Archive from marzo, 2010

Secondo e-book dinanimismo AA.VV.

 

 

 

IMMAGINE COPERTINA.JPG

“LA POESIA COME VOCE DELL’ANIMA”

ovvero

L’ANIMA IN PERSONAL


AA.VV.


Secondo e-book del

DinAnimismo (Movimento Poetico/artistico rivoluzionario delle anime)


a Cura di

Zairo Ferrante


Edito da “Futurist-edition” editore sperimentale on-line


con:

nota editoriale di

Roberto Guerra


quadri dell’artista

Vincenzo Carofalo


postfazione di

Barbara Cannetti


L’e-book rientra, anche, nelle attività del Laboratorio di Letteratura Futurista (LLF) curato dall’AIT (Associazione Italiana Transumanisti)


Gli autori selezionati per Poesie e saggi sono: Cinzia Accetta, Giancarlo Fattori, Monica Fonti, Siddharta-Asia Lomartire, Nicola Matteucci, Marco Nuzzo, Gino Puglisi, Mariacarmela Ribecco, Carlo Rinaldi, Daniela Schiarini, Massimiliano Scordamaglia, Nicole Stella, Gioia Volpe.







26809_110982395590063_100000349098153_154614_2897194_s.jpgIntroduzione al Dinanimismo

di

Zairo Ferrante

Il grande merito del futurismo, e lo si evince già dal nome, è stato quello di saper leggere il futuribile. Infatti Marinetti ed i Suoi intuirono che il mondo stava per cambiare, capirono prima di tutti gli altri che il progresso e la tecnologia stava per diventare una costante della società e non più un evento estemporaneo.

Fu così che grazie ad una genialità senza paragoni, seppero elevarsi a “Maestri di Anime” e per mezzo della loro produzione artistica presero per mano l’uomo dell’inizio ‘900, ricco di “pathos” ma non pronto per il progresso, e lo accompagnarono nel “mondo tecno-sviluppabile”.

Oggi, in un mondo “tecno-sviluppato” in cui la scienza ed il progresso sono delle costanti giustamente inarrestabili, bisogna fare esattamente il contrario.

Occorre, infatti, che la produzione artistica aiuti l’uomo “pre-robot” a ritrovare ed a far ripartire la sua Anima disorientata dall’eccessiva velocità e dai numerosi input che arrivano dai media, dalle vetrine e dalla globalizzazione.

Queste parole possono sembrare eccessive, ma sono necessarie affinché tutti si rendano conto che a breve, quello che distinguerà l’uomo dal post-uomo sarà proprio il suo sapere e dovere “fare anima”.

Quel “fare Anima” che si compie nell’introspezione, nella riflessione, nella capacità critica e discriminativa tra ciò che è bene e ciò che è male.

Quel “fare anima” che in un turbine di velocità si sta perdendo e che il DinAnimismo invita, invece, a non sottovalutare.

Anima che va recuperata anche per mezzo dell’arte.

Un’Arte che deve essere semplice, immediata, forte e sconvolgente proprio come quella futurista.

Un’Arte fatta dalla gente ma soprattutto fatta per la gente.

Un’Arte che abbia un cuore e che parli con la sua voce.

Ecco, quindi, che questo e-book (libero e gratuito) diventa il mezzo migliore per difendere e diffondere il DinAnimismo nella sua indipendenza, nella sua singolarità e nel suo essere “libera idea in comune espansione”.


Nota editoriale

di

Roberto Guerra (Futurist-edition)

“Secondo ebook collettivo dinanimista dal titolo programmatico: L’Anima in Personal;

come fare poesia anima nel computermondo.

Nuovi e talentuosi autori, tra poesia e breve saggistica, confutano certi pregiudizi umanistici sul web e la nascente cibercultura, dimostrando nei fatti voli creativi affascinanti e in progress.

Oggi la parola è sia battito cardiaco che elettrocardiogramma, dal cuore pulsano i neuroni del futuro…”















Saggi e Poesie

“l’Anima in Personal”

AA.VV.





“E’ ancora possibile la poesia?”

