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“Gli Amici des Amis” di Zairo Ferrante – versi italo-francesi in libertà –

GLI AMICI DES AMIS

di

Zairo Ferrante

 

599Je ne peux pas

parler d’amore.

Quand le donne

sont dell’uno e

le parole sont dell’altro.

 

Eppur sorvolo questo spazio

per cercare la mia casa.

Un posto o una poltrona,

una strada o un boulevard,

che s’addica alla mia faccia.

 

Ed oggi non abito Milano e

neppur Parigi l’ho mai

né vista né ascoltata.

Eppur le vivo

tra le carte colorate e

le parole regalate

degli amici e

gli amici des amis.

E sorrido quando penso

alla grandezza dell’amore,

ch’io rivivo sussurrata,

tra le labbra d’altro uomo

e per gli occhi d’altra terra.

 

E poco importa

quel che faccio

e dove sono.

Quel che solo

posso dire è:

grazie a loro

che io c’ero.

 

(A Girolamo Melis per l’amicizia che ci lega

 e per avermi fatto scoprire l’arte di Henri Matchavariani.)

*Versi tratti dal ” Come polvere di cassetti… mentre gli Angeli danzano per l’universo” – David and Matthaus 2015

** Disegno di Henri Matchavariani liberamente tratto da: http://www.girolamomelis.it/2012/07/vi-svelo-henri-matchavariani-il-segreto.html

Il dinanimismo sostiene il restauro della Reggia del Carditello …da gioiello del Regno delle Due Sicilie ad ostaggio della camorra.

Reggia-di-Carditello-768x465Con questo breve post/rassegna è mia intenzione sostenere e pubblicizzare un importantissimo lavoro di restauro, che si pone come obbiettivo quello di restituire ai Campani e a tutti gli Italiani la Reale tenuta di Carditello.

Una grandissima e maestosa Opera d’Arte ignobilmente abbandonata al suo destino, in balìa dei “fuochi”, in quella terra per troppo tempo considerata  di “nessuno” e quindi ritenuta erroneamente persa e/o irrecuperabile.

 

Un segno, questo, di civiltà e di presenza.

Presenza di uno Stato che finalmente sembra ricordarsi che anche Lei, quella “terra di nessuno” – che in un tempo non lontano rappresentava un posto ricco, florido e avanguardista – esiste e deve essere tutelata e protetta insieme a Chi, onestamente ( e sono la maggior parte ), la vive e la “respira”.

Zairo Ferrante

La Reggia di Carditello sottratta alla camorra

7 MARZO 2016ARTE

Acquisizione e progetto di restauro

di Massimo Bray

Dal numero di marzo 2016

La Reggia di Carditello, creata nel 1744 da Carlo di Borbone, che vi aveva impiantato un allevamento di cavalli, sorge a San Tammaro (Caserta), nell’area nota oggi come la Terra dei Fuochi al centro di camorra, rifiuti, soprusi e degrado; un tempo era un territorio fertile dotato di un paesaggio straordinario e unico, in cui si coltivavano e si allevavano diverse e rare specie vegetali e animali.
Carditello faceva parte di un gruppo di ventidue siti (tra i quali la Reggia di Caserta, quella di Portici, la Reggia di Capodimonte e il Palazzo Reale di Napoli) appartenenti alla dinastia reale dei Borbone di Napoli: erano luoghi dedicati allo svago e alla caccia della famiglia reale e dove si sperimentavano nuove tecniche e prodotti agricoli (si pensi, ad esempio, alla mozzarella creata per la prima volta in una fattoria di Carditello).

Ammirata persino da Goethe

L’antico splendore di questa reggia, che fu insieme tenuta di caccia e azienda agricola altamente specializzata, secondo il volere e gli ideali illuministici di re Ferdinando IV di Borbone (1751-1825), è riconoscibile non solo in quello che resta delle sue architetture, giardini e arredi, ma anche perché divenne un modello per le pratiche agricole e zootecniche e si meritò l’ammirazione persino di Goethe… CONTINUA SU:http://www.lindiceonline.com/focus/arte/la-reggia-di-carditello-sottratta-alla-camorra/

Finalmente iniziati i lavori alla Reggia di Carditello. Minacce di morte all’ex ministro Bray

Massimo Bray, ex ministro per i Beni Culturali e oggi direttore dell’Istituto dell’Enciclopedia Italiana, è un simbolo della rinascita di Carditello: sotto il suo mandato, infatti, nel gennaio 2014, dopo molte aste andate a vuoto, la Sga (società controllata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze) ha acquistato all’asta la reggia, per poi trasferirla al Ministero dei Beni e delle attività culturali, avviando un progetto di restauro e valorizzazione del sito.

