vita ch’è una cosa bella, non è la vita che si conosce, ma quella che non si conosce; non la vita passata, ma la futura. Coll’anno nuovo, il caso incomincerà a trattar bene voi e me e tutti gli altri, e si principierà la vita felice. Non è vero?”

― Giacomo LeopardiOperette morali

Foto postata dalla redazione liberamente tratta da: http://www.amando.it/cartoline/compose.php?imageid=1032

Da comunicati.net: In La Grande Guerra futurista i salernitani Vanessa Pignalosa (Pittrice) e Zairo Ferrante (Poeta)

downloadAA.VV. La Grande Guerra Futurista. World War I 15-18. centenario. Italo Balbo trasvolatore (La Carmelina edizioni, ebook, 2014, Ferrara-Roma) La Grande Guerra 15-18, è in primo piano per il centenario: si susseguono convegni, programmi televisivi, pubblicazioni. In Italia tali celebrazioni o ricordi si caratterizzano per il significato particolare del primo conflitto mondiale che vide l’avanguardia futurista in primo piano . Il libro digitale ebook in questione. a cura di Roberto Guerra e con prefazioni di Graziano Cecchini, Vitaldo Conte, Sandro Giovannini, Paolo Meladri, Antonio Saccoccio (tutti postfuturisti contemporanei) connette la Grande Guerra in una gamma assai ampia con la stessa fondamentale stagione futurista e con l’esito postumo del conflitto (ovvero l’era fascista) focalizzato sull’emblematica figura di Italo Balbo, eroe trasvolatore e uomo di regime. Circa 30 noti autori, scrittori, artisti e sociologi intervengono con apprezzabile spirito trasversale e anti-ideologico: Tra essi, di Salerno, la pittrice Vanessa Pignalosa e il poeta dinanimista Zairo Ferrante. La Pignalosa anche collaboratrice in Francia con Palette du monde” e cocuratrice a Napoli del Circolo Arianna,recente la sua produzione dell’antologia poetica Parlami d’Amore. Parlami di Vita. Ferrante, da tempo trasferitosi a Ferrara, laurea in Medicina nell’ateneo estense, autore di diversi volumi (l’ultmo è Bisbigli. di un’anima muta.), già segnalato anche dalla RAI(blog Poesia ) e il Mensile Style inserto de Il Giornale  Di seguito estratti chip… in merito dai loro interventi: Vanessa Pignalosa …” … La guerra vista come igiene del mondo fu fortemente voluta dagli intellettuali dell’epoca in un ottica di rigenerazione attraverso l’impiego di macchine e l’utilizzo del progresso scientifico a uso bellico. Io penso che la guerra inevitabilmente generi progresso che ambiguamente crei rigenerazione, però bisogna anche fare i conti con la morte, il sangue e la riduzione dell’uomo a numero in mano ai potenti.Le avanguardie futuriste influenzarono la letteratura, la danza, l’architettura e le arti in genere ma a mio avviso furono le arti figurative a trarne maggior vantaggio , basti pensare all’aeropittura… “. Zairo Ferrante…. ” (Il Futurismo) Avanguardia necessaria quando l’interventismo viene considerato come pura azione di pensiero atta a smuovere l’animo e la mente umana ( un dinanimismo appunto ). Sicuramente un “fare interventista” porta a produrre idee e, come sostengo da tempo, dopo 1000 idee da buttare sicuramente, per la legge dei grandi numeri, ce ne sarà una da salvare e coltivare. Ovviamente, come ogni cosa, anche il concetto di “interventismo”, se estremizzato, perde questa sua importante funzione “umanista” e si trasforma in perversione. .. * Gli altri autori: Lorenzo Barbieri Luca Calselli, Pierluigi Casalino, Gianluca D’Aquino, Daco, Alberto Ferretti, Antonio Fiore Ufagrà ,Paolo Giardini Stefano Guglielmini Giuseppe Manias, Vanessa Pignalosa, Maria Antonietta Pinna, Riccardo Roversi,…

….CONTINUA SU: http://www.comunicati.net/comunicati/arte/varie/341613.html

PER ACQUISTA L’E-BOOK: https://www.bookrepublic.it/book/9788896437872-la-grande-guerra-futurista/

Transhumanist Art In Italy, manifesto di Giancarla Parisi… firmato da numerosi Artisti e Uomini di Cultura

