Il dinanimismo segnala e sostiene la rivista internazionale “Patria Lettaratura”…

patria-letteratura5Il Dinanimismo, in qualità di movimento poetico/artistico libero, indipendente e gratuito, segnala e sostiene in modo automono le attività della Rivista Internazionale di Lingua e Letteratura “PATRIA LETTERATURA”.

Di seguito riportiamo l’incipit del manifesto Transculturale scritto da Armando Gnisci con i profili artistici del Presidente onorario e dell’attuale Presidente in carica.

Per Ulteriori informazioni: http://www.patrialetteratura.com/

Manifesto transculturale Tratto da “Patria Letteratura”

La Transculturazione deve sperimentare e promuovere pratiche critiche di azione transculturale tra i saperi contemporanei allo scopo di produrre una nuova cosmovisione comunitaria attraverso forme di azione creativa e di salute generale: tra le persone umane, tra generi e tra generazioni, tra le culture; tra le persone umane e le non-umane, tra i viventi e il pianeta abitato da noituttinsieme e il cosmo, di entrambi i quali siamo partecipi. Noi crediamo, ma non da soli, che il Multiculturalismo e l’Interculturalità siano due parole-concetti che debbono essere revisionati profondamente nell’Europa occidentale e nell’Unione Europea, dove abitiamo: la prima attraversa una evidente crisi politica, la seconda è una barchetta in balìa mediterranea di una crisi di senso. Noi pensiamo che la crisi politica, tempo fa annunciata clamorosamente dalla premier germanica Angela Merkel, rappresenti l’ultima conseguenza della persistente e confusa visione eurocentrica della politica unitaria degli europei uniti nel cerchio di stelle dorate. Ma, anche, dal nostro punto di vista transculturale, l’esito della mancata decolonizzazione degli europei da se stessi, dall’essere stati e tuttora esserlo: coloni e padroni. Una richiesta che fu fatta negli anni 50 del XX secolo agli europei da due grandi intellettuali: uno francese e l’altro francofono, della Martinica antillana: Jean Paul Sartre e Frantz Fanon….

… CONTINUA SU: http://www.patrialetteratura.com/manifesto-transculturale/

Gezim Hajdari è nato nel 1957 in Albania. È uno dei maggiori poeti contemporanei. Si è laureato in Lettere albanesi a Elbasan e in Lettere Moderne a “La Sapienza” di Roma. Nel corso della sua intensa attività di esponente politico e di giornalista d’opposizione, ha denunciato pubblicamente e ripetutamente i crimini, gli abusi e le speculazioni della vecchia nomenclatura comunista di Enver Hoxha e dei recenti regimi mascherati post-comunisti; dal 1992 è esule in Italia. Bilingue, scrive in albanese e in italiano. Ha pubblicato numerose raccolte di poesia, libri di viaggio e saggi e ha tradotto in albanese e in italiano vari autori. È vincitore di molti premi letterari ed è presidente del Centro internazionale “Eugenio Montale”.

 

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Matteo Chiavarone nasce a Roma nel 1982. Si laurea prima in Lettere con una tesi di Filologia della Letteratura Italiana nella quale pubblica alcune lettere inedite del poeta Giosue Carducci appartenenti al Fondo Patetta della Biblioteca Apostolica Vaticana, poi in Italianistica con un lavoro su Curzio Malaparte che prova a ripercorrere la vicenda umana, politica e letteraria del controverso autore pratese. Dal 2006 al 2008 ha lavorato presso la Giulio Perrone Editore ricoprendo vari ruoli; nel 2010 ha fondato, insieme a Dario De Cristofaro, il progetto “Flanerì” (www.flaneri.com); dal 2011 è direttore di Edizioni Ensemble.

Ha collaborato e collabora con diversi progetti culturali (Flanerì, Il Recensore, Istituto di Politica).

Ha pubblicato i volumi di poesia Gli occhi di Saturno (Perrone, 2006) e Blanchard Close (Perrone, 2011); i saggi «La guerra degli uomini». L’Europa ferita a morte attraverso i libri «famigerati» di Malaparte (RivistaDiPolitica, Rubbettino, 2011) e Con dolce curiosità. Tributo ad Andrea Zanzotto (Edizioni della Sera, 2012) – curatela.

Il dinanimismo segnala e sostiene la rivista internazionale “Patria Lettaratura”…ultima modifica: 2014-02-02T13:19:06+00:00da zairo-ferrante
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1 Commento

  • La prova del fallimento della cosiddetta società “multirazziale” è in una società che è nata tale: gli USA.

    Tale constatazione non può essere assolutamente smetita.

    Nessuna reale integrazione è davvero possibile fra popoli che abbiano origini, abitudini, culture, credi religiosi, lingue d’origine ed etnie diverse.

    Ci può essere reciproca sopportazione, abitudine alla convivenza civile in alcuni casi, ma mai reale fusione in un “unicum”.

    Se poi tale fusione si realizzasse (come in parte purtroppo si sta relizzando e come voi a quanto pare auspicate) sarebbe un disastro per le specificità degli ospitati come degli ospitanti.

    Ogni cultura, credo, lingua è specifica ed unica ed è una ricchezza per questo. Gli effetti della globalizzazzione nell’omologare tali diversità sono devastanti. Sta distruggendo, in nome di interessi di natura economica, secoli di storia frantumando e spazzando via preziose identità.

    No, mi dispiace, non sono d’accordo con voi. Le vostre posizioni sono pericolose! La tendenza che propagandate poi è già in atto e sta producendo orrori senza fine!
    Ed è fra l’altro di derivazione massonica.

    Mi stupisce che un sito che si chiama patriletteratura nel suo manifesto programmatico scriva simili nefandezze. Dovrebbe chiamarsi abolizionediognipatria!

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