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Versi di Adriana Scanferla con traduzione della poetessa Ute Margaret Saine

1896_henri_matisse_007_la_tavola_imbandita.jpgODORE DI CUCINA di Adriana Scanferla

Sobbolle pigra nella pentola
Sotto il contorto coperchio d’alluminio
Capitolata gallina prodiga
Brodo rilascia nell’acqua sorgiva

Sovrasta la rovente stufa a legna
Si espande tra le spesse vecchie mura
Odore di cucina e di pazienza

Fuoriesce dalla finestra dischiusa
Lambisce la catasta della legna
E sfugge per i campi a rincuorare
Animali boschivi affamati
In questa notte montana
Dai prati bagnati di pioggia
Dai monti coperti di neve

Avvampa calma e riscalda la legna
La vecchia odorosa cucina

2011-04-28

 

THE SMELL OF COOKING Translated by Ute Margaret Saine

 

Simmering lazily in the pot
Under the twisted aluminum lid
The prodigal hen has surrendered
Broth rendered in water has risen


Looming over the hot wood stove
The smell of cooking and patience
Expands within the thick old walls

It passes through the half open window
Surrounds the pile of firewood
And escapes through the fields to cheer
Famished forest animals
In this mountain night
From rain-soaked meadows
From snow-covered mountains

Arises a calm and warms the wood
The old fragrant kitchen

2011-04-28

*Versi ricevuti direttamente da: Adriana Scanferla.

**Quadro: ” La tavola imbandita” di Matisse postato liberamente dalla Redazione e tratto da: http://www.settemuse.it/pittori_scultori_europei/henri_matisse.htm

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Versi dalla Francia di Laura Mucelli e Quadro dal Brasile di Matoart (Maria Pia Tedesco)

cattedrale_luce_1.JPGMulino a morte di Laura Mucelli

Ho
piegato il ginocchio
morso la polvere
soffocato le mie grida
abbracciato la Notte
sotto il peso delle tue cariche
senza mai spumeggiare
lacrime acide
Ho
tolto la corrente
provocato il guasto
annullato i tuoi movimenti
per restare in disparte
non infuriarmi
e superare
la furia dei latrati
che infrangono
gli equilibri
troppo spesso precari
Ho
ondeggiato negli Astri
trasceso il Nulla
acceso i miei grandi fuochi
per riscaldare
il marmo col quale mi avevi ricoperta
Ho
scolpito la Logica
sui fiumi salati
ritornando alla sorgente
per cristallizzare
le ferite del tuo meccanismo
E se occoresse
ricomincerei
perché la mia voce si lavora
nella verticalità
dell’Odierno che commuove
Non mi curo
di Domani
se l’unica meta
è farne
una montagna d’Oro
Mi arrichisco dall’interiore
l’unico luogo
dove quando fa freddo
la Morte si libra
Sposo del mio Tempo
solo quanto libera
Combattendo contro i mulini a vento
in mulino a parole
in un Mulino a preghiere
generatore di flussi vitali.

Moulin à mort

J’ai
plié le genou
mordu la poussière
étouffé mes cris
embrassé la Nuit
sous le poids de tes charges
sans jamais écumer
de larmes acides
J’ai
coupé le courant
provoqué la panne
annulé tes mouvements
pour rester en retrait
ne pas marroner
et te dépasser
furie des abois
qui brisent
les équilibres
trop souvent précaires
J’ai
flotté dans les Astres
transcendé le Néant
allumé mes grands feux
pour réchauffer
le marbre dont tu m’avais recouverte
J’ai
inscrit la Suite
sur les ruisseaux salés
en retournant à la source
pour cristalliser
les plaies de ton rouage
Et s’il le fallait
je recommencerais
car ma voix se façonne
dans la verticalité
du Quotidien qui touche
Je me moque
de Demain
si le seul but
est d’en faire
une montagne d’Or
Je ne m’étoffe que de l’intérieur
le seul endroit
où lorsque il fait froid
la Mort plane
Je n’épouse de mon Temps
que ce qui libère
Me battant contre des moulins à vents
en moulin à paroles
dans un Moulin à prières
générateur de flux vitaux.

Provvidenza 24-05-2011 (page d’auteur)
Laura Provvidenza (page publique)
Laura Mucelli K.(page privée)
Tous droits réservés,tutti i diritti riservati.

