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AYAHUASCA (canto sciamanico in quattro atti) di Giancarlo Fattori

Versi ricevuti da Giancarlo Fattori

382106001_f7aef1ff29_mAYAHUASCA
(canto sciamanico in quattro atti)

1. Abbandonarsi ai profili argentati di queste mura
uno dopo l’altro scrivere del mare, dell’amore, del cosmo,
di me, di te, del sesso che prorompe come magma,
lava di vulcano sulla pelle, tra le dita, tra i capelli,
premonizione, visione, cose che rimangono sole, sepolte.
Tu, come rilievo della crosta-verità d’ogni giorno,
tu, come crepuscolo che cancella ogni luce,
tu città morente che rimane sospesa, affranta,
di alghe, di chiglie, di scaglie, di marmi assonnati.
Niente più che fumo disperso nel silenzio,
piccoli acquarelli, brevi erranti spiriti sfocati,
fogli stracciati trasportati dal sonno, dall’estasi.
Nessun luogo, per me, ma carbone che arde,
fiamma che si eleva come turgido membro al cielo,
suono notturno di una ferita che squarcia il buio,
come freccia, alabarda infuocata, uno stonato canto.

2. Perso, distratto, disciolto nel vento, nel rombo della tempesta,
nell’erba che t’accarezzo come fosse una chioma distesa nel tempo,
e non v’è ignoto che sulle tue labbra, incartapecorite nella visione,
che si frange su questo io che si dilata oltre misura,
fino a sfidare l’universo intero e la sua fame, la sua gloria.
Arcano mistero di pietra, dei colori che hanno un suono,
dei suoni che hanno colore, del cielo come coccio sbreccato.
Le tue labbra. Le mie labbra. Le mani. I capelli. Gli occhi.
Le ombre. Il vuoto profondo. La musica distorta. Il sesso.
Gli odori. La pelle. Le carni. Il seme. Il profumo di legno bruciato.
Non c’è silenzio. Non c’è pallore. Non c’è cuore che arde.
C’è la roccia, la porta che si apre, lo spirito che trascina lontano,
ci sei tu che diventi me che divento Dio che diventa morte
che diventa teschio che diventa polvere che diventa eternità.

3. Lasciami solo,
lascia che io scivoli
lungo i margini del mondo,
lascia che anneghi il dolore,
lascia che io lenisca
questa ferita spezzata,
lascia che io taccia
d’un tacere che sia addio,
che muoia di nuovo
di questa solitudine antica,
di pietra focaia,
di stella primitiva,
di mondo prima del mondo,
lascia che io sia tempesta
che mai non smette di far male,
che sia il serpente,
che sia la liana,
che sia radice,
che sia foglia,
che sia bevanda,
che sia estatico stordito sonno,
lascia che io sia
il sospiro sullo scoglio,
l’ardore di quell’onda
mentre sorge il nero divino,
sfumando il mio deserto,
le mie pliche di sabbia in mare aperto.

4. un bacio ti dipingo sulle labbra, 
e il sapore è di pioggia 
su un campo di grano; 
il fulgore della notte trafitta 
dai lampi come quello delle 
mie dita tra i capelli. 
Non è solo sogno e danza, 
ma raggio di luce, 
porta aperta al mistero, 
percorrere straniero sentieri solitari.
L’acqua diviene cenere
su un tappeto di baci assetati.
Pioggia sulle mie pietre.
E questo, che sembra nulla,
risuona come tutto.