saggio di

Siddharta-Asia Lomartire



carofalo 2 A LETTO (STUDIO).jpgLa visione pessimista dell’età contemporanea fatta da Montale svela una severa verità: nel benessere, nell’evoluzione della propria vita, l’uomo porta se stesso alla sofferenza, quasi inspiegabile. Montale, infatti, afferma che ormai si vive in un’età dove tutto è dovuto e tutto si può (o si crede di potere), dove questo “superuomo” si pone al di sopra di ogni altro essere e si crede autore e regista assoluto della propria esistenza. Relativamente al tanto esaltato raggiungimento di una stato di benessere, Montale rivela come ciò che l’uomo “ha” in quest’epoca, dove si produce e si distrugge per produrre qualcosa di più sofisticato e inutile, in realtà trasforma l’uomo stesso in un “contenitore”, un involucro pieno di niente o di sofferenza arrivando a fargli pensare che realmente l’uomo e giunto ad aver orrore di se stesso e che abbia perso la propria identità. In tale situazione si potrebbe affermare che questa sofferenza nasce dal fatto che non ci siano più delle valide forme di sensibilità tra gli uomini e ciò che li circonda. In quest’età dove tutto si può, dove soprattutto i giovani non hanno una loro identità, ne sanno dove cercarla, dove tutto ruota inesorabilmente intorno al benessere, o per esser più sinceri al “ben-avere e al ben-apparire”, le arti, le vere arti, non hanno più un loro giusto modo di esser prodotte e interpretate; man mano vanno perdendosi, ed in questo mondo, il mondo di oggi, che significato assume la poesia? Potrebbe essere che l’arte si sia ridotta ad un semplice strumento per la quale un “essere” arriva a manifestare il suo malessere, il suo dolore; potrebbe essere un modo per diventare famosi, essendo ormai schiavi di schemi e vogliosi di facili successi, o meglio, potrebbe essere uno strumento di luce per quest’età cupa. Quest’epoca sembra stia andando verso la propria rovina poiché è priva di ideali, di convinzioni, di vero amore per se stessi e per ciò che ci circonda. Cosa ne sarà, e come diverrà il nostro mondo? Un mondo in cui la gente vede ma non guarda più, in cui ciascuno fa sistematicamente solo per routine le solite cose senza avvertire i propri più intimi desideri di sentirsi e di essere parte ben integrata di un mondo che dovrebbe essere la dimora di serenità e empatia. Ma sotto un punto di vista psicologico si potrebbe affermare che è l’uomo stesso ad autocondizionarsi o ad essere condizionato dai suoi stessi simili a questa grigia vita. La poesia, come ha sempre fatto in passato, può essere considerata un fiammifero sull’universo del pensiero umano, della sua reale condizione, dei suoi più intimi e a volta inconsci sogni, desideri e paure e, in quanto tale, è lo specchio di chi la crea; può rilevare le sue situazioni, i suoi pensieri e magari, perché no, svelare un eventuale via d’uscita e di “riscatto”, suggerendo le giuste riflessioni per concretizzare il giusto modo di vivere in un mondo moderno ma con solidi principi. 
Che posto ha oggi la poesia, nel mondo moderno?! 

Oggi, come ieri, la poesia è la nostra “carta d’identità”, quella di chi non si riconosce più, non ha ne nome ne cittadinanza, ne storia passata ne speranza futura, quella su cui è scritto, nello spazio “segni particolari”, . . . . nessuno.



“Non esiste uno Spirito debole, ma uno Spirito stanco”

racconto in versi di

Daniela Schiarini

carofalo 3 FLAMENCO.jpgTroppo spesso,pigri e demotivati rinunciamo a questo viaggio,eppure non basta aver visto il mondo intero,per poter dire di aver visto con gli occhi dell’anima.

Leggete con attenzione e acuite il vostro ingegno,sentitela pulsare in voi,perché andremo a conoscere “L’INFIMA MATERIA”,bramosa di inglobare tutte le anime corrose dall’inerzia:

 

Un’infima materia affiorava all’orizzonte,

mutava la sua forma

quasi fosse costantemente accarezzata dal vento.

In molti attoniti,

a quella vista inusuale,

non osavano proferire parola;

avvezzi allo svago

questi ignoravano il male che li corrodeva: l’Indifferenza.

Eppure,l’infima materia

Non arrestava il suo divenire:

risucchiava a sé

ogni animo cupo trovasse

e crescendo aumentava la sua forza.


Poi,d’improvviso,come risvegliati da un placido tepore,

tra quei testimoni attoniti

alcuni iniziarono ad elevarsi

come angeli che spiegano le ali,

altri,invece,tentarono di farlo

ma invano:

la loro anima corrosa

impediva loro di planare.

Come schiere di angeli

gli animi eletti

fronteggiarono coraggiosi

l’infima materia

pronta questa a trarli a sé

alla lor vista

arrestò il suo divenire..


…Come se d’improvviso, in quell’istante il pulsare del mondo stesso sembrò fermarsi:

il vento arrestò la sua corsa,

il mare ordinò alle sua onde di dormire

e queste divennero addormentate.

Anche il sole,prossimo ad abbracciare la notte,

ubbidì a quell’implicito comando:

e tutto fu immoto.


Al pari di lucciole lucenti

Gli animi eletti

volarono in quella vita senza vita

unici fra tutti

capaci di osteggiare quella sinergia temporale,

unici fra tutti

capaci di planare senza vento.