Durante una visita di Bray alla Reggia di Carditello in restauro è stata ritrovata una lettera minatoria a lui indirizzata:

“Ti avevamo detto di non tornare a Carditello altrimenti saresti morto”.

Intanto la Reggia comincia la sua lenta rinascita.

Lo Stato sembrerebbe esserci per una volta anche qui nella Terra dei fuochi (grazie alla tenacia di persone come Massimo Bray). CONTINUA SU: http://www.artslife.com/2015/08/04/finalmente-iniziati-i-lavori-alla-reggia-di-carditello-minacce-di-morte-allex-ministro-bray/

Dal sito dei Beni Culturali:

La Reale tenuta di Carditello, detta anche Real sito di Carditello oppure, con riferimento alla palazzina ivi presente, Reggia di Carditello, faceva parte di un gruppo di 22 siti della dinastia reale dei Borbone di Napoli posti nella Terra di Lavoro: Palazzo Reale di Napoli, Reggia di Capodimonte, Tenuta degli Astroni, Villa d’Elboeuf, Reggia di Portici, Villa Favorita, Palazzo d’Avalos nell’isola di Procida, lago di Agnano, Licola, Capriati a Volturno, Cardito, Reale tenuta di Carditello, Reale tenuta di Persano, Fusaro di Maddaloni, Selva di Caiazzo, Sant’Arcangelo, Reggia di Caserta, San Leucio, Casino del Fusaro, Casino di Quisisana, Mondragone e Demanio di Calvi.

Questi siti non erano solo semplici luoghi per lo svago (soprattutto per la caccia) della famiglia reale borbonica e della sua corte, poiché, è importante sottolineare, che in alcuni casi costituivano vere e proprie aziende, espressione di imprenditoria ispirata dalle idee illuministiche in voga in quei tempi. Si citano per esempio gli allevamenti della Fagianeria di Caiazzo, la produzione della seta a San Leucio, la pesca al Fusaro, gli allevamenti della Tenuta di Persano e del Demanio di Calvi.
Il Real sito di Carditello è stato consegnato, nel maggio 2016, dal Polo museale della Campania alla Fondazione omonima, nata da un accordo tra il Ministero dei beni culturali e ambientali e del turismo, la Regione Campania e il Comune di San Tammaro.

Al via la nostra ( satirica ) campagna elettorale: votate per il ” letto di Lucia” ( la cosa più equa che ci sia )!!!

 

futuristi,nel letto di lucia,campagna elettorale,dinanimismo,melis,ferrante,guerra,cecchiniEh eh!

Indovini e falsi Dei

vecchi Santi e tristi eroi

Via via! Tutti nel letto di Lucia

Tutti nel letto di Lucia

 

Eh eh eh!

Ciarlatani e ombrellai

colonnelli e usurai

futuristi,nel letto di lucia,campagna elettorale,dinanimismo,melis,ferrante,guerra,cecchiniVia via! Tutti nel letto di Lucia

Tutti nel letto di Lucia

 

Eh eh eh!

Che partita a scopone

con tre ministri scalda poltrone

Via via! Sempre nel letto di Lucia

Tutti nel letto di Lucia

 

futuristi,nel letto di lucia,campagna elettorale,dinanimismo,melis,ferrante,guerra,cecchiniEh eh eh oh oh oh!

Pensavo fossi solo mia

Eh eh eh oh oh

Vieni anche tu nel letto di Lucia

 

Eh eh eh!

Chiromanti e futuristi

reggi moccolo e sanfedisti

Via via! Tutti nel letto di Lucia

futuristi,nel letto di lucia,campagna elettorale,dinanimismo,melis,ferrante,guerra,cecchiniTutti nel letto di Lucia

 

Uh uh uh!

Uh che amore di ragazza

Mi violenta e mi strapazza

Sempre nel letto di Lucia

Tutti nel letto di Lucia

 

Uh uh uh!