*Versi ricevuti direttamente dalla Poetessa Laura Mucelli (Francia).

**Quadro “Cattedrale di luce” di MATOART ( Maria Pia Tedesco – Brasile -) postato con il consenso dell’Artista e tratto da: http://artistamato.blogspot.com/

OMAGGIO DINANIMISTA AL DUO: BEPPE COSTA E CARLO SANCHEZ

**Calamità di Carlos Sanchez ( dal libro: “Ricordati che non sai ricordare” )                                                              

Le catastrofi giungono all’improvviso

ed è buono avere un dio da parte

non per prevenirle

bensì per giustificarle.

Nella vita di ogni giorno

un po’ ubriacato

dalle infinite porte

entri e esci

abbastanza distratto

e senza saperlo

la tua calamita attrae

certe calamità

certe ricorrenze

a causa di questa distrazione

smisurata.

E i libri

prolissamente ordinati

con le loro grida di avvertimento

assomigliano alla piramide di Cheope

senza una Sfinge vigile.

Tu non sei una catastrofe

amore mio

la catastrofe sono io.

 

**<<>> di Beppe Costa
 
e se avessi avuto
un dio qualsiasi cui pensare e il tempo o
se m’avesse lasciato un segno da dimenticare
se avessi visto un uomo fisso a guardarti
mentre camminavi
o se avessi avuto un posto dove cercarti
avrei contato stelle in un cielo arrabbiato
sarei andato a piedi scalando cime tempestose
avrei navigato con braccia come remi
se solo avessi avuto un sogno da realizzare

ma so che dentro questa fitta nebbia
s’alzano i tuoi occhi a fissarmi
non sai ma sei la visione eterna
di qualcosa che ogni stupido
che non sa
cerca di chiamare amore

**Versi tratti dal: “Mulo dinanimista” (gruppo ufficiale del dinanimismo su facebook)
 
**Foto postata dalla redazione e tratta liberamente da: http://beppe-costa.blogspot.com/2011/04/beppe-costa-carlos-sanchez-cantiere.html

Alessia D’Errigo in versi con Ena Selena in quadro

168447_194964970515437_100000058070519_738456_965292_n.jpgSeme

di Alessia D’Errigo

in questo liquore nucleare
si assaporano i fumi tossici
di una deriva d’anime
che colleziona morte
e nevrastenie di luna

ammucchiati nel grande cimitero
giacciono ancora i sogni
in bare d’amianto sigillate dal tempo
a sbrinare per un po’ il ricordo del reale
e affastellando cenere e derive
fino a creare un campanile d’ombra
su questa terra

e così
mentre il petrolio lava le mani
e pulisce i peccati
come una grande mamma
dalle mammelle generose
e impudiche
come un dio
che lecca nel profondo
le briciole dell’ultimo pane
spezzato in una sola razione
razziale e raziocinante
come solo l’uomo
sa essere
mentre tutto si fa smacco
in queste libagioni moderne
tra l’immondizia generale
generata dalle generazioni
di ogni genere e gene

io

alzo gli occhi verso il cielo
credendo
che al di là di quella finistra
si possa trovare
ancora
una luna nuova

*Versi ricevuti dalla stessa autrice
**Quadro di: Ena Selena arte, un artista dal Montenegro – pubblicato con il consenso diretto della stessa Artista –

Versi dal Venezuela

shapeimage_2.pngPermettimi…. di Noris Roberts


Permettimi dolce amore essere l’aurora che nel desiderio di sentire è

ciò che sento

Le risate dei geranei nel tuo alito

I tuoi costanti pensieri


Permettimi di essere la musa della tua immaginazione

Il fuogo, la parola santa

la canzone inaspettata


Permettini, in questo sentimento arido, di essere la poesia, i fiori di iris, il

santuario che germoglia nelle labbra di una donna e niente altro


Offrimi Febbraio come nostro cielo

Offrimi Febbraio per dirti quanto ti amo.


E’ difficile non amarti!

©Noris Roberts – trad. di Raffaella Vittori

Noris Roberts
Nata a Puerto La Cruz, Venezuela.
Avvocato di professione. Dottorato in Diritto Commerciale e Civile. Laureata presso l’Università Santa Maria, Caracas, Venezuela.
A nove anni sentì forte l’inclinazione per le arti, specialmente per la letteratura, il balletto e la pittura.