(Giancarlo Fattori 1981, revisione 2015)

**Foto di uno sciamano Lakota postata dalla redazione del blog e liberamente tratta da: http://masadaweb.org/2009/06/02/masada-n%C2%B0-933-2-6-2009-stati-modificati-di-coscienza-sciamanesimo-parte-seconda/

I Versi del poeta argentino Martín (Poni) Micharvegas recevuti per mano di Carlos Sanchez

11403130_10204517735478654_4478082329712957051_nHo ricevuto questo bel poema di mio fratello maggiore, come risposta al mio ultimo libro “Continuerò a cantare” Come è la sua abitudine, l’originale sta scritto come lo pronuncia un argentino

He recibido este hermoso poema de mi hermano mayor, como respuesta a mi último libro “Continuaré a cantar” Como es su costumbre, el original está escrito como lo pronuncia un argentino. 
Carlos Sanchez


Martín (Poni) Micharvegas
Poeta, scrittore, musicista, pittore, medico, psicoanalista. Mio fratello maggiore.
Argentina, 1935. Da 1977 risiede in Spagna.

IL POETA NEL SUO POSTO

Non so perché la vita
abbia le mani cosí piccole
.Carlos Sánchez

il poeta ha trovato 
un posto, non un posto 
qualsiasi: ci sono lì uccelli 
variopinti, per esempio 
– molti ed insieme formano 
un arcobaleno -, altri lasciano cadere 
la sua terribile piuma nera 
sull’istante sempre fugace ) 
il poeta trovò il suo posto 
una tranquillità inquieta 
dove si sa vivo tra montagne 
che gelano o bruciano in estate 
la sua voglia di scrivere 
scrivere? iscriversi!
segnala quello critico funambolesco
correndo dietro 
il seminatore di seme-parole 
di parola-semi 
che dicono e non dicono 
fanno bilancio 
sulla steppa, la pampa 
il deserto, le sostanziose selve, 
il duro mare del vivere 
impressionerebbe come 
che fosse facile proferirlo, ma non 
lui sa e ce lo fa sapere 
( il suo cuore è una mite bussola 
ma pure 
una furibonda rosa dei venti )
lui dice e si dice 
e se conta, narra, recupera, perde, 
espressa, mette in dubbio 
lo fa da quel tavolo 
di quattro zampe solide 
con viso verso la baia dei suoi giorni 
dove sotto dormicchia
il cane filosofale della pazienza.

Madrid / 5034NE

Martín Micharvegas
Poeta, escritor, músico, pintor, médico, psicoanalista. Mi Hermano mayor
Argentina, 1935. Desde 1977 reside en España.

EL POETA EN SU SITIO
Non so perché la vita
abbia le mani cosí piccole
.Carlos Sánchez

el poeta ha encontradoun sitio 
(no un sitio
cualquiera:hay ayí pájaros
variopintos, por ejemplo-
muchos y juntos forman
un arco iris -, otros dejan caer
su temible pluma negra
sobre el instante siempre fugás )
el poeta hayó su sitio:
una tranquilidad inquieta
donde se sabe vivo entre montanias
que hielan o escuesen en verano
sus ganas de escribir
“escribir? escribirse!”,
seniala el crítico funambulesco 
galgueando detrás 
del sembrador de semiyas-palabras
de palabras-semiyas que 
dicen y no dicen
hacen bilancio
sobre la estepa, la pampa,
el desierto, las sustansiosas selvas,
el duro mar del vivir
impresionaría como 
que fuera fásil proferirlo, pero no:
él lo sabe y nos lo hace saber
( su corasón es una mansa brújula
pero también 
una furibunda rosa de los vientos )
él dice y se dice
y si cuenta, narra, recupera, pierde,
espresa, pone en duda
lo hase desde esa mesa
de cuatro patas sólidas
con rostro hacia la bahía de sus días
donde debajo dormita
el perro filosofal de la pasiensia

madrid / 5034NE

*Versi e foto recevuti direttamente da Carlos Sanchez tramite social network.