Scriverò altre canzoni

per raccontarvi le mie emozioni 

Ma ora via! Torno nel letto di Lucia

Tutti nel letto di Lucia

 

Eh eh eh oh oh oh!

E visto che non sei più mia

Eh eh eh oh oh!

Vieni con me nel letto di Lucia

 

Sorridi e sopprimi ogni tua gelosia

nel letto di Lucia

Falsifica assegni cambiando grafia

nel letto di Lucia

Dipingi, scommetti, ti scordi la via

nel letto di Lucia

Guarisci d’incanto la tua malattia

nel letto di Lucia

Il prossimo anno ci porto tua zia

nel letto di Lucia

Non trovi mai nebbia penombra o foschia

nel letto di Lucia

Vorrei ritrovarti, vorrei fossi mia

nel letto di Lucia

*FOTO POSTATE DALLA REDAZIONE E LIBERAMENTE TRATTE DA:

http://girolamo.melis.it/

http://lasinorosso.myblog.it/

 

Lug 29, 2012 - AZIONI DINANIMISTE    No Comments

Dedicata a chi pensa che il successo raggiunto e il potere ottenuto siano gli unici obiettivi di una vita:

ilmarchesedelgrillo1.jpgUN ALTRO GIORNO E’ ANDATO

di Francesco Guccini

E un altro giorno è andato, la sua musica ha finito,
quanto tempo è ormai passato e passerà?
Le orchestre di motori ne accompagnano i sospiri:
l’ oggi dove è andato l’ ieri se ne andrà.
Se guardi nelle tasche della sera
ritrovi le ore che conosci già,
ma il riso dei minuti cambia in pianto ormai
e il tempo andato non ritroverai…

Giornate senza senso, come un mare senza vento,
come perle di collane di tristezza…
Le porte dell’estate dall’ inverno son bagnate:
fugge un cane come la tua giovinezza.
Negli angoli di casa cerchi il mondo,
nei libri e nei poeti cerchi te,
ma il tuo poeta muore e l’ alba non vedrà
e dove corra il tempo chi lo sa?

Nel sole dei cortili i tuoi fantasmi giovanili
corron dietro a delle Silvie beffeggianti,
si è spenta la fontana, si è ossidata la campana:
perchè adesso ridi al gioco degli amanti?
Sei pronto per gettarti sulle strade,
l’ inutile bagaglio hai dentro in te,
ma temi il sole e l’ acqua prima o poi cadrà
e il tempo andato non ritornerà…

Professionisti acuti, fra i sorrisi ed i saluti,
ironizzano i tuoi dubbi sulla vita,
le madri dei tuoi amori sognan trepide dottori,
ti rinfacciano una crisi non chiarita:
la sfera di cristallo si è offuscata
e l’ aquilone tuo non vola più,
nemmeno il dubbio resta nei pensieri tuoi
e il tempo passa e fermalo se puoi…

Se i giorni ti han chiamato tu hai risposto da svogliato,
il sorriso degli specchi è già finito,
nei vicoli e sui muri quel buffone che tu eri
è rimasto solo a pianger divertito.
Nel seme al vento afferri la fortuna,
al rosso saggio chiedi i tuoi perchè,
vorresti alzarti in cielo a urlare chi sei tu,
ma il tempo passa e non ritorna più…

E un altro giorno è andato, la sua musica ha finito,
quanto tempo è ormai passato e passerà!
Tu canti nella strada frasi a cui nessuno bada,
il domani come tutto se ne andrà:
ti guardi nelle mani e stringi il vuoto,
se guardi nelle tasche troverai
gli spiccioli che ieri non avevi, ma
il tempo andato non ritornerà,
il tempo andato non ritornerà,
il tempo andato non ritornerà…

*Testo postato dalla Redazione del dinanimismo e liberamente tratto da: http://angolotesti.leonardo.it/F/testi_canzoni_francesco_guccini_1655/testo_canzone_un_altro_giorno_e_andato_42881.html

Gen 15, 2012 - AZIONI DINANIMISTE    No Comments

DINANIMISMO, PER UN FUTURO LIBERO DA TUTTE LE MAFIE: SOSTENIAMO IL GIORNALISTA GIOVANNI TIZIAN!!!

imagesCA0WZWV7.jpgIn un articolo di Carmen Vogani, tratto da Mediapolitika.com, è possibile leggere tristemente quanto segue:

È un Paese malato il nostro. Un posto dove se fai il tuo mestiere, e se lo fai bene, rischi. Anche al Nord e perfino nella civilissima Emilia Romagna. Così Giovanni Tizian, giornalista precarico di 29 anni, paga pegno. Gli hanno assegnato la scorta perché le sue inchieste sulle mafie al Nord sono scomode. Alla mafia non piace quello che scrive e l’ha minacciato di morte. Quella stessa mafia che per anni al Nord ha camminato su un muro di gomma. E ci cammina ancora. Giovanni l’ha fatta vacillare, con la professionalità che pochi giornalisti mettono in campo.