“La mia ansia nel nutrirmi sempre di più mi spinse a curiosare tra la pittura senza comunque tralasciare le mie principali passioni: la scrittura e il balletto.
Come scrittrice scoprì la meraviglia di far arrivare agli altri ciò che significa per me vivere.

La parola, come veicolo, mi rende più facile l’esprimere ciò che a volte non si dice, o non si vuole menzionare.

In ogni parola che scrivo immagino intensamente l’amore, il dolore, la fede, la speranza.

Molte delle mie poesie sono strate tradotte in altre lingue e pubblicate in diverse riviste letterarie e sono stata invitata in diverse antologie poetiche.
Ambasciatrice universale per la pace in Venezuela.

Attualmente esercito la mia professione di avvocato civilista.”
Versi e biografia ricevuti dalla stessa Autrice: SITO PERSONALE

 

Dal libro “Ricordati che non sai ricordare” – “Recuérdate que no sabes recordar”.

n1090935450_30199746_6816911.jpgIn questo mare di Carlos Sanchez

Il vento e il suo rumore di lontananza

passa da finestra a finestra

come una pettinatore di carte sciolte

di porte socchiuse

e ordina con la sua logica

I’ordine soggetivo della mia vita.

Filtra nel mar d’aria

mi fa nuotare d’immesità

in questo punto incerto.

I fantasmi burloni

che abitano la casa

disordinano i miei libri

ed i miei ricordi balbuzienti.

Profumi di tigli

d’acacie e carne arrosto

si lasciano trasportare dalle onde

nell’alta marea del villaggio.

Non ho preoccupazioni nuove

mentre scarabocchio questa poesia

da millepiedi lento

non mi assalgano i dubbi

che continuano a rimanere senza risposta

né i dischi volanti

né la putrefazione di questo sistema

in questo mare d’aria che respiro.

 

23 di marzo 2010

Folignano

 

 

En este mar

El viento y su rumor de lejanías

pasa de ventana a ventana

como un peinador de papeles sueltos

de puertas entreabiertas

y ordena con su lógica

el sujetivo orden de mi vida.

Se filtra en este mar de aire

me hace nadar de inmensidad

en este punto incierto.

Los fantasmas burlones

que viven en la casa

desordenan mis libros

y mis recuerdos tartamudos.

Perfumes de tilos

de acacias y carne asada

se dejan transportar por las olas

en la alta marea del poblado.

No tengo preocupaciones nuevas

mientras garabateo esta poesía

de lentos ciempiés

no me asaltan las dudas

que van quedando sin respuesta

ni los platos voladores

ni la putrefacción de este sistema

en este mar de aire que respiro.

 

23 de marzo 2010

Folignano

*Versi ricevuti dal poeta Carlos Sanchez: nato a Buenos Aires, in Argentina, il 24 dicembre 1942. Risiede in Italia. Ha viaggiato per anni nei paesi dell’ America Latina e del Medio ed Estremo Oriente come consulente ed esperto in comunicazione sociale per diversi organismi delle Nazioni Unite e della cooperazione internazionale.

 

 

    Ha lavorato come professore di Lingua e Letteratura Ispanoamericana presso le Universita  La Sapienzadi Roma, Cassino e Suor Orsola
Benincasa di Napoli.
    Come giornalista, regista e fotografo, ha collaborato con riviste e giornali di tutto il mondo.
    Ha scritto sceneggiature e diretto programmi televisivi per la RAI.
 
    Attualmente partecipa come collaboratore dell’Area Europea, nella rivista Polidiomatica On Line d’arte e Cultura “I Poeti Nomadi”, diretta da Martìn Micharvegas ed Enea Biumi.…..CONTINUA SU: http://www.europclub.eu/componente-Carlos-Sanchez.html