D’improvviso urla lamentose,come sibili acuti,

si udirono provenire dall’infima materia:

qual peggior condanna,per un animo immoto,se non privarlo

della seppur fievole speranza,che questi possa ancora volare?


“SUPERSTRINGA”

saggio d’espansione di

Massimiliano Scordamaglia

(coordinatore movimento particellare)


carofalo 1 PAESAGGIO.jpgALLARGARE, strana parola, ALLARGARE, una A tante L che non ho voglia di contare, GARE, ARE, LARGARE, ALLAR no qualcosa non suona nel verso giusto.
Conoscevo questa parola ALLARGARE, credo persino di averla adoperata e se ben ricordo ridevo, no ero soddisfatto di qualcosa, meglio dire in attesa di qualcosa, qualcosa che ha a che fare con ALLARGARE e tempo restante.
Che strana unione di lettere ALLARGARE, sembra gettata li’, termine con senso quando deriva da confuso lancio di dadi e ricordi perché ci sono mani e sopra le mani un volto, tanti volti, no un volto fatto da mille volti forse perché inutili, trasparenti, sottili come un soffio di vento un po’ più forte del normale e ciò che vedo è uno, ciò che odo è il mio lamento perché si fa prima, molto prima che pensare, pensare ad ALLARGARE.
ALLARGARE, ALLAGARE no e’ ALLARGARE perché esondano pensieri ma non parole, strabordano i minuti, le ore, tramonti oddio quanti tramonti, finestre e quante finestre e apritele quelle finestre perché si annega, perché non c’è spazio per pensare, per salvarsi si, salvarsi il futuro, salvare le notti da dolorosa quiete, non perdersi, non smarrirsi mai, non lasciar ALLAGARE le vie d’uscita, no no no, ALLARGARE la fuga ma fuga da cosa, fuga verso dove?
Mi dicono sia giusto correre ALLE GARE ad ALLARGARE e pare si riduca tutto a questo e il torto e’ mio cosi’ sembra, cosi’ appare, cosi’ storia ordina, storia impera sulle voglie di conquista e vittoria, ALLUNGARE umana ombra su terra esausta, cerchio da spezzare, sparire in un sospiro, andarsene nel silenzio, milioni in uno, milioni in zero, spazio, spazio, spazio ALLARGATO, LUNGO, corto senza impegno apparente, reale abbandono, non resa, stanchezza.
Se avessi frainteso andrebbe bene, altrimenti ALLARGARE non basterebbe con questa poca luce, con la voglia di ritrovare ed ALLARGARE, ringhiare, ringraziare.
You always kept a sunset
Behind your lonely shoulder
You never showed on photographs
And you never grew much older


Versi (senza titolo)

di

Monica Fonti

“Mi lascio sequestrareDOPO.... Carofalo.jpg

dalla luce che affoga nella notte

Scrivo nel momento

e del sogno

faccio emozione”



“Calliope”

di

Carlo Rinaldi

ritratto carofalo.jpgFautore della “Piccola Poesia Istantanea”, di cui “Calliope” potrebbe proporsi come manifesto.

Fermati

poeta

Ascolta la Parola

e scaldala nel cuore

Scrivi l’Eco dei suoi suoni

mentre freme

il tuo Pensiero.



“Il mio giovane fato”

di

Mariacarmela Ribecco


Paesaggio 3.jpgCanta l’usignolo nel deserto delle verità,

danza nel vento il papavero arso dalla povertà,

si prosciuga la sorgente degli uomini liberi.

Prima del pane caldo … l’affetto.

Prima del lungo viaggio … il perdono.

Prima dell’amara lotta … il coraggio.

La neve scompare sul viale illuminato

… è tornato il sorriso, l’abbraccio, il bacio,

le parole calde del mio giovane fato.


“Il mio posto nel mondo”

saggio di

Gioia Volpe

camino (nome dato da me).jpgE la solitudine si fa largo e allaga il cuore…esiste un posto al confine da noi stessi dove poche