Si è laureato in Criminologia con una tesi sulle ramificazioni internazionali della ’ndrangheta, e dal 2006 scrive sulla Gazzetta di Modena. Collabora anche con i quotidiani online Linkiesta.it e Lettera43.it e con il mensile Narcomafie. Fa parte di “daSud”, associazione antimafia con sede a Roma costituita nel 2005 da giovani emigranti meridionali che non hanno intenzione di lasciare le loro terre in mano alle cosche.

Giovanni ce l’ha nel sangue l’onestà. Suo padre, Peppe Tizian, è stato ucciso dalla ’ndrangheta il 23 ottobre del 1989. Era nato a Bovalino, in provincia di Reggio Calabria, ed era un funzionario di banca integerrimo. Uno che faceva bene il suo mestiere. Per questo l’hanno ammazzato a colpi di lupara quando aveva 36 anni. Nessuna giustizia per il suo omicidio, come troppo spesso accade quando sono le mafie a decidere chi resta e chi deve andare via per sempre.

Il fatto è che le mafie decidono pure al Nord. Proprio lì, dove il tessuto economico è miele, fanno gli affari più appetitosi. Giovanni ha il vizio di dire la verità e così ha deciso di raccontare come stanno le cose. Lo ha fatto con un libro: Gotica. ’Ndrangheta, mafia e camorra oltrepassano la linea, e ha deciso di pubblicarlo con Round Robin, una casa editrice indipendente. “Non penso che un giornalista possa cambiare il mondo, ma credo nell’utilità sociale del mestiere di giornalista” dice Giovanni Tizian. E che ci crede veramente lo si capisce leggendo Gotica, pagina dopo pagina. Voto di scambio, corruzione, usura, pizzo, droga, incendi e minacce. Il suo libro è uno straordinario contributo per chi ha voglia di sapere, senza filtri, che le mafie hanno fagocitato interi settori dell’economia settentrionale.

Ma Giovanni Tizian non è solo. Con lui c’è l’Italia più bella. Una scorta popolare e civile che in poche ore ha aderito alla campagna “Io mi chiamo Giovanni Tizian” (per aderire: iogiovannitizian@dasud.it) lanciata dall’associazione daSud: “Insieme non indietreggeremo di un solo passo” scrive l’associazione antimafia, perché “la sfida che i clan hanno lanciato a Giovanni è una sfida lanciata all’Italia che resiste e che vuole cambiare”. Giovedì la vicenda di Giovanni è stato il quarto argomento più discusso a livello nazionale su Twitter: #Giovanni Tizian, #nonlasciamolosolo e #iomichiamogiovannitizian hanno viaggiato alla velocità della luce.

“La politica ha cancellato la parola mafia dal vocabolario pubblico, l’informazione ha finto di non vedere, le associazioni e i movimenti hanno sottovalutato” dice Danilo Chirico, presidente di daSud (e autore insieme ad Alessio Magro del libro ‘Dimenticati. Vittime della ‘ndrangheta’). Così Giovanni ha scritto spesso “in solitudine”, “una solitudine doppia, inaccettabile: quella di chi racconta una verità che nessuno ha la voglia o l’onestà intellettuale di sentire – continua Chirico – e la solitudine di chi fa il giornalista con passione, rigore, professionalità. Ma lo fa da precario”. ( Continua: su: http://www.mediapolitika.com/?p=1376 )

Pertanto, alla luce di tutto questo e in qualità di Movimento che si prefigge di sostenere e di parlare all’Uomo per mezzo dell’Arte e della Poesia, abbiamo deciso di manifestare, sia moralmente e sia mediaticamente, tutto il nostro sostegno al giornalista Tizian e a chi come Lui, ogni giorno, si batte in difesa della giustizia e della libertà.

