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OGGI HO VISTO DIO da “Come polvere di cassetti… mentre gli Angeli danzano per l’universo” ( di Zairo Ferrante per David and Matthaus ed. 2015 )

OGGI HO VISTO DIO

 

senza-tetto1-300x213Oggi ho visto Dio

dentro l’ingranaggio

della ruota della vita

poco oleata a denti

stretti e ben serrati.

Dio rideva nel sorriso

fermo, rosso e vero

al semaforo dell’incrocio

tra via morte e malattia.

Eppur oggi ho visto Dio,

quando ho appreso ch’Egli

non diverso era da me.

Quel me ch’ogni mattina,

di sottecchi, guardo in faccia

nello specchio, colle mani

appoggiate al lavandino.

E quando oggi ho visto Dio

mi sono accorto che mai

l’avevo fissato dritto

e scrutato negli occhi.

E così l’avevo rinnegato

per tutto il tempo e

nel tanto, infinito, tempo

in cui dall’uomo mi ero

allontanato, come mosca

con la carta appiccicosa.

Ma oggi, finalmente,

l’ho trovato questo Dio

che dell’uomo s’è vestito.

Con cravatte di pietà

e calzini d’umiltà…

Lui, proprio Dio, Uno,

Trino e Infinito che,

imperterrito, séguita

a radersi la faccia

ogni singola mattina

in infiniti specchi che,

sparsi per il mondo,

volti umani, per magia,

continuano a riflettere.

E davvero… oggi,

te lo dico, ho visto Dio.

di Zairo Ferrante

da “Come polvere di cassetti… mentre gli Angeli danzano per l’universo”

( ArteMuse divisione di David and Matthaus editore 2015 )

http://www.ibs.it/code/9788869840548/ferrante-zairo/come-polvere-cassetti.html

Descrizione

L’opera, che possiamo definire una raccolta di “versi, pensieri e speranze”, si divide in quattro parti. La prima è rappresentata da una breve “auto-presentazione” con la quale l’autore cerca di entrare in sintonia con il lettore. La seconda parte è formata da una raccolta di componimenti nei quali il poeta affronta svariati temi incentrati sull’Uomo e sulla sua soggettività che, lentamente, tende sfumare nell’oggettività e nell’universale. La terza parte è rappresentata da un breve saggio nel quale chi scrive si interroga sui suoi difetti, quasi a domandarsi: “È poi così difficile essere migliore?”. La quarta e ultima parte è composta da liriche incentrate sulle grandi Virtù, intese come obiettivo e premio a cui tendere nel corso della vita. La poesia si confonde con la preghiera e diventa intimo dialogo con gli “angeli”, esseri divini, sempre attenti e vicini alle faccende umane, dispensatori di valori positivi.

*FOTO POSTATA DALLA REDAZIONE DEL BLOG E LIBERAMENTE TRATTA DA: http://www.piazzagrande.it/giornale/2014/06/giovani-senzatetto-emergenza-europea/

Il dinanimismo Augura a tutti i Lettori un sereno Natale e uno splendido 2016… con Giuseppe Ungaretti e Cafiero Filippelli

6NATALE

di Giuseppe Ungaretti

Non ho voglia
di tuffarmi
in un gomitolo
di strade

Ho tanta
stanchezza
sulle spalle

Lasciatemi così
come una
cosa
posata
in un
angolo
e dimenticata

Qui
non si sente
altro
che il caldo buono

Sto
con le quattro
capriole
di fumo
del focolare

Napoli, il 26 dicembre 1916

**IMMAGINE QUADRO DI CAFIERO FILIPPELLI POSTATA DALLA REDAZIONE E LIBERAMENTE TRATTA DA: http://www.artealivorno.it/filippelli/

Una ballata stonata per gli Amici … versi inediti di Zairo Ferrante

BALLATA STONATA

( agli Amici)

di

Zairo Ferrante

 

untitledAgli Amici questa

ballata tutta stonata

annegata nel vino

destino d’incontro

fatale, mortale, solare.