cose hanno forma e quelle che si desidererebbe vedere distintamente, in realtà poi non si riesce a metterle a fuoco nonostante non si desideri null’altro. Una linea sottile d’orizzonte in cui il passato ed il presente si mescolano senza ottenere il futuro che si vorrebbe. L’anima si fa largo a fatica tra mille peripezie, si aggrappa alle poche rocce che ha intorno, ispide, aguzze, ma pur sempre rocce, ed alla fine con le dita consumate dal tempo si accorge di essere esausta e di aver bisogno solo di riposo, di una grotta fresca che l’accolga e la ristori. Difficilmente si riesce a seguire il ritmo del proprio cuore, si segue incessantemente la ragione, ma arriva il tempo in cui il cuore ti chiede il conto di tutte le ore passate ad incoraggiarci senza avergli dato credito… Nel tempo ci sembra di aver costruito strade e palazzi ma in realtà intorno ci sono solo sagome di cartone che al primo soffio cadono giù come foglie. E si alza il vento e soffia, incessantemente, fa cadere le sagome, dissolve la nebbia, leviga le rocce e crea un sentiero che porta al di là dell’orizzonte, in un posto oltre il confine di sé in cui un battito di ciglia fa sorgere e tramontare il sole, fatto di ali grandi e sicure che avvolgono nel loro morbido manto e per magia ci rendono invisibili, un posto in cui danzando in punta di piedi sul suono di una voce si allineano le note cristalline e armoniche in una dolce melodia…Un posto dove nulla ha importanza se non ciò che è veramente importante, dove ci si possa sfiorare per ore senza sfiorarsi realmente, dove i profumi evocano i ricordi e nei ricordi ci si afferra come naufraghi in cerca di una zattera e ci si salva…Un posto dove il giorno ha il colore del miele e la notte brilla alla luce di una fiamma d’affetto che non chiede nulla in cambio…Un posto senza tempo dove tutti i sogni vanno al posto giusto nel grande mosaico della vita, in un solo istante, e dove sai che nulla sarà più lo stesso….perchè sai che tutta la tua vita può stare chiusa nel palmo di una mano e lì trovare la sua casa. Lontano da lì ci si sente di nuovo soli…





B-Day

versi di

Nicole Stella


Sola, tra i sogni distrattifoto 3 inviata dal maestro.jpg

Immagino i tuoi occhi

Mosaici del cielo

Oscuri diamanti

Nel cuore tremante

E nei giorni di pioggia.


Per sempre con te, amore.


“GLI AMANTI-FALENE”

versi di

Giancarlo Fattori


nudo.jpgE’ un’erezione d’amore quest’ombra a forma di rosa nera,

col sangue che, nero, cola dalle nostre carni luminescenti,

fino a seminare, nella poltiglia che ci fa da letto, e ci sostiene,

miriadi di germogli che un giorno sfideranno vento e tempo.

E’ la dannazione di pochi minuti, come droga che stordisce,

una preghiera di carne nella carne, ramo di spine laceranti,

petali che s’aprono, cadendo, succhiando la vita e il mondo,

mentre s’alzano i seni, e s’abbassano, al ritmo ipnotico di una danza.

Chiudendo gli occhi, spinge questa rosa nel labirinto di te,

con la marziale cadenza di una lacrima d’amore che scende,

lungo le guance della notte, e si smorza sulle labbra chiuse,

e, senza requie, si spegne in una ninna nanna, tra le tue braccia.

Nel groviglio di lenzuola stropicciate in cui la danza ci ha condotto

ci teniamo stretti, spargendo petali, graffiandoci coi rami,

fino ad avvampare nella fiamma dell’estasi, e divenire cenere,

che, dolcemente, il vento sparge sui freddi marmi d’una tomba.



“Assenza”

versi di

Cinzia Accetta


Tendaggi fruscianti adesso giacciono.no so nome carofalo.jpg

La polvere è adagiata sulle assi del proscenio;

non un’orma, non un soffio.

L’eco di un suono assente tace.


Invade la sala

la corrente di porte scordate aperte

e l’aria solleva ciò che il tempo ha lasciato.


Si agitano i granelli inermi,

ignari, sospinti e vinti.



“ALCHIMIA D’AMORE”

versi di

Gino Puglisi


Dentro una scatolapaesaggio 2.jpg

ho nascosto il mio cuore

l’ho coperto fino a fermarlo

tra mille incubi l’ho soffocato.


Il suo battito è sempre più forte

più tolgo il sale

più lo disprezzo

ma come impazzito

urla stizzito.


Non fermerai il mio amore …

lo chiudi, lo soffochi

ed io t’amo sempre di più.


Il mio amore è tremendo

si sveglia al mattino

E non muore a comando.


So che mi ascolti

Batterò sempre più forte

Fin quando la passione che freni

Non esplode in un’alchimia di emozioni.



“Alla notte”

versi di

Nicola Matteucci


O’ mia rupe, pulpito di notti,carofalo PAESAGGIO corretto.jpg

e a me sì le lucerne

scaldano.

Scorrea o’ rumor silenzioso

di pensieri, torme di grilli

e a me fauci sia.

Ma anche scendono acque mie,

e veneri ogni notte sogno alle lune,

ai bui m’innamoro molle,

e poi mia dannazione:

‘l sogno di sere che mai a luci giace,

mia cura ‘l suo cercar,

e ‘l suo nulla è d’artigli.

Così mai di dolci pelli preso,

al che ancor cerco

i perfetti imagi notturni alle strade.

Ma a me bagni, Notte, spegni

il ringhiar dolente di soli,

che sotto ceneri poi all’alba

il foco rugge.