Quindi, preghiamo tutti i nostri Lettori di dare massima diffusione a questa notizia e, di seguito, rilanciamo un’azione del dinanimismo che risale al 26-12-2009 e che, purtroppo, risulta essere ancora molto attuale.

*ZF

*per La redazione del dinanimismo

 

PRIMA AZIONE DINANIMISTA

 


 

*PIANGE IL CIELO

 

Remix di Zairo Ferrante de “La pioggia nel pineto” di Gabriele D’annunzio

*Versi inseriti nel libro del medesimo Autore: “I bisbigli di un’anima muta” CSA-editrice (2011)

 

Taci. Su l’uscio

 

de la porta non odo

 

rumori che dici

 

naturali; ma odo

 

suoni nuovi

 

che parlano gocciole e tinniti

 

lontani.

 

Ascolta. Piove

 

dalle nuvole grigiastre.

 

Piove sulle lamiere

 

secche e rossastre,

 

piove sui palazzi

 

metallici ed irti,

 

piove sui mirti

 

dell’insegna del bar,

 

sulle catene fulgenti

 

d’anelli accolti,

 

su i fusti folti

 

di liquidi aulenti,

 

piove su i nostri volti

 

stanchi,

 

piove su le nostre mani

 

ruvide,

 

su i nostri vestimenti

 

ingrassati,

 

su i tristi pensieri

 

che l’anima annega

 

serena,

 

su la favola bella

 

che ieri

 

t’illuse, che oggi m’illude

 

o padrone.

 


 

Odi? La pioggia cade

 

sul solitario

 

asfalto

 

con clippettio che dura

 

e varia nella nebbia

 

secondo le pozze

 

più alte, men alte. (vv. 39)

 

Ascolta. Risponde

 

al canto il pianto

 

delle Madri

 

che la piovra silenziosa

 

ricatta,

 

né il ciel cinerino.

 

E il mitra

 

ha un suono, e il fucile

 

altro suono, e il pugnale

 

altro ancora, stromenti

 

diversi

 

per innumerevoli morti.

 

E immersi

 

noi siamo nell’aria

 

malvagia,

 

di giuste genti morenti;

 

e il tuo volto austero

 

è molle di lacrime

 

come quelle mamme,

 

e i tuoi capelli

 

brillano come

 

i laghi ghiacciati,

 

o creatura risorta

 

che hai nome

 

Falcone.

 


 

Ascolta, ascolta. L’accordo

 

della vile politica

 

a poco a poco

 

più sporco

 

si fa sotto il pianto

 

che cresce;

 

ma un canto vi si mesce

 

più roco

 

che di laggiù sale,

 

dall’umida strada remota.

 

Più sordo e più fioco

 

s’allenta, si spegne.

 

Solo una nota

 

ancor trema, si spegne,

 

risorge, trema, si spegne.

 

Riparte e s’ode la voce dal mare.

 

Or s’ode su tutta la terra

 

crosciare

 

l’argentea pioggia

 

che spegne

 

l’ira tramandata

 

secondo la progenie

 

più triste, men triste.

 

Ascolta.

 

La figlia della piovra

 

è muta; ma i figli

 

dell’uomo ricattato,

 

il futuro,

 

cantano in unanime gruppo

 

mai con voi, mai con voi!

 

E piove sulla tua tomba

 

Falcone.

 


 

Piove sulla tua ultima strada

 

si che par il ciel pianga

 

per il dolore; non morto

 

ma d’un tratto fatto vivente

 

par dal ciel tu esca.

 

E tutto il tuo canto è in noi fresco

 

aulente,

 

ed il cuor nel petto è come spada

 

intatta,

 

tra le palpebre gli occhi

 

son come proiettili in canna,

 

i denti negli alvèoli

 

son scintillanti luci di rabbia.

 

E andiam di strada in strada,

 

or congiunti or disciolti

 

(e il tuo ricordo prende vigor

 

ci allaccia i malleoli

 

c’intrica i ginocchi)

 

mai con voi, mai con voi!

 

E piove sui nostri volti

 

arrabbiati,

 

piove sulle nostre mani

 

serrate,

 

su i nostri vestimenti

 

puliti,

 

su i futuri pensieri

 

che l’anima schiude

 

novella,

 

su la favola bella

 

che ieri

 

t’illuse, che oggi m’illude

 

e continua

 

o Falcone.