Di luce e d’affanno

di stelle cadute,

pescate, sognate,

morte e rinate brillanti.

Ballata un poco stonata

agli Amici di sempre,

a Quelli di oggi,

senz’avere un’età

che ci  accomuna,

qualcuno è una donna,

qualche altro sicuro

rassomiglia ad un uomo,

altri, ancora, chissà!

Una ballata suonata

dalle arpe di Dio,

benedetta e riletta

da mille sorrisi e risate

fatte in faccia alla sorte

alle volte cattiva altre,

invece, più buona.

Amori verdi son nati

e viola scoppiati

e azzurri son morti.

Eppure, testarda, continua

questa nostra ballata

ch’ancor canta stonata.

D’Amici spariti e altri,

in silenzio, restituiti.

S’alzan le foglie d’estate

sui rami del mondo,

e volano quelle d’autunno

nel mare del cielo,

e ghiacciano al freddo

i resti interrotti di frasi

di vita nel cuore d’inverno.

Ma quando risale dal nulla

la prima ver’acqua che fresca,

zampilla, gorgoglia e germoglia

ancora una volta questa,

che è la nostra risata,

ballata ancor più stonata.

E gli Angeli guardano,

ammirano, scrutano e

senza parole lanciano

lenti e sorpresi,

– come flotte d’uccelli

a settembre d’arancio

orizzonte che scalda –

benedetti pensieri

che colgono al cuore

gli Amici stonati,

che sbraitano al suono

di questa ballata

suonata nel fondo

di calici e piatti svuotati,

dal tempo passato e riempiti

da quello fuggente presente

in attesa dell’altro; futuro

che incerto ancor sul da farsi,

ci attende sornione sull’uscio

con le orecchie ben dritte a sentire,

ridendo, questa goffa stronzata

ballata ri-nata, nuovamente stonata.

 

E quando l’invenzione

– tutt’umana –

tanto buffa quanto incerta,

busserà alle nostre porte

scivoleremo dritti e lisci

su di una strada già spianata

a sprofondare senza impaccio

nel nostro tosto Paradiso,

che addosso ci si cucirà

come un mantello odor di nuovo

disegnato in toto e su misura.

E sarà una bettola di smeraldo

tanto uguale ad una strada

apparecchiata con tavole imbandite,

e poltrone di velluto, e bicchieri

quelli lindi e di cristallo colmi a festa

di vino pure per gli astemi e ogni

tavolo immancabilmente corredato

del suo splendido posacenere

e sigari, e sigarette che s’accendono

con il pensiero per incanto e

disincanto di quelli stolti

che tardi s’erano pentiti.

Ed in fondo alla pista d’atterraggio

del viaggio nostro ed ultimo,

già m’immagino un piccolo palchetto

con sopra tre jazzisti, due nocciola

ed uno panna, a suonare – mentre tutti

con il bicchiere e la sigaretta in mano

ad occhi chiusi sognando di volare –

questa nostra ed unica ballata

che pure lì, tra i glicini e le viole,

sembrerà stanca e più stonata.

Come oggi, come da tanto, per-tanto

ed ora e per sempre in ricchezza e

prosperità, finché vita non ci ri-unirà.

*Opera inedita di Zairo Ferrante ( tutti i diritti riservati a http://zairoferrante.xoom.it/ – sito personale dell’Autore – )

**Foto quadro di Pierre-Auguste Renoir: le Déjeuner des Canotiers (1880-8 (Phillips Collection, Washington) postata dalla redazione del blog e liberamente tratta da: http://anto291.typepad.com/blog/2008/08/un-quadro-e-un-romanzo-le-d%C3%A9jeuner-des-canotiers-o-della-vita-moderna.html