Lacrime e poesia di Laura Mucelli dipinte da Enrico Frusciante

11261914_917028665025680_7873823364246588940_nCerte lacrime
non hanno meta

si aprono come fiori
nel languore di una melodia
un suono antico
un sapersi cosi’ fragili
un rivolgersi all’altro
come fosse parte di noi

sembrano salire
da un pozzo orientale
nella tensione interiore
di un brivido d’amore
un sapore sconosciuto
una luna esoterica

si confinano di notte
in un cielo costellato
tra petali di rosa
e vertigini sfiorati
nelle note dei flauti
e le lingue antenate

Versi e Immagini ricevuti direttamente da: Laura Mucelli Klemm, Francia 01-07-15 ( tramite social network  )
Dipinto di Enrico Frusciante, Italia
Tutti i diritti riservati

*REQUIEM di Giancarlo Fattori…

REQUIEM

04È soltanto il colore del corallo

a tingermi la pelle, le mani aperte

in un sottile richiamo, a cogliere

il pianto, lacrime di mare, mare come

drappo funebre che mi cala sugli occhi.

 

È che forse riesco ancora ad accarezzare

le tue palpebre chiuse, di figlio, di madre,

di padre, di amico, di volto ancestrale,

di pietra, di fanciullo primordiale

su strade fatte di battiti di ciglia.

 

È qualcosa di strano che m’induce a correre,

tra queste nebbie che mi tagliano il fiato,

lungo le rogge di melanconica acqua,

tu che ti fermi come figura spettrale,

tu che emergi dal grigio come eterea fiamma.

 

Le farfalle, i pettirossi che smettono di cantare,

l’eclisse totale che tinge di nero il cielo,

l’argentea polvere, la pallida sabbia,

il crepuscolo sulla via che s’inerpica a vuoto,

l’onda che frange ogni suo dispiacere.

 

Le cose che s’ingegnano a fluttuare nel vento,

lungo i contorni del mondo che resto a guardare

distratto, il pensiero deviato da lontani profili,

le piante, le rose, le labbra, le rughe del tempo,

il sangue che scorre, che fruscia in calici antichi.

 

Sembra ora che il cielo sia solcato dalla stella del Vespro,

un lucore evanescente tra le spire blu oltremare,

e cammino tra le immote distese degli acquitrini,

sopra me un volo di lacrime che scendono lente

come acquerugiola, come un sommesso pianto.

 

Passo dopo passo procedo solo in questo guado,

volgendo lo sguardo verso grovigli di spine,

labirinti di siepi, di more selvatiche, di muschio,

passo dopo passo, solo, in una dolce foschia,

solo, con l’anima d’un corvo posato sul nulla.

 

Soltanto taglienti lame distese su aspre terre

sono i pensieri che giacciono addormentati

sul mio corpo nudo, cose lontane, boschi lontani,

rocce di scogliera battute da venti come addii,

fiamme che bruciano idoli, di pietra, di carne.

 

È la risacca degli anelli di fumo, semplice respiro

d’un cordoglio che è spento,  disegnato a matita

sui fogli sottili del tempo che scorre, la memoria,

ecco cos’è, è memoria che eterna si staglia

tra le verdi colline che si delineano dentro.

 

L’anima? Non so, forse un cuore che pulsa vorace

tra tagli, cicatrici, veli che spianano il viso nel vento

degli anni che si consumano tetri, su tetra terra,

fiori recisi, fiori consunti che cadono esangui,

briciole sul sentiero per chi ha smarrito la strada.

 

L’anima? Eccola sporgersi alla fine del mondo,

al termine delle cose che precipitano nel mondo,

alla fine del deserto che copre ogni cosa, ogni casa,

il brivido della luce stellare, il calore delle parole,

le nude bocche socchiuse a rammarichi, a misteri.

 

Dove siete, miei piccoli amici? Radiosi raggi di luna

che vivete i miei sogni, nei ricordi dormite sereni?

Quali delizie gustate nell’ombra? In quali giardini?

In quali silenzi v’aggirate sperduti, presso quali dei?

Quale polvere siete, su cui poso i miei piedi?

 

Su velieri di ghiaccio affrontate marosi, le vele

nel gelido vento delle mie nostalgie, o liturgie

in cui le immagini vostre il tempo scolora,

quelle fotografie su cui scorro le dita, cercando

le voci, i solidi corpi, lo sbiadire degli occhi.