Versi in collaborazione dalla FRANCIA

68230_129899980405223_100001556645462_185039_1468471_n.jpgGueule noire
di Laura  Mucelli Klemm
Trente ans de ta vie
sous la terre
comme un ver
à extraire l’énergie
de demain pour les frères
Camarades jusqu’au sang
tous solidaires en enfer
quand la vie ne tient
qu’à un souffle, une étincelle
qui enflamme la poussière
à la vitesse de l’éclair
Tu contrôles ta lampe
le regard miné
l’angoisse permanente
d’être muré
sans revoir le ciel
Je t’ai vu souvent
le regard lourd
toi qui a vu brûler
des compagnons
impuissant
devant la fatalité
en revenant
de ces chapelles ardentes
où brillaient les flammes
de leur âme évanouie
dans le trou
Et chaque jour avec courage
tu redescendais par la cage
dans les veines ensanglantées
pour y puiser l’or noir
Et chaque jour était une victoire
quand tu pouvais
revoir le bleu de l’horizon
après avoir débarrassé
ton corps
de toutes ces crasses
moites et obscures
pour rejoindre ton foyer
avec encore un peu de charbon
pour souligner
l’éclat de tes yeux
Trente ans de ta vie
pas un de plus
tu connaissais
le prix de l’existence.

Laura Mucelli Klemm PROVVIDENZA 20-11-2010 (tous droits réservés)


Dédié à mon Père Ovidio MUCELLI, à son labeur et à sa vaillante carrière
ainsi qu’à mon frère, à mon époux
et à tous les mineurs de fond.
Publié en ce 24 novembre 2010 à sa mémoire que j’honore depuis trois ans à présent.
Tu me manques papa, je ne t’oublie pas, je te l’avais promis.♥

Minatore ( Gueule noire)

Trenta anni della tua vita
sotto la terra
come un verme
per estrarre l’energia
di domani per i fratelli
Compagni fino a tributo di sangue
tutti solidari in inferno
quando la vita è sospesa
a un soffio,una scintilla
che infiamma la polvere
colla velocità del lampo
Controlli la tua lampada
lo sguardo minato
l’angoscia continua
di essere murato
senza rivedere il cielo
Ti ho visto spesso
lo sguardo grave
tu che hai visto bruciare
lavoratori
impotente
davanti alla fatalità
quando tornavi
da quelle camere ardenti
dove brillavano le fiamme
della loro anima svanita
nella buca
E ogni giorno con coraggio
ridiscendevi colla gabbia
nelle vene insanguinate
per attingerne l’oro nero
E ogni giorno era una vittoria
quando potevi
rivedere l’azzurro dell’orizzonte
dopo aver liberato
il tuo corpo
di tutti questi sudiciumi
madidi e oscuri
per raggiungere il tuo focolare
con ancora un po’ di carbone
per sottolineare
il bagliore dei tuoi occhi
Trenta anni della tua vita
non più di uno
conoscevi
il prezzo dell’esistenza.

Laura Mucelli Klemm PROVVIDENZA 20-11-2010 (tutti i diritti riservati)


Dedicato a mio Padre Ovidio MUCELLI,al suo lavoro,alla sua fatica e alla sua valorosa carriera
e ugualmente a mio fratello,a mio marito
e ad ogni minatore di fondo.
Pubblicato in questo 24 novembre 2010 alla sua memoria che onoro da tre anni ora.
Mi manchi papà,non ti scordo,te l’avevo promesso.♥

Collaborazione Francese

24149_105876812770076_100000432743504_149273_6784407_n.jpgIntrospection

di Laura Mucelli Klemm PROVVIDENZA 01-09-2010

Volonté
de vouloir
descendre
si profondément
dans les entrelacs
de l’âme
pour dénouer
les tensions
au point
qu’elle s’y perd
à essayer
de connecter
des chemins
égarés
Devoir
de mémoire
douloureux
à la recherche
du Moi
dévié
par les chutes
les obstacles
les terreurs
pour désosser
chaque amas
poussiéreux
de particules
terrestres
agglutinées
comme
des polluants
qui noircissent
l’authenticité
de l’Etre
Puis
après un chemin
à rebours
reconstruire
en partant
de l’essence
pour remonter
la pente
vers
un point
brillant
celui
du devenir
conscient
voulu
et rêvé
Finir
en poussière
d’étoile
et se répandre
en énergie
lumineuse
dans un ciel
éclairé
en expansion.