Immobil resta quella fronda

di frassini al cor,

nel noverar eterno, ello di

luccichio carezzante e buio,

e l’oltre, al tuffo di raggi è a me

un futile vagabondar,

se a me le mascherate spemi

di novo l’estremi tingono.

E inanzi i teli d’inchiostro, dal mio poggiar

su l’irti picchi

fo’ piazza dei miei danni,

ma intanto o’ grazie oscuro,

che d’affannar lieto

le doglie freme.

Velami, Notte, vela così i miei moti

d’eccitato guardingo,

e beati l’elisi pensier sul mondo,

prima ch’esso si devasti;

e rovin di rossastre città cadute,

d’esuli fanciullin dimora

a giuochi lieti.

I bei travagli sian come aghi su corde

e carni fresche l’arde; ma più passano i venti strinando,

la pietra fonde e al Gran Malanno,

arresi all’assalir di iene

e lasciarsi cadere sospirando, sul fondo.

Ed in breve, a me sì cara, mia Notte,

che d’affanni dolci elli di colpi copri,

(ma senza d’essi che ‘l mio real sentir muore).

E intanto beve arie mio precordio,

e come i voler

son le stelle: altre sì che sparse,

e dal lor reale tanto antico e caduto,

lor lucerna continua la brilla;

alcuna di tanto in tanto eterna riposa,

(più sale e ‘l tonfar più devasta)

ma qui mia unica speme.

 

“Dolce, amaro settembre”

versi di

Marco Nuzzo



Limati da mani esperte,paesaggio 2.jpg
gli intarsi scavati dentro memorie
e posti in teche d’argento
non dissolvono ingialliti ricordi,
né attenuano la brusca assenza

ma i lampi di luce sulle coste
non esaltano più
la stigma nella rena,
estinta nelle onde indifferenti
e licenziata nel mare,

sei ancora chiaroscuro,
lambito da pennelli d’acqua
sostenuti da labili dita,
che si sciupano
nell’eco di voli siderali
ed armoniose elegie

colpa mia? colpa tua?
non importa saperlo,
ma filtro l’inchiostro e le lacrime
in parole austere,
su pagine di vita
ferme al giorno
di un dolce, amaro settembre.




POSTFAZIONE


Considerazioni sul DinAnimismoFoto 1 invita dal maestro.jpg

di

Barbara Cannetti

estratte da… http://e-bookdinanimismo.myblog.it/archive/2010/01/07/dinanimismo-ed-individualita-di-barbara-cannetti.html


…Quella di esprimere i propri sentimenti è una necessità che il mondo moderno sembra aver dimenticato. Se ci si guarda attorno con attenzione, però, è una pratica molto più sviluppata di quanto si creda. Ha solo cambiato forma e luogo poiché si realizza sempre più spesso attraverso siti internet e blog personali.

Queste moderne forme di diario, più o meno delineate – rappresentano degli importanti tentativi di esprimere sentimenti e valori. Se un tempo il diario e la poesia erano prevalentemente questioni private, ora – in epoca di reality show e di globalizzazione – coloro che sentono la necessità di parlare di sentimenti, lo fanno in modo diverso, utilizzando anche le nuove tecnologie che, in teoria, ne rendono più semplice la diffusione…


… Non è assolutamente vero che la poesia è un discorso per pochi eletti, elite di cultura superiore. Il problema maggiore, sta piuttosto in quella mancanza di ascolto che oggi sembra diventare sempre più forte e diffusa.

L’incomunicabilità e la mancanza di ascolto, non riguarda solo le terze persone, dato che gli uomini tendono ad ascoltarsi sempre meno (soprattutto in termini di tempo). Tutto questo si declina in un disinteresse per la lettura in generale e per la poesia – da sempre, come detto, espressione dell’umanità e dei sentimenti – in particolare.

Ed ecco che “il dinanimismo”ci propone, come terapia, proprio una maggiore diffusione della poesia: ogni individuo dovrebbe iniziare o riprendere non solo a leggere, ma anche a scrivere versi, perché il testo poetico, pur non essendo una panacea, ha potenzialità immense…


…Le poesie, oltre alla sfera dei sentimenti, possono toccare infinite tematiche ed attraversare più problemi sociali e, quindi – almeno da un punto di vista teorico – non conoscono limiti. Si trovano, ad esempio, splendide liriche che parlano di politica, di guerra, di dittatura, di cultura…

In una parola, i poeti si occupano anche della società in cui vivono…


…In molti testi poetici, indipendentemente dal tema principale trattato, si ritrova il tormento dell’essere umano che è sempre alla ricerca di qualcosa e che mai è realmente soddisfatto di sé o di quel che lo circonda. La poesia, proprio perché mette a nudo le anime, porta a galla questo variegato mondo di sensazioni, immagini, odori e colori. Per questo il poeta, veicolando i propri messaggi, permette alle opere poetiche di diventare tessuto connettivo dello spirito e del cuore…


…Nella poesia che “il dinanimismo” sogna e desidera diffondere, l’aspetto formale – pur essendo importante – deve rimanere secondario rispetto alla capacità dei testi di veicolare messaggi, perché tutto possa rimanere sempre e comunque riconducibile all’anima degli uomini ed all’aspetto intimo delle cose.