10556498_672017056245328_5587769349244344044_nLa nota affermazione di Marinetti sul disprezzo delle donne contenuta nel suo manifesto futurista, che in qualità di donna di primo acchito potrebbe lasciarmi attonita e disgustata, è in realtà solo figlia del suo tempo. Fortunatamente disponiamo anche di un punto di vista femminile sul futurismo: leggendo attentamente il coevo testo della Valentine de Saint-Point, autrice del Manifesto della Lussuria e del Manifesto della donna futurista, si comprende che egli non si riferiva tanto al genere femminile in toto, bensì a quel femminino molle, femminista e degenerativo trasversale ad ambo i sessi e ritenuto antipatriottico, antieroico, non attivista, pacifista e buonista, affatto adatto al “virile” progetto rivoluzionario futurista.  Quello che Valentine cercava di esprimere con le parole, un’artista idealmente a me molto vicina, Tamara de Lempicka, lo esprimeva egregiamente con i suoi tratti di pennello.Contemporaneamente, dall’altra parte del mondo e su basi ideologicamente contrapposte, Frida Kahlo esprimeva potentemente, attraverso le sue stigmate, l’archetipa sofferta energia femminile alla luce dei nuovi tempi.
Il prototipo di entrambe queste eroiche e “virili” protagoniste del XX secolo era Artemisia Gentileschi, la prima pittrice donna che realmente influenzò la storia della pittura del diciassettesimo secolo, contro ogni stereotipo oscurantista del ruolo femminile. Sempre dal futuro anteriore o ancora. Ora, nel XXI secolo, (quando tutti dovevamo avere macchine volanti) la condizione femminile non è poi così diversa da quella della Roma papalina della fine del Cinquecento: solo poche donne hanno il coraggio e l’onestà intellettuale di ribellarsi al vigente status quo ed esprimere se stesse e la propria vera natura femminile, anche usando il proprio corpo in risposta a quella etichettatura banale e bassamente sessista che oramai da secoli pesa su di noi. Artiste come l’Abramovic, la Vita-More, la Anderson, Madonna e pochissime altre ne sono testimonianza pulsante. Per quanto mi riguarda, io stessa, attraverso le mie opere transfuturiste, voglio generare nello spettatore un impulso elettrico che riaccenda quell’encefalogramma piatto tipico di gran parte dell’attuale umanità, risvegliando anche solo per un istante la coscienza di quelle poche emozioni che da sempre hanno distinto l’essere umano dagli animali e ultimamente anche dalle nascenti macchine pensanti. Che cosa è quindi il transumanesimo artistico, almeno in Italia, dopo ormai quasi 30 anni di transumanesimo internazionale, una decina dalle nostre parti, e dopo il ritorno del futurismo, conclamato dalla grande retrospettiva al Guggenheim del 2014 (a cura di Vivien Green.  L’ arte transumanista in Italia è attualmente operativa in alcuni percorsi complementari e sul piano concettuale fa ovviamente riferimento al Transumanesimo italiano e al neo futurismo o futurismo contemporaneo. Basti citare i vari Riccardo Campa, Stefano Vaj, Roberto Guerra, Antonio Saccoccio, Vitaldo Conte, Sandro Giovannini, Graziano Cecchini, Luca Siniscalco, Maria Antonietta Pinna (quasi tutti anche artisti o scrittori con una notevole pubblicistica editoriale di alto livello), che evidenziano la stessa sinergia contemporanea futurismo-transumanesimo… Stefano Vaj l’ha dichiarato anche in una intervista su hPLus magazine, Guerra l’ha scritto in diversi suoi saggi; Saccoccio, Guerra e Cecchini sono persino stati ospiti a Transvision 2010, il congresso internazionale transumanista. Cecchini è attivo nell’arte contemporanea pura d’avanguardia, prossimo sia alla Street Art che alla cosmopittura neorinascimentale, erede del dinamismo boccioniano e dell’aeropittura storica. La mia arte (contemporanea e strettamente Visual) si estende dalla nuova tradizione al digitale stesso: fonde la classica e antica tecnica pittorica dell’olio su tela ed esprime pienamente quel concetto di principio proattivo perfettamente in linea con le teorizzazioni dell’ artista multimediale Natasha Vita-More (madre dell’ arte transumanista internazionale) e spiritualmente espresse dalle performances artistiche di Marina Abramovic. Si potrebbe anche dire che musicalmente le mie opere amano le atmosfere acustico-tecnologiche della stessa Laurie Anderson. La mia pittura esprima anche una certa inquietante sensualità: per me non è un plusvalore volutamente aggiunto, ma semplicemente un riflesso inconscio della mia interiorità. Quello che faccio è profondamente ispirato alla mia esperienza lavorativa nel campo dell’industrial design e della modellazione matematica 3D, quindi ognuno può interpretarlo autonomamente, in base alla propria esperienza estetica. Infine, negli ultimi lavori, esposti nelle mostre Transhuman Woman e Omegalfa (nel 2013 e nel 2014), intendo esprimere quel misto di speranza e paura tipica degli “ultimi giorni dell’impero”, quando tutti, più o meno consapevolmente, stanno traghettando attraverso quel periglioso tratto di mare che conduce verso una nuova e misteriosa epoca della nostra storia, che per la prima volta potrebbe diventare finalmente transumana, sperando altresì che non diventi inumana.
 
Giancarla Parisi, Pittrice, Torino

Il regalo dinanimista: “Tonalità d’autunno” di Rainer Maria Rilke

Rainer_Maria_Rilke,_1900L’aria raggela, come nella stanza
d’un moribondo, alle cui porte chiuse,
tacita e ritta, già la Morte origlia.

Sovra gli umidi tetti, un balenìo
scialbo s’adagia: quasi di candele
ripalpitanti in guizzi d’agonia.

Rantola l’acqua via per le grondaje;
passa in rassegna uno sfilar di morte
aride foglie, esaustamente, il vento.

Come stormi di rondini spaurite,
trepide nubi van pe’l cielo grigio.

*Foto postata dalla redazione e liberamente tratta da: http://it.wikipedia.org/wiki/Rainer_Maria_Rilke#mediaviewer/File:Rainer_Maria_Rilke,_1900.jpg

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