RIFLESSIONI A MARGINE di “Inno alla Vita” il libro in memoria dei suicidi di stato di Loris Facchinetti e Girolamo Melis. di Zairo Ferrante

RIFLESSIONI A MARGINE di “Inno alla Vita”

 il libro in memoria dei suicidi di stato di Loris Facchinetti e Girolamo Melis.

di

Zairo Ferrante

Schermata 2015-01-09 alle 10.46.18L’ho ricevuto per posta, l’ho aperto e l’ho letto.

Un piccolo libro, con una copertina semplice, che racconta la storia di oltre 100 uomini che si sono suicidati.

Circa duecento pagine che ricordano i vari Mario, Giuseppe, Giancarlo, Arcangelo etc. etc., tutti accomunati da un medesimo destino: il suicidio!

Un atto compiuto non per pene d’amore o per delusioni familiari ma per motivi lavorativi, in alcuni casi per debiti o, in altri, per fallimenti di aziende o di imprese.

Un gesto dettato dalla nostra economia che, sempre più spietatamente, ci ordina di essere o tutto o nulla.

E questi uomini ( anche loro padri, nonni o figli di famiglia ) han provato con forza ad essere quel tutto, forse hanno commesso qualche errore… è vero! Chi lo può sapere!

Fatto sta che son finiti per essere “nulla” agli occhi di un sistema che fino a qualche tempo prima li aveva foraggiati, incoraggiati, spinti e finanziati e, come spesso accade in questi casi, quando chi dovrebbe proteggerti ti volta le spalle facendo finta di non vederti, è ovvio che lo sconforto finisce per prendere il sopravvento.

Così m’immagino tutte queste storie, uomini che hanno lottato e fatto di tutto per restare a galla, gente disposta a tutto pur di non vedere svanire nel silenzio tutti i sacrifici di una vita.

Sì, proprio disposti a tutto, perfino ad accollarsi mutui trentennali ma ( e come dargli torto ) assolutamente non disposti a perdere la propria dignità.

Certo, qualcuno mi potrà dire che la sola dignità non riempie la pancia e non riscalda nelle sere d’inverno,

qualcun altro obietterà dicendo che di sola dignità non si vive ed io dico che quel qualcuno e quel qualcun altro hanno effettivamente ragione.

Di dignità non si può vivere perché la dignità è essa stessa la Vita.

Immaginiamo di togliere ad un fiore la dignità dei fiori e poi chiediamoci: che scopo avrebbe mai un fiore senza la dignità che gli compete e che da sempre lo contraddistingue?

Beh, la risposta mi sembra ovvia: nessuna.

E allora mi pongo un’altra domanda: si può vivere senza uno scopo?

Ed anche in questo caso la risposta è semplice: no!

Quindi mi fermo, respiro e muoio, solo per un attimo, quel tanto che basta per convincermi ancor di più del fatto che nessuno dovrebbe mai arrogarsi il diritto di sottrarre la dignità e lo scopo agli Uomini.

Proprio nessuno.

Specie quando questo nessuno si chiama “stato civile”.

Ecco che a partire da oggi, per non diventare anche io un ladro di dignità, nel mio piccolo mondo abbraccerò i miei amici e cercherò di combattere un’altra silenziosa e personale battaglia, quella che proprio l’amico Girolamo Melis e Loris Facchinetti, forse inconsapevolmente, mi hanno suggerito tramite il loro libro “Porgeremo la nostra mano prima che la mano dell’Altro si levi verso di noi per chiedere. Non avremo nemmeno bisogno di tendere l’orecchio per ascoltare il pianto e il grido del nostro vicino. Ce ne saremo accorti prima. Ce ne stiamo accorgendo ora*. ( * dalla quarta di copertina di Inno alla vita ) “

ZF

Il libro lo trovi su: http://www.amazon.it/Inno-vita-memoria-suicidi-Stato/dp/8826707006/ref=sr_1_1/279-4041953-6664540?s=books&ie=UTF8&qid=1424185712&sr=1-1

RIFLESSIONI A MARGINE di “Inno alla Vita” il libro in memoria dei suicidi di stato di Loris Facchinetti e Girolamo Melis. di Zairo Ferranteultima modifica: 2015-02-17T16:11:43+00:00da zairo-ferrante
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