Solo gettando le proprie maschere, l’uomo può ascoltare la propria anima e può, di conseguenza, evitare di inaridirsi, alienarsi, ripiegarsi su se stesso, come avviene se si continua sulla strada del non ascolto.


-La copertina e’ di proprietà del dinanimismo

-Le immagini del presenti nell’e-book sono tutte Opere concesse dal Pittore Vincenzo Carofalo  http://www.facebook.com/#!/profile.php?id=100000349098153&ref=ts

Per leggere la biografia degli autori: http://recensionedinanimista.myblog.it/archive/2010/03/29/dizionario-biografico-autori-2-e-book-dinanimismo.html



 

 

L’ANIMA NEL SUO INFINITO DIVENIRE

“L’ANIMA NEL SUO INFINITO DIVENIRE”

di Liliana Ummarino

**Quadro “abstraction” della stessa Artista

abstraction liliana ummarino.JPG

IL PARADOSSO DELL’INFINITO APPLICATO ALL’ARTE:

PER QUANTO SI CERCHI DI USCIRE DALLA LOGICA DELLA RAGIONE
NON SI RIESCE    AD IMMAGINARE L’INFINITO.
LA NOSTRA MENTE,LA NOSTRA CONDIZIONE UMANA CI SPINGONO
A CONSIDERARE IL TEMPO E LO SPAZIO NELLA CONCEZIONE
DELLA DURATA DELLA NOSTRA ESISTENZA.
SOLO ATTRAVERSO LE EMOZIONI E “L’ANIMA”
CHE PRESCINDONO DALLA MATERIA DEL NOSTRO ESSERE,
SI PU0′ ACCETTARE L’IDEA DI UNA CONTINUITA’COSTANTE
CHE PRECEDA E PROLUNGHI LA VITA DI OGNI CELLULA E ATOMO
CHE COMPONE LA MATERIA DELL’UNIVERSO TANGIBILE.
ATTRAVERSO L’ISTINTO E LA FANTASIA DELLE EMOZIONI,
L’ARTISTA RIESCE A TRACCIARE UN IPOTETICO SEGMENTO
COMPIENDO UNA IPERBOLE CHE SI DISTACCA DALLA TRACCIA
CONTINUA DELL’INFINITO CREANDO UN PARADOSSO TRA UNA OPINIONE
COMUNE CHE SI RIVELA FALLACE ATTORNO AD UNA CRITICA
PONDERALE E COMPIUTA RIVELANDOSI CONTRARIA
AD OGNI RAGIONAMENTO.
DIVERSI ARTISTI CON LE LORO OPERE ASTRATTE,
INFORMALI, FIGURATIVE, CONCETTUALI, SIMBOLICHE, HANNO DATO FORMA
ALL’IDEA DELL’INFINITO INTERPRETANDONE IL MISTERO,
IL FASCINO DELL’IGNOTO E LA DRAMMATICITA’ DELLA IMPOTENZA
DI SCINDERE LA COSAPEVOLEZZA DATA DA UN PRINCIPIO E UNA FINE
DALL’ASTRAZIONE DELL’ETERNITA’.
OGNI UOMO CHE SI RICONOSCE NELLA SUA DIMENSIONE DIVINA
PORTA A TERMINE IL PROGETTO CHE HA DATO VITA ALLA SCINTILLA
CHE LO HA CONCEPITO.
NELLA TENSIONE VERSO L’INFINITO L’ARTE STESSA
COMPIE IL SUO TRASCENDIMENTO.

L.U.

             L’INFINITO E L’ARTE

VIAGGIO NELL’INFINITO SULLE ALI DELLA FANTASIA.
PORTO CON ME UN BAGAGLIO FATTO DI SPERANZE,
DI IDEE…….
MI FERMO AD OGNI STAZIONE.
LA MIA VALIGIA E’ ENORME, MA LEGGERA,
COME UN ILLUSIONISTA NE ESTRAGGO NASTRI COLORATI,
CAPPELLI DI CARTONE, STOFFE DI VELLUTO.
MI COLORO IL VISO DISEGNANDO SORRISI E LACRIME.
IN OGNI LUOGO LASCIO LA MIA IMPRONTA
IMPRIMENDOLA NELLA POLVERE DEI SOGNI.
NELL’INFINITO NON INVECCHIERO’
PERCHE’ NON AVRO’ MUSCOLI ,OSSA, SANGUE.
SARO’ PURA ENERGIA, SARO’ LUCE,
SPIRITO, FANTASIA,
SARO’ MUSICA, DANZA,
SARO’ PASSIONE, AMORE,
SARO’ ARTE…..