 

AZIONE DINANIMISTA PER UN 2010-3010 LIBERO DA OGNI SFRUTTAMENTO E DA TUTTE LE MAFIE:

“Come D’annunzio e Ermione si ritrovarono di colpo immersi in una natura viva e nascosta che li avvolgeva e che prendeva forza da ogni loro passo, così noi ci ritroviamo immersi in una società carica e satura di soprusi e di crimini che prendono forza da ogni nostra azione illegale, anche la più banale.
Ecco che il DinAnimismo invoca la forza della Poesia (Noi non abbiamo armi, ma solo parole e anima da scagliare contro i nostri nemici) per risvegliare le Anime assopite e ferite dalla superficialità, con la speranza che questo risveglio possa portare gli uomini a unirsi e opporsi, unanimemente, alla deriva societaria di cui siamo sicuramente tutti spettatori e, probabilmente, anche fautori. Auspicando, così, un’era (2010-3010) libera da ogni sfruttamento e da tutte le mafie.”

Zairo Ferrante (26/12/2009)

PICCOLA FAVOLA NATALIZIA…

 

IL MIO NATALE PRIMA DELLA CRISI.

 piccola favola vecchia

 di

 Zairo Ferrante

 

zairo ferrante,favola vecchia,natale,crisi,2012,dinanimismoPrima domenica d’avvento!!!

E’ arrivata l’ora e… occorre, rigorosamente, scrivere e parlare del Natale.

Dovrei parlarvi della famosa bontà natalizia. A Natale lo si sa. Si è tutti più buoni.

Dovrei scrivere che tutta questa bontà è solo falsa ipocrisia e, per essere davvero cool, dovrei rinnegare questo gioioso stato d’animo e dire che io preferisco essere un grande “stronzo”, guerrafondaio, privo di qualsiasi ideale.

Così facendo, sicuramente, sarei uno “scrittore” alternativo, degno di tale nome e non uniformato alla massa.

E invece no.

Io amo il Natale. A Natale mi sento più bbbuono ( rigorosamente con la tripla “b” per risvegliare il mio essere campano ). E sono fierissimo di questo mio buonismo.

Mi ricordo del mio Natale, quando la crisi non esisteva o – almeno – non la si sentiva per strada. L’aria dicembrina era pervasa da un odore agro-dolce. Il dolce era dato dal fuoco di camini mescolato a carne e castagne abbrustolite. L’acro – invece – era dato dalla polvere da sparo scoppiata.

No, non la polvere da sparo di fucili, mitra e cannoni!

Erano i petardi ad esplodere. E io ero davvero felice quando sentivo il botto.

Con 500 lire riuscivo a comprare dieci raudi o – in alternatava – venti mini ciccioli.

Con dieci raudi riempivo – ma piena zeppa – una delle due tasche del mio giaccone.

Un giaccone rigorosamente verde, con colletto di velluto blu.

L’altra tasca serviva per la “miccetta”. La miccetta costava 150 lire e durava almeno tre/quattro giorni.

Erano davvero dispettose quelle miccette. Alle volte ti rosicchiavano completamente la fodera della tasca. Altre volte, invece, gli svedesi si staccavano dalla stecca di legno e s’accendevano da soli.

Morale della favola: la tasca si bucava, le Mamme lo scoprivano, ed ecco che erano “mazzate”.

Certo, erano mazzate d’amore e… alla fine si era lo stesso felici.

In fondo, cosa desiderare di più.

Avevi i petardi, sentivi i botti, la scuola era chiusa e, soprattutto, arrivava Natale e, se “avevi fatto il bravo” ( ma poi mi chiedo quale bambino all’epoca era realmente cattivo? ), potevi sperare in un regalo che giungeva direttamente da – udite!!! udite!!! – Babbo Natale.

Perché si. Babbo Natale esisteva eccome.

 

Oggi, invece, c’è la crisi.

E la crisi va esorcizzata come si deve.

Ecco che: i petardi sono stati sostituiti dagli smartphone, al posto delle miccette ci sono gli ipood, le tasche non si bucano più, i botti sono stati sostituiti dai bassi, sparati rigorosamente a palla, degli happy hour e nella tasca di dietro si è aggiunto un bel portafogli carico di biglietti rossi e con una carta d’identità che ci ricorda una data.