“Tango notturno” d’inverno… by ZF

TANGO NOTTURNO

di

Zairo Ferrante

super_luna-71Giallo limone nel cielo
s’alza silente
come specchio
al mio balcone.
Tonda è la luna
come la mia faccia.
Come gli occhi
della civetta.
Che gira la sua testa
come giostra di cavalli
senza musica e
senza festa
in cerca di sorrisi.
Di là sul cornicione
vive la sua vita
e mirando e rimirando
svolazza sulla notte
in cerca del suo nido.
Sorvola la mia testa
di qua sul mio balcone.
Sorride la civetta
e non mi degna di
uno sguardo.
Così, soli nel silenzio,
pensiamo a com’è buffo
aver la pelle d’oca.
Io la fisso e finalmente
lei mi vede… e poi subito
di colpo ci perdiamo,
distratti entrambi della vita.
E zitti
per non romper l’emozione,
un po’ come morire,
nel mare della luna ci anneghiamo.

*Versi di Zairo Ferrante tratti dal libro “I bisbigli di un’anima muta” ( CSA-editrice 2011) http://www.inmondadori.it/I-bisbigli-di-un-anima-muta-Zairo-Ferrante/eai978889670352/

**Foto postata dala redazione e liberamente tratta da: http://www.classmeteo.it/web/portale/news/sguardi-rivolti-al-cielo-arriva-la-super-luna-ma-non-sara-rosa/

dal blog di Rai news 24 “Poesia di Luigia Sorrentino” l’incipit del manifesto dinanimista e alcuni versi di Z. Ferrante

 

 

IL LAMPIONE

di

Zairo Ferrante

( dal libro: “I bisbigli di un’anima muta” – CSA-editrice 2011 – )

Tratta da: http://poesia.blog.rainews24.it/2013/08/28/la-vostra-voce-zairo-ferrante/

blackmail_lampione.jpgPiazza: irta foresta di gente sgomenta.
Che incredula osserva
danzar dolce musica
dai tondi e vuoti
neri buchi d’ottone
e dai legni a fatica
dall’uomo soffiati.
Piovono applausi! Mentre
una grigia voce annuncia
una calda dolce nanna…
… e di nuovo la gente,
muta e sgomenta,
col pensiero si finge
nel lento sbuffare
dei freschi orchestrali…
… e Lui lì, in disparte,
che fissa la folla
mentre illumina l’orchestra.
Solo,
si chiede se qualch’occhio
per errore l’ha veduto.
Sospettoso
si domanda
sulle bocche bisbiglianti.
E quasi infastidito
dalla voce del soprano
resta lì,
fermo e vecchio a lavorare
in rima attesa col mattino
nel suo buio da sopportare.

*Come segno di gratitudine a Fioravante Serraino per avermi invogliato a cercare i miei miti.

Continua sul blog “Poesia di Luigia Sorrentino” di Rai news 24: http://poesia.blog.rainews24.it/2013/0/28/la-vostra-voce-zairo-ferrante/

**Foto postata dalla Redazione del blog e liberamente tratta da: http://www.nonsolocinema.com/Ricatto-di-Alfred-Hitchcock_11481.html

 

Lotta Amata x il Futurismo (selezione di Nanopoesie inedite) di Roby Guerra

karl marx XXI secolo.png**Lotta Amata x il Futurismo (Nanopoesie)

 


0 Connessi di tutta Italia unitevi!

 

01 Linkarne 1 x terminarne 100!

 

001 Navigare pericolosamente

 

010 Eia Eia www

 

001 Politici di tutta Italia, unitevi e suicidatevi!

 

0010 Giornalisti di tutta Italia, unitevi e rottamatevi!

 

0101 La democrazia è il mouse del popolo x il popolo

 

0001 Tremate tremate le Schede Madri son tornate

 

0100 Un terrabyte di colore vi resetterà

 

00110 Meglio un giorno da Avatar che 100 da Professori

 

011010 I maya erano europeisti

 

010110 Tutto prima!

 

011001 Non fare oggi quel che puoi fare sempre (Paperino)

 

001001 Il lavoro nobilita le scimmie

 