 

Muri cotti dal sole, cespugli, bisce tra i rovi,

finestre dai vetri spaccati, sogni sbreccati, mirtilli,

lamponi, lenzuola stese ad asciugare, profumi,

odori di cibi speziati, l’acre afrore di polvere e muffa,

la radio accesa, la voce che arde, la chitarra che langue.

 

E mi trovo a danzare, in questo sorgere del sole,

in questo immoto mondo che il sole sta per bruciare,

la morte ci ha divisi, la morte ci ha uniti, la morte

è solo un ricordo lontano, la morte ci brucia dentro

come il sole che giunge ad ardere questo immoto mondo.

 

Ecco, prendetemi la mano, la vernice sfregia i muri,

cola come un dispiacere su tele di vita erette al cielo,

le porte si chiudono, si chiudono gli occhi, i giorni

più brevi, i sogni più vividi, gli schemi più liberi

che intrecciano la vita con preziosi ricami.

 

L’integrità del cielo scivola via veloce, col suo spettacolo

di nuvole cariche di speranza, è il vento che gonfia

tutti i respiri del mondo come mongolfiere colorate,

il codice è nascosto tra le pieghe del vento, è la vita,

la vita che si spegne con l’ultima pioggia di stagione.

 

E mi viene da accarezzare il vestito, il velo, il sudario,

la polvere, la caligine, i pensieri scrostati come muri,

i mattoni che diventano treni, e navi, e zattere, e fuliggine,

mi viene da accarezzare questi fiori col sembiante di spettri,

e contemplo il vaso, il nastro che l’avvolge vezzoso.

 

Cammino distratto sul lungo fiume in tumulto,

cristalli i pensieri, come sassi che disegnano cerchi

nelle acque della coscienza, cristallo la memoria,

il rimbalzare del sasso sulla superficie del mondo,

quel mondo che dentro s’incrina, e dorme dolente.

 

Dove siete ora, miei miti dei tempi passati? Dove camminate?

Ancora in me siete liberi di cavalcare le praterie del dolore,

dell’amore, in me avete costruito cattedrali di bellezza,

un mattone dopo l’altro, una struttura dopo l’altra di luce

trasfigurata verso l’eternità, la mia, la vostra, nel tempo.

 

Qualcuno tra voi ancora sorride al mondo, trascinando con sé

gli strascichi di cicatrici dell’anima e delle età, ma lo stesso

vi amo di quell’amore che vive con gli anni, gli stessi che v’ho

regalato sull’altare dei miei giorni, oh maestri, oh compagni

di solitudini e noie, di ardori e passioni, di crescita sempre.

 

Eppure tra voi c’è chi ora è vapore, come sui vetri nei pomeriggi

di pioggia, un fantasma che vaga tra brughiere di storia,

le cui voci sono echi che come onde divine dalla mente, e dal cuore,

le volte immense dell’immenso universo vanno a dorare,

trasfigurando in cerchi d’argento lo splendore, e la tenebra.

 

Che m’abbiate insegnato a costruire me stesso, oh amici, oh miti,

è un dato di fatto, e ora siete sovrani su queste momentanee

terre di dolore, avete il dominio sulla nostalgia, sulla melanconia,

sui crepuscolo che conducono alla notte, ma solo per poco,

ché la vita avanza, e la notte ha la sua bellezza che toglie il fiato.

 

Dunque è solo questione d’amore questo restare in ginocchio

a far scorrere tra le dita le sabbie di un delicato suffragio,

è legno prezioso, è rimpianto leggero, è un grazie per sempre,

è profumo che non ha sorgente né foce, è un lieve sorriso

che incornicia il mio volto, un solco per gettare altri semi.