Nato il: 25 – 12 – 1996.

Ma non importa, tanto il prosecco glielo daranno ugualmente e senza sperare in Babbo Natale.

Bastano i soldi.

Insomma, forse i tempi son cambiati, ma io per fortuna il mio presepio l’ho fatto anche quest’anno.

E ora mi godo Benino, quel poverissimo pastore che dorme beato, ignaro di tutto.

Mi commuovo.

Mi fermo a pensare.

Concludo che, alla fine, le crisi ci sono sempre state e, in un modo o in altro, si sono sempre risolte. In fondo pure Benino… mica era ricco!

M’interrogo.

E la domanda non è più “chissà se ne usciremo” ma “ chissà come ne usciremo e, soprattutto, cosa diventeremo”… ma intanto, chissenefrega.

Tra meno di un mese è Natale e… Benino, lo stesso continua a dormire beato.

 

ZF

4-12-2011

* Foto liberamente tratta da: http://www.angolodonne.it/5719/scusa%E2%80%A6%E2%80%A6-una-parola-cosi-piccola-ma-difficile-nel-dirla/

 

Ott 31, 2011 - AZIONI DINANIMISTE    1 Comment

LETTERA APERTA AI GIOVANI ( DENTRO O FUORI NON IMPORTA ) CHE ANCORA SOGNANO di Zairo Ferrante

 

LETTERA APERTA AI GIOVANI ( DENTRO O FUORI NON IMPORTA ) CHE ANCORA SOGNANO

 

di

 

Zairo Ferrante

 

– Manifesto/Azione del Dinanimismo (movimento poetico/artistico d’avanguardia) –

 

 

 

i cavalieri.jpgA Chi scrivo?

Scrivo a Chi ogni mattina apre gli occhi e si ricorda che ha smesso di dormire ma non di sognare.

Scrivo a Chi, nonostante il mondo fuori lo vuole morto, si ricorda – con i fatti e con le parole – che è ancora vivo.

Scrivo a Chi si sente giovane non perché la patente non l’ha ancora rinnovata, ma perché ogni giorno continua a lavorare per costruire in faccia a chi vuole solo distruggere.

Scrivo a Chi sa ancora ascoltare. Scrivo a Chi non si da per vinto davanti a quelli che gli vogliono far credere che l’unica via d’uscita è il fallimento.

Scrivo alle Mamme che piangono sognando il futuro dei propri figli.

Scrivo ai Figli che rincuorano le Mamme quando queste – disperate – pensano che stanno fallendo.

Scrivo alla Gente che difende le idee. Scrivo a Chiunque suda con dignità lavorando.

Scrivo a Chi non si arrende anche se è contagiato da una brutta malattia che chiamano “crisi”.

Scrivo a Chi urla perché non ci sta.

Scrivo a Quelli che sono convinti  che se la prossima fine del mondo bussa alla loro porta è peggio per lei.

Scrivo al coraggio, affinché esca dalla sua tana, venga a bussare alle nostre porte e s’impossessi dei nostri spiriti.

 

A Tutti Questi dedico queste parole, affinché – con perseveranza – continuino a coltivare i propri Sogni.

Affinché – con dignità – continuino a spingere la loro Vita.

Affinché, tutti gli altri capiscano che di morire anzitempo proprio non ne abbiamo voglia.

 

Zairo Ferrante

per il Movimento Dinanimista


*Quadro: “I cavalieri dell’Apocalisse” di Vitaliano Parussini, liberamente postato dalla Redazione e tratto da

http://digilander.libero.it/vitalianoparussini/biografia.htm

 

 

Mag 27, 2011 - AZIONI DINANIMISTE    No Comments

Cogliere il DinAnimismo: La dedica di Giovanna Mulas

E’ con grande piacere ed orgoglio che rilancio la lettera/dedica della scrittrice Giovanna Mulas, ricevuta direttamente dalla Redazione del periodico “Isola Nera”.

La rilancio in virtù dell’immensa stima che nutro nei confronti della Scrittrice ma la rilancio anche perchè, nelle sue parole, è possibile cogliere il vero senso della lotta DinAnimista.

Dignità, coraggio, lotta nonviolenta, resistenza, solidarietà e bellezza. 