010011 L’Italia è una repubblica fondata sul gioco del calcio (Ultras Juventus)

 

0101010 Interplanetaria (Ultras Inter)

 

0101001 Fiat Black Hole! (Ultras Torino)

 

0011001 Peggio un giorno da moglie che 100 da escort

 

0101011 E’ ora è ora Potere a chi colora

 

01010101 Tempi Netmoderni

 

01010110 J love you Madame Guillotine

 

01010010 Cranioterapia mon amour!

 

01100110 Sinapsismo sola igiene d’Italia!

 

010101010 Il download di troppi libri inutili genera troppi zombies inutili

 

010101001 Molti Download umani esige il Progresso

 

01001110 I libri? Atomi degenerati

 

01101010 Operai di tutta Italia, unitevi e estinguetevi!

 

01001010 Dipendenti pubblici di tutta Italia, unitevi e licenziatevi!

 

01101001 Imprenditori di tutta Italia, unitevi e licenziatevi

 

00101010 Giudici di tutta Italia, unitevi e ghigliottinatevi

 

010101010 Presidenti, giudici, senatori, parlamentari, sindaci? Tutti dipendenti pubblici! Il popolo unico datore di lavoro. Licenziamoli, Vaporizziamoli!

 

0 Connessi di tutta Italia unitevi! DA RIMBAUD AI ROBOT

 

by Futurguerra, 11 2012

**Versi ed immagine “karl marx XXI secolo” ricevuti direttamente dallo Stesso Autore

Versi al Cane… di Zairo Ferrante

IL MIO CANE

di

Zairo Ferrante

 

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Il turchese del cielo si
copre di maglie
ceneree.
E stanca la brezza
accarezza la terra
assetata;
e lunga,
la quaresima dell’acqua
è ormai passata.
E tra le foglie ancora
verdi d’una nandina,
si dipingono in anticipo
i miei tenui ciclamini.
Presto si son’affacciati
per venir a festeggiare
e per primi dare annuncio
della caduca stagione.
E la Playa, distesa
ad occhi semichiusi,
l’aria annusa, ove vi
scorge l’odore del niente.
Annoiata dalla lunga
e afosa estate
accascia la sua faccia
sul ruvido cemento.
E per culla il suo
frenetico far niente,
faticosamente, ecco
che s’addormenta.
Sonnecchia il mio
cane.
E per non stonare
con la musica che
ha d’intorno
non abbaia.
È un po’ come

l’autunno
il mio cane.
In silenzio si distende
e prende spazio
per fare un po’ di posto
e aprir la porta,
all’ozio dolce
con la sua stagione
morta.

DSCF0616.JPG*Al mio cane che conosce l’Amore e mi insegna a donare senza
esigere nulla in cambio.


**Versi tratti dal libro “I bisbigli di un’anima muta” ( autore: Zairo Ferrante editore: CSA-editrice 2011 ):http://www.lafeltrinelli.it/products/9788896703526.html

***Nelle foto: la fedelissima Amica, Playa dei Tesorieri :).

La speranza in versi…

 

SOAVE

di

Zairo Ferrante

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Nel mare in tempesta disperso

con il cuore nell’anima perso.

Desolato, allontanato, ripudiato,

dalla luce del Sole abbandonato.

Legato per la gola all’albero maestro

di questi tempi,

quando per morire è forse presto.

Vento, pioggia, bufera e tempesta.

Paura nell’acqua che bagna la testa.

Raggio di sole che aspetti dal giorno prima e

speranza che cerchi dalla prua ogni mattina.

Piangi, imprechi e maledici il tuo viaggio,

ma in fondo sullo scoglio ecco il miraggio.

Mirabile, soave e dolce canto

con forza copre il tuo pianto

nel giorno in cui morivi con le tue pene,

risorgi per il sorriso di mille sirene.

Ti prendono e ti portano per mano

e ti scivoli dolcemente via lontano.

Il vento ti sospinge sulla riva

e t’impregni dell’odore della vita.