Introspezione

Volontà
di voler
scendere
in profondità
negli intrecci
dell’anima
per snodare
le tensioni
a tal punto
che si perde
cercando
di connettere
cammini
smarriti
Dovere
di memoria
doloroso
alla ricerca
dell’Io
deviato
dalle cadute
gli ostacoli
i terrori
per disossare
ogni cumulo
polveroso
di particelle
terrestri
agglutinate
come
infezioni
che anneriscono
l’autenticità
dell’Essere
Poi
dopo un cammino
all’indietro
ricostruire
partendo
dall’essenza
per risalire
la china
verso
un punto
lucente
quello
del divenire
cosciente
voluto
e sognato
Finire
in polvere
di stella
e spargersi
in energia
luminosa
in un cielo
illuminato
in espansione.

Laura Mucelli (in arte Provvidenza) è nata il 16 marzo 1964 a Behren-Lès-Forbach, città miniera situata a nord est della Francia, nella regione della Lorena confinante  con la Germania.
E’ figlia di emigrati italiani, padre Sardo (minatore) e mamma Abruzzese (casalinga). Nella realtà dove vive coesistono più di cinquanta nazionalità ed apprende, nella diversità, il rispetto delle altre culture ampliando, così, la sua visione del mondo. A diciotto anni supera l’esame di Maturità in Lettere e Filosofia ed inizia gli studi universitari nella città di Nancy specializzandosi in lingua e letteratura Italiana. Si laurea a ventuno anni. A ventidue anni diventa traduttrice ed interprete giurata presso il Tribunale di Prima Istanza di Sarreguemines, e lavora per il Ministero della Giustizia ma anche per gli emigrati a titolo privato. Inizia la sua carriera d’insegnante per ottenere, dopo pochi anni, l’incarico di Direttrice (attività che svolge tutt’ora). A quarant’anni diventa traduttrice ed interprete esperta presso la Corte d’Appello di Metz ed a quarantasei anni ottiene la medaglia d’argento in quanto traduttrice ed interprete presso la Camera dei Traduttori, di cui fa parte da 24 anni. Dal punto di vista artistico si dedica al canto, sia come corista che come solista, al ballo ed al teatro, lavorando per cinque anni con il regista Thiery Bourcier.

Tra i suoi autori preferiti si segnalano: Ungaretti, Buzzati,Pirandello,Verlaine,Rimbaud,Sartre,Prévert,Camus e Zola.

Scrive da sempre, ma solo da qualche tempo si è decisa a rendere pubblici i suoi scritti ricchi di metafore e di simboli. Sempre attenta ai disagi dell’uomo e della società, si definisce: “ un’anima umanista “in” uno spirito universale”.

**Versi e biografia segnalati direttamente dall’autrice

***Quadro: “grido” di Nicola Villano

SECONDA TRADUZIONE DELLA POESIA”VIAGGIO NEL SILENZIO” di Zairo Ferrante

paesaggio 2.jpgVIAGGIO NEL SILENZIO di Zairo Ferrante

Soltanto sospinto dal vento
 
io sento il suo canto
 
e d’incanto mi perdo nel sole.
 
È mattino!

LIBERA TRADUZIONE della Poetessa Californiana Ute Margaret Saine
 
Only driven by the wind
 
I hear how it sings
 
and by its charm
 
find myself in the sun.
 
It’s morning!

http://zairoferrante.xoom.it/

*Quadro dell’Artista Carofalo Vincenzo

HAIKU DI UTE MARGARET SAINE

DOPO.... Carofalo.jpgL’amore nasce dal caos e sorge dal caso.  L’incontro si deve al      caso e al caso si deve il primo sguardo.  L’amore è un gioco d’azzardo.  Poi dal primo sguardo si trasforma nel suo contrario  diventando la mossa più efficace che sia, tutta fuoco, con= centrazione, determinazione, perfino ossessione: amore fuoco nel doppio senso, dell’ottica e della combustione.

 

lontananza

 

 

da quando mi ami
spalancato carcere
brezze/ risate

all’alba ti penso

tu mi accendi i sensi

pioggia li spegne

 

arrivata tua

nevicata di baci

stelline in volo

tratto da: “haiku di venerdì” di ute margaret saine taiparaita press maggio 2009

                              

 

BIOGRAFIA di Ute Margaret Saine: http://e-bookdinanimismo.myblog.it/archive/2010/09/18/versi-dalla-california.html

 

Quadro: “dopo” di Carofalo Vincenzo: http://www.carofalovincenzo.com/

 

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