 

 

Giancarlo Fattori, giugno 2015

 

 

Dedicato a:

 

luigia amadori

carlo biasini

teresa biasini

carlo fattori

antonio briglia

patrizia casella

umberto curti

luisa losa fontana

gisella airaghi

giuseppe ripamonti

nino petrocelli

janis joplin

jim morrison

lou reed

allen ginsberg

jack kerouac

brian jones

fabrizio de andrè

syd barrett

jimi hendrix

billie holiday

william burroughs

hermann hesse

*Versi ricevuti direttamente dall’Autore.

**Foto postata dalla redazione e liberamente tratta da: http://www.paleoantropo.net/reefs/coralli/biologia.htm

CRETINO.IT: uno dei libri segreti di Girolamo Melis

“Cretino.it” fa parte dei 7 libri segreti scritti da Girolamo Melis, io ho avuto la fortuna di leggerlo e ho deciso, all’insaputa dell’Autore, di regalarvene una piccola parte… custoditela con cura.

ZF

downloadPresentazione*

 

*La cui lettura è inutile

più o meno come la lettura

di qualsiasi Presentazione.

Règolati.

 

 

Il Cretino.it cretineggia. La sua potenza è infallibile. Nessuno può difendersi e tantomeno immunizzarsi dall’azione del Cretino.it. Anche perché il Cretino.it agisce nella più apparente immobilità. 

Il Cretino.it ha la faccia da Cretino. Qualcuno sostiene che il Cretino, prima di svelarlo, vada frequentato: cioè non sarebbe possibile riconoscerlo a prima vista. Chi pensa questo è, assai probabilmente, un Cretino. Poiché non vedere il Cretino nell’istante stesso in cui si incrocia il suo sguardo, è segno di contagio avvenuto.

Anzi, il Cretino è riconoscibile anche senza vederlo in faccia. Oggi come ieri, il Cretino si riconosce dagli abiti che indossa, da come li indossa, da come si pettina, da come cammina e incede. Insomma, si riconosce anche da dietro, da sotto e dai lati.

Inutile dire che il Cretino si riconosce anche a distanza: per esempio dalla lettera che ti scrive, o perfino da un appunto scritto anonimamente su un pezzo di carta.

Dicevamo: il Cretino.it. E la Cretina.it? Non è sottinteso. Certo, la Cretina.it esiste eccome. Ne esistono milioni, ma non lo si può considerare un “genere femminile”. Diciamo così, e poi non ci torneremo più: è quasi impossibile trovare una Cretina Femmina in quanto Femmina. I milioni di Cretine-Donne esistenti, lo sono per emulazione, quindi per identificazione al genere maschile. 

Insomma la Cretineria è Maschio: riguarda la Femmina in tutti i casi in cui la Femmina è stata contaminata dalla cultura maschile e, pur fingendo di essere Femmina, si comporta come Maschio, cioè come Cretino.

Una precisazione: molte volte il Cretino.it non è una “persona”, o meglio non è riconoscibile da un corpo o dai pezzi di carne che lo compongono.

Per carità, stiamo attenti! In milioni di casi il Cretino.it sta dietro, sotto, a monte, a lato dell’Essere Umano. Spesso è un suo manufatto, un’opera, un rutto.

Insomma una Cosa o una Parola manifestamente riconoscibili come Cretine.it sono autentiche inconfondibili creazioni del Cretino.it.

MA…

Coraggio. So che state per essere messi a dura prova. Sì, perché il Cretino.it è talvolta – così talvolta da essere una quantità di volte incalcolabile – il nome che si dà ad un Sapiente… Cioè a uno che ha il dono di Dio di non somigliare a niente di ciò che dovrebbe essere fatto e a nessuno di chi dovrebbe fare qualcosa,  secondo le regole ferree del Cretino.it… Dunque, è mai possibile che Cretino.it sia la qualifica o il cassetto dentro cui un vero Cretino.it situa – chiamandolo Cretino – uno che non solo non è Cretino né Cretino.it ma è così diverso e malmesso da non prendere nemmeno in considerazione l’idea di passare per Cretino.it per rendersi la vita un po’ meno complicata?