L.U.

** Questa ed altre opere degli artisti dell’ Ass. artistica ARTARVALIA DEL XV MUNICIPIO DI ROMA saranno esposte nella MOSTRA collettiva:  ” L’INFINITO E L’ARTE” Presso:

BIBLIOTECA MARCONI
via CARDANO 135 ROMA
DAL 12 AL 19 APRILE 2010

 

LA PAROLA DINANIMISTA

 

DINANIMISMO (Movimento Poetico Rivoluzionario delle Anime): UNA SEMPLICE PAROLA!

Istruzioni per l’uso dedicate a Critici ed Artisti scettici.

di

Zairo Ferrante


Ormai lo ripeto spesso, il DinAnimismo non è un movimento, non mira a diventare un contenitore di artisti.

Non vuole, assolutamente, avere pittori e scrittori tra i suoi seguaci e non chiederà mai una tessera a nessuno.

DinAnimismo è una semplice parola, che vuole descrivere un movimento dell’animo umano dettato dall’opera d’arte.

Tale movimento deve essere un sensuale tango tra l’artista ed il pubblico, un movimento attivo in entrambi i casi.

DinAnimista è ogni opera d’arte indirizzata all’uomo con lo scopo di evidenziare contraddizioni, situazioni nascoste o disagi insiti nella società.

DinAnimista è l’artista che si prefigge, per mezzo della sua produzione, di “scavare” nell’animo umano, di offrire un nuovo punto di vista alla gente, di entrare in sintonia con la folla.

Si fa DinAnima ogni volta che, tramite l’arte, si vuole interrogare il fruitore stesso dell’opera portandolo inevitabilmente a porsi delle domande ed impegnandolo attivamente nella ricerca di risposte.

Con questa semplice parola si vuole inaugurare l’alba di una nuova era, in cui Arte, mass media e progresso tecno-scientifico devono, assolutamente, collaborare per informare, sensibilizzare ed aiutare l’uomo nel suo incessante divenire.

Questi appena espressi sono, tra l’altro, concetti già evidenziati perfettamente in diverse opere d’arte che avevano il chiaro scopo di sensibilizzare, contestualizzare, ammonire, spronare o informare l’uomo sulla società e sul possibile futuro (basti pensare all’ Urlo di Munch, a Guernica di Picasso, a numerose opere di De Chirico, al “Disertore” splendida poesia di Boris Vian o all’intera produzione Futurista).

Adesso però, tenuto conto dell’incessante e veloce evolversi del mondo, occorre esaltare ancora di più questo ruolo sociale e psicologico dell’arte, spronando energicamente l’artista a percorrere queste, non nuove ma mutevoli, strade.

Ecco perché è nata questa nuova parola ed ecco perché gradirei che il DinAnimismo diventasse espressione di un Movimento Artistico (e non solo Poetico) Rivoluzionario delle Anime.

In conclusione, quindi, auspico che questo nuovo e simpatico termine inizi presto a fluire dalle bocche dei Critici e ad entrare nei cuori degli Artisti più scettici; affinché l’arte possa davvero ritornare a disposizione della gente, sposarsi con le loro anime e supportarle in questo meraviglioso e futuribile viaggio che si chiama vita.


Zairo Ferrante

INTERVISTA DINANIMISTA al Pittore VINCENZO CAROFALO

 

INTERVISTA DINANIMISTA al Pittore VINCENZO CAROFALO


di Michela Erika Rossano


Il Maestro Vincenzo Carofalo è uno tra i più importanti artisti italiani contemporanei. Conosciuto in tutto il mondo le sue opere impreziosiscono numerose gallerie d’arte e collezioni private.

Ha ricevuto, nella sua ricca carriera, numerosi premi sia nazionali che internazionali. E’ stato premiato dalla stampa Italiana in occasione della mostra Internazionale sulla nave “Grado”.

Molti gli Uomini illustri che hanno parlato di Lui e delle sue Opere: “ “…E forse è nato chi prepara, nei quadri, l’annuncio della fine della separazione, l’amoroso sorgere di una pittura senza terrore. (Carlo Levi)””

E’ stato intervistato, per il Movimento DinAnimista, da Michela Erika Rossano:

 


1) Seppur nel pieno della sua attività, Lei ha alle spalle una lunghissima carriera ed una grandissima produzione artistica.

Ci racconti quando e come è nata la sua passione per la pittura.


Innanzitutto voglio ringraziare il Dott. Roberto Guerra per questa opportunità.