Tutto questo può essere Arte, tutto questo è Poesia, tutto questo può trasformarsi in Speranza futura.

Zairo Ferrante

La Giuria del Premio Internazionale di Poesia Città di Ostia ha conferito a Giovanna Mulas il Premio Speciale alla Cultura.
La scrittrice ritirerà il Premio in giugno al Teatro Nino Manfredi, in occasione del suo reading contro la violenza sulla donna, curato dal regista RAI Gaetano Colloca.

<<…Voglio dedicare questo riconoscimento ( lo faccio da madre, prima che scrittrice) ai giovani dell’ Italia Bella da “Mi emigro per magnar”, ai ‘cervelli in fuga’.
 
Ai ragazzi che da mesi, inascoltati o, peggio ancora, derisi, strumentalizzati-manganellati fisicamente e psicologicamente; continuano a battersi nelle piazze con dignità e disperazione, esigendo un futuro che spetta loro per nascita, semplicemente perché cittadini del mondo.
 
A quei giovani che odorano i falsi profeti e li buttano giù da piedistalli e poltrone, che lottano quotidianamente a favore della meritocrazia, contro le ingiustizie, le ipocrisie politiche e sociali, la corruzione e la tuttologia del nichilismo, i tagli alla cultura quindi la privatizzazione delle scuole.
Contro un governo che dimostra di temere il pensiero critico e il confronto, contro una sinistra che è già destra e tutto, comunque, fa casta.
 
A voi, a tutti voi va e andrà sempre il pensiero di una piccola scrivana sarda, figlia del popolo e orgogliosa di esserlo.
Mai smettere di lottare o sperare Stelle mie, di volare: ovunque questo volo vi porterà fatelo con energia, dignità, studio, rabbia, costanza, gioia e comunque sorpresa per quel romanzo straordinario che sarà la vostra vita,
 
con la consapevolezza di ciò che siete e di ciò che volete essere: per voi, per chi vi ama e crede in voi, per chi sta vivendo solo di lacrime e speranza, per chi ha smesso di combattere, per chi verrà dopo.
 
Anche per chi vive fregandosene della vostra lotta per vivere, dovrete vivere
 
Camminate pazienti, camminerete a lungo e senza scorciatoie: questo, domani, sarà il vostro orgoglio più grande.
E al momento del volo volate, senza timore, e che tocchiate le radici della vostra montagna o la cima non importa, ma che il vostro volo non riguardi solo voi, che non sia mera ambizione ma rappresenti, sempre e comunque, costruzione.
 
Sbagliate e sbagliate, sbagliate ancora e cadete, cadete: non guardate la vita dalla finestra.
 
Guardate la vostra montagna nello stesso modo in cui dovrete guardare tutti, nel corso della vita: senza abbassare gli occhi.
 
Non chiudete le ali, non arrendetevi ad un sistema che favorisce il pecora pensiero, l’omologazione: oggi più che mai il mondo –e sottolineo il mondo- reclama le vostre voci, libere e vere, preparate, unite.
 
 
 
Giovanna Mulas, 27 maggio 2011 >>

 

Ufficio Stampa Isola Nera

Mag 8, 2011 - AZIONI DINANIMISTE    1 Comment

AMORE, MAMME E POESIA

5660826289_b4754918e3.jpgA MIA MADRE di De Amicis

Non sempre il tempo la beltà cancella
o la sfioran le lacrime e gli affanni
mia madre ha sessant’anni e più la guardo
e più mi sembra bella.
Non ha un accento, un guardo, un riso
che non mi tocchi dolcemente il cuore.
Ah se fossi pittore, farei tutta la vita
il suo ritratto.
Vorrei ritrarla quando inchina il viso
perch’io le baci la sua treccia bianca
e quando inferma e stanca,
nasconde il suo dolor sotto un sorriso.
Ah se fosse un mio prego in cielo accolto
non chiederei al gran pittore d’Urbino
il pennello divino per coronar di gloria
il suo bel volto.
Vorrei poter cangiar vita con vita,
darle tutto il vigor degli anni miei
Vorrei veder me vecchio e lei…
dal sacrificio mio ringiovanita!

 

*Foto gentilmente concessa dal fotografo Beppe Serrelli

**Versi postati dalla Redazione e spontaneamente tratti da: http://www.associazionepetra.it/raccolta_poesie_edmondo_de_amicis.htm

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