Eh, come direbbe lo scrivano di queste pagine… so cazzi! E siccome so’ cazzi, ci siamo ben guardati dal volerli far sembrare Pensieri.

In parole random, ci siamo lasciati invadere, sfiorare, pungere, pizzicare, scopare, suonare, scazzottare, sedurre ogni volta, ogni istante, ogni zac, dal primo Cretino.it di passaggio.

E non ci siamo permessi di togliere a Te, Lettore (almeno fin che reggerai), la libidine di piazzare il Cretino.it nel primo cassetto che ti trovi a portata di mano.

Che Dio Tassista.

*Scopri di più su Girolamo Melis al seguente link: http://www.girolamomelis.it/

La scrittrice e poetessa GIOVANNA MULAS: prossimi incontri con i lettori.

11401421_462992253879480_6757349853139054864_nProssimi incontri coi Lettori (Calendario in aggiornamento costante, anche su ‘Giovanna Mulas, Il Blog Ufficiale’):

FIRENZE, 7 luglio, h. 21.00
Caffè Letterario San Gallo, in Piazza della Libertà (Zona Firenze Centro). Performance e presentazione del romanzo ‘Memorie di Villa Pedrini’,
opera già presentata in anteprima al Premio Strega per i tipi Rupe Mutevole Edizioni. La Prefazione è del giornalista e scrittore Enrico Nascimbeni, curatore de Le Due Anime collana editoriale inaugurata proprio da ‘Memorie di Villa Pedrini’.
Organizzazione evento a cura dell’instancabile Fioralba Focardi.

GONNESA (Carbonia-Iglesias), 12 luglio, h. 21.30: Reading-Performance al Parco Comunale S’Olivariu. Organizzazione a cura dell’Associazione Culturale ‘Radici e ali’, Patrocinio Comune di Gonnesa. 
Un ringraziamento particolare a Ennio Meloni, per il costante impegno a favore di Arte e Cultura nel Territorio.

SANTA MARIA NAVARRESE (NU), 18 luglio: con mio marito Gabriel Impaglione terremo un Reading-Performance alla Torre Spagnola per la rassegna letteraria “Una torre di libri”. Organizzazione a cura della Biblioteca Comunale “Italo Zucca” e della Società Oleaster Servizi Culturali Integrati, 
Patrocinio Comune di Baunei.

Il 22 agosto inaugurerò, organizzazione a cura delle AUTOLINEE CURCIO VIAGGI, la splendida iniziativa culturale “Viaggi con l’Autore/Bookbus-Libro sospeso”: letture e conversazione col pubblico del Bus delle Autolinee Curcio Viaggi. Durante la tratta turistica scelta dialogherò coi viaggiatori, ci confronteremo su lavoro, società e vita, leggerò di mio. I viaggiatori avranno in dono un mio libro, generosamente offerto dalle Autolinee Curcio. 
Info/Prenotazioni: Numero verde 800 12 20 12 – info@autolineecurcio.it

Il 24 agosto terrò un Reading-Performance per l’Iniziativa Culturale “Villammare, Borgo di Un Libro sospeso”, nella spiaggia di VILLAMMARE (GOLFO DI POLICASTRO, SA) all’ombra dell’antica Torre Petrosa, fatta ereggere nel 1595 dal vicerè di Napoli per difendere le popolazioni locali dalle incursioni saracene.
Patrocinio Eventi: Comune di Vibonati, Assessorato Cultura e Turismo nella Persona dell’Assessore Dottor Gian Vito Padula, che ringrazio vivamente per l’impegno. Con la collaborazione del Comitato Festa S.S. Maria di Porto Salvo. 
Un ringraziamento speciale va a Michele Gentile, anima della libreria Ex Libris Gen Til e ideatore della pregiata iniziativa culturale ‘Un libro sospeso’. Durante la mia performance Michele Gentile venderà libri in un gazebo ad hoc col sistema ‘libro sospeso’: 
le opere verranno donate alle scuole primarie di Vibonati centro e Villammare.