Mille sirene cantano in coro

soave canzone di morte beffata.

Mille sirene gridano piano

soavi parole di vita rubata.

Tratta da: ” I bisbigli di un’anima muta” di Zairo Ferrante CSA-editrice (2011)

LA FELTRINELLI.it:

http://www.lafeltrinelli.it/products/9788896703526/I_bisbigli_di_un%27anima_muta/Ferrante_Zairo.html

http://www.autoriitaliani.it/autoriaffiliati/zairoferrante/


**Foto del quadro ” Ulisse e le sirene ” – 1891 John William Waterhouse – liberamente tratta da: http://www.settemuse.it/pittori_scultori_europei/john_william_waterhouse.htm

” IL LAMPIONE “: versi di Zairo Ferrante.

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” IL LAMPIONE “
di
Zairo Ferrante

 


Piazza: irta foresta di gente sgomenta.
Che incredula osserva
danzar dolce musica
dai tondi e vuoti
neri buchi d’ottone
e dai legni a fatica
dall’uomo soffiati.
Piovono applausi! Mentre
una grigia voce annuncia
una calda dolce nanna…
… e di nuovo la gente,
muta e sgomenta,
col pensiero si finge
nel lento sbuffare
dei freschi orchestrali…
… e Lui lì, in disparte,
che fissa la folla
mentre illumina l’orchestra.
Solo,
si chiede se qualch’occhio
per errore l’ha veduto.
Sospettoso
si domanda
sulle bocche bisbiglianti.
E quasi infastidito
dalla voce del soprano
resta lì,
fermo e vecchio a lavorare
in rima attesa col mattino
nel suo buio da sopportare.

*Versi tratti dal libro “I bisbigli di un’anima muta” ( autore: Zairo Ferrante  editore: CSA-editrice 2011 ): http://www.lafeltrinelli.it/products/9788896703526.html

http://www.lafeltrinelli.it/libri-letterature-ferrante-zairo/c-1024/1032157/1/

**Foto quadro “Notte stellata sul Rodano” di Van Gogh postato dalla Redazione e liberamente tratto da: http://arteesalute.blogosfere.it/2010/02/le-stelle-di-van-gogh-tra-arte-e-astronomia.html

ECOCOLORDOPPLER poesia inedita di Zairo Ferrante – per la serie: tutto può contenere una briciola di poesia -.

raffaeleprudenzano_ecocolordoppler-1.jpg

ECOCOLORDOPPLER

( Inedito)

di

Zairo Ferrante

 

Se potesse, la mia mente,

fare “un’ecocolordoppler” e

consciamente scandagliare

il flusso rimbalzante di

pensieri accartocciati.

Quanto potrei godere

nel vederli glauchi quelli

– già pensati – che leggeri

si allontanano come un filo,

un rigagnolo di fonte chiara

depurata dall’immortale

setaccio del ragionamento.

E fantastico potrebbe essere

riconoscerli perché scarlatti

quelli ch’ancor non ho pensato

e predirli, pensarli, aprirli e…

mangiarli, l’uno chiama l’altro,

come chicchi di melagrana,

senza la vorace e deformante

ansia, angoscia d’improvviso.

 

Ma io vivo e non esisto!!!

 

E così, come sublime

e innata dote umana,

vivendo e non sapendo,

mi godo questo scherzo

della mente che s’affaccenda,

a volte aperta e a volte casta,

ad inzeppare vuoti e ingorghi

nei crepacci di memoria.

Senza ch’io possa sapere

come e quando cesserà;

ché sì facendo, a sua insaputa,

certamente ancor disseta

la mia fame di speranza.

 

Zairo Ferrante

20-3-2012  Copyright©2012 http://zairoferrante.xoom.it/

*Immagine di un’ecocolordoppler carotideo tratta liberamente da: http://www.medicitalia.it/minforma/Radiologia-interventistica/534/Ecocolordoppler-delle-carotidi-come-quando-perche

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