Non ricordo mai di non aver dipinto, se vado indietro nel tempo le mie giornate le ricordo sempre piene di colori, di tavolozze e di tele.

Forse è proprio vero che l’uomo nasce con le sue passioni, la mia è stata quella della pittura.

Certo, in seguito, gli studi anno completato quella che era una mia tendenza naturale.

Devo ringraziare il destino che mi ha dato grandi maestri, come il grande ed indimenticabile artista Raffaele Spizzico, preside del Liceo e Accademia di Belle Arti di Lecce.

Dalla sua guida ho tratto vantaggi, veramente illimitati, per il successivo percorso d’Artista contemporaneo che ho intrapreso.


2) I suoi quadri sono esposti in tutto il Mondo, Australia, Francia, Egitto, Spagna.

Ma Lei è originario di Torre S. Susanna (Br).

Ci descriva il suo esordio e come lo ha vissuto.


Sono stato, negli anni 70/80, il promotore del “ Centro Artistico del Salento “ e tramite questo ho avuto modo di intraprendere scambi commerciali ed artistici sia Nazionali che Internazionali.

E’ stato il punto di riferimento ed il trampolino di lancio per tutta la mia successiva attività artistica.

Dal Centro del Salento sono passate le più grandi firme dell’arte contemporanea.


3) Hanno parlato di Lei e delle sue opere moltissimi Uomini illustri Guttuso, Treccani, Levi e tanti altri. Chi tra questi ha maggiormente segnato ed influenzato la sua produzione artistica e perché no, la sua vita?


Certamente gli Artisti che, maggiormente, hanno influenzato la mia vita e la mia produzione sono stati Remo Brindisi ed Ernesto Treccani , basti pensare che il Maestro Treccani voleva facessi parte del suo enturage artistico a Milano.


4) Una domanda per i più curiosi: i Maestri come Lei hanno sempre qualche aneddoto nascosto o qualche incontro importante da raccontare, potrebbe svelarcene qualcuno?


Sono tanti gli aneddoti e le vicende riguardanti i Grandi del secolo scorso ed in questa sede sarebbero troppo lunghe e complicate da raccontare.

Ma tra i tanti incontri che hanno segnato il mio percorso ricordo molto volentieri quello con Eugenio Montale e quello con l’indimenticabile Nino Rota.


5) Elementi ricorrenti nelle sue Opere sono paesaggi dai colori intensissimi e uomini immortalati nell’attimo della loro più intima essenza. Qual è la corrente artistica che maggiormente ha influenzato la sua produzione?


L’Ho detto più volte in altre interviste e non voglio smentirmi.

In un certo senso, per me, l’Arte figurativa si è fermata all’Impressionismo, tutto ciò che viene dopo è solo ricerca.


6) Tanti i capolavori che ci ha regalato, ma qual è quello a Lei più caro e perché?


Tutti i miei quadri sono stati concepiti con passione ed amore per quella tela bianca

che avevo di fronte, perché sapevo che se avessi aggiunto dei colori sarebbe nato qualcosa che prima di quel momento non esisteva!


7) Recentemente un suo quadro è stato fonte d’ispirazione per i versi del poeta Zairo Ferrante dando così vita alla seconda azione del Dinanimismo, movimento poetico letterario ideato dallo stesso scrittore. Il Dinanimismo mira ad esaltare l’arte intesa come “linguaggio dell’anima ed importantissimo sostegno per l’uomo del futuro”. Cosa pensa del giovane poeta e del suo lavoro?


Zairo Ferrante è certamente un giovane che ha di fronte a sé un chiaro avvenire.

I suoi versi mi hanno conquistato ancor prima che diventassimo amici, il seguito lo conoscete anche voi.


8) Secondo Lei ci sarà spazio per l’arte e quale ruolo potrà rivestire in un mondo caratterizzato dal continuo ed dirompente progresso tecnologico?


L’uomo si può dotare, come è giusto che avvenga, delle più avanzate ricerche e stigmatizzare sulla faccia dei continenti il suo ruolo continuo e incessante.

Una cosa non potrà mai fare: togliere all’essere umano l’anima che ha dentro e con essa tutto il suo mondo interiore.


9) Siamo curiosi, ci regali un’esclusiva: Ha in cantiere progetti per l’immediato futuro?


I progetti sono tanti ed in cantiere ci sono soprattutto molte mostre ed incontri.

Sarete i primi ad essere informati ed per chiudere voglio, ancora una volta, salutare il Dott.Guerra, Erika e Zairo.



A questo punto non mi resta che ringraziare il Maestro per la sua enorme ed impagabile disponibilità.

L’incontro con i Grandi, in qualsiasi modo avvenga, lascia sempre qualcosa in fondo all’anima.

Sono abbastanza sicura che, questo qualcosa, si chiami felicità.

Grazie ancora! ”


R.E.M

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