VIGEVANO, 25 Settembre, h. 21.00
Performance/Presentazione di ‘Memorie di Villa Pedrini’
Biblioteca Civica Lucio Mastronardi, Sala Franzoso. 
Organizzazione a cura di Rupe Mutevole Edizioni con la preziosa collaborazione di Maria Caterina Targa

*COMUNICATO RICEVUTO DIRETTAMENTE DALL’AUTRICE TRAMITE SOCIAL NETWORK

Carlos Sanchez il Poeta della semplicità: “Continuerò a cantare” – l’ultimo suo libro – recensione di Z. Ferrante

11350528_10204256279942429_7896820520720753055_nHo avuto il piacere di riceverlo in dono l’ultimo libro di Carlos Sanchez, con all’interno una piccola dedica: “Caro Zairo: tra colline, montagne e boschi, sempre la stessa passione. Un abbraccio”.

Leggendolo immediatamente mi sono accorto che Carlos aveva ragione, nei suoi versi, nelle sue parole e nelle sue pagine c’è sempre la stessa passione.

La passione di un grande Poeta che, con cuore di bambino, ancora si sforza di cercare l’introvabile e di frugare nella sua anima che, come per miracolo, pagina dopo pagina, diventa l’Anima di tutti, l’Anima del mondo.

Diviene la lente d’ingrandimento con la quale il lettore può guardarsi dentro.

E di colpo, magicamente, chi legge scopre la felicità e si rende conto che l’aveva avuta sempre lì, a portata mano, solo che non riusciva a vederla.

Con “continuerò a cantare” Sanchez ci insegna dove si nasconde quella felicità, alza il suo braccio, distende il suo secondo dito e ci indica la strada da percorrere; sorridendo ci dice: “andate e cercate tra la semplicità”, mentre lui, abile Maestro, semplicemente continua a cantare e ad incantare.

Zairo Ferrante

La Ballerina ( Tratta da “Continuerò a cantare” di Carlos Sanchez – Lìbrati edizione 2015-)

Ho scelto

con tutto il pudore del vocabolo

questo posto desolato

dove vivo

abbaiano i cani

crescono gli orti

e gli uomini camminano.

Non ci sono luci che accecano

né grandi vanità

girando per le strade 

si vive ridotti

stretti

quasi senza parole.

Si sa che più in là

c’è il mondo

che ancora ricordo 

nel suo terribile sgomento.

Non si sta male qui

l’aria è buona

e ogni tanto

entra nella casa

la poesia

dalla finestra aperta

una ballerina russa

in punta di piedi.

Il libro lo trovate su: http://www.ibs.it/ebook/S%C3%A1nchez-Carlos/Continuer%C3%B2-a-cantare/9788866455288.html

 

 

Carlos Sanchez… questa poesia che non vuole morire.

1234518_10202967206076388_6180546246975680227_nA conti fatti

di 

Carlos Sanchez

Le guerre ogni volte più vergognose
le pallottole ogni volta più perfette.
La libertà è uno spazio ristretto
il pensiero un mestiere inutile
le parole una merce artefatta
le frasi una congregazione effimera.
Di discorsi saggi è saturo questo mondo
di spiegazioni più o meno attendibili.
Enormi trattati segnalano con certezza
la mancanza di certezze di cui tutti patiamo.
Mentre noi ci distraiamo nello spiegare l’universo
passano le ore, i giorni, gli anni e questa vita.
E passano sicuramente senza di noi.

Da “Tutto scorre come un fiume”
Lìbrati, Ascoli Piceno, 2012

En resumidas cuentas

Las guerras cada vez más vergonzosas
las balas cada vez más perfectas.
La libertad es un espacio restringido
el pensamiento un oficio inútil
las palabras una mercancía adulterada
las frases una congregación efímera.
De discursos sabios está preñado este mundo
de explicaciones más o menos factibles.
Enormes tratados señalan con certeza
la falta de certezas que todos padecemos.
Mientras nos distraemos en explicar el universo
pasan las horas, los días, los años y esta vida.
Y pasan seguramente sin nosotros.

De “Todo fluye como un río“
Lìbrati, Ascoli Piceno, 2012

VEDI ANCHE VIDEO SU: https://www.youtube.com/watch?v=cMJft16m5FU

*VERSI E VIDEO RICEVUTI DIRETTAMENTE DALL’AUTORE TRAMITE SOCIAL NETWORK

MENTRE BERLINO FELICE DANZAVA – presentazione del libro di Adriana Scanferla

MENTRE BERLINO FELICE DANZAVA (p. Youcanprint).

libro di poesie di ADRIANA SCANFERLA

 

 volantino 50 berlino crennaNel libro bilingue italiano-inglese, ogni poesia si avvale di una traduzione a fronte, in lingua inglese, a cura della poetessa e traduttrice californiana UTE MARGARET SAINE, questo può quindi rendere il libro di valido aiuto quale strumento didattico.

Nei mesi scorsi ho promosso (sempre in collaborazione con enti o istituzioni) il mio libro, prenotabile anche presso la stessa YOUCANPRINT o i maggiori book-store online, inoltre nelle librerie Feltrinelii,  Mondadori e in altre 4000 librerie italiane.

 

Il prossimo incontro a cura dell’ASSOCIAZIONE VIVERE CRENNA

con il Patrocinio dell’ Assessorato alla Cultura del Comune di GALLARATE:

 

Presentazione del libro di poesia

MENTRE BERLINO FELICE DANZAVA

di Adriana Scanferla

 

Sabato 9 maggio  – ore 17

presso VILLA DELFINA

Via Donatello

Crenna di GALLARATE

Il dinanimismo vi regala Nicole Stella

Il sonno della ragione

gx8_2300-copia1IL SONNO DELLA RAGIONE.

SORDITÀ.

 La pioggia muove i fianchi

Dell’aurora.

I fianchi generosi della terra,

che sovrastano i campi

della follia.

FOLLIA.

 IL SONNO DELLA RAGIONE.

 

Amor Aeternus

Sconveniente, 

misto all’odio,

dirompente, 

e insensibilmente dolce.

La ricchezza e il potere si dissolveranno.

Le parole e le idee si dissolveranno

(così come pronunciate dalla mia mano

finalmente ancora ispirata),

ma l’amore è tra le cose che sono immortali

e che superano quella fragile materia

che noi siamo.

(Liberamente ispirata ad una poesia di Percy Bysshe Shelley) 

 

Il cielo sopra di noi

Il cielo sopra di noi

Era urlante di pioggia

Scrosciava di gelo

E annaspava 

Negli oscuri raggi della notte

(insonne).

Non chiedeva di comprendere

Le sue poesie improvvise

Né di attingere 

Evocazioni dal futuro. 

Evocazioni dal passato

Lo serravano nella morsa

Di un doloroso abbandono

Sentito nel gelo di un abbraccio

Stanco. 

Nel cupo cammino di chi 

Si arrende. 

E tornava a piangere in un talamo

Scolpito nella pietra

E scolpito nel vento. 

 

Non ho mai scritto così tanto. 

NICOLE STELLA (nata a Verbania il 25 Novembre 1991)

Fin da piccola si dedica alla musica, in particolare al pianoforte e al canto. Ancora adolescente inizia a scrivere canzoni, poesie e racconti. 

Nel 2013, dopo aver conseguito la Laurea in “Scienze Politiche e delle Relazioni Internazionali” presso l’Università degli Studi di Pavia, si trasferisce a Londra. Qui Nicole concilia la propria carriera musicale alla gestione di un blog di poesia, arte e musica (www.nicolestella.com). 

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**Foto di Nicole Stella ( copyright Giorgia Carena ) liberamente postata dalla redazione e tratta da: http://nicolestella